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Recensione: Mine vaganti al Teatro Diana fino al 24 aprile

“La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”

È la sintesi meravigliosa di uno spettacolo teatrale che emoziona l’anima, il significato profondo di “Mine Vaganti” in scena al Teatro Diana dal 6 aprile e che vede sul palco di questo prestigioso e storico teatro di Napoli un cast d’eccezione per quella che è stata considerata dalla critica una vera e propria sfida intrigante e riuscitissima per Ferzan Özpetek che firma la sua prima regia teatrale.

 “La sfida è già stata vinta”, dice Francesco Pannofino, protagonista dello spettacolo (nel film Ennio Fantaschini, ndr), “perché abbiamo sempre riempito i teatri e nessuno ha mai dimostrato nostalgia della pellicola, anzi…”. Con lui sul palco anche Iaia Forte (la mamma), Simona Marchini nei panni dell’indimenticabile nonna, Erasmo Genzini (Tommaso), Carmine Recano (Antonio) Roberta Astuti (Alba), Sarah Falanga (la zia), Mimma Lovoi (la governante), Francesco Maggi, Luca Pantini, Edoardo Purgatori (gli amici di Tommaso).

Coloro che si sono innamorati nel 2010 del film che conquisto due David di Donatello e cinque Nastri d’Argento hanno rivissuto in Teatro le stesse emozioni che conquistarono il pubblico sin dalle prime scene di un film che dopo 12 anni racconta vicende ancora di fortissima attualità.

“Mine vaganti” è la storia di una famiglia che da generazioni possiede e dirige un famoso pastificio che nel film era ambientata a Lecce e che invece in teatro è ambientata a Gragnano, che vedrà ben presto la propria ordinaria routine stravolta da importanti novità. Tommaso Cantone, studente fuorisede, torna nella sua citta con due obiettivi: riuscire a comunicare a tutti di non essere un brillante studente di economia bensì un uomo con ambizioni letterarie e di essere omosessuale e innamorato di uno splendido ragazzo suo convivente.  Prima di parlare, tuttavia, viene interrotto dalla rivelazione di suo fratello Antonio, che trova il coraggio di comunicare a tutti i suoi parenti (prima di lui) la propria omosessualità. A questo punto, dunque, Tommaso decide di restare a Gragnano per rivedere tutti i suoi piani e per lottare affinché la verità, in un mondo familiare ricco di segreti, contraddizioni e di credenze ormai fuori moda, venga sempre rivelata.

L’attento occhio del regista turco è quello di stigmatizzare e far cadere una serie di luoghi comuni radicati nella società italiana attraverso l’ironia. Proprio come in altre storie raccontate dal regista, infatti, si racconta di omosessualità e di famiglia, ambientando con naturalezza entrambe le realtà in un contesto eterogeneo, nel quale proprio l’omosessualità viene inserita all’interno delle vicende, non è implicita ma è l’oggetto del contendere, tema intorno al quale si sviluppa l’intera storia.

Come dichiarato dallo stesso regista: “ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento”

Ed infatti la storia risulta in parte raccontata, in una sorta di monologo di Erasmo Genzini (Tommaso), un vero e proprio talento naturale per la recitazione al punto tale che non fa rimpiangere assolutamente Riccardo Scamarcio che interpretava tale personaggio nel film , in parte svolta anche in platea, tra il sorriso divertito e sorpreso del pubblico della prima meta delle file della platea, nessuna scenografia se non un gioco di luci e di atmosfera grazie anche alla sapiente mano di Luigi Ferrigno che si e inventato un gioco di movimenti con i tendaggi , che simboleggiano quasi la pasta, appunto, negli appositi macchinari per farla essiccare, e le luci di Pasquale Mari che fanno la loro parte, come per i costumi di Alessandro Lai, colorati e sgargianti, oltre al fatto che i tre amici gay sono diventati due che alla fine della storia, con un vero colpo a sorpresa diventano protagonisti, insieme a Teresa la cameriera di casa Cantone, di  un balletto con costumi sfavillanti, per poter marcare, facendone perfino una caricatura, quella loro omosessualità fino  a quel momento scarsamente celata e che invece poi “esplode” in tutta la propria travolgente allegria.

