LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET-LUIGI DI NUNZIO-ANDREA REA-DARIO DEIDDA-ELISABETTA SAVIANO

Giovedì 7 marzo  ore 21:45 sul palco del Bourbon Street Via Vincenzo Bellini 52 Napoli il Live Tones Napoli ETS presenta per la propria rassegna jazz:

Luigi Di Nunzio, Andrea Rea, Dario Deidda Elisabetta Saviano Luigi Di Nunzio – Sax Alto Andrea Rea – Panoforte

Dario Deidda – Basso Elisabetta Saviano – Batteria

Un progetto affascinante che unisce quattro musicisti di diverse generazioni. 

Il loro concerto jazz promette un viaggio emozionante attraverso le epoche di questo genere musicale, spaziando da classici a sonorità più moderne e innovative.

La diversità di esperienze e influenze dei musicisti darà vita a un’interpretazione musicale autentica, creando un’atmosfera coinvolgente e ricca di sfumature. Un’occasione imperdibile per gli amanti di questo genere musicale di immergersi nella sua storia e di scoprire nuove interpretazioni.

La presenza di musicisti di diverse generazioni offre una prospettiva unica sull’evoluzione del jazz. Il loro dialogo musicale metterà in luce le diverse sfumature e interpretazioni di questo genere nel corso del tempo.

La passione per il jazz che accomuna i musicisti è il fulcro del progetto. 

La loro energia e il loro entusiasmo saranno contagiosi e contribuiranno a creare un’atmosfera speciale dove avrete la possibilità di ascoltare brani classici, standard rivisitati
e composizioni originali.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20,30.Inizio concerto ore 21:45

Posti limitati si prega di prenotare per l”assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:30

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita go2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559 – 338 8253756

AL TEATRO SUMMARTE PER LA X EDIZIONE DI JAZZ E BACCALÀ : HELEN TESTFAZGHI CON ELIO COPPOLA TRIO feat FABRIZIO BOSSO

Photogallery : SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

In un Teatro Summarte al limite della sua capienza, ha ospitato sul palco per la X edizione di Jazz &Baccalà, Helen Tesfazghi con Elio Coppola Trio feat. Fabrizio Bosso. Jazz e Baccalà è una rassegna musicale consolidata e da “esperimento” è divenuta punto fermo nella programmazione del Teatro considerato l’alto riscontro di pubblico avuto in questi anni, questo è dovuto grazie soprattutto al Direttore Artistico Marco Panico, che ha sempre proposto al pubblico musicisti di levatura internazionale come è accaduto ieri sera.

Uno show di grande livello musicale con, Helen Tesfazghi con Elio Coppola Trio e Fabrizio Bosso.

Elio Coppola, batterista, sommese DOC, beniamino di Somma Vesuviana, ha anche lui in questi anni ha contribuito fattivamente a far si che questa rassegna salisse di livello portando artisti di grande richiamo. Sul palco con lui gli inseparabili musicisti/amici: Antonio Caps al pianoforte e Antonio Napolitano al contrabasso.

Il Trio tutto Campano si sono divisi il palco con la stupenda voce della bravissima e bellissima Helen Tesfazghi ,una delle voci più interessanti del panorama musicale nazionale che vanta importanti esperienze musicali in nord europa.

Per scrivere di Fabrizio Bosso ci vorrebbero pagine e pagine, ci “limitiamo” a dire che è un musicista di caratura internazionale, che periodicamente ci fa visita, per la nostra gioia, al Teatro Summarte. Basti pensare che a solo 15 anni (!!!) Si diploma a Torino in tromba e completa gli studi al St. Mary’s College di Washington. Lunghissimo è l’elenco delle sue collaborazioni con altrettanti grandi artisti solo per citare: Mario Biondi, Sergio Cammariere (Sanremo 2008), Claudio Baglioni, Paolo Fresu, costante la sua presenza a Umbria Jazz uno dei 5 più importanti festival al mondo. Inutile aggiungere altro.

Gli artisti sul palco non si sono risparmiati, hanno dato tutto se stessi dalla prima nota, proponendo una scaletta con canzoni di alto profilo musicale.

Helen ha spaziato senza nessuna difficoltà dal jazz a canzoni che hanno segnato la storia della musica internazionale con canzoni di Etta James, Whitney Huston a Stevie Wonder fino a esibirsi in una delle più belle canzoni partenopee “Era de Maggio” il tutto con il suono magico della tromba di Fabrizio che ha dato un tocco di jazz e originalità alle canzoni in scaletta.

