Author Archives: Admin

Recensione : Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles concludono la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Non poteva concludersi che con un concerto strepitoso la XXV Edizione dell’Ethnos Festival come quello di Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles che hanno letteralmente conquistato il pubblico della Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano, protagonisti assoluti di un progetto unico come “Aguas”.

 Aguas riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato. Le canzoni spaziano dal commovente all’esuberante, e sono l’espressione dell’eccezionale chimica musicale, della sensibilità poetica e dell’originalità dei due artisti. 

Il materiale utilizzato in Aguas è un mix coinvolgente e creativo delle radici Afro Cubane dei due artisti, di musica classica occidentale e jazz. L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti. Come l’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione. C’è anche una rappresentazione, per Omar e Yilian, dell’acqua come separazione da e nostalgia per la loro terra natia. In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles.

Omar Sosa
Uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo, «Senses», è del 2014) – formula che ancor oggi forse predilige – ma anche  dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu – è un duo collaudatissimo il loro, di cui è appena uscito il terzo episodio discografico, «Eros» (2016) – qualche lavoro orchestrale e, negli ultimi tempi, anche il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali, con cui nel 2015 ha inciso «Ilé», lavoro decisamente riuscito e suggestivo.

Yilian Cañizares
Classe 1980, nasce a L’Avana. Talento precoce, a soli sette anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia di Musica Manuel Saumell per studiare violino. Nel 1995 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Caracas, e due anni dopo ottiene l’ammissione ad un Conservatorio in Svizzera, dove si trasferisce. Ma la sua natura di artista curiosa ed onnivora la condurrà presto alla ricerca di nuovi sbocchi creativi. Decide così di iniziare a cantare, e guarda con grande interesse al jazz, trovando nel violinista Stéphane Grapelli un maestro cui ispirarsi. Forma un quartetto che chiama Ochumare, come la divinità Orisha degli arcobaleni, con cui vince nel 2008 un importante premio al festival jazz di Montreux. Con lo stesso gruppo incide anche i suoi due primi dischi, nel 2009 e 2011. Ma la fama internazionale arriva nel 2013, con l’album «Ochumare», il primo a suo nome. Il successo viene quindi confermato due anni dopo dal nuovo lavoro, «Invocaciòn» (2015). Il suo stile riflette una grande varietà di influenze, con tocchi di jazz, musica classica e musica cubana. Qualche critico ha parlato di un’orchestrazione jazz mescolata ad un rituale Yoruba. Yilian Cañizares canta in spagnolo, yoruba e francese, ed uno dei suoi tratti distintivi è proprio la naturale capacità di cantare e suonare il violino allo stesso tempo.

Gustavo Ovalles
Nato a Caracas nel 1967, come artista e professore ha viaggiato in tutto il mondo con i suoi strumenti tradizionali che includono maracas, culoepuya, quitiplas e bata drums. Con il pioneristico progetto di Omar Sosa Roots Trilogy, Gustavo ha calcato diversi importanti palchi in Europa, Giappone e Stati Uniti. Ha inoltre partecipato al l’album di Sosa Sentir, nominato ai Grammy. Attualmente vive un po’ in Francia e un po’ in Venezuela.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continua a leggere

Recensione: Anourar Brahem Trio ospiti della XXV Festival Ethnos

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)
traduzione di :Francesca Petrillo

Penultima serata della XXV Edizione di Ethnos Festival sabato 3 ottobre con uno straordinario trio sul palco allestito nel parco di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano: Anouar Brahem Trio con Anouar Brahem all’ oud, Klaus Gesing al clarinetto basso e Björn Meyer al basso.

