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Recensione: Bill Frisell Trio all’Arena Bike di Mantova

Recensione e Foto Di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

BILL FRISELL TRIO

Bill Frisell, chitarra

Thomas Morgan, contrabbasso

Rudy Royston, batteria

L’Associazione Culturale 4’33” il 22 luglio ha presentato il concerto del trio di Bill Frisell nell’ambito della programmazione estiva dell’Arena Bike allestita del comune di Mantova, sulla riva del lago inferiore, con lo sfondo dello splendido profilo della città di Mantova.

Bill Frisell ha proposto musiche tratte l’ultimo disco del trio uscito per la storica etichetta Blue Note dal titolo “Valentine”.

Oltre ai classici cavalli di battaglia del chitarrista americano il trio, completato da Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria ha eseguito composizioni originali.

La musica di Bill Frisell evoca i grandi spazi degli Stati Uniti mescolando nuove invenzioni alle diverse tradizioni musicali americane, rendendo la sua musica unica e inconfondibile.

Recensione: Alessio Boni, Alessandro Quarta e ArtEm String Quartet ospiti dell’Estate Musicale del Garda “Gasparo da Salo’ “

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Sabato 17 Luglio per la 62ª edizione de l’Estate Musicale del Garda «Gasparo da Salò» ha avuto luogo nel Duomo di Salò «Il suono della bellezza», una serata fra poesia e musica con la voce recitante di Alessio Boni e il violino di Alessandro Quarta accompagnato dall’ArtEm String Quartet.

I testi letti da Alessio Boni vanno dal biblico Cantico dei Cantici e da «La bellezza non basta» di Ovidio a «La bellezza» di Hölderlin, l’«Inno alla bellezza intellettuale» di P. B. Shelley, «La notte mistica» di Rilke e il «Ricordo il meraviglioso istante» di Puskin, fino a «Ricordo» di Giorgio Caproni e a «Mi piace il verbo sentire» di Alda Merini.

La parte musicale ha compreso brani che vanno dal Settecento fino ai giorni nostri, partendo dal Vivaldi dell’Andromeda Liberata e delle Quattro Stagioni all’Händel di «Lascia ch’io pianga» da Rinaldo, Bach con la celebre Aria dall’Ouverture n. 3 e Mozart con la Marcia «Alla turca». In programma anche Brahms con la «Danza Ungherese n. 5» e Shostakovich col «Waltz n. 2» dalla «Jazz Suite», ma anche Morricone con «Gabriel’s Oboe» dal film «Mission» e i temi di «C’era una volta in America», e un omaggio a Louis Armstrong con «What a Wonderful World».

Alessio Boni ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma, ha poi lavorato con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; sul piccolo schermo ha debuttato con «La donna del treno» per la regìa di Carlo Lizzani e, nel cinema, con «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana. Ha interpretato personaggi come Caravaggio e Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari e Ulisse. «I duellanti» e «Don Chisciotte» fra i suoi spettacoli.

Alessandro Quarta è un violinista che la Cnn nel 2013 ha definito «Musical Genius» e che nel 2017 a Montecitorio ha ricevuto il riconoscimento di «Miglior eccellenza italiana nel mondo» per la musica. In particolare il suo brano «Dorian Gray» ha ottenuto uno strepitoso successo.

Recensione: John Patitucci, Chris Potter e Brian Blade all’Agora Scarlatti

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo di pubblico, ieri sera mercoledì 21 luglio all’Agora Scarlatti al Vomero per il secondo degli appuntamenti di musica jazz organizzati dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano nell’ambito dell’interessantissimo cartellone di musica/teatro/cabaret che accompagnerà per l’intera stagione estiva la città di Napoli e che sta diventando un importante punto di riferimento per tutti coloro che, dopo tanti mesi di sospensione di concerti ed eventi in generale, sentono il bisogno e il desiderio di ritornare alla normalità di una serata di musica e di divertimento.