Il pubblico in sala per così tanta bellezza musicale ha molto gradito ,tanto che non ha dato “scampo” agli artisti quando annunciavano l’ultimo brano già si elevavano dalla platea cori di “no” e “bis”, così gli artisti non hanno avuto nemmeno il tempo di uscire che sono passati direttamente al bis, terminato il bis hanno salutato il pubblico, ma il pubblico li ha insistentemente richiamati a fare un ulteriore bis. Ovviamente di fronte a tale calore gli Artisti non si sono tirati indietro e con piacere veniva accettata tale richiesta vedendo un pubblico così entusiasta.

Da appuntare il prossimo appuntamento: Enrico Pieranunzi & Valentina Ranalli il 16 Marzo

Ineccepibile l’organizzazione del Teatro Summarte, Ufficio Stampa, Staff e i Tecnici, hanno fatto si che tutto si svolgesse in maniera ordinata.

Ringraziamo il Direttore Artistico Marco Panico sua per la cortesia e diponibilità.

Recensione: “O Tello … o io” di Francesco Paolantoni al Teatro Cilea

di Annamaria De Crescenzo

(foto immagine di copertina: Anna Camarlengo)

Serata di grandissimo successo di pubblico ieri sera, venerdi 1 marzo, al Teatro Cilea per lo spettacolo scritto e diretto da Francesco Paolantoni “O Tello.. o io “ interpretato dallo stesso Paolantoni nelle vesti di regista e poi dello stesso Otello, Stefano Sarcinelli (Jago), Alduino Speranza (suggeritore),  Raffaele Esposito   (Cassio), Viola Forestiero (Desdemona), Felicia del Prete (Emilia moglie di Jago al servizio di Desdemona).

Con l’ironia e la sagacia che contraddistingue il comico napoletano, la commedia racconta le disavventure di una compagnia amatoriale, la quale stufa di rappresentare sempre le stesse commedie di Eduardo, decide di mettersi alla prova scegliendo di portare in scena una delle piu’ famose ma anche difficili opere di Shakspeare  Otello.

Tra tentativi di prove, deliranti discussioni tra gli attori, e la disperazione sull’assenza imprevista del protagonista, il dramma shakespeariano sembra proprio impossibile da portare avanti, a meno che il regista stesso interpreti Otello.

Lo spettacolo inizia con un primo atto tutto incentrato sulle prove del testo da recitare che dovrebbe essere portato in scena la sera successiva.

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Max Angioni a Napoli con “Anche meno”: il comico porta in scena al teatro Acacia il 15 maggio il suo nuovo spettacolo che sta facendo registrare il sold out ovunque

MAX ANGIONIAnche meno” Mercoledì 15 MAGGIO 2024 ore 21 Napoli – Teatro Acacia Via Raffaele Tarantino,10 

Max Angioni in scena al Teatro Acacia di Napoli, mercoledì 15 maggio alle ore 21 con “Anche meno”. Il nuovo spettacolo che sta facendo segnare il tutto esaurito nei principali teatri italiani dopo le tre anteprime europee di gennaio ad Amsterdam, Bruxelles e Londra, tutte sold out.

Max Angioni, non a caso detto “quello dei miracoli”, torna a teatro dopo lo strabiliante successo del suo ultimo tour, che ne ha determinato l’ascesa irreversibile all’Olimpo dei più sorprendenti artisti dell’ultimo secolo. Questa volta non si limita a portare in scena un semplice show, ma una vera e propria opera d’arte, destinata a diventare il nuovo manifesto della cultura occidentale, e che lo consacra definitivamente come icona contemporanea.

Troppo? Avete ragione, verrebbe da dire: “ANCHE MENO”.

È questo il titolo del nuovo spettacolo teatrale del giovane comico che, anche questa volta, non risparmia la proverbiale autoironia e torna a divertirsi e a divertire il pubblico italiano.

Ed è proprio questo che ritroviamo in Anche meno, un poco più che trentenne, figlio unico, che ha costruito un mondo immaginifico attraverso cui filtra i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali, e reinterpreta in modo surreale tutto quello che gli passa per la testa: dai ricordi delle prime volte, all’incredulità per le grandi conquiste, alle domande più curiose e originali sulla storia e il senso della vita… ma anche meno!

