Umbria Jazz 2019: arriva la musica di George Benson, Chick Corea, Richard Bona e tanti altri artisti internazionali

Di Annamaria De Crescenzo
Foto: Catuogno Mario by SpectraFoto http://www.spectrafoto.com

L’adrenalina e l’entusiasmo del primo week end di programmazione di Umbria Jazz Edizione 2019 è stato il giusto inizio di una rassegna che si sta dimostrando, giorno dopo giorno, la conferma che Umbria Jazz sia l’espressione massima del Jazz in Italia e ai massimi livelli anche in campo internazionale.Un’organizzazione perfetta, dalla gestione dei palchi alla gentilezza dei tantissimi giovani addetti di sala e di tutto lo staff organizzativo che in ogni location degli eventi in programma sono sempre a disposizione degli artisti quanto del pubblico con enorme disponibilità e gentilezza.

Gentilezza e disponibilità che abbiamo ritrovato in ogni occasione e momento del Festival, in quanto la Città tutta si mette a disposizione degli organizzatori di Umbria jazz perché è davvero un evento che coinvolge la città a 360 gradi, visto il numero sempre più in aumento, anno dopo anno, dei turisti, visto che per l’ennesimo anno c’è stato record di presenze turistiche. Perugia è Umbria Jazz, e Umbria Jazz è Perugia, dovunque si respiri musica jazz, si respira anche una particolare attenzione per la cultura e l’arte. Infatti oltre alle presenze record in tutti i siti culturali della città come la stessa Galleria Nazionale dell’Umbria, che ha ospitato nei giorni del Festival una seguitissima mostra fotografica, la Fondazione Umbria Jazz ha partecipato al progetto di restaurazione dell’Auditorium San Francesco al Prato, uno dei luoghi storici dei concerti jazz, non più utilizzabile dopo i danni riportati dall’ultimo terremoto della zona, e oggi riportata al suo splendore, grazie proprio ai finanziamenti della Fondazione Umbria Jazz e del Comune di Perugia e che ha visto, per la sua inaugurazione, un concerto speciale di Uri Caine.

Ma torniamo al nostro diario di bordo.

La settimana si preannuncia ricca di interessanti progetti musicali e concerti di altissimo livello.

Si inizia lunedì mattina con il concerto alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Prodiani del concerto di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello che hanno presentato il loro nuovo disco “Tandem” registrato nell’edizione invernale di Umbria Jazz dell’anno scorso e pubblicata per la Warner Music, composto da brani reinterpretati dal duo ormai ampiamente consolidato come “Nuovo Cinema Paradiso”, “The Schindler List”, “Misty”, solo per citarne alcuni con uno stile decisamente unico. La loro sinergia è totale e accattivante e il concerto ne è la prova, visto che è uno di quelli che ha registrato il sold out e ha suscitato ad ogni brano presentato lunghissimi applausi.

Nel pomeriggio altro concerto di rara bellezza quello di “On Jazz Trio” con Dino Rubino al piano, Emanuele Cisi al sax, e Paolino della Porta al contrabbasso. Eleganza, stile, e armonia per questo progetto presentato al concerto “Where is the Happiness”, quarto disco di Rubino pubblicato per la Tŭk Music di Paolo Fresu., e di corsa al Teatro Morlacchi per il concerto di Rosario Giuliani Quartet, con Rosario Giuliani al sax, Alessandro Lanzoni al piano, Luca Fattorini al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria per la presentazione del suo più recente progetto “The Hidden side” con il quale il sassofonista compositore ha voluto esplorare e dare un suono al suo lato nascosto sia come musicista che come uomo. Il concerto è stato preceduto dalla consegna del premio “Ambasciatori dell’Umbria nel mondo” che ogni anno viene assegnato ai musicisti che hanno portato e tenuto alto il nome dell’Italia e dell’Umbria nel mondo, facendosi ambasciatori di un modo di essere e vivere la cultura che è nel DNA del nostro paese, e che quest’anno è stato consegnato appunto a Rosario Giuliani.

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Arriva la sera e le due star d’eccezione previste per la serata nei due concerti all’Arena Santa Giuliana sono Michel Camilo, e George Benson.

Michel Camilo, pianista dominicano, è da tempo una delle stelle della musica centroamericana e nel suo paese è una specie di leggenda. Alla base di tutto c’è una padronanza assoluta dello strumento, al servizio però di una naturale musicalità. Michel attinge a molti fonti, dal jazz alla musica classica (studi e diploma al Conservatorio di Santo Domingo, membro a 16 anni della orchestra sinfonica nazionale della Repubblica Dominicana), dall’enorme patrimonio popolare ai ritmi del Caribe. Sul palco dell’Arena scatena il pubblico con brani che sono delle vere e proprie sintesi di esplosioni di energia e grande temperamento tipici dell’animo latino che lo contraddistingue e che contraddistingue la sua musica.

