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Recensione: “L’Orientale è jazz” ad inaugurare l’anno accademico 2022 dell’Università L’Orientale di Napoli

Di Clementina Abbamondi

Martedì 15 novembre 2022 nella bellissima Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, si è tenuto il concerto “L’Orientale è Jazz” ad inaugurare l’anno accademico dell’Università L’Orientale. Di Napoli in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella, l’ISMEO e il Centro Studi Sebetia-Ter. Il Rettore dell’Orientale Roberto Tottoli ha detto in una intervista che la colonna sonora ideale è la musica jazz, un genere che fa della contaminazione culturale il suo punto di forza in quanto lo spirito dell’Ateneo ha come” mission” l’incontro tra culture per la reciproca conoscenza ed un reciproco apprezzamento.

Il concerto ha visto salire sul palco Giuseppe Bassi contrabbassista barese, un musicista versatile, la cui musica passa dal jazz più tradizionale, alla avanguardia, dal funk alla musica classica. Nella sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo. Giuseppe Bassi è molto vicino alla cultura giapponese e nel 2020 è uscito il CD” Atomic Bass” frutto del suo viaggio in Giappone dopo il terribile disastro nucleare della Centrale Atomica di Fukushima, avvenuto in seguito al violento tsunami che colpì il Giappone nel 2011 e nel 2022 “I Will Touch You” frutto della collaborazione con la pianista giapponese Sumire Kuribayaschi.

Giuseppe Bassi, dopo aver ringraziato il Conservatorio di Napoli e L’Orientale per averlo invitato a partecipare al concerto dice “Non avrei mai sperato e sognato di suonare con questo grande musicista perché apparteniamo a culture lontanissime e suoniamo musiche diverse e quindi sono onorato di presentare Berkant Cakici che trasporterà con la sua musica gli spettatori nell’atmosfera dei suoi luoghi di provenienza”. Il percussionista turco Berkant Cakici ha creato uno stile personale dopo aver studiato sotto la guida del grande maestro di darbuk Hamdi Akatay ed è diventato un virtuoso di un’ampia gamma di percussioni, ha partecipato ad innumerevoli progetti artistici e festival nella scena del jazz e della word music.

Intensissima e coinvolgente è stata la performance di Berkant Cakici che, con grande maestria e tecnica ha tratto dai suoi strumenti il kik e il doholio un ritmo ed un’energia travolgente grazie alla quale è riuscito a far rivivere le atmosfere ed il fascino della sua cultura.

Giuseppe Bassi ha poi presentato gli altri due musicisti che si sono esibiti con lui sul palco della Sala Scarlatti la violinista giapponese Nanako Tarui che suona ogni genere di musica dal jazz all’hip hop alla classica. Nanako Tarui canta, suona e dipinge, ha al suo attivo diversi progetti musicali e ha collaborato con artisti a livello internazionale ed il pianista, tastierista e arrangiatore napoletano Paolo Sessa.

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Recensione: Sasa’ Mendoza al Teatro Summarte per “Coprifuoco”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Emozionante concerto, sabato 12 novembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) per la presentazione del nuovo disco di Sasa’ Mendoza COPRIFUOCO  realizzato durante uno dei periodi più bui della storia dei nostri tempi, durante le lunghe chiusure, dove ognuno di noi ha vissuto momenti davvero difficili per l’isolamento imposto, per la mancanza di una vita quotidiana, per la paura di una sorta di tempesta che ci ha travolti tutti nella vita come nelle emozioni e nelle paure.

Sasà Mendoza nasce a Napoli il 20 Maggio 1960  diplomandosi al Conservatorio di Salerno nel 1990 in pianoforte. Ragazzo dalle virtù indiscusse comincia la sua carriera da subito affiancato da grandi nomi. Jazz, sound mediterraneo, progetti culturali, sono ancora oggi “leitmotiv” del suo grande desiderio di ” voler fare” senza mai discostarsi dalla sua sensibilità. ll sorriso irresistibile del  Musicista partenopeo Sasà Mendoza,  come quello del suo amato Dalai Lama, racchiude il segreto di un uomo che, della sua sensibilità, del suo approccio pacifico,  del suo rispetto per l’ambiente e l’umanità tutta, ne ha fatto tesoro, preparando così sempre di più la sua anima  ad accogliere una “musicalità” aperta, priva di pregiudizi, dove le diverse culture, attraverso note e virtuosismi, comunicano tra loro scambiandosi spirito umanitario, speranza, autenticità, per una vita sempre migliore.

