Monthly Archives: febbraio 2019

Torna su RaiDue la nona edizione di “MADE IN SUD 2019” : Conferenza stampa

di Annamaria De Crescenzo

 

Torna finalmente dopo due anni la nona edizione di MADE IN SUD 2019, il celebre show comico prodotto in collaborazione con Tunnel Produzioni, in onda, su RAI DUE dal 4 marzo alle ore 21.20 con tantissime novità a partire dalla conduzione, affidata quest’anno a Stefano De Martino al suo debutto come conduttore al fianco della “veterana” Fatima Trotta, conduttrice, attrice, ballerina di musical di successo come ci ha dimostrato negli ultimi anni affianco ad un altro mito del musical come Manuel Frattini, e la partecipazione straordinaria di Elisabetta Gregoraci e Biagio Izzo ai quali è stata affidata un ruolo ad hoc per questa nuova edizione.

Il programma, presentato in un’affollatissima conferenza stampa mercoledi 27 febbraio proprio nello studio dove sarà registrato della Rai di Napoli, nasce dall’estro creativo di Nando Mormone e Paolo Mariconda, scritto con Francesco Albanese, Gian Luca Berardi, Riccardo Cassini e Ciro Cerruti, diretto da Sergio Colabona, fortemente voluto dal Direttore di Rai2 Carlo Freccero, anch’egli presente alla conferenza stampa e dal produttore esecutivo Corrado Pacetti.

Il cast sarà arricchito da un corpo di ballo di otto elementi diretto dal coreografo Fabrizio Mainini, mentre la “colonna sonora” del programma, cioè la parte musicale sarà affidata, come nelle scorse edizioni a Frank Carpentieri.

Entrare nello studio e trovarsi di fronte alla nuova scenografia del programma ideata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, in pieno stile “barocco pop “ come è stato definito dallo stesso architetto presente in sala, e che rappresenta Napoli in tutte le sue forme artistiche e culturali, e che è stato realizzato proprio a Napoli, grazie alla collaborazione e alla bravura delle maestranze della sede di Napoli, è stata la prima emozione di una mattinata all’insegna del divertimento e dell’arte. Leggi altro

UJ19: i primi nomi in programma al Teatro Morlacchi e alla Galleria Nazionale dell’Umbria

Gli omaggi ad Art Blakey e ai Jazz Messager, nel centenario della nascita di Blakey, e quello al recentemente e prematuramente scomparso Roy Hargrove, i ritorni di Dianne Reeves e Charles Lloyd. Sono queste le note principali della programmazione più prettamente jazz del cartellone di Umbria Jazz 19, a Perugia dal 12 al 21 luglio.  Una vera e propria rassegna che si svolge nel chiuso del teatro Morlacchi e della Galleria Nazionale dell’Umbria a mezzogiorno, di pomeriggio e a tarda sera, che offre ad un pubblico più specialistico il meglio del jazz in ambienti che ne sottolineano la vocazione più impegnata ed impegnativa. Per quanto decise e caratterizzanti possano essere le “divagazioni” pop, Umbria Jazz non trascurerà mai questo lato della sua proposta artistica che ne rappresenta la storia e la ragione stessa di essere.

Ruolo importante avrà il pianoforte, con interpreti del calibro di Uri Caine, Fred Hersch, Kenny Barron e Benny Green.

Graditi ritorni per due beniamini del pubblico di UJ: Terence Blanchard con il suo personalissimo hard bop moderno ed equilibrato, senza troppe avventure ma al contrario ben inserito nel solco della classicità e per John Patitucci, tra i migliori contrabbassisti in circolazione, non solo in ambito jazz.

Attesa e curiosità per Marquis Hill, trombettista di Chicago in cui convivono brillantemente tecnica e capacità improvvisativa,, Joel Ross, sempre di Chicago, star nascente del vibrafono e per il batterista Peter Erskine.

Parte importante del programma come ogni anno dedicata al jazz italiano con Enrico Rava, Paolo Fresu, Dado Moroni, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Giovanni Guidi.

