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La Musica e la Natura | TWO FOR TREE AND ORCHESTRA con PAOLO FRESU, DANIELE DI BONAVENTURA e L’ORCHESTRA DA CAMERA DI PERUGIA

19 LUGLIO – Chiostro del Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, Palazzo Murena

ore 20,30

 

“Two for Tree and Orchestra” è un evento a dir poco straordinario con Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Daniele di Bonaventura (bandoneon) e l’Orchestra da Camera di Perugia.

Titolo suggestivo per un concerto emozionante, in linea con gli impegni e le azioni intraprese da Umbria Jazz a sostegno di politiche e comportamenti improntati alla sostenibilità ambientale.

Two for Tree and Orchestra, ovvero due grandi musicisti come Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, particolarmente sensibili ai temi ambientali; un albero, che è il grande cedro del Chiostro del Rettorato dell’Università, caro a generazioni di studenti; l’Orchestra da Camera di Perugia, che con i due jazzmen ha già collaborato in progetti molto riusciti (per esempio, Altissima Luce, rilettura del Laudario di Cortona).

È un concerto davvero atipico, con i due musicisti che suonano seduti sui rami del cedro e l’orchestra disposta attorno al tronco, in una inedita, notturna interazione tra tromba, bandoneon e stormir di fronde. I suoni creati dagli uomini che interloquiscono e si confondono con quelli provocati dalla “logica” e dalla creatività della natura. Al di là del fatto puramente musicale, resta il senso di una visione dell’arte, e della musica in particolare, che non può e non vuole essere slegata dal grande respiro degli organismi viventi del Pianeta Terra. A partire dagli alberi, cui tutti dobbiamo molto della nostra qualità della vita e dell’aria che respiriamo, eppure sempre più da noi stessi minacciati e in pericolo. Two for Tree and Orchestra vuole essere buona musica non meno che un forte richiamo alla responsabilità, che tutti dobbiamo condividere, di amare e tutelare i nostri alberi. Un amore in se’ ed una metafora del rispetto dovuto all’ambiente. Continua a leggere

Val di Fassa Panorama Music 6a edizione dal 12 luglio al 27 agosto 2020

6° Edizione

12 luglio – 27 agosto 2020

Val di Fassa

 

Musica eco-compatibile e paesaggi alpini d’alta quota. Val di Fassa Panorama Music affronta questo difficile momento per la musica dal vivo investendo ulteriormente sulla sua più importante risorsa: la natura, le Dolomiti. La sesta edizione della rassegna musicale si svolgerà in tutta la Val di Fassa dal 12 luglio al 27 agosto, con dodici concerti che si terranno sempre all’aperto in orario diurno, incastonati nei più emozionanti scorci panoramici d’alta quota della Val di Fassa.

Sono state selezionate nuove ambientazioni per i live, trasferendoli dalle vicinanze dei rifugi (dove si svolgevano nelle precedenti edizioni) in spazi più ampi, che permetteranno una più facile convivenza con le norme di sicurezza: l’attività concertistica si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, compreso il distanziamento tra gli spettatori.

I contesti naturalistici che faranno da scenografia ai concerti sono la Piana del Fuciade, Col Margherita e Costabella (Passo San Pellegrino), il Buffaure (Pozza di Fassa), il Belvedere (Canazei), il Ciampac (Alba di Canazei), Col Rodella (Campitello di Fassa), il Ciampedie (Vigo di Fassa), Valbona (Alpe Lusia, Moena). Tutti i luoghi sono raggiungibili con gli impianti di risalita ma anche a piedi, permettendo di coniugare l’esperienza del concerto con l’attività fisica all’aperto.

Dopo l’annullamento dell’edizione primaverile (che avrebbe dovuto svolgersi a cavallo tra marzo e aprile) a causa dell’emergenza sanitaria, Val di Fassa Panorama Music torna così a fornire un’affascinante ‘colonna sonora’ alle escursioni in quota.