“QUARANTENA NAPULEGNA”. Così il nostro amico Sasà definisce nel suo disco  il coprifuoco e i continui lockdown che hanno caratterizzato questi ultimi due anni. 

Lui stesso racconta: “ Era il periodo che tutti noi ci sentivamo “Sepolti vivi” tra il suono straziante delle sirene, delle ambulanze e i TG che non passavano altro che immagini di ospedali, di morti. Quando si perdevano i propri cari senza la possibilità di poterli vedere e salutare e quando ci è stata negata ogni possibilità di contatto umano e sociale, nessun abbraccio e, nonostante tutto, fuori i balconi si cantava, si suonava e si gridava “andrà tutto bene!”

Ogni brano racconta come una fotografia del momento e delle emozioni in esso vissute come la sensazione che il mondo “si era fermato”, e come “ognuno di noi lo guardava impaurito dietro le finestre di casa impotenti e bloccati dalla pandemia”

Così nascono Aret a na’ fenesta, Sepolti vivi, alcuni dei brani contenuti nel CD e così tutti gli altri, con una motivazione, con un dolore da raccontare”.

Laddove il mondo era bloccato, il mondo dell’Arte lo è stato ancora di più, niente più concerti, niente più teatro, niente più musica, niente più incontri tra musicisti per registrare brani nuovi , per suonare insieme . Ma un gruppo di musicisti, amici, non si arrendono a questo assordante e tetro silenzio. Pur costretti a stare segregati in casa cominciano il “tam tam” di note, parole, accordi e melodie. Uno scambio di emozioni attraverso la rete che permette a “COPRIFUOCO” di prendere vita e donare a chi la vita l’ha persa, l’immortalità.

Ed ecco che nasce il nuovo disco, e come lui stesso racconta dal palco del Teatro Summarte sono stati ispirati dalla perdita di amici musicisti a lui  molto vicini che lo  hanno accompagnato durante il mio percorso musicale suonando nei miei concerti. Andalucia Lontana é uno d quei brani che rievoca sentimenti puri, amicizia, passione infinita che lui stesso ha per la sua adoratissima Musica.

La sensibilità di Susà Mendoza si avverte anche in un altro brano “Transfiguration” perché’ questa pandemia ha cambiato tutto il nostro essere, ci ha trasformati in persone molto più fragili e con ferite profonde e insanabili. Ma è in Lia, è un brano dedicato alla madre che Sasà mette a nudo la sua delicatissima anima di artista e di uomo, riuscendo a mettere in un brano tutte le forti emozioni che ha vissuto per la perdita improvvisa della mamma, che è un meraviglioso concentrato di note ed armonie così coinvolgenti che emozionano il numerosissimo pubblico in sala.

Sul palco del Teatro Summarte, spesso si è emozionato ma ancor più quando ha dedicato un  pensiero speciale al suo amico  JOE AMORUSO con il quale spesso si  trovavano  a parlare di esoterismo e di come la musica fosse mezzo per entrare nella propria anima.  Gli ha dedicato il brano “Sognando Joe“, che nel disco Sasa’ Mendoza ha suonato con musicisti che da sempre hanno fatto parte della sua storia musicale come: James Senese,Tony Esposito,Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla, Peppe Sannino e Antonio Onorato che con la sua band composta da Mario De Paola e Diego Imparato per anni hanno condiviso con Joe lo stesso palco.

La lista dei musicisti che hanno suonato in “COPRIFUOCO” è lunga ognuno da casa ha voluto offrire il proprio contributo, continua Sasà, per questo li ringrazio tutti, amici e musicisti eccezionali: Nico Di Battista, Fredy Malfi, Savio Arato, Romeo Barbaro, Aniello Misto, Carlo Avitabile, Michele Montefusco, Gianni Guarracino, Roberto Giangrande, Antonio Mambelli, Domenico De Marco, Leonardo di Lorenzo, Roberto Perrone, Enrico del Gaudio, Dario Spinelli e Dario Franco.