Il testo è magnificamente interpretato da tutti gli attori e attrici, sia quelli con una lunga carriera artistica come Pannofino, Iaia Forte, Simona Marchini che i più giovani del cast che hanno dimostrato un grandissimo talento attoriale che ha emozionato, divertito, e coinvolto il numerosissimo pubblico presente in sala.

In definitiva, Mine Vaganti è uno spettacolo, in scena fino al 24 aprile, assolutamente da NON perdere!

Per info e acquisto biglietti online:

Recensione: Noa in “To Napoli with love” con i Solig String Quartet al Teatro Trianon Viviani

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso  successo il concerto tenutosi il 2 aprile al Teatro Trianon Viviani di Napoli  di Noa e i Solis String Quartet per “To Napoli with love” uno spettacolo inedito con una scaletta creata appositamente per tale data.


Cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre figli, Achinoam Nini in arte Noa, ha debuttato come cantante nel 1991 e si è fatta  apprezzare in coppia al chitarrista Gil Dor. Il loro primo album è Achinoam Nini e Gil Dor Live. Tre anni più tardi debutta con un lavoro in studio, intitolato Noa, in cui è inserito il suo primo vero successo: “I Dont’Know”.

Il 1996 è l’anno del suo secondo disco, Calling, che gli permette per la prima volta di essere apprezzata anche in Italia, dove si presenta tra l’altro per prendere parte a un concerto di Antonello Venditti in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il rapporto con il nostro Paese però si stringe ancora di più l’anno dopo, quando viene scelta da Roberto Benigni per interpretare il brano Beautiful That Way, canzone principale della colonna sonora del film La vita è bella.

La sua carriera esplode definitivamente e gli anni Duemila sono ricchi di pubblicazioni di discreto successo, oltre che riconoscimenti importanti come ambasciatrice della pace proveniente dal mondo della cultura. Nel 2005 partecipa al Live 8 al Circo Massimo e l’anno dopo è in gara a Sanremo con il brano Un discorso generale, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet, insignito del Premio della Critica Mia Martini. Un ulteriore momento importante per la sua carriera è l’approdo all’Eurovision Song Contest nel 2009 in coppia con la connazionale Mira Awad. Nell’occasione canta There Must Be Another Way, interpretata in inglese, ebraico e arabo, e arriva al 16° posto

Nel 2011 pubblica l’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasa’, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010.

Nel 2014, dopo quattro anni di lavorazione al fianco di Gil Dor (chitarrista, arrangiatore, compositore), Noa ritorna con un nuovo album intitolato “Love Medicine”, al quale partecipano anche grandi jazzisti tra cui Pat Metheny, altro suo storico collaboratore nonché produttore anche del suo primo lavoro nel 1994, che per l’occasione compone il brano Eternity in beauty. 

Nel marzo 2019 pubblica il nuovo disco Letters to Bach, progetto discografico prodotto da Quincy Jones, che nasce dalla profonda ammirazione di Noa per il genio del compositore tedesco Johann Sebastian Bach. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali di Bach, arricchendoli con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor.

Ma la sua intensa produzione musicale non si ferma qui e nel 2021 ha pubblicato “Afterllogy” il primo totalmente jazz e realizzato in proprio durante il lockdown causato dalla pandemia. Nella sala di registrazione annessa alla propria abitazione, la cantante israeliana e il suo compagno artistico e amico di una vita Gil Dor  hanno cosi scelto dodici brani di cui sentivano il bisogno interpretativo e, senza pianificare molto, complice la perfetta intesa professionale,hanno dato vita ad un disco davvero strepitoso.

