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Ace Jazz Festival San Marino: il nuovo festival della Repubblica di San Marino

1° Edizione

18 luglio – 22 agosto 2020

Repubblica di San Marino

Un festival che nasce vincente nonostante le anomalie inevitabili nell’anno della pandemia: la prima edizione dell’Ace Jazz Festival San Marino si terrà dal 18 luglio al 22 agosto a San Marino.

Ideato prima dell’emergenza sanitaria pensando a un connubio tra musica e tennis, il festival è stato rimodulato per poter esordire comunque, nonostante tutto. Sarà dunque un’edizione “a bassa densità” in cui i legami con lo sport saranno accennati per essere poi ripresi e sviluppati in prossime edizioni.

Ace, nel tennis, è un servizio vincente, un primo colpo perfettamente mirato che va subito a segno. E tale sembra essere la prima edizione del festival sammarinese: in un’estate in cui le programmazioni dal vivo saranno radicalmente ridimensionate (nella migliore delle ipotesi: l’alternativa è rimanere inattivi), riuscire a dare vita a una nuova iniziativa è come vincere uno Slam.

Celebrità della musica nazionale come Raphael Gualazzi e Ginevra Di Marco sono state invitate a giocare questo primo match musicale. Oltre a loro, i set jazzistici con Rita Marcotulli e Dado Moroni e la Tower Jazz Composers Orchestra. Continua a leggere

Premio Tenco 2020: i vincitori

TARGHE TENCO 2020

IL MAGGIOR RICONOSCIMENTO DELLA CANZONE D’AUTORE ITALIANA 

I VINCITORI  

 

MIGLIOR ALBUM IN ASSOLUTO 

BRUNORI SAS – Cip!

 

OPERA PRIMA 

PAOLO JANNACCI – Canterò

 

CANZONE SINGOLA 

TOSCA – Ho amato tutto (scritta da Pietro Cantarelli)

 

INTERPRETE DI CANZONI 

TOSCA – Morabeza

 

ALBUM IN DIALETTO 

NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE – Napoli 1534. Tra moresche e villanelle

 

ALBUM COLLETTIVO A PROGETTO 

ex aequo

Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti…

Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero

 

Teatro Ariston – Sanremo

RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE (PREMIO TENCO) 

Novembre 2020

Roma, 1 luglio 2020 – Brunori Sas, Tosca, Paolo Jannacci, Nuova Compagnia di Canto Popolare e i progetti Note di Viaggio – Capitolo 1: venite avanti in ex aequo con Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero sono i vincitori delle Targhe Tenco 2020, il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso.

Gli artisti e i progetti discografici sono stati votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali.

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Recensione: Smashing Triad(s) di Mauro Ottolini al Correggio Jazz Festival

Recensione e Foto di : Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Correggio Jazz / Crossroads

Correggio Jazz è proseguito sabato 4 luglio nel Cortile del Palazzo dei Principi con il concerto del quartetto “Smashing Triad(s)” di Mauro Ottolini.

“Smashing Triad(s)” – la “triade che spacca” – è il titolo di un brano di Fats Waller e rivela la prima fonte di ispirazione del gruppo: il jazz primigenio di New Orleans degli anni Venti e Trenta.

Ed eccoci così catapultati nelle rivoluzioni estetiche di un repertorio che passa dal jazz delle origini ai Radiohead e Tom Waits, una specie di rivisitazione fantascientifica delle musica di New Orleans.

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Gli “Smashing Triad(s)” sono un quartetto dalla ormai lunga storia e dall’insolita strumentazione – dove mancano piano, basso e batteria -, al cui affiatamento contribuisce anche il fatto che i musicisti che lo compongono (Vanessa Tagliabue Yorke voce e percussioni, Guido Bombardieri al clarinetto e Enrico Terragnoli al banjo e chitarra) seguono da sempre Ottolini in varie altre sue formazioni, compresi i celeberrimi Sousaphonix. La vocalist Vanessa Tagliabue Yorke, in particolare, condivide con Ottolini l’ideazione di questo progetto, al servizio del quale ha messo tutta la sua passione ed esperienza nel campo del jazz tradizionale.

