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Recensione: Umbria Jazz 2024 gli artisti dell’Arena Santa Giuliana

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Fotogallery : Mario Catuogno (http://www.spectrafoto.com)

Da sempre il luogo dei grandi appuntamenti con i nomi del jazz internazionale, l’Arena Santa Giuliana, negli ultimi anni  ha ospitato  i concerti dei più grandi nomi della musica mondiale non solo del jazz ma di ogni genere musicale, dal pop al rock, dal R&B alla world music.

In questa ultima edizione 2024 Umbria Jazz ha superato se stessa proponendo in cartellone all’Arena nomi straordinari che hanno riempito l’intera Arena dalla platea alle gradinate con migliaia e migliaia di persone accorse a Perugia da ogni angolo di Italia e non solo, per applaudire i loro miti di sempre.

Venerdì 12 luglio si è iniziato con due nomi  che non hanno bisogno di  alcuna presentazione: Richard Galliano in New York Trio con Adrien Moignard e Diego Imbert  e a seguire  il concerto di Vinicio Capossela

Grande professionista della Musica con all’attivo più di 50 album, Richard Galliano ha collaborato con i più grandi musicisti del mondo , ha il merito di fare della fisarmonica un grandissimo strumento di valore anche per il jazz e nel caso del progetto presentato a Perugia anche della musica del tango che lui reinterpreta in questo concerto con una musicalità che conquista l’anima,

Vnicio Capossela invece ha presentato, in occasione del trentennale dall’uscita di Camera a Sud , un nuovo tour “Vecchi tasti” nel quale ha eseguito i tredici brani del disco pubblicato nel lontano 1994. Il concerto è stato un omaggio a Sergio Piazzoli, grande promoter perugino, che di Vinicio Capossela fan un grande estimatore ed amico.

 Sabato 13 luglio un grandissimo concerto di un’autentica icona della musica pop/rock del mondo Lenny Kravitz. Già dal pomeriggio l’intera città di Perugia è letteralmente assalita dalle migliaia e migliaia di fan che sono arrivati in citta’ da ogni angolo di Italia e dell’Europa per poter ascoltare dal vivo il loro idolo tanto che il concerto è stato un vero e autentico trionfo di pubblico e di incassi.

Domenica 14 luglio due grandi nomi della musica : sul palco  la straordinaria presenza scenica di Cha Wa seguito dalla splendida voce di Raye.

Con tre album all’attivo con i quali si sono guadagnati una nomination ai Grammy nella categoria Best regional Roots Music Album, gli CHA WA sono una band funky che fa una musica assolutamente originale legata alle antiche tradizioni dei Mardi Gras Indians di New Orleans che hanno letteralmente conquistato il numerosissimo pubblico presente all’Arena che ha tributato loro dei lunghissimi applausi oltre che essere assolutamente conquistato dalla forte presenza scenica della band visto i bellissimi e originalissimi copricapi e costumi delle tribù native della Louisiana che hanno sfoggiato sul palco.

A seguire il bellissimo concerto di Rayne una delle voci più belle ascoltate in questa ultima edizione di UJ oltre che di una bravissima autrice visto che molti dei brani che ha scritto sono stati poi scelti ed interpretati da artisti di altissimo livello come John Legend, Khalid, David Guetta, Beyoncé solo per citarne alcuni. Durante il concerto, applauditissima dal pubblico, ha presentato molti brani del suo ultimo album “My 21st Century Blues” che racconta di temi universali che toccano la sensibilità e la vita di ognuno di noi e che riguardano temi contemporanei come le dipendenze, abusi sessuali, fino ai cambiamenti climatici.

Lunedì 15 luglio un meraviglioso concerto di un quartetto stellare della musica jazz mondiale : Chris Potter uno dei più grandi sassofonisti al mondo con Brad Melhdau, genio assoluto del pianoforte, si sono uniti con John Patitucci al contrabbasso e Jonathan Blake alla batteria per dare vita ad un quartetto  strepitoso che è l’essenza più meravigliosa del jazz stesso. Il concerto ha letteralmente lasciato il pubblico senza fiato che ha seguito, nota dopo nota, ogni assolo, ogni momento di musica d’insieme che il quartetto è riuscito ad esprimere con un talento assolutamente strepitoso. A marzo uscirà il disco dal titolo “Eagle’s Point” che siamo sicuri sarà un autentico successo della discografia mondiale.

A seguire sempre nella stessa serata un progetto meraviglioso  di “Gil Evans Remembered”  dedicato all’ Orchestra di Gil Evans. Protagonista di uno degli appuntamenti  più belli di Umbria Jazz  nel 1987  nella Chiesa di San Francesco al Prato, è stato ricordato nella sua musica da questo progetto, voluto ed ideato da Pete Levin, tastierista di quella famosa band dell’epoca che ha riunito i principali musicisti delle orchestre di Evans negli anni 70/80 dimostrando che quella musica è ancora affascinante e viva anche ai giorni nostri ed è capace di coinvolgere e affascinare ancora come allora il pubblico presente in Arena.

Martedi 16 luglio due donne sul palco dell’Arena: Lizz Wright e Hiromi.

La prima, Lizz Wright, grande voce di Chicago, è stata l’espressione del blues che arriva nella pieghe più nascoste dell’anima stessa, una grande voce che ha conquistato letteralmente il pubblico con brani che sono stati interpretati con un voce e una presenza scenica straordinaria . Il nome di Lizz Wright sarà sicuramente ben presto in tutti i festival e rassegne musicali del mondo, per noi sicuramente una delle voci scoperte e promosse da Umbria Jazz che farà una sfavillante carriera, come tante altri nomi della musica internazionale che hanno calcato il palco di Umbria Jazz e poi sono diventate vere e proprie stelle della musica internazionale. Con un album in attivo tutto registrato dal vivo “Holding Space” l’Artista americana ha conquistato la platea americana e si sta preparando a conquistare anche il pubblico europeo con le sue canzoni e soprattutto con il nuovo album che uscirà nella prossima primavera.

Il secondo concerto della serata è stato affidato ad una pianista eccezionale Hiromi, più volte ospite del festival a partire dai suoi esordi nel 2002, in vari progetti, sia in piano solo che con diverse collaborazioni con grandi musicisti come l’arpista Edmar Castaneda . Quest’anno una formula assolutamente nuova, con una band che fa del funky la loro essenza più pura , gli Sonicwonder, con i quali l’artista mette insieme sonorità jazz, rock, funky in una perfetta alchimia tra tutti i vari generi musicali che ha letteralmente conquistato il pubblico presente.

Mercoledì 17 luglio arriva sul palco dell’Arena una delle più importanti band musicali degli ultimi decenni: i TOTO. Da sempre in vetta alle classifiche musicali di tutto il mondo , con brani che hanno rappresentato e rappresentato la storia della musica come “Africa”, “Hold the line”, “Rosanna” solo per citarne alcune, sono arrivati in Italia per presentare il loro nuovo album live “With a little help from my friends us” che ha conquistato il pubblico di Perugia.

Ci sono poche band al mondo che hanno saputo creare un legame più forte con il pubblico Italiano di quanto abbiano fatto i Toto. La band di Steve Lukather e soci ha cementato negli anni questo rapporto con brani che hanno prima dominato le classifiche e poi sono entrate nella leggenda.

L’arrivo a Perugia della band americana, prima tappa di un tour italiano composto da sole 4 altre date (Ostuni, Este, Lucca summer Fest ) è un grande vittoria per tutto lo staff organizzativo di Umbria Jazz anche tenuto conto del fatto che è andato in sold out pochi giorni  dopo l’annuncio del programma del Festival, pubblico al quale ha dato emozione ogni nota della band e che ha lasciato l’Arena dopo il concerto stesso con l’evidente emozione di chi sa di aver partecipato ad uno dei più bei concerti non solo di Umbria Jazz ma di tutta la programmazione musicale di quest’anno.

