AL TEATRO BOLIVAR VA IN SCENA “IO ED EMMA” IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Giovedì 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, al teatro Bolivar (via Bartolomeo Caracciolo, 30), alle ore 20,30, andrà in scena lo spettacolo “Io ed Emma”, prodotto da Margot Theatre, con la regia di Valentina Cognatti. La piéce pone l’accento sulla questione, attuale e problematica, del femminicidio. Il testo scritto da Valentina Cognatti ed interpretato da Loredana Piedimonte, da Martina Grandin, Sara Aiello ed Elisa Salandra vuole mettere in risalto il problema della violenza di genere, denunciandone la complessità e mettendo in luce l’emergenza di una coscienza critica collettiva che porti ad analizzarlo.
Lo spettacolo ruota intorno al dialogo serrato tra due donne, una madre ed una figlia, che s’incontrano di nuovo, dopo tanto tempo e tanto silenzio, rievocando ricordi e immagini del passato. Il palcoscenico si riempie della tensione psicologica dei due personaggi che arrivano a svelarsi una verità sconosciuta, nascosta o dimenticata. I ricordi si snodano, amari e incontrollabili, e le parole scongelano la storia di una vita vissuta nel dolore, nella violenza e nella paura.
Il realismo psicologico accompagna la costruzione registica in una messa in scena che non lascia spazio alla finzione e all’ostentata rappresentazione del dramma. La volontà è, infatti, quella di ricercare costantemente, tanto nella regia quanto nell’interpretazione, quell’autenticità che possa evidenziare con eloquenza la crudezza del tema trattato.
Il costo del biglietto è di 15 euro. Per i gruppi composti da cinque persone in su, ognuno avrà diritto ad un biglietto ridotto: costo 12 euro. I biglietti sono acquistabili al botteghino o al seguente link: https://www.go2.it/evento/io_ed_emma/5004
Ingresso con obbligo di Green Pass.
Contatti del teatro Bolivar: 0815442616 (dal lunedì al venerdì, dalle 16.30 alle 19.30) info@teatrobolivar.com
DAVID KIKOSKY trio feat; ELIO COPPOLA & ALEX CLAFFY
David Kikoski è da molti anni uno dei più completi e efficaci pianisti presenti sulla scena jazz mondiale, e vanta un consistente curriculum come leader di propri trii, comprendenti di volta in volta i batteristi Al Foster, Billy Hart e Ben Perowsky, e i bassisti Eddie Gomez, Essiet-Essiet, Ed Howard e James Genus.
Numerose sono inoltre le sue collaborazioni di rilievo con musicisti quali Roy Haynes, John Scofield, Peter Erskine, Michael Brecker, Chris Potter, Joe Henderson, Dave Holland, Mike Stern, Jeff Tain Watts, John Patitucci, Toots Thielemans, Tom Harrell e Marcus Miller.
Il suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista attraverso l’ottica di un musicista che ne vive l’evoluzione costantemente in prima linea da oltre due decenni sulla scena di New York. Tutto ciò, insieme a un bagaglio lessicale jazzistico apparentemente inesauribile, porta David Kikoski a fornire invariabilmente dal vivo un set di grande forza espressiva e peso specifico, che risulta assolutamente convincente.
A completare il gruppo il bassista di New York ALEXANDER CLAFFY che ha lavorato con molte delle leggende viventi del jazz come Jimmy Cobb, Louis Hayes, Harold Mabern, Kurt Rosenwinkel, Christian Scott, Joey Alexander, Wallace Roney; ed il batterista ELIO COPPOLA, uno dei musicisti italiani più richiesti in italia ed all’estero, i suoi ritmi hanno accompagnato musicisti come Benny Golson, Peter Bernstein, Joey De Francesco, Jim Rotondi, Jerry Weldon.
Posto unico non numerato €. 20.00 + prev.
