Recensione: Kelly Joyce & Decanto ospite di Riverberi 2020

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sono troppo emozionata stasera ad essere qui su questo palco, dopo mesi di forzata lontananza dalle scene e dal pubblico. Avevamo tutti bisogno di tutto questo, dei vostri applausi e della vostra presenza, ma soprattutto della Musica da condividere con tutti voi perché la Musica, ed oggi ne sono ancora più convinta, può essere la chiave per poter superare tutto questo”.

Con queste parole Kelly Joyce, artista di altissimo livello e di grande fascino, ha iniziato il concerto di domenica 28 giugno a San Martino Sannita(BN) ultima tappa della X Edizione di Riverberi Jazz Festival, ideato e diretto da Luca Aquino con il partenariato di 6 Comuni (San Nicola Manfredi, San Leucio del Sannio, Sant’Angelo a Cupolo, Apice, San Nazzaro e San martino Sannita) della provincia di Benevento che hanno ospitato i sei concerti della rassegna che hanno visto alternarsi sul palco di questo prestigioso festival la musica sempre coinvolgente di altrettanti artisti come Joice Elaine Yuille & Hammond Groovers, Three One, Omar Sosa, Jamese Senese & Napoli Centrale, Serena Brancale e appunto, come ultima serata, Kelly Joyce & Decanto.

Da una geniale idea di Luca Aquino , maestro indiscusso del jazz italiano ed internazionale e dell’esplorazione delle differenti sonorità acustiche e delle possibilità che esse hanno di amplificarsi e di espandersi negli spazi dell’architettura (ne è  esempio lo stesso progetto “The Skopje Connection” da quale poi Luca ha preso ispirazione per dare vita al Festival stesso) , in questi 10 anni Riverberi ha diffuso e diffonde l ‘idea , come è riportato nella descrizione del festival stesso “di una musica che si moltiplica e si propaga oltre i vincoli e le barriere tra i differenti generi e i linguaggi espressivi”.

Quest’anno è stata l’Edizione della “rinascita”. Fino a pochi giorni prima del Festival stesso ha rischiato di essere sospeso per gli evidenti motivi che tutti conosciamo. Organizzare un Festival in spazi aperti ha sempre richiesto un impegno enorme da parte degli organizzatori e realizzatori del progetto stesso, ma quest’anno gli ostacoli sembravano davvero una sfida impossibile. Il solo allestimento delle aree che hanno ospitato i concerti ha comportato uno sforzo enorme da parte di tutti i soggetti interessati dalla realizzazione delle serate, a partire dall’accoglienza del pubblico, all’impegno di tutti a partire dalla Protezione Civile agli stessi organizzatori e Sindaci e rappresentanti comunali per far sì che tutte le norme stabilite dal Governo per gli spettacoli venissero attuate.

E il pubblico ha dimostrato ancora una volta di essere legato a tale manifestazione e nonostante i limiti imposti dalla legge, e ha partecipato con grande entusiasmo al punto tale che ogni serata si è rivelata un autentico successo di pubblico e di critica.

Domenica 28 giugno l’ultima serata ha visto sul palco un’Artista conosciuta dal pubblico di Riverberi in quanto è stata già ospite della rassegna stessa nelle edizioni precedenti: Kelly Joice, accompagnata dal gruppo Decanto formato da Teo Ciavarella al pianoforte, Stefano Serafini alla tromba, Riccardo Bertozzini alla chitarra, Edoardo Petracci al basso, Massimo Ferri alla batteria.

Kelly Joyce nasce a Parigi nel 1982. Figlia d’arte – il padre e la madre sono entrambi musicisti – si trasferisce da giovanissima in Italia dove prende lezioni di violino e pianoforte; contemporaneamente studia danza alla Royal Academy di Londra. Il suo esordio sulle scene avviene nel 2001 con il singolo “Vivre la Vie”, che diventa una Hit internazionale e apre la strada all’album Kelly Joyce” da Universal Music. Il disco vende più di 600.000 copie in tutto il mondo con passaggi televisivi e radiofonici che vanno dal Canada alla Nuova Zelanda alla Siberia e all’Africa. In Francia ottiene una nomination ai French Music Awards.
In seguito la cantante partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, Porretta Jazz, Pozzuoli Jazz Festival Incontra, in occasione del Concerto di Natale in Vaticano, in un’udienza privata, Papa Wojtila Giovanni Paolo II.