Giovedì 18 luglio altri due bellissimi concerti : Fatoumata Diawara in “london KO” e Somi.

La prima  Faoumata Diawara una delle voci femminili che davvero si può definire world, fra tante scialbe copie, costruite a tavolino “perché è di moda”. Il percorso artistico e umano dell’artista di origine maliana Fatoumata Diawara è autentico, sincero, inesausto nella ricerca di restituire dignità al suo Continente, l’Africa, in questo ventunesimo secolo, segnato dalla diaspora della sua popolazione, spinta altrove da guerre e necessità di sopravvivenza.

Per il progetto di rinnovare la world music in chiave autenticamente popolare, mainstream, ma senza tradire le radici, Diawara si è affidata, per alcune tracce del nuovo disco, London Ko, alla produzione di Damon Albarn, il leader di una delle band simbolo del brit pop, i Blur, e poi dei Gorillaz (con cui Diawara aveva inciso Désolé), che fornisce la voce e il synth in Nsera, e contribuisce al suono complessivo del disco. 

La seconda artista della serata è stata Somi . L’artista che nella sua musica unisce jazz e soul statunitensi alle sue radici africane ed è stata definita la Miriam Makeba dei nostri tempi, ha letteralmente conquistato il pubblico con la sua voce e le sue canzoni che parlano di giustizia sociale, di difesa dei diritti umani, di libertà, brani ispirati  da mondi tanto diversi come Africa e America, legate tra loro da intensità espressiva e da una vocalità duttile ed estremamente naturale. Per il suo impegno sul tema dei diritti civili è stata invitata a esibirsi all’assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime della schiavitù, e poi alla Carnegie Hall per la celebrazione del ventesimo anniversario della democrazia del Sud Africa.

Venerdì 19 luglio è una vera e propria festa della musica  cubana con due miti assoluti della musica mondiale : Chucho Valdes e Roberto Fonseca.

Il primo concerto è stato invece affidato ad una colonna portante del latin jazz mondiale: Chucho Valdes che ha festeggiato la sua lunga carriera artistica (80 anni di musica visto che suona dall’età di 3 anni)  celebrando i 50 anni di uno dei suoi progetti più importanti della sua carriera “Irakere”

Due delle figure più influenti del jazz afro-cubano, il virtuoso pianista Chucho Valdés e l’icona della tromba Arturo Sandoval , si riuniscono per formare Irakere 50, l’ultima iterazione della leggendaria band che ha cambiato il corso della musica latina negli anni ’70 e ’80 e ha lanciato entrambi delle loro carriere stellari.

Figlio del pianista cubano Bebo Valdés, vincitore di sette GRAMMY e quattro Latin GRAMMY Awards, si unì alla celebre Orchestra Cubana di Musica Moderna di Armando Romeu nel 1967, un’epoca in cui il governo comunista considerava ancora il jazz americano antirivoluzionario. Era già riconosciuto come il pianista più formidabile della sua generazione quando lanciò Irakere nel 1973 con un cast fenomenale che includeva Sandoval e il sassofonista Paquito D’Rivera. Scoperta e introdotta a livello internazionale da Dizzy Gillespie, la sintesi senza precedenti della band di ritmi folcloristici afro-cubani, tamburi sacri, rock, funk, R&B e jazz ha aperto nuove e vaste frontiere e ha contribuito a spianare la strada alla musica dance pervasivamente popolare conosciuta come timba.

Il secondo concerto affidato ai ritmi di Roberto Fonseca ex membro del Buena Vista Social Club, che ha portato ad Umbria jazz le sonorità del suo nuovo album “La Gran Diversion” un vero e proprio omaggio all’età d’oro della musica della sua isola, alle notti di danza sfrenata dell’Avana e al leggendario spirito del Cabaret Cubano, icona degli anni ’30 a Parigi. Artista colto e creativo, dotato di una grande sensibilità jazz e di un prezioso bagaglio culturale che affonda le radici nella tradizione afro/cubana, Roberto Fonseca è stato accompagnato da straordinari musicisti per una serata che è stata tutta da ballare.

Sabato 20 luglio l’Arena accoglie altri due grandissimi concerti : il primo con Veronica Swift  seguito dal concerto di Nile Rodgers & Chic .

Dopo aver raggiunto il secondo posto nel prestigioso concorso Theloniuos Monk nel 2015, Veronica Swift in pochissimi anni è riuscita a conquistare un posto di altissimo valore nel mondo jazzistico internazionale grazie alle sue capacità di interpretare il jazz con una voce straordinaria e senso di swing incredibile. Una naturale predisposizione a dominare  la scena con la sua spiccata personalità artistica  (il palcoscenico è la sua  vita) insieme alla sua capacità di poter spaziare nei diversi generi musicali con un effetto assolutamente dirompente ne fanno un’Artista a 360 gradi .

Sul palco dell’Arena ha presentato il suo  ultimo album che si chiama semplicemente “ Veronica Swift” e che le permette di spaziare con la sua voce dal repertorio di Broadway a Duke Ellington, dalla bossanova ai Queen, dal soul a post-punk e perfino alla musica classica e all’opera.

Veronica Swift è una delle “intuizioni “ e scoperte di Umbria Jazz . Grazie all’intuito dello staff organizzativo del Festival fu scoperta a New York ed esordì nel 2019 nella rassegna jazz organizzata, sempre nell’ambito di UJ, all’interno della sala dell’Hotel Brufani accompagnata dal trio di Benny Green, fino ad arrivare nell’edizione 2024 al main stage dell’Arena.

Subito dopo l’artista americana il bellissimo concerto di Nile Rodgers & Chic. Già presente nell’edizione del 2005 durante la quale si esibirono in una bellissima performance di scatenata discomusic con una forte propensione al rock, Nile Rodgers è uno straordinario cantautore, compositore, produttore, arrangiatore e chitarrista americano che dagli anni ’70 ad oggi ha scritto e prodotto brani straordinari e come co-fondatore di Chic ha scritto successi mondiali come “Le Freak” oltre a collaborare con le più grandi band americane come le “Sister Sledge” con il brano “We are family”  o con Diana Ross con “I’m coming out” solo per citarne alcune.

Con l’arrivo di Nile Rodgers & Chic sul palco dell’Arena, Umbria Jazz dimostra ancora una volta di essere assolutamente aperta ad ogni genere musicale e di riuscire a proporre artisti che spaziano dal jazz al rock, dal blues alla dance music e non solo con una particolare capacità di proporre sempre e soltanto talenti straordinari per ogni ambiente e genere musicale.

Domenica 21 luglio ultimo giorno del Festival e sul palco dell’Arena arrivano due altri grandi artisti della musica latina Djavan  e a seguire i Pacific Mambo Orchestra.

Djavan, uno dei più amati artisti brasiliani, vera promessa del calcio, appena poco più che ragazzo, trasferendosi a Rio De Janeiro, si innamora della musica e con il suo album d’esordio nel 1976 diventa un grande interprete della musica samba di tutti i tempi. Da quel momento in poi ha costruito una carriera straordinaria con successi incredibili, show spettacolari in tutto il mondo ed importanti collaborazioni con i più grandi artisti della musica mondiale come Al Jarreau, Manhattan transfer, Caetano Veloso, Maria Bethania, Eliane Elis.

Vincitore di quattro Latin Grammy, Djavan  ha presentato il suo ultimo show con l’intera band, attraverso canzoni del venticinquesimo album “D” e le più grandi hit dei suoi 50 anni di carriera. Oltre alle nuove canzoni di successo come “Iluminado” e “Num Mundo de Paz”, la scaletta ha incluso  anche i grandi classici della leggendaria carriera di Djavan come “Se”, “Flor de Lis”, “Eu te Devoro”, “Samurai” e molti altri.

