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Top Jazz: Enrico Rava è il “Musicista dell’anno” e la violinista Anais Drago il “Miglior nuovo talento italiano”

TOP JAZZ 2021

Enrico Rava vince come “Musicista dell’anno”

la violinista Anais Drago è il “Migliore nuovo talento italiano”

Enrico Rava vince il Top Jazz nella categoria “Musicista dell’anno”, mentre il premio come Miglior nuovo talento italiano” va alla violinista Anais Drago.

Lo storico riconoscimento assegnato dalla rivista Musica Jazz in base al voto espresso da una rosa scelta di critici musicali del settore non è certamente il primo nella lunga carriera di Rava ma arriva dopo un anno pieno di concerti e la pubblicazione dell’album live “Edizione Speciale” per ECM. Inoltre, dopo aver affrontato un’importante operazione che lo ha tenuto fermo per diversi mesi, è tornato nuovamente sul palco a novembre e in studio per registrare un nuovo album con il pianista Fred Hersch.

Il 24 febbraio è atteso al SanbàPolis di Trento, per la prima volta insieme a Christian Fennesz.

Violinista sin dalla tenera età, Anais Drago si aggiudica, a pari merito con la batterista Francesca Remigi, uno dei premi più ambiti del Top Jazz: quello del Miglior Nuovo Talento. A ottobre 2021, esce “Solitudo”, il suo album in solo per Cam Jazz che riscuote grande interesse di pubblico e critica, e che presenterà in concerto il 18 febbraio a Bergamo Jazz.  Nutre per lo strumento, e per la musica, un amore assoluto. Per mia natura – dichiara – non nutro certezze quasi su nulla, tranne che su una cosa: quando suono, sto bene davvero”.

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Recensione: Fabio Concato ospite di Gabbianella Club Events al Mav di Ercolano

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)


L’amico della porta accanto, il vicino, la persona che ha sempre una parola giusta in ogni occasione, con una straordinaria voglia di vivere con l’ironia e il sorriso.
Questo è Fabio Concato, quasi un mito per chi lo segue, nei modi sinceri, gentili, sempre di grande educazione. Cose che si evincono anche, e da sempre, nella tappa al MAV di Ercolano di sabato scorso, organizzata da Gabbianella Club Events diretta dall’inarrestabile Gianluigi Osteri, del Musico Ambulante Tour.

Con la sua consueta gentilezza e i modi di porsi unici, Concato inizia il live subito con una grinta quasi inaspettata, intonando “Bella bionda”, con un ritmo scatenato che fa subito presa sul numeroso pubblico del Mav presente in sala in sold out già da diverse settimane.
Con la band composta da Ornella D’Urbano, arrangiamenti, pianoforte e tastiere, Stefano Casali al basso, Larry Tomassini alle chitarre, Gabriele Palazzi Rossi alla batteria, il cantautore ripercorre appunto, il meglio della sua carriera, che lo vede protagonista da diversi anni della nostra musica.

Anche in questa occasione Concato si conferma un vero signore del palco, scherzando da subito con il pubblico con un “andate avanti voi nel caso non ricordassi i testi ”, e già da questa che sembra solo una battuta in realtà lo accredita e lo introduce al quel rapporto speciale creato ormai anni e anni fa coi suoi fans che anche durante lo stesso concerto hanno dimostrato di amarlo profondamente e di conoscere a memoria ogni parola dei testi delle sue canzoni.


Per tutto il concerto Fabio Concato non si risparmia nemmeno un po’, suonando canzone dopo canzone, scherzando con le persone, da amico e fratello, appunto, con uno stile personale e discreto. Arrivano dunque in sequenza, una dietro l’altra, “Ti ricordo ancora”, “Stazione Nord”, “Tienimi dentro te”, insieme a brani più intimistici farciti di semplicità del racconto, come “In trattoria”, o “Giulia”, brano considerato soprattutto da lui molto bello e dedicato alla seconda figlia. “Domenica bestiale”, una hit di grande successo si inserisce con facilità e predisposizione all’ascolto, una canzone che tutti conoscono e che non si è dimenticata.

É un vero e proprio piacere ascoltare una musica così emozionante , con il concerto che continua con altri brani, sempre tra uno scherzo verbale e un altro (“Più divento grande e più divento scemo, ma mi conoscete, no?”) o con malinconici accenni a tutte le conseguenze che hanno travolto il mondo della musica in questi due anni di pandemia ma come lui dichiara “ora dobbiamo pensare a suonare e cantare poi magari dopo vi fermate qui perché ci sarà un dibattito dopo il concerto e li potremmo raccontarci a vicenda tutte le nostre paure e le nostre angosce sul futuro che ci aspetta” scatenando un applauso da tutto il pubblico.


