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LIVE JAZZ CONCERTS al SALONE MARGHERITA dal 7 maggio

Il grande jazz dal vivo in una delle più belle sale di Napoli con la direzione artistica di Alberto Bruno.

Il Live Tones e il Salone Margherita di Napoli si uniscono per una nuova iniziativa che vestirà i colori del Jazz nei prossimi mesi di maggio e giugno

Il Live Tones porterà al Salone Margherita ogni settimana una band diversa con ospiti della scena jazz tra i musicisti italiani di maggior talento. I due ideatori del progetto, pur se in campi musicali diversi, da anni sono protagonisti dell’intrattenimento di qualità a Napoli, e oggi si uniscono per offrire ai cittadini e ai turisti un’esperienza che guarda al passato glorioso del jazz  per riproporlo oggi in chiave moderna e con spirito rinnovato in una delle sale più affascinanti della città. 

Un concerto diverso ogni settimana in linea con la filosofia del Live Tones, un appuntamento fisso per apprezzare appieno lo spirito del jazz negli storici spazi del Salone Margherita che hanno segnato la storia del Cafè Chantant e che ormai con Pasquale Barbaro si sono aperti a nuove iniziative e proposte.

La rassegna ha inizio il 7 maggio per proseguire il 15, 21 e 28 maggio e il 4 giugno 2022.

Sabato 7 Maggio 2022 h.21.30

Gabriel Marciano meets Domenico Sanna

Domenico Sanna pianoforte

Gabriel Marciano sax alto

Giulio Scianatico cbasso

Cesare Mangiocavallo batteria

Il progetto nasce dall’incontro di due musicisti, anagraficamente distanti tra loro, ma con tantissimi punti in comune, dall’arte alla cucina. Lo stile e la ricerca hanno spinto Domenico Sanna e Gabriel Marciano a voler portare nero su bianco la loro musica, piena di influenze e stimoli provenienti dal nuovo mondo del jazz statunitense e da tutta la tradizione jazzistica.

A Domenico Sanna e Gabriel Marciano sul palco ad accompagnarli in questo progetto due talentuosi musicisti della scena jazz odierna Giulio Scianatico al cbasso e Cesare Mangiocavallo alla batteria.

Saranno rispettate tutte le disposizioni legislative nazionali regionali e comunali Covid19.

Salone Margherita, Via Santa Brigida, 67 Napoli

Prenotazione al link: https://forms.gle/i6Hx3YcGYMoGt2pe7

Info e Prenotazioni: 081426097/ 3389941559/ 3356369512

Recensione: Mine vaganti al Teatro Diana fino al 24 aprile

“La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”

È la sintesi meravigliosa di uno spettacolo teatrale che emoziona l’anima, il significato profondo di “Mine Vaganti” in scena al Teatro Diana dal 6 aprile e che vede sul palco di questo prestigioso e storico teatro di Napoli un cast d’eccezione per quella che è stata considerata dalla critica una vera e propria sfida intrigante e riuscitissima per Ferzan Özpetek che firma la sua prima regia teatrale.

 “La sfida è già stata vinta”, dice Francesco Pannofino, protagonista dello spettacolo (nel film Ennio Fantaschini, ndr), “perché abbiamo sempre riempito i teatri e nessuno ha mai dimostrato nostalgia della pellicola, anzi…”. Con lui sul palco anche Iaia Forte (la mamma), Simona Marchini nei panni dell’indimenticabile nonna, Erasmo Genzini (Tommaso), Carmine Recano (Antonio) Roberta Astuti (Alba), Sarah Falanga (la zia), Mimma Lovoi (la governante), Francesco Maggi, Luca Pantini, Edoardo Purgatori (gli amici di Tommaso).

Coloro che si sono innamorati nel 2010 del film che conquisto due David di Donatello e cinque Nastri d’Argento hanno rivissuto in Teatro le stesse emozioni che conquistarono il pubblico sin dalle prime scene di un film che dopo 12 anni racconta vicende ancora di fortissima attualità.

“Mine vaganti” è la storia di una famiglia che da generazioni possiede e dirige un famoso pastificio che nel film era ambientata a Lecce e che invece in teatro è ambientata a Gragnano, che vedrà ben presto la propria ordinaria routine stravolta da importanti novità. Tommaso Cantone, studente fuorisede, torna nella sua citta con due obiettivi: riuscire a comunicare a tutti di non essere un brillante studente di economia bensì un uomo con ambizioni letterarie e di essere omosessuale e innamorato di uno splendido ragazzo suo convivente.  Prima di parlare, tuttavia, viene interrotto dalla rivelazione di suo fratello Antonio, che trova il coraggio di comunicare a tutti i suoi parenti (prima di lui) la propria omosessualità. A questo punto, dunque, Tommaso decide di restare a Gragnano per rivedere tutti i suoi piani e per lottare affinché la verità, in un mondo familiare ricco di segreti, contraddizioni e di credenze ormai fuori moda, venga sempre rivelata.

