Recensione: SHATTERED – il nuovo album di Greta Panettieri

di Giorgio Borrelli

Shattered_pIl nuovo lavoro di Greta Panettieri per l’etichetta “Greta’s Bakery Music”, si realizza in collaborazione con Andrea Sammartino al piano, organo, sinth e arrangiamenti, Max Ionata al sax  tenore, Alfonso Deidda al sax soprano, Francesco Diodati alla chitarra, Cristiano Arcelli al sax alto, Itaiguara Brandao e Daniele Mencarelli al basso elettrico, Francesco Puglisi al contrabbasso, Mauricio Zottarelli, Francesco Ciniglio e  Alessandro Paternesi alla batteria, Francesco Fratini alla tromba, Alessio Bernardi al sax tenore, baritono e alto ed infine Federico Proietti al trombone. L’atmosfera, grazie all’uso di elementi elettronici, sembra particolarmente ispirata, trovandosi ad operare su un tappeto sonoro dalle ritmiche complesse ma fruibili, vellutate ma sempre piacevole all’ascolto. Nove brani che formano la selezione dell’intero cd, tutti originali ed a firma di Greta Panettieri e di Andrea Sammartino  ad eccezione della traccia n. 2 che vede tra gli autori Claudio Gregori “Greg”, della n. 4 con l’aggiunta di Jennie Booth, la n. 5 con Piji Siciliani, la n. 6 “Life on mars” del compianto David Bowie.

Un album che cavalca la strada del jazz con tratti swing e funk che si intrecciano sapientemente e che generano immagini policromatiche, fumose come quelle di un club illuminato da luci soffuse.  Avvolto da toni scuri ma affascinante per la sua fluidità che ritroviamo in “Don’t Know”,  un funk adagiato sull’iniziale contro-tempo della batteria con la sottile regia del piano che arricchisce con gusto la traccia.  L’introspettivo intro di chitarra acustica in “I’m in love”, dove la ricerca armonica sembra cullare l’ascoltatore in una sognante ninna nanna arricchita dal violoncello e da piccoli ed intermittenti battiti percussivi  ci svelano tutte le emozioni della leader.  L’album prosegue con “Less in more”, un brano dalle atmosfere rarefatte che evocano nell’ascoltatore immagini romantiche di tramonti e mani intrecciate.   La cover del Duca Bianco, “Life on Mars” rispetta, senza stravolgerla, l’intima visione dell’originario brano di Bowie suscitando un colpo al cuore per la perdita fisica dell’artista ma in grado di rassicurare sulla sua indimenticabile presenza.  L’ouverture vocale di Greta Panettieri in “Look Black”, ci scaraventa invece in un mondo “drum & bass”  fluente, dinamico e libero. Giro di boa con “Non ci sarei” dove un iniziale e sornione contrabbasso fa da cornice alla voce della regista di questo poliedrico lavoro. Le modulazioni tipiche di una ballad lasciano spazio, inaspettatamente, alle altre voci strumentali in un crescendo collettivo.  “Oppure No” imprevedibile brano dal colore latino, si sviluppa attraverso ritmi intrecciati al canto che fanno da contraltare all’instancabile sezione percussiva, fino alla introduzione dei fiati che, ironici, completano questa perla dal sapore brasiliano.  “Pensamento Feliz”, il cui protagonista è un basso sinth sempre attento e insinuante nei risvolti latini del piano, prima che riemerga l’intesa collettiva dei valenti compagni di viaggio della Panettieri.  “Shattered” brano dal sapore electro-jazz che dà il titolo a questo variegato lavoro della Panettieri, è introdotto dalla sofisticata armonia del piano che, attraverso una narrativa brulicante di fermenti improvvisativi, dall’iniziale ambiente avvolto di mistero, sfocia in percorsi fluenti di ritmo ed umori elettronici determinando l’anima di questo incredibile lavoro. Assolutamente da ascoltare e da custodire gelosamente, questo album di Greta Panettieri si candida a raccogliere i fasti di uno dei più creativi lavori di questo 2017.

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