La scaletta continua con “Prima di cena”, “Troppo vento”, “Il caffettino caldo”, e poi tocca a uno dei momenti forte, dove l’emozione prende il posto da protagonista. La canzone è “051 222525”, la canzone scritta per Telefono Azzurro molti anni fa, in omaggio ai bambini vittime di abusi e maltrattamenti. Il pubblico quasi non respira, in religioso silenzio quasi a voler riconoscere l’importanza del tema della canzone che è quello di non dimenticare mai i drammi che ci sono ancora oggi in tantissime famiglie nonostante le battaglie intraprese in tutti questi anni.
Si riprende con altre canzoni del suo repertorio che l’hanno reso popolare nel tempo, come “Sexy tango”, (divertentissimo quando ha esclamato stasera ballerò un tango c’è qualcuno che sa ballare il tango in sala? e alzatasi una giovane donna ha giocato con lei sotto lo sguardo divertito e gli applausi di tutto il pubblico) dove ci si diverte, poi “Un trenino nel petto”, “Canto”, la straordinaria e toccante “Gigi”, dedicata al padre, che rimane sempre un pezzo da brividi, per chiudere con “Fiore di maggio”, altra celeberrima canzone dedicata stavolta alla nascita della prima figlia.

Circondato da un trio di musicisti , che spiccano a vario loro modo ognuno per precisione e ritmo, che non lo lascia mai solo, e che lo coccola, Concato si avvia senza fretta verso i bis, “Non smetto di aspettarti”, “Rosalina” sulle cui note il pubblico si scatena anche a ballare da seduti e ad omaggiare con un lunghissimo applauso quest’artista, signore elegantissimo nei modi e nelle parole, che ci ha fatto sognare anche con le sue divagazioni jazzistiche con le quali ha trasformato molti brani in scaletta dando loro una “veste musicale” di grande emozione come solo un grande artista, innamoratissimo della musica jazz , amore trasmessogli appunto dal padre amatissimo, come ricorda lui stesso nel brano a lui dedicato “era il tempo in cui cominciavo ad amar la musica e amavo te.”

Recensione: Daniele Scannapieco 4tet ospite del Live Tones al Mav di Ercolano

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

A distanza di circa un mese dal concerto di Francesca Tandoi, il Live Tones ha proposto un nuovo interessante appuntamento agli appassionati della musica jazz con un’altra interessantissima serata con il quartetto di Daniele Scannapieco.

L’idea di inserire nella variegata programmazione musicale/teatrale che Gabbianella Events, diretta da Gianluigi Osteri, ha ideato per il Mav di Ercolano si è dimostrata decisamente vincente vista l’affluenza del pubblico che ha dimostrato che quando si propone una musica di altissimo livello come quella dello scorso venerdì, aderisce con un entusiasmo ormai raro da trovare in questo periodo così difficile per gli organizzatori e promotori di eventi, visti i numerosi annullamenti che si stanno susseguendo proprio in questi giorni di numerosi eventi in campo teatrale e musicale in generale.

Daniele Scannapieco, salernitano, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta scena campana del jazz, che ha prodotto molti talenti. Dopo il diploma al Conservatorio “Giuseppe Martucci” ha fatto parte della Salerno Liberty City Band, per poi trasferirsi a Roma. Qui ha conosciuto tra gli altri Stefano Di Battista e con lui si trasferì in Francia per un lungo tour. Con Fabrizio Bosso ha fondato gli High Five, storica formazione jazz che e ha come componenti Julian Oliver Mazzariello al piano, Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Gli anni duemila sono per il musicista salernitano un’importante tappa per la sua carriera artistica. Vince, infatti, il prestigioso premio premio europeo “Djando d’or” ed il premio “Positano” come miglior musicista campano. Inoltre, per due anni consecutivi (2002 – 2003) è tra i primi classificati di Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ad oggi insegna Sax al Conservatorio di Salerno “Giuseppe Martucci” ed è attivo nel panorama jazzistico italiano, riscuotendo grande successo in ogni suo concerto.

Ha collaborato con Danilo Rea, Flavio Boltro, Dado Moroni, Greg Hutchinson, Dee Dee Bridgewater, Giovanni Tommaso, Henri Salvador, Eric Legnini. E, ancora, Enzo Pietropaoli, Dino Piana, Roberto Gatto. Tra i suoi attuali progetti, il Daniele Scannapieco Quartet è la formazione in cui suona con il fratello Tommaso al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria. È un progetto molto affiatato, dotato di un grande interplay e una spiccata vocazione per il mainstream. La band si collega al jazz tradizionale, ma con una forte identità personale che si avverte in ogni brano presentato durante tutto il concerto.