In seguito affronta un tour fra Russia e Europa, prima con un trio e poi con un quintetto jazz. Nel giugno 2004 viene pubblicato “Chocolat”, di cui la cantante è anche autrice, che contiene testi del periodo adolescenziale alternati a brani più recenti. Da questo secondo album sono estratti i singoli “Little Kaigé”, ballata sulla nascita della sorellina, uscito già nell’estate del 2003, e “C’est l’amour qui vient”, che anticipa e lancia l’uscita del disco. Il terzo singolo estratto dall’album è “Melody”. Nel 2005 collabora con il produttore Fish ed il rapper Esa per il brano “Cos’è che vuoi da me” e nel 2006 in “Tu mi porti su” alla realizzazione dell’intero album “Big Fish”. Nel 2007 realizza la cover del brano “Delicate” assieme al gruppo ucraino Four-Kings. Nel 2009 realizza il singolo “Rendez Vous” ispirato agli anni ’30 con video dedicato a Josephine Baker, in cui indossa la famosissima gonna di banane. Nel 2010 “Rendez-Vous” viene scelta per 6 mesi consecutivi per lo spot della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo e con Panariello e Incontrada. Kelly Joyce si esibisce su diversi palcoscenici importanti del panorama Jazz con repertorio contaminato che viaggia attraverso le sue diverse origini che vanno dal Blues al Negro Spiritual alla BossaNova e Fado Portoghese. Nel 2011 si esibisce sul palco più importante di Mosca al Teatro Crocus per tre date con il Moulin Rouge. Il Moscow Time ne parla in modo entusiasta e la rilancia nell’ex Unione Sovietica. In seguito incide una collaborazione con i Berardi Jazz Connection musicisti Jazz Pugliesi scrivendo “Love Recepie”, singolo fortunato anche divulgato in Giappone. Nel 2012 incide il singolo “Wake Up” con i Four Crackers, con influenze anni ’70, con tournée e aperture di grandi concerti, come Ben Harper, Norah Jones e gli Incognito.


Nel dicembre 2013 Kelly viene invitata dal governo Russo per un concerto al Cremlino e successivamente si è dedicata alla promozione del suo ultimo lavoro jazz acustico dedicato all’Africa “JazzMon Amour “(pour l’Afrique), che contiene brani famosi di Kelly rivisitati in chiave acustica con sonorità e richiami africani.
Sul palco di Riverberi, elegantissima nel suo luccicante abito nero, ha letteralmente conquistato il pubblico non solo con la sua voce dal timbro particolarissimo ma anche dalla sua eleganza e dal suo fascino, oltre ad una naturale inclinazione a dominare il palco con grande professionalità e disponibilità a dare il giusto spazio agli assoli dei musicisti che lo hanno accompagnata.
Il concerto è iniziato con il ritmo di “Avec l’Amour “uno dei suoi primi successi del 2001, seguito da una bellissima versione in chiave R&B di “Summertime” per poter poi concludere con un omaggio alla voce indimenticabile di Mina “L’Importante è finire”. Tre brani diversissimi l’uno dall’altro ma che l’Artista affronta con indiscusso talento e che dimostrano l’essenza stessa del concerto che sarà per tutta la serata un emozionante viaggio tra sonorità e stili musicali differenti.
Con il brano “Rendez vous” (dedicato a Josephine Baker) suo grandissimo successo, scelto come spot promozionale dalla Wind nel 2010, il pubblico, pur rispettando le norme di sicurezza imposte per il covid (obbligo di stare seduti al proprio posto assegnato) si è letteralmente scatenato con lunghissimi applausi, non potendo purtroppo ballare sulle trascinanti note di tale brano.
La particolarità di Kelly Joyce è il suo naturale talento vocale che la porta a spaziare dalle sonorità jazz a quelle del R&B a quelle del blues, ed infatti incanta con una bellissima versione di “My baby just care me”, seguita da “Sunday” e “My favourite things” alle emozionanti note blues di un brano bellissimo come “Change tratto dalla colonna sonora di un film altrettanto emozionante come “Malcom X” nel quale esprime con tutta la sua anima le sue emozioni e il suo impegno civile che la vede impegnata in progetti importantissimi come “We want Breathe” la manifestazione pacifica mondiale contro la discriminazione razziale tenutasi lo scorso 14 giugno a Riccione.
In Kelly Joyce c’è anche forte il senso di appartenza alla famiglia e alla Nazione che la ospita ormai da tantissimi anni dedicando alla famiglia un brano dedicato alla sorella “Little kaige” di grande energia e sonorità pop davvero coinvolgenti, e alla canzone italiana un altro omaggio ad uno dei più grandi cantautori italiani Fabrizio De André con “Hotel Sopramonte”.

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Il concerto si avvia alla sua conclusione non prima di dare al pubblico altre emozioni con uno dei brani storici di Henry Salvador, seguito da una travolgente “Strange” grande successo di Grace Jones, e infine il ritmo scatenato di “Vivre la vie” con il quale iniziò la sua splendida carriera.
Richiamata a gran voce sul palco, ringrazia il pubblico intonando solo con la sua splendida voce “La vie en rose” e con la band che nel frattempo la raggiunge sul palco il bis di “Rendez vous “con il quale si conclude l’edizione di Riverberi 2020.
Appuntamento al prossimo anno!

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