TRANSITI SONORI 2019 La Bazzarra porta in Francia le musiche del Sud Italia alla XIII edizione di ITALIART (Ti Amo Festival)

Si terrà dal 5 al 31 marzo a  Dijon (Digione), nel cuore della Borgogna, la XIII edizione di Italiart il più importante festival multidisciplinare italiano in Francia. Un mese di eventi tra cultura, musica, danza, arte e teatro in diversi luoghi della cittadina francese famosa per la sua storia, la gastronomia, i vigneti pregiati e la sua art de vivre.

Nel ricco programma del festival promosso dal Consolato Generale d’Italia a Parigi e dalla Region Bourgogne Franche–Comtè si inserisce quest’anno “Transiti Sonori”, una nuova rassegna organizzata da La Bazzarra di Torre del Greco (Napoli), dedicata agli artisti under 35 e realizzata grazie al contributo della SIAE (progetto S’illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura) e al sostegno del MIBAC.

“Transiti Sonori” presenta quattro concerti con altrettanti artisti provenienti dal Sud Italia che spaziano dalla musica popolare al jazz, dal folk alla world music.

 

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Sonorità irlandesi e accenti world al Rossini Jazz Club di Faenza con il concerto del trio Sleego

Giovedì 7 marzo 2019, il Rossini Jazz Club di Faenza ospita le sonorità irlandesi con il concerto di Sleego, trio formato da Manuel Vignoli al violino, Lucio Altieri alla chitarra acustica e al bouzouki irlandese e Domenico Strippoli alle percussioni. il Rossini Jazz Club di Faenza ospita le sonorità irlandesi con il concerto di Sleego, trio formato da Manuel Vignoli al violino, Lucio Altieri alla chitarra acustica e al bouzouki irlandese e Domenico Strippoli alle percussioni. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è adingresso libero.

Gli Sleego sono un trio strumentale nato con l’intento di rivisitare le melodie tradizionali celtiche in chiave moderna. Il progetto prende vita nell’estate del 2015 e, ad oggi, ha già all’attivo moltissimi concerti con feedback estremamente positivi da parte di pubblico e critica. Nel corso degli anni, il trio si è esibito in diverse regioni italiane ed ha vinto alcuni riconoscimenti degni di nota, tra cui il primo premio al concorso nazionale “Folk Nuove Generazioni” conferitogli dal “Li Ucci Festival” di Cutrofiano (Lecce) e il Premio della Giuria a “La Musica nelle Aie” di Faenza.

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Il Blues agricolo dei Blue Stuff al Napoli Jazz Winter al Teatro Summarte

Saranno i Blue Stuff i protagonisti del sesto appuntamento del Napoli Jazz Winter: sabato 9 marzo la band guidata da Mario Insenga salirà sul palco del teatro Summarte di Somma Vesuviana per un concerto incentrato sui brani del suo ultimo cd intitolato -7.

Seguendo un copione che lo ha reso unico nel panorama italiano, il bluesman napoletano “racconterà” il nuovo cd partendo dal concetto che ispira tutte le canzoni: il blues agricolo per italiani laterali. “Da quando mi sono trasferito nella campagna di Arpino il passaggio da atmosfere metropolitane ad ambientazioni rurali è stato inevitabile” ha spiegato Mario Insenga “Il sound non ha perso energia, ma si è arricchito di sonorità acustiche”.

Da un lato, dunque, arrangiamenti che valorizzano la scelta di puntare sulla fisarmonica e su una batteria senza tom e timpano; dall’altro, testi che narrano di vite precarie e di storie volutamente vissute senza tener conto delle logiche mainstream. Continua a leggere

TOQUINHO in concerto “50 anni di successi” a Il Moro di Cava dei Tirreni domenica 3 marzo

03 Marzo 2019 – Ore 22:00 |
Il Moro – Cava dè Tirreni |
TOQUINHO in concerto –
50 anni di successi |
Biglietti disponibili NUMERATI |
Acquista il tuo biglietto:
#ONLINE : https://bit.ly/2DNFMDI
#PUNTIVENDITA : https://bit.ly/2OlmWfa

Pignatelli in Jazz Terza Edizione: domenica 3 marzo ore 11.30 Villa Pignatelli

Domenica 3 marzo ritorna la Terza Edizione di Pignatelli in Jazz con il “Virginia Sorrentino Quartet” alle 11:30.