Dopo il successo di Karima, sul palco dell’Agora Scarlatti due grandi eventi: in apertura di serata il concerto di Ciccio Merolla affiancato dalla chitarra di Pietro Condorelli e con il basso di Davide Afzal nel suo nuovo progetto “Future music project” e a seguire un Trio d’eccezione del mondo jazz internazionale John Patitucci al contrabbasso e basso, Chris Potter al sax tenore,e Brian Blade alla batteria.

Visibilmente emozionato, ma carico di quell’energia che ha sempre contraddistinto Ciccio Merolla e da un grande desiderio di tornare alla musica live, il percussionista napoletano che con il suo stile unico da voce a degli strumenti particolarissimi oltre a tutto ciò che ha nel suo animo sensibile e attento alla vita e ai mille volti del mondo stesso e dell’animo umano, ha dichiarato di essere molto felice di aprire la serata dedicata a tre grandi miti della musica jazz, e  ha presentato con molto orgoglio il suo nuovo progetto musicale, fiero di avere al suo fianco un Maestro indiscusso della chitarra come Pietro Condorelli e un virtuoso del basso come Davide Afzal che hanno arricchito la musica già di per se’ straordinaria di Merolla con un’alchimia di talento ed esperienza musicale che ha conquistato il pubblico presente. Un progetto inedito che ha alla base l’interplay, il dialogo tra musicisti attraverso gli strumenti e l’omaggio a grandi artisti quali Ryuchi Sakamoto, Rino Zurzolo e Gianluigi di Franco.

“L’intento – ha spiegato lo stesso Ciccio Merolla nel comunicato stampa della presentazione del progetto – è quello di coinvolgere il pubblico nell’interplay basato sul groove. ll mio set di percussioni, la sonorità, è quella che mi ha accompagnato per tutta la vita: è un ibrido tra batteria e percussioni basato sul beat che mi permette di girare il mondo e di andare con loro oltre, nell’universo. Ho con me due grandi artisti che sono Davide Afzal al basso e Pietro Condorelli alla chitarra. Sono come me persone che stravolgono i loro strumenti fino ad incontrare il pubblico portandolo nel loro mondo e abbracciandolo con suoni caldi e tempestosi. C’è chi definisce il Trio funky, chi lo preferisce hip hop, chi lo definisce jazz o world music, noi non definiamo, semplicemente apriamo il cuore e diamo quello che siamo”.

Sette i brani del nuovo progetto in scaletta che il Trio ha eseguito con grande talento e grande energia come “JoeZ”, “Ciccio’s Hang”, “O viaggio”, “Fore” seguiti da un bellissimo omaggio alla musica di Pino Daniele nel quale si e’ avvertito tutto l’amore che il Trio prova per la musica del musicista napoletano mai dimenticato, concludendo il loro concerto con due grandi successi di Merolla come  “Se chiamm ammore” e “Cash” , applauditissimi da tutto il pubblico presente. Un progetto che ha un fascino decisamente particolare, al quale auguriamo di conquistare tutto il successo che merita.

Il pubblico non vede l’ora che arrivi sul palco il Trio Patitucci/Potter/Blade anche perché’, e non è molto frequente purtroppo, la platea è pienissima di musicisti già affermati e di giovani talenti e studenti del Conservatorio di San Pietro a Majella che hanno scelto stasera di venire ad ascoltare ed applaudire i loro miti musicali. Riempie il cuore infatti una platea così variegata tra appassionati fedelissimi dei concerti jazz che si organizzano in città e cosi tanti giovani che studiano o hanno studiato musica e che hanno scelto di dedicare ad essa la loro vita e la loro carriera artistica. E non poteva essere scelta migliore ieri sera in quanto sin dalle prime note del concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi davvero di fronte a tre miti della musica jazz internazionale che hanno suonato dei brani jazz con un livello che ha fatto venire i brividi a tutto il pubblico presente.