Lo stesso Sasa’ Mendoza nel raccontare il nuovo disco ha dichiarato: “Ogni brano è legato a una storia, ho ricercato la specificità dei musicisti e inviato loro i temi musicali che riprendevano e rielaboravano rimandandomi i file via e-mail. È come se avessimo registrato in studio. In quel periodo ho pensato spesso che  sarebbe bello presentare il disco dal vivo, trovare un teatro per rivederci e suonare insieme”. Quel giorno è arrivato qui con voi. “

Ma in questo nuovo disco non ci sono solo sentimenti ed emozioni intense di un periodo che non dimenticheremo mai, ma sinceramente è soprattutto un inno alla speranza, alla gioia, alla vita che continua con la sua ” bella musica” e suoi abbracci ed è davvero, secondo il nostro parere, un disco assolutamente da acquistare e ascoltare con grandissima attenzione.

Marco Pacassoni Trio feat. Lorenzo De Angeli & Stefano Manoni al Bourbon Street per Live Tones

Proseguono i concerti del Live Tones, associazione culturale, al Bourbon Street in Via Bellini 52 Napoli.

Domenica 20 novembre 2022 il Live Tones presenta “MARCO PACASSONI TRIO feat. Lorenzo De Angeli & Stefano Manoni”.

Marco Pacassoni: vibrafono

Lorenzo De Angeli: basso 

Stefano Manoni: batteria

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30.

Inizio concerto ore 21.30. Posti limitati richiesta la prenotazione che sarà valida sino alle ore 21,20.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile in prevendita https://www.ticketone.it/eventseries/marco-pacassoni-trio-feat-lorenzo-de-angelis-and-stefano-manoni-3261675/?affiliate=IGA e prevendite fisiche territoriali, ma anche la sera stessa alla biglietteria predisposta al Bourbon Street.

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Dopo i successi dei concerti tenuti in Australia, Cina, Giappone e Stati Uniti, continua con sempre maggiore vigore l’attività internazionale del vibrafonista, percussionista e compositore Marco Pacassoni. Quello di Marco è un percorso musicale che negli anni si è concretizzato in importanti e prestigiose collaborazioni e con la realizzazione di tre album di composizioni originali “Finally”, “Happiness”, “Grazie”, e un riuscitissimo omaggio alla musica di Frank Zappa e Ruth Underwood intitolato “Frank & Ruth”.

Ultimo il nuovo disco LIFE registrato a New York con le stelle del jazz internazionale John Patitucci e Antonio Sanchez che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo. In questa occasione napoletana sarà con la sua formazione italiana Lorenzo De Angeli al basso e Stefano Manoni alla batteria.

Recensione: “Permette Signorina” a Villa Di Donato

Di Clementina Abbamondi

Nell’ambito  della VIII Edizione di Live in Villa di Donato della Rassegna “La Musica ha trovato casa”, promossa e finanziata dal Comune di Napoli inserita nel  progetto “Napoli città della Musica “oggi venerdì 11 novembre 2022 ,nello splendido giardino d’inverno della dimora settecentesca Villa di Donato si è svolto lo spettacolo “Permette, Signorina?!” da Buscaglione ad Arigliano, lo swing italiano degli anni ’50 con La Favolosa Orchestra Colmajer,un viaggio nell’Italia musicale del dopoguerra influenzata dagli americani e reinterpretata da artisti come Fred Buscaglione, il Quartetto Cetra, Renato Rascel e Nicola Arigliano.

La Favolosa Orchestra Colmajer è attiva da oltre 15 anni ed è formata da cinque musicisti che si presentano con degli pseudonimi cambiando il proprio nome con quello del proprio papà o del proprio nonno.

La Favolosa Orchestra Colmajer è formata da:

Zeb Colmajer-piano (Peppe Jervolino), Ettore Carloni-chitarra e voce (Brunello Canessa), Clemente Colmajer-basso (Enzo Cascella), Papel Colmajer-violino (Francesco De Laurentiis), Mimmo Jacob Colmajer-batteria (Leopoldo Brancaccio).

Brunello Canessa, salito sul palco, dopo aver presentato i membri della Favolosa Orchestra Colmajer, ha proposto alcuni brani di Fred Buscaglione che è stata una vera e propria icona dello swing, il cantante più innovativo negli anni del dopoguerra. Nato a Torino Fred Buscaglione è stato molto attivo sulla scena torinese con il suo personaggio, un duro dal cuore tenero, vero uomo americano, una parodia elegante e distaccata intrisa d’ironia. Grazie al sodalizio con Leo Chiosso, autore e paroliere delle sue canzoni Buscaglione è risultato irresistibile un personaggio unico grazie anche alle sue pose da duro, ai baffetti da gangster e alla sigaretta posta all’angolo della bocca.