Classe 1990 originario di Como, Max Angioni nasce come attore teatrale, formandosi all’Accademia del Comico di Milano. Nel 2019 entra a far parte del cast di Zelig Time, in cui porta in scena i suoi peculiari personaggi: AcquamanJohn Snow e l’Ultimo Jedi-Skybrendnerz. Nel 2021 partecipa a Italia’s Got Talent arrivando secondo, è poi nel cast di Zelig C-Lab su Comedy Central. Successivamente affianca Giorgio Panariello e Marco Giallini nella conduzione del varietà in onda su Rai3, “Lui è peggio di me”. Entra poi nel cast di Zelig su Canale 5 insieme a Claudio Bisio e Vanessa Incontrada con il personaggio di Kevin Scannamanna, approda poi alla conduzione di Natale a Casa Radio 2 con Elena Di Cioccio. Nel 2022 entra come protagonista nella casa di LOL2 su Amazon Prime Video ed è in studio a fianco a Teo Mammuccari e Belen Rodriguez nella nuova edizione de Le Iene su Italia Uno.

I biglietti per assistere allo spettacolo di Max Angioni al Teatro Acacia, organizzato da Veragency e Berti Live, sono già in vendita sui circuiti Go2 e Ticketone, oltre al botteghino del teatro, al costo di 40 euro per la poltronissima, 32 euro per la poltrona e 28 euro per la galleria.

Per informazioni e contatti: Veragency tel.335 523 5134 – info@veragency.com

www.instagram.com/veragency –  www.facebook.com/veragency 

AL TEATRO AUGUSTEO – SERENA AUTIERI protagonista in “My fair lady”

“My fair lady”, la favola più rappresentata e premiata al mondo, torna finalmente in Italia al teatro Augusteo (Napoli, Piazzetta duca d’Aosta 263) con Serena Autieri protagonista, da venerdì 1 a domenica 10 marzo, grazie alla produzione Rely di Enrico Griselli, affermata nella realizzazione di grandi classici e opere inedite. Da sempre considerato il musical perfetto, “My Fair Lady” con le sue melodie universali, le tematiche attuali e le sognanti ambientazioni londinesi di inizio secolo, conquista da settant’anni i teatri di tutto il mondo.

Serena Autieri, performer completa e travolgente, interpreta in un magico connubio fisico e sentimentale, Eliza Doolittle, la povera fioraia che attraverso la sua determinazione e la sua sfrontatezza fa breccia nel cuore dell’ostico professor Henry Higgins, interpretato splendidamente da Ivan Castiglione. Nel meraviglioso affresco dello spettacolo si liberano la genialità e la verve di Manlio Dovì, nei panni del Colonnello Pickering; e il talento multiforme di Gianfranco Phino, nel ruolo Alfred Doolittle. Il cast è impreziosito dalla partecipazione straordinaria di Fioretta Mari, esilarante e tagliente Mrs. Higgins. Clara Galante e Luca Bacci interpretano rispettivamente Mrs. Pearce e Freddy Eynsford-Hill.

La direzione visionaria avvolge lo spettatore in una dimensione sospesa e sognante, attraverso una concezione delle scene e delle luci inedita e meccanicamente sorprendente. Il nuovo adattamento è opera di Vincenzo Incenzo, che ha concepito una profonda trasposizione linguistica per esaltare il significato e il suono originari dell’Opera. Le coreografie sono state affidate all’immaginazione poetica e alla versatilità di Gianni Santucci, che con la sua visione di teatro totale ha disegnato un mondo classico e modernissimo allo stesso tempo. Le melodie dell’opera sono veri e propri diamanti incastonati nella storia della musica, e faranno viaggiare in un sogno senza tempo. La direzione delle musiche è del M° Enzo Campagnoli, con la supervisione musicale del M° Maurizio Sansone. Accuratissima e ricca di intuizioni anche la ricostruzione dei costumi, opera della costumista Silvia Frattolillo.

“My fair lady” nella sua nuova, affascinante e spettacolare versione è pronta a far battere i cuori e a commuovere il pubblico italiano di ogni età. Impossibile non vederlo con chi ami. Impossibile non uscire cantando.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate e online registrandosi al link di vendta dello spettacolo su teatroaugusteo.it

(Platea € 48,00 / Galleria € 37,00). Info: 081414243

Ufficio stampa e comunicazione – Marco Calafiore 3926075948

Francesco Paolantoni dal 29 febbraio al Teatro Cilea di Napoli con “O… Tello O…

Ottavo appuntamento per la stagione teatrale 2023-2024 del Teatro Cilea di Napoli

 con lo spettacolo dal titolo “O… Tello O… Io” scritto e diretto da Francesco Paolantoni che ne è protagonista. In scena Stefano SarcinelliFelicia del PreteRaffaele EspositoArduino Speranza e Simona Barattolo

per una serata filo…drammatica è uno spettacolo ispirato alla commedia dell’arte. 

