GHALI: annunciato il nuovo progetto live “Il Concerto a Milano”. Il nuovo album “DNA” esce il 20 febbraio
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ROSARIO GIULIANI
LOVE IN TRANSLATION

Dopo i concerti in anteprima a Umbria Jazz Winter e ad Artusi Jazz, Rosario Giuliani il 24 gennaio pubblica l’album “Love in Translation” (Jando Music/Via Veneto Jazz) che celebra il ventennale della splendida collaborazione, nata proprio a Umbria Jazz, con Joe Locke.. Si tratta di due musicisti di diversa nazionalità, e magari di diverso carattere, ma che sono diventati nel tempo protagonisti indiscussi della scena jazzistica internazionale: il sassofonista italiano Rosario Giuliani e il vibrafonista americano Joe Locke. Coadiuvati da altri due maestri assoluti nei loro strumenti, il bassista Dario Deidda e il batterista Roberto Gatto, Rosario e Joe si ritrovano così a suggellare il ventennale di questa loro sfavillante interazione reciproca, diventata ben presto amicizia, con un disco intenso, passionale, forgiato dai loro ineguagliabili talenti musicali. Come dice lo stesso titolo, “Love in Translation” è un disco imperniato sul sentimento più forte e indecifrabile: l’amore. Fra standard famosi, come “Duke Ellington’s Sound of Love” del grande Charles Mingus, “Love Letters” di Victor Young e Edward Heyman e persino una “Can’t Help Falling in Love” che fu nel repertorio di Elvis Presley, brillano anche dei brani originali, con due sentiti omaggi a due grandi musicisti che purtroppo non sono più fra noi: “Raise Heaven” che Joe Locke ha voluto dedicare a Roy Hargrove e “Tamburo” di Rosario Giuliani per Marco Tamburini. Ecco che un disco così forte nei sentimenti, ma mai “sentimentale”, si prospetta come una delle novità discografiche fondamentali del 2020.
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Fotogallery: Max Radicchi
Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.
Sono questi i numeri dell’Edizione Umbria Jazz Winter 2019 tenutasi ad Orvieto, come ogni anno, dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020.
Tantissimi i concerti da ascoltare e da seguire fotograficamente, in diverse location del Festival come il Teatro Mancinelli, Il palazzo del popolo, il Duomo di Orvieto, Palazzo dei Sette e la sala del Ristorante San Francesco che hanno ospitato, da mezzogiorno a oltre mezzanotte, tutti i concerti del Festival stesso.
Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti , e questo ha reso possibile poterli ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.
Di seguito, un altro “Sguardo” fotografico sugli Artisti presenti nell’ultima Edizione 2019 di Umbria Jazz Winter da parte del nuovo Redattore Fotografia di Around Eventi: Max Radicchi.
BENVENUTO !!!
di Vittorio Santi
Un’altra grande Edizione quella di Umbria Jazz Winter 2019 che ha visto la perfetta unione di elementi quali musica, ospitalità, arte, storia e buona cucina in quella che, anno dopo anno, si conferma sempre di più come una delle città più importanti della musica jazz in Italia.
Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival gli appuntamenti in cartellone ( novanta eventi, sette location, trenta band, più di centocinquanta musicisti), hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al Teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200mila € di incasso e 8.000 biglietti. Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.
Tantissimi gli eventi musicali e gli artisti invitati in tale Edizione.
Ecco qui una carrellata di foto dei vari concerti che si sono tenuti dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020, scattate dal nostro Redattore Fotografia Vittorio Santi.
Appuntamento alla prossima edizione di Umbria Jazz Spring 2020 a Terni dal 10 al 13 aprile 2020