Il programma dell’Arena Santa Giuliana si è chiuso con i ritmi di una delle migliori big band latine del continente americano i Pacific Mambo Orchestra  che rifa’ alle orchestre di musica latina che impazzavano nelle sale da ballo americane e non solo negli anni ’40 –’60.

Grazie alla loro energia e alla musica scatenata del loro ultimo album “The III Side”, sono riusciti a conquistare il pubblico dell’Arena e concludere così, in piena energia, un’Edizione spettacolare che è riuscita a portare la VERA MUSICA di tutto il mondo a Perugia e a tutti coloro che ne hanno seguito ogni momento che rimarrà nel cuore del pubblico

Recensione: Umbria Jazz 2024 in scena al Teatro Morlacchi

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Fotogallery : Mario Catuogno (http://www.spectrafoto.com)

Adrenalina e grande entusiasmo sono le due emozioni che ti inondano appena si arriva in pieno centro storico di Perugia e si iniziano a vedere manifesti, cartelloni pubblicitari , musicisti nelle strade e piazzette  adiacenti il famoso Corso Vannucci che collega la parte alta della città dal palco enorme allestito in Piazza IV Novembre all’altro importante palco all’interno dei Giardini Carducci , due luoghi cardine di Umbria Jazz dove si esibiscono una parte degli oltre   250 eventi distribuiti per tutti i 10 giorni del Festival jazz più’ importante in Italia visto che è dal 1973 propone i musicisti jazz e non solo con più talento al mondo.

L’edizione 2024 partita dal 12 al 21 luglio ha raggiunto numeri da record assoluto : oltre 42000 biglietti venduti con un incasso lordo di 2400,000 Euro con sold out raggiunti con diverse settimane prima dell’evento stesso e piazze gremite per tutti gli eventi musicali gratuiti previsti all’interno del ricchissimo programma previsto per l’intera manifestazione.

Tanta musica (anche quest’anno grande successo per lo swing ospitato nella nuova location della Terrazza del Mercato Coperto)  ma anche seminari di formazione (le famose Clinic del Berklee durante le quali alla consegna dei diplomi di fine corso e’ stata annunciata un’assegnazione complessiva di 5.3 milioni di dollari in borse di studio a 45 studenti ) , iniziative e laboratori per i bambini, enogastronomia, dj set, presentazione di libri inerenti ovviamente la musica, e un interessantissimo concorso per giovani talenti Il Conad Jazz contest che ha visto vincere lo Scannapieco/Geremia 5tet

La Città di Perugia ha ospitato migliaia e migliaia di visitatori ogni giorno del Festival e ha accolto seicento  musicisti che hanno presentato , in dodici location diverse. al numerosissimo pubblico presente ad ogni concerto i loro più importanti e recenti progetti musicali.

Di grande emozione i concerti gratuiti nelle piazze dove si sono esibiti band spettacolari come Ray Gelato, Sammy Miller and Congregation, Lorenzo Hengeller e Nico Gori, delle Jazz band spettacolari come University of Montana Jazz band  o Utah State University Jazz Band solo per citarne alcune.

Perugia insomma ancora una volta ha dimostrato di essere, come giustamente l’hanno soprannominata, la Città della MUSICA, infatti non è facile “raccontare” le emozioni che si vivono in città durante i giorni del Festival , né con le immagini né tanto meno con le parole, perché non basterebbero pagine e pagine di articolo né tanto meno, visti i numerosissimi concerti, è possibile seguirli tutti tanto che non basterebbe una Redazione di 10 persone, ed è per questo che pur cercando di seguirne il più possibile ci siamo dedicati a quelli che ritenevamo più interessanti da seguire o da “raccontare”.

E per farlo Vi raccontiamo il Festival attraverso le immagini e il racconto delle location più interessanti come La Galleria Podiani, Il Teatro Morlacchi, l’Arena Santa Giuliana.

Iniziamo a raccontarvi gli Artisti del Teatro Morlacchi, il cui programma è stato dedicato al jazz più ortodosso e che ha totalizzato oltre 5mila paganti .

Si è iniziato sabato 13 luglio con il grandissimo pianista jazz Kenny Barron che si è esibito con il suo Trio da sempre ospite sempre apprezzatissimo dal pubblico di Umbria jazz (le sue ultime due perfomance in ordine di tempo a Perugia sono state in piano solo nell’edizione 2019 e in trio lo scorso anno ). Lo stile di Barron unisce al bebop moderno affascinanti sonorità di bossa nova e di   jazz modale riuscendo ad interpretare con eleganza brani di assoluta bellezza musicale  all’interno di sonorità di quello che ormai viene definito un affascinante  jazz moderno. Sempre sabato 13 una presenza fissa di Umbria Jazz, Paolo Fresu questa volta con il Devil Quartet con Bobo Ferra alla chitarra, Paolino della Porta al contrabbasso, e Stefano Bagnoli alla batteria, presentando al pubblico un progetto che unisce una musica generata dal talento inesauribile non solo del leader Paolo Fresu ma di ogni musicista del gruppo che si racconta con sonorità uniche e straordinarie al punto tale che riescono praticamente ad affascinare il numeroso pubblico in Sala.

Domenica 14 invece il palco opspita il concerto del quartetto di jazz contemporaneo di Kurt’srosenwinkel’s the Next Step, seguito lunedì 15 luglio da un’altra presenza fissa di Umbria Jazz che è Danilo Rea, questa volta in piano solo, donando al pubblico due ore di intense emozioni grazie ad un concerto che ha spaziato dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz puro alle contaminazioni con la musica leggera italiana ed internazionale.

martedì 16 luglio il concerto dei Something Else, seguito da mercoledì 17 luglio da un progetto molto atteso a Perugia che è stato quello di Fabrizio Bosso about Ten , un terzetto ovvero il classico quartetto jazz con Julian Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, e Nicola Angelucci alla batteria con l aggiunta di 6 fiati del Paolo Silvestri Winds Ensemble con arrangiamenti e direzione dello stesso Paolo Silvestri, che è stato un vero e proprio esempio che la musica è capace di unire talenti anche diversissimi tra loro creando grazie alla splendida sinergia che si crea veri e propri capolavori musicali, seguito nella stessa data del 17 luglio da un altro interessantissimo progetto creato da Alessandro Lanzoni trio questa volta accompagnati come guest star da Francesco Cafiso, due musicisti italiani di punta, capaci di scrivere progetti di  assoluto valore nella musica jazz, non a caso l’assegnazione del Premio Fondazione Perugia 2024 che premia il talento più importante dell’anno è andata proprio ad Alessandro Lanzoni.

Giovedi 18 luglio il palco del Teatro Morlacchi ospita una delle “voci” piu’interessanti del Festival stesso  Christian Sands , pianista, compositore e band leader uno dei nuovi protagonisti del jazz contemporeaneo, definito dalla stampa mondiale come il nuovo Wynton Marsalis e con il suo Trio ha presentato il suo nuovo progetto “Christmas Storie” il suo nuovo album, il quinto della sua interessantissima discografia musicale.

Venerdì 19 luglio un assoluto protagonista del jazz italiano e stella assoluta del firmamento jazzistico internazionale Enrico Rava che quest’anno ha portato in scena un nuovo progetto con The Fearless Five feat Matteo Paggi, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli, Evita Plidoro. Da sempre  punta di diamante di tutte le edizioni estive ed invernali di Umbria Jazz, da anni ormai è il leader indiscusso di progetti che vedono la collaborazione del Maestro Enrico Rava con i più importanti giovani talenti del jazz italiano con i quali è riuscito a creare nuovi progetti che hanno, come quello di quest’anno, conquistato il pubblico presente in sala.