Brunello Canessa ha riproposto durante il concerto alcuni tra i brani più conosciuti ed esplicativi dello stile del grande Fred Buscaglione “Eri piccola così”, “Noi duri”, che faceva parte della colonna sonora dell’omonimo film del 1960 che vedeva il cantante torinese protagonista come attore; ed ancora “Che Bambola”, “Sono Fred dal Wiski facile “e Jukebox Orchestra”

 Bravissima La Favolosa Orchestra Colmajer nell’interpretare i brani di un altro grandissimo cantante degli anni’50 Nicola Arigliano.

Leccese di nascita, Nicola Arigliano era scappato da casa ad appena 11 anni per le umiliazioni ricevute da parte dei familiari a causa della sua balbuzie. Giunto a Milano, dopo una lunga gavetta nei locali notturni ha iniziato a debuttare in programmi di varietà ed in televisione. Appassionato di jazz poté evidenziare il suo stile da “crooner”. La grandissima passione per la musica americana lo ha portato a studiare e ad ascoltare i grandi cantanti swing.

Brunello Canessa ha interpretato con La Favolosa Orchestra Colmajer dei grandissimi successi di Nicola Arigliano come “Permette Signorina”,” Carina”, Il pinguino innamorato”.

la bellissima canzone di Domenico Modugno “La più bella sei tu” con gli arrangiamenti del Quartetto Cetra, “Maramao perché sei morto?” melodia swing del Trio Lescano e cantata nel 1964 da Nicola Arigliano, “Un bacio a Mezzanotte” del Quartetto Cetra e “Il piccolo Corazziere” di Renato Rascel.

La Favolosa Orchestra Colmajer ha accompagnato questi brani con grande maestria cimentandosi in assoli che hanno dimostrato la bravura dei musicisti   legati da tempo da un legame di stima ed amicizia. La simpatia e la grande capacità comunicativa di Brunello Canessa e la sua versatilità nell’interpretare questi cantanti con le loro caratteristiche peculiari ha suscitato nel pubblico presente una grande emozione e partecipazione grazie a questo piacevolissimo salto nel passato.

Recensione: Avvenne a Napoli di Eduardo De Crescenzo e Julian Oliver Mazzariello al Teatro Cilea di Napoli

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Grandissimo successo di pubblico e di critica, concerto di una bellezza musicale e culturale che lascia senza fiato, l’appuntamento attesissimo che si è svolto ieri sera al Teatro Cilea di Napoli del progetto “AVVENNE A NAPOLI passione per voce e fisarmonica (Eduardo De Crescenzo) e piano (Julian Oliver Mazzariello)  un originalissimo concerto sospeso tra la migliore tradizione e innovazione italiana, con uno strepitoso Eduardo De Crescenzo, già icona di eleganza, che ha interpretato la Canzone Classica Napoletana del periodo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 fino ai primi anni ’50 con l’arrivo dell’influenza jazz che cambio completamente il modo di interpretare la musica napoletana di quegli anni storici. 

Il concerto di ieri sera, come citato dallo stesso De Crescenzo, ha presentato ad un pubblico numerosissimo e attentissimo in sala,  parte del vastissimo repertorio che l’ha formato come musicista e interprete, seppure nell’evoluzione della sua personalità musicale,  contraddistinguendolo con  quello stile “unico” che lo rende un artista unico nella sua poetica musicalità e un napoletano innamorato della Canzone Napoletana tradizionale oltre che dell’anima poetica e culturale della città di Napoli stessa.

Il concerto è un vero e proprio evento che l’Artista regala al suo pubblico per raccontare alle nuove generazioni un miracolo che AVVENNE A NAPOLI: musicisti pregevoli e grandi poeti crearono un repertorio, figlio dell’Opera – ma anche sua moderna evoluzione – per inventare la “forma canzone” così come la conosciamo oggi.

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TEATRO AUGUSTEO | PAOLO CAIAZZO in “Separati …ma non troppo”

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 11 a domenica 20 novembre 2022, Paolo Caiazzo sarà in scena con la commedia in due atti “Separati …ma non troppo”, scritta da Paolo Caiazzo, che cura anche la regia, e da Francesco Procopio.