Biglietti già in vendita presso le prevendite abituali GO2 oppure
Parcheggio convenzionato e custodito presso il cortile dell’istituto Salesiani ingresso accanto all’Auditorium ,solo ed esclusivamente per coloro che si recano al concerto orario dalla 20 alle 23.00 costo 5.00 Euro
Dopo quasi dieci anni di assenza dai palchi, l’artista riabbraccia il pubblico con un nuovo progetto in quartetto
Sabato 27 novembre, alle ore 21, presso il Teatro Mediterraneo di Napoli (Viale Kennedy) andrà in scena “Lino Cannavacciuolo – Experience”, live che segna ufficialmente il ritorno del grande artista, dopo quasi dieci anni di assenza dai palchi, seppur sia stato costantemente attivo con la sua abbondante e fertilissima produzione. Marco Zurzolo e Gigi Finizio saranno gli ospiti d’eccezione della serata, organizzata da Art Garage.
All’indomani dall’uscita del disco “Formae” (lo scorso 7 maggio 2021), un disco costituito principalmente da strumenti acustici che conferiscono alla composizione un valore più intimo e profondo, il violinista e compositore originario di Pozzuoli ha deciso di intraprendere uno “sdoppiamento” della sua personalità artistica e professionale.
Nasce così il progetto “Lino Cannavacciuolo – Experience”, con una formazione dalla carica travolgente che punta sull’energia espressiva e rappresentativa dei brani, avvalendosi di grandi musicisti: Gigi De Rienzo al basso elettrico, Piero De Asmundis alle tastiere e Vittorio Riva alla batteria.
Sabato 27 novembre 2021 alle ore 19.30, a Napoli nella bella cornice della Chiesa dei SS. Marcellino e Festo, in Largo San Marcellino 10, il sesto appuntamento dell’Autunno musicale della Nuova Orchestra Scarlatti, intitolato “Rapsodia Dantesca”: Tableaux vivants sull’iconografia e sull’opera di Dante, un’azione scenico-musicale di visioni, musiche, versi intorno al mondo del Poeta, a cura di Teatri 35 e Nuova Orchestra Scarlatti, che portano in scena la rappresentazione in un’esclusiva anteprima napoletana.
L’azione/concerto è messa in scena dal gruppo Teatri 35 di Napoli su musiche interamente eseguite dal vivo dai Solisti della Nuova Orchestra Scarlatti, con la drammaturgia e la voce recitante di Davide Ferrari.
Tableaux vivants sull’iconografia e sull’opera di Dante, in chiusura dell’anno a lui dedicato, che faranno rivivere in scena opere pittoriche ispirate al grande e vario mondo del Poeta su un’ininterrotta colonna sonora live punteggiata dalla recitazione di versi. Nuovi contenuti e nuove suggestioni per una formula già collaudata con successo in Italia e all’estero con i precedenti Caravaggio e i Caravaggeschi e Sacre Passioni, e che dopo questa anteprima napoletana volerà per il suo debutto internazionale a Copenaghen il 2 dicembre, su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale danese.
I componenti del gruppo napoletano Teatri 35 – Gaetano Coccia, Francesco Ottavio De Santis, Antonella Parrella, con la partecipazione anche di Vittoria Rejna Negri, Sara Scarpati, Veronica Vendemia – mediante una regia di luci, movimenti e improvvisi fermo immagine incarneranno le opere ispirate a Dante. La musica dei Solisti della Nuova Orchestra Scarlatti – Chiara Rollini e Veronica Menditto (violini), Matteo Introna (viola), Pierluigi Marotta (violoncello), Gaetano Russo (clarinetto) – si intreccerà con l’azione in scena e con la voce recitante di Davide Ferrari, per evocare luci, ombre, visioni dantesche con un piccolo universo sonoro spaziante senza pause da un Balletto seicentesco a John Cage, da Weber a Prokofiev, da Schubert a Šostakovič, e altro ancora. Emozioni inedite per un appuntamento da non perdere.
Biglietti disponibili su azzurroservice.net e presso i punti vendita autorizzati.
RossellaCappadone voce e chitarra StefanoCalzolari pianoforte StefanoSenni contrabbasso MarcoFrattini batteria“L’universo musicale di questo quartetto diretto da Rossella Cappadone, cantante e chitarrista riminese vincitrice di prestigiosi premi come il “Premio Chicco Bettinardi” di Piacenza e l’”Hengel Gualdi Jazz Award” di Bologna, pur rimanendo saldamente ancorato alla matrice afroamericana, è vasto e variegato e passa con disinvoltura da brani tratti dal songbook americano a classici della bossanova. Gli arrangiamenti sobri ma curati nel dettaglio mettono in risalto le peculiarità dei singoli musicisti e ne assecondano la vena creativa estemporanea.”