D’altronde gli stessi Alberto Bruno e Ornella Falco del Live Tones hanno scelto questo quartetto proprio dopo l’ascolto della loro ultima performance nel settembre scorso a Terni per la prestigiosa rassegna di Umbria Jazz, dove ogni sera, negli spazi del locale che li ospitavano, si assisteva a serate sempre in sold out in un’atmosfera straordinaria di consenso del pubblico come solo nei grandi jazz club italiani si può provare.

È la stessa sensazione si è potuta avvertire nella sala del Mav di Ercolano con un pubblico assolutamente affascinato ed entusiasta per i brani jazz presentati dal quartetto con un talento davvero indiscutibile. Brani originali dello stesso Daniele Scannapieco si sono alternati a splendide interpretazioni di brani come “Save your love for me” , “Biri kurusai”, “Lonnie’s lament”, “Nancy” , “Doll of the bride” solo per citarne alcuni, anticipati dalle parole dello stesso Daniele Scannapieco che ha mostrato ancora una volta di conoscere, insieme ai suoi validissimi musicisti, profondamente la musica jazz e scegliendo i brani negli arrangiamenti di grandi maestri del jazz più vicini al loro modo di intendere e di “sentire” la musica jazz.

Serate come queste arricchiscono l’anima e per questo non vediamo l’ora di poter conoscere le prossime proposte musicali del Live Tones che ancora una volta ha proposto la vera musica jazz quella che conquista il cuore.

Daniele Scannapieco quartet per Live Tones al Mav di Ercolano il 21gennaio ore 21

Venerdì 21 gennaio 2022 ore 21,00 al MAV di Ercolano


DANIELE SCANNAPIECO QUARTET 
Il Live Tones torna a Ercolano  e soprattutto torna al teatro MAV di Ercolano per la prima ediz della rassegna teatrale Riscoprire l Uomo organizzata da Gabbianella club events.Il concerto jazz, targato Live Tones, vedrà sul palco Daniele Scannapieco sax tenore, Michele Di Martino pianoforte,  Tommaso Scannapieco contrabbasso, Luigi Del Prete batteria! 📍 SAVE THE DATE: venerdì 21 gennaio 2022 ✅ ingresso con supergreenpass obbligatorio e mascherina🔴prevendita⤵️https://www.etes.it/sale/event/81498/daniele%20scannapieco%20quartet 𝒑𝒓𝒆𝒏𝒐𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊@𝒈𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂𝒄𝒍𝒖𝒃.𝒊𝒕 ☎+𝟑𝟗 𝟑𝟓𝟎𝟗𝟓𝟑𝟕𝟓𝟕𝟑 dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 19.00oppure + 39 3389941559


Daniele Scannapieco, salernitano, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta scena campana del jazz, che ha prodotto molti talenti. Dopo il diploma al Conservatorio “Giuseppe Martucci” fa parte della Salerno Liberty City Band, per poi trasferirsi a Roma.

Qui conosce tra gli altri Stefano Di Battista e va con lui in Francia per un lungo tour. Con Fabrizio Bosso fonda gli High Five. A questo punto Scannapieco è uno dei migliori sassofonisti italiani, vince il prestigioso Django d’Or europeo e figura ai primi posti dei referendum della critica specializzata.Collabora con Danilo Rea, Flavio Boltro, Dado Moroni, Greg Hutchinson, Dee Dee Bridgewater, Giovanni Tommaso, Henri Salvador, Eric Legnini. E, ancora, Enzo Pietropaoli, Dino Piana, Roberto Gatto. 


Tra i suoi attuali progetti, il Daniele Scannapieco Quartet è la formazione in cui suona con il fratello Tommaso al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria.

È un progetto molto affiatato, dotato di un grande interplay e una spiccata vocazione per il mainstream. La band si collega al jazz tradizionale, ma con una forte identità.

Ivana Muscoso in “Vivo Sonhando” al Winehouse di Napoli giovedi 13 gennaio ore 21

Trailer: https://youtu.be/_a07XwjJFCs

Vivo Sonhando” è il titolo di una composizione del grande musicista ed autore brasiliano di A. C. Jobim, che dà il nome anche a questo lavoro, incentrato appunto sulla musica del geniale artista carioca, pioniere della fusione della propria tradizione musicale, con quella d’oltreoceano. Anche in questo progetto l’idea della contaminazione rimane dominante, “aggiornandola” però agli usi e costumi della musica attuale.

Da tanto tempo canto e suono alcuni dei brani più famosi di Jobim ( chi è che non ne ha mai ascoltato almeno uno), finchè nel 2019, grazie alla collaborazione con il bassista e contrabbassista napoletano Mario Mazzaro, ed alle sue bellissime idee di arrangiamento, ho iniziato ad interpretare Jobim come mai prima.