Sul palco anche Daniela Ioia, Gennaro Silvestro, Irene Grasso, e con la partecipazione straordinaria di Nunzia Schiano.

Costumi di Federica Calabrese, scene di Massimo Comune, aiuto regia Cristiano Esposito, foto e grafica Francesco Fiengo Studios.   


“Separati …ma non troppo” è una commedia dei giorni nostri, dove la comicità si sviluppa nel tentativo di raccontare una situazione drammatica, come la separazione di una coppia dopo anni di matrimonio.

Il cinquantenne Giulio (Paolo Caiazzo) viene messo alla porta da sua moglie Patrizia (Irene Grasso) e chiede ospitalità a Nicola (Gennaro Silvestro), suo amico di calcetto e separato da tempo dalla colorita Deborah (Daniela Ioia). I due uomini cominciano una simpatica quanto complicata convivenza nell’appartamento di proprietà della vicina ed eccentrica Signora Lily (Nunzia Schiano), ex attrice che si esercita con il loro aiuto a reinterpretare i classici del teatro.

Il nuovo stile da scapolone galvanizza Giulio e consolida l’amicizia dei due, rendendoli affiatati e complici nell’affrontare le ex, ma dopo un iniziale periodo di euforia la convivenza assume ritmi più lenti e sobri, come una qualsiasi coppia di fatto. 

Nel tentativo di regalarsi una serata trasgressiva accettano un incontro al buio con due donne conosciute su Tinder. Scoprono ben presto di aver però agganciato le proprie ex. La serata prende una piega inaspettatamente piacevole ma, in totale confusione, rivalità, e ritrovata gelosia, i due uomini non riescono a gestire l’anomala situazione, fino a trovarsi di fronte un’insana proposta…

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o su teatroaugusteo.it (Platea € 35,00 / Galleria € 25,00). Info: 081414243.

Teatro Augusteo

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

Umbria Jazz Winter#29: il programma completo

UMBRIA JAZZ WINTER # 29 

A ORVIETO (28 DICEMBRE – 1° GENNAIO) TORNA LA GRANDE MUSICA 

Con Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio si rinnova la magia della buona musica nell’acropoli di una delle più belle città dell’Umbria. Il tratto distintivo del Festival resta l’equilibrio tra cultura e turismo, fondamentali tasselli del mosaico che descrive l’elevata qualità della vita che la città della Rupe e il suo territorio possono offrire a visitatori e residenti. 

Umbria Jazz Winter si conferma evento di punta della stagione turistica invernale a livello nazionale, sia per la sua storia (il prossimo anno si festeggia il trentesimo anniversario) sia per la formula che poggia sul cartellone intrigante non meno che sul fascino e sull’accoglienza (inclusa la buona cucina e il vino di nobili tradizioni) di una città d’arte come Orvieto. 

Per l’edizione di quest’anno il filo rosso del cartellone è all’insegna della grande qualità musicale. In un certo senso, Umbria Jazz Winter #29 può essere considerata come un ritorno alla identità del Festival delle prime edizioni, con proposte originali e rivolte ad un pubblico che vuole esplorare aspetti meno frequentati del jazz ma non per questo meno attrattivi. 

Come sempre, la formula prevede concerti dalla tarda mattinata a notte fonda nel cuore del centro storico di Orvieto. Il fatto che quasi tutti gli artisti siano residenti dà al pubblico la possibilità di scegliere ogni giorno il proprio itinerario.
I concerti hanno per sede due edifici strategici nel patrimonio architettonico della città: il Palazzo del Capitano del Popolo, con la Sala dei 400, e il Teatro Mancinelli. Location d’eccezione è in realtà anche il centro storico di Orvieto, ideale teatro dei Funk Off e dei loro festosi cortei. 

Nel programma di Umbria Jazz Winter resta centrale, da sempre con l’eccezione dell’anno scorso, un evento strettamente legato al particolare momento dell’anno. 

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Recensione: Rosa Emilia Dias ospite della IX Edizione di “Jazz & Baccalà”

Di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Arrivata alla IX Edizione, la rassegna “Jazz&Baccalà “ che ogni anno riesce ad attrarre tantissimi appassionati di jazz al Teatro Summarte che ne cura la realizzazione e la Direzione Artistica nella persona di Marco Panico, è iniziata, venerdì 4 novembre con un delicato concerto, quello di Rosa Emilia Dias 4tet in “Magic Bahia”  con Rosa Emilia alla voce, Giovanni Buoro alla chitarra classica, Domenico Santaniello al contrabbasso e Roberto Rossi alla batteria

Rosa Emilia Dias, che ha al suo attivo 9 album e 1 libro pubblicati , ha proposto canzoni che raccontano la sua terra magica, gli incontri fra le culture, le religioni, gli antichi ritmi e i rituali tramandati dagli abitanti originari brasiliani e dagli africani che arrivarono in Brasile.