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Marco Zurzolo Quartet ospite di “Jazz & Baccala’ ” Teatro Summarte

Somma Vesuviana, Teatro Summarte
8 aprile 2022   

MARCO ZURZOLO QUARTET

I NAPOLETANI NON SONO ROMANTICI…

Marco Zurzolo – Sax Alto

Marco De Tilla – Contrabbasso

Carlo Fimiani- Chitarra 

Vittorio Riva – Batteria

Napoli… insieme alla gente che la abita, è uno stimolo continuo per la musica, per la cultura e per la creatività a 360 gradi. L’energia che trasmette la nostra terra, nel bene e nel male, è immensa e noi nel nostro piccolo, rubiamo giorno dopo giorno le sue emozioni, la sua poesia, la sua eleganza e la sua immensa tradizione, trasformandola  in musica, quella stessa musica, che ci rende riconoscibili in qualsiasi parte del mondo.

Questo progetto nasce con uno scopo ben preciso, quello di rappresentare e raccontare la nostra Città (Napoli) rispettandone i suoni, i colori e la sua immensa tradizione.

In questo  progetto ritroviamo una nuova visione della musica, che trova la sua ratio nella fusione di suoni e linguaggi diversi, che coesistono ed impregnano la nostra cultura  che va  dal Jazz alla Canzone Napoletana  fino a raggiungere quella del Mediterraneo.

 Riprendendo il concetto di “song”, intendiamo creare un viaggio sonoro che rievochi ricordi e sensazioni  attraverso i racconti di Marco Zurzolo, e descrivendoci le emozioni del popolo napoletano e della sua incantevole città attraverso le suggestive parole di Elvio Porta:

“Vista da terra, Napoli è bellissima. Molto più bella che vista dal mare. Perchè da terra si vedono i Napoletani. Perchè da terra si vede la vita”…

Biglietti online www.etes.it

Costo tavolo Euro 20,00 con degustazione (primo piatto al baccalà) ore 21:00 

Costo poltrona Euro 10,00 ore 22.15

Botteghino: Via Roma, 15 Somma Vesuviana (Na)

Info 0813629579 – 3935667597

Jazz for Peace – Concerto Gospel sabato 2 Aprile 2022 a Formia

Sabato 2 aprile 2022 – ore 20,30

Prodotto dal COMUNE di FORMIA in collaborazione con l’Associazione  JAZZFLIRT

FORMIA –  CHIESA DI S. TERESA D’AVILA

DIMITRI GRECHI ESPINOZA – PAOLO PEE WEE DURANTE

Il Comune di Formia in collaborazione con l’Associazione Jazzflirt propone il concerto del duo Dimitri Grechi Espinoza e Paolo “Pee Wee” Durante, Sabato 2 aprile alle ore 20,30 presso la Chiesa di S. Teresa d’Avila in Formia, piazza G. Marconi.

Il Jazz consente incontri come quello fra Dimitri Grechi Espinoza al sax tenore, dal linguaggio lirico e sintetico, e Paolo “Pee Wee” Durante all’Organo Hammond, che unisce all’estremo virtuosismo un tocco molto raffinato.

Dimitri Grechi Espinoza e “Pee Wee” Durante condividono da molti anni la passione per la musica afroamericana nelle sue diverse sfumature: il Blues , il Soul, il Jazz etc.

In questa speciale occasione, nella penombra della Chiesa di S.Teresa i due musicisti offriranno agli ascoltatori un viaggio nel grande repertorio del Gospel, che è una musica nata per dare energia al corpo  e speranza per l’anima.

Ingresso libero.

Info e contatti:

324-5451814 / 338-6924358 / 335-7049919

seguici su facebook: https://www.facebook.com/Jazzflirt-Musica-e-altri-Amori-1747213948835853/

sito web: http://www.jazzflirt.net

e-mail: info@jazzflirt.net

TEATRO AUGUSTEO | RUGANTINO con Serena Autieri e Michele La Ginestra

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da domenica 3 a domenica 10 aprile 2022, con esclusione di venerdì 8, Serena Autieri e Michele La Ginestra saranno protagonisti in scena con la maschera amara e dissacrante di “Rugantino”. Lo spettacolo, prodotto da Il Sistina, con la supervisione di Massimo Romeo Piparo, fonde mirabilmente tradizione e modernità, e viene presentato nella versione storica originale di Garinei & Giovannini, scritta con P. Festa Campanile e M. Franciosa, collaborazione artistica di Gigi Magni. Con le splendide musiche del M° Armando Trovajoli, le preziose scene e i bellissimi costumi originali firmati da Giulio Coltellacci: un ritorno imperdibile alle radici e un’occasione per riscoprire un classico del teatro musicale italiano. 