Ritorno teatrale per l’attore comico Francesco Paolantoni che al Teatro Cilea di Napoli presenta lo spettacolo “O Tello o… io” in scena dal 29 febbraio al 3 marzo e successivamente dal 5 al 10 marzo (solo per gli abbonati).

Io sono di Napoli e ci vivo e fare teatro nella mia città è una gioia, una soddisfazione unica e particolare” – racconta Paolantoni. Con ‘O Tello o… io’ ritorno in scena con una compagnia bravissima con la quale facciamo commedia dell’arte ed è meraviglioso farla nella città che l’ha inventata. Vi aspetto al Teatro Cilea per dieci giorni di spettacoli”.

SINOSSI

Una serata filo…drammatica è uno spettacolo che con una scrittura ispirata alla commedia dell’arte, dal ritmo veloce, e con il meccanismo del “teatro nel teatro” racconta le disavventure di una compagnia amatoriale (tutti sempre rigorosamente in scena) che nel primo atto è intenta a fare le prove di uno spettacolo che debutterà l’indomani sera.Il testo scelto dal regista, (sicuro che le compagnie amatoriali, non dovendo subire i tagli alla cultura e allo spettacolo sono l’unica risorsa per portare avanti il teatro) un po’ per allontanarsi dal classico repertorio eduardiano delle compagnie amatoriali un po’ perché vuole affrontare il tema della gelosia, sentimento che solitamente tende a rovinare i rapporti è: Otello.
Il primo atto si sviluppa tra il tentativo di provare lo spettacolo, le deliranti discussioni interpersonali tra i vari attori, le dissertazioni psicologiche sui rapporti e la disperazione per la notizia che l’attore che avrebbe dovuto interpretare proprio il protagonista non verrà più, l’unica soluzione è che il regista stesso dovrà interpretare Otello senza però conoscerne la parte.
Nel secondo atto, col palcoscenico diviso in due, da una parte lo spettacolo in corso e dall’altro i camerini, si assisterà simultaneamente e contemporaneamente sia alla impietosa messa in scena di Otello (con un inevitabile finale diverso che mai avrebbe immaginato Shakespeare) che agli strambi eventi degli attori affrontati nei camerini.
Il finale oltre a essere imprevedibile non è un vero finale, perché…

Biglietti in prevendita:

29 febbraio Platea € 25, Galleria € 21 + d.p. Inizio ore 21

01, 02 marzo Platea € 30, Galleria € 25 + d.p. Inizio ore 21

03 marzo Platea € 30, Galleria € 25 + d.p. Inizio ore 18
05, 06, 07, 08, 09, 10 marzo SOLO PER ABBONATI

Prevendite 

https://teatrocilea.it/spettacoli/francesco-paolantoni/N.B. le richieste accrediti vanno inviate tra il 26 al 27 febbraio entro le ore 10 specificando la data dello spettacolo. Gli accrediti sono previsti esclusivamente per gli spettacoli fino al 3 marzo. Non sarà possibile fare cambi di data oppure orario né assegnare posti su richiesta. Le richieste vanno fatte con email dedicata. Le interviste all’artista protagonista vanno concordate e sono limitate. La segreteria organizzativa si riserva la conferma della richiesta accredito.

TEATRO CILEA: LA GRANDE STAGIONE

Teatro Cilea

Via San Domenico 11, Napoli

info tel. 0817141801

www.teatrocilea.itwww.facebook.com/TeatroCileaNapoli

Ufficio Stampa

Giulio Di Donna

info@hungrypromotion.it

NINO BRUNO e le 8 Tracce, esce il secondo singolo “Viva Caporetto” che anticipa l’album UTOPIA-IA-O

foto di Gisa Bruno

E’ on line il secondo singolo di NINO BRUNO e le 8 Tracce dal titolo “Viva Caporetto”. Il nuovo brano fa parte della tracklist del prossimo album UTOPIA-IA-O.

Viene pubblicato oggi per Goodfellas Edizioni il secondo singolo del gruppo Nino Bruno e le 8 Tracce disponibile

su tutte le piattaforme digitali cliccando qui.

Viva Caporetto” segue il primo singolo “Mamma mia che brutte facce” entrambi inclusi nell’imminente album UTOPIA-IA-O,il quarto della cultband napoletana, che verrà pubblicato ad aprile.