L’attento occhio del regista turco è quello di stigmatizzare e far cadere una serie di luoghi comuni radicati nella società italiana attraverso l’ironia. Proprio come in altre storie raccontate dal regista, infatti, si racconta di omosessualità e di famiglia, ambientando con naturalezza entrambe le realtà in un contesto eterogeneo, nel quale proprio l’omosessualità viene inserita all’interno delle vicende, non è implicita ma è l’oggetto del contendere, tema intorno al quale si sviluppa l’intera storia.

Come dichiarato dallo stesso regista: “ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento”

Ed infatti la storia risulta in parte raccontata, in una sorta di monologo di Erasmo Genzini (Tommaso), un vero e proprio talento naturale per la recitazione al punto tale che non fa rimpiangere assolutamente Riccardo Scamarcio che interpretava tale personaggio nel film , in parte svolta anche in platea, tra il sorriso divertito e sorpreso del pubblico della prima meta delle file della platea, nessuna scenografia se non un gioco di luci e di atmosfera grazie anche alla sapiente mano di Luigi Ferrigno che si e inventato un gioco di movimenti con i tendaggi , che simboleggiano quasi la pasta, appunto, negli appositi macchinari per farla essiccare, e le luci di Pasquale Mari che fanno la loro parte, come per i costumi di Alessandro Lai, colorati e sgargianti, oltre al fatto che i tre amici gay sono diventati due che alla fine della storia, con un vero colpo a sorpresa diventano protagonisti, insieme a Teresa la cameriera di casa Cantone, di  un balletto con costumi sfavillanti, per poter marcare, facendone perfino una caricatura, quella loro omosessualità fino  a quel momento scarsamente celata e che invece poi “esplode” in tutta la propria travolgente allegria.

Il testo è magnificamente interpretato da tutti gli attori e attrici, sia quelli con una lunga carriera artistica come Pannofino, Iaia Forte, Simona Marchini che i più giovani del cast che hanno dimostrato un grandissimo talento attoriale che ha emozionato, divertito, e coinvolto il numerosissimo pubblico presente in sala.

In definitiva, Mine Vaganti è uno spettacolo, in scena fino al 24 aprile, assolutamente da NON perdere!

Per info e acquisto biglietti online:

Recensione: Noa in “To Napoli with love” con i Solig String Quartet al Teatro Trianon Viviani

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso  successo il concerto tenutosi il 2 aprile al Teatro Trianon Viviani di Napoli  di Noa e i Solis String Quartet per “To Napoli with love” uno spettacolo inedito con una scaletta creata appositamente per tale data.


Cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre figli, Achinoam Nini in arte Noa, ha debuttato come cantante nel 1991 e si è fatta  apprezzare in coppia al chitarrista Gil Dor. Il loro primo album è Achinoam Nini e Gil Dor Live. Tre anni più tardi debutta con un lavoro in studio, intitolato Noa, in cui è inserito il suo primo vero successo: “I Dont’Know”.

Il 1996 è l’anno del suo secondo disco, Calling, che gli permette per la prima volta di essere apprezzata anche in Italia, dove si presenta tra l’altro per prendere parte a un concerto di Antonello Venditti in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il rapporto con il nostro Paese però si stringe ancora di più l’anno dopo, quando viene scelta da Roberto Benigni per interpretare il brano Beautiful That Way, canzone principale della colonna sonora del film La vita è bella.

La sua carriera esplode definitivamente e gli anni Duemila sono ricchi di pubblicazioni di discreto successo, oltre che riconoscimenti importanti come ambasciatrice della pace proveniente dal mondo della cultura. Nel 2005 partecipa al Live 8 al Circo Massimo e l’anno dopo è in gara a Sanremo con il brano Un discorso generale, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet, insignito del Premio della Critica Mia Martini. Un ulteriore momento importante per la sua carriera è l’approdo all’Eurovision Song Contest nel 2009 in coppia con la connazionale Mira Awad. Nell’occasione canta There Must Be Another Way, interpretata in inglese, ebraico e arabo, e arriva al 16° posto

Nel 2011 pubblica l’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasa’, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010.