Il Trio composto da tre star jazz della musica d’oltreoceano sono arrivati in Italia, grazie alla Zenart Management, per un imperdibile tour a luglio 2021 per un totale di tredici date nei più grandi teatri e festival italiani.

John Patitucci, vincitore di due Grammy Awards e oltre quindici nomination, ha legato il suo nome ai più grandi artisti del panorama della musica jazz; solo per citarne alcuni Chick Corea, Wayne Shorter, Pat Metheny, Stan Getz, Herbie Hancock, Freddie Hubbard e molti altri,anche se deve molto all indimenticabile Chick Corea con il quale ha raggiunto una fama planetaria, collaborando con lui sin dal 1985 sia con l’Elektric Band che con l’Akoustic Band .

Sul palco anche Chris Potter, il quale vanta numerose collaborazioni con musicisti come Paul Motian, Ray Brown, Jim Hall, James Moody, Dare Douglas, Jole Lovano, Wayne Krenz, Mike Manieri e numerosi altri. Chris Potter viene considerato, grazie alle sue eccellenti abilità tecniche, alla versatilità con cui affronta diverse situazioni musicali, e al suo temperamento sperimentale e innovativo, come uno dei migliori sassofonisti jazz viventi.

Brian Blade, terzo vertice della formazione e mago della batteria, nel 1997 ha formato la Fellowship Band con cui ha pubblicato il suo album di debutto nel 1998, seguito da “Perceptual” (nel 2000), “Season of Changes” (2008), “Landmarks” (2014) e l’ultimo “Body and Shadow” (2017).

Ma il talento del Trio non è il solo aspetto che ha colpito ieri sera. L’empatia che da subito ha stabilito John Patitucci con il pubblico, insieme alla sua umiltà nel presentarsi ad esso, ha confermato da subito che ci siamo trovati di fronte ad una persona eccezionale oltre ad un musicista davvero straordinario, tra i più grandi contrabbassisti jazz del mondo intero.

Ha raccontato, in un italiano quasi perfetto (anche se  lui ha continuato a scusarsi per un italiano non comprensibile) le sue origini in parte calabresi e in parte napoletane/salernitane, delle quali si è dichiarato subito assolutamente orgoglioso e fiero, come si è dichiarato da subito straordinariamente emozionato di essere di nuovo a Napoli a suonare come non gli capitava più da tantissimo tempo, dai tempi dei vari tour con Chick Corea che ricorderà spesso durante la serata dedicandogli anche un bellissimo brano.  Il pubblico già visibilmente affascinato, si è lasciato emozionare e conquistare dalla sua musica, e già dai primi brani eseguiti con un carisma e un talento strepitoso unito al talento inarrivabile di Potter che con il suo sax ci ha fatto letteralmente sognare, e all’energia di Blade che ha accompagnato, senza protagonismi di sorta, gli altri due musicisti sul palco facendo della musica del Trio un’autentica armonia di suoni e di anime. Come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista qui a Napoli “Potter e Blade sono come una famiglia per me, abbiamo suonato spesso insieme e presto faremo un nuovo disco. Stasera sara’ un mix fra nuove e vecchie composizioni e qualche standard, fra cui un brano dei Beatles e un bellissimo omaggio al mio mentore e amico Chick Corea”

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Recensione: “una Preghiera in mare” con Stefania Rocca, Raffaele Casarano e Antonio Fresa

Recensione e Foto di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

Mercoledì 14 luglio nel Cortile del Melograno

(Via dei Servi, 21 a Modena) per la rassegna del Teatro Comunale di Modena “Musiche sotto il cielo” si è svolto con Preghiera in mare, uno spettacolo multimediale fatto di parole, musica e immagini scritto e interpretato dall’attrice Stefania Rocca, volto noto del teatro, del cinema e della televisione, in scena a fianco di Raffaele Casarano al sax e Antonio Fresa al pianoforte, due talenti del jazz italiano già apprezzati a livello internazionale.