I concerti, tutti gratuiti, proporranno esplorazioni non solo tra le cime alpine ma anche tra i generi musicali: dal jazz (Helga Plankensteiner, Mauro Beggio) alla black music (James Thompson, Leonardo Duranti), dal country (Charlie Cinelli) ai più curiosi accostamenti geo-musicali (Manuel Randi, Vincenzo Capezzuto e Giancarlo Bianchetti). Particolare attenzione sarà riservata alla musica cantata in lingue minoritarie (Magalí Sare e Sebastià Gris, Silvia Donati, Martina Iori, Stefano Merighi, Massimo Silverio).

Val di Fassa Panorama Music è frutto della collaborazione tra l’Associazione di Cultura e Musica “La Grenz” di Moena, le Società impianti a fune della Val di Fassa e l’Azienda per il Turismo della Val di Fassa. Continua a leggere

Ace Jazz Festival San Marino: il nuovo festival della Repubblica di San Marino

1° Edizione

18 luglio – 22 agosto 2020

Repubblica di San Marino

Un festival che nasce vincente nonostante le anomalie inevitabili nell’anno della pandemia: la prima edizione dell’Ace Jazz Festival San Marino si terrà dal 18 luglio al 22 agosto a San Marino.

Ideato prima dell’emergenza sanitaria pensando a un connubio tra musica e tennis, il festival è stato rimodulato per poter esordire comunque, nonostante tutto. Sarà dunque un’edizione “a bassa densità” in cui i legami con lo sport saranno accennati per essere poi ripresi e sviluppati in prossime edizioni.

Ace, nel tennis, è un servizio vincente, un primo colpo perfettamente mirato che va subito a segno. E tale sembra essere la prima edizione del festival sammarinese: in un’estate in cui le programmazioni dal vivo saranno radicalmente ridimensionate (nella migliore delle ipotesi: l’alternativa è rimanere inattivi), riuscire a dare vita a una nuova iniziativa è come vincere uno Slam.

Celebrità della musica nazionale come Raphael Gualazzi e Ginevra Di Marco sono state invitate a giocare questo primo match musicale. Oltre a loro, i set jazzistici con Rita Marcotulli e Dado Moroni e la Tower Jazz Composers Orchestra. Continua a leggere

Recensione: Smashing Triad(s) di Mauro Ottolini al Correggio Jazz Festival

Recensione e Foto di : Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Correggio Jazz / Crossroads

Correggio Jazz è proseguito sabato 4 luglio nel Cortile del Palazzo dei Principi con il concerto del quartetto “Smashing Triad(s)” di Mauro Ottolini.

“Smashing Triad(s)” – la “triade che spacca” – è il titolo di un brano di Fats Waller e rivela la prima fonte di ispirazione del gruppo: il jazz primigenio di New Orleans degli anni Venti e Trenta.

Ed eccoci così catapultati nelle rivoluzioni estetiche di un repertorio che passa dal jazz delle origini ai Radiohead e Tom Waits, una specie di rivisitazione fantascientifica delle musica di New Orleans.

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Gli “Smashing Triad(s)” sono un quartetto dalla ormai lunga storia e dall’insolita strumentazione – dove mancano piano, basso e batteria -, al cui affiatamento contribuisce anche il fatto che i musicisti che lo compongono (Vanessa Tagliabue Yorke voce e percussioni, Guido Bombardieri al clarinetto e Enrico Terragnoli al banjo e chitarra) seguono da sempre Ottolini in varie altre sue formazioni, compresi i celeberrimi Sousaphonix. La vocalist Vanessa Tagliabue Yorke, in particolare, condivide con Ottolini l’ideazione di questo progetto, al servizio del quale ha messo tutta la sua passione ed esperienza nel campo del jazz tradizionale.

La serata è stata suddivisa in due set per permettere di attenersi alle norme di distanziamento sociale anti-Covid tra gli spettatori: il primo set alle 20.30, il secondo alle 22.30.