Nel 2014, dopo quattro anni di lavorazione al fianco di Gil Dor (chitarrista, arrangiatore, compositore), Noa ritorna con un nuovo album intitolato “Love Medicine”, al quale partecipano anche grandi jazzisti tra cui Pat Metheny, altro suo storico collaboratore nonché produttore anche del suo primo lavoro nel 1994, che per l’occasione compone il brano Eternity in beauty. 

Nel marzo 2019 pubblica il nuovo disco Letters to Bach, progetto discografico prodotto da Quincy Jones, che nasce dalla profonda ammirazione di Noa per il genio del compositore tedesco Johann Sebastian Bach. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali di Bach, arricchendoli con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor.

Ma la sua intensa produzione musicale non si ferma qui e nel 2021 ha pubblicato “Afterllogy” il primo totalmente jazz e realizzato in proprio durante il lockdown causato dalla pandemia. Nella sala di registrazione annessa alla propria abitazione, la cantante israeliana e il suo compagno artistico e amico di una vita Gil Dor  hanno cosi scelto dodici brani di cui sentivano il bisogno interpretativo e, senza pianificare molto, complice la perfetta intesa professionale,hanno dato vita ad un disco davvero strepitoso.

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Al TRIANON VIVIANI, l’atteso e originale via al tour di NOA – la programmazione da mercoledì 30 marzo a domenica 3 aprile

fondazionedirezione artistica Marisa Laurito

Al Trianon Viviani, l’atteso e originale via al tour di Noa

Nella ricca settimana del teatro della Canzone napoletana,
il concerto speciale dell’artista israeliana, dedicato a Napoli,
e la prima assoluta del recital di Barbara Buonaiuto, solista dell’Orchestra Italiana,
con il talent show Tnt e l’ultima conferenza cantata di Pasquale Scialò

Da mercoledì 30 marzo a domenica 3 aprile

Immagine che contiene testo, edificio, esterni, segnale

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L’atteso concerto speciale di Noa, dedicato a Napoli, spicca nella ricca programmazione del Trianon Viviani della settimana, da mercoledì 30 marzo a domenica 3 aprile.

Sabato 2 aprile, alle 21, la grande cantante israeliana, nota anche per il suo attivismo a favore dei diritti civili e la pace, apre il proprio tour, in occasione dei trenta anni di carriera artistica, proprio nel teatro della Canzone napoletana, con “To Napoli with love”, un concerto speciale dedicato alla città della sirena Parthenope e alla sua tradizione musicale. Ad accompagnarla Gil Dor e il Solis string quartet.

Gli appuntamenti della settimana si aprono mercoledì 30 marzo, alle 21, con la nuova tappa di “Terræmotus Neapolitan Talent” (Tnt), il contest delle nuove voci “esplosive”.

Quindi, giovedì 31, alle 17, la quarta e ultima lezione-concerto di Pasquale Scialò, per il suo ciclo di conferenze cantate “Città cantante”.

Chiude la settimana, domenica 3 aprile, alle 19, il recital “A cunfessione” di Barbara Buonaiuto, voce solista dell’Orchestra italiana di Renzo Arbore.

Intanto il teatro della Canzone napoletana propone ancòra la sottoscrizione di una card, con la quale lo spettatore potrà assistere a sei spettacoli, al prezzo speciale di 90 € in poltrona e di 60 € in palco, scegliendoli liberamente dal cartellone. Inoltre, per il pubblico giovanile, ovvero “under 30”, il teatro rende disponibile, per ogni spettacolo, cento ingressi a 10 €. Un particolare miniabbonamento è dedicato agli abitanti di Forcella: un lotto di cinquanta biglietti per ogni spettacolo, disponibili allo speciale prezzo ridotto di 7 €, sottoscrivibile esclusivamente al botteghino del teatro.

I miniabbonamenti e i biglietti sono acquistabili presso il botteghino del teatro, le prevendite autorizzate e online sul circuito AzzurroService.net. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.

Per accedere in teatro è obbligatorio il possesso del green pass valido e l’uso della mascherina ffp2. Informazioni: sito istituzionale teatrotrianon.org, tel. 081 0128663.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno del Programma operativo complementare della Regione Campania (Poc 2014-2020), della sponsorship tecnica di Enel e il patrocinio di Rai Campania.