Sul palco Serena Autieri, straordinaria interprete dell’intrigante personaggio di Rosetta, donna bella, altera e irraggiungibile, che fa battere il cuore di Rugantino, un ruolo in cui l’attrice napoletana dà prova di grande maturità artistica. Al suo fianco Michele La Ginestra, che torna a vestire i panni di Rugantino, indossati per la prima volta 21 anni fa. Nel ruolo di Eusebia, Edy Angelillo, e per la prima volta nel ruolo di Mastro Titta, Massimo Wertmuller.

Il palcoscenico del teatro Augusteo si trasformerà nella Roma papalina ottocentesca grazie a una storia commovente, ironica e nostalgica, in cui brillano personaggi scritti magistralmente, che emozionano e fanno ancora riflettere: seguendo le vicende di Rugantino, chiacchierone e sbruffone dall’animo nobile e dalla impareggiabile verve, fino al triste ma edificante epilogo, il pubblico tornerà a cantare successi famosi in tutto il mondo e che non subiscono lo scorrere del tempo: “Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella”, “Tirollallero” e altre ancora.

Trama: Roma, 1830, sotto il papato di Pio VIII. Rugantino, giovane popolano un po’ spaccone e nullafacente, vive di espedienti aiutato da Eusebia, che lui spaccia per sua sorella. I due riescono a ottenere vitto e alloggio prima da un anziano prelato, che quando muore non lascia loro nulla, poi dal boia dello Stato Pontificio, Mastro Titta, che si innamora di Eusebia e ne è presto ricambiato. Rugantino invece brucia di passione per la bella Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco Er Matriciano, e scommette che riuscirà a sedurla prima della Sera dei Lanternoni. Dopo varie peripezie e stratagemmi, Rugantino seduce la ragazza ma imprevedibilmente se ne innamora, per questo in un primo momento non fa parola con gli amici della sua impresa, poi però cede alla vanagloria ferendo i sentimenti di Rosetta. Quando Gnecco viene ucciso da un criminale, Rugantino si fa trovare accanto al cadavere e si autoaccusa dell’omicidio, affermando di aver compiuto il fatto per amore di Rosetta. Il protagonista, imprigionato e condannato a morte, sarà giustiziato da Mastro Titta: forte dell’amore di Rosetta, Rugantino dimostrerà di essere un vero uomo affrontando la morte.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o su teatroaugusteo.it 

(Platea € 50,00 / Galleria € 40,00). Info allo 081414243. 

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

9 aprile Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè al Teatro Summarte

Teatro Summarte – Somma Vesuviana 

il 4 aprile 2022 alle ore 20.30 in scena lo spettacolo SCIROCCO NAPOLETANO.

Lo spettacolo è basato sulla canzone classica napoletana cantata e suonata in chiave etnico-popolare. I due protagonisti i tenori Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè saranno accompagnati dal Contrabbasista, percussionista, mandolinista, violinista e chitarrista in un viaggio fatto di ritmo, danze e canto verace, con la narrazione dei testi di Giovanni Battista, fatta di aneddoti storici e curiosità, porterà il pubblico a vivere una storia musicale fatta di tante emozioni. 

Vincenzo Costanzo e Gennaro Monè iniziano la loro collaborazione 3 anni fa da un’idea in comune che voleva raggruppare i suoni della voce tenorile alla musica etnica-popolare in un modo mai esperimentato prima. 