Nato nel 1957 ad Halfaouine, nel cuore della Medina di Tunisi, Anouar Brahem aveva dieci anni quando iniziò a studiare l’oud e in seguito proseguì il suo apprendistato con il grande maestro Ali Sriti. In un ambiente musicale arabo dove dominavano orchestre affollate, Brahem ha rivelato la sua personalità sfaccettata intraprendendo spontaneamente una missione personale per riportare l’oud allo status di uno strumento solista emblematico nella musica araba, mentre allo stesso tempo rompe con la tradizione nel suo lavoro di compositore integrando elementi di jazz e altre tradizioni musicali orientali e mediterranee nelle sue nuove opere.  Nella sua musica che rifugge dall’orientalismo nostalgico, combina le diverse qualità modali delle tradizioni arabe orientali e occidentali con complesse improvvisazioni. Nel 2010 ha ricevuto un Echo Jazz Award per la sua maestria sull’oud, lo strumento che nelle sue dita, diventa una naturale estensione della sua anima.  Anour Brahem si esibisce sotto l’etichetta ECM di Manfred Eicher, con la quale ha pubblicato otto album, tutto molto particolari e suggestivi nel loro genere.

La serata dell’Ethnos Festival è stata l’occasione, unica e rara, di poter ascoltare ed apprezzare questo artista che come ha affermato lo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca nella sua presentazione è stato un vero e proprio miracolo poterlo avere sul palco di Ethnos in quanto sempre in giro per il mondo per i suoi concerti , ed è stato un segno importantissimo poter affidare una serata ad un Artista cosi delicato e poetico in un momento di grande incertezza e di grande crisi per il mondo della musica e delle Arti in generale provocato da questa terribile pandemia che ci ha travolto da febbraio scorso. Come diceva lo stesso Di Luca :” Mai come in questo momento è importantissima la musica di Anouar Brahem, che ci riporta a sentimenti di quiete, dolcezza, di serenità perché è proprio questo di cui abbiamo piu bisogno oggi per trovare la forza per resistere e vincere su questa grande angoscia che ognuno di noi sta vivendo in questo momento”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continua a leggere

Recensione: Around Jazz una serata per ricordare Marco Massa

Recensione e Foto di : Vittorio Santi

 

Venerdì 2 ottobre il pubblico assiduo frequentatore di questa iniziativa ha potuto assistere ad un concerto a dir poco scintillante.

Già in fase di sound check si percepiva che questa volta “dal tramonto all’Appia” ci avrebbe regalato ancora meraviglie.

La line up della serata :

DOMENICO SANNA (pianoforte)

GEGÈ MUNARI (batteria)

DANIELE SCANNAPIECO (sax)

FRANCESCO LENTO (tromba)

VINCENZO FLORIO ( contrabbasso)

 

Come sempre dopo le rituali e ancor più necessarie precauzioni anti covid, la musica ha iniziato a farsi prepotentemente sentire in questo luogo cosi intriso di storia.

Le note di ogni strumento producevano vibrazioni sugli ascoltatori molto attenti, davvero un concerto partecipato.

i novanta minuti di musica comprensivi del bis richiesto a gran voce hanno coinvolto tutti i presenti.

Brani originali standard tutto è stato molto ben preparato ed eseguito.

Voglio spendere una parola su Gegè Munari : dall’alto della sua classe, dal suo portamento, dalla sua ironia ma, sopratutto dalla sua inesauribile carica ha dimostrato ancora una volta, che la Musica fatta con passione tiene vivo corpo e anima.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non poteva certo mancare uno struggente ricordo di Marco Massa ideatore e propulsore di questa rassegna: la sua presenza era palpabile come la commozione di Fabio Giacchetta che ha preso il suo posto alla direzione artistica del festival e le successive parole della moglie di Marco.

Al termine di questo momento, quasi in successione si è dato vita alla jam session che ha visto coinvolti vari giovani artisti in una bella esibizione di livello assolutamente piacevole che il pubblico presente ha apprezzato.

Finisce con stasera la mia avventura a questo splendido festival.

Mi auguro negli anni a venire poter partecipare ancora.

Recensione: “Santana vs Benson” con Brunello Canessa e Marco Gesualdi a Villa di Donato

Recensione di Clementina Abbamondi

Sabato 3 ottobre nella dimora settecentesca “Villa di Donato” sita in Via Sant’Eframo Vecchio,  è stata inaugurata la V° stagione di spettacoli ed incontri di arte e cultura. Lo spettacolo inaugurale è consistito in un vero e proprio “match” musicale “Santana vs Benson”  in cui il direttore artistico della rassegna  “La Musica ha trovato casa”  Brunello Canessa ha sfidato  chitarristicamente  Marco Gesualdi.                               

