Recensione: Peppe Servillo e i Solis String Quartet in “Carosonamente”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Serata di grande successo venerdì 14 gennaio al Teatro Trianon Viviani per il nuovo spettacolo di Peppe Servillo e i Solis String quartet “Carosonamente” con il quale hanno omaggiato la musica di un grande compositore musicista e cantante italiano quale Renato Carosone.

«Si può prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? – si chiede Servillo – È utile forse e necessario ora più che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassionata che nel dopoguerra lui seppe cantare e interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro”, sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito, nella versione sobria ed elegante dei Solis, speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano».

Quale commento migliore per poter annunciare un concerto che è stato un vero e proprio immergersi in alcune delle più belle canzoni del Maestro tanto amato dal pubblico italiano?

Tanti gli omaggi che diversi artisti ed interpreti della canzone contemporanea italiana hanno fatto e stanno facendo anche negli ultimi anni al grande Renato Carosone (l’ultimo proprio il musical “Carosone , l’americano di Napoli” scritto da Federico Vacalebre ed interpretato da uno straordinario Andrea Sannino in scena nei più importanti teatri napoletani e non solo tra i quali proprio lo stesso Teatro Trianon Viviani lo scorso novembre) ma questa volta, come magnificamente illustrato dallo stesso Peppe Servillo, la figura del Maestro Carosone non è stata messa in luce solo con i suoi maggiori successi ma anche per quella sua straordinaria capacità di dare non solo voce ad un’esigenza fortissima, in pieno Dopoguerra, di prendere la vita con un animo ironico, divertente e divertito ma senza mai essere irriverente, con un’allegria trascinante e coinvolgente ma anche capace di dare spazio alla sua capacità di cantare l’amore con un’eleganza e uno stile che solo Carosone era capace di inventarsi e trasmettere al suo amatissimo pubblico.

Un Carosone inedito quindi, capace di divertire il pubblico con brani travolgente come “Caravan Petrol” ma anche appassionare e commuovere con canzoni che fanno parte ormai della storia della canzone della tradizione napoletana come “Maruzzella”  o “Te voglio bene assaje” o brani meno conosciuti dal grande pubblico come “Lettera da Milano”  ma di una bellezza straordinaria fatta di malinconia e desiderio di rivivere la propria terra che solo chi è costretto a starne lontano riesce a provarla sulla propria pelle ed a capirne le emozioni del brano stesso come lo stesso Carosone ha provato nella sua stessa vita.

Il concerto ha in sé qualcosa di davvero straordinario non solo per la bellissima interpretazione fatta di parole, di sguardi, di gesti , del grande cantante e attore Peppe Servillo, capace, da decenni ormai, di reinterpretare i brani da lui scelti per i suoi spettacoli in un modo assolutamente originale e assolutamente unico, ma anche per il talento musicale dei Solis String quartet che questa volta, causa assenza giustificatissima suo malgrado di Vincenzo Di Donna (violino) si sono presentati sul palco del Teatro Trianon Viviani in tre e cioè Luigi De Maio (violino, Gerardo Morrone (viola) e Antonio Di Francia, violoncellista e chitarrista oltre che straordinario arrangiatore delle musiche dello spettacolo stesso 

Forse non a caso il concerto è iniziato con il brano “I tre guagliune” e lo stesso Peppe Servillo ne approfitta per presentare il Trio e invitare il pubblico ad inviare, grazie ad un applauso lunghissimo, tutto il calore e la forza allo stesso Di Donna affinché’ torni presto con loro sul palco per il prossimo concerto.

Da questo momento il concerto è stato un crescendo di emozioni e di grande spettacolo che solo un grande artista come Peppe Servillo sa creare, presentando di volta in volta i brani in scaletta con parole a volte di assoluta ironia, a volte di tanta malinconia, a volte con grande commozione per la capacità assoluta del Maestro Carosone di raccontare la vita e soprattutto l’Amore.

Peppe Servilo è un vero e proprio attore oltre che splendido interprete, e riesce a “personalizzare” ogni brano presentato dal palco accompagnandolo con una mimica facciale e una gestualità del corpo che è assolutamente inimitabile.

Brani come “Torero”, “O sarracino”, “Maruzzella”, “m’aggia cura’” , “Pigliate na pastiglia” , “A Casciafforte”, “Tu vuo’ ffa l americano” , “Dove sta Zaza’ “ assumono una rinnovata “veste” grazie agli arrangiamenti originali della musica dei Solis String Quartet e al carisma interpretativo di Peppe Servillo.  Il culmine però lo raggiungono con l’interpretazione di “Esta’“brano nel quale Servillo riesce a far rivivere ad ogni persona del pubblico quell’atavica e innegabile pigrizia dell’animo napoletano di rinviare anche le cose più urgenti a “dimane”, e all’energia di “Caravan Petrol” che entusiasma il pubblico presente che tributa loro un lunghissimo ed affettuosissimo applauso.

Il concerto si è concluso con una bellissima interpretazione di “Giacca rossa”, brano che Carosone scrisse e pubblicò nel 1958 e che racconta di un amore vissuto una sola volta e mai più ritrovato, e per questo fonte di grande dolore per il protagonista stesso.

Ancora una volta l’incontro tra l’Arte e la voce di Peppe Servillo con la musica dei Solis String Quartet ha dato vita ad uno spettacolo di emozioni sempre meravigliose da vivere.

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