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Il Tango di Dieguito – El D10S de la Pelota al Teatro Trianon

TEATRO TRIANON VIVIANI & ARILU MUSIC

presentano

PATRIZIO RISPO e DIEGO MORENO

Il Tango di Dieguito – El D10S de la Pelota

Napoli. Lo spettacolo su Diego Armando Maradona approda al Teatro Trianon Viviani di Napoli in una data significativa: venerdì 25 novembre, giorno in cui il nostro amato Pibe de Oro è andato a giocare in paradiso.

Il recital sul campione argentino, prodotto dalla Arilu Music di Aristotele Aebli, entra nell’importante cartellone del Teatro di Forcella, il cosiddetto teatro del popolo.

Lo spettacolo nasce dall’incontro tra l’argentino Diego Moreno, napoletano di adozione, creatore del “TangoScugnizzo”, compositore, cantante e chitarrista e il noto attore napoletano, Patrizio Rispo, il cui personaggio nella fiction Un Posto al Sole, Raffaele Giordano, è un super tifoso del Pibe de Oro. Il terzetto si completa con il curatore di diverse manifestazioni artistiche e docente universitario Paolo Romano, che ha scritto, con i due artisti, i testi.

Si tratta di un recital in parole e musica che è un atto d’amore. Il nostro punto di vista su un grande campione che è stato ed è, ancora oggi, un forte collante tra Napoli e Buenos Aires e tra Italia e Argentinaaffermano Patrizio e Diegoper questo lo spettacolo non è solo per chi ama il grande Diego ma è diretto al più vasto pubblico di estimatori delle grandi storie, della musica e del ballo di queste due nazioni”.

Non casuale che “Il Tango di Dieguito. El D10S de la Pelota”, si pregia di aver ottenuto il Patrocinio dell’Ambasciata Argentina in Italia.

I testi sono originali con l’inserimento di ‘estratti’ liberamente tratti e/o ispirati da scritti su Maradona (Gianni Minà, Maurizio De Giovanni, Ciro Ferrara, Edoardo Galeano, Osvaldo Soriano, Arcucci & Cherquis Bialo, Diego Roman, Salvatore Biazzo, Tommy Mandato, Marco Ciriello e tanti altri) a cui si aggiungono un racconto inedito di Antonello Perillo (già caporedattore TGR Campania della Rai) e la chicca di un testo, che chiude lo spettacolo, scritto appositamente per il recital da Maurizio De Giovanni (autore tra i più importanti in Italia, dai cui romanzi la Rai ha tratto fiction di successo quali Il Commissario Ricciardi, I Bastardi di Pizzofalcone e Mina Settembre).

Le musiche, oltre a quelle originali firmate da Diego Moreno, sono di grandissimi artisti: Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Fito Páez, Salvatore Di Giacomo, Domenico Modugno, Renato Carosone, Fred Bongusto, Chico Buarque, Manu Chao, Fausto Cigliano. Lo spettacolo vede sul palco insieme a Patrizio Rispo (voce narrante) e Diego Moreno (voce e chitarra), 4 musicisti e 2 tangueri in un vero e proprio incontro tra Italia e Argentina.

“Siamo molto contenticoncludono Patrizio e Diegodi rientrare nel cartellone del Teatro Trianon. Ringraziamo Marisa Laurito, direttrice artistica del teatro, che ci ha voluto fortemente. Vi aspettiamo numerosi e ci divertiremo insieme perché, come diciamo nel nostro recital, il “Nuestro DIEZ” Vive e Vivrà per Sempre!”.

Appuntamento, quindi, venerdì 25 novembre alle ore 21.00 al Teatro Trianon Viviani di Napoli.