La padrona di casa Patrizia De Mennato , prima dell’inizio del concerto ha voluto sottolineare il grande lavoro di squadra che ha permesso di aprire anche in un periodo difficile determinato dalla pandemia covid 19.  Dice Patrizia De Mennato  “ E’ il V° anno della Rassegna ed in questo periodo abbiamo costruito con gli artisti ,tecnici e tutto lo staff, un’atmosfera di grande condivisione”. La padrona di casa ringrazia il pubblico presente in sala per la fiducia accordata alla Rassegna di Villa di Donato  e aggiunge “ La fiducia deve essere reciproca perché ci sono delle regole che noi dobbiamo rispettare a tutela della vostra e della nostra Struttura  nel rispetto delle normative anticovid vigenti tra le quali il distanziamento e l’uso delle mascherine. “Patrizia De Mennato ha poi illustrato il programma dell’anno in corso di cui fanno parte tre Rassegne: quella teatrale curata da Annamaria Ackermann che presenterà degli spettacoli che non sono stati  rappresentati a Napoli ,o sono stati ideati proprio per questa Rassegna,o consistono in veri e proprie prove generali prima che lo spettacolo venga rappresentato in teatro. L’altra Rassegna “Max 70”quest’anno avrà un carattere particolare in quanto l’attenzione è concentrata sui giovani ed in collaborazione con  “Avos Project” , una scuola di eccellenza di musica classica e da camera verranno proposti degli spettacoli composti da due prime parti ed un giovanissimo musicista da loro curato. Questa Rassegna sarà diretta dal violinista David Romano e dai pianisti Mario Montrone e Massimo Spada. C’è poi il  filone “OFF” diretto da Giuseppe Fontanella dice Patrizia De Mennato “è il nostro” ghostbusters “ che  prenderà al volo gli artisti che passano per Napoli invitandoli  sul palco di Villa di Donato”.  Per la  Rassegna “La Musica ha trovato casa”  diretta da Brunello Canessa  sono stati programmati  una serie di spettacoli live dal blues al rock”. Ancora la padrona di casa illustra un bellissimo progetto sociale a sostegno di un coro di ragazzi del campo Room  di Scampia “Gipsy Gospel” che culminerà in un  concerto corale il 30 dicembre 2020. Ed ancora ci  sarà una fusione tra arte e teatro , infatti, dice Patrizia De Mennato” presenteremo una mostra d’arte contemporanea sulla donna che si concluderà con ll lavoro teatrale “Le donne del mito” recitato da Annamaria Ackermann” .                                                                                            Continua a leggere

Recensione: Maarja Nuut ospite della XXV Edizione del Festival Ethnos 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Terzo appuntamento della XXV Edizione Ethnos Festival 2020 venerdi 2 ottobre alla Villa del Parnaso di Torre Annunziata con una delle artiste più innovative e più creative degli ultimi anni della scena musicale internazionale : Maarja Nuut.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Maarja Nuut è una cantante, violinista, artista elettronica e compositrice il cui lavoro abbraccia una vasta gamma di mondi musicali. Di formazione classica e alunno di diverse prestigiose scuole e istituzioni di musica, da allora ha approfondito una serie di generi disparati: musica classica Hindustana mentre studiava a Nuova Delhi, suoni e danze estoni, ricerca etnomusicologica e, più recentemente, i limiti esterni di looping e suoni elettronici. Alimentata dal suo istinto e dalla sua curiosità, tale esplorazione nasce da un bisogno interiore e dal desiderio di sondare il linguaggio musicale, le tecniche e le qualità espressive di ogni mondo, elementi che vortica nella sua arte ipnotizzante. 