Dopo un lungo lavoro di squadra è nato Scirocco Napoletano, che vuole riassumere la forza e la magnificenza di una Napoli vista con altri occhi.

Prezzo singolo spettacolo 15 euro

TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

80049 Somma Vesuviana

Info 081/3629579

Non ci resta che ridere al Teatro Summarte 31 marzo

Teatro Summarte – Somma Vesuviana Il 31 marzo 2022 alle ore 20.30in scena“Non ci resta che ridere” scritto e diretto da Antonio Grosso con Maria Bolignano, Francesco Procopio, Enzo Casertano e Giuseppe Cantore.

Un famoso trio comico degli anni ’90, dopo la loro divisione si ritrova per una serie di circostanze ad una Reunion del loro gruppo famoso. La storia narra le vicende di questo Trio che dopo anni di fortuna calcando teatri, programmi televisivi e addirittura film per il cinema, si separa a causa di una “questione” d’amore, facendo sfumare per sempre la ricchezza sia economica e artistica di questo famoso gruppo. Anni dopo, si ritrovano, a “furor di popolo” invitati dal piu grande impresario teatrale italiano a rimettere in piedi il famoso trio per il debutto al Gran Teatro di Roma e dopo varie indecisioni, contraddizioni e scontri, il trio arriva ad una decisione: ritorneranno in scena! Vicende divertentissime ed emozioni fondate sull’amicizia, caratterizzano questa commedia scoppiettante, con un cast straordinario e divertentissimo.

Prezzo singolo spettacolo 20 euro

TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

80049 Somma Vesuviana

Info 081/3629579

Recensione: accademia s.sofia unisannio grandi pagine strumentali

di Monica Carbini   

Giunta al suo quarto appuntamento, continua con grande successo la Stagione Concertistica 2022, progettata da Accademia Santa Sofia in sinergia con Università degli Studi del Sannio, sotto la direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale, e la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

Sabato 19 marzo sempre nell’ Auditorium Sant’Agostino di Benevento la rinomata Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia con il concerto dal titolo “Le Grandi Pagine Strumentali” ha regalato ancora emozioni forti e grande commozione a un pubblico preparato e appassionato.

Grazie al fondamentale valore aggiunto di maestri solisti dal pregiato curriculum, dalla riconosciuta perizia tecnica e dalla notevole sensibilità espressiva come Marco Serino, Konzertmeister e Primo violino, Gianluigi Pennino Primo contrabbasso e Francesco Solombrino alla Viola, l’Orchestra da Camera S.Sofia, straordinario concentrato di talenti ed eccellenze tecniche e artistiche, ha affrontato con impareggiabile maestria un programma impegnativo e intenso. Interessanti e ammirevoli le scelte, originali e non scontate.

Il concerto apre con il fantasmagorico e sorprendente “Gran Duo concertante per violino, contrabbasso e archi” di Giovanni Bottesini (1821 – 1889) celebre contrabbassista, considerato “il Paganini del contrabbasso”, uno dei più geniali artisti del secolo verdiano, nonché compositore e direttore d’orchestra amico di Verdi, che lo scelse per la prima assoluta di “Aida” al Cairo il 24 dicembre 1871. Nell’esecuzione perfetta dell’ensemble, il duetto continuo tra il violino di Marco Serino e il Contrabbasso di Gianluigi Pennino è straordinario e intrigante. In risposta alle ripetute e insistenti sfide e provocazioni del sornione, primo violino, Serino, il contrabbasso di Pennino prende letteralmente vita, abbandonando il suo abituale, confortevole ruolo di supporto armonico e sottofondo ritmico per intraprendere un’energica, mirabolante, funambolica esperienza da strumento solista in un duello tagliente e serrato, magnificamente rappresentato. L’orchestra tutta dà prova di grande affiatamento e concentrazione. “Grandi Pagine…” non è più soltanto un titolo, ed emozioni palpabili scorrono tra il palco e la sala. Applausi riconoscenti e scroscianti. Filippo Zigante interviene per una breve presentazione di autori e composizioni eseguite nella serata.