ChiaraPancaldi voce RobertoTarenzi pianoforte PaoloBenedettini contrabbasso MarcoBovi chitarraIl repertorio, principalmente composto da brani originali, alcuni standards, e songs di autori contemporanei rivela svariate influenze: dal jazz contemporaneo, alla musica brasiliana alla folk song d’autore. La scelta di questa sezione ritmica ribadisce, pur nella trasversalità del repertorio, l’intento musicale con il quale esso viene manipolato: un approccio totalmente jazzistico dove improvvisazione e interplay svolgono un ruolo centrale, alternando momenti di libertà espressiva a momenti di scrittura musicale.Contributo concerto €10 a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”
Deborah J Carter vocal Daniele Gorgone pianoforte Marco Piccirillo contrabbasso Gaetano Fasano batteria Quartetto dalla straordinaria energia ed eleganza guidato dalla vocalist americana per l’occasione in tour in Italia con un trio di affiatati musicisti italiani. Con la sua inconfondibile voce vellutata, profonda e intrisa di jazz, Deborah interpreta, oltre ad alcune gemme meno conosciute dello sterminato repertorio del songbook americano, i grandi classici americani di quei compositori (Jule Styne, Fred Coots, Irving Berlin) che hanno scritto melodie indimenticabili, per un concerto che si preannuncia carico di swing e avvolgenti riarmonizzazioni.
Contributo concerto €15 a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”
INFO E PRENOTAZIONIWhatsApp 391 1682442 Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, quota annuale €15 per la tessere seguire le istruzioni al link: https://camerajazzclub.com/registrati/
Il Live Tones e Gabbianella club events presentano al teatro MAV di Ercolano, inserito nel programma della stagione teatrale 21/22, il concerto jazz “Francesca Tandoi Trio”.
Francesca Tandoi, pianoforte
Stefano Senni, contrabbasso
Giovanni Campanella, batteria.
Riconosciuta dalla critica e dal pubblico come uno dei talenti pianistici e vocali più interessanti della scena jazz internazionale, Francesca Tandoi è anche un’ ottima compositrice e una straordinaria band leader, che già alla sua giovane età vanta un percorso costellato di successi in tutto il mondo. Le sue performances in trio sono state definite più volte come ‘un’esplosione di swing’ e il suo pianismo incredibilmente virtuoso ed elegante.È proprio la formula del piano trio ad esserle più congeniale permettendole una libertà espressiva ad ampio raggio e di originale intensità in cui mantiene ben saldo il legame con il passato e con la tradizione jazzistica ma con la mente proiettata verso il futuro.Come leader dei suoi trio dal 2014 ad oggi ha già all’attivo diverse registrazioni “For Elvira” “Something blue” “Magic Three” e “Winddance” . Quest’ultimo appare nella classifica “top10 best jazz albums of 2017” della famosa rivista giapponese “Jazz life”. Ha partecipato nel 2021 agli eventi di Umbria Jazz sia a Perugia che Terni come ad altri svariati festival e rassegne jazz. In uscita nel 2022 il suo ultimo lavoro discografico “When in Rome”.
Con lei sul palco Stefano Senni al contrabbasso, uno dei musicisti più attivi e richiesti nel panorama jazzistico internazionale. Ha suonato in tutto il mondo, con i più grandi jazzisti d’oltreoceano ed è presente in oltre cento incisioni discografiche.
Giovanni Campanella alla batteria, uno straordinario talento che affianca alla sua attività di batterista anche quella di pianista e compositore e che vanta innumerevoli collaborazioni live e in studio con alcuni dei più grandi nomi della scena jazz italiana e internazionale.
Saranno il Monte Somma, il Vesuvio, i suoi vini e lo storico tessuto culturale del vulcano più famoso del mondo
ad ospitare la presentazione del nuovo disco del quintetto jazz di Leonardo De Lorenzo, pubblicato da AlfaMusic
in anteprima digitale,ed ora disponibile su CD
CONFERENZA STAMPA
A precedere il concerto, alle 18.30 ci sarà una conferenza stampa durante la quale l’artista presenterà il suo lavoro nel foyer del teatro.
