Umbria Jazz 2026, l’Arena Santa Giuliana tra grandi ritorni, leggende e nuove visioni della musica
Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno (www.spectrafoto.com)
L’Arena Santa Giuliana si è confermata anche nell’edizione 2026 il cuore spettacolare di Umbria Jazz. Sul palco principale della manifestazione si sono alternati alcuni dei nomi più prestigiosi della scena internazionale, offrendo al pubblico un cartellone capace di attraversare rock, jazz, blues, soul, gospel, musica brasiliana e contaminazioni contemporanee. Ad aprire ogni serata, prima del concerto principale, sono stati gli immancabili Sugarpie & The Candymen, protagonisti di un appuntamento ormai consolidato del programma dell’Arena. Il loro concerto, riservato ai possessori del biglietto della serata, ha rappresentato un piacevole prologo ai live principali, contribuendo ad accompagnare il pubblico verso lo spettacolo in programma. Un cartellone ricco e variegato che, sera dopo sera, ha richiamato migliaia di spettatori, confermando ancora una volta il ruolo centrale dell’Arena all’interno della manifestazione.
Ad inaugurare la rassegna è stato Sting, protagonista di un’Arena completamente esaurita. Accompagnato dallo storico chitarrista Dominic Miller e dal batterista Chris Maas, l’artista britannico ha scelto la formula essenziale del power trio, ripercorrendo alcuni dei brani più celebri dei Police e della sua carriera solista, da Message in a Bottle a Englishman in New York, fino a Shape of My Heart, conquistando il pubblico fin dalle prime note.
Il giorno successivo la programmazione ha proposto due appuntamenti molto diversi tra loro. I Perigeo hanno salutato il pubblico con quello annunciato come l’ultimo concerto della loro storia, mentre i BEAT, con Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey, hanno riportato sul palco l’eredità musicale dei King Crimson degli anni Ottanta, offrendo una delle serate più attese dagli appassionati del progressive.
Tra i concerti più coinvolgenti dell’intera manifestazione va ricordata la serata che ha visto protagonisti Annie & The Caldwells e Jon Batiste. Dopo l’energia del gruppo gospel statunitense, l’artista di New Orleans, nell’unica data italiana del suo tour, ha trasformato il concerto in una vera festa collettiva. L’ingresso dal backstage attraverso il pubblico, accompagnato dalle note di When the Saints Go Marching In eseguite con la diamonica, ha immediatamente coinvolto gli spettatori. Nel corso della serata Batiste ha alternato composizioni originali, omaggi ai grandi del jazz e riletture sorprendenti, coinvolgendo più volte il pubblico fino a scendere tra gli spettatori, in uno dei momenti più spettacolari dell’intera edizione.
Di tutt’altro registro il concerto del Charles Lloyd Quartet, capace di creare un’atmosfera raccolta e intensa, seguito dal progetto che ha visto insieme Terence Blanchard e Ravi Coltrane, un omaggio al lascito artistico di Miles Davis e John Coltrane attraverso una rilettura moderna e personale della loro musica.
L’Arena ha poi accolto Laurie Anderson, protagonista di uno spettacolo che ha unito musica, immagini e narrazione, e il blues potente di Christone “Kingfish” Ingram, tra i più apprezzati interpreti della nuova generazione.
Grande successo anche per gli Snarky Puppy, affiancati dalla Metropole Orkest diretta da Jules Buckley. L’incontro tra il celebre collettivo statunitense e la prestigiosa orchestra olandese ha dato vita a uno dei progetti più originali dell’intera manifestazione, fondendo jazz, funk e scrittura orchestrale in una delle serate più applaudite del festival.
Molto attesa anche la serata di Stefano Bollani, aperta dalla proiezione del documentario Tutta Vita e proseguita con il concerto che ha riunito sul palco alcuni tra i più importanti musicisti italiani, tra cui Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Roberto Gatto, Ares Tavolazzi, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni, dando vita a un continuo dialogo tra improvvisazione, ironia e libertà espressiva.
Il giorno successivo l’Arena si è colorata delle sonorità brasiliane con Gilsons e Gilberto Gil. Il grande artista brasiliano ha attraversato alcuni dei momenti più significativi della propria carriera, proponendo brani simbolo come Expresso 2222, rendendo omaggio alla grande musica del suo Paese con una personale rilettura reggae di Garota de Ipanema e una coinvolgente versione di No Woman, No Cry, trasformando il concerto in una grande festa condivisa con il pubblico.
A chiudere il penultimo appuntamento è stato Zucchero, protagonista di uno spettacolo di quasi tre ore che ha visto un’Arena gremita cantare e partecipare dall’inizio alla fine. Accompagnato dalla sua storica band, il bluesman emiliano ha alternato i grandi successi della sua carriera ai brani più recenti, regalando al pubblico uno dei concerti più coinvolgenti dell’intera manifestazione.
l sipario sull’edizione 2026 si è aperto sull’ultima serata con Judith Owen, artista capace di muoversi con naturalezza tra jazz, blues, teatro musicale e canzone d’autore. Accompagnata dalla sua band, la cantante gallese ha conquistato il pubblico dell’Arena con una performance elegante e coinvolgente, nella quale raffinatezza interpretativa, ironia e grande presenza scenica hanno caratterizzato un concerto che ha rappresentato il perfetto prologo al gran finale della manifestazione.
A chiudere definitivamente Umbria Jazz 2026 è stato Elvis Costello & The Imposters. Insieme alla sua storica band, il cantautore britannico ha ripercorso oltre quarant’anni di carriera alternando rock, new wave e canzone d’autore, regalando al pubblico una scaletta ricca di grandi classici e momenti di intensa partecipazione. Un finale all’altezza di una manifestazione che, ancora una volta, ha saputo coniugare tradizione, innovazione e grandi protagonisti della musica internazionale.
Con la serata conclusiva dell’Arena Santa Giuliana cala il sipario sulla 53ª edizione di Umbria Jazz, una manifestazione che ancora una volta ha saputo confermare il proprio prestigio nel panorama musicale internazionale e trasformare Perugia, per dieci giorni, in un punto di riferimento per migliaia di appassionati provenienti da ogni parte del mondo. Archiviato il successo dell’edizione 2026, l’appuntamento è già rivolto al prossimo anno, quando Umbria Jazz tornerà ad animare il capoluogo umbro con nuovi protagonisti, nuovi progetti e altre emozioni da vivere.




























































