Le emozioni si fanno ancora più forti quando arriva la dedica a tutti i caduti dell’orribile guerra in Ucraina con lo struggente e bellissimo “Adagio per archi”, brano celeberrimo del compositore americano Samuel Barber (1910 – 1981). L’adagio fu eseguito per la prima volta l’11 maggio 1938 in una trasmissione radiofonica, da New York, dalla NBC Symphony Orchestra diretta da Arturo Toscanini. Profondo, emozionale e carico di lirismo, il pezzo fu usato in vari film, e resta memorabile in Platoon (1986) di Oliver Stone.

Il silenzio assoluto al termine del brano sottolinea l’efficacia di un interpretazione commovente che ferma il respiro del pubblico poi liberato in un applauso calorosissimo.

Il terzo autore in programma è uno dei pilastri della musica contemporanea, Paul Hindemit (1895 – 1963) musicista tedesco, compositore, direttore d’orchestra e teorico della musica vicino all’espressionismo. La composizione scelta “Trauermusik per viola e archi” (composta nel 1936 in memoria di Giorgio V d’Inghilterra) però se ne discosta per un intimo e commosso senso di religiosità, tendente a un’ascetica severità. La viola solista di Francesco Solombrino, fulcro esecutivo, domina i quattro movimenti con una melodia decisa, controllata, densa e ricca di colori drammatici e spunti interpretativi.

Il concerto si chiude con Edvard Grieg (1843 – 1907) uno dei più grandi compositori del nord Europa, tra i più importanti compositori norvegesi di tutti i tempi, radicato nella tradizione popolare nazionale e apprezzato per il suo raffinato senso lirico. I cinque movimenti della “Holberg suite”, scritta per i duecento anni dalla nascita del drammaturgo Ludvig Holberg (1684 – 1754) padre della letteratura danese,  riprendono proprio le danze popolari scandinave del diciottesimo secolo. L’ensemble preciso e compatto attorno al Konzertmeister Marco Serino, ritrova toni più lievi e cantabili e con sapiente destrezza traghetta il pubblico verso nostalgiche atmosfere da fiaba nordica. Il lungo applauso finale ottiene un bis entusiasmante. E così arriva la fulminante musica popolare macedone col brano “Pašona kolo” e tutta l’orchestra d’archi tra musica, grida e fischi si anima in una frenetica e vorticosa danza virtuale. Gran finale. Applausi.

Sempre calorosi e ispirati alla bellezza dell’arte come unico linguaggio di pace e fratellanza, i saluti iniziali di Maria Buonaguro, Presidente Amici dell’Accademia e di Marcella Parziale.

L’intervento divulgativo introduttivo “InfoSfera e InfoEntity” invece ha visto una riflessione di Aniello Cimitile sulla necessità di conoscere meccanismi e linguaggi della cosiddetta infosfera, e di stabilire dei nuovi principi etici, filosofici, sociologici, civili, di diritto, ecc. per poter sopravvivere dentro questa realtà attuale, dove noi viviamo, sommersi dalle informazioni. Noi, sia come fruitori sia come produttori di informazioni, siamo info-organismi che in relazione interdipendente con l’intelligenza artificiale partecipiamo alla costituzione di un intelligenza collettiva. Se non possediamo gli strumenti culturali, scientifici, tecnologici per muoverci al suo interno perdiamo il controllo delle nostre informazioni e dunque di noi stessi. L’alternativa è rimanere sconnessi, fuori dal mondo. Inquietante metafora della vita. (Monica Carbini)

Recensione: “Pino Daniele Opera” al Teatro Trianon Viviani

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)


Il 19 marzo Pino Daniele avrebbe compiuto 67 anni. Il giorno precedente a questo speciale ricorrenza  speciale dell’artista ancora oggi amatissimo dal pubblico, venerdì 18 marzo, alle 21, il Trianon Viviani ha ricordato il cantante musicista compositore napoletano  con il concerto “Pino Daniele Opera”, che ha visto  la partecipazione di diversi musicisti, tra i quali alcuni dei   collaboratori storici del “Nero a metà”.