La conferenza verrà condotta dai giornalisti Angelo Sciaudone e Diego Andese della testata musicale Sound Contest, media partner ufficiale per questo evento
I musicisti consegneranno il disco al pubblico intervenuto alla registrazione e, a chi lo desidera, vi apporranno le firme.
Il Cd sarà comunque disponibile per chiunque vorrà acquistarlo.
Alle ore 20.50 sarà possibile con formula “tavolo”, gustare un primo piatto della tradizione locale
e un calice di vino prima dell’inizio del concerto previsto per le 22.00
Alle ore 21.40 sarà possibile l’ingresso per chi sceglierà la formula “poltrona” sempre comprensiva .di calice di vino
Leonardo De Lorenzo drums, compositions
Ciro Marone alto sax
Giacinto Piracci electric guitar
Ergio Valente piano, fender Rhodes
Vincenzo Lamagna double bass
IL CD
il titolo di questo progetto nasce da un gioco di parole modificando il modo di dire Inglese “to be on fire” (cioè essere nel fuoco, essere a “mille” e in grande fermento creativo) cambiando la lettera R con la V e facendolo diventare “on fiVe” letteralmente “sul cinque” perché il numero cinque in questo lavoro, è di grandissima importanza. Ho preparato il repertorio alla soglia dei miei cinquantacinque anni, la musica è per quintetto e in cinque dei sei brani è sempre presente il 5/4 “puro” o espresso nei suoi multipli suddivisionali.
Ad accompagnarmi in questa nuova avventura, ci sono amici di vecchia data e qualche piacevole scoperta degli ultimi mesi, come il bravissimo e giovanissimo alto sassofonista Ciro Marone, conosciuto per caso durante la festa della musica nel 2018, quando ho diretto un’orchestra formata da allievi del conservatorio di Benevento, dove insegno. Giacinto Piracci alla chitarra ed Ergio Valente al pianoforte e tastiere, si sono occupati delle armonie e il fido e solido Vincenzo Lamagna con il suo contrabbasso ha coadiuvato il sottoscritto nelle tessiture ritmiche. Un repertorio non facile, ma sempre legato alla melodia, costituito da pezzi di lungo respiro, quasi in forma di “suite” con tanti inaspettati cambi di scena, colori ed atmosfere. Ogni brano racconta una storia, e tutte le storie di questo lavoro sono legate ad un filo rosso che porta l’ascoltatore per mano, avvolgendolo nel suono moderno del gruppo. Nel giorno 18 Gennaio 2019, poco prima della recrudescenza dei contagi da Covid e del lockdown, siamo riusciti a registrare questo cd con una formula molto particolare attraverso la quale abbiamo portato in studio un pubblico ristretto e selezionato di appassionati di musica e audiofili che hanno avuto così l’opportunità di assistere alla creazione del lavoro discografico, facendone parte integrante! Inoltre, data la presenza del pubblico, le riprese sono state di tipo “diretto” in quanto pubblico e musicisti erano tutti nella stessa sala, rendendo così impossibile qualsiasi tipo di editing. Questo vuol dire che alcuni errori di esecuzione che potevano pregiudicare la registrazione, non potendo essere corretti, ci hanno costretti a procedere ad una nuova registrazione (take). Esattamente come si faceva ai vecchi tempi nei grandi studi di una volta. Tutto questo ha reso possibile il flusso di un’energia particolare e spero che tutti i fruitori di quest’opera possano percepirla. (Leonardo De Lorenzo)
“In perfetta continuità con le mirabilie di “Waiting” e di “The Ugly Duckling” il nuovo progetto di Leonardo De Lorenzo “on fiVe” è un inno alla sincope e alla creatività. Suoni nuovi e progressivi, mai rimasticati, energia contagiosa, vibrazioni telluriche che sono pura epifania. Con lui, infaticabile bombarolo, in quell’antro delle meraviglie che è la sua musica, la chitarra sanguinosa di Giacinto Piracci, il piano vorticoso di Ergio Valente, gli acuti sdruccioli del giovine sassofonista Ciro Marone, il basso poderoso di Vincenzo Lamagna. Il jazz è vivo e lotta insieme a noi” Gero Mannella (jazzophile)
Ho imparato ad applaudire senza battere le mani. Di lì a pochi giorni avremmo tutti fatto altre cose senza farle. Abbracciarsi senza braccia, baciarsi senza bocca, amarsi senza fare l’amore.