Dopo una lunga lavorazione durata circa due anni, concerti e, purtroppo lunghe pause forzate, sono riuscita finalmente a dar vita a questa esperienza per me, meravigliosa, intrisa di sonorità soul, funky, jazz, pop, dove ogni brano trova un modo diverso dal suo originario, e dove tuttavia gli eleganti motivi ideati da Jobim, restano assoluti i protagonisti.

“Vivo Sonhando” racchiude in due parole quello che la Musica e questo progetto significano per me: vivo sognando…! E per una curiosa assonanza si potrebbe anche leggere come: vivo suonando!

Ivana Muscoso

info alla pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/1644702362551521/?ref=newsfeed

Per prenotare:

https://www.facebook.com/Winehousenapoli-103979372096442

Winehouse Napoli

Via Nuova Marina

cell 345/867 7620


Questo bel progetto di Ivana Muscoso ha qualcosa di sorprendente e inatteso nelle sue sonorità, con versioni davvero inusuali di brani famosi di Antonio Carlos Jobim. Arrangiamenti con atmosfere mutuate dalla musica afroamericana, che sono a tratti sospese, a tratti sorprendentemente funky, soul, jazz.Il pianoforte e la bella voce di Ivana Muscoso sono un fil rouge che attraversa la grande compattezza del suo trio, nel corso di tutto l’album, suonato peraltro molto bene. “Vivo Sonhando” scorre con la sensazione che la grande musica come quella di Jobim può essere proposta e rielaborata in arrangiamenti che, anche se sembrano lontani dal clima delle sue composizioni, le restituiscono invece tutta la sua intensa bellezza.Complimenti a Ivana e ai suoi musicisti per le belle idee musicali messe al servizio di questo grande compositore della MPB.

Stefania Tallini)

Track List

  1. 1. Corcovado A. C. Jobim 
  2. 2. Wave A. C. Jobim 
  3. 3. Vivo sonhando (Dreamer) A. C. Jobim /Gene Lees 
  4. 4. A felicidade A. C. Jobim / V. De Moraes 3:30
  5. 5. Agua de beber A. C. Jobim / N. Gimbel / V. De Moraes 
  6. 6. Favela (Somewhere in the hills) A. C. Jobim / Ray Gilbert / V. De Moraes 
  7. 7. Samba de uma nota so A. C. Jobim / Newton Mendonca 
  8. 8. Agua de março (La pioggia di Marzo) A. C. Jobim / I. Fossati 
  9. 9. Fotografia (Photograph) A. C. Jobim / Ray Gilbert

Personnel

Ivana Muscoso  piano, keyboards & voiceMario Mazzaro  bass & double bassSalvatore Rainone  drums 

Produced by Ivana Muscoso for AlfaMusic Label&PublishingProduction coordination (for AlfaMusic) Fabrizio Salvatore  Arrangements, cover and booklet photos Mario Mazzaro

Other booklet photos Valerio PandolGraphic project Mirko Leonardi 

Recording Data

Recording, mix and Mastering Smile Records – Casalnuovo (Napoli)

Sound engineer Cosimo Lombardi

DDP Mastering for CD Pressing AlfaMusic Studio, Rome

Sound engineer Alessandro Guardia

TRIANON VIVIANI, Napoli in jazz con NICKY NICOLAI e STEFANO DI BATTISTA – sabato 15 gennaio, ore 21

fondazionedirezione artistica Marisa Laurito

Trianon Viviani, Napoli in jazz con Nicky Nicolai e Stefano Di Battista

Sabato 15 gennaio, alle 21, con “Ma perché mi inviti a cena?” la musica partenopea incontra i classici italiani

Immagine che contiene abbigliamento, posando

Descrizione generata automaticamenteNicky Nicolai e Stefano Di Battista sono in concerto al Trianon Vivianisabato 15 gennaio, alle 21, per un viaggio jazzistico tra la musica napoletana e i maggiori classici italiani.

Il titolo della serata, “Ma perché mi inviti a cena?” riprende quello dell’ultimo singolo della coppia d’arte e di vita, che ha visto la collaborazione del paroliere Pasquale Panella, già coautore di Lucio Battisti nel suo ultimo periodo di gusto elettronico.

La cantante e il sassofonista saranno accompagnati da Andrea Rea, pianoforte, Dario Rosciglione, basso, e Luigi Del Prete, batteria.

Di Battista impegnato nel tour europeo con lo spettacolo Morricone’s stories, sta dedicando questo periodo al tour italiano assieme con il suo quartetto.