La serata è stata suddivisa in due set per permettere di attenersi alle norme di distanziamento sociale anti-Covid tra gli spettatori: il primo set alle 20.30, il secondo alle 22.30.

FANO JAZZ BY THE SEA 2020 riparte la XXVIII Edizione dal 24 al 31 luglio

XXVIII edizione

24 – 31 luglio

Città e resilienza: la cultura come antidoto per la ripartenza

La XXVIII edizione di Fano Jazz By The Sea si svolgerà, come da tradizione, dal 24 al 31 luglio. Sarà inevitabilmente un’edizione diversa, rimodulata nel programma e nella logistica alla luce della presente situazione; verranno quindi rispettate tutte le normative anti Covid 19, dalla sanificazione dei luoghi di spettacolo al distanziamento del pubblico, garantendo la sicurezza di artisti, spettatori e di tutto lo staff organizzativo. Ma lo spirito di Fano Jazz By The Sea, inclusa la sua vocazione Green, sarà mantenuto intatto, attraverso la conferma delle sezioni principali – Main Stage alla Rocca Malatestiana, Exodus Stage alla Pinacoteca di San Domenico, Young Stage alla Chiesa di San Francesco, Cosmic Journey nei locali del Pincio – con l’aggiunta di Live In The City, concerti aperitivo nei locali del Lungomare del Lido e Sassonia, Torrette e PonteSasso.

Per Massimo Seri, Sindaco di Fano: «Fano Jazz By The Sea, insieme ad altri eventi di particolare rilievo, rappresenta uno dei momenti caratterizzanti della programmazione di cultura e spettacolo della nostra Città. Una Città che ci piace pensare come un teatro a cielo aperto, “En plein air”, dove i cittadini e i turisti possono riprendersi gli spazi, possono vivere all’aria aperta nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza dettate dall’emergenza Coronavirus. Fano Jazz By The Sea fa anche parte del processo di candidatura della Città a capitale italiana della cultura 2022».

Per Adriano Pedini, Direttore Artistico di Fano Jazz By The Sea, lo svolgimento del festival è quest’anno un traguardo fino a poco tempo fa non scontato: «Era il 4 marzo quando stavamo per presentare la XXVIII edizione del festival, con importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, fra cui la sua diffusione in tutto il territorio Provinciale. Ora, in conseguenza del Covid – 19, e del conseguente smarrimento iniziale di fronte a un’emergenza inedita di tale portata, abbiamo dovuto ripensare tutto e rinviare questo progetto, così come quest’anno non potremo allestire il Jazz Village e non potrà svolgersi il consueto appuntamento conclusivo alla Golena del Furlo di Acqualagna. Il programma del Festival – che potrebbe riservare ancora qualche sorpresa – è stato quindi riformulato e rimodulato; e nel farlo ci si è attenuti a due parole precise: Città e Resilienza. Città come centro della vita civile, Resilienza come capacità di far fronte in maniera positiva e propositiva ad eventi drammatici. In tutto questo, l’incoraggiamento e il sostegno del Comune di Fano e di tutte le altre Istituzioni è determinante affinché il Festival possa svolgersi».

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Il manifesto ufficiale degli eventi dell’estate 2020 di Umbria Jazz

LIFE LIKE JAZZ

di Martina Cinefra, Giuseppe Gullà

“L’ispirazione proviene dalla citazione di George Gershwin “la vita somiglia molto al jazz: è meglio quando si improvvisa”, il cui senso può essere riassunto in “LIFE LIKE JAZZ”. L’ improvvisazione può essere associata ad un’azione svolta senza pensarci, senza freni inibitori e questo comportamento ricorda il modo d’agire e di esprimersi dei bambini, soprattutto quando disegnano o colorano. L’Albero della Vita rappresenta l’Umbria, soprannominata “polmone verde”, e il dinamismo che caratterizza la musica, in particolare il jazz, e la vita stessa. La sua colorazione segue proprio la “tecnica” che utilizzerebbe un bambino.”

L’immagine è stata scelta attraverso il workshop.concorso a distanza “UMBRIA JAZZ SMART DESIGN” organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Corso di Laurea in Design, e Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, al quale hanno partecipato 60 studenti.