Su un palcoscenico essenziale l’attrice, con una sedia, leggio, microfono e alcune proiezioni alle spalle, accompagnata dalle note suggestive di sax e pianoforte, ha dato vita a un racconto sull’immigrazione, “su come è difficile integrarsi oggi in una società così complessa”, utilizzando anche testi tratti dal libro di Gian Maria Testa Da questa parte del mare, da On the road di Jack Kerouac e da Promised land di Bruce Springsteen. Stefania Rocca pensa a Shakespeare, che “ha abbattuto i confini”, a un mondo ideale di pace e convivenza: “Siamo diventati tanto cinici da non riuscire più a sognare e tantomeno a percepire i sogni di persone che immaginano un futuro migliore, spinte da bisogni veri, reali”. Per questo, “proviamo a tornare a sognare. Tutti insieme”.

Recensione: I bambini di “Umbria Jazz4Kids” Perugia 2021

Recensione e Foto di Emanuele Pontani

Immaginate centinaia di bambini festanti con in mano uno strumento musicale o oggetti di ogni genere che producano un qualsiasi suono, genitori sorridenti in ogni dove, sole, caldo e tanta bella musica Jazz.

Non è un sogno…è UJ4KIDS!!!

Progetto nato nel 2019, da un’idea di Fabrizio “Fofo” Croce, dedicato ai bambini ed ai ragazzi dai 3 ai 18 anni, che dopo il forzato stop nel 2020, quest’anno torna all’interno di “mamma UJ”, nella suggestiva ed affascinante cornice dei “Giardini del Frontone” a Perugia.

Un edizione da capogiro!

Sono infatti 27 le iniziative svolte in 9 giorni, che hanno registrato oltre 3000 presenze, coinvolgendo 500 tra musicisti, docenti ed allievi.

Questa travolgente edizione ha visto la fervida collaborazione di 6 istituti comprensivi scolastici pubblici,13 scuole di musica private della regione, 2 bande musicali, 5 centri estivi/campus finanziati da bandi pubblici, 2 istituzioni servizi culturali di Perugia (POST e DIGIPASS) e la collaborazione di Legambiente e Associazione Nazionale Pediatri.

Di sicuro futuro i due progetti coinvolti: “JxG” e “Improvvisazioni!”. Il primo (finanziato dal MIBAC) con l’intento di valorizzare il ruolo della scuola come presidio culturale, istituzionale e sociale nel territorio; il secondo (finanziato dal dipartimento della famiglia del consiglio dei ministri) ha dato l’opportunità a 500 ragazzi di poter seguire corsi musicali gratuiti e di potersi esibire sul palco di “UJ4KIDS”.

Una nove giorni che ha visto bambini e ragazzi esibirsi ed esprimersi in mille modalità differenti ed a tutti i livelli. Da esibizioni di piccole voci bianche a più educate e potenti voci adolescenti, violinisti alle prime armi affiancati da più esperti percussionisti e docenti di ampia esperienza, fino ad arrivare ad un concerto con ben 97 elementi sul palco.

Entusiasmanti e di rilievo le partecipazioni di artisti di fama internazionale come (per citarne alcuni): il maestro Albert Hera con il suo profondamente coinvolgente “Circlesinging”, l’eclettico percussionista Stefano Baroni con il divertentissimo “Drum Circle”.

 Emozionante la presentazione di una fiaba musicale sulla vita di Sonny Rollings (a cura di “I musicanti di New Orleans) all’ombra ristoratrice degli alberi proprio nello stesso luogo dove 25 anni fa, il 20 Luglio 1996, the “Saxophone Colossus” tenne il suo concerto per Umbria Jazz.

Un evento dedicato ai bambini che, con la sua indole alla Peter Pan, ha finito con il trascinare e coinvolgere anche il pubblico adulto, facendolo tornare, almeno per questi nove giorni, bambino entusiasta e spensierato.