Biglietti acquistabili al botteghino ed al seguente link

https://www.azzurroservice.net/biglietti/il-tango-di-dieguito-el-d10s-de-la-pelota

Recensione: Pink Floyd Legend in “Atom Heart Mother” al Teatro Augusteo di Napoli

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di Catuogno Mario (SpectraFoto)- http://www.spectrafoto.com

il 23 novembre al Teatro Augusteo di Napoli è andato in scena “ATOM HEART MOTHER”, il capolavoro dei Pink Floyd uscito nel 1970.
Protagonisti della serata i Pink Floyd Legend che, dopo un primo set in cui suoneranno (nella loro classica formazione) alcuni tra i più grandi successi del gruppo britannico, riproporranno l’esecuzione integrale della celebre suite.
La realizzazione di Atom Heart Mother dal vivo è una produzione unica e speciale: i Pink Floyd Legend, infatti, sono l’unico gruppo che dal 2012 porta in scena la lunga suite nella versione integrale, accompagnati, come nell’originale, da Coro e Orchestra.
Atom Heart Mother, le cui partiture orchestrali furono scritte dal giovane compositore sperimentale Ron Geesin, si snoda attraverso straordinarie combinazioni tra musica classica e rock, alternando momenti pervasi da eleganti melodie ad altri di pura potenza sinfonica: Atom è considerato il disco della maturità e un punto di svolta nel percorso artistico per i Pink Floyd che abbandonano la psichedelia in nome del progressive rock.
Come tutte le produzioni firmate Pink Floyd Legend, le oltre due ore di musica si sono avvalse di un incredibile disegno luci e di sorprendenti effetti scenografici che, uniti alla fedeltà degli arrangiamenti, all’utilizzo di strumentazione vintage, ai video dell’epoca proiettati su schermo circolare di 5 metri, ad Algie il grande maiale gonfiabile, ai costumi di scena, ai laser, ricreano quel senso di spettacolo totale per vivere un’indimenticabile “Floyd Experience”
PINK FLOYD LEGEND : Nati nel 2005, i Pink Floyd Legend sono oggi riconosciuti come il gruppo italiano che rende, in ogni loro spettacolo, il miglior omaggio alla musica dei Pink Floyd, grazie alla realizzazione di show perfetti, frutto dello studio approfondito delle partiture e dei concerti live che la band inglese ha proposto nel corso degli anni.


Da Atom Heart Mother, la celebre suite per orchestra e coro, che dal 2012 a oggi, a ogni rappresentazione, ha realizzato il “tutto esaurito” (come al Teatro Olimpico e l’Auditorium della Conciliazione di Roma), al tour italiano di The Dark Side of The Moon, insieme alla straordinaria Durga Mc Broom (vocalist dei Pink Floyd dal 1987 e per la prima volta su un palco con una band italiana), nel 2015, aggiungono un importante tassello alla loro biografia grazie all’esecuzione integrale, in prima assoluta mondiale, dell’album The Final Cut in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco di Anzio, con la presenza dello stesso Roger Waters.
Il tour 2016 è stato caratterizzato da concerti/evento, in luoghi di assoluto prestigio, che hanno visto una grandissima partecipazione di pubblico che ha assistito alle nuove messa in scena di “The Dark Side Of The Moon” e “Atom Heart Mother” (con una nuova orchestra e un coro di 140 elementi, nel magnifico Sferisterio di Macerata – storica sede dell’opera mondiale) e l’inedito “Live At Pompeii” che ha ripreso vita nel palcoscenico del Teatro Romano di Ostia antica in occasione della prima edizione della rassegna “Il Mito e il Sogno”, registrando anche qui il tutto esaurito e una lunga standing ovation finale.
Il 19 novembre, poi, Roma è diventata il palcoscenico della prima grande giornata/evento dedicata alla musica dei Pink Floyd quando i Legend hanno proposto uno show molto speciale, ripercorrendo l’intera carriera della formazione britannica, con ospiti di eccezione tra cui Carlo Massarini che ha fatto gli onori di casa, catapultando il pubblico attraverso racconti ed aneddoti.