Virginia sorrentino, voce. Alessandro Castiglione, chitarra. Marco de Tilla, contrabasso. Massimo del Pezzo, batteria.

Il “Virginia Sorrentino Quartet” che porterà all’ascolto del pubblico alcuni dei brani compresi nel terzo disco del gruppo. Spaziando tra il soul ed il jazz, offriranno un repertorio vario (Ellinghton, Gershwin, Goleman, Lins) intriso di sperimentazione ed innovazione. Proprio la sperimentazione e la ricerca saranno le qualità caratterizzanti lo spirito artistico del quartetto, che si è spinto ad operare una fusione tra alcune teorie del benessere fisico riguardanti le frequenze sonore al loro ultimo disco, registrato con una particolare accordatura a 432 hertz.
Virginia Sorrentino è artista di fama internazionale, può vantare collaborazioni con Ornella Vanoni, Massio Ranieri, Mario Biondi, Peppino di Capri.

L’inizio del concerto è previsto per le 11:30, tramite l’acquisto del biglietto sul posto, per un costo di € 7,50.

Per info: 081 669675 – 393 4772474
pm-cam.pignatelli@beniculturali.it
e.scarfoglio@gmail.com

Ufficio stampa: Eduardo Scarfoglio

Vi aspettiamo numerosi, condividete e VIVA IL JAZZ!!

Torna su RaiDue la nona edizione di “MADE IN SUD 2019” : Conferenza stampa

di Annamaria De Crescenzo

 

Torna finalmente dopo due anni la nona edizione di MADE IN SUD 2019, il celebre show comico prodotto in collaborazione con Tunnel Produzioni, in onda, su RAI DUE dal 4 marzo alle ore 21.20 con tantissime novità a partire dalla conduzione, affidata quest’anno a Stefano De Martino al suo debutto come conduttore al fianco della “veterana” Fatima Trotta, conduttrice, attrice, ballerina di musical di successo come ci ha dimostrato negli ultimi anni affianco ad un altro mito del musical come Manuel Frattini, e la partecipazione straordinaria di Elisabetta Gregoraci e Biagio Izzo ai quali è stata affidata un ruolo ad hoc per questa nuova edizione.

Il programma, presentato in un’affollatissima conferenza stampa mercoledi 27 febbraio proprio nello studio dove sarà registrato della Rai di Napoli, nasce dall’estro creativo di Nando Mormone e Paolo Mariconda, scritto con Francesco Albanese, Gian Luca Berardi, Riccardo Cassini e Ciro Cerruti, diretto da Sergio Colabona, fortemente voluto dal Direttore di Rai2 Carlo Freccero, anch’egli presente alla conferenza stampa e dal produttore esecutivo Corrado Pacetti.

Il cast sarà arricchito da un corpo di ballo di otto elementi diretto dal coreografo Fabrizio Mainini, mentre la “colonna sonora” del programma, cioè la parte musicale sarà affidata, come nelle scorse edizioni a Frank Carpentieri.

Entrare nello studio e trovarsi di fronte alla nuova scenografia del programma ideata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, in pieno stile “barocco pop “ come è stato definito dallo stesso architetto presente in sala, e che rappresenta Napoli in tutte le sue forme artistiche e culturali, e che è stato realizzato proprio a Napoli, grazie alla collaborazione e alla bravura delle maestranze della sede di Napoli, è stata la prima emozione di una mattinata all’insegna del divertimento e dell’arte. Continua a leggere