Felici della massiva risposta della città di Perugia e con ancora negli occhi le faccette pregne di stupore dei bambini che hanno scoperto che tutto può essere musica, ci diamo l’arrivederci al prossimo anno, tenendo sempre a mente le parole che Fabrizio Croce ha ripetuto, quasi come un mantra, con lo scopo di far capire l’essenza più pura e il fine ultimo di questo festival:

“Ad UJ4KIDS non si viene per ascoltare concerti, il suo scopo è la socialità e lo scambio di esperienze. La professionalità verrà poi!”

Recensione: Gonzago Rubalcaba e Aymee Nuviola al Correggio Jazz

Articolo e foto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com) 

Il 16 Luglio il Correggio Jazz ha visto esibirsi sul palco del teatro Asioli il duo Gonzago Rubalcaba e Aymee Nuviola.                                     

“Viento y Tiempo” è il titolo dell’album live registrato al Blue Note di Tokyo nel 2019 dal duo ed è una storia che nasce tra le strade dell’Avana, a Cuba, e le stanze del conservatorio di musica.

Due madri che portano i figli a studiare pianoforte, un’insegnante di nome Silvia e l’ingenua passione per la musica di due bambini.

Sono passati anni da quando Gonzalo e Aymée giocavano sulle scale del Conservatorio.

Nel frattempo Aymée, ha vinto un Grammy ed è diventata un’artista internazionale. Analogamente, Gonzalo ha vinto 2 Grammy ed è divenuto uno dei pianisti più acclamati nel panorama mondiale.

Realizzando un sogno di lunga data di lavorare insieme, i due artisti amici d’infanzia hanno entrambi ricevuto un ampio plauso per il loro lavoro.

Questo album è stato nominato come “Best Latin Jazz Album” per la 63esima edizione dei Grammy Awards.

Il duo ha saputo tenere in pugno il pubblico del Teatro Asioli.

La musica afrocubana però è ritmo, è anima, è swing, è melodia, è armonia, chi cattura principalmente l’attenzione del pubblico è il ritmo che la tipica sezione ritmica afrocubana riesce a fornire ed è questo che è mancato al concerto dei due.

Privare un progetto di questo fondamentale elemento in un repertorio incentrato su bolero-feeling è come indebolirne la capacità attrattivo-comunicativa della musica cubana.

Dopo l’inizio del concerto in piano solo, dove i più attenti cultori di jazz e gli esperti di musiche cubane hanno apprezzato il magistrale Gonzalo rileggere magnificamente First Song di Charlie Haden e El Cadete Constitucional di Jacobo Rubalcaba, Aymée ha intonato, tra le altre, Lagrimas Negras, Bemba Colorà, Mi mejor cancion (di José Antonio Mendez,uno dei padri del feeling o filin), El manisero e, con estrema intimità, la sua Nada es para ti.

Pomigliano Jazz in Campania XXVI Edizione dal 24 al 30 luglio

POMIGLIANO JAZZ in CAMPANIA

XXVI edizione

VesuvioAvellaPomigliano d’Arco

24 – 30 luglio 2021

www.pomiglianojazz.com

Concerti esclusivi, produzioni inedite e progetti speciali con musicisti italiani e internazionali in dialogo tra loro. La XXVI edizione del festival Pomigliano Jazz in Campania presenta dal 24 al 30 luglio un programma ricco di incontri ed eventi unici, pensati e realizzati per questa occasione.

15 concerti in totale con grandi nomi del jazz, musicisti campani e artisti internazionali impegnati in diverse esibizioni: Dave DouglasGonzalo RubalcabaAymée NuviolaEnzo AvitabileStefano Di BattistaMarco Zurzolo, l’Orchestra Napoletana di JazzMaria Pia De VitoLuca AquinoDaniele SepeFrancesco Nastro sono alcuni dei protagonisti attesi quest’anno. E ancora, gli omaggi a Ennio Morricone e Pino Daniele, l’anteprima del nuovo progetto discografico di Itinera (l’etichetta di Pomigliano Jazz) e – novità assoluta – la nascita dell’Orchestra del Ritmo e dell’Improvvisazione, prima azione del progetto Young Jazz Lab che coinvolge oltre 100 ragazzi delle scuole campane.