Nella primavera di quest’anno, infine, la celebrazione dei quarant’anni di ANIMALS, andata in scena a Roma all’Auditorium Conciliazione e a Milano al LINEARCIAK, ha confermato il successo della band con un ennesimo tutto esaurito. In queste due occasioni, ospite speciale della serata è stato il giornalista Andrea Scanzi, uno dei più grandi conoscitori e appassionati dei Pink Floyd, che ha raccontato la genesi del disco e gli aneddoti e le particolarità che l’hanno caratterizzato.


http://www.pinkfloydlegend.it

Al Teatro Cilea in scena lo spettacolo “Ci vuole orecchio” con ELIO che reinterpreta Enzo Jannacci

Con un lungo viaggio musicale ELIO reinterpreta Enzo Jannacci.Al Teatro Cilea in scena lo spettacolo “Ci vuole orecchio”.

Venerdi 2 dicembre, e in replica sabato 3 e domenica 4 dicembre (inizio ore 21, biglietti platea € 

31+d.p. e galleria € 27+d.p. – prevendite a questo link) va in scena “Ci vuole orecchio”, un viaggio nel mondo musicale del cantante-chirurgo milanese Enzo Jannacci. Protagonista un altro milanese doc ELIO (voce della storica band Elio e Le Storie Tese) che canta e recita il “poetastro”, come amava definirsi.

Con la regia, e drammaturgia, di Giorgio Gallione e gli arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri, in scena ad accompagnare Elio troviamo: Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono e Giulio Tullio al trombone.

Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente. 

Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale.

“Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente. 

Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio

Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora. A loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra. 

Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.

Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone, dove una band di cinque musicisti, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare e padre putativo di quella parte della storica canzone d’autore che mai si è vergognata delle gioie della lingua e del pensiero o dello sberleffo libertario, e che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato ma piuttosto un potente strumento dello spirito di negazione, del pensiero divergente che distrugge il vecchio e prepara al nuovo. Sovversione del senso comune, mondo alla rovescia, ludica aggressione alla noia e ai linguaggi standardizzati e che, contemporaneamente, non teme di creare disagio o generare dubbi. 

Così, nel panorama infinito delle figure che abitano l’universo Jannacci trovano posto anche personaggi dolenti, clown tristi e inadeguati che spesso inciampano nella vita. Il nostro spettacolo sarà perciò un viaggio in questo pantheon teatralissimo, dove per vivere “ci vuole orecchio” e dove, da saltimbanchi si vive e si muore… Opla!

“Ci vuole orecchio” non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente (…) – dichiara Elio.

È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: tra i brani c’è La luna è una lampadina, L’Armando, El purtava i scarp del tennis, canzoni che rido mentre le canto. Ne farò alcune snobbate, Parlare con i limoni, Quando il sipario calerà. Perché c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore di Vincenzina o Giovanni telegrafista, risate e drammi. Come è la vita: imperfetta. E nessuno meglio di chi abita nel nostro paese lo sa.I

PROSSIMI SPETTACOLI IN PROGRAMMA AL TEATRO CILEA:
8 Dicembre – 11 DicembreFicarra e Picone con Lello ArenainLa Smorfia
15 Dicembre – 18 DicembreAndea Deloguin40 e sto
altre informazioni 

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Recensione: Elisabetta Serio quartet guest star Sarah Jane Morris ospite di “Jazz & Baccalà ” 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento della IX Edizione di Jazz & Baccalà 2022 al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA), rassegna ideata ed organizzata dallo stesso Teatro sotto la direzione artistica di Marco Panico, ha visto sul palco ormai prestigioso del teatro stesso una straordinaria pianista Elisabetta Serio che con il suo quartetto composto da Jerry Popolo al sax, Aldo Capasso al contrabbasso e Claudio Romano alla batteria e con una guest di rara bellezza artistica come Sarah Jane Morris ha presentato il suo nuovo progetto “Te doy el gusto” che significa “ darsi il permesso, permesso di essere liberi, forti, se stessi e consapevoli in una verità che non fa rumore” come raccontato dalla stessa Elisabetta Serio in Teatro.

Pianista compositrice and band leader, Elisabetta Serio suona composizioni originali, principalmente strumentali, attingendo dalle sue variegate esperienze artistiche e non solo, sia come side che come leader. Le sue composizioni sono sempre altamente ispirate da tutte le emozioni della vita e si avverte tutto questo in ogni singola nota della sua musica che ha come obiettivo cercare un ordine al caos dell’anima e un modo per raccontarne le emozioni con melodie che toccano il cuore.