A Christian McBride Situation / Lauryn Hill a #UJ19

A CHRISTIAN MCBRIDE SITUATION

Fare di necessità virtù: questo potrebbe essere il senso di A Christian McBride Situation, progetto nato dalla fertile immaginazione ed intraprendenza del contrabbassista, compositore e leader di Philadelphia. In programma al festival di Monterey, McBride dovette registrare all’ultimo momento il forfait di alcuni musicisti della sua band. Invece di annullare la data, si guardò intorno e con altri artisti suoi amici, presenti al festival, formò una nuova band di cui facevano parte cantanti e dj. Era nata così A Christian McBride Situation, che si rivelò una uscita non effimera. Adesso eccola a questa edizione di Umbria Jazz, dove McBride è stato molto presente negli anni scorsi e sempre con formule differenti.
Chris McBride non è solo un contrabbassista di inarrivabile virtuosismo ma anche una delle personalità più stimate e influenti della musica americana.
Ancora più dei cinque Grammy vinti, ad oggi, impressiona il fatto che, a 47 anni, abbia partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Significa che di questo straordinario lmusicista, a suo agio sia con il contrabbasso che con il basso elettrico, si riconosce e si ammira la tecnica mostruosa e la flessibilità, ma soprattutto quella naturale musicalità che fa sembrare facili cose invece difficilissime. Se il contrabbasso è il pilastro su cui poggiano gli equilibri di qualunque band, McBride è una prima scelta assoluta. Tra i tanti, questa è stata l’opinione di jazzmen come Freddie Hubbard, Sonny Rollins, J.J. Johnson, Milt Jackson, McCoy Tyner, Roy Haynes, Chick Corea, Herbie Hancock, Pat Metheny, o di star del soul come James Brown, Chaka Khan, Isaac Hayes, Natalie Cole, ed anche di popstar come Sting, Paul McCartney, Carly Simon. Potete però trovare il basso di Christian McBride anche nell’ hip-hop/neo-soul di The Roots, D’Angelo, Queen Latifah e perfino a sostegno di cantanti di estrazione classica come Kathleen Battle.
McBride è comunque, prima di tutto, un leader che scrive e arrangia ottima musica, non solo uno strumentista virtuoso. Un leader eclettico capace di guidare gruppi minimali come il trio o formazioni più complicate come la big band, a suo completo agio nel jazz acustico straight ahead come nelle formule più sperimentali. Continua a leggere

Snarky Puppy / Kamasi Washington a #UJ19

 

KAMASI WASHINGTON

Per lui si sono spesi richiami a suggestioni non comuni, e qualcuno ha perfino evocato John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana.
Californiano, 38enne figlio di un insegnante di musica, Washington ha letteralmente agitato le acque del jazz con un disco di esordio, The Epic, pubblicato nel 2015, davvero epico. Non tanto perché triplo (ben 172 minuti di musica) ma perché frutto di una complessità rara, di certo difficilmente compatibile con un esordio. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico sontuoso che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70 (per esempio, Pharaoh Sanders), dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.
Una vista originale e ad ampio spettro sulla musica americana di oggi, quella del sassofonista californiano, con in più una forte capacità di ripercorrerne la storia. Sullo sfondo, le istanze sociali di cui questa musica è ideale colonna sonora.
The Epic è stato seguito l’anno scorso da un lavoro altrettanto ambizioso, il doppio Heaven and Heart. In mezzo, nel 2017, Harmony of Difference, un allestimento multimediale per la Biennale del prestigioso Whitney Museum di New York. Ovviamente, sono in primo piano anche le ripetute collaborazioni con Kendrick Lamar per i suoi ultimi dischi e con John Legend, a completare i tratti di una identità di non facile definizione.
Washington non è solo un compositore di talento ed un sofisticato creatore di architetture sonore, ma è anche un solista trascinante e di grande cultura musicale, come il pubblico di Umbria Jazz ha potuto ascoltare dalla sua prima performance al festival, tre anni fa.