Il messaggio sotteso al concerto è la perdita del valore sociale dello stare a tavola: per gli antichi romani, la cena era il simposio, lo stare insieme e parlare guardandosi, mentre oggi si è persa tale dimensione: «Tutto è tavolo e piattezza sul tavolo – spiega Panella –: questioni, problemi, problematiche, intellettualismi. Ma non c’è sugo e non c’è gusto, solo chiacchiere. Solo un po’ di sciapa rissa tutti intorno alla tavolata televisiva del talk show e pure in collegamento da remoto, neppure viso a viso come certe cenette da lontano con il piatto e con lo schermo sotto gli occhi».

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Recensione : Giovanni Guidi e Luca Aquino ospiti ad Umbria Jazz Winter 2021/2022

Recensione di Clementina Abbamondi

Quest’anno Umbria jazz Winter 2021/22 si è svolta ad Orvieto in un periodo ancora incerto per la diffusione della nuova variante Covid che nonostante il vaccino, ad oggi la terza dose, ancora continua a contagiare.

Certo è lontana la spensieratezza con la quale si girava per le vie del centro storico della bellissima Orvieto ricca di storia, palazzi storici  e chiese stupende tra le quali si innalza maestoso il magnifico Duomo. Nonostante la difficoltà del periodo che stiamo attraversando è importante adoperarsi in modo da poter scongiurare un nuovo lockdown che andrebbe a penalizzare ancora una volta la cultura ed in particolare la musica.

Umbria jazz winter è riuscita a organizzare questo evento ormai giunto alla 28 esima edizione rispettando i nuovi decreti ministeriali in materia di prevenzione del Covid che permettono la partecipazione agli eventi musicali solo alle persone munite di green pass rinforzato e con una particolare attenzione all’uso delle mascherine sia all’esterno sia all’interno dei luoghi dove è obbligatoria la mascherina FP2.

La musica qui è di casa ,non si può fermare perché gli artisti vivono di musica e la musica dà loro la possibilità di vivere, suonare il proprio strumento o cantare è un lavoro e quindi indispensabile per loro e per le loro famiglie, senza dimenticare tutti i tecnici che contribuiscono alla buona riuscita dei concerti.

Tra i tanti concerti in programma ad Orvieto per questa Edizione, nel Palazzo dei Sette, costruito nel XIII secolo e in origine appartenuto ad alcune famiglie patrizie, per poi passare al Comune, il 2 gennaio 2022 ho assistito ad un progetto nato da una partnership artistica inedita, quella tra Luca Aquino, trombettista e Giovanni Guidi, pianista.

Dice Giovanni Guidi “Nulla è stato deciso a priori, tutto è nato all’improvviso e in modo spontaneo” e ancora “Se non fossimo stati due cantanti mancati non avremmo mai suonato i nostri strumenti, il punto di incontro è la forma canzone”. L’idea nata da un legame umano ha portato Aquino e Guidi a dedicarsi ad un progetto condiviso. Dice ancora Giovanni Guidi “Con questo progetto dedicato alle canzoni  io e Luca vi porteremo nel nostro viaggio dove le parole ,anche se esistono già, le potrete scegliere voi e ogni melodia sarà un pezzo di racconto che riguarda tutti” e ancora “Desideravamo suonare delle belle melodie semplici e farle nostre: così nasce questo duo, in modo naturale e sincero” Luca Aquino fin da piccolo ha ascoltato   le canzoni popolari e quelle della musica tradizionale italiana e dice “ Mio nonno ha sempre raccontato che ho cominciato a fischiettare queste melodie prima di camminare ed il primo brano a 19 anni che ho suonato  con la tromba è stato “Reginella”.

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Recensione: Si conclude con un successo strepitoso la XXVIII Edizione di Umbria Jazz Winter

Recensione e Foto a cura di Massimiliano Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)

Quella che si è appena conclusa, ieri 2 gennaio, è stata la 28°edizione di Umbria Jazz Winter e devo dire che nonostante le cancellazioni, i ridimensionamenti e le restrizioni imposte dalla situazione pandemica, la rassegna è riuscita comunque ad ottenere grandi risultati sia dal punto di vista degli ingressi ai concerti (4500 circa) sia per quanto riguarda la risonanza sui social, che la diffusione via radio (con Radio Montecarlo che ha seguito tutti gli eventi principali.)

Il festival infatti ha avuto “un cartellone che per qualità è stato all’altezza della tradizione della manifestazione, con eventi esclusivi ed artisti di assoluto livello”.

il Teatro Mancinelli, il Museo Emilio Greco, la Sala Expo di Palazzo del Popolo e il Palazzo dei Sette hanno ospitato nei 5 giorni della kermesse, artisti straordinari, italiani e stranieri.

