Paolo Fresu e Uri Caine in “Two Minuettos” : un capolavoro Jazz per Sant’Elmo Estate 2017

Articolo di Annamaria De Crescenzo
Foto a cura di SpectraFoto
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Serate come quella di martedì 11 luglio sono straordinarie per coloro che ascoltano e amano la musica jazz di altissimo livello. Paolo Fresu e Uri Caine, assoluti protagonisti di un progetto che ha affascinato ed emozionato il pubblico che ha scelto di ascoltare uno dei concerti più belli degli ultimi tempi, all’interno di una location assolutamente fantastica come il Piazzale d’Armi del Castello di Sant’Elmo a Napoli per la rassegna “Sant’Elmo Estate  2017 ” organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club (diretta da Michele Solipano)  in collaborazione con l’Associazione Incroci Sonori.

La collaborazione tra Paolo Fresu e Uri Caine, iniziata dodici anni fa, è una delle più belle ed affascinanti che il mondo jazz abbia realizzato negli ultimi anni, decisamente diversa dalle tante collaborazioni che si ascoltano abitualmente visto che il timbro a tratti malinconico a tratti lirico di Fresu  ma sempre improntati su una ricerca stilistica che lo porta ad essere riconosciuto come uno dei trombettisti più importanti del panorama italiano ed internazionale si sposa perfettamente con lo stile unico del pianista innamorato dei temi classici quanto di quelli jazzistici rielaborati in uno stile decisamente inimitabile.

Entrambi jazzisti atipici visto che entrambi amano intepretare repertori che vanno al di là del singolo genere musicale e collaborare con artisti di ogni cultura musicale, e partecipare a progetti del mondo culturale e speciale che li impegnano in prima persona oltre che con la loro musica (vedi Paolo Fresu con il Time in Jazz in Sardegna o Jazz per l’Aquila), si sono conosciuti proprio in Sardegna nel 2002 al Festival che Fresu guida dal 1988. Nel 2006 diedero vita a “Things” e successivamente nel 2009 al secondo album “Think”, entrambi su etichetta Blue Note.  Questo terzo album “Two Minuettos”, come citato anche dallo stesso Fresu ad inizio concerto, sono bravi scelti tra quelli eseguiti nei tre giorni di concerti tenutesi tra febbraio e marzo 2015 al Teatro dell’Elfo di Milano  e il nome è dovuto dal fatto che si tratta di brani compresi tra due Minuetti di Bach (Minuet in Sol Minore e Minuet in Sol Maggiore) passando per brani dedicati alla musica classica, alle canzoni come “Caruso” di Dalla o brani jazzistici entrati nella storia della musica jazz di ogni tempo.

La magia inizia dal primo brano: sul palco, in un insieme di luci soffuse ma calde, e con un’atmosfera da jazz club nonostante le quasi mille persone del pubblico, in un assoluto silenzio, tutti tesi ad ascoltare e a godere di ogni nota prodotta dai loro amatissimi musicisti, sia Paolo Fresu che Uri Caine appaiono concentratissimi sulla loro musica e sulle emozioni che vivono in primis loro stessi, oltre a quelle da donare al loro pubblico. Anche per tale motivo non esiste una vera e propria scaletta, quasi a testimonianza del fatto che entrambi vogliono creare una sorta di concerti “unici” a seconda del pubblico che hanno di fronte o dell’occasione che si viene a creare.  Lo stile di Paolo Fresu è inconfondibile, sia alla tromba che al filicorno in un continuo “accompagnare”, “assecondare” e “guidare” la musica del piaoforte, a volte classico, a volte assolutamente contemporaneo e geniale di Uri Caine, che si esibisce in assoli strepitosi, seguito da Fresu, che con le note prolungate, miste a leggeri elementi di elettronica, a virtuosismi che solo lui sa interpretare accompagnati da delicati momenti (fotografatissima la sua posa “classica” con la tromba in alto e la schiena inarcata sulla gamba sinistra poggiata all’indietro) che lo fa assomigliare ad un ballerino di danza classica, elegante e austero allo stesso tempo.

Il concerto inizia con un brano nato in Svezia e divenuto nel tempo uno standard jazz, seguito dal “Minuetto in Sol Minore” di J.S. Bach, e da una splendida versione (loro cavallo di battaglia ormai) di “Cheeck to Cheeck” che suscita subito un grande entusiasmo da parte del pubblico.

Paolo Fresu, come sua abitudine, intervalla all’esecuzione dei brani, alcuni momenti con il pubblico, durante i quali annuncia i brani del concerto, racconta la sua collaborazione con Caine e la storia dei brani scelti e il perchè sono stati scelti per tale concerto.

Infatti, in onore alla città di Napoli che li sta ospitando,  in accordo con Uri Caine, sono stati scelti due brani che non eseguivano da tempo durante i loro concerti e che fanno parte delle canzoni della tradizione napoletana. Ispirato dal luogo del concerto visto che il panorama di fronte al Castello si affaccia sul Golfo di Napoli e sulla città vista dall’alto, dedica al pubblico una bellissima versione di “Monastero ‘e Santa Chiara”, seguito da una delle canzoni più belle musicate da Roberto Murolo, forse poco conosciuta al grande pubblico, “Barca Lucente”.

Il concerto continua con una bellissima quanto travolgente versione di “Night in Tunisia” completamente trasformata dal talento del duo, e da un’emozionante quanto struggente “Almeno tu nell’Universo” che termina con una nota trattenuta per oltre un minuto dall’eccellente Paolo, fino a quando il pubblico non lo interrompe con un lunghissimo applauso.

Il concerto si conclude, a sorpresa, dopo che il duo ha salutato il pubblico, con un ultimo brano,  con Paolo Fresu che “dialoga” , in piedi, in mezzo al pubblico, con il pianoforte di Uri Caine, che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all’applauso finale e una convintissima quanto meritatissima standing ovation.

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