FANO JAZZ BY THE SEA 2020 riparte la XXVIII Edizione dal 24 al 31 luglio

XXVIII edizione

24 – 31 luglio

Città e resilienza: la cultura come antidoto per la ripartenza

La XXVIII edizione di Fano Jazz By The Sea si svolgerà, come da tradizione, dal 24 al 31 luglio. Sarà inevitabilmente un’edizione diversa, rimodulata nel programma e nella logistica alla luce della presente situazione; verranno quindi rispettate tutte le normative anti Covid 19, dalla sanificazione dei luoghi di spettacolo al distanziamento del pubblico, garantendo la sicurezza di artisti, spettatori e di tutto lo staff organizzativo. Ma lo spirito di Fano Jazz By The Sea, inclusa la sua vocazione Green, sarà mantenuto intatto, attraverso la conferma delle sezioni principali – Main Stage alla Rocca Malatestiana, Exodus Stage alla Pinacoteca di San Domenico, Young Stage alla Chiesa di San Francesco, Cosmic Journey nei locali del Pincio – con l’aggiunta di Live In The City, concerti aperitivo nei locali del Lungomare del Lido e Sassonia, Torrette e PonteSasso.

Per Massimo Seri, Sindaco di Fano: «Fano Jazz By The Sea, insieme ad altri eventi di particolare rilievo, rappresenta uno dei momenti caratterizzanti della programmazione di cultura e spettacolo della nostra Città. Una Città che ci piace pensare come un teatro a cielo aperto, “En plein air”, dove i cittadini e i turisti possono riprendersi gli spazi, possono vivere all’aria aperta nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza dettate dall’emergenza Coronavirus. Fano Jazz By The Sea fa anche parte del processo di candidatura della Città a capitale italiana della cultura 2022».

Per Adriano Pedini, Direttore Artistico di Fano Jazz By The Sea, lo svolgimento del festival è quest’anno un traguardo fino a poco tempo fa non scontato: «Era il 4 marzo quando stavamo per presentare la XXVIII edizione del festival, con importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, fra cui la sua diffusione in tutto il territorio Provinciale. Ora, in conseguenza del Covid – 19, e del conseguente smarrimento iniziale di fronte a un’emergenza inedita di tale portata, abbiamo dovuto ripensare tutto e rinviare questo progetto, così come quest’anno non potremo allestire il Jazz Village e non potrà svolgersi il consueto appuntamento conclusivo alla Golena del Furlo di Acqualagna. Il programma del Festival – che potrebbe riservare ancora qualche sorpresa – è stato quindi riformulato e rimodulato; e nel farlo ci si è attenuti a due parole precise: Città e Resilienza. Città come centro della vita civile, Resilienza come capacità di far fronte in maniera positiva e propositiva ad eventi drammatici. In tutto questo, l’incoraggiamento e il sostegno del Comune di Fano e di tutte le altre Istituzioni è determinante affinché il Festival possa svolgersi».

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Il manifesto ufficiale degli eventi dell’estate 2020 di Umbria Jazz

LIFE LIKE JAZZ

di Martina Cinefra, Giuseppe Gullà

“L’ispirazione proviene dalla citazione di George Gershwin “la vita somiglia molto al jazz: è meglio quando si improvvisa”, il cui senso può essere riassunto in “LIFE LIKE JAZZ”. L’ improvvisazione può essere associata ad un’azione svolta senza pensarci, senza freni inibitori e questo comportamento ricorda il modo d’agire e di esprimersi dei bambini, soprattutto quando disegnano o colorano. L’Albero della Vita rappresenta l’Umbria, soprannominata “polmone verde”, e il dinamismo che caratterizza la musica, in particolare il jazz, e la vita stessa. La sua colorazione segue proprio la “tecnica” che utilizzerebbe un bambino.”