Il suo ‘suono’ si ispira alle sue collaborazioni con diversi artisti, primo fra tutti Pino Daniele, poeta e leader del Neapolitan power, oppure artisti stranieri come la cantante inglese Z Star, con la quale ha girato in tour in Europa e non solo, oppure musicisti come Stefano di Battista, Javier Girotto, Phil Palmer, Dave Douglas, Trilok Gurtu, per citarne alcuni.

Il quartetto che l’accompagna sul palco del Teatro Summarte è assolutamente “stellare”, il suono meraviglioso del sax di Jerry Popolo che è un virtuoso assoluto di tale strumento che lui suona in modo davvero mirabile, unito alla ritmica della batteria di Claudio Romano o al talento al contrabbasso di un seppure giovanissimo Aldo Capasso che  ormai è considerato non più una giovane promessa del jazz italiano ma un vero e proprio  musicista di altissimo valore viste le numerose esperienze e collaborazioni artistiche che ha avuto in questi ultimi anni, rendono il talento indiscutibile di Elisabetta Serio sia come pianista che come compositrice assolutamente coinvolgente ed emozionante.

In più la presenza di una delle artiste più amate da Elisabetta, Sarah Jane Morris, ha reso il concerto di sabato 19 novembre un concerto che il pubblico presente non dimenticherà mai.

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Recensione: Francesco Marziani Trio al Mav di Ercolano per Live Tones 2022

Di Clementina Abbamondi
Foto Spectra Foto (www.spectrafoto.com)

Sabato 19 novembre 2022 ,presso il Teatro M.A.V. Di Ercolano ,si è tenuto il concerto jazz del trio formato da tre musicisti partenopei Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria.

L’evento rientra nella programmazione promossa da Gabbianella club S.r.l. che ha assunto la gestione del Teatro M.A.V. di Ercolano.

Alberto Bruno, Presidente del “Live Tones” che ha organizzato il concerto ,ha ringraziato sia il pubblico presente in sala e sia Gianluigi Osteri ,manager della Gabbianella Club, da sempre in prima linea nel diffondere arte e cultura e ha presentato i musicisti che dice “conosco da tanti anni questi bravissimi musicisti e sono legato da  sentimenti di affetto e stima al pianista Francesco Marziani e lo ammiro per l’impegno e l’amore che ha verso la musica “ e ancora “questa sera il trio formato da Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria presenterà il CD TROISI ,il primo lavoro discografico che li vede insieme”.

Il disco è stato inciso per Cose Sonore/Alman Music ed è dedicato a Troisi l’attore napoletano che ha saputo animare la scena teatrale e cinematografica con la sua ironia ed il suo umorismo, sempre velato da una nota di malinconia. L’album contiene otto tracce in tutto, alcune delle quali sono composizioni di Miles Davis,Fats Waller e Stevie Wonder, altre invece sono brani originali composti da Francesco Marziani. Grazie a questo disco il trio ha  l’opportunità di esprimere le proprie idee musicali . Nelle note di presentazione del CD si legge “Il trio ha un linguaggio radicato nella tradizione della musica afroamericana pur se sempre rivolto alla ricerca di ritmi e soluzioni armoniche differenti attraverso la creazione di composizioni originali. Particolare attenzione è rivolta alle contaminazioni musicali in cui si fa spazio il pensiero del territorio”.

I brani raccolti nel CD TROISI si susseguono durante il concerto .due brani composti da Francesco Marziani “Little Child” e “Troisi” che dà il titolo al CD che rappresenta un omaggio all’indimenticabile attore partenopeo. In questo brano i musicisti riescono ad esprimere con i loro strumenti la personalità di Troisi allegra ma sempre un po’ velata di tristezza. Bellissima l’interpretazione del brano” Lately “ di S. Wonder e “The Jiherbug Watz” di F.Waller.