Io e la mia macchina fotografica siamo pronti…si inizia.

Si è partiti proprio dal Palazzo dei Sette che ha aperto il festival con un bellissimo concerto di Nick The Nightfly e il suo quintetto.

Nick, da anni “amico “di UJ, ha aperto le danze con la sua grande classe e la sua voce da crooner di altri tempi…tra le note della sua New York New York, i camerieri che passavano, il rumore delle posate e l’odore dei caffè.

Si è passati poi al Teatro Mancinelli, dove era previsto un favoloso doppio stage.

Il primo, un evento inedito. Due pianisti. Due “scuole” lontane nel tempo ma vicinissime nell’anima…George Cables, autentica leggenda del piano Jazz, un maestro assoluto e di fronte a lui, Sullivan Fortner, un astro nascente del “pianismo” jazz american.

Uno dei migliori della sua generazione.

Il risultato è stato davvero un mix strepitoso di sensibilità’ diverse ma affini.

Standards e improvvisazioni…

Musicisti diversi e lontani, diventano una cosa unica. La magia del Jazz.

Il secondo stage è stato un Trio davvero favoloso.

Sarah McKenzie – Romero Lubambo – Jaques Morelenbaum.

Jazz, Samba e tradizione classica fusi con una maestria ed una naturalezza incredibile. Atmosfera sognante…un piacere per occhi e orecchie.

Due “mostri” della musica brasiliana ed un’eccezionale pianista australiana a completare questo splendido trio.

Un concerto bellissimo.

Nei giorni seguenti sono riuscito poi a seguire e fotografare, ancora una volta Sullivan Fortner, stavolta in solo piano (al Museo Emilio Greco) e il risultato è stato ancora una volta superlativo. In quel Museo che a mio avviso ha una dimensione per certi versi sacrale, Sullivan che ha iniziato come organista nei cori gospel, ha dato il meglio di sé.

Il viso è sempre coperto da una mascherina nera (oramai quasi non ci si fa più caso ahimè!), ma gli occhi sbucano di fuori e ne lasciano trapelare la grande sensibilità e dolcezza che si riverbera anche nelle sue note.

Mi sposto poi alla Sala Expo del Palazzo del Popolo dove immancabile, incontro un altro grande “amico” di UJ.

È la volta del grandissimo Alan Harris.

Stavolta Harris ci presenta il suo nuovo album, “Kate’s Soulfood”, che è anche un ritratto dell’America che fu’…della sua Harlem.

Con lui c’è anche un genio dell’armonica,

un virtuoso dello strumento: Gregoire Maret.

Alan è sempre elegante, garbato.

Un maestro del jazz vocalism ma anche un valente chitarrista.

Alan non delude mai. I suoi concerti sono sempre trascinanti e il suo pubblico è sempre così incredibilmente “partecipe”.

Alan Harris, un “classico”. Lunga vita ad Alan!!

Terminato questo concerto, e dopo un bel giro per le vie di Orvieto che come ogni anno fa da cornice all’edizione invernale di Umbria Jazz mi sposto al Palazzo dei Sette.

Stavolta è il momento di artisti italiani.

Prima c’è uno dei miei preferiti (e a mio avviso anche uno dei più’ bravi pianisti italiani in circolazione) Dado Moroni.

Dado cita a piene mani dalla storia del Jazz.

Esegue Monk, Evans, Ellington e tanti altri.

Lo fa in maniera unica perché intervalla il suonato con racconti, aneddoti ed esperienze personali che lo hanno legato a quel musicista piuttosto che all’altro.

Ricorda collaborazioni con grandi musicisti del passato e le “storie” che hanno portato alla nascita di un determinato pezzo.

E poi lo suona. Eccome se lo suona.

Appena finisce Dado Moroni, cambio di set e arrivano

Giovanni Tommaso e sua figlia Jasmine.

Beh…del padre sappiamo tutto.

Uno dei più’ grandi contrabbassisti della storia del jazz italiano (e non solo).

Jasmine, è proprio il caso di dire “figlia d’arte”, ha studiato canto prima in Italia, poi ha continuato negli Stati Uniti tra Boston e la California dove poi si è laureata e dove attualmente vive.

Giovanni Tommaso in quintetto, accompagnato dalla splendida voce di Jasmine, esegue soprattutto standards e brani da lui composti.

Ottanta anni e non sentirli. Una figlia pronta a raccogliere un’eredità davvero pesante.

E poi c’è il jazz dinner…Alla Sala Expo si sono esibiti diversi gruppi e stavolta è il turno di Anthony Paule e la sua orchestra con un ospite d’eccezione: Terrie Odabi.

Terrie è stata definita la più travolgente donna del blues e del soul dai tempi di Etta James.