Sabato 20 luglio si continua la rassegna al Teatro Morlacchi con un altro Maestro indiscusso del Jazz mondiale come Charles Lloyd  che ha presentato un nuovo progetto “Sky quartet” con un pianista d’eccezione il grande Jason Moran con il quale Lloyd ha inciso “The Sky Will Still Be There Tomorrow” per la famosa etichetta discografica Blue Note.

La programmazione del Teatro Morlacchi chiude l’edizione 2024 con un trio d’eccezione “Kind of Bill” feat Dado Moron, Joe la Barbera, Eddie Gomez dedicato alla musica del grande Bill Evans e soprattutto al famosissimo  “Kind of Blue” del Maestro Evans, stella assoluta del jazz mondiale.

Recensione: Dea Gil e Philippe Powell e Quarteto Brasiliano ospiti del Nocera Jazz Festival 2024

articolo e foto di Annamaria De Crescenzo

Quarta serata del Nocera Jazz Festival 2024, venerdi 12 luglio, sempre nella bellissima atmosfera del cortile del Castello al Parco Fienga di Nocera Inferiore con una serata straordinaria dedicata alla MPB  Musica Popular Brasileira ,  “Brasilian Night” con due concerti: il primo Dea Gil feat Neney Santos e il secondo con Philippe Powell con il quartetto brasiliano e due ospiti internazionali di altissimo livello come Jaques & Paula Morelenbaum

Cantante di origine brasiliana DEA GIL con alle spalle una carriera anche da modella per brand internazionali come Nivea, American Swiss etc e col suo primo singolo inedito, “Traga Fè” – DEA feat. HGenius, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Comincia a suonare la chitarra e cantare fin dall’età di 11 anni con gruppi da chiesa, per poi studiare privatamente canto e presso la scuola di musica Souza Lima a San Paolo (sua città di origine).

Amante del Pop, Soul e dell’ R&B si accompagna a volte durante le sue esibizioni anche con la sua chitarra. Dea è una cantante da un’immagine potente e con una voce profonda e penetrante, capace di coinvolgere anche il pubblico  grazie alle sue numerose esperienze presso i più famosi club di San Paolo, partecipazioni ai carnevali brasiliani e col suo progetto italiano dedicato a  Vinicius De Moraes.

Il tema principale della canzone è la fede, infatti, Traga Fé significa “avere fede” ed è basata sui valori della cantante, ossia la fede, la pace e l’umiltà. Questo il ritornello: “Io sono così, se vuoi seguirmi abbi fede, pace, sii umile e dimentica ogni male”.

La canzone è di stampo femminista e valorizza la donna in tutte le sue sfaccettature. Inizialmente la canzone parla del colpo di fulmine tra un uomo e una donna che, poi, si scoprono essere le parti di una stessa persona, il lato femminile e quello maschile, perché ogni donna ha dentro di sé anche la forza di un uomo. E, dunque, le due anime si fondono per dar vita a una donna forte e libera che non ha paura di niente e nessuno. Proprio come la cantante Dea che, nonostante gli ostacoli della propria vita, ha continuato ad amarsi e avere fede in sé stessa.

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Recensione: Fabrizio Bosso in “We Wonder” ospite di “VesuvioSuonaBene” per Napoli Jazz Club

Di Annamaria De Crescenzo 
Fotogallery : SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Primo appuntamento con la musica jazz all’interno della rassegna VesuvioSuonaBene al Parco Urbano Via Panoramica di San. Sebastiano al Vesuvio, martedi 8 luglio, con l’ ultimo lavoro discografico di Fabrizio Bosso “WE WONDER” tributo alla musica del grande cantautore americano Stevie Wonder, pubblicato dalla Warner Music.

Il trombettista torinese in quartetto, con Julian Oliver Mazzariello al pianoforte e tastiere, Jacopo Ferrazza al basso e contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria sono i protagonisti assoluti di un tributo alla musica di uno degli artisti più iconici della musica internazionale. Non è stato facile per il musicista selezionare i brani da una discografia così ampia e che ha influenzato gran parte della musica del secolo scorso, contribuendo alla nascita di nuovi generi musicali ma Fabrizio Bosso è stato capace di creare un autentico gioiello preziosissimo nella musica sia con questo disco che è una vera chicca musicale da non perdere assolutamente e sia  proponendo  in scaletta una selezione di brani che attraversano la carriera di Stevie Wonder dalla fine degli anni Sessanta fino all’ultima pubblicazione del 2004.

Sul palco del Parco di San Sebastiano al Vesuvio, Fabrizio Bosso e il suo Trio, ha esordito subito con brani memorabili della discografia di Stevie Wonder come “I Wish”, “Moon Blue”, e la straordinaria interpretazione di “My Cherie” e di “Another Star”e il pubblico numeroso in platea si gode ogni nota del genio musicale di Fabrizio Bosso e di tutti gli altri musicisti che condividono il palco con lui.

Il disco è strepitoso, ogni brano non è semplicemente un omaggio alla musica di Stevie Wonder ma è un vero e proprio gioiello della musica, in quanto Fabrizio Bosso e i suoi musicisti sono riusciti a dare un’interpretazione jazzistica a brani famosissimi del panorama musicale internazionale .

Il concerto è continuato con  l’unico brano originale del disco, scritto dallo stesso Fabrizio Bosso e da Julian Mazzariello, “We Wonder” , omaggio dei due musicisti alle emozioni che la musica di Wonder ha regalato loro, seguito da una bellissima interpretazione di “Visions” e della famosissima “Overjoyed” che nella versione bossoniana è di una bellezza che lascia senza fiato.

La gioia di essere partecipi ad un evento straordinario continua con il pubblico che richiama la band sul palco per due bis applauditissimi, con nuovamente “We Wonder” e una strepitosa versione di “Isn’t she lovely “.

Un grande progetto che meriterà sicuramente di essere presente nelle più grandi rassegne e Festival jazz nonché dei più importanti Teatri italiani

Prossimi appuntamenti della rassegna “VESUVIOSUONABENE”

giovedi 11 luglio ore 21.00

FUORI STANDARD ” Canzoni & Storie di Jazz “

di e con LINO VOLPE & PIETRO CONDORELLI Quintet

e a seguire

Fiorenza Calogero in Desiderio – Gli anni 50’ della canzone napoletana
25/07/2024 ore 21:00

info e acquisto biglietti

https://go2.it/evento/fiorenza-calogero-in-desiderio-gli-anni-50-della-canzone-napoletana/vendita-biglietti/7721

Recensione: Omar Sosa & Ernesttico e Ana Carla Maza ospiti del Nocera Jazz Festival 2024

foto e articolo di Annamaria De Crescenzo

Terzo appuntamento nell’ambito della II Edizione  del Nocera Jazz Festival 2024, organizzata e diretta da Mario Berna in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nocera Inferiore,  con la musica di grandissimo livello che coniuga le radici afrocubane di Omar Sosa alle sonorità ritmiche di Ernesto Rodríguez Guzmán in arte Ernesttico  in  B-Black, il nuovo progetto musicale portato in scena domenica 7 luglio sul meraviglioso palco allestito all’interno del   cortile del Castello al Parco di Nocera Inferiore.

Genio musicale, polistrumentista, sorprendente nel gesto espressivo e camaleontico nello stile, Omar Sosa, compositore e pianista cubano, classe 1965, è un punto di riferimento per il jazz internazionale.

Partendo da una conoscenza profonda e puntuale della musica tradizionale cubana, nel corso della sua carriera, Omar Sosa è stato capace di fondere mirabilmente le sonorità del jazz con quelle della world music, della musica classica e dell’elettronica con echi, campionamenti, loop e delay.