Terræmotus Neapolitan Talent (Tnt) – mercoledì 30 marzo, ore 21Mercoledì 30 marzo, alle 21, arriva alla dodicesima puntata il contest del teatro della Canzone napoletana, alla ricerca delle nuove voci “esplosive”.Ideato dal direttore artistico Marisa Laurito e presentato da Gennaro Monti con Tiziana De Giacomo, il talent show vede i concorrenti – da cinque a sette per serata – che si esibiscono sul palco del teatro, per il pubblico presente in sala e per i navigatori collegati in diretta streaming sulla pagina Facebook del Trianon Viviani. Al termine di ogni puntata una qualificata giuria tecnica, presieduta dal regista Bruno Garofalo, stila, a insindacabile giudizio, una classifica, tenendo conto del consenso espresso dal pubblico in sala e dai likes registrati sui social, e proclama il vincitore della serata che accederà alla fase finale. I due migliori talenti esplosivi che si aggiudicheranno la finale potranno essere inseriti nella compagnia Stabile della Canzone napoletana.Tutte le serate di Tnt sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.È possibile rivedere le tappe precedenti – che hanno visto l’affermazione come vincitori di Marianita CarforaFederica RaimoChiara CampitelliEnzo EspositoFabiana RussoFrancesca Curti GiardinaDaniele EspositoElisabetta MaschioPaola Falanga e Crizia Colonna, oltre alle due “ripescate” Anna Rita Di Pace eValentina De Angelis – sulla webtv del sito istituzionale e sul canale youtube del teatro.Immagine che contiene testo

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Città cantante, “conferenza cantata” di Pasquale Scialò – giovedì 31 marzo, ore 17Giovedì 31 marzo, alle 17, Pasquale Scialò conduce il quarto e ultimo appuntamento del suo ciclo di conferenze cantate “Città cantante”.Con cadenza settimanale, il compositore e musicologo, docente di Musicologia e Storia della Musica all’università suor Orsola Benincasa di Napoli, ha dato vita a incontri parlati, cantati, suonati con proiezioni di documenti, filmati, immagini inedite, per raccontare con una scansione cronologica e tematica le tappe di un bene emozionale dell’umanità come la Canzone napoletana e dei suoi significativi protagonisti.«In pochi altri luoghi al mondo come a Napoli – spiega Scialò – è stato messo in musica tutto quanto fosse parte della vita pubblica e privata della città: dalle storie d’amore, di odio o di passione alle vicende politiche, dalla cucina alla guerra, dall’emigrazione alla disoccupazione, dalla malavita alla dolce vita, dalla toponomastica all’architettura».Il ciclo Città cantante ha inteso divulgare, con un approccio interdisciplinare, questa multiforme letteratura di musica vocale, a partire dalla recente pubblicazione della Storia della canzone, scritta da Scialò per l’editore Neri Pozza.Anche quest’ultimo incontro, della durata di poco più di un’ora, rivolto ad appassionati, amatori, studiosi, studenti liceali e universitarî, prevede la partecipazione di esperti, musicisti e cantanti dediti con rigore allo studio e all’interpretazione delle diverse forme di questo repertorio.A questo quarto finale, intitolato “Arcipelago della canzone: Zazà, chi l’ha vista? Festivàl, camel e nuovi arrivi”, partecipano il cantante e chitarrista Antonio Siano e il trio Suonno d’Ajere, con Irene Scarpato (voce), Gian Marco Libeccio (chitarra classica) e Marcello Smigliante Gentile (mandolino e mandoloncello).Biglietto unico 10 euro, ridotto per studenti 7 euro.Le Conferenze cantate sono prodotte dal Trianon Viviani.
To Napoli with love, concerto speciale di Noa, con Gil Dor e il Solis string quartet – sabato 2 aprile, ore 21Sabato 2 aprile, alle 21, il Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana ospita una speciale serata di musica di Noa in To Napoli with love.Achinoam Nini Barak, in arte Noa, cantante israeliana da tempo regina di una musica senza più confini, Gil Dor da sempre suo chitarrista e direttore musicale, il Solis string quartet, affermato ensemble di archi che con i due collabora attivamente da più di quindici anni, presentano questo concerto inedito, dalla scaletta creata ad hoc per l’occasione.Una serata dove l’arte e lo spessore di Noa si fondono con la maestria e la visione degli archi del Solis string quartet, con arrangiamenti raffinati e originali, in cui il rispetto delle tradizioni si coniuga alla ricerca musicale.Il concerto di Napoli sarà diverso rispetto alle altre tappe del tour, che andrà oltre i confini di genere musicale e della lingua, capace di parlare al cuore delle persone e di emozionarle, creando un punto di contatto tra di loro. Un omaggio alla Canzone partenopea unita alla capacità di sperimentare di un’artista che, in trenta anni di attività, ha saputo attraversare stili e argomenti, sempre in perfetta armonia tra di loro.Un mare di musica e di sogni, un mare di speranze e suggestioni, un concerto di forti emozioni che lascia spazio a tutte le passioni.Compongono il Solis string quartet i violinisti Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, il violista Gerardo Morrone e il violoncellista Antonio DI Francia.Immagine che contiene testo, segnale