L’immagine è stata scelta attraverso il workshop.concorso a distanza “UMBRIA JAZZ SMART DESIGN” organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Corso di Laurea in Design, e Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, al quale hanno partecipato 60 studenti.

Recensione: Kelly Joyce & Decanto ospite di Riverberi 2020

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sono troppo emozionata stasera ad essere qui su questo palco, dopo mesi di forzata lontananza dalle scene e dal pubblico. Avevamo tutti bisogno di tutto questo, dei vostri applausi e della vostra presenza, ma soprattutto della Musica da condividere con tutti voi perché la Musica, ed oggi ne sono ancora più convinta, può essere la chiave per poter superare tutto questo”.

Con queste parole Kelly Joyce, artista di altissimo livello e di grande fascino, ha iniziato il concerto di domenica 28 giugno a San Martino Sannita(BN) ultima tappa della X Edizione di Riverberi Jazz Festival, ideato e diretto da Luca Aquino con il partenariato di 6 Comuni (San Nicola Manfredi, San Leucio del Sannio, Sant’Angelo a Cupolo, Apice, San Nazzaro e San martino Sannita) della provincia di Benevento che hanno ospitato i sei concerti della rassegna che hanno visto alternarsi sul palco di questo prestigioso festival la musica sempre coinvolgente di altrettanti artisti come Joice Elaine Yuille & Hammond Groovers, Three One, Omar Sosa, Jamese Senese & Napoli Centrale, Serena Brancale e appunto, come ultima serata, Kelly Joyce & Decanto.

Da una geniale idea di Luca Aquino , maestro indiscusso del jazz italiano ed internazionale e dell’esplorazione delle differenti sonorità acustiche e delle possibilità che esse hanno di amplificarsi e di espandersi negli spazi dell’architettura (ne è  esempio lo stesso progetto “The Skopje Connection” da quale poi Luca ha preso ispirazione per dare vita al Festival stesso) , in questi 10 anni Riverberi ha diffuso e diffonde l ‘idea , come è riportato nella descrizione del festival stesso “di una musica che si moltiplica e si propaga oltre i vincoli e le barriere tra i differenti generi e i linguaggi espressivi”.

Quest’anno è stata l’Edizione della “rinascita”. Fino a pochi giorni prima del Festival stesso ha rischiato di essere sospeso per gli evidenti motivi che tutti conosciamo. Organizzare un Festival in spazi aperti ha sempre richiesto un impegno enorme da parte degli organizzatori e realizzatori del progetto stesso, ma quest’anno gli ostacoli sembravano davvero una sfida impossibile. Il solo allestimento delle aree che hanno ospitato i concerti ha comportato uno sforzo enorme da parte di tutti i soggetti interessati dalla realizzazione delle serate, a partire dall’accoglienza del pubblico, all’impegno di tutti a partire dalla Protezione Civile agli stessi organizzatori e Sindaci e rappresentanti comunali per far sì che tutte le norme stabilite dal Governo per gli spettacoli venissero attuate.

E il pubblico ha dimostrato ancora una volta di essere legato a tale manifestazione e nonostante i limiti imposti dalla legge, e ha partecipato con grande entusiasmo al punto tale che ogni serata si è rivelata un autentico successo di pubblico e di critica.

Domenica 28 giugno l’ultima serata ha visto sul palco un’Artista conosciuta dal pubblico di Riverberi in quanto è stata già ospite della rassegna stessa nelle edizioni precedenti: Kelly Joice, accompagnata dal gruppo Decanto formato da Teo Ciavarella al pianoforte, Stefano Serafini alla tromba, Riccardo Bertozzini alla chitarra, Edoardo Petracci al basso, Massimo Ferri alla batteria.