La sua grande capacità d’improvvisazione e la vastità di esperienze musicali incontrate nel suo percorso, dalla musica etnica dell’Ecuador e di altre terre del Sudamerica fino alla trance music gnawa del Marocco e ancora alle tradizioni spirituali yoruba, rendono ogni concerto dal vivo un’esperienza unica.

La ricerca di nuove forme di fraseggio, sia timbriche che ritmiche, e di una combinazione esplosiva di percussioni, batteria, sintetizzatori e voce, caratterizzano lo stile di Ernesttico.
Dopo una prestigiosa carriera a L’Avana, che lo ha inoltre portato a collaborare con i più importanti gruppi cubani, nel corso della sua carriera Ernesttico ha suonato con musicisti noti della scena internazionale come Pino Daniele, Gloria Estefan, Pat Metheny, Noa, Horacio El Negro Hernandez.

L’incontro fra Omar Sosa ed Ernesttico è uno dei momenti più fortunati della musica di questi anni. Hanno in comune due elementi caratterizzanti, il jazz e le origini cubane. Una comunione spirituale che fa del loro stare sul palcoscenico soprattutto uno spettacolo e un’esperienza emotiva e non un semplice concerto, in cui la gestualità fa parte del discorso artistico.

La loro collaborazione ha avuto inizio nel 2020, con un tour in duo nel Nord Italia, dove Ernesttico vive. Entrambi gli artisti hanno un approccio alla musica che enfatizza l’improvvisazione e la libertà di espressione, l’interazione spontanea della loro energia e del dialogo musicale. Ma il loro jazz fa tesoro di decenni di fusion, utilizzo di nuovi strumenti, linguaggi armonici evoluti, atmosfere raffinate. Non è il jazz del be bop, aggressivo e incalzante, è lontano anni luce dal free e dalle sperimentazioni. È piuttosto un bagno emozionale, in grado di evocare mondi e tempi lontani, le origini e la spiritualità di un popolo che ha creato una cultura nuova a partire dalla sua tragedia causata da colonialismo e schiavismo. Per questo «B-Black» significa soprattutto emozione e meraviglia sonora.

Sul palco hanno dimostrato che due geni della musica come loro possono ancora creare un progetto straordinario come  B-Black , un vero  l’intreccio creativo di due mondi musicali molto affini, che ci trasporta dagli echi popolari afro-latini del son de Cuba verso gli orizzonti urbani dell’elettroacustic music e dove l’improvvisazione e la libertà di espressione, diventano cardini di un modo per comunicare spettacolare, ritrovandosi in piu momenti del concerto stesso a comunicare tra loro sul palco con solo con i loro strumenti ma anche  divertendosi e deliziando il pubblico con l’interazione spontanea della loro energia e del dialogo musicale che solo due artisti internazionali come loro possono creare in maniera assolutamente vera e spontanea.

E il pubblico ha mostrato tutto il suo assoluto piacere nell’ascolto di tale progetto, accogliendo ogni momento del concerto stesso con assoluta attenzione e attentissimo ascolto, e tributando loro lunghissimi applausi segno che il progetto e’ un autentico gioiello della world music che affascina e conquista il pubblico.

Ad anticipare il concerto di Omar Sosa un bellissimo concerto di Ana Carla Maza violoncellista, cantante e compositrice cubana che, in varie formazioni sta proponendo nella nostra penisola il live tratto dal suo nuovo album, Caribe, con brani odierni conditi dai successi delle precedenti produzioni discografiche, La Flor e Bahia, e da evergreen interpretati in versioni inedite e straordinarie.

Di formazione classica, Ana Carla Maza compie i primi passi musicali nel distretto ‘rumbero’ e perennemente riecheggiante di Guanabacaoa, all’Avana. L’artista ricorda in modo vivido quando guardava fuori dalla finestra della sala della sua amata nonna e ascoltava e osservava i rituali e la musica cerimoniale afrocubana (Santería), che si svolgevano nell’edificio di fronte.

A 12 anni la ragazza lascia Cuba per trasferirsi in Spagna con la famiglia e neanche quattro anni dopo, armata di una ferrea determinazione, va a vivere a Parigi, la destinazione musicale dei suoi sogni, dove continua a studiare e sostenere gli esami per poi entrare al Conservatorio di Musica.

Benché la sua formazione derivi dalla musica classica, Ana Carla è stata capace di trasformare le sue radici musicali in un tipo di musica assolutamente coinvolgente attingendo sonorità e ritmi dalle musiche latino americane spaziando dalle descargas (jam) cubane fino alle rumbas dei Caraibi, al tango argentino e alla samba e bossanova brasiliani, riuscendo a conquistare il pubblico presente non solo con il suo infinito talento di violoncellista che suona in maniera assolutamente strepitosa ma anche con la sua inesauribile energia e grinta che ne fanno un’assoluta protagonista, una vera One-woman show.

Prossimo appuntamento del Nocera Jazz Festival 2024 venerdi 12 luglio ore 21 sempre al Castello al Parco con “Brasilian Night”  speciale serata dedicata al Brasile con tre interpreti d’eccezione: Dea Andréa Gil, in arte Dea Gil, è una cantautrice, attrice e modella brasiliana originaria di San Paolo (Brasile) che si esibira’ con Neney Santos,  Philippe Powell e il quartetto brasiliano e a seguire due special guests   come Jaques e Paula Morelenbaum

Per info e acquisto  biglietti :

https://www.postoriservato.it/biglietti/nocera-jazz-festival-12-luglio-2024-castello-del-parco-fienga-nocera-inferiore-19196.html

Recensione: Carmen Souza ospite del Nocera Jazz Festival

Articolo e foto di Annamaria De Crescenzo

Dopo il grandissimo successo della serata di inaugurazione di lunedì 1 luglio presso il cortile del Castello del Parco con l’applauditissimo concerto del trombettista Jeremy Pelt con il sassofonista James Brandon Lewis e il pianista Christian Sands , la seconda edizione del Nocera Jazz festival ha portato in scena, mercoledì 4 luglio, sul Sagrato di Sant’Antonio a Nocera Inferiore, con   Interconnectedness,  il nuovo progetto della cantante portoghese Carmen Souza, che insieme a Theo Pascal al contrabbasso e Elia Kacomanolis alla batteria  ha presentato al pubblico il suo ultimo progetto in cui jazz, ritmi creoli, anima moderna, sensualità e vivacità si uniscono per rendere la sua musica, come sempre, profondamente ammaliante. 

Da sempre uno dei poli jazz più importanti della Campania visto che da anni, nelle varie location storiche della città, Nocera Inferiore si conferma una città della cultura jazz in tutte le sue forme ed infatti anche quest’anno porterà in scena fino al 25 luglio un interessantissimo programma con grandissimi nomi del panorama musicale internazionale che come magnificamente presentato dal Direttore Artistico Mario Berna non presenterà solo artisti del mondo del jazz ma di vari linguaggi musicali come lui stesso ha dichiarato :”la vera essenza di Nocera Jazz Festival è la contaminazione per la celebrazione delle sonorità multietniche, dei colori, dei ritmi e delle voci che caratterizzano il jazz contemporaneo e le musiche del mondo”.

Nel programma che Mario Berna in collaborazione con l’Amministrazione Comunale ha ideato e realizzato c’è un ricco percorso attraverso la musica in tutte le sue sonorità con artisti  come Carmen Souza,  Omar Sosa, Ernessitco B Black , Ana Carla Maza, Dea Gol con Neney Santos, Philippe Powell,  jaques & Paula Morelenbaum , James Brandon Lewis trio, Christian Sands Trio, Francesca tandoi Trio e infine Judith Hill   provenienti dagli Stati Uniti , Brasile, Capo Verde/Portogallo, Cuba, Italia, con 11 concerti dei quali 3 gratuiti, nei più bei luoghi storici e architettonici della cittadina campana che, prima di ogni concerto, il pubblico potrà conoscere e ammirare  grazie alle  visite guidate appositamente organizzate all’interno  dei monumenti che ospitano i concerti .