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‘A cunfessione, recital in prima assoluta di Barbara Buonaiuto – domenica 3 aprile, ore 19Domenica 3 aprile, alle 19, il Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana ospita, in prima assoluta, il recital di Barbara Buonaiuto‘A cunfessione.«Il concerto  – spiega la cantante che, sin dal 1995, è la voce femminile dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore – ha un’atmosfera visiva e musicale assolutamente evocativa».«La passione, i sentimenti, anche la sofferenza, si possono esprimere con le parole, che a Napoli diventano poesia e, quindi musica – prosegue Buonaiuto –: di qui quelle melodie che questa città ha saputo rendere immortali».Tra un’interpretazione e l’altra, la cantante offrirà il contrappunto di qualche ricordo.Il concerto è prodotto da Aquadia.Immagine che contiene testo

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TEATRO AUGUSTEO | RUGANTINO con Serena Autieri e Michele La Ginestra

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da domenica 3 a domenica 10 aprile 2022, con esclusione di venerdì 8, Serena Autieri e Michele La Ginestra saranno protagonisti in scena con la maschera amara e dissacrante di “Rugantino”. Lo spettacolo, prodotto da Il Sistina, con la supervisione di Massimo Romeo Piparo, fonde mirabilmente tradizione e modernità, e viene presentato nella versione storica originale di Garinei & Giovannini, scritta con P. Festa Campanile e M. Franciosa, collaborazione artistica di Gigi Magni. Con le splendide musiche del M° Armando Trovajoli, le preziose scene e i bellissimi costumi originali firmati da Giulio Coltellacci: un ritorno imperdibile alle radici e un’occasione per riscoprire un classico del teatro musicale italiano. 

Sul palco Serena Autieri, straordinaria interprete dell’intrigante personaggio di Rosetta, donna bella, altera e irraggiungibile, che fa battere il cuore di Rugantino, un ruolo in cui l’attrice napoletana dà prova di grande maturità artistica. Al suo fianco Michele La Ginestra, che torna a vestire i panni di Rugantino, indossati per la prima volta 21 anni fa. Nel ruolo di Eusebia, Edy Angelillo, e per la prima volta nel ruolo di Mastro Titta, Massimo Wertmuller.

Il palcoscenico del teatro Augusteo si trasformerà nella Roma papalina ottocentesca grazie a una storia commovente, ironica e nostalgica, in cui brillano personaggi scritti magistralmente, che emozionano e fanno ancora riflettere: seguendo le vicende di Rugantino, chiacchierone e sbruffone dall’animo nobile e dalla impareggiabile verve, fino al triste ma edificante epilogo, il pubblico tornerà a cantare successi famosi in tutto il mondo e che non subiscono lo scorrere del tempo: “Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella”, “Tirollallero” e altre ancora.

Trama: Roma, 1830, sotto il papato di Pio VIII. Rugantino, giovane popolano un po’ spaccone e nullafacente, vive di espedienti aiutato da Eusebia, che lui spaccia per sua sorella. I due riescono a ottenere vitto e alloggio prima da un anziano prelato, che quando muore non lascia loro nulla, poi dal boia dello Stato Pontificio, Mastro Titta, che si innamora di Eusebia e ne è presto ricambiato. Rugantino invece brucia di passione per la bella Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco Er Matriciano, e scommette che riuscirà a sedurla prima della Sera dei Lanternoni. Dopo varie peripezie e stratagemmi, Rugantino seduce la ragazza ma imprevedibilmente se ne innamora, per questo in un primo momento non fa parola con gli amici della sua impresa, poi però cede alla vanagloria ferendo i sentimenti di Rosetta. Quando Gnecco viene ucciso da un criminale, Rugantino si fa trovare accanto al cadavere e si autoaccusa dell’omicidio, affermando di aver compiuto il fatto per amore di Rosetta. Il protagonista, imprigionato e condannato a morte, sarà giustiziato da Mastro Titta: forte dell’amore di Rosetta, Rugantino dimostrerà di essere un vero uomo affrontando la morte.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o su teatroaugusteo.it 

(Platea € 50,00 / Galleria € 40,00). Info allo 081414243. 