Anthony Paule dal canto suo. ha costruito un’orchestra Jazz and Soul “vecchia scuola”.

Un sezioni fiati da paura. Piano, batteria e chitarra (suonata dallo stesso Paule) e una voce (quella di Terrie Odabi) da far tremare i polsi.

Il pubblico, ha finito di mangiare…resta solo il dessert, adesso si può ballare!

Certo, in maniera composta (visti i tempi). Una coppia di anziani signori in un angolino…

i bambini per terra e gli altri muovendo le braccia da seduti nei propri tavoli!

Ma il sound è travolgente e di conseguenza, molte delle mie foto mosse!!

A questo punto, un pasto veloce (la splendida porchetta di Orvieto) e si va al Teatro Mancinelli.

Ancora un doppio stage.

Lionel Loueke solo guitar e a seguire Bill Frisell & UJ Orchestra.

Loueke è un chitarrista originario del Benin, cresciuto tra Parigi ed America dove è passato per la Berklee e dove ha conosciuto e collaborato con diversi artisti, in particolare Herbie Hancock che lui ritiene il suo unico e vero mentore.

Il suo ultimo disco è infatti intitolato “HH” (che ovviamente sta per Herbie Hancock) che è un tributo e ringraziamento al suo maestro.

Il concerto, nonostante sia un “solo guitar”, vola via veloce.

Una tecnica incredibile.

Sonorità uniche…la voce che da ritmo e dimensione corale.

Qualcosa in lui mi ricorda Bobby McFerrin…

Davvero bravo…del resto Hancock lo ha definito “a musical painter”.

Un concerto bellissimo che si è poi ripetuto il giorno dopo al Museo Emilio Greco e che io sono andato a riascoltarmi e a fotografare di nuovo.

Lionel Loueke è davvero un uomo/orchestra dal sound unico. Davvero eccezionale.

Nel secondo stage si esibiva uno dei più’ grandi chitarristi Jazz della storia in una produzione esclusiva di Umbria Jazz: Bill Frisell.

Accanto a lui oltre l’orchestra, diretta da Michael Gibbs, un contrabbassista d’eccezione: Thomas Morgan.

Il progetto è ambizioso…gli interpreti eccezionali. Sicuramente una performance più’ “difficile”, non per tutti, per palati raffinati ma comunque di assoluto livello.

Il concerto finisce e arriva la notte… la mezzanotte.

E a mezzanotte circa, tutte le sere ci si sposta al Palazzo dei Sette.

Ad aspettarci George Cables Trio e Piero Odorici. E poi ancora Nick e Dado…

Suonano, scherzano si alternano sul palco.

E si aspetta l’anno nuovo. 

10,9,8,7,6,5,4,3,2,1 Auguri!

Speriamo il 2022 sia un anno migliore.

Speriamo si torni a vedere i sorrisi e non le mascherine.

Milestone Live Club MEGA JAM degli Auguri pro AISM sabato 18/12

MEGA JAM DEGLI AUGURI BENEFICA AL MILESTONE LIVE CLUB

Sabato 18 dicembre al Milestone una jam session a favore della sede piacentina dell’AISM

Piacenza, 13 dicembre 2021 – Nuova formula quest’anno per il consueto Concerto di Natale dell’associazione Piacenza Jazz Club. Sabato 18 dicembre alle ore 21.30 il Milestone Live Club ospiterà una Mega Jam degli auguri che vedrà salire sul palco alcuni docenti della Milestone School of Music, la scuola di musica piacentina dell’associazione, insieme ad altri musicisti che hanno accettato di buon grado l’invito.

Scopo della serata è duplice. Oltre allo scambio di auguri ci sarà anche la possibilità concreta di aiutare l’associazione piacentina dell’AISM che si occupa dei malati di sclerosi multipla del nostro territorio. Sul posto sarà attiva una raccolta fondi e sottoscrizioni gestite dai volontari della stessa AISM, oltre ad una lotteria benefica realizzata grazie a premi offerti da “Bulla Sport”. Inoltre il Piacenza Jazz Club devolverà a scopo benefico 1 euro per ogni consumazione al bar, compreso il caffè!

Già confermata la presenza di Gianni Satta alla tromba, Alex Carreri e Paolo Zucconi al contrabbasso, Gianni Azzali al sax, Giovanni Guerretti e Lorenzo Grazioli al pianoforte, Tiziano Chiapelli alla fisarmonica, Renato Podestà alla chitarra, Luca Mezzadri, Emilio Zilioli, Luigi Cornelli e Roberto Lupo alla batteria, Debora Lombardo, Francesca Bianco e Federica Cattaneo alla voce, Luca Mariani alle percussioni, solo per citarne alcuni.