La serata di mercoledì, anticipata dalla presentazione dello stesso Direttore Artistico Mario Berna che non solo ha illustrato tutti i concerti in programma ma anche commentato con grande emozione i motivi delle scelte artistiche e musicali che sono il fulcro  del progetto stesso di Nocera Jazz Festival che è quello di dare spazio e voce alla musica del mondo, spaziando dalle sonorità jazzistiche a quelle della world music, attraversando i ritmi pop , funky fino alla bellezza dei ritmi della musica cubana e della bossa nova, oltre a presentare l’Artista in scena con parole di grande elogio per la sua musica, ampliamente giustificate visto il valore di una delle più belle voci della scena musicale internazionale, è riuscito ad emozionare il pubblico presente con la sua notevole conoscenza della musica jazz e non solo che ne fanno uno degli esperti musicali  più autorevoli che abbiamo oggi in Italia.  

Nata da genitori capoverdiani a Lisbona, Carmen Souza è cresciuta con i suoni e le tradizioni delle isole. Spesso chiamata “la Ella Fitzgerald di Capo Verde”, è un punto di riferimento come pioniera femminile che scrive, registra ed esegue la sua formula di world jazz in tutto il mondo. Una pluripremiata cantautrice e strumentista con una carriera acclamata dalla critica, sia nella scena world music che in quella jazz, che abbraccia più di un decennio e 10 CD pubblicati dall’etichetta tedesca Galileo Music. 

Souza, insieme al suo partner musicale di lunga data, Theo Pascal, è dal 2005 in tournée in tutto il mondo ed è diventata una protagonista della musica internazionale e una delle cantanti jazz più richieste in Europa. Il suo carisma e la sua tecnica vocale virtuosa le hanno permesso di operare ben oltre i limiti della world music, del jazz e del cantautorato, tutti generi in cui si muove con disinvoltura e grazia. 

Presentatasi sul palco allestito proprio di fronte al Sagrato , di fronte ad un numerosissimo pubblico seduto sulle gradinate del sagrato stesso, in un abito straordinariamente colorato, ha presentato, con la sua immancabile e amatissima chitarra, e l immancabile sorriso, tantissimi brani della sua carriera musicale che parlano di pace nel mondo, di amore oltre qualunque limite o barriera, di giustizia sociale, di difesa dei diritti dei piu’ deboli del mondo,  oltre al nuovissimo brano “Cais D’Port Inglês”, il suo nuovo single uscito proprio lo scorso 28 giugno su tutte le piattaforme digitali.

Altrettanto coinvolgente ed emozionante il momento del concerto nel quale Carmen Souza ha suonato altri brani al suo amato piano, con una tale energia e ritmo da coinvolgere tutto il pubblico che le ha dedicato tanti lunghi applausi a dimostrazione che la Musica, quella vera, arriva direttamente al cuore.

Prossimo appuntamento domenica 7 luglio con la “Cuban Night” al Castello del Parco Fienga  con due grandi concerti : Omar Sosa feat Ernesttico B-Black e Ana Carla Maza , tre artisti che ci faranno emozionare e ballare in una serata che sara’ davvero strepitosa

Per info e acquisto biglietti ad oggi ancora disponibili:

https://www.postoriservato.it/biglietti/nocera-jazz-festival-07-luglio-2024-castello-del-parco-fienga-nocera-inferiore-19195.html

AL TEATRO ACACIA – SERGIO CAMMARIERE -“UNA SOLA GIORNATA”

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Per la rassegna “Vomero suona 2024” al Teatro Acacia ieri sera ha portato in scena il suo spettacolo Sergio Cammariere “Una sola giornata”, per una serata in cui la canzone d’autore promette di abbracciare il jazz. Con il pianista e cantautore.

Lo spettacolo “Una Sola Giornata” di Sergio Cammariere è un viaggio emozionante attraverso la musica e le storie che la compongono. Cammariere, con la sua maestria pianistica e la sua voce coinvolgente, riesce a trasportare il pubblico in un mondo fatto di sensazioni e riflessioni. Le sue performance sono intense e cariche di pathos, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile. Con brani ben selezionati e arrangiamenti accattivanti, Cammariere dimostra ancora una volta il suo talento e la sua capacità di comunicare attraverso la musica. “Una Sola Giornata” è uno spettacolo che lascia il segno, capace di toccare le corde dell’anima e rimanere impresso nella memoria degli spettatori.

La scaletta contiene sia di nuove canzoni dal nuovo album appunto “Una sola giornata”, ma anche riproposto le sue hits come :«Tempo perduto», «Dalla pace del mare lontano», «Via da questo mare», «Cantautore piccolino», «L’amore non si spiega» e «Tutto quello che un uomo» brano famoso che si classifica terzo nella serata conclusiva del festival di Sanremo Sergio e si aggiudica il Premio della critica e il Premio Volare per la migliore composizione musicale.

A accompagnare Sergio Cammariere sul palco ci sono Amedeo Ariano : batteria , Luca Bulgarelli : contrabasso e Daniele Tittarelli : clarinetto

Sergio Cammariere è un cantautore, pianista e compositore italiano. Sin da giovane ha mostrato un grande interesse per la musica e il pianoforte, studiando presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Nel 2000 ha debuttato con l’album omonimo “Sergio Cammariere”, che ha suscitato l’interesse della critica e del pubblico, grazie alla sua fusione di jazz, pop e musica d’autore. Da allora ha pubblicato una serie di album di successo, guadagnandosi una reputazione come uno dei più talentuosi e originali cantautori italiani.

La sua musica è caratterizzata da testi poetici e profondi, arrangiamenti sofisticati e una voce calda e coinvolgente. Cammariere ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Premio Tenco, consolidando la sua posizione nel panorama musicale italiano. Con il passare degli anni, ha continuato a evolversi artistica e musicalmente, dimostrando una versatilità e una creatività senza pari.

Entusiasmo alle stelle da parte del pubblico che ha gremito il teatro, che ha esternato con fragorosi applausi alla fine di ogni canzone.

Alla fine non poteva mancare l’omaggio a Pino Daniele, che Sergio Cammariere ha incontrato molte volte, coinvolgendo il pubblico in sala a cantare “Napule è” e sulle note di questa struggente canzone saluta calorosamente il pubblico.

Pubblico in sala non demorde e a forza di applausi e grida di “bis!” Sergio Cammariere e i suoi musicisti vengono richiamati sul palco per il bis di rito.

Ringraziamo il Direttore Artistico Michele Solipano sua per la cortesia e diponibilità.

 

AL TEATRO SUMMARTE DI SOMMA VESUVIANA: SERATA CONCLUSIVA CON FRANCESCA TANDOI, STEFANO SENNI E ELIO COPPOLA

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3 Maggio venerdì ore 22.30 ultimo appuntamento della X Edizione, al Teatro Summarte, della rassegna “Jazz e Baccalà” un connubio decennale tra musica di qualità abbinata a cibo di qualità.

Ovviamente, le altre attività culturali del Teatro continueranno con eventi di grande prestigio artistico e culturale.

Il Teatro Summarte è diventato un polo culturale molto importante in questi anni non solo localmente ma anche a livello regionale, ampliando negli anni l’offerta della musica d’autore, dando spazio a rappresentazioni teatrali, presentazioni di libri, teatro amatoriale, e tante altre attività culturali, andando così incontro alle richieste un vasto pubblico che è sempre alla ricerca di eventi di qualità.