Kelly Joyce nasce a Parigi nel 1982. Figlia d’arte – il padre e la madre sono entrambi musicisti – si trasferisce da giovanissima in Italia dove prende lezioni di violino e pianoforte; contemporaneamente studia danza alla Royal Academy di Londra. Il suo esordio sulle scene avviene nel 2001 con il singolo “Vivre la Vie”, che diventa una Hit internazionale e apre la strada all’album Kelly Joyce” da Universal Music. Il disco vende più di 600.000 copie in tutto il mondo con passaggi televisivi e radiofonici che vanno dal Canada alla Nuova Zelanda alla Siberia e all’Africa. In Francia ottiene una nomination ai French Music Awards.
In seguito la cantante partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, Porretta Jazz, Pozzuoli Jazz Festival Incontra, in occasione del Concerto di Natale in Vaticano, in un’udienza privata, Papa Wojtila Giovanni Paolo II.

In seguito affronta un tour fra Russia e Europa, prima con un trio e poi con un quintetto jazz. Nel giugno 2004 viene pubblicato “Chocolat”, di cui la cantante è anche autrice, che contiene testi del periodo adolescenziale alternati a brani più recenti. Da questo secondo album sono estratti i singoli “Little Kaigé”, ballata sulla nascita della sorellina, uscito già nell’estate del 2003, e “C’est l’amour qui vient”, che anticipa e lancia l’uscita del disco. Il terzo singolo estratto dall’album è “Melody”. Nel 2005 collabora con il produttore Fish ed il rapper Esa per il brano “Cos’è che vuoi da me” e nel 2006 in “Tu mi porti su” alla realizzazione dell’intero album “Big Fish”. Nel 2007 realizza la cover del brano “Delicate” assieme al gruppo ucraino Four-Kings. Nel 2009 realizza il singolo “Rendez Vous” ispirato agli anni ’30 con video dedicato a Josephine Baker, in cui indossa la famosissima gonna di banane. Nel 2010 “Rendez-Vous” viene scelta per 6 mesi consecutivi per lo spot della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo e con Panariello e Incontrada. Kelly Joyce si esibisce su diversi palcoscenici importanti del panorama Jazz con repertorio contaminato che viaggia attraverso le sue diverse origini che vanno dal Blues al Negro Spiritual alla BossaNova e Fado Portoghese. Nel 2011 si esibisce sul palco più importante di Mosca al Teatro Crocus per tre date con il Moulin Rouge. Il Moscow Time ne parla in modo entusiasta e la rilancia nell’ex Unione Sovietica. In seguito incide una collaborazione con i Berardi Jazz Connection musicisti Jazz Pugliesi scrivendo “Love Recepie”, singolo fortunato anche divulgato in Giappone. Nel 2012 incide il singolo “Wake Up” con i Four Crackers, con influenze anni ’70, con tournée e aperture di grandi concerti, come Ben Harper, Norah Jones e gli Incognito.

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Recensione: Norma Ensemble ospiti del Correggio Jazz Festival 2020 Reloaded

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

Correggio Jazz festival 2020 Reloaded

Mercoledì 24 giugno

NORMA ENSEMBLE

Marcello Allulli – sax soprano, sax tenore;

Enrico Zanisi – pianoforte, synth;

Jacopo Ferrazza – contrabbasso;

Valerio Vantaggio – batteria

Norma Ensemble: Norma sta per Non Opporre Resistenza Ma Ascolta. Questi ben noti jazzisti nazionali, assieme dal 2019, offrono all’ascoltatore un jazz dalla spiccata matrice europea, tutto all’insegna delle composizioni originali.

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Lo si può ascoltare sul disco di esordio del gruppo, Revelation, uscito lo scorso febbraio: nella musica dell’ensemble si fondono le diverse identità culturali e le personalità dei quattro artisti, creando un discorso dalla forte coesione stilistica. Coesione che però lascia ampio spazio alle aperture estetiche, alle contaminazioni che pescano oltre i confini del jazz.