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

9 aprile Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè al Teatro Summarte

Teatro Summarte – Somma Vesuviana 

il 4 aprile 2022 alle ore 20.30 in scena lo spettacolo SCIROCCO NAPOLETANO.

Lo spettacolo è basato sulla canzone classica napoletana cantata e suonata in chiave etnico-popolare. I due protagonisti i tenori Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè saranno accompagnati dal Contrabbasista, percussionista, mandolinista, violinista e chitarrista in un viaggio fatto di ritmo, danze e canto verace, con la narrazione dei testi di Giovanni Battista, fatta di aneddoti storici e curiosità, porterà il pubblico a vivere una storia musicale fatta di tante emozioni. 

Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè iniziano la loro collaborazione 3 anni fa da un’idea in comune che voleva raggruppare i suoni della voce tenorile alla musica etnica-popolare in un modo mai esperimentato prima. 

Dopo un lungo lavoro di squadra è nato Scirocco Napoletano, che vuole riassumere la forza e la magnificenza di una Napoli vista con altri occhi.

Prezzo singolo spettacolo 15 euro

TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

80049 Somma Vesuviana

Info 081/3629579

Non ci resta che ridere al Teatro Summarte 31 marzo

Teatro Summarte – Somma Vesuviana Il 31 marzo 2022 alle ore 20.30in scena“Non ci resta che ridere” scritto e diretto da Antonio Grosso con Maria Bolignano, Francesco Procopio, Enzo Casertano e Giuseppe Cantore.

Un famoso trio comico degli anni ’90, dopo la loro divisione si ritrova per una serie di circostanze ad una Reunion del loro gruppo famoso. La storia narra le vicende di questo Trio che dopo anni di fortuna calcando teatri, programmi televisivi e addirittura film per il cinema, si separa a causa di una “questione” d’amore, facendo sfumare per sempre la ricchezza sia economica e artistica di questo famoso gruppo. Anni dopo, si ritrovano, a “furor di popolo” invitati dal piu grande impresario teatrale italiano a rimettere in piedi il famoso trio per il debutto al Gran Teatro di Roma e dopo varie indecisioni, contraddizioni e scontri, il trio arriva ad una decisione: ritorneranno in scena! Vicende divertentissime ed emozioni fondate sull’amicizia, caratterizzano questa commedia scoppiettante, con un cast straordinario e divertentissimo.

Prezzo singolo spettacolo 20 euro

TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

80049 Somma Vesuviana

Info 081/3629579

Recensione: “Pino Daniele Opera” al Teatro Trianon Viviani

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)


Il 19 marzo Pino Daniele avrebbe compiuto 67 anni. Il giorno precedente a questo speciale ricorrenza  speciale dell’artista ancora oggi amatissimo dal pubblico, venerdì 18 marzo, alle 21, il Trianon Viviani ha ricordato il cantante musicista compositore napoletano  con il concerto “Pino Daniele Opera”, che ha visto  la partecipazione di diversi musicisti, tra i quali alcuni dei   collaboratori storici del “Nero a metà”.

Il pubblico ha aderito con grande entusiasmo alla serata  diretta da Paolo Raffone, amico storico di Pino e arrangiatore di alcuni suoi brani, che l’ha ideata insieme al cantante interprete Michele Simonelli, per la produzione di Wing e Record M. e Simonelli che è stato accompagnato da un ensemble da camera di nove elementi Alessandro de Carolis (flauto), Marco Patierno (clarinetto), Alessia Viti (violino), Marco Traverso (viola), Giovanni Sanarico (violoncello), Cira Romano (arpa), Lorenzo Traverso (pianoforte), Eduardo Robbio (mandolino e mandoloncello) e Pasquale De Paola (batteria) e cinque special guests straordinari come  Rosario Jermano, Ernesto Vitolo, Antonio Onorato, Roberto Giangrande – in più occasioni a fianco di Pino – e Jerry Popolo.

« Pino Daniele Opera è un’opera cameristica in senso stretto nel segno del concertismo con un dialogo tra le voci degli strumenti. Non è un musical, ma un “concerto” vero e proprio” – spiegano Paolo Raffone e Michele Simonelli – e abbiamo fortemente voluto mantenere intatto il sentimento e l’anima dei brani di Pino».