Per quanto riguarda in particolare la rassegna “Jazz e Baccalà” in queste dieci edizioni ha attratto un vasto e variegato pubblico da tutta la regione, grazie al lavoro incessante del Direttore Artistico Marco Panico, coadiuvato in questi anni da Elio Coppola, portando al Teatro artisti di livello internazionale.

Anche questo 2024 ha visto sul palco avvicendarsi Artisti del calibro di: Fabio Concato, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Enrico Pieranunzi, Joyce Yuille e Jerry Weldon. E quest’anno per la prima volta c’è stata una collaborazione con il Teatro Acacia dove è andato in scena un evento speciale con Walter Ricci e Karima che ha riscosso un grande riscontro di pubblico, così dando ancor più visibilità e alla succitata rassegna.

La chiusura di questa rassegna che si è dipanata da gennaio a maggio non poteva che essere di Jazz di grande livello, per salutare l’affezionato pubblico e per darsi un arrivederci per la prossima edizione, con un trio d’eccezione.

Francesca Tandoi: Pianoforte e voce, Stefano Senni: Contrabasso e Elio Coppola: Batteria

Francesca Tandoi, pianista, compositrice e cantante. Affermata e stimata eccellenza jazz Italiano nel mondo artistico, basta leggere le dichiarazioni che si trovano sul web di importanti esponenti del Jazz che tessono le lodi di Francesca, per le sue eccelse capacità artistiche. Ha girato in lungo e in largo il globo terrestre, suonando in ogni dove e partecipando a importanti festival tra i quali Umbria Jazz.

Impegnata con il suo “Bop Web Tour” in trio con Matheus Nicolaiewsky al contrabasso, alla batteria Sander Semeets, oltre alla collaborazione per due canzoni con il chitarrista Daniele Cordisco.

In questo inizio del tour ha ricevuto un grande successo di pubblico da: Parigi, Berlino, Varsavia, Rotterdam e un sold out al Blue Note di Milano, e dopo la della sua tappa qui al Summarte il tour continuerà toccando ancora l’Italia ma anche Berna, Istanbul, Londra e poi negli USA a New York invitata dal Lincoln Center dove si esibirà in trio con musicisti Statunitensi.

Stefano Senni, ha iniziato a suonare il contrabbasso a 20 anni nella sua lunga e articolata carriera musicale ha suonato ovunque in tantissimi e importanti festival di grande prestigio internazionale, con collaborazioni con artisti di caratura internazionale: Bollani, Rava, Irio de Paula, Keith Copeland, Danny Grisset, Belly Golson … l’elenco è sterminato e sicuramente faremmo torto a molti non citandoli.

Il pubblico del Summarte quindi si è trovato di fronte artisti di livello internazionale, che raramente si possono ascoltare insieme perché appunto molto impegnati in tournée internazionali.

Non possiamo non menzionare ancora una volta Elio Coppola, oltre a essere un bravissimo batterista con collaborazioni con celebri artisti e esibendosi in festival e teatri, come ad esempio il Blue Note di Milano, è un illustre cittadino/musicista di Somma Vesuviana, che ha collaborato fattivamente insieme al Direttore Artistico Marco Panico durante gli anni alla stesura del programma di questa fortunata rassegna.

La serata musicale si dipana sulle note del succitato nuovo progetto musicale di Francesca Tandoi “Bop Web” disco che è stato lanciato a febbraio 2024. Come ha detto Francesca presentando i brani della serata con composizioni originali e standard Jazz, un omaggio a un grande del Jazz come Dizzy Gillespie.

Francesca ha voluto anche omaggiare anche altri due grandi della musica internazionale. Reinterpretando un classico della bossa nova “Água de beber” scritto da Antônio Carlos Jobim, inventore della bossa nova e della MPB, su un testo di Vinicius de Moraes. La versione del 1964 fu incisa in portoghese mentre quella del 1987 fu incisa in inglese.

Quasi al termine invece ha suonato e cantato magistralmente, in un religioso e commosso silenzio uno dei tanti brani che ci ha accompagnati in negli anni: “Overjoyed” scritta e prodotta nel 1986 da Stevie Wonder, cantante, compositore e polistrumentista. Stevie Wonder è uno degli artisti decisivi nella storia della black music. Fondamentale, in particolare, il suo contributo all’evoluzione del soul e del rhythm and blues, grazie alle prolifiche contaminazioni con pop, jazz, funky e reggae.

Entusiasmo in teatro per questo concerto conclusivo, e ovviamente artisti richiamati per i bis di rito al termine dei quali è calato il sipario su “Jazz e Baccalà”, a nostro parere non poteva esserci miglior chiusura, sicuramente è un viatico per una XI Edizione ancora più esaltante di questa appena terminata.

Ringraziamo il Direttore Artistico Marco Panico sua per la cortesia e diponibilità, l’ufficio stampa, tutto lo staff del Teatro i Tecnici che ci hanno accompagnato in tutti questi mesi.

AL TEATRO SUMMARTE DI SOMMA VESUVIANA: JOYCE YUILLE E JERRY WELDON QUARTET

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Per la X edizione di Jazz e Baccalà venerdì 19 aprile, penultimo appuntamento, è andato in scena al Teatro Summarte un concerto di altamente Jazz di grande bellezza Artistica con la presenza di due grandi Artisti Internazionali.

Joyce Elaine Yuille è una cantante e compositrice americana.Cresciuta in una famiglia di musicisti, ha coltivato fin da giovane la passione per la musica.

Joyce è diventata rapidamente una presenza rispettata e ammirata sulla scena musicale internazionale. Ha collaborato con numerosi artisti e produttori di fama mondiale, contribuendo a registrazioni di successo e esibendosi in prestigiosi festival e concerti in tutto il mondo.

La sua voce calda e coinvolgente, unita alla sua presenza carismatica sul palco, ha catturato l’attenzione di un vasto pubblico di appassionati di musica. Joyce è riconosciuta non solo per le sue doti vocali, ma anche per la sua capacità di interpretare le emozioni attraverso la musica, trasmettendo sincerità e autenticità ad ogni performance.

Oltre alla sua carriera di cantante, Joyce è anche una talentuosa compositrice, contribuendo a scrivere molti dei suoi brani originali. Le sue canzoni affrontano temi universali come l’amore, la speranza e la resilienza, toccando il cuore di chiunque le ascolti.

Joyce Elaine Yuille continua a stupire il pubblico con la sua musica coinvolgente e il suo talento senza tempo, dimostrando di essere una delle voci più distintive e apprezzate nel panorama musicale contemporaneo.

Jerry Weldon è un rinomato sassofonista e compositore jazz americano, noto per il suo talento straordinario e la sua lunga carriera nel mondo della musica.

ha iniziato a suonare il sassofono fin da giovane, sviluppando rapidamente una passione per il jazz. La sua carriera professionale ha preso il volo negli anni ’80, quando ha iniziato a suonare con diverse band e artisti di spicco della scena jazz di New York. Il suo talento straordinario e il suo stile distintivo lo hanno reso rapidamente una presenza rispettata e ammirata nel mondo della musica jazz.

Jerry ha suonato con alcuni dei più grandi nomi della musica jazz, tra cui Lionel Hampton, Jack McDuff, e molti altri. Nel corso degli anni, ha consolidato la sua reputazione come uno dei migliori sassofonisti della sua generazione, apprezzato sia per la sua tecnica impeccabile che per la sua capacità di improvvisazione brillante.

Jerry Weldon continua a stupire il pubblico con la sua musica avvincente e il suo virtuosismo straordinario, dimostrando di essere uno dei più grandi sassofonisti della sua epoca e un’icona del jazz moderno.

Accompagnati da un Trio di bravissimi Musicisti

Elio Coppola alla batteria, che collabora si dalle prime edizioni di questa rinomata rassegna musicale con il Direttore Artistico Marco Panico.

