Al Teatro La Perla il musical Romeo e Giulietta : Dall’odio all’amore

La compagnia Shultz presenta il suo spettacolo per la prima volta a Napoli.

di Francesca Petrillo

“È un riadattamento moderno della tragedia rinascimentale, che coinvolge soprattutto i più giovani”, così esordisce Antonio Deibu Alaia, nei panni di Mercuzio, in occasione dell’intervista fatta poco prima dello spettacolo di Romeo e Giulietta, che si è tenuto ieri alle 20.30 presso il Cineteatro “La Perla” di Napoli. Insieme a Mercuzio vi erano presenti anche i due protagonisti: Romeo (Vincenzo Limongelli) e Giulietta (Chiara Biagini),i quali hanno dato la loro più completa disponibilità, rispondendo alle domande a loro poste, chiarendo che la loro è una compagnia autogestita e autofinanziata con tanta passione e voglia di comunicare il loro messaggio al pubblico: “L’arte è capace di allontanare i ragazzi dalla strada, nonostante la maggior parte dei ragazzi prima di entrare nella compagnia non aveva la minima idea di cosa potesse essere il mondo del musical. Quindi l’arte può diventare anche un mezzo di elevazione culturale”.

 Pur essendo una compagnia amatoriale, la prima napoletana di ieri sera è riuscita a pieno, dopo le prime due performance tenutesi a Saviano, grazie alla sinergia e alla bravura dell’intero cast. Sebbene ci siano delle difficoltà, in quanto si tratta di un gruppo che si autogestisce, i ragazzi hanno trattato in modo esaustivo i temi fondamentali dell’opera: dall’amore contrastato tra i due giovani alla difficoltà di comunicare dei nostri protagonisti con le rispettive famiglie e l’incapacità di farsi comprendere dagli amici stessi. Se da una parte troviamo l’amore, sia quello puro e spirituale, sia quello carnale (Mercuzio considera la donna solo come materia), dall’altra vi è la figura della morte, emblematica e centrale nella versione francese. Essa infatti diviene il tribunale più spietato per chi resta tra i vivi e possibilità dell’impossibilità per chi ama (si pensi ai due amanti). Il sottotitolo “Dall’odio all’amore” è appunto carico di significato, in quanto vuole mettere in risalto il fatto che le due famiglie (rispettivamente i Montecchi e i Capuleti), le quali provano da sempre un odio indescrivibile a vicenda, riusciranno a riconciliarsi solo dopo la morte di persone a loro care.

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Per info contattare l’organizzazione shultz

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