Irrequieta creatività, Nuut è sempre stata interessata alla narrazione e a ciò che il passato può dirci sul futuro; per lei, i miti forniscono punti di connessione con il mondo moderno e gli sconvolgimenti sociali. Dall’uscita del suo disco di debutto Soolo nel 2013, ha ricevuto ampi consensi dalla critica insieme a numerosi premi e ha girato il mondo più volte come solista. Conosciuta per le sue esibizioni dal vivo avvincenti e spesso ipnotiche, ha anche collaborato con numerosi artisti come Sun Araw, l’Estonian Chamber Choir Sireen, Kristjan Järvi, Kiya Tabassian, Howie B e Hendrik Kaljujärv AKA Ruum tra gli altri. Il suo primo album con quest’ultimo, Muunduja , è stato pubblicato nell’ottobre 2018 per l’etichetta britannica 130701 e il secondo album, world inverted, è stato rilasciato a settembre in collaborazione con la casa discografica estone õunaviks. 

Continua a leggere

Joseph Martone, parte da Caserta il tour italo-francese a supporto dell’album “Honey Birds” (FreakHouse records)

JOSEPH MARTONE
Parte da Caserta il suo nuovo tour
Nove live in full band tra Italia e Francia

Honey birds”, il debut album solista del cantautore italo americano Joseph Martone, è stato pubblicato in pieno lockdown. Nonostante le difficoltà dettate dal momento il lavoro, prodotto da Taylor Kirk dei Timber Timbre, si è fatto notare dalla critica e dal pubblico ottenendo ottimi consensi.
Accantonati i The Travelling Souls, la sua storica band, Joseph Martone riprende le sue attività live e lo fa con una tournée che toccherà l’Italia e la Francia.
L’album, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato Vinile e CD, è stato pubblicato per la FreakHouse rcords ed ha ricevuto ottimi consensi soprattutto in terra francese tanto che la rivista Rolling Stone Francia supporta i concerti.
 
Joseph Martone in concerto per presentare l’album ‘Honey Birds’ Eventi a Caserta
Finalmente “Honey Birds” si presenta al suo pubblico. Superato il lockdown, e con le cicatrici, Joseph Martone esce allo scoperto mettendoci la faccia e il cuore. Nella sua Caserta, e in un club di tutto rispetto ovvero il Lizard Club, vi farà ascoltare dal vivo le canzoni tratte dal debut album.
 
Venerdì 02 Ottobre
Joseph Martone
in concerto
presso Lizard Club
𝗦𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝟳 𝗻𝟭𝟮, 𝗖𝗮𝘀𝗲𝗿𝘁𝗮
Contributo all’ingresso € 5
inizio ore 22.30
 
Joseph Martone in concerto per presentare l’album ‘Honey Birds’ Eventi a Caserta
L’ingresso limitato su prenotazione (non obbligatoria) e consentito esclusivamente nel rispetto delle disposizioni vigenti anti covid19. Basta seguire le disposizioni a questo link.

 
 

Continua a leggere

Recensione: Ciammarughi Fresu : al Parco storico dell’Appia Antica si rinnova la magia!

Recensione e Foto di:Vittorio Santi

Era atteso..e non ha tradito le aspettative… la performance del 26 settembre del duo in oggetto, nel magico contesto dell’area archeologica della Villa dei Quintili .

Ramberto Ciammarughi e Paolo Fresu hanno letteralmente stregato il folto pubblico che si è recato  al concerto come sempre in doppia esecuzione.

Lo spettacolo iniziato con qualche minuto di ritardo per dar modo di espletare tutte le procedure di sicurezza ha prodotto bellezza.

La sintonia tra i due Artisti era evidente: vedute simili di approccio alla musica, pur mantenendo integra la loro identità.

Il pianoforte di Ciammarughi ha volteggiato nell’area archeologica dove gli spettatori hanno potuto innalzarsi sulle ali delle sue note ascoltando le sue composizioni originali.

Non da meno è stato Fresu; sempre puntuale e presente ha sottolineato con i suoi strumenti a fiato che l’incontro tra due grandi artisti porta sempre a chi partecipa  la possibilità di essere totalmente  immerso in una “bolla”musicale arricchita in questo caso da una particolare e unica location.