Il brano è un Glam-rock pacifista, da ballare e cantare in coro, sapendo che a poco serve. Trombette carnevalesche a ritmo marziale e assurdità hard rock accompagnano il ritorno a casa di uno scalcagnato reggimento dopo la grande sconfitta nazionale. 

Le prostitute hanno preso il posto dei generali e guidano il convoglio, i soldati sono finalmente liberi di danzare con i prigionieri. La sconfitta è occasione di festa ma soprattutto di avventura. 

Gran parte di questi elementi, hard rock escluso, erano presenti anche nell’omonimo scritto di Curzio Malaparte – appunto Viva Caporetto!, del 1921 – il cui titolo fu censurato dal nuovo regime perché fiaccava l’animo del popolo in quanto “antinazionalista e disfattista”. 

La band riprende questo titolo con la speranza che invece ci rafforzi spiritualmente. Dopotutto la vittoria non premia i migliori ma solo quelli meglio equipaggiati, o al massimo i più spietati…ma è una classifica poco interessante. Nessuno più gioisca per la morte di un nemico! 

Citazioni: VIVA CAPORETTO (saggio/1921, Curzio Malaparte), Hiroshima mon amour (film/1959, Alain Resnais e Margherite Duras), Hiroshima Mon Amour (brano/1977, Ultravox [di John Fox])

Avvertenze: Diverso da tutto quello che NB e le 8 Tracce hanno suonato fino ad oggi.    

Istruzioni per l’uso: Ha a che fare, molto indirettamente, con tutto il glam rock storico (Bowie, Gary Glitter, Marc Bolan, Roxy Music, Bauhaus, Ultravox, Blondie, Renato Zero, Kraftwerk, The Stranglers) e con l’ IT-POP più obliquo, sia d’epoca (Matia Bazar, Radius, Decibel), sia contemporaneo (Caparezza, La Rappresentante di Lista, Nada). In caso di pericolo contattare Serge Gainsbourg.

Dopo gli album “Cane telepate” (2009), “Sei corvi contro il sole (2011), “Cuore deserto” (2015), l’ep “EHI DEI” (2018) e soprattutto la scrittura di “Every Single Moment In My Life Is A Weary Wait”, brano portante della colonna sonora del film “This Must Be the Place” di Paolo Sorrentino, la band formata da Giulio Fazio (tastiere), Nino Bruno (chitarre e voce), Peppe Sabbatino (batteria), Massimiliano Sacchi (fiati), Zaira Zigante (voce), torna con un “surreale” nuovo capitolo musicale affiancato dalla produzione artistica di Marco Messina (99 Posse) che ha curato il missaggio e ha collaborato alla produzione artistica.

Social net:

https://www.facebook.com/ninobrunoele8traccehttps://www.instagram.com/ninobrunoele8tracce/

Ufficio Stampa Nino Bruno e le 8 Tracce

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il nuovo album di Ada Montellanico -in uscita cd e digitale venerdì 23 febbraio

foto di Elena Somarè

Esce venerdì 23 febbraio “Canto Proibito” per Giotto/Egea Music, il nuovo album di Ada Montellanico.

In questo nuovo progetto discografico, il dodicesimo come leader, la cantante romana rivisita un repertorio secentesco, cantandone l’irriverenza, l’ironia e la sensualità, e riportandone alla luce la modernità e la vivacità culturale.

Dopo aver interpretato i testi inediti di Tenco (Danza di una ninfa, 2005) e i diritti civili di Abbey Lincoln (Abbeys Road, 2017), Ada Montellanico torna con un nuovo progetto di ricerca, non solo musicale, indagando un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni, grandi rivoluzioni e mutamenti, a cui si contrappongono forze conservatrici; nel quale alle idee innovative e alle proposte artistiche accolte da una Venezia liberale, si contrappongono le proibizioni di una Roma clericale, e il divieto alle donne di calcare i palcoscenici consente l’ascesa e l’affermazione dei castrati. Un’epoca tumultuosa, ma estremamente florida e significativa, in cui la musica diventa per la prima volta espressione di affetti, di passione, e che vede la nascita della monodia, l’apertura del primo teatro pubblico e l’affacciarsi delle donne sulla scena culturale.

Da qui nasce il nome Canto Proibito, che vuole narrare questo secolo attraverso le composizioni degli autori più rappresentativi dell’epoca: Handel, Scarlatti, Caldara, Cesti, Carissimi, Cavalli, Barbara Strozzi e Francesca Caccini, entrambe meravigliose e rare compositrici di quei tempi.

