Presentata la nuova stagione musicale 2018-19 dell’Associazione I Senzatempo di Avellino

  senzatempo_ I colori della musica : I senza tempo Il due settembre la storica associazione  Avellinese I Senzatempo, ha presentato la stagione 2018-2019 presso l’Hotel de la ville. Come ogni anno, l’associazione realizza un programma di eventi per promuovere il jazz, la cultura e la formazione musicale, valicando gli angusti limiti territoriali della Provincia, e soprattutto provando a valicare  gli angusti limiti e le etichette che troppo spesso ci si impone