Il pubblico ha aderito con grande entusiasmo alla serata  diretta da Paolo Raffone, amico storico di Pino e arrangiatore di alcuni suoi brani, che l’ha ideata insieme al cantante interprete Michele Simonelli, per la produzione di Wing e Record M. e Simonelli che è stato accompagnato da un ensemble da camera di nove elementi Alessandro de Carolis (flauto), Marco Patierno (clarinetto), Alessia Viti (violino), Marco Traverso (viola), Giovanni Sanarico (violoncello), Cira Romano (arpa), Lorenzo Traverso (pianoforte), Eduardo Robbio (mandolino e mandoloncello) e Pasquale De Paola (batteria) e cinque special guests straordinari come  Rosario Jermano, Ernesto Vitolo, Antonio Onorato, Roberto Giangrande – in più occasioni a fianco di Pino – e Jerry Popolo.

« Pino Daniele Opera è un’opera cameristica in senso stretto nel segno del concertismo con un dialogo tra le voci degli strumenti. Non è un musical, ma un “concerto” vero e proprio” – spiegano Paolo Raffone e Michele Simonelli – e abbiamo fortemente voluto mantenere intatto il sentimento e l’anima dei brani di Pino».

Un viaggio emozionante per ritrovare, sotto una veste sonora inedita, tutte quelle suggestioni che si diffondono naturalmente dalle melodie e dai versi delle canzoni dell’Artista che ha riportato “Napoli” e la sua musica al centro dell’universo artistico nazionale ed internazionale.

Pubblicato discograficamente nel 2018, il progetto è stato presentato in luoghi come: Cortile della Reggia del Real Bosco di Capodimonte (NA), Maschio Angioino (NA), Chiostro di San Lorenzo Maggiore (NA), Chiesa di Santa Maria degli Angeli (CE), Villa Fiorentino (Sorrento), Teatro Augusteo (NA), Palazzo Donn’Anna Posillipo. (NA), Teatro Romano di Ostia Antica (RM).

Con gli arrangiamenti originali di Raffone, sono stati interpretati sedici tra i maggiori brani di successo del cantautore, che vanno cronologicamente da Napule è, dall’album Terra mia del 1977 – in cui Pino esprime appieno un profondo legame con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le sonorità che per i testi – a Senza ‘e te, del 2001, contenuta nel cd Medina.

Sul palco tanta energia e tantissimo talento che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella musica di Pino. La bellezza di questo progetto e’ che sul palco, nell’eseguire i vari brani si sono susseguiti i vari musicisti che hanno condiviso tante volte il palco con Pino come “nun ce sta piacere” con Jerry Popolo, “Maggio se ne va “  e “Chi tene o mare” con Antonio Onorato, “A testa in giu” e “Voglio di piu’ “, “Alleria” con Ernesto Vitolo, oppure con l’intera ensemble in brani straordinariamente interpretati come “Napule e’ “ , “A me mi piace o blues”, e nel finale del concerto stesso in una travolgene “Yes I Know my way “ applauditissima dal pubblico emozionato e felice per una serata di musica davvero strepitosa.

BUON COMPLEANNO PINO – JE STO VICINO A TE 67  al Teatro Palapartenope il 19 marzo