Il pubblico ha richiesto nel modo più …eclatante ovvero non lasciando la sala i bis che naturalmente sono stati concessi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La rassegna che volge al termine,  ha ancora due appuntamenti in cartellone: a noi non resta che aspettare venerdì 2 e sabato 3 ottobre, certi che ancora una volta la musica saprà riempirci di gioia

Recensione: Grande successo per il San Gennaro Day!

Di Manuela Ragucci
Foto di : Eugenio Blasio

Grande successo per il San Gennaro Day che, sfidando pioggia e Covid, ha premiato le eccellenze in nome del santo Patrono!

Nonostante il Covid e l’allerta meteo con annessa bufera che si è abbattuta su Napoli nel pomeriggio, il Premio San Gennaro Day non si è fermato: “E’ stato come se il Santo patrono avesse fatto un grande piccolo miracolo per la Kermesse a lui dedicata” – afferma con gioia Gianni Simioli, direttore artistico ed ideatore della Kermesse. Un’edizione sicuramente più intima, ma come sempre festosa e ricca di emozioni. Gianni Simioli, perfetto padrone di casa, ha messo insieme un cast originale e come sempre variegato, premiando uomini e donne con il prestigioso riconoscimento che viene assegnato ogni anno alle personalità del mondo dello spettacolo, dell’editoria, delle istituzioni che si sono distinte nei loro settori.

Quest’anno la manifestazione ha trovato casa nell’accogliente location del Teatro Politeama, dove si sono rispettate tutte le normative anti- Covid previste dalla legge. L’organizzazione della Jesce Sole, capitanata da Fiorita Nardi, impeccabile come sempre, in poche ore è riuscita nonostante tutti gli imprevisti del caso ad offrire per l’ottavo anno consecutivo uno spettacolo a cui i partenopei sono sempre più affezionati. Ad aprire la serata la voce del grande Marcello Colasurdo che ha regalato una tammorriata anti pandemia per poi esibirsi anche dopo con “Vesuvio”.  Il ciclone Marisa Laurito ha coinvolto la platea con “Dove sta Zazà”, regalando al pubblico un monologo tratto dalla commedia di Eduardo “Non ti pago” diventando spot per il teatro partenopeo in particolare per il teatro di Forcella, il Trianon, di cui cura la direzione artistica. Standing ovation per il Professore Paolo Ascierto che ha raccomandato ancora una volta alla prudenza per il difficile momento che stiamo vivendo, raccontando poi del docufilm “1+1=3” che lo vede protagonista nel periodo della pandemia.

Continua a leggere

Recensione: I Violons Barbares inaugurano la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Come ogni anno, torna l’attesissimo appuntamento annuale di Ethnos, il festival internazionale della musica etnica, ideato e diretto da Gigi Di Luca, arrivato alla sua 25esima Edizione e che anche quest’anno porterà sui palchi dei 5 Comuni interessati dal progetto, dal 26 settembre al 4 ottobre 2020,  musicisti e artisti internazionali provenienti da Francia, Bulgaria, Mongolia, Marocco, Turchia, Estonia, Germania, Svezia, Tunisia, Cuba e Venezuela, tutti con stili musicali diversissimi tra loro ma tutti di grande talento e di unicità nel loro genere che, ne siamo sicuri, come ogni anno, saranno protagonisti assoluti di serate che resteranno nel cuore del numerosissimo pubblico che ogni anno aspetta con emozione e interesse le proposte di Gigi Di Luca, scelte artistiche che sono frutto delle sue innumerevoli partecipazioni a Festival musicali in tutto il mondo che gli permettono di conoscere musicisti di altissimo livello artistico e giovani talenti che anche quest’anno conquisteranno il pubblico campano.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Le serate del Festival saranno anticipate dalle esibizioni dei vincitori del Gener/Azioni 2020, la sezione del Festival Ethnos dedicata ai giovani artisti under35, che quest’anno ha visto nelle scorse settimane partecipare decine e decine di progetti in 5 categorie come musica, teatro, cinema, danza e arte visiva mettendo in luce tantissimi giovani talenti di altissimo valore.