Ada Montellanico sceglie un organico pianoless, in cui la voce, oltre ad essere protagonista per la narrazione, assume un ruolo primario a livello strumentale, insieme alla tromba di Giovanni Falzone (che ha curato anche tutti gli arrangiamenti e firmato insieme alla Montellanico l’unico brano originale in scaletta che dà titolo all’album), al trombone di Filippo Vignato, al contrabbasso di Jacopo Ferrazza e alla batteria di Ermanno Baron.

Registrato a maggio 2023 negli studi della Casa del Jazz di Roma, questo album rappresenta per la cantante romana anche un legame con l’inizio del suo percorso musicale: è su queste composizioni, infatti, che ha intrapreso i primi studi canori per poi arrivare al canto jazz (che solo recentemente è stato introdotto come disciplina a livello accademico). Questi brani rappresentano, quindi, non solo un insolito repertorio per il jazz, ma anche un laboratorio musicale in cui sperimentare linguaggi e nuove sonorità con un approccio vocale e strumentale totalmente diverso.


Infine, in Canto Proibito c’è un riferimento a “Opera Proibita”, album del 2005 di Cecilia Bartoli, cantante molto amata dalla Montellanico, non solo per la sua statura artistica ma per essere una illuminata ricercatrice dalle molteplici sfaccettature. Un omaggio a lei, come in una condivisione di sentimento e di identità seppur con linguaggi differenti.

Formazione:

Ada Montellanico, voce

Giovanni Falzone, tromba e arrangiamenti

Filippo Vignato, trombone

Jacopo Ferrazza, contrabbasso

Ermanno Baron, batteria

Tracklist

1) O cessate di piagarmi/Luci ingrate (A. Scarlatti/ G. Falzone)

2) Canto proibito (G. Falzone- A. Montellanico)

3) Che si può fare? (Barbara Strozzi)

4) Delizie contente/ Delizie (P.F. Cavalli/ G. Falzone)

5) Piangerò la sorte mia (G. F. Handel)

6) Vittoria, Vittoria! / Vittoria (G. Carissimi/ G. Falzone)

7) Intorno all’idol mio / Idol mio (A. Cesti/ G. Falzone)

8) Sebben, crudele/ Desir (A. Caldara/ G. Falzone)

9) Già il sole dal Gange/ Gange (A. Scarlatti/ G. Falzone)

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Le note di

FRANCESCO MARTINELLI

JAZZ E OPERA

L’idea di utilizzare materiale operistico appartiene alle più antiche tradizioni del jazz, dai tempi di King Oliver e Jelly Roll Morton, ed è stata poi magistralmente sfruttata da Sidney Bechet. Di converso l’opera europea dalla fine dell’Ottocento si è appropriata dei ritmi di origine africano-americana, a partire dall’havanera della Carmen (e di “O Sole Mio”). In Italia il collegamento tra questi mondi solo apparentemente lontani ha ispirato splendide registrazioni di musicisti del calibro di Enrico Rava e Gianluigi Trovesi solo per citare due tra i maggiori che hanno reinterpretato il repertorio dall’era del melodramma e del verismo,

LA STORIA

In questo progetto la scelta è caduta su un periodo meno esplorato, quello del barocco maturo, con brani composti tra il 1649 al 1724, simbolicamente proprio dopo la scomparsa di Monteverdi.

Epoca questa di grande creatività e contraddizioni, in cui la Chiesa cerca di applicare le vaghe indicazioni musicali date al Concilio di Trento (1562): “si bandiscano dalle chiese quelle musiche nelle quali sia con l’organo che col canto si mescola qualcosa di lascivo o impuro”. Le donne, secondo una interpretazione restrittiva di scritture forse apocrife, erano da tempo escluse dal canto ecclesiastico, e nel 1589 la bolla Cum pro nostro pastorali munere di papa Sisto V – “er papa tosto” del Belli – riorganizza il coro di S. Pietro ammettendo esplicitamente i castrati per la sezione soprani. La bolla papale sembra legittimare la pratica anche nella musica secolare, in cui era già presente, dando inizio ad un’età d’oro dei castrati italiani che dominano il canto in tutta Europa.