I musicisti durante il concerto hanno dato prova del loro virtuosismo  con degli assoli ricchi di grande energia e passione ed è stato evidente il legame profondo che li lega ed il divertimento ,il piacere e la complicità nel suonare insieme. Di grande effetto è risultata l’interpretazione di Francesco Marziani del famosissimo brano “Anima” cantato dall’indimenticabile Pino Daniele e composto dalla pianista Rita Marcotulli.

I tre musicisti ,in questo concerto, suonano con grande interplay e riescono ad esprimere appieno la loro improvvisazione, grazie anche alla grande amicizia che li lega da tempo e alla condivisione di idee maturate nei tanti anni nei quali hanno collaborato.

Recensione: “L’Orientale è jazz” ad inaugurare l’anno accademico 2022 dell’Università L’Orientale di Napoli

Di Clementina Abbamondi

Martedì 15 novembre 2022 nella bellissima Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, si è tenuto il concerto “L’Orientale è Jazz” ad inaugurare l’anno accademico dell’Università L’Orientale. Di Napoli in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella, l’ISMEO e il Centro Studi Sebetia-Ter. Il Rettore dell’Orientale Roberto Tottoli ha detto in una intervista che la colonna sonora ideale è la musica jazz, un genere che fa della contaminazione culturale il suo punto di forza in quanto lo spirito dell’Ateneo ha come” mission” l’incontro tra culture per la reciproca conoscenza ed un reciproco apprezzamento.

Il concerto ha visto salire sul palco Giuseppe Bassi contrabbassista barese, un musicista versatile, la cui musica passa dal jazz più tradizionale, alla avanguardia, dal funk alla musica classica. Nella sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo. Giuseppe Bassi è molto vicino alla cultura giapponese e nel 2020 è uscito il CD” Atomic Bass” frutto del suo viaggio in Giappone dopo il terribile disastro nucleare della Centrale Atomica di Fukushima, avvenuto in seguito al violento tsunami che colpì il Giappone nel 2011 e nel 2022 “I Will Touch You” frutto della collaborazione con la pianista giapponese Sumire Kuribayaschi.

Giuseppe Bassi, dopo aver ringraziato il Conservatorio di Napoli e L’Orientale per averlo invitato a partecipare al concerto dice “Non avrei mai sperato e sognato di suonare con questo grande musicista perché apparteniamo a culture lontanissime e suoniamo musiche diverse e quindi sono onorato di presentare Berkant Cakici che trasporterà con la sua musica gli spettatori nell’atmosfera dei suoi luoghi di provenienza”. Il percussionista turco Berkant Cakici ha creato uno stile personale dopo aver studiato sotto la guida del grande maestro di darbuk Hamdi Akatay ed è diventato un virtuoso di un’ampia gamma di percussioni, ha partecipato ad innumerevoli progetti artistici e festival nella scena del jazz e della word music.

Intensissima e coinvolgente è stata la performance di Berkant Cakici che, con grande maestria e tecnica ha tratto dai suoi strumenti il kik e il doholio un ritmo ed un’energia travolgente grazie alla quale è riuscito a far rivivere le atmosfere ed il fascino della sua cultura.

Giuseppe Bassi ha poi presentato gli altri due musicisti che si sono esibiti con lui sul palco della Sala Scarlatti la violinista giapponese Nanako Tarui che suona ogni genere di musica dal jazz all’hip hop alla classica. Nanako Tarui canta, suona e dipinge, ha al suo attivo diversi progetti musicali e ha collaborato con artisti a livello internazionale ed il pianista, tastierista e arrangiatore napoletano Paolo Sessa.

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Recensione: Sasa’ Mendoza al Teatro Summarte per “Coprifuoco”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Emozionante concerto, sabato 12 novembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) per la presentazione del nuovo disco di Sasa’ Mendoza COPRIFUOCO  realizzato durante uno dei periodi più bui della storia dei nostri tempi, durante le lunghe chiusure, dove ognuno di noi ha vissuto momenti davvero difficili per l’isolamento imposto, per la mancanza di una vita quotidiana, per la paura di una sorta di tempesta che ci ha travolti tutti nella vita come nelle emozioni e nelle paure.