 

http://www.umbriajazz.com/pagine/tickets

A Christian McBride Situation / Lauryn Hill a #UJ19

A CHRISTIAN MCBRIDE SITUATION

Fare di necessità virtù: questo potrebbe essere il senso di A Christian McBride Situation, progetto nato dalla fertile immaginazione ed intraprendenza del contrabbassista, compositore e leader di Philadelphia. In programma al festival di Monterey, McBride dovette registrare all’ultimo momento il forfait di alcuni musicisti della sua band. Invece di annullare la data, si guardò intorno e con altri artisti suoi amici, presenti al festival, formò una nuova band di cui facevano parte cantanti e dj. Era nata così A Christian McBride Situation, che si rivelò una uscita non effimera. Adesso eccola a questa edizione di Umbria Jazz, dove McBride è stato molto presente negli anni scorsi e sempre con formule differenti.
Chris McBride non è solo un contrabbassista di inarrivabile virtuosismo ma anche una delle personalità più stimate e influenti della musica americana.
Ancora più dei cinque Grammy vinti, ad oggi, impressiona il fatto che, a 47 anni, abbia partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Significa che di questo straordinario lmusicista, a suo agio sia con il contrabbasso che con il basso elettrico, si riconosce e si ammira la tecnica mostruosa e la flessibilità, ma soprattutto quella naturale musicalità che fa sembrare facili cose invece difficilissime. Se il contrabbasso è il pilastro su cui poggiano gli equilibri di qualunque band, McBride è una prima scelta assoluta. Tra i tanti, questa è stata l’opinione di jazzmen come Freddie Hubbard, Sonny Rollins, J.J. Johnson, Milt Jackson, McCoy Tyner, Roy Haynes, Chick Corea, Herbie Hancock, Pat Metheny, o di star del soul come James Brown, Chaka Khan, Isaac Hayes, Natalie Cole, ed anche di popstar come Sting, Paul McCartney, Carly Simon. Potete però trovare il basso di Christian McBride anche nell’ hip-hop/neo-soul di The Roots, D’Angelo, Queen Latifah e perfino a sostegno di cantanti di estrazione classica come Kathleen Battle.
McBride è comunque, prima di tutto, un leader che scrive e arrangia ottima musica, non solo uno strumentista virtuoso. Un leader eclettico capace di guidare gruppi minimali come il trio o formazioni più complicate come la big band, a suo completo agio nel jazz acustico straight ahead come nelle formule più sperimentali. Leggi altro

Snarky Puppy / Kamasi Washington a #UJ19

 

KAMASI WASHINGTON

Per lui si sono spesi richiami a suggestioni non comuni, e qualcuno ha perfino evocato John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana.
Californiano, 38enne figlio di un insegnante di musica, Washington ha letteralmente agitato le acque del jazz con un disco di esordio, The Epic, pubblicato nel 2015, davvero epico. Non tanto perché triplo (ben 172 minuti di musica) ma perché frutto di una complessità rara, di certo difficilmente compatibile con un esordio. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico sontuoso che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70 (per esempio, Pharaoh Sanders), dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.
Una vista originale e ad ampio spettro sulla musica americana di oggi, quella del sassofonista californiano, con in più una forte capacità di ripercorrerne la storia. Sullo sfondo, le istanze sociali di cui questa musica è ideale colonna sonora.
The Epic è stato seguito l’anno scorso da un lavoro altrettanto ambizioso, il doppio Heaven and Heart. In mezzo, nel 2017, Harmony of Difference, un allestimento multimediale per la Biennale del prestigioso Whitney Museum di New York. Ovviamente, sono in primo piano anche le ripetute collaborazioni con Kendrick Lamar per i suoi ultimi dischi e con John Legend, a completare i tratti di una identità di non facile definizione.
Washington non è solo un compositore di talento ed un sofisticato creatore di architetture sonore, ma è anche un solista trascinante e di grande cultura musicale, come il pubblico di Umbria Jazz ha potuto ascoltare dalla sua prima performance al festival, tre anni fa.