Recensione: Eleonora Strino, Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco ospiti dalla rassegna “You Must Believe In Spring” Mantova

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

E’ ripartita giovedì 25 giugno You Must Believe In Spring a Mantova, la rassegna dell’Associazione Culturale 4’33”, guidata dalla direzione artistica di Matteo Gabutti.

Il programma prevede tre concerti declinati al femminile nel Cortile D’Onore di Palazzo Te, con protagonisti i diversi approcci alla musica jazz delle giovani musiciste italiane.

Il primo concerto ha visto il nuovo progetto della chitarrista Eleonora Strino, talento puro del jazz italiano che ha presentato le sue nuove composizioni in compagnia di Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco.

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Un trio perfetto la cui musica, carica di riferimenti autobiografici, è sostenuta da un’intesa straordinaria tra i musicisti che provengono da diversi approcci al linguaggio del jazz ma che trovano nelle composizioni di Eleonora equilibrio e al tempo stesso lo spazio necessario per mettere in luce le proprie doti espressive.

Le composizioni eseguite sono composizioni originali della stessa Eleonora, “nascite naturali del richiamo del mare, degli odori e dei vicoli di Napoli, del sogno americano, degli amori dannati e di quelli benedetti, del vento di Amsterdam, dell’eleganza dei palazzi torinesi, dei colori della famiglia, degli occhi onesti degli amici, della speranza e della volontà”.

 

La rassegna proseguirà il 16 luglio con il concerto di Gaia Mattiuzzi Roaming Minds con Alessandro Lanzoni al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Enrico Morello alla batteria.

Il 23 luglio sarà la volta di Vocione con Marta Ravaglia, voce e Toni Cattano al trombone.

Ravenna jazz 2020 Reloaded : Ritorna la Musica dal 30 giugno al 14 novembre 2020 a Ravenna

47a EDIZIONE

Ravenna, 30 giugno – 14 novembre 2020

RAVENNA JAZZ 2020 Reloaded

 

Ravenna Jazz 2020 “Reloaded”: dopo quasi due mesi dalle date originariamente previste per la sua quarantasettesima edizione (annullate a causa dell’emergenza sanitaria), lo storico festival ravennate torna a proporsi in versione letteralmente “ricaricata”, simbolicamente “rinata”. Stesso numero di serate (non più consecutive ma distribuite nel corso di vari mesi: dal 30 giugno al 14 novembre), recupero degli stessi spettacoli già previsti per la primavera quando possibile (Paolo Fresu Petra Magoni con l’Italian Jazz Orchestra, Sarah McKenzieJulian Lage, Shai MaestroAlessandro Scala con Barbara Casini), nuovi contenuti artistici per completare il cartellone (compresi ospiti internazionali: Michael League e Bill Laurance, i Quintorigo con Roberto GattoEttore FioravantiRoberto Ottaviano), nuovi spazi che reinventano la geografia del festival. E non si escludono ulteriori sviluppi del programma oltre a quanto qui annunciato.

La ripresa dell’attività concertistica si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza di sicurezza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati.

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

 

Inaugurazione nel Parco Archeologico

Dei concerti di punta previsti per la primavera, quello di Pat Metheny è stato rinviato al 2021: il mitico chitarrista statunitense è già confermato come protagonista assoluto della prossima edizione del festival.

Rimangono invece in cartellone Paolo Fresu e la vocalist Petra Magoni, che si avventureranno assieme in un omaggio alle canzoni di Doris Day, una produzione originale che coinvolgerà una formazione orchestrale dall’ampio organico come l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti. A intonare le melodie del repertorio della “fidanzata d’America” ci saranno due stelle della musica italiana: un insolito abbinamento che metterà in risalto le peculiarità di ognuno dei due artisti, il soffio lirico della tromba di Fresu e la magnifica intensità interpretativa della Magoni. Sarà loro l’onore di inaugurare il festival, il 30 giugno al Parco del Museo Classis Ravenna. Ospitato nell’ampia struttura all’interno del Parco

Archeologico di Classe, il concerto con Fresu e la Magoni rientrerà pure nel cartellone di “Classe al Chiaro di Luna”, anche in questo caso come evento inaugurale.