Il  concerto di venerdì sera ha avuto una dimensione molto coinvolgente, quasi un’occasione speciale  per  assaporare le vari influenze musicali arrivate in Brasile (in particolare a Bahia) da tutto il mondo grazie ad un spettacolo allegro, spensierato e allo stesso tempo pieno di energia, profondità e vitalità.

 Il concerto Magic Bahia ha ripercorso  un repertorio vibrante dedicato alle tematica di Bahia attraverso le canzoni e le poesie della cantautrice, oltre alle immancabili composizioni dei figli di quella terra come Gilberto Gil, Caetano Veloso, João Gilberto e Dorival Caymmi, grazie anche al talento incredibile dei musicisti che l’hanno accompagnata sul palco che  hanno dedicato gran parte della loro carriera allo studio e al perfezionamento della  Musica Popolare Brasiliana .

Tra samba, bossa, axè music, forrò e altri ritmi del Nordest brasiliano, non sono mancati  i canti sacri ispirati alla cultura afro discendente.

La bellezza della musica presentata è stata un’autentica emozione e il pubblico è stato coinvolto dall’entusiasmo e dalla gioia che Rosa Emilia Dias è stata capace di trasmettere in sala.

Sia i brani dell’ultimo disco “Madrigal” (una vera e propria composizione poetica) come Árvore Mágica, Verde, Tristorosa  firmate dal poeta Cacaso, mentre Le Tue Mani, Madrigal e Filhotes firmate dagli stessi Giovanni  Buoro e Rosa Emilia  che quelli che l’Artista interpreta attingendo dagli immancabili classici della Musica Popolare Brasiliana come Carinhoso, Berimbau e Canto de Ossanha hanno letteralmente conquistato il cuore e l’anima del numerosissimo pubblico presente nella sala del Teatro Summarte, fino alle bellissime emozioni di una canzone interpretata in maniera magistrale da Rosa Emilia come “Estate” e alle note coinvolgenti del brano che l’artista ha scelto per concludere il concerto come “Shimbalaie”, grande successo di Maria Gadu, che Rosa Emilia interpreta in un modo assolutamente emozionante.

Prossimo appuntamento di “Jazz & Baccala’” 19 novembre con il concerto di Elisabetta Serio  in “Te doy el gusto” con special guest  Sarah Jane Morris.

Info e prenotazioni :  https://www.summarte.it/blogs/news/jazz-baccala-ix-edizione

Recensione: Raiz e Radicanto chiudono la XXVII Edizione di Ethnos

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

La conclusione della XXVII edizione di Ethnos il festival internazionale della world music ideato e diretto da Gigi Di luca quest’anno è stata affidata alla bellezza poetica della musica di Raiz e Radicanto in scena il 3 novembre alle Fonderie di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano (NA).

Anche quest’anno, come da sempre d’altronde, Gigi Di Luca ha presentato al pubblico che segue il Festival concerti di rara bellezza artistica ospitando artistici provenienti da Cuba, Cina, Argentina, Capo Verde, Portogallo, Mozambico, Francia, Mali, oltre ovviamente all’Italia stessa.  Tutti concerti sempre in sold out e con commenti sempre entusiastici sia da parte del pubblico stesso che ormai segue da decenni Ethnos proprio per scoprire talenti internazionali che sono delle vere e proprie “chicche” della musica a livello mondiale. Il talento di Gigi Di Luca, oltre a quello organizzativo, è anche quello di avere uno straordinario fiuto nel capire, al di là delle mode, il valore artistico delle tante voci che lui ha modo di conoscere nei numerosi convegni e incontri internazionali ai quali partecipa ogni anno per poter ideare delle Edizioni di Ethnos sempre interessantissime a livello artistico.