Recensione : Genova ricorda i 50 anni dei Pink Floyd

Recensione e Foto a cura di Vittorio Santi

 

Nello scenario inconfondibile della piazza delle feste nel Porto Antico di Genova sede di molte manifestazioni durante tutto l’anno il 30 Giugno, data significativa per la ns città è andato in scena a cura di Unigez il secondo live: Outside the wall.

L’evento, parte integrante della rassegna Estate Spettacolo del Porto Antico ha riscosso un grande successo e ha riempito (in tempo di covid) l’arena.

Line Up della serata:
Roberto Tiranti voce,  Enrica Capilli cori, Rodolfo Cervetto batteria, Francesco Martini chitarra ritmica, Francesco Negri tastiere, Luca Sabatini al basso, Gianluca Vaccarino chitarra solista.

Cosa dire della performance ? Travolgente trascinante…la musica di questo gruppo storico ha ancora la capacità di radunare e far provare tante e tali emozioni a distanza di anni.

Possiamo quindi  ancora nutrire qualche speranza che le generazioni future abbiano memoria di questo e di altre formazioni musicali storiche .

La voce di Roberto Tiranti ha contagiato davvero tutto il pubblico che per fortuna della musica era composto in maniera trasversale da studenti giovani e adulti.

Tra i brani proposti hanno avuto il posto d’onore i più universalmente conosciuti : Another brick in the wall (1), wish you were here, shine on you crazy diamond e molti altri successi.

La band formata da musicisti di vero spessore ha eseguito i pezzi con vera partecipazione,senza risparmiare una stilla di sudore nella calda notte genovese.

Recensione: Kelly Joyce & Decanto ospite di Riverberi 2020

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sono troppo emozionata stasera ad essere qui su questo palco, dopo mesi di forzata lontananza dalle scene e dal pubblico. Avevamo tutti bisogno di tutto questo, dei vostri applausi e della vostra presenza, ma soprattutto della Musica da condividere con tutti voi perché la Musica, ed oggi ne sono ancora più convinta, può essere la chiave per poter superare tutto questo”.

Con queste parole Kelly Joyce, artista di altissimo livello e di grande fascino, ha iniziato il concerto di domenica 28 giugno a San Martino Sannita(BN) ultima tappa della X Edizione di Riverberi Jazz Festival, ideato e diretto da Luca Aquino con il partenariato di 6 Comuni (San Nicola Manfredi, San Leucio del Sannio, Sant’Angelo a Cupolo, Apice, San Nazzaro e San martino Sannita) della provincia di Benevento che hanno ospitato i sei concerti della rassegna che hanno visto alternarsi sul palco di questo prestigioso festival la musica sempre coinvolgente di altrettanti artisti come Joice Elaine Yuille & Hammond Groovers, Three One, Omar Sosa, Jamese Senese & Napoli Centrale, Serena Brancale e appunto, come ultima serata, Kelly Joyce & Decanto.

Da una geniale idea di Luca Aquino , maestro indiscusso del jazz italiano ed internazionale e dell’esplorazione delle differenti sonorità acustiche e delle possibilità che esse hanno di amplificarsi e di espandersi negli spazi dell’architettura (ne è  esempio lo stesso progetto “The Skopje Connection” da quale poi Luca ha preso ispirazione per dare vita al Festival stesso) , in questi 10 anni Riverberi ha diffuso e diffonde l ‘idea , come è riportato nella descrizione del festival stesso “di una musica che si moltiplica e si propaga oltre i vincoli e le barriere tra i differenti generi e i linguaggi espressivi”.

Quest’anno è stata l’Edizione della “rinascita”. Fino a pochi giorni prima del Festival stesso ha rischiato di essere sospeso per gli evidenti motivi che tutti conosciamo. Organizzare un Festival in spazi aperti ha sempre richiesto un impegno enorme da parte degli organizzatori e realizzatori del progetto stesso, ma quest’anno gli ostacoli sembravano davvero una sfida impossibile. Il solo allestimento delle aree che hanno ospitato i concerti ha comportato uno sforzo enorme da parte di tutti i soggetti interessati dalla realizzazione delle serate, a partire dall’accoglienza del pubblico, all’impegno di tutti a partire dalla Protezione Civile agli stessi organizzatori e Sindaci e rappresentanti comunali per far sì che tutte le norme stabilite dal Governo per gli spettacoli venissero attuate.