Sasà Mendoza nasce a Napoli il 20 Maggio 1960  diplomandosi al Conservatorio di Salerno nel 1990 in pianoforte. Ragazzo dalle virtù indiscusse comincia la sua carriera da subito affiancato da grandi nomi. Jazz, sound mediterraneo, progetti culturali, sono ancora oggi “leitmotiv” del suo grande desiderio di ” voler fare” senza mai discostarsi dalla sua sensibilità. ll sorriso irresistibile del  Musicista partenopeo Sasà Mendoza,  come quello del suo amato Dalai Lama, racchiude il segreto di un uomo che, della sua sensibilità, del suo approccio pacifico,  del suo rispetto per l’ambiente e l’umanità tutta, ne ha fatto tesoro, preparando così sempre di più la sua anima  ad accogliere una “musicalità” aperta, priva di pregiudizi, dove le diverse culture, attraverso note e virtuosismi, comunicano tra loro scambiandosi spirito umanitario, speranza, autenticità, per una vita sempre migliore.

“QUARANTENA NAPULEGNA”. Così il nostro amico Sasà definisce nel suo disco  il coprifuoco e i continui lockdown che hanno caratterizzato questi ultimi due anni. 

Lui stesso racconta: “ Era il periodo che tutti noi ci sentivamo “Sepolti vivi” tra il suono straziante delle sirene, delle ambulanze e i TG che non passavano altro che immagini di ospedali, di morti. Quando si perdevano i propri cari senza la possibilità di poterli vedere e salutare e quando ci è stata negata ogni possibilità di contatto umano e sociale, nessun abbraccio e, nonostante tutto, fuori i balconi si cantava, si suonava e si gridava “andrà tutto bene!”

Ogni brano racconta come una fotografia del momento e delle emozioni in esso vissute come la sensazione che il mondo “si era fermato”, e come “ognuno di noi lo guardava impaurito dietro le finestre di casa impotenti e bloccati dalla pandemia”

Così nascono Aret a na’ fenesta, Sepolti vivi, alcuni dei brani contenuti nel CD e così tutti gli altri, con una motivazione, con un dolore da raccontare”.

Laddove il mondo era bloccato, il mondo dell’Arte lo è stato ancora di più, niente più concerti, niente più teatro, niente più musica, niente più incontri tra musicisti per registrare brani nuovi , per suonare insieme . Ma un gruppo di musicisti, amici, non si arrendono a questo assordante e tetro silenzio. Pur costretti a stare segregati in casa cominciano il “tam tam” di note, parole, accordi e melodie. Uno scambio di emozioni attraverso la rete che permette a “COPRIFUOCO” di prendere vita e donare a chi la vita l’ha persa, l’immortalità.

Ed ecco che nasce il nuovo disco, e come lui stesso racconta dal palco del Teatro Summarte sono stati ispirati dalla perdita di amici musicisti a lui  molto vicini che lo  hanno accompagnato durante il mio percorso musicale suonando nei miei concerti. Andalucia Lontana é uno d quei brani che rievoca sentimenti puri, amicizia, passione infinita che lui stesso ha per la sua adoratissima Musica.

La sensibilità di Susà Mendoza si avverte anche in un altro brano “Transfiguration” perché’ questa pandemia ha cambiato tutto il nostro essere, ci ha trasformati in persone molto più fragili e con ferite profonde e insanabili. Ma è in Lia, è un brano dedicato alla madre che Sasà mette a nudo la sua delicatissima anima di artista e di uomo, riuscendo a mettere in un brano tutte le forti emozioni che ha vissuto per la perdita improvvisa della mamma, che è un meraviglioso concentrato di note ed armonie così coinvolgenti che emozionano il numerosissimo pubblico in sala.

Sul palco del Teatro Summarte, spesso si è emozionato ma ancor più quando ha dedicato un  pensiero speciale al suo amico  JOE AMORUSO con il quale spesso si  trovavano  a parlare di esoterismo e di come la musica fosse mezzo per entrare nella propria anima.  Gli ha dedicato il brano “Sognando Joe“, che nel disco Sasa’ Mendoza ha suonato con musicisti che da sempre hanno fatto parte della sua storia musicale come: James Senese,Tony Esposito,Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla, Peppe Sannino e Antonio Onorato che con la sua band composta da Mario De Paola e Diego Imparato per anni hanno condiviso con Joe lo stesso palco.