Migliaia ragazzi venivano sottoposti ogni anno alla terribile operazione praticata dai norcini spesso su richiesta delle loro stesse famiglie che speravano di sfruttarne economicamente il talento, ma solo pochi avevano successo teatrale e la maggioranza andava a ingrossare le fila dei cori ecclesiastici o finiva nella prostituzione. I castrati sembrano rappresentare le contraddizioni di un periodo in cui la Chiesa di Roma preoccupata dell’influsso delle riforme protestanti si occupa molto da vicino del mondo dello spettacolo, in contrasto con le signorie settentrionali dalle tendenze più liberali in cui esplode la vita teatrale. Il secolo si apre con il rogo di Giordano Bruno a Roma nell’anno 1600, il 17 febbraio in Campo de’ Fiori. Nella Venezia liberale, che si affida a Paolo Sarpi per la difesa della sua posizione contro il Papato, si apre un teatro dopo l’altro: alle fine del secolo ce ne saranno una decina. Le tensioni sono causate anche dalla affermazione di musiciste come Vittoria Archilei, il soprano Adriana Basile e sua figlia Leonora Baroni pupilla del Cardinale Antonio Barberini, Virginia Ramponi, prima interprete del Lamento d’Arianna, Francesca Caccini autrice de La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina nel 1625, e naturalmente Barbara Strozzi.

I BRANI

“O cessate di piagarmi” (1683), musica di Alessandro Scarlatti e testo di Nicola Minato, dall’opera Pompeo. È un lamento d’amore, ma il vivace ritmo di 6/8 lo rende affine a ritmi popolari di danza come la tarantella e porta a una forte spinta ritmica. Perfetto per dare il tono all’album.

“Canto proibito” è una melodia originale di Giovanni Falzone per cui Ada ha scritto un testo ispirato dal progetto. Introdotto da un dialogo contrappuntistico degli ottoni, il brano si sviluppa con episodi rapidissimi attraverso l’esposizione delle liriche e poi una serie di scambi improvvisati accompagnati da cambi di tempo.

“Che si può fare” (1664) è un’aria della celebre cantatrice veneziana Barbara Strozzi in cui si lamenta con rassegnazione una sorte sfortunata, un destino immutabile deciso dalle stelle – anche qui non sono lontani certi rispecchiamenti autobiografici di personalità fondamentali della vocalità africano-americana, dalla dimensione catartica.

“Delizie contente, che l’alma beate” (1649) di Pier Francesco Cavalli su testo di Giacinto Andrea Cicognini per l’opera Giasone. Ricca di allusioni sensuali in cui la morte rappresenta l’orgasmo e la dolcezza omicida quella brama amorosa cui ormai l’esausto amante non è più in grado di far fronte: un tratto che l’apparenta alle infinite allusioni del blues e del jazz, a volte talmente oscene da sfuggire agli stessi censori. Spettacolare lo special a tre voci che lascia il posto all’assolo di basso.

“Piangerò la sorte mia” (1724) di George Frideric Handel, aria dal Giulio Cesare in Egitto, quando Handel componeva ancora opere in stile italiano a Londra ispirato dal suo soggiorno napoletano. L’unicità dell’aria sta nel contrasto tra il tono rassegnato del lamento iniziale e la rabbia della seconda parte in cui Cleopatra minaccia di tornare dopo morta a tormentare il fratello che l’ha imprigionata: cambi di tempo e passaggi aperti sottolineano la drammaticità.

 “Vittoria, mio core!” (1640) è una atipica cantata di Giacomo Carissimi il cui testo di Domenico

Benigni celebra non la romantica pena d’amore né la gioia della conquista ma la liberazione da un amante traditore su un brioso tempo ternario. La voce è giustamente spiegata e trionfante.

“Intorno all’idol mio” (1656) dall’Orontea di Antonio Cesti su libretto di Giacinto Cicognini riceve una lettura lineare tesa a sottolineare l’arco melodico con sottili variazioni.

“Sebben, crudele” (1710) composta nel da Antonio Caldara per l’opera La costanza in amor vince l’inganno ha avuto un’ampia fortuna nei recital vocali malgrado l’opera intera venga raramente eseguita. Battiti di mani basso e voce colgono l’ascoltatore di sorpresa prima della distesa esposizione, e poi di nuovo voce e tromba intrecciano un dialogo quasi percussivo nell’accompagnamento.

“Già il sole dal Gange” (1680) composta da Alessandro Scarlatti per L’honestà negli amori è simmetrica al brano d’apertura di Handel, e gioiosamente chiude l’album con una sequenza di assoli che applicano creativamente tecniche jazz alla struttura originale.