Un viaggio emozionante per ritrovare, sotto una veste sonora inedita, tutte quelle suggestioni che si diffondono naturalmente dalle melodie e dai versi delle canzoni dell’Artista che ha riportato “Napoli” e la sua musica al centro dell’universo artistico nazionale ed internazionale.

Pubblicato discograficamente nel 2018, il progetto è stato presentato in luoghi come: Cortile della Reggia del Real Bosco di Capodimonte (NA), Maschio Angioino (NA), Chiostro di San Lorenzo Maggiore (NA), Chiesa di Santa Maria degli Angeli (CE), Villa Fiorentino (Sorrento), Teatro Augusteo (NA), Palazzo Donn’Anna Posillipo. (NA), Teatro Romano di Ostia Antica (RM).

Con gli arrangiamenti originali di Raffone, sono stati interpretati sedici tra i maggiori brani di successo del cantautore, che vanno cronologicamente da Napule è, dall’album Terra mia del 1977 – in cui Pino esprime appieno un profondo legame con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le sonorità che per i testi – a Senza ‘e te, del 2001, contenuta nel cd Medina.

Sul palco tanta energia e tantissimo talento che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella musica di Pino. La bellezza di questo progetto e’ che sul palco, nell’eseguire i vari brani si sono susseguiti i vari musicisti che hanno condiviso tante volte il palco con Pino come “nun ce sta piacere” con Jerry Popolo, “Maggio se ne va “  e “Chi tene o mare” con Antonio Onorato, “A testa in giu” e “Voglio di piu’ “, “Alleria” con Ernesto Vitolo, oppure con l’intera ensemble in brani straordinariamente interpretati come “Napule e’ “ , “A me mi piace o blues”, e nel finale del concerto stesso in una travolgene “Yes I Know my way “ applauditissima dal pubblico emozionato e felice per una serata di musica davvero strepitosa.

Drusilla Foer in “Eleganzissima” al Teatro Bellini dal 17 al 19 marzo


Ecco la straordinaria vita di Madame Foer vissuta fra l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa e costellata da incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi. In Eleganzissima, essenziali al racconto biografico sono le canzoni che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti. Il pubblico sarà coinvolto in un viaggio nella realtà così poco ordinaria di un personaggio realmente straordinario, in un’alternanza di momenti ilari e commoventi.

Per rispettare le esigenze artistiche di Drusilla Foer che la obbligano ad annullare la replica di domenica 20 marzo 2022 programmata al Teatro Nuovo di Napoli e per mantenere l’impegno con i propri abbonati e con tutto il pubblico, la direzione del Teatro Pubblico Campano ha chiesto e incontrato la piena disponibilità del Teatro Bellini ad ospitare le repliche dello spettacolo. 
Gli spettatori già in possesso dei titoli d’ingresso (abbonamenti e biglietti) possono contattare il botteghino del Teatro Nuovo per l’assegnazione del nuovo posto.

per maggiori informazioni e acquisto biglietti:

http://www.teatrobellini.it/spettacoli/556/eleganzissima

Intervista a Cinzia Tedesco “Le donne del jazz”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Nell’occasione del concerto di “Le Donne del Jazz” nell’ambito della rassegna “VomeroSuona” di sabato 5 marzo, abbiamo avuto l’onore e il piacere di poter intervista una delle voci più interessanti del panorama Jazzistico Italiano: Cinzia Tedesco che ci ha raccontato la sua musica, la sua visione della vita artistica di una donna che è cresciuta con la magia della musica jazz che ha sempre fatto parte della sua anima e del suo cuore di artista.

1)      Sul palco dell‘Auditorium abbiamo potuto applaudire una Cinzia Tedesco con una grande carica e una grande energia. Quanto è stato importante per te questo concerto, che, come tu stessa hai dichiarato, è stato da te a lungo cercato, desiderato, inseguito?

Erano molti anni che mancavo da Napoli e tenevo ad essere uno degli artisti scelti da Michele Solipano che da sempre organizza concerti jazz e cura i suoi cartelloni sempre con grande attenzione alla qualità delle proposte oltre che alla notorietà degli artisti.  Questo concerto segna il ritorno sul palco dopo un periodo per me complicato dal fatto che mi sono ammalata di Covid a gennaio, e che a causa di questo ho dovuto rinunciare alla partecipazione come voce protagonista di uno spettacolo teatrale a Milano, con una compagnia americana in diretta web da Memphis, e al viaggio a Dubai per cantare il mio Mister Puccini nel padiglione italiano.  Momenti tristi spazzati via dal calore del pubblico napoletano!