Cambio di palco veloce e arriva, applauditissimo sin dalle prime note, una star d’eccezione: George Benson. Chitarrista jazz tra i più grandi di sempre, cantante di R&B, crooner, songwriter dalla vena soul, pop star: George Benson è artista dal multiforme talento. E lo dimostra ampiamente sul palco dell’Arena dando vita ad un concerto che è autentica energia e grandissimo ritmo. Non si ferma un attimo, strepitoso quando fa “cantare” la sua chitarra con lo stesso talento di sempre nonostante abbia raggiunto ormai i 75 anni, e sia quando accenna piccoli passi di ballo, sulle note dei suoi successi di sempre come “Turn your love around”, “On Broadway”, “Nothing’s Gonna Change My love for you”, “Song for my brother”, solo per citarne alcune per concludere con tutto il pubblico sotto palco per ballare insieme al suo mito di sempre una straordinaria “Give Me The Night “

Martedì 15 è il giorno di Kenny Barron. Al pianista americano sono stati affidati due concerti in piano solo, andati entrambi in sold out, a giusta ragione visto il suo indiscutibile talento. In effetti vederlo sedersi al piano con un innato stile ed eleganza, ed eseguire brani che hanno una poesia intrinseca e una melodia sempre misurata e di una bellezza incommensurabile è stata un’esperienza che difficilmente si potrà dimenticare.

Al Teatro Morlacchi, nel tardo pomeriggio, è andato invece in scena il Rosario Bonaccorso Quintet con Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Fulvio Sigurtà alla tromba, Enrico Zanisi al piano e Alessandro Paternesi alla batteria. Ospite speciale, Stefano Di Battista al sassofono, che con Bonaccorso ha una lunga partnership. Il concerto è stato l’occasione giusta per presentare il nuovo disco inciso per Jando Music “A New Home” che lo stesso Bonaccorso ha presentato come “il disco che mi sono regalato, alla soglia dei 60 anni, perché’ avevo bisogno di mettere insieme le emozioni e il vissuto di chi come me ha una nuova casa dentro dovuta alle emozioni di un’età che è bellissima da vivere”.

Prima di recarci all’Arena Santa Giuliana per il concerto serale, un salto alla Sala Raffaello dell’Hotel Brufani per ascoltare la voce della rivelazione jazz di questo Festival : Veronica Swift, giovanissima cantante americana, figlia di una nota cantante jazz, scoperta e portata in Italia da colui che è un vero e proprio talent scout di Umbria Jazz Enzo Capua che, ancora una volta, ha fiutato in Veronica un vero e proprio talento che siamo sicuri la porterà molto lontano nella sua carriera artistica. Sul palco della Sala Raffaello incanta la platea insieme al talento indiscusso del Benny Green Trio, composto da uno straordinario Benny Green al pianoforte, protagonista di quasi tutte le notti della jam session di Via della Viola, oltre ad essere leader indiscusso del suo Trio e accompagnare Veronica in concerti assolutamente coinvolgenti.

La serata all’Arena Santa Giuliana è dedicata al jazz latin con due stelle del firmamento jazzistico internazionale: Chick Corea & The Spanish Heart Band e Richard Bona’s de la Frontera feat Antonio Rey.

Più volte ospite di Umbria Jazz, Chick Corea ha sempre entusiasmato il pubblico di Perugia con progetti di altissimo livello, dalla musica jazz straight ahead, fusion, free, musica classica, dando vita a tutte le possibili formule, dal solo piano improvisations al duo, dal trio alle piccole band fino alle formazioni da camera e alle orchestre sinfoniche. Un vero genio della musica jazz. In Spanish Heart Band abbiamo avuto la sorpresa e l’onore di assistere ad uno dei progetti forse più belli del musicista/compositore, ispirato dalla forte anima latina del grande jazzman. Da sempre innamorato della musica ispanica e del flamenco (si ricorda la collaborazione con Paco de Lucia, leggenda del flamenco), ha presentato un progetto che è stato tra i più belli presentati in questa edizione con musicisti di altissimo livello come Joe Pardo e Nino Josele, Micheal Rodriguez e Steve Davis e una sezione ritmica con il cubano Carlitos del Puertos, Marcus Gilmore e Lusito Qintero e una stella assoluta tra i danzatori di flamenco Nino de los Reyes che ha letteralmente conquistato il pubblico presente in Arena. Concerto di totale fascino, musica strabiliante come da sempre ci ha abituato il Maestro Corea, fino alla fine del concerto stesso, dove a sorpresa, nel lasciare il palco, ha salutato il pubblico, in fila indiana insieme a tutta la band, accennando anche lui a piccoli passi di flamenco sotto l’applauso infinito di tutto il pubblico.

Il secondo concerto della serata è stato affidato a Richard Bona insieme al madrileno Antonio Rey nuovo astro della Guitarra Flamenca. Anche per il secondo concerto il ritmo la fa da assoluto padrone visto che i due musicisti sono riusciti a portare ad Umbria Jazz un progetto che fonde i ritmi africani con le tradizioni andaluse per dare vita ad un “nuovo flamenco”. Anche con lui una band di altissimo livello, con brani decisamente irresistibili accompagnati dalle esibizioni di flamenco di un ballerino strepitoso.

La serata dedicata al jazz latino si conclude qui. Domani il Festival vira verso un mondo musicale decisamente diverso, quello dell’anima rock che negli ultimi anni sta diventando un appuntamento fisso per Umbria Jazz e che porterà proprio sul palco dell’Arena nomi del panorama rock di livello mondiale. Appuntamento quindi al prossimo “diario” per scoprirne i nomi.

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