Elio Coppola è un batterista italiano originario di Somma Vesuviana. Cresciuto in un ambiente ricco di tradizioni musicali, ha sviluppato fin da giovane una passione per la batteria, attratto dal ritmo pulsante della musica. La sua carriera musicale ha avuto inizio nell’ambiente vivace della scena musicale locale, dove ha iniziato a suonare con diversi gruppi e band della zona. Il suo talento naturale e la sua dedizione allo studio lo hanno rapidamente portato a distinguersi come uno dei batteristi più promettenti della sua generazione. Lo ha reso un componente essenziale in molte formazioni musicali, contribuendo a registrazioni di successo e esibendosi in numerosi concerti e festival in tutta Italia.

Daniele Cordisco è un chitarrista e compositore italiano con una passione innata per la musica. Ha iniziato a suonare la chitarra fin da giovane, sviluppando rapidamente un talento straordinario e una profonda comprensione della musica. Mostrando il suo stile unico e la sua tecnica impeccabile. Nel corso degli anni, Daniele ha collaborato con numerosi artisti e ha contribuito a registrazioni di successo in vari generi musicali, dal jazz al blues, dal funk al rock. Chitarrista di un talento straordinario, dimostrando di essere uno dei più grandi chitarristi della sua generazione e una figura di spicco nella scena musicale italiana.

Giuseppe Venezia è un contrabbassista italiano con una passione innata per la musica. Cresciuto in un ambiente ricco di tradizioni musicali e culturali, ha sviluppato fin da giovane un profondo legame con la musica.

Nel corso degli anni, Giuseppe ha coltivato il suo talento nel contrabbasso, dedicandosi con impegno e dedizione allo studio dello strumento. La sua naturale predisposizione per la musica e il suo incessante desiderio di perfezionamento lo hanno portato a diventare una figura di spicco nella scena musicale lucana.

La sua carriera musicale ha avuto inizio nella sua città natale, dove ha avuto l’opportunità di esibirsi in numerosi eventi e manifestazioni locali. Il suo straordinario talento e la sua capacità di interpretare la musica con profondità ed espressività hanno catturato l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.

 Il pubblico non si è lasciato sfuggire questa grande opportunità, è affluito riempendo il Teatro per assistere a questo bellissimo concerto jazz.

Infatti l’atmosfera si è surriscaldata già da quando gli Artisti si sono presentati sul palco.

Il Duo Joyce Youlle e Jerry Weldon hanno infiammato la platea con i loro duetti di grade Jazz, dando prova della loro immensa classe musicale.

Si sono esibiti con standard Jazz e brani propri riscuotendo l’apprezzamento del pubblico.

Quando Joyce ha intonato le prime note di Geogia on My Mind, scritta da Hoagy Carmichel con i testi di Stuart Gorrell un classico della musica Jazz pubblicata nel 1930 diventata un successo planetario nel 1960 quando il leggendario Ray Charles incise la sua versione, il pubblico in sala ha ascoltato in religioso silenzio questo iconico brano della musica mondiale rapito dalla bellissima e originale interpretazione di Joyce, per poi ricevere una ovazione al termine del suddetto brano.

Se fosse dipeso dal numero pubblico in sala il concerto sarebbe durato tutta la notte, ma ovviamente quando Joyce ha annunciato l’ultimo brano si è avuto un simpatico e musicale contradditorio tra lei e il pubblico in sala, a colpi di “No!” e con la replica di Joyce di “Si si si” molto divertente sfociato con enormi risate da ambo le parti.

Ovviamente sono stati richiamati sul palco a esibirsi per i bis di rito e prendersi anche un bis di lunghi e calorosi applausi.

Ringraziamo il Direttore Artistico Marco Panico sua per la cortesia e diponibilità.

AL SUMMARTE : ENRICO PIERANUNZI E VALENTINA RANALLI IN “CANTARE PIERANUNZI DUO”

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Il 16 Marzo al Teatro Summarte per la X edizione di “Jazz e Baccalà” sono stati ospiti il Mº Enrico Pieranunzi, pianista di fama internazionale. Ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi del jazz, tra cui Chet Baker, Lee Konitz, Art Farmer e Charlie Haden. La sua carriera discografica è ricca e diversificata, con oltre 70 album registrati sia come leader che come sideman. Tra le sue opere più note ci sono “Live in Paris” (1984), “Play Morricone” (2001) e “Ballads” (2013), che testimoniano la sua versatilità stilistica e la sua profonda comprensione del linguaggio del jazz.

Valentina Ranalli è una talentuosa cantante italiana con una voce eccezionale e una presenza carismatica sul palco. Ha sempre ha dimostrato un interesse e un talento per la musica fin dalla giovane età. Ha studiato Canto Lirico per circa 10 anni con alcuni maestri del “Teatro San Carlo” di Napoli e, successivamente, ha conseguito la prima Laurea in “Canto Jazz” al Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia, con voto finale 110 e lode e in seguito è in seguito specializzata in “Musica Jazz” con voto 110 e lode presso il prestigioso Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. 

Nella scaletta della serata erano inseriti brani dell’album “Cantare Pieranunzi” collaborazione nata quando Carla Marcotulli, famosa pianista e insegnante di canto jazz, presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma informava il Mº Enrico Pieranunzi che Valentina Ranalli all’epoca studentessa, avrebbe presentato una tesi sui brani del Maestro Pieranunzi e che su questi aveva messo anche le parole. Il Maestro volle incontrare Valentina e scopri con enorme sorpresa che la tesi recava il titolo “Cantare Pieranunzi” dopo quell’ incontro nacque quasi in maniera naturale registrare insieme i brani su i quali Valentina aveva messo i suoi testi, in italiano, francese e napoletano.

Lo spettacolo inizia con alcune canzoni del album sopracitato: Afterglow, Dreams and the morning, Blue waltz, Suspension points, Winter moon, When I think of you.

Valentina ci fa dono di un nuovo brano “Come Rose dai muri “che farà parte di un suo nuovo disco di prossima uscita con Enrico Pieranunzi, Thomas Fonnesbaek, Roberto Gatto, Rosario Giuliani.

Per poi avviarsi verso il finale con un’altra chicca con il brano: The way it’s going to be (Che m’hai imparato a ffà) una versione particolare del duo che appartiene ad un nuovo progetto in fase di lavorazione. A concludere con due brani: Persona e Horizontes finales

Richiamati sul palco dal pubblico Valentina e il MºEnrico Pieranunzi hanno accontentato il pubblico con:

“Canto perduto” un brano scritto per il Pozzuoli Jazz Festival in occasione del centenario di Italo Calvino e l’evento dedicato a “le città invisibili”. Il progetto, ideato da Antimo Civero, ha coinvolto il duo Pieranunzi-Ranalli per realizzare la colonna sonora di un documentario in prossima uscita sui campi flegrei. 

 “Cantare Pieranunzi duo” è stata un’esperienza straordinaria che ha unito il talento vocale di Valentina Ranalli alla genialità musicale del MºEnrico Pieranunzi. il pubblico è stato trasportato in un viaggio emotivo attraverso le meravigliose composizioni del Mº Enrico Pieranunzi e la voce calda e coinvolgente di Ranalli si fonde in modo armonioso momenti di pura magia musicale. La loro sincronia e complicità sul palco sono stati evidenti, che hanno trasmesso al pubblico un senso di intimità e connessione con la musica. Che ci hanno coinvolto in un’esperienza sensoriale unica.

Perfetta l’organizzazione del Teatro Summarte, Ufficio Stampa, Staff e i Tecnici, hanno fatto si che tutto si svolgesse in maniera ordinata.

Ringraziamo il Direttore Artistico Marco Panico sua per la cortesia e diponibilità.

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