La lista dei musicisti che hanno suonato in “COPRIFUOCO” è lunga ognuno da casa ha voluto offrire il proprio contributo, continua Sasà, per questo li ringrazio tutti, amici e musicisti eccezionali: Nico Di Battista, Fredy Malfi, Savio Arato, Romeo Barbaro, Aniello Misto, Carlo Avitabile, Michele Montefusco, Gianni Guarracino, Roberto Giangrande, Antonio Mambelli, Domenico De Marco, Leonardo di Lorenzo, Roberto Perrone, Enrico del Gaudio, Dario Spinelli e Dario Franco.

Lo stesso Sasa’ Mendoza nel raccontare il nuovo disco ha dichiarato: “Ogni brano è legato a una storia, ho ricercato la specificità dei musicisti e inviato loro i temi musicali che riprendevano e rielaboravano rimandandomi i file via e-mail. È come se avessimo registrato in studio. In quel periodo ho pensato spesso che  sarebbe bello presentare il disco dal vivo, trovare un teatro per rivederci e suonare insieme”. Quel giorno è arrivato qui con voi. “

Ma in questo nuovo disco non ci sono solo sentimenti ed emozioni intense di un periodo che non dimenticheremo mai, ma sinceramente è soprattutto un inno alla speranza, alla gioia, alla vita che continua con la sua ” bella musica” e suoi abbracci ed è davvero, secondo il nostro parere, un disco assolutamente da acquistare e ascoltare con grandissima attenzione.

Camera Jazz Club – i concerti della settimana dal 18 novembre

Vicolo Alemagna snc (angolo via Santo Stefano) 40125 Bologna
https://camerajazzclub.com
 
VENERDì 18 NOVEMBRE  ORE 22:00LUCA MANNUTZA 4ET “UNEVEN SHORTER”
Luca Mannutza pianoforte 
Paolo Recchia sax alto      
   Daniele Sorrentino contrabbasso
 Lorenzo Tucci batteria
Omaggio alla musica di Wayne Shorter rielaborata dal pianista Luca Mannutza che per questo progetto, ha scelto di essere affiancato da alcuni compagni di viaggio di lunga data, Il proposito è essere fedele alle melodie ed alle armonie delle scritture originali dei brani, composti nel periodo tra il 1963 e il 1967, e sostenerle con una tessitura di accompagnamenti ritmici.
Intero 15€
Under 30, nuovi soci 10€
Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, tessera annuale €15
Concerto In collaborazione con Bologna Jazz Festival
 
SABATO 19 NOVEMBRE  ORE 22:00DOUG LAWRENCE & MASSIMO FARAÒ TRIO“FEAT BYRON. LANDHAM” 
Doug Lawrence sax tenore
 Massimo Faraò pianoforte      
 Nicola Barbon contrabbasso
Byron Landham batteria
Nato in Louisiana e cresciuto in New Mexico, il sassofonista  ha trascorso più di 20 anni a New York City, dove si è fatto conoscere. Tra gli artisti con cui Doug si è esibito e ha registrato ci sono Ella Fitzgerald, Benny Goodman, Aretha Franklin, Tony Bennett, Dizzy Gillespie, Ray Charles, Sarah Vaughan, Frank Sinatra, Nancy Wilson,Dee Dee Bridgewater, Lady Gaga, e tanti altri, il quartetto ospita il grande batterista di Philadelphia Byron Landham.Intero 20€
Under 30, nuovi soci 15€
Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, tessera annuale €15
Concerto In collaborazione con Bologna Jazz Festival
 