E il pubblico ha dimostrato ancora una volta di essere legato a tale manifestazione e nonostante i limiti imposti dalla legge, e ha partecipato con grande entusiasmo al punto tale che ogni serata si è rivelata un autentico successo di pubblico e di critica.

Domenica 28 giugno l’ultima serata ha visto sul palco un’Artista conosciuta dal pubblico di Riverberi in quanto è stata già ospite della rassegna stessa nelle edizioni precedenti: Kelly Joice, accompagnata dal gruppo Decanto formato da Teo Ciavarella al pianoforte, Stefano Serafini alla tromba, Riccardo Bertozzini alla chitarra, Edoardo Petracci al basso, Massimo Ferri alla batteria.

Kelly Joyce nasce a Parigi nel 1982. Figlia d’arte – il padre e la madre sono entrambi musicisti – si trasferisce da giovanissima in Italia dove prende lezioni di violino e pianoforte; contemporaneamente studia danza alla Royal Academy di Londra. Il suo esordio sulle scene avviene nel 2001 con il singolo “Vivre la Vie”, che diventa una Hit internazionale e apre la strada all’album Kelly Joyce” da Universal Music. Il disco vende più di 600.000 copie in tutto il mondo con passaggi televisivi e radiofonici che vanno dal Canada alla Nuova Zelanda alla Siberia e all’Africa. In Francia ottiene una nomination ai French Music Awards.
In seguito la cantante partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, Porretta Jazz, Pozzuoli Jazz Festival Incontra, in occasione del Concerto di Natale in Vaticano, in un’udienza privata, Papa Wojtila Giovanni Paolo II.

In seguito affronta un tour fra Russia e Europa, prima con un trio e poi con un quintetto jazz. Nel giugno 2004 viene pubblicato “Chocolat”, di cui la cantante è anche autrice, che contiene testi del periodo adolescenziale alternati a brani più recenti. Da questo secondo album sono estratti i singoli “Little Kaigé”, ballata sulla nascita della sorellina, uscito già nell’estate del 2003, e “C’est l’amour qui vient”, che anticipa e lancia l’uscita del disco. Il terzo singolo estratto dall’album è “Melody”. Nel 2005 collabora con il produttore Fish ed il rapper Esa per il brano “Cos’è che vuoi da me” e nel 2006 in “Tu mi porti su” alla realizzazione dell’intero album “Big Fish”. Nel 2007 realizza la cover del brano “Delicate” assieme al gruppo ucraino Four-Kings. Nel 2009 realizza il singolo “Rendez Vous” ispirato agli anni ’30 con video dedicato a Josephine Baker, in cui indossa la famosissima gonna di banane. Nel 2010 “Rendez-Vous” viene scelta per 6 mesi consecutivi per lo spot della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo e con Panariello e Incontrada. Kelly Joyce si esibisce su diversi palcoscenici importanti del panorama Jazz con repertorio contaminato che viaggia attraverso le sue diverse origini che vanno dal Blues al Negro Spiritual alla BossaNova e Fado Portoghese. Nel 2011 si esibisce sul palco più importante di Mosca al Teatro Crocus per tre date con il Moulin Rouge. Il Moscow Time ne parla in modo entusiasta e la rilancia nell’ex Unione Sovietica. In seguito incide una collaborazione con i Berardi Jazz Connection musicisti Jazz Pugliesi scrivendo “Love Recepie”, singolo fortunato anche divulgato in Giappone. Nel 2012 incide il singolo “Wake Up” con i Four Crackers, con influenze anni ’70, con tournée e aperture di grandi concerti, come Ben Harper, Norah Jones e gli Incognito.

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Recensione: Bebo Ferra Quartet in “Metafisica” alla rassegna Correggio Jazz Crossroads

Articolo e photo di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Bebo Ferra Quartet “Metafisica”

 

Bebo Ferra – chitarre;

Fulvio Sigurtà – tromba, flicorno;

Salvatore Maiore – contrabbasso;

Alessandro Paternesi – batteria

 CORREGGIO (Reggio Emilia) – Dopo l’emozionante “ripartenza” con il Norma Ensemble di mercoledì scorso, Correggio Jazz / Crossroads prosegue nel Cortile del Palazzo dei Principi con una prima assoluta: il concerto del Bebo Ferra Quartet con il nuovo progetto “Metafisica”.

