Recensione: Quartieri jazz – Le quattro giornate di Napoli

di Giorgio Borrelli

Lo scorso 4 maggio, nella suggestiva cornice dell’agriturismo “Il Gruccione” di Pozzuoli, si è tenuto il concerto dei Quartieri Jazz capitanati dal chitarrista e compositore partenopeo Mario Romano.
Quartieri Jazz nasce da un’idea di Mario Romano con l’intento di coniugare la tradizione musicale napoletana con lo stile libero e senza regole del gipsy jazz.
La serata si è svolta con la degustazione delle specialità della tenuta “Il Guccione” e l’assaggio di vini di loro produzione.
Una formula vincente quella dei Quartieri Jazz che diffondono un messaggio volto alla valorizzazione delle tradizioni campane, non solo nell’ambito musicale.
La performance è stata eseguita, oltre che da Mario Romano alla chitarra, dal valente musicista Ciro Imparato al basso elettrico e dal simpaticissimo e altrettanto valido strumentista Alberto Santaniello alla chitarra ritmica.
Il trio ha sviscerato tutta l’anima napoletana che culla dentro di se, come valore inestimabile da tramandare pur tuttavia strizzando l’occhio alla contaminazione del genere manouche.
Il chitarrista Mario Romano attraverso la sua musica ha più volte espresso il desiderio di unire la città e le sue varie pieghe ed ha traghettato tutti i presenti verso un’idea, nobile, di unica entità. Infatti, il progetto “le quattro giornate di Napoli” trae ispirazione dall’incredibile momento storico del settembre del ’43 e dal sentimento di unione e ribellione che unì i napooletani contro un unico e comune nemico.Non vi sono differenza sociali, divergenze di classe. Mario Romano si fa portavoce di una voce unica e libera, come la sua musica.
Le quattro giornate di Napoli rappresentano il secondo lavoro discografico dei Quartieri Jazz che sono in pista da ormai 12 anni.
Tecnica e cuore, anima e ribellione si fondono nel progetto senza celare lo sguardo verso l’amato Pino Daniele il cui spirito aleggia tra le note del Romano.
Buon cibo, ottima musica, partecipazione corale e grande disponibilità rendono questa formazione non solo una delle più interessanti in città da un punto di vista musicale ma assolutamente degne di rappresentare il nuovo “Napolitan power” .
I brani sono la giusta fusione della tradizione della canzone classica napoletana e del gispy nella sua forma più assoluta.
La forma “canzone” delle composizioni non rendono il lavoro tedioso bensi fruibile e ben comprensibile da tutta la platea, al di là delle evidenti doti tecnico-artistiche del trio.
Quartieri Jazz hanno un futuro brillante ed un presente altrettanto valido. La loro voglia di riscatto sociale attraverso il messaggio musicale unisce tutti, giovani e meno giovani ed è questa la vera forza della loro musica e del loro brillante progetto.

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