Il festival ideato e diretto da Onofrio Piccolo, programmato e finanziato dalla Regione Campania e dal MiC – Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz con Scabec, in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e i comuni di Pomigliano d’Arco e Avella.

DUE EVENTI SPECIALI PER L’APERTURA, IN DUE LOCATION D’ECCEZIONE

Ad inaugurare la XXVI edizione di Pomigliano Jazz, sabato 24 luglio alle 18, sarà il suggestivo concerto sul gran cono del Vesuvio, divenuto ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale in Campania. Sulla vetta del vulcano più famoso al mondo andrà in scena l’inedito live che vede protagonisti il trombettista e compositore statunitense Dave Douglas e il sassofonista partenopeo Marco Zurzolo. Con loro, a completare l’inusuale formazione che si esibirà sullo spettacolare palco allestito a quota 1200 metri, sull’orlo del cratere, che abbraccia dall’alto il golfo di Napoli, ci saranno due contrabbassisti, Aldo Vigorito e Federica Michisanti. Un quartetto allestito appositamente per questa esibizione, per la prima volta in assoluto, con un programma musicale inedito e incursioni nella tradizione ebraica e napoletana.

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Unconventional duo a Palazzo Sisto V giovedi 22 luglio

Live Tones e Palazzo Sisto V sono ad accogliervi per una serata in JAZZ…buona musica…ottimo ristorante e buon lounge bar…

Vi aspettiamo giovedì 22 luglio 2021 nella splendida terrazza di Palazzo Sisto V in Via Napoli 93 Pozzuoli …per
“Unconventional duo”

Raffaele Ranieri piano elettrico

Errico Cutolo crooner 


Questo progetto piano e voce è il risultato di un’ amicizia di lunga data che è poi risultato di grande complicità musicale .

Raff e Errico si sono ritrovati  dopo 8 anni e, maturati musicalmente, decidono di proporre un repertorio ricco di colori e sfumature prettamente legati alla tradizione americana.


Cala la sera, l’aria si rinfresca e un bel venticello ci avvolge dopo una giornata intensa e calda.. il posto giusto per una cena raffinata o un aperitivo è Palazzo Sisto VLounge bar Restaurant Via Napoli 93 Pozzuoli.


Un palazzo Liberty dei primi ‘900, con suggestivi terrazzi che danno sul maree che sono un luogo ideale per cene ed aperitivi e per ascoltare buona musica.


Palazzo Sisto VUn tuffo nel passato con uno sguardo al presente.

Restaurant Events Music Lounge Bar Via Napoli 93, Pozzuoli

Per info e prenotazione obbligatoria nel rispetto dei protocolli Covid19 : 333 3475274

il premio bianca d’aponte a monica sannino

MONICA SANNINO (BAMBI) IL PREMIO BIANCA D’APONTE, A SIMONA BOO IL PREMIO DELLA CRITICA DEDICATO A FAUSTO MESOLELLA

IL 14 E 15 LUGLIO AD AVERSA LA FINALE DELLA 16A EDIZIONE DELL’UNICO CONTEST ITALIANO PER CANTAUTRICI, CON ARISA MADRINA

RAI RADIO 1 MEDIA PARTNER DELL’EVENTO

È Monica Sannino (Bambi) da Napoli a vincere il Premio Bianca d’Aponte, mentre a Simona Boo da Termoli è andato il premio della critica “Fausto Mesolella”. La finale della 16a edizione dell’unico contest italiano riservato a cantautrici si è svolta il 14 e 15 luglio ad Aversa, inizialmente era prevista per ottobre 2020 e poi rinviata per l’emergenza sanitaria.