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Una nuova formazione del chitarrista cagliaritano Bebo Ferra che si avvale della collaborazione di tre musicisti tra i più apprezzati del panorama nazionale e internazionale.

Le composizioni del chitarrista, nate in collaborazione con Paolo Fresu, per il film “ ll Mio Domani” della regista Marina Spada, sono il punto di partenza da cui l’artista sardo ha colto ispirazione per comporre un repertorio di musiche che avessero una forte componente evocativa e grande forza narrativa.

Melodie articolate su un profilo armonico denso, ricco di sfumature e profondità espressiva, fanno parte di un discorso compositivo ampio e complesso che ha come fine ultimo l’esaltazione della cantabilità.

 

Nato a Cagliari nel 1962, Ferra si esibisce professionalmente dal 1979. I suoi primi importanti passi, a Milano, sono con Gianni Coscia e la seconda edizione degli Area diretta da Giulio Capiozzo. Negli anni Novanta consolida i rapporti con Paolo Fresu (col gruppo Internòs) ed entra nell’orbita di Mauro Negri, Michael Rosen, Gianni Cazzola. In anni più recenti sono arrivate le collaborazioni con Javier Girotto, Paolino Dalla Porta, Rosario Bonaccorso e Fabrizio Sferra, Enrico Pieranunzi, Raffaello Pareti, Antonello Salis.

Recensione: Norma Ensemble ospiti del Correggio Jazz Festival 2020 Reloaded

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

Correggio Jazz festival 2020 Reloaded

Mercoledì 24 giugno

NORMA ENSEMBLE

Marcello Allulli – sax soprano, sax tenore;

Enrico Zanisi – pianoforte, synth;

Jacopo Ferrazza – contrabbasso;

Valerio Vantaggio – batteria

Norma Ensemble: Norma sta per Non Opporre Resistenza Ma Ascolta. Questi ben noti jazzisti nazionali, assieme dal 2019, offrono all’ascoltatore un jazz dalla spiccata matrice europea, tutto all’insegna delle composizioni originali.

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Lo si può ascoltare sul disco di esordio del gruppo, Revelation, uscito lo scorso febbraio: nella musica dell’ensemble si fondono le diverse identità culturali e le personalità dei quattro artisti, creando un discorso dalla forte coesione stilistica. Coesione che però lascia ampio spazio alle aperture estetiche, alle contaminazioni che pescano oltre i confini del jazz.

Recensione: Eleonora Strino, Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco ospiti dalla rassegna “You Must Believe In Spring” Mantova

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

E’ ripartita giovedì 25 giugno You Must Believe In Spring a Mantova, la rassegna dell’Associazione Culturale 4’33”, guidata dalla direzione artistica di Matteo Gabutti.

Il programma prevede tre concerti declinati al femminile nel Cortile D’Onore di Palazzo Te, con protagonisti i diversi approcci alla musica jazz delle giovani musiciste italiane.

Il primo concerto ha visto il nuovo progetto della chitarrista Eleonora Strino, talento puro del jazz italiano che ha presentato le sue nuove composizioni in compagnia di Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco.

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Un trio perfetto la cui musica, carica di riferimenti autobiografici, è sostenuta da un’intesa straordinaria tra i musicisti che provengono da diversi approcci al linguaggio del jazz ma che trovano nelle composizioni di Eleonora equilibrio e al tempo stesso lo spazio necessario per mettere in luce le proprie doti espressive.

Le composizioni eseguite sono composizioni originali della stessa Eleonora, “nascite naturali del richiamo del mare, degli odori e dei vicoli di Napoli, del sogno americano, degli amori dannati e di quelli benedetti, del vento di Amsterdam, dell’eleganza dei palazzi torinesi, dei colori della famiglia, degli occhi onesti degli amici, della speranza e della volontà”.

 

La rassegna proseguirà il 16 luglio con il concerto di Gaia Mattiuzzi Roaming Minds con Alessandro Lanzoni al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Enrico Morello alla batteria.

Il 23 luglio sarà la volta di Vocione con Marta Ravaglia, voce e Toni Cattano al trombone.

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