SNARKY PUPPY
Nata come una tipica college band (il nucleo originario è composto da studenti della University of North Texas) Snarky Puppy è diventata in poco tempo (la nascita ufficiale risale al 2004) una delle sigle più popolari del mondo del jazz e della fusion, termini che però nel loro caso risultano riduttivi. In realtà la musica di Snarky Puppy sfugge a ogni tentativo di classificazione proprio per la capacità di concentrare con estrema disinvoltura i suoni della contemporaneità.
Il merito è di una miscela sapiente, ma anche naturale e spontanea, di molteplici generi e tendenze. Attorno ad un nucleo stabile di una dozzina di musicisti, ruota un organico molto più vasto che viene usato secondo necessità: un vero e proprio collettivo, per usare una parola che andava qualche tempo fa, al quale ognuno contribuisce con la propria personalità.
Certo è che in questi anni la band ha sommato tre Grammy (2014, 2016, 2017) e riconoscimenti delle maggiori riviste specializzate come Jazz Times e DownBeat. Soprattutto, ha raccolto fans in tutto il mondo per il forte impatto live.
L’ultimo prodotto discografico, in studio, dal titolo “Immigrance”, punta diritto al cuore del problema. “L’idea qui è che tutto è fluido – spiega Michael League, bassista, compositore e bandleader – che tutto è sempre in movimento, e che siamo tutti in un continuo stato di immigrazione”, aggiungendo che “il titolo dell’album ovviamente non è senza sottintesi politici”.

Robben Ford / Alex Britti & Max Gazzè with Manu Katchè #UJ19 : 12 luglio all’Arena Santa Giuliana

 

ALEX BRITTI & MAX GAZZÈ special guest MANU KATCHÈ
“In missione per conto di Dio”
In missione per conto di Dio vedrà di nuovo sullo stesso palco Alex Britti e Max Gazzè, già nel 2017 insieme per due concerti alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues; negli anni Novanta Alex e Max si erano ritrovati a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa.
A due anni da quei concerti, al già eccezionale duo si aggiunge un altro straordinario musicista: il batterista francese Manu Katche che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits e tra gli italiani Pino Daniele e Stefano Bollani.
Il concerto vedrà Gazzè, Britti e Katche insieme in una formazione fuori dal comune. Britti, autore di canzoni tra le più amate dal pubblico italiano e chitarrista fenomenale; Max Gazzè, bassista raffinato, artista estremamente eclettico che riesce a trasformare in successo ogni suo progetto e Manu Katche, batterista di fama mondiale, i tre insieme per un nuovo evento imperdibile.

ROBBEN FORD
Cinque Grammy nominations, tre decenni di carriera solistica, collaborazioni con Miles Davis, Joni Mitchell, George Harrison, i Kiss., Bob Dylan. Non solo: Ford è tra i cento chitarristi più importanti del 900 secondo Magazine, ed è membro fondatore dei Yellowjackets, una delle fusion band più di successo. Nessun dubbio che Robben Ford sia un guitar hero dei nostri tempi: un chitarrista popolarissimo, che quando è sul palco unisce tecnica e cuore, come si chiede ad un vero bluesman. Ed è il blues al centro dell’universo sonoro di Ford, che ha però consegnato il suo nome anche alla storia del rock, del jazz, della fusion.
Le radici di Ford affondano nel grande patrimonio della musica popolare americana, assimilata da piccolo perché figlio d’arte: il padre Charles era pure lui un chitarrista blues e nella sua band il giovanissimo Robben cominciò a suonare a San Francisco. Gli ingaggi con due leggende del blues, Charlie Musselwhite e Jimmy Witherspoon, furono i primi passi di quella che sarebbe stata una straordinaria carriera.
Per lungo tempo residente in California, Ford si è ora trasferito in una delle culle della musica popolare americana, Nashville, proprio per cercare nuovi motivi di ispirazione. Con ottimi risultati.
Ford presenta nel suo tour l’ultimo disco, uscito da pochi mesi con il titolo Purple House. Per registrare alcune canzoni è andato con tutta la band nei leggendari FAME Studios in Muscle Shoals, Alabama

 

 

 

Si completa il programma dei concerti dell’Arena Santa Giuliana Umbria Jazz 19

Si completa il programma dei concerti che si svolgeranno all’Arena Santa Giuliana nell’ambito di #UJ19: annunciati gli eventi del 12, 19 e 21 luglio. Scoprili tutti cliccando sul link!

http://umbriajazz.com/articoli/uj19-si-completa-il-programma-dellarena-santa-giuliana?fbclid=IwAR2ixyUTP8WQqz11lYA-DaUSH8OBEkmN0SnL2N1plNYJxHrOSzboMh_-o-g

Nick Mason ‘s Saucerful of Secrets The Heartbeat of Pink Floyd a UJ19

 