La menzione per il miglior testo se l’è aggiudicata Lucrezia da Bologna, quella per la migliore musica Elena Romano da Firenze e la migliore interpretazione Lamante da Piovene Rocchette (Vicenza).

Madrina di questa edizione è stata Arisa, che nella serata finale ha interpretato “Cantico dei matti” di Bianca d’Aponte (la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata), insieme ad alcuni suoi brani. A lei anche il compito di presiedere la giuria.

Ad aprire le due serate, che sono state ospitate negli spazi esterni del Liceo Scientifico Enrico Fermi, è stata Cristiana Verardo, vincitrice del concorso nell’edizione 2019.

Nella prima serata si è esibita anche la Nuova Compagnia di Canto Popolare, che ha ricevuto un Premio alla carriera dalla Città di Aversa. A sorpresa durante il set del gruppo Fausta Vetere ha chiamato sul palco Patrizio Trampetti, presente in platea e storico membro della NCCP, per un duetto improvvisato.

Nella stessa serata c’è stato spazio anche per Giuseppe Anastasi, Bungaro e Alfina Scorza, mentre il 15 luglio, oltre ad Arisa, sono saliti sul palco in veste di ospiti gli A’67, Patrizia Laquidara e i Têtes de Bois.

La conduzione delle due serate era affidata a Carlotta Scarlatto e Ottavio Nieddu, mentre la direzione artistica era di Ferruccio Spinetti.

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l’amore ce abbraccia il nuovo singolo di Mavi

’ AMMORE CE ABBRACCIA”

il nuovo singolo di

MAVI

DAL 9 LUGLIO

IN RADIO E IN DIGITALE

Da venerdì 9 luglio in radio, sulle piattaforme e negli store arriva “L’ AMMORE CE ABBRACCIA” il singolo di MAVI (L’n’R Productions/Artist First) scritto e arrangiato da Nando Mormone e Pino Perris, registrato e mixato al Blu Megaride Studio. Prodotto da Tunnel Produzioni Srl.

<< “L’ammore ce abbraccia” è un canto napoletano di grande sentimento che spero faccia sognare e innamorare tutti della mia terra – dice Mavi – la mia musica vi parlerà d’amore, con il desiderio che possa accarezzare e scaldare il cuore di chi mi ascolta, poiché l’amore sarà sempre l’unico motore della nostra vita.>>

L’amore cantato da una voce femminile autentica, quella di Mavi, melodica e al contempo graffiante, potente e delicata, racconta in lingua napoletana, l’amore che ci avvolge attraverso una canzone romantica: “L’amore ce abbraccia”. In un momento difficile, come quello che il mondo ha vissuto, vietando ogni forma di manifestazione di affetto, privando le persone dei gesti più espressivi d’amore come i baci e gli abbracci, questa canzone, scritta e musicata da Nando Mormone e dal Maestro Pino Perris, suona come un inno ai sentimenti semplici e quotidiani. Quello di Mavi è un progetto innovativo per il panorama musicale che propone un nuovo modo di cantare in napoletano, in cui si sposano il classico e il pop, tra tradizione e innovazione, in una visione di respiro internazionale, con un’interprete giovane ma con alle spalle una grande esperienza, che al suo debutto da solista dimostra tutto il suo talento e la sua grinta.

Mavi nasce a Napoli. Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico, durante gli studi viene scritturata per il Musical “C’era una volta Scugnizzi” di Claudio Mattone e da lì comincia la sua carriera artistica. Dal 2012 al 2020 partecipa a “Made in Sud” su Rai2 con i SUD58, vocal band del programma, vantando collaborazioni con Enzo AvitabileRocco HuntClementinoGigi D’Alessio e Edoardo Bennato. Nel 2021 Mavi comincia un percorso da solista prodotta da Nando Mormone. “L’ammore ce abbraccia” anticipa il suo primo album “NAPOLETANA” di prossima pubblicazione.

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