 

Ritorno alla Rocca Brancaleone

Il blocco centrale dei concerti estivi di Ravenna Jazz 2020 “Reloaded” si svolgerà alla Rocca Brancaleone: un ritorno alle origini, in una sede che ha ospitato gloriose edizioni passate del festival.

La prima serata all’interno della Rocca sarà il 30 luglio con Alessandro Scala, che nel ravennate, sua terra d’origine, è un sax hero, capace di esprimere gli impulsi più brillanti e coinvolgenti della grande scuola sassofonistica hard-bop e funk. Scala si esibirà con un quartetto il cui nome, “Bossa Mossa”, suggerisce che le carte del jazz e della musica brasiliana verranno ben mischiate. La cantante e chitarrista Barbara Casini, che su questi argomenti musicali ha decisamente molto da esprimere, sarà la special guest della serata.

La presenza più sorprendente alla Rocca sarà quella del bassista Michael League, celeberrimo fondatore e leader degli Snarky Puppy. Il 6 agosto si esibirà in duo con il pianista Bill Laurance, anch’egli esponente di spicco della band di culto: sarà una rara occasione per ascoltarli in una dimensione cameristica anziché orchestrale.

Seguiranno tre diverse declinazioni del jazz nazionale. Il 13 agosto quella proposta dal sassofonista Roberto Ottaviano, il cui quintetto “Eternal Love” si avvale di musicisti dalle capacità trasversali per celebrare, in questi tempi difficili, la speranza e la voglia di riscatto del genere umano.

Il 3 settembre arriveranno i trasgressivi Quintorigo assieme a Roberto Gatto, batterista simbolo della musica improvvisata nostrana, impegnati in una sintesi dei loro progetti dedicati a Charles Mingus, Jimi Hendrix e Frank Zappa.

Il nome non è casuale, non c’è limite ai contenuti musicali affrontati da “Opus Magnum”, il quartetto guidato dal batterista Ettore Fioravanti che si ascolterà il 10 settembre: dalla tradizione jazzistica a quella popolare, dalle canzoni al repertorio classico, dal rock alle suggestioni africane, purché siano stimoli per l’improvvisazione.

 

L’ebbrezza del jazz a… 47°

Nella riformulazione del programma di Ravenna Jazz 2020 in versione “Reloaded” troverà spazio anche uno dei format simbolo delle recenti edizioni del festival: i concerti che si svolgono nei club e nei piccoli teatri di Ravenna, tra città e circondario, che di anno in anno aumentano di ‘gradazione’. “Ravenna 47° Jazz Club” sarà particolarmente inebriante con i suoi tre appuntamenti autunnali.

Il Teatro Socjale di Piangipane è lo spazio al quale il festival riserva le proposte vocali: qui si ascolterà Sarah McKenzie, cantante e pianista australiana dotata di una musicalità swingante e un tocco di glamour che la pongono nel solco di pianiste-cantanti come Diana Krall o Eliane Elias (2 ottobre).

Al Bronson di Madonna dell’Albero si addice la musica ad alto voltaggio. Ed ecco quindi arrivare il trio del chitarrista Julian Lage (3 novembre), che porta a una sintesi di bruciante intensità le musiche delle radici statunitensi, il blues, il rock e soprattutto la grande tradizione chitarristica jazz.

Al Cisim di Lido Adriano, il 14 novembre si farà luce sulle più attuali tendenze del pianoforte jazz con il trio del pianista israeliano Shai Maestro. Colpisce nel segno il tocco personale di Shai, evidentemente formatosi nell’ambito della musica classica, ma capace di sviscerare il più intenso jazz feeling anche quando è alle prese con materiali eterogenei.

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