Il mondo sarebbe cambiato, e noi con lui, ma stavamo nella placenta della musica ed eravamo connessi alla nostra emozione.
La mia prima esperienza di registrazione di un disco con pubblico silente in sala. In parte è stato faticoso perché avrei voluto gioire con tutti i sensi, con l’esuberanza dell’eloquio e del gesto che mi appartengono, dopo ogni assolo, e alla fine di ogni brano. C’era un’atmosfera come alle cene di natale della mia infanzia; aspettavo che i grandi finissero di mangiare e di bere, per scartare il regalo che avevo intuito e che mi faceva salire la febbre ben visibile sulle mie gote accaldate. E allora diritta avanti a me la chitarra, a destra il piano, a sinistra il sassofono, nelle gabbie il basso e, un po’ dal vetro e un po’ via monitor, Leonardo che osservavo come lo zio che il regalo me lo faceva grande e che monopolizzava lo spazio angusto dei doni sotto l’albero.
Tutti i brani andavano via veloci, perfetti, senza ripetizioni o “accrocchi” della moderna tecnologia della quale, oramai ne facciamo un uso eccessivo un po’ tutti. Noi astanti eravamo emozionati ma loro, i musicisti, di più, perché non c’era la distanza del golfo mistico a separare le loro paure e la loro voglia di regalarci bellezza. Ma tutta questa tensione è defluita nella musica, nel gesto di un accordo sul pianoforte o di un colpo di timpano proprio lì in quel punto. Ci siamo trovati come dei piccoli peluche a muovere le mani in questo gesto catartico ma senza far rumore, senza far rumore come quando cercavo furtivamente di capire l’entità del mio regalo. Le connessioni emotive sono state tante ma anche indimenticabili perché quel giorno, dove ancora ci baciavamo con la bocca e ci abbracciavamo con le braccia, è stato un giorno dove abbiamo imparato a far l’amore con la musica, questa bella musica di un uomo, Leonardo, che sa come far l’amore anche senza poterlo fare. (Giulio Scognamiglio)
Il disco è stato registrato in modalità live, in due set, con pubblico in sala. The album was recorded “live”, in two sets, with the audience in the hall.
CD Track List:
1) Hope
2) Perdersi in un Quadro
3) Il Filo Rosso
4) F Supremacy
5) Wild Mind
6) Reflection
All composed by Leonardo De Lorenzo
Publishing: AlfaMusic Studio (Siae)
Cover photo Elisabetta Cartiere
Photos (during the recording sessions) Gianluigi Iovino
ROMA JAZZ FESTIVAL 2021 45° edizionefino al 21 novembre Auditorium Parco della Musica | Monk Roma
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Il gran finale della 45° edizione del Festival con un protagonista assoluto della nuova scena londinese
THEON CROSS WE GO AGAIN
21 novembre h21 MONK ROMA
“Un talento prodigioso” (New York Times)
(Theon Cross)
“Un talento prodigioso” lo ha definito il New York Times mentre il Guardian parlava di “esuberante inventiva”. E se Pitchfork ha scritto di lui come “figura chiave della vitale scena jazz londinese” per Rolling Stone è chiaro come sia riuscito a “portare la tuba al centro del jazz”. È Theon Cross, che il 21 novembre al Monk chiude questa 45° edizione del Roma Jazz Festival.
Un’edizione speciale che ha visto la presenza di grandi nomi internazionali come John Scofield, Dave Holland, Joe Lovano, Roberto Fonseca e Brad Mehldau ma anche tante proposte legate alla ricerca di nuove sonorità e alla sensibilità delle nuove generazioni come Theo Crocker, Studio Murena e lo stesso Cross. In una stagione di non facile ripartenza, un’edizione che ha riscontrato un grande entusiasmo da parte del pubblico, sempre pronto a tributare standing ovation e applausi a scena aperta ad ogni appuntamento.