Il 19 Marzo alle ore 21 presso il Teatro Palaprtenope, torna uno degli eventi più attesi dal pubblico Je sto Vicino a te, il memorial dedicato a Pino Daniele. Un appuntamento, che dalla scomparsa prematura del celebre “Nero a metà”, ha permesso e permette ai suoi fan, amici ed estimatori di fruire di un evento unico nel suo genere, con un elevato coinvolgimento emozionale. Sei edizioni trascorse ed una in progress, per festeggiare non solo il compleanno e l’onomastico di Pino, ma che hanno celebrato e celebrano il talento indiscusso ed ineguagliabile di un figlio geniale di Partenope. Il memorial Je sto vicino a te 67, iniziativa che gode del sostengo della Regione Campania e del Comune di Napoli, ideato da Nello Daniele musicista e fratello del celebre “Nero a metà”, prodotto da Rino Manna storico fondatore del Teatro Palapartenope, non solo ha lo scopo di mantenere vivo il ricordo di Pino Daniele, ma ha soprattutto lo scopo di far comprendere anche alle nuove generazioni il meticoloso lavoro dello stesso nella composizione dei brani e nella stesura dei testi, un patrimonio culturale quanto mai moderno ed attualissimo, capace di valicare i confini generazionali e temporali. L’edizione, di Je sto vicino a te, per festeggiare i 67 anni di Pino, si preannuncia vulcanica e ricca di novità: la direzione artistica è affidata a Giorgio Verdelli, noto e acclamato autore, regista produttore di documentari e programmi musicali, nonché uno dei maggiori esperti di musica internazionale ed un’indiscussa ed elevata qualità artistica che consentirà al live di essere trasmesso su RAI TRE. Il cast di questa edizione è frizzante, una vera e propria commistione di suoni e generi, proprio come l’arte di Pino, un flusso di creatività tra rhytm and blues e melodia allo stato puro, che si dipana tra le note ed i battiti del cuore, ospiti di respiro nazionale ed internazionale come RonMario BiondiFrancesco BacciniNegritaPeppe BarraNello DanieleAndrea SanninoEnzo GragnanielloTony EspositoCristina DonadioRaiz e alcune special guest tra cui Adriano PenninoSaturninoGigi De RienzoAntonio AnnonaTony CercolaErnesto VitoloRemo Anzovino inoltre interverrà lo scrittore Maurizio de Giovanni.

A testimonianza della grande trasversalità di Pino Daniele in questa edizione sarà dato spazio anche a alcuni giovani artisti Niña del SudGianmarco Gridelli Loredana Daniele, un modo questo per impedire che quel filo rosso generazionale fatto di amore per la musica e per la propria terra non si spezzi. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio tra aneddoti, immagini e successi intramontabili di Pino Daniele, ci saranno Alessandro Greco Daria LuppinoRadio Kiss Kiss Italia, seguirà l’evento con interviste agli artisti e mettendo in palio alcuni degli ambitissimi ingressi nei momenti gioco.

La scelta del Teatro Palapartenope, come luogo designato per l’evento non è per niente casuale. Il Palapartenope, che svolge la sua attività nel mondo dello spettacolo da oltre 40 anni ospitando milioni di spettatori, ha ospitato tutti i più affermati cantanti, musicisti e attori della scena nazionale e internazionale e ha visto nascere e crescere il talento di Pino Daniele. Nella “sua casa” come amava definirla lui stesso, ha tenuto i suoi primi concerti e anche gli ultimi che lo videro protagonista di memorabili soldout. Il 19 Marzo alle ore 21, proprio al Palapartenope, giorno dell’onomastico e del compleanno di Pino Daniele il pubblico tornerà ad emozionarsi con le sue canzoni. Un vero e proprio happening che è la testimonianza, di quanto “Pino” sia amato non solo dai tantissimi fan, ma anche dai suoi illustri colleghi che accettano senza esitazione di esibirsi nel suo ricordo.

Je sto vicino a te come sempre sarà ad ingresso gratuito, ed i biglietti saranno scaricabili dal pomeriggio di lunedì 14 Marzo dai siti del Comune di Napoli e del Teatro Palapartenope. Inoltre una parte degli ingressi saranno donati sia dalla Scabec, che dal Teatro Palapartenope ad alcune Associazioni che operano sul territorio, a dimostrazione della forte valenza sociale dell’evento. La caccia al biglietto è aperta!–

ALESSIA MASSA

Press, Communication & PR9

COMPLESSO PALAPARTENOPE

GESTIONE NONSOLOEVENTI SRL

Via Corrado Barbagallo 115

80125 Napoli

tel. 081.5700008 – 081.7628216

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