La sede piacentina dell’AISM è in via Campagna 153 ed è presieduta da Daniela Reggiori e Ilenia Leccardi, mentre Miriam Stefanoni è la responsabile eventi.

L’associazione, dedicata alle serie problematiche legate alla sclerosi multipla, offre trasporti attrezzati, ginnastica dolce e shiatsu, supporto psicologico e attività ricreative e di socializzazione.

Per questa speciale occasione sarà presente all’interno del locale un punto informazioni e raccolta fondi e tutti i soci AISM che vorranno partecipare alla serata potranno tesserarsi al Piacenza Jazz Club al costo di soli 6 euro.

L’invito a partecipare è esteso a tutti coloro che avranno voglia di lasciarsi coinvolgere da una serata ad alto tasso di buone vibrazioni.

Per informazioni contattare:

Angelica Dadomo – Ufficio Stampa Piacenza Jazz

email: ufficiostampa@piacenzajazzclub.it

Frida Bollani Magoni in concerto piano e voce il 7 gennaio 2022

FRIDA BOLLANI MAGONI in concerto Piano e Voce

Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova – Napoli
Venerdì 7 gennaio 2022 – ore 21:00

Un evento eccezionale per la prima volta a Napoli targato Live Tones


Il Live Tones, con la direzione artistica di Alberto Bruno, nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova (XIII sec,) a Napoli propone un evento di indiscusso rilievo  musicale, presentando, per la prima volta in città, la giovanissima ma valentissima Frida Bollani Magoni in un concerto piano e voce. 


Si ringrazia il Complesso Monumentale S. Maria la Nova ed il San Francesco al Monte – Art Hotel di Napoli, che hanno reso possibile che nelle antiche mura medievali, sovrastate dall’incantevole soffitto ligneo dell’inizio del 1600, risuonassero melodie di rara bellezza.


FRIDA BOLLANI MAGONI, figlia d’arte, nasce in Versilia il 18 settembre 2004. Da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica comincia a studiare regolarmente pianoforte classico all’età di 7 anni sotto la guida del maestro Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille. Ha collaborato più volte con l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi (Jazz Big Band) sia come cantante che come pianista esibendosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. In qualità di ospite si è esibita al Premio Bianca D’Aponte (concorso per cantautrici) nel teatro di Aversa nel 2017 e alla cerimonia di apertura degli Special Olympics 2018 presso l’ippodromo di Montecatini suonando e cantando davanti a 10.000 persone. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori (Petra Magoni e Stefano Bollani) sia in Italia che all’estero. Ha anche esperienza nel mondo del musical avendo partecipato come cantante a The Adventures of Peter Pan” e Jesus Christ meets the Orchestra. Attualmente frequenta il Liceo Musicale Carducci di Pisa dove studia pianoforte. L’esordio live di Frida si è tenuto lo scorso 23/07/2020 al Giardino Scotto di Pisa. Il 23 aprile 2021 è stata ospite speciale della fortunata trasmissione televisiva Rai Via dei Matti numero 0, condotta dal padre, Stefano Bollani, e da Valentina Cenni. Frida, talento raro, è reduce dall’emozionante esibizione al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. Oltre alla toccante interpretazione dell’Inno nazionale, la giovanissima musicista ha eseguito in musica e voce una versione commovente del capolavoro di Lucio Dalla Caruso e omaggiato Franco Battiato, recentemente scomparso, con una bellissima interpretazione del brano La Cura. Il 12 giugno da Orbetello parte la sua prima tournée che attraversa tutta la penisola. Nelle date del tour che si è concluso ad Ottobre, Frida si è esibita in quasi 30 concerti facendo sempre il tutto esaurito e calcando palchi prestigiosi. A Settembre suona a Milano per accompagnare Roberto Bolle in L’Opera Meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano ed inaugura la nuova edizione de Il tempo delle donne del Corriere della Sera in Triennale. Durante questi mesi ricchissimi di impegni e progetti Frida si dedica anche al lavoro di studio e alla produzione di brani e realizza con il produttore musicale inglese Jimmy Brixton il suo primo podcast. 

INFO: +39 3389941559 Live Tones Napoli
Complesso Monumentale di S. Maria la Nova  Piazza S. Maria La Nova, 44 – NapoliInizio Concerto:  ore 21:00

Ingresso e apertura biglietteria:  dalle ore 20:00Prevendite abituali on line www.go2.it e territoriali abituali.


Si seguiranno i protocolli di sicurezza COVID19 secondo le disposizioni governative e/o regionali e comunali; sarà consentito l’accesso solo presentando il SUPER GREEN PASS e con l’obbligo di indossare la mascherina durante il concerto.

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