2) Partiamo dalla musica allora e dai tuoi inizi. Quando nasce la tua passione per la musica e per il jazz in particolare? Raccontati ai nostri lettori

Da bambina ascoltavo di tutto, dal blues alla musica italiana, da Mina a Sinatra, e amavo Tom Jones. Sono cresciuta cantando di tutto ma un giorno in casa entrò, grazie a mio padre, un vinile di ella Fitzgerald e fu subito amore. Una voce meravigliosa, un canto caldo e travolgente, uno scat perfetto e divertente nello stesso tempo, un sorriso smagliante, una figura rassicurante: Ella Fitzgerald mi ha aperto le porte del jazz.

3)  Tanti i progetti e le collaborazioni che hai intrapreso e realizzato in tutti questi anni di carriera. Quali sono quelli che tu pensi abbiano maggiormente influenzato le tue scelte professionali e quanti hanno lasciato dentro di te il desiderio di essere una delle voci femminili più interessanti del jazz contemporaneo italiano?

Grazie della stima che emerge dalle tue parole e non nascondo la gioia di sapere che in questi ultimi anni sono riuscita finalmente a mettere un punto, a dare una impronta alla mia voce, al mio modo di interpretare i brani, di viverli sul palco e di proporre la mia musica. Sono cresciuta anche grazie ai musicisti con cui ho collaborato in questi anni, tra cui Stefano Sabatini, con cui ho realizzato tre dischi di cui gli ultimi due pubblicati in tutto il mondo dalla Sony, Pino Jodice con cui ho inciso il mio primo disco di musica italiana con atmosfere jazz e che è stato uno splendido preludio al successivo disco di ‘pure jazz’ con cui ho debuttato nel mondo musicale jazzistico nazionale.  Ma la persona che più ha segnato la mia formazione jazzistica è il batterista Pietro Iodice, perché mi ha fatto capire quanto sia indispensabile cantare sul drumming, avere swing e farlo emergere sul palco senza indugi o forzature.  

4)   Quanto c’è dentro la tua vita la forza del jazz e quanto metti di Cinzia Tedesco nel jazz che proponi al tuo pubblico?

Sul palco sono Cinzia, sono esattamente come mi vedi: tenera e fragile quando mi emoziono nel cantare una ballad, grintosa ed anche aggressiva quando le parole che canto lo richiedono, divertente quando mi diverto a giocare con la voce, ironica quanto basta.  Vivo quello che canto e lo faccio naturalmente e con una libertà che mi concedo e con verità, perché credo sia anche un segno di rispetto nei confronti del pubblico. Chi mi vede sul palco deve sapere che quello che vede, quello che ascolta e quello che vive durante il concerto è vero, non artefatto.  Nella vita sono così: diretta, grintosa, arrabbiata quando mi infastidisco ma anche teneramente fragile. Mi piace vivere ‘in jazz’, con i guizzi improvvisi, con le frasi che sorprendono e con la voglia di comunicare con tutti.  

5) Parliamo del progetto che hai presentato a Napoli: Le donne del jazz. Da quanto ascoltato sia in musica che in parole, si è capito che dietro tale progetto c’è tantissimo studio non solo nella musica di tali artiste ma anche nel loro modo di essere, di vivere, di agire nelle società a loro contemporanee. Come hai scelto le donne che hai voluto interpretare tra le tante donne importanti che ci sono state nel mondo del jazz fino ad oggi?

Ho scelto le donne di colore, tranne una eccezione che però ho fatto per parlare del tema della ‘mancanza di rispetto della donna come artista e professionistà, ed ho scelto le Black Queens del jazz perché sono sempre stata toccata dal tema del razzismo, dalla assoluta gravità di quanto è successo decenni fa ma che, purtroppo, succede ancora oggi. Sono convinta che ogni essere umano può dare un contributo importante alla vita e che le discriminazioni razziali sono inaccettabili e deprecabili sempre e comunque. Immaginare che Ella Fitzgerald non potesse utilizzare il bagno delle donne utilizzato pochi minuti prima da Marilyn Monroe è una ferita nel cuore, è una scena realmente accaduta che trovo di una gravità estrema. Sono per l’integrazione e per una pacificazione sociale che non può non partire dal rispetto reciproco. Cantare standard meravigliosi e sapientemente arrangiati per me da Pino Jodice mi ha consentito di entrare nelle storie di queste donne e di sentirle ancor più vicine. 

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