Elisabetta Serio presenta il suo nuovo disco “16” per Napoli Jazz Club

Di Annamaria De Crescenzo

Elisabetta Serio ©AroundEventi

Spesso ho avuto l’impressione che Napoli sia più pronta ad osannare artisti stranieri o comunque italiani più che gli stessi suoi Artisti ma sabato 4 novembre questa sensazione è stata inequivocabilmente smentita.

Il concerto di Elisabetta Serio, dedicato alla presentazione del suo nuovo album “16” orenutosi per l’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, ha riscosso uno strepitoso successo fino ad un meritatissimo sold-out. Sala gremitissima, quindi, per una pianista di fama internazionale, fine compositrice e collaboratrice di artisti importantissimi come Pino Daniele, Rino Zurzolo, Noa e Sarah Jane Morris solo per citarne alcuni. Il disco, pubblicato dall’etichetta Via Veneto Jazz, contiene nove nuove composizioni della musicista napoletana, e il cui titolo (“16” si deve al particolare legame che la Serio ha con questo numero, sia per il suo significato nella Smorfia napoletana, sia perche’ è uno dei numeri  che rappresenta essenzialità e cambiamento, che fanno parte della vita e del fare musica dell’Artista e sia perche’ tale numero l’ha spesso accompagnata in circostanze speciali della sua vita, così come ha raccontato la stessa Elisabetta Serio sul palco della Domus Ars.

Il disco ha una particolare bellezza, pieno di atmosfere poetiche ma anche di riferimenti a quanto la stessa compositrice ha attinto negli anni da alcune icone del mondo musicale contemporaneo ai quali la Serio dedica due omaggi come nel caso di Brad Mehldau e Pino Daniele.

Sul palco la Serio si trasforma. Pur restando sempre eterea e riservata, anche forse timida ed emozionata, si avverte che utilizza la muisca per poter non solo esprimere tutta se stessa ma anche il suo mondo interiore e le sue emozioni.

Elisabetta Serio ©AroundEventi

Il concerto inizia con uno dei brani che più la rappresenta “Il Cielo sotto di me” proprio perchè spesso ama guardare le cose sempre dall’alto, non per snobismo ma per prendere la giusta distanza per “vivere” la vita e le emozioni in modo da non farsi coinvolgere troppo intensamente o negativamente da esse.

Poi altri due brani del nuovo disco, “Freedom” , un vero e proprio inno alla libertà ispirato a “Strange Fuit” di Billie Holiday, e “Trees” , un brano molto intenso dedicato agli alberi del Salento (la sua seconda casa) che le ricordano i momenti delle sue vacanze sin dalla sua infanzia ad oggi.

Jerry Popolo ©AroundEventi

Poi a sorpresa sceglie di portare al pubblico, con uno straordinario ospite, presente anche nel disco, Jerry Popolo, un vero maestro del sax, un brano jazz come “Si tu voi ma mere” di Sidney Bechet, e “Bluelse” un brano del suo primo disco “April”,  e regalare ad un pubblico ormai affascinato dal suo talento pianistico davvero straordinario e dalle sonorità a tratti melodiose e dolci a tratti decisamente ritmate, una vera e propria anteprima “Te doy el gusto” che sara’ presente all’interno del suo terzo disco, ancora in lavorazione.

Annalisa Madonna ©AroundEventi

Ritorna poi ai brani di “16” con “Brad” il brano che ha dedicato a Brad Mehldau, uno dei più grandi pianisti contemporanei, autentica icona della musica trasversale, e un’applauditissima versione di “Afrika” dedicato al mondo e ai ritmi dell’Africa, che nel disco è cantata da Sarah Jane Morris ma che durante il concerto ha visto l’interpretazione canora, davvero notevole, di Annalisa Madonna, amica e collaboratrice della Serio in altri progetti musicali come “SesèMamà” che le vede protagoniste insieme a Brunella Selo e Fabiana Martone in un altro progetto musicale  dove viene espressa il loro talento sul piano vocale, strumentale, compositivo e nella cura degli arrangiamenti

A conclusione della serata,  Elisabetta Serio ha scelto il brano “Smell like teen spirit” dei Nirvana per salutare il suo pubblico, decisamente entusiasta sia del concerto che del nuovo album.

I paragoni non esistono nella musica, lo sappiamo, ma non c’e’ alcun dubbio che Elisabetta Serio sia per talento che per originalità compositiva, è pari, se non superiore, a icone internazionali come Diana Krall o Eliane Elias.

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