DOMENICA 20 NOVEMBRE ORE 22:00BOLOGNA JAM BOLOGNA JAM “JAM SESSION TEMATICHE: DEXTER GORDON“
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (non si accettano prenotazioni)
Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, tessera annuale €15
Il progetto è stato finanziato dall’Unione europea – Fondi Strutturali e di Investimento Europei, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020 e della risposta dell’Unione alla pandemia di COVID-19 – Autorità Urbana Comune di Bologna
 
INFO E PRENOTAZIONI✅PRENOTAZIONE CONSIGLIATAWhatsApp 391 168 24 42reservations@camerajazzclub.com
 Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, quota annuale €15 per il tesseramento seguite le istruzioni al link: https://camerajazzclub.com/registrati/

SuoNa winter Festival, dal 14 novembre al 22 dicembre a Napoli (Casa della Musica, Palapartenope e Città della Scienza). Musica, danza, teatro e workshop. Tra gli ospiti: Paky, Verdena, La Maschera, Stefano Rapone e tanti altri

SUONA WINTER FESTIVAL

Musica/danza/teatro/workshop

Dal 14 Novembre al 22 Dicembre 2022 a Napoli

Casa della MusicaPalapartenopeCittà della Scienza

 Torna il SuoNa Festival 2022 con una versione winter, inserita tra le rassegne dell’ampio progetto “Affabulazione”, sostenuto dal Comune di Napoli con il contributo del Fondo Unico per lo Spettacolo della Direzione generale dello Spettacolo del Ministero della Cultura.

Organizzato da Ufficio K, il SuoNa winter Festival proporrà nell’arco di due mesi, da novembre a dicembre 2022, oltre ai consueti concerti anche spettacoli di danza acrobatica e classica, stand-up comedy e corsi di formazione. Confermando il suo carattere multidisciplinare e coinvolgendo nelle sue attività un target giovanile sempre più ampio.

Ad inaugurare gli spettacoli del SuoNa winter 2022, lunedì 14 novembre, sarà il concerto già sold out in prevendita di Paky alla Casa della Musica. Il giovane rapper classe ’99 originario di Secondigliano e cresciuto a Rozzano, ha debuttato a marzo di quest’anno con l’album Salvatore, per Island Records / Universal Music. Un grande successo commerciale, anticipato dai singoli BLAUERMama I’m a Criminal e Storie Tristi, che ha esordito in vetta alla Classifica FIMI Album e in meno di tre mesi ha ottenuto un disco di platino con oltre 50mila vendite certificate.

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Marco Pacassoni Trio feat. Lorenzo De Angeli & Stefano Manoni al Bourbon Street per Live Tones

Proseguono i concerti del Live Tones, associazione culturale, al Bourbon Street in Via Bellini 52 Napoli.

Domenica 20 novembre 2022 il Live Tones presenta “MARCO PACASSONI TRIO feat. Lorenzo De Angeli & Stefano Manoni”.

Marco Pacassoni: vibrafono

Lorenzo De Angeli: basso 

Stefano Manoni: batteria

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30.

Inizio concerto ore 21.30. Posti limitati richiesta la prenotazione che sarà valida sino alle ore 21,20.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile in prevendita https://www.ticketone.it/eventseries/marco-pacassoni-trio-feat-lorenzo-de-angelis-and-stefano-manoni-3261675/?affiliate=IGA e prevendite fisiche territoriali, ma anche la sera stessa alla biglietteria predisposta al Bourbon Street.

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Dopo i successi dei concerti tenuti in Australia, Cina, Giappone e Stati Uniti, continua con sempre maggiore vigore l’attività internazionale del vibrafonista, percussionista e compositore Marco Pacassoni. Quello di Marco è un percorso musicale che negli anni si è concretizzato in importanti e prestigiose collaborazioni e con la realizzazione di tre album di composizioni originali “Finally”, “Happiness”, “Grazie”, e un riuscitissimo omaggio alla musica di Frank Zappa e Ruth Underwood intitolato “Frank & Ruth”.

Ultimo il nuovo disco LIFE registrato a New York con le stelle del jazz internazionale John Patitucci e Antonio Sanchez che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo. In questa occasione napoletana sarà con la sua formazione italiana Lorenzo De Angeli al basso e Stefano Manoni alla batteria.

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