CANTO PROIBITO

Ada Montellanico presta la sua voce ricca di sfumature alle melodie originali per poi abbandonarle e trasformarle, in un caleidoscopio di timbri e variazioni che ne arricchiscono e a volte ne capovolgono il senso, inserendo anche elementi comici e popolari: vorrei dire che si prende tutte le necessarie libertà non solo con gli originali ma anche con un’idea convenzionale di improvvisazione jazzistica, creando un mondo sonoro fresco, originale, irriverente, rischioso e perciò ancor più affascinante. Le sue ispirazioni sono le grandi cantanti africano-americane e in particolare Abbey Lincoln, della cui musica Ada è stata l’ambasciatrice in Italia. Sulla scia della loro prima riuscitissima collaborazione, Suono di Donna del 2012, gli arrangiamenti di Falzone riescono ad essere fedeli allo spirito dei brani, rivitalizzandoli con un suono contemporaneo, aprendo spazi per l’invenzione dei solisti, e trattando la voce come canto e testo ma anche come puro colore. Ispirato dalla musica barocca, spesso Falzone ha immaginato vigorosi ostinati per la sezione ritmica in cui spicca il basso di Ferrazza a sostenere l’esposizione del tema e a intarsiare le improvvisazioni di gruppo. La funzione degli strumenti muta in continuazione senza ruoli predefiniti, come si confondono l’una nell’altra le parti predefinite e quelle improvvisate. Il gruppo ha un suono molto specifico creato quasi per sottrazione, attraverso l’assenza di ance e pianoforte, una scelta secca e precisa grazie alla quale cui la trama armonica è molto leggera e cangiante, basata sulla combinazione delle linee melodiche singole, sui giochi timbrici e le microvariazioni di intonazione dei fiati. La sezione ritmica accentua i tratti di danza, sia quelle in tempo ternario come la tarantella, sia quelle a tempo binario come le ciaccone, e le irte riformulazioni ritmiche di Falzone. Jacopo Ferrazza al contrabbasso ed Ermanno Baron alla batteria realizzano con precisione e creatività le idee dell’arrangiamento, e Filippo Vignato al trombone è il perfetto complemento alla tromba di Falzone.

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Al Teatro Summarte il 2 Marzo-Elio Coppola Music trio & Helen Tesfazghi with special Guest Fabrizio Bosso.

Sabato 2 Marzo 2024, sul palco del Teatro Summarte Elio Coppola Music trio & Helen Tesfazghi with special Guest Fabrizio Bosso.

Prosegue la rassegna Jazz & Baccalà amatissima dal pubblico del Teatro Summarte di Somma Vesuviana uno dei luoghi simbolo del JAZZ in Campania con una magica unione tra musica e gusto per regalare un’esperienza emozionante.

Giunti alla X Edizione, il Summarte ripropone la formula vincente della musica jazz con grandi protagonisti internazionali e le degustazioni enogastronomiche a base di Baccalà offerte da ‘800 Borbonico che ritorna, dopo alcuni anni, partner ufficiale della rassegna.

Sul Palco:

Flabrizio Bosso tromba Helen Tesfazghi voce Elio Coppola batteria Antonio Caps piano

Antonio Napolitano basso

Tickets:

Tavolo € 25,00 ore 20:30 (con primo a base di baccalà incluso) Poltrone € 15,00 ore 22:00

Acquista qui il tuo ticket:

https://www.etes.it/sale/event/99968/h.%20tesfazghi%20-%20e.%20coppola%20-%20f.

%20bosso%20-%20trio?idProdotto=99968

Per maggiori info:

3935667597 – 0813629579

Whatsapp: 3280612709 www.summarte.it

Teatro Summarte

Via Roma, 15 – Somma Vesuviana (NA) – 80049

LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET- DANIELA SPALLETTA E STEFANIA TALLINI DUO

Venerdì 1 marzo ore 21:45 il Live Tones Napoli ETS presenta sul palco del Bourbon Street Napoli

 Via Vincenzo Bellini 52 un progetto inedito con due artiste eccezionali:

DANIELA SPALLETTA E STEFANIA TALLINI DUO 

Daniela Spalletta – Voce

Stefania Tallini – Pianoforte

Progetto inedito, di recente formazione. 

Curiosità e ricerca come approccio creativo alla Musica e al proprio strumento. 

Le due musiciste si incontrano al crocevia di alcune passioni comuni: Jazz, Repertorio Antico e Cameristico, Musica Contemporanea e Tradizionale, il tutto esplorato e rielaborato attraverso un ampio ricorso al linguaggio dell’improvvisazione. 

Il risultato è un concertare multiforme, in cui epoche ed estetiche, lontane nel tempo e nello spazio, si inseguono e dialogano, creando un gioco di rimandi, dall’imprevedibile divenire.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20:30.

Inizio concerto ore 21.45. 

Posti limitati si prega di prenotare per l’assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15 

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita GO2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

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