Compositore e suonatore di tuba, Theon Cross ha completamente reinventato il ruolo di questo strumento, rendendolo un protagonista ipnotico e percussivo, avvicinando così il jazz a sonorità da clubbing più alternativo e ad atmosfere da sound system, dandogli la possibilità di stare nelle playlist di giovani indie. Cross è stato un membro stabile dei Sons of Kemet e ha suonato regolarmente con Nubya Garcia, Moses Boyd, gli Ezra Collective, il SEED ensemble e molti altri.
AL TEATRO DUSE DI BOLOGNA LA VEDOVA ALLEGRA DELLA COMPAGNIA CORRADO ABBATI
20 e 21 novembre 2021 | sab. ore 21 dom. ore 16
Teatro Duse di Bologna, via Cartoleria 42
È firmato dalla Compagnia Corrado Abbati il nuovo allestimento de La vedova allegra che andrà in scena il 20 e il 21 novembre (sabato alle ore 21 e domenica alle 16) al Teatro Duse di Bologna. L’operetta in tre atti composta da Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein da un soggetto di Henri Meilhac, fu rappresentata per la prima volta il 30 dicembre 1905 al Teatro An der Wien di Vienna. Un successo che da allora non si è mai arrestato.
“Nel 1861 – spiega Corrado Abbati, che firma regia e adattamento – il commediografo e librettista francese Henri Meilhac, lo stesso della Carmen di Bizet, scrisse un piacevole vaudeville che divenne famosissimo solo molti anni dopo, nel 1905, grazie alla musica di Franz Lehár: era nata ‘La vedova allegra’. ‘Non si offenda, ma questa non è musica’. Questa frase, dettata dallo stesso Lehár, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica. Una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ma forse avevano ragione. ‘La vedova allegra’ non è musica, è molto di più: è un’emozione, un’esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta”.
“’La vedova allegra’ – prosegue Abbati – è un capolavoro di genuina ispirazione, i protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, di promesse, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale che sia in un’operetta, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo”. “Così, nel finale, tutti cantano la celeberrima marcetta ‘E’ scabroso le donne studiar!’ in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione – conclude il regista – dove si va da Maxim, ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino, si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in un’atmosfera spensierata e contagiosa che assimila attori e pubblico”.
Al via la dodicesima edizione di “CortiSonanti” il festival internazionale di cortometraggi organizzato dall’associazione culturale AlchemicartS e sostenuto da Regione Campania e Comune di Napoli. Dal 15 al 20 novembre, il festival diretto da Nicola Castaldo e Mauro Manganiello proporrà la visione di un’ampia vetrina di cortometraggi provenienti da varie parti del mondo. La rassegna cinematografica avrà un’anteprima televisiva su Minformo Tv, per i primi 3 giorni di programmazione, prima di arrivare al Cinema Metropolitan, all’Institut Français Napoli e al Maschio Angioino, per giornata conclusiva con la premiazione dei vincitori.
Nelle 6 giornate di CortiSonanti 2021 passeranno in rassegna 53 opere selezionate dalla giuria tecnica presieduta da Rosita Marchese e dalla giuria d’onore tra le 985 iscritte alle varie sezioni, provenienti da 70 paesi.
Animazione, documentari, videoclip musicali, sport, ECOrti, corti italiani e corti internazionali sono le 7 categorie del concorso ufficiale a cui si aggiunge quest’anno la categoria DNApoli, una sezione speciale dedicata alle produzioni e ai protagonisti partenopei. La categoria presenta 5 lavori: “Il Nostro Nome è Anna” di Mattia Vannuzzi Mura, con Ludovica Nasti; “La Stanza” di Giuseppe Alessio Nuzzo con Michele Placido; “L’Ora delle Nuvole” di Mario Sposito con Gigi Savoia; “Con i Pedoni tra Le Nuvole” di Maurizio Rigatti con Nicola Amato e Milena Vukotic;“Emma”del filosofo e regista Andrea Bocchetti, con Francesca Laino.