SNARKY PUPPY
Nata come una tipica college band (il nucleo originario è composto da studenti della University of North Texas) Snarky Puppy è diventata in poco tempo (la nascita ufficiale risale al 2004) una delle sigle più popolari del mondo del jazz e della fusion, termini che però nel loro caso risultano riduttivi. In realtà la musica di Snarky Puppy sfugge a ogni tentativo di classificazione proprio per la capacità di concentrare con estrema disinvoltura i suoni della contemporaneità.
Il merito è di una miscela sapiente, ma anche naturale e spontanea, di molteplici generi e tendenze. Attorno ad un nucleo stabile di una dozzina di musicisti, ruota un organico molto più vasto che viene usato secondo necessità: un vero e proprio collettivo, per usare una parola che andava qualche tempo fa, al quale ognuno contribuisce con la propria personalità.
Certo è che in questi anni la band ha sommato tre Grammy (2014, 2016, 2017) e riconoscimenti delle maggiori riviste specializzate come Jazz Times e DownBeat. Soprattutto, ha raccolto fans in tutto il mondo per il forte impatto live.
L’ultimo prodotto discografico, in studio, dal titolo “Immigrance”, punta diritto al cuore del problema. “L’idea qui è che tutto è fluido – spiega Michael League, bassista, compositore e bandleader – che tutto è sempre in movimento, e che siamo tutti in un continuo stato di immigrazione”, aggiungendo che “il titolo dell’album ovviamente non è senza sottintesi politici”.

Robben Ford / Alex Britti & Max Gazzè with Manu Katchè #UJ19 : 12 luglio all’Arena Santa Giuliana

 

ALEX BRITTI & MAX GAZZÈ special guest MANU KATCHÈ
“In missione per conto di Dio”
In missione per conto di Dio vedrà di nuovo sullo stesso palco Alex Britti e Max Gazzè, già nel 2017 insieme per due concerti alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues; negli anni Novanta Alex e Max si erano ritrovati a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa.
A due anni da quei concerti, al già eccezionale duo si aggiunge un altro straordinario musicista: il batterista francese Manu Katche che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits e tra gli italiani Pino Daniele e Stefano Bollani.
Il concerto vedrà Gazzè, Britti e Katche insieme in una formazione fuori dal comune. Britti, autore di canzoni tra le più amate dal pubblico italiano e chitarrista fenomenale; Max Gazzè, bassista raffinato, artista estremamente eclettico che riesce a trasformare in successo ogni suo progetto e Manu Katche, batterista di fama mondiale, i tre insieme per un nuovo evento imperdibile.

ROBBEN FORD
Cinque Grammy nominations, tre decenni di carriera solistica, collaborazioni con Miles Davis, Joni Mitchell, George Harrison, i Kiss., Bob Dylan. Non solo: Ford è tra i cento chitarristi più importanti del 900 secondo Magazine, ed è membro fondatore dei Yellowjackets, una delle fusion band più di successo. Nessun dubbio che Robben Ford sia un guitar hero dei nostri tempi: un chitarrista popolarissimo, che quando è sul palco unisce tecnica e cuore, come si chiede ad un vero bluesman. Ed è il blues al centro dell’universo sonoro di Ford, che ha però consegnato il suo nome anche alla storia del rock, del jazz, della fusion.
Le radici di Ford affondano nel grande patrimonio della musica popolare americana, assimilata da piccolo perché figlio d’arte: il padre Charles era pure lui un chitarrista blues e nella sua band il giovanissimo Robben cominciò a suonare a San Francisco. Gli ingaggi con due leggende del blues, Charlie Musselwhite e Jimmy Witherspoon, furono i primi passi di quella che sarebbe stata una straordinaria carriera.
Per lungo tempo residente in California, Ford si è ora trasferito in una delle culle della musica popolare americana, Nashville, proprio per cercare nuovi motivi di ispirazione. Con ottimi risultati.
Ford presenta nel suo tour l’ultimo disco, uscito da pochi mesi con il titolo Purple House. Per registrare alcune canzoni è andato con tutta la band nei leggendari FAME Studios in Muscle Shoals, Alabama

 

 

 

Si completa il programma dei concerti dell’Arena Santa Giuliana Umbria Jazz 19

Si completa il programma dei concerti che si svolgeranno all’Arena Santa Giuliana nell’ambito di #UJ19: annunciati gli eventi del 12, 19 e 21 luglio. Scoprili tutti cliccando sul link!

http://umbriajazz.com/articoli/uj19-si-completa-il-programma-dellarena-santa-giuliana?fbclid=IwAR2ixyUTP8WQqz11lYA-DaUSH8OBEkmN0SnL2N1plNYJxHrOSzboMh_-o-g

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