di Alessio Bosi
Trama: è la storia vera di Richard Jewell, la guardia di sicurezza che scoprì l’ordigno esploso al Centennial Park di Atlanta, in occasione delle Olimpiadi del 1996, che causò la morte di due persone e il ferimento di altre 100 ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori senza il suo coraggioso intervento.
Dall’essere un eroe a diventare il primo sospettato, però, il passo è brevissimo, specie se si uniscono due poteri forti…. il governo e i media.
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Quando due tra i poteri più forti del mondo ti accusano non c’è scampo, la tua vita è finita. Questa è la feroce denuncia di Clint Eastwood nei confronti del Sistema, quel Sistema che prima ti celebra come eroe nazionale poi, in un lampo, ti travolge con tutta la sua violenza soprattutto psicologica additandoti, agli occhi dell’opinione pubblica, come un mostro, senza uno straccio di prova, senza darti la possibilità di capire cosa ti stia succedendo. Il film è potente, intenso, ben recitato dai tre protagonisti principali, con Kathy Bates forse un pelino sopra gli altri ma anche un ottimo Sam Rockwell ed un Paul Walter Hauser calato perfettamente nei panni di Richard Jewell. A dispetto dei suoi quasi 90 anni, Clint dietro la macchina da presa ci sa ancora fare.
Da vedere.
Jorge Eduardo Eielson
Arte come nodo/nodo come dono II
Dal 23 gennaio al 29 febbraio 2020
Instituto Cervantes di Roma – Sala Dalí
Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito
Info: tel. 06 6861871 – cenrom@cervantes.es
Giovedì 23 gennaio alle ore 18.30 si inaugura alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma (piazza Navona, 91) la mostra “Jorge Eielson: Arte come nodo, nodo come dono II”, a cura di Martha Canfield e Antonella Ciabatti. L’esposizione, organizzata da Centro Studi Eielson e Instituto Cervantes, in collaborazione con Istituto Italo Latinoamericano (IILA) e la Real Academia de España, resterà a Roma fino al 29 febbraio 2020 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato dalle ore 16 alle 20.
Jorge Eduardo Eielson (Lima 1924 – Milano 2006) è un caso eccezionale di precocità e di altissimo livello creativo sia nelle arti plastiche che nella letteratura. A soli 21 anni vince il Premio Nazionale di Poesia del Perù con la sua prima raccolta, Reinos. Ma nel 1949 lascia il paese e non tornerà più, se non per incontri artistici e mostre. Dopo importanti esperienze a Parigi e a Ginevra, nel 1951 si stabilisce a Roma dove rimarrà fino al 1965, entrando a far parte del gruppo L’Obelisco insieme a Mimmo Rotella e Piero Dorazio. Ma la sua residenza definitiva sarà a Milano, dove vivrà il resto della sua vita insieme al suo compagno, l’artista sardo Michele Mulas. Tuttavia è proprio a Roma, dopo varie sperimentazioni di collage con terre e sabbie e infine con tessuti strappati e ricomposti, dove arriva a configurare il segno fondamentale della sua arte: il nodo.
GHEMON
FUORI OGGI “QUESTIONI DI PRINCIPIO”
IL PRIMO BRANO ESTRATTO DA
“SCRITTO NELLE STELLE”
IL NUOVO DISCO DI INEDITI
Da oggi è fuori “Questioni di Principio” il primo assaggio del nuovo disco di inediti di Ghemon “Scritto nelle stelle” che uscirà il prossimo 20 marzo (Carosello Records / Artist First).
Non è una novità, nella discografia di Ghemon, la centralità della parola, ma per “Questioni di Principio” il “verbo” è per l’appunto principio, fondamenta del brano. Uscendo intatto – o per meglio dire rafforzato – dalle tempeste dell’appartenenza al rap game e all’esposizione mediatica del Festival di Sanremo, Ghemon scrive una sorta di preghiera, un brano motivazionale rivolto a sé stesso, ma non solo. Negli anni la figura pubblica dell’artista è stata vista affiancata a personaggi che hanno raggiunto traguardi grazie alla loro forza di volontà, “Questioni di Principio” è una ricetta che vede nell’equilibrio di parole chiave proprio lo sprono per andare avanti. Continua a leggere

RAREŞ
“SPALLE PIÙ”
È IL NUOVO SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DELL’ALBUM DI ESORDIO A MARZO


Una voce calda e matura a dispetto della giovane età, un timbro dall’identità forte e decisa che si muove in bilico fra soul e funky. Basso, chitarra, batteria e rhodes, per una canzone soul scritta di getto, intrisa di malinconia e profondità e generata con piglio pop e tanta verità. Una melodia che cattura al primo ascolto.
Esce oggi “Spalle più” , nuovo singolo di Rareş, ventiduenne nato in Romania e cresciuto tra il Veneto e l’Emilia, dove si è trasferito per studiare musica elettronica al Conservatorio di Bologna.
Rareş vince a marzo la prima edizione di Freschissimo, contest dedicato ai talenti dell’Emilia-Romagna, che lo porta a settembre 2019 a suonare al festival bolognese Tutto Molto Bello. A settembre esce il primo singolo “Io non ho parole in più”, a novembre esce “Calma” che entra al terzo posto della playlist “nuovo indie” di Spotify. Il suo album di esordio uscirà marzo.
Ufficio stampa GDG press
Giulia Di Giovanni: giulia.digiovanni@gdgpress.com
Michela Rossetti: gdgpress@gmail.com
CLAUDIO MALFI presenta
PEPPE IODICE
dentro al
JODY BEACH PARTY
TUTTE SCEMITA’
di LELLO MARANGIO e PEPPE IODICE
COLONNA SONORA DELLE SCEMITA’
DANIELE DECIBEL BELLINI
CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DE
LOS LOCOS
REGIA DELLE SCEMITA’
FRANCESCO MASTANDREA
AL TEATRO AUGUSTEO GIOVEDI’ 23 e VENERDI’ 24 GENNAIO
Una festa per ogni giorno di spettacolo:
LA MUSICA, LA PLAYA, L’INVERNO, LA NOTTE, LA FESTA
Caro Lorenzo JOVANOTTI è facile fare il party sulla spiaggia in estate, il difficile è fare
un party estivo in teatro in inverno.
Peppe Iodice lo sta organizzando e si preannuncia lo spettacolo teatrale meno
spettacolo teatrale degli ultimi anni. Fino ad ora Gino Paoli era riuscito a far entrare
“IL CIELO IN UNA STANZA”, Peppe farà entrare la spiaggia nel teatro ed il clima sarà
“caliente” anche in pieno inverno.