Quest’anno diverse difficoltà, sia per il rispetto delle norme anticovid che per le avverse condizioni meteorologiche, hanno costretto lo stesso Gigi Di Luca e tutto il preziosissimo e instancabile staff del Festival a cambiare, in tempi record, la location che avrebbe dovuto ospitare il primo concerto del 26 settembre. In poche ore, con diversi aggiornamenti sulla loro pagina social FB, è stato implementato un apposito link sulla pagina di Evenbrite per la prenotazione online al concerto ed è stata cambiata la location spostando il concerto da Ville Delle Ginestre di Torre Del Greco alla sala del MAV di Ercolano. E come spiegato dallo stesso Direttore Artistico ad inizio concerto, non è stata la sola difficoltà incontrata nell’organizzazione del Festival visto che lo stesso gruppo dei Violons Barbares protagonisti della serata in arrivo da Francoforte siano stati dirottati, causa maltempo, all’arrivo su Capodichino all’aeroporto di Bari, creando non poche difficoltà al Trio che invece ha accolto il cambio programma con il sorriso e un’incredibile forza di volontà derivato dal desiderio di portare la propria musica al pubblico di Ethnos che lo attendeva con grande emozione.

Il concerto dei Violons Barbares è stato anticipato dalle parole di Gigi Di Luca che ha illustrato il programma, spiegando appunto che nonostante le difficoltà per il delicatissimo momento di emergenza sanitaria che sta creando numerosissimi problemi al settore artistico, non hanno voluto assolutamente rinunciare a questa importantissima edizione , la 25esima, di Ethnos che riparte proprio da dove è nato nel 1995, nel cosiddetto “miglio d’oro” come scelta importante e simbolica di una “ripartenza” “con lo stesso entusiasmo di allora, per testimoniare come le scelte artistiche di Ethnos sono sempre di altissima qualità e portano davvero al pubblico un “pezzo” del mondo musicale internazionale che  è unico nel suo genere e che, trattandosi di concerti in esclusiva, non possono essere ascoltati altrove.

Continua a leggere

In scadenza il bando del Premio Pigro, il vincitore andrà in finale ad Area Sanremo

IN SCADENZA IL BANDO DEL PREMIO PIGRO, IN OMAGGIO A IVAN GRAZIANI

IL VINCITORE AVRÀ LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE ALLA FINALE DI AREA SANREMO

Si avvicina la scadenza del bando di concorso del “Premio Pigro”, dedicato a un grande rocker come Ivan Graziani. La scadenza per l’iscrizione è fissata al 6 ottobre.

È di questi giorni una importante novità per il contest: il vincitore avrà infatti la possibilità di partecipare alla finale di Area Sanremo. In conseguenza di ciò, l’Associazione Culturale Pigro ha deciso di provvedere ad una modifica del bando di concorso, che prevede ora l’assegnazione di due diversi riconoscimenti: il Premio Pigro ed il Premio Ivan Graziani. Le finali dei due Premi si terranno contemporaneamente, in data e luogo che saranno comunicati al più presto.

Al Premio Pigro saranno ammessi tutti gli iscritti con una età compresa tra i 15 e i 34 anni, rispettivamente già compiuti e non ancora compiuti, alla data del 31/01/2021. Il vincitore del Premio Pigro avrà il diritto di partecipare alla finale di Area Sanremo (che si svolgerà il 21 e 22 novembre 2020), purché in possesso di tutti i requisiti richiesti dall’organizzazione della stessa Area Sanremo.

Il Premio Pigro è stato selezionato fra i concorsi che permetteranno ai propri vincitori l’accesso alla fase finale insieme al Premio Bianca d’Aponte e al Premio Lunezia.

Al Premio Ivan Graziani saranno invece ammessi tutti gli iscritti che abbiano compiuto 34 anni alla data del 31/01/2021. Il vincitore di questo premio avrà la possibilità di esibirsi durante la settimana del festival di Sanremo nello spazio “Casa Sanremo”, dove avverrà anche la premiazione ufficiale. Potrà inoltre partecipare all’edizione 2021 del Premio dei Premi nell’ambito del Mei di Faenza.

Continua a leggere

« Vecchi articoli Recent Entries »