Programmato e co-finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, il festival Ethnos, organizzato da La Bazzarra con il contributo del Comune di San Giorgio a Cremano e della Banca di Credito Popolare, in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane, si propone di creare un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità. In merito a tale visione della musica, il concerto di giovedì scorso non poteva che essere la scelta più giusta per poter essere rappresentare tale incontro tra mondi apparentemente lontani fra loro ma vicini per valore artistico e culturale.

In tale ottica l’incontro di Raiz e il chitarrista Giuseppe De Trizio dei Radicanto con il pubblico delle scuole organizzato nella sala delle Fonderie e sapientemente guidato dallo stesso Gigi Di Luca è stato a dir poco emozionante.

Come emozionante è stato poi il concerto che è seguito all’incontro, un concerto nuovo, potente e raffinato al tempo stesso, in cui la voce di Raiz  si intrecciano alle note della chitarra di De Trizio con ritmi cadenzati e capaci di suscitare emozioni infinite.

Tanti i brani in scaletta , oltre ai brani d’autore di Raiz e degli Almamegretta, cantighe sefardite, salmi, canzone napoletana, fado portoghese, ritmi nordafricani, mediorientali, asiatici: lingue e linguaggi che si inseguono, facendo diventare il Mediterraneo un mondo di ispirazione culturale senza fine

«In un momento storico in cui tutto è ultraparcellizzato, nel mondo del lavoro come nell’arte, abbiamo pensato ad un’operazione di interazione come questa. Una cosa che oggi è desueta ma che era all’ordine del giorno solo l’altro ieri», sottolinea Raiz. «Ci piace pensare che le espressioni artistiche, benché di varia natura, siano sempre il risultato di interazione e reciproca influenza: e così l’atmosfera di un concerto piuttosto che di un disco sono spesso il risultato di altri ascolti, di visioni di film o contemplazione di opere di arte figurativa, oltre che naturalmente del personale vissuto degli artisti che lo propongono».

Un pubblico entusiasta ha salutato con una convinta standing ovation non solo gli artisti della serata ma anche la conclusione di questa fortunatissima Edizione 2022 in attesa della prossima Edizione che, ne siamo sicuri, porterà nella nostra Terra  talenti strepitosi della musica internazionale che conquisteranno il pubblico.

Enrico Lo Verso in “Mito in Fabula” al Teatro Summarte 11 novembre

L’11 Novembre 2022 Enrico Lo Verso in “Mito in Fabula” al Teatro Summarte di Somma Vesuviana come secondo appuntamento della Rassegna teatrale 2022/2023.

Uno spettacolo dedicato al MITO, quello classico ma sempre contemporaneo.
MITO in fabula è “un’opera popolare”, un tentativo di intessere, attraverso l’arte, il racconto di storie leggendarie appartenenti a quel articolato e variopinto repertorio che ci è stato consegnato da Ovidio, nelle Metamorfosi.


Enrico Lo Verso ripercorre gesta dei grandi e celebri miti, restituendo al racconto la sua funzione principale: rendere immortale il pensiero e il valore della classicità.
Uno spettacolo che “pesca” dal passato e dalla poesia epica, per ritrovare insegnamenti e valori che oggi, a distanza di 2000 anni dalla stesura delle Metamorfosi, sono straordinariamente attuali. Se, come diceva Calvino, un classico è un libro che non ha mai smesso di dirci qualcosa, allora nella rilettura del mito classico, ritroviamo le matrici per vivere e comprendere il presente.

Lo spettacolo nasce con l’intendo di avvicinare il pubblico alla lettura e alla classicità, abbattendo quella diffidenza che accompagna certe opere memorabili, ma considerate del passato. La regia, di Alessandra Pizzi, sceglie di “spogliare” il mito della sua austerità e renderlo umano, mortale. Da un immaginario Carro di Tespi, scendono i protagonisti della narrazione e restituiscono al mito il suo valore primario, quello di racconto popolare. L’allestimento essenziale, conferisce alla narrazione la dimensione ludica e onirica, non priva di spunti e accenni al mondo circense e al sogno felliniano. Musicisti d’eccezione sostengono il racconto, rievocano dimensioni oniriche e interpretano la favola. A sottolineare la magia le coreografie di danza aera di Marilena Martina, scandiscono il tragico volo di Icaro, l’entusiasmante nascita della Primavera, il commovente amore di Callisto, l’ira di Atena e la sorte di Aracne. Omaggio, quest’ultimo, al Salento e ai colori della taranta e della terra del “ri-morso”.

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