Nick Mason (Official)’s Saucerful Of Secrets The Heartbeat of Pink Floyd a #UJ19!
Nick Mason’s Saucerful Of Secrets suoneranno le canzoni dei Pink Floyd in uno show incredibile che farà tappa il 17 luglio all’Arena Santa Giuliana di Perugia. Tutte le info qui http://umbriajazz.com/articoli/nick-masons-saucerful-of-secrets-the-heartbeat-of-pink-floyd-a-uj19

KLINGANDE: in concerto in Italia il 18 maggio a Milano

UNO DEI PRODUTTORI PIÙ FRESCHI ED ORIGINALI
DELLA SCENA DANCE MONDIALE

OLTRE 230 MILIONI DI STREAMS SU SPOTIFY
PER IL SINGOLO “JUBEL”
CERTIFICATO 5 VOLTE PLATINO IN ITALIA

UN NUOVO ALBUM IN USCITA A SETTEMBRE

E UN NUOVO TOUR CHE ARRIVA IN ITALIA
PER UNO SHOW ESALTANTE

KLINGANDE

SABATO 18 MAGGIO @
TEATRO PRINCIPE – MILANO

Prezzi biglietti:
Posto Unico: € 18,00 + diritti di prevendita

Biglietti disponibili su ticketmaster.it, ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 18:00 di venerdì 1 marzo

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

Cedric Steinmuller, vero nome di Klingande, acclamato DJ e produttore francese, ha dato nuova linfa al mondo della musica elettronica con le sue produzioni impeccabili e un suono rinvigorente, confermando la sua reputazione come uno dei produttori più freschi e originali della scena dance mondiale.
È stato il singolo “Jubel” nel 2014 a mettere il giovane sotto i riflettori.

Il singolo, certificato 5 volte platino in Italia, da allora ha accumulato oltre 200 milioni di visualizzazioni YouTube, 22 milioni di riproduzioni su SoundCloud e oltre 230 milioni di stream su Spotify oltre a conquistare la prima posizione in oltre 30 paesi tra cui l’Italia.
A questo seguono numerosi altri singoli di successo tra cui “RIVA (Restart The Game)” (platino), “Losing U” (oro) e “Somewhere New” (oro) con più di 46 milioni di stream su Spotify.
In questi anni ha portato la sua musica in Europa e America e in tutti i più grandi festival tra cui “Ultima Music Festival” di Miami, “Tomorrowland”, “Creamfields” e “Lollapalooza” Berlino.
“The Album” è il titolo dell’album di debutto, una celebrazione di alcuni dei suoi brani più famosi contenente nuovissime produzioni.
In concomitanza con l’uscita del nuovo album, prevista per il 27 settembre, Klingande partirà in primavera per un lungo tour in Nord America ed Europa, e arriverà in Italia per uno show esaltante!

I dieci artisti in lizza per la miglior canzone sui diritti umani

I DIECI ARTISTI IN LIZZA PER LA MIGLIOR CANZONE SUI DIRITTI UMANI

CARMEN CONSOLI, GHALI, PATRIZIA LAQUIDARA, ERMAL META E FABRIZIO MORO, FRANCESCA MICHIELIN, ROY PACI & ARETUSKA FEAT WILLIE PEYOTE, PUNKREAS, RADIODERVISH, SALMO E SUBSONICA SI CONTENDERANNO IL PREMIO AMNESTY DI ‘VOCI PER LA LIBERTÀ’

Carmen Consoli con “Uomini topo”, Ghali con “Cara Italia”, Patrizia Laquidara con “Il cigno (the great Woman)”, Ermal Meta e Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, Francesca Michielin conBolivia”, Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote con “Salvagente”, i Punkreas con “U-soli”, i Radiodervish con “Nuovi schiavi”, Salmo con “90 min”, i Subsonica con “Punto critico”. Sono questi i dieci brani in lizza per il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, l’importante riconoscimento riservato a brani pubblicati da artisti italiani affermati nell’anno precedente che tocchino tematiche sui diritti umani.

Il riconoscimento, nato nel 2003 nell’ambito del festival ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, viene assegnato da una giuria di giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, studiosi, rappresentanti di festival, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà. Nella prima fase, le dieci canzoni finaliste sono invece state scelte da Amnesty e Voci per la libertà pescando dalle segnalazioni giunte dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Il vincitore del Premio Amnesty International Italia 2019 sarà ospite nella nuova edizione di Voci per la Libertà, in programma dal 18 al 21 luglio a Rosolina Mare (Rovigo). Leggi altro

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