Recensione: Fiorenza Calogero in “Vico Viviani” al Teatro Trianon Viviani

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

L’emozione di arrivare in Teatro e vedere che il pubblico aspetta con entusiasmo e gioia di vivere di poter applaudire una grande interprete della musica popolare come Fiorenza Calogero è una vera gioia per il cuore.

È quello che è successo domenica sera al Teatro Trianon Viviani che, in anteprima assoluta, ha presentato il nuovo progetto “Vico Viviani” che anticipa il disco che sarà pubblicato ad ottobre prossimo e per il quale Fiorenza Calogero ha coinvolto musicalmente tantissimi musicisti e cantanti sia italiani che internazionali come Rosalia de Souza, M’barka Ben Taleb, Elena Ledda, Jaques Morelenbaum, solo per citarne alcuni.

Nata a Castellamare di Stabia, proprio come Raffaele Viviani, nel periodo del lockdown ha sentito l’esigenza di raccontare la sua città attraverso un linguaggio artistico che ne avrebbe esaltato la bellezza della sua città e contestualmente dell’opera del grande Maestro.

 L’idea le è arrivata un giorno correndo per i vicoli della sua città, ritrovandosi, cosi per caso, proprio di fronte alla casa natale di Viviani, da lì l’intuizione particolare di aver trovato la “strada” per il suo progetto per raccontare il suo legame, unitamente come quello del grande commediografo, con il popolo stabiese e con la sua terra.

Il progetto ha dato vita, oltre ad un emozionante concerto e ad un disco di prossima uscita, anche ad un bellissimo docufilm, la cui anteprima è stata proiettata alla fine del concerto stesso, in cui la stessa interprete ha “raccontato” in parole e musiche la scelta delle varie “voci “che hanno contribuito al progetto stesso e che lo hanno reso un vero e proprio gioiello musicale.   

“Nell’ideare questo concerto, ho pensato a un vico messo in scena come viaggio – spiega Calogero –, un vico che è punto di arrivo e di partenza, di deriva e di approdo, un vico che viaggia in un’interminabile strada fatta di mistero e poesia, terra e mare, luce e buio, pulsione e razionalità».

Il linguaggio musicale è quello tipico del mondo contadino del sud Italia – prosegue l’artista, che esordì a diciassette anni nella Gatta Cenerentola di Roberto De Simone –: lo stile della tarantella nelle sue molteplici forme e della tammurriata, che riteniamo sia la sua attuale variante, con un “sound”, inasprito da tammorra e chitarra battente, che rievoca il gioioso clamore dei vicoli, la compianta lontananza di un marinaio, la folle disperazione degli zingari e l’orgoglio malinconico di Bambenella».

Elegantissima in abito lungo di colore rosso, emozionatissima nel vedere il Teatro Trianon in sold out, dopo due anni di totale difficoltà per il mondo della musica e dell’Arte in generale, Fiorenza Calogero ha conquistato la platea con la sua voce e il suo carisma travolgente.

Tra i brani interpretati, Rumba scugnizza (“La rumba degli scugnizzi”), ‘O marenaro ‘nnammurato, Prezzetella ‘a capera, Lavannare’, Si vide a l’animale, Zingari, Avvertimento, Canzone di Margherita e Quanno jarraje a spusa’, solo per citarne alcuni , intervallati da contributi audio  con la voce di Peppe Barra, Massimiliano Gallo, Lello Radice e Anna Spagnuolo, e la musica si accompagna un impianto video-scenografico di Alessandro Papa, a testimonianza che la bellezza va interpretata ed espressa in tutte le sue forme artistiche, dalla musica alla parola, dal canto alle immagini, il tutto sotto la sapiente regia di Gennaro Monti e la produzione firmata da Musiciens (Fiorenza Calogero & Salvatore Piedimonte).

Sul palco per esprimere tutta la musicalità della nostra amatissima terra Fiorenza Calogero è stata accompagnata da Marcello Vitale alla chitarra battente, Carmine Terracciano alle chitarre e Gianluca Mercurio alle percussioni, oltre a due straordinari guest star d’eccezione come Maurizio Capone con i suoi originalissimi strumenti realizzati con materiale riciclato ed Ezio Lambiase alla chitarra elettrica.

L’emozione è tanta in sala come l’entusiasmo per una musica che arriva al cuore del pubblico e lo coinvolge cosi tanto che lo stesso richiama in scena più volte Fiorenza Calogero per una serie di bis che la vedono protagonista, sul finale del concerto, di una bellissima interpretazione di “Cuncetti’  Cuncetti”, concludendo con un’irresistibile tammurriata con il contributo del pubblico che seguito la musica con il battito delle mani e accenni di danza, seppur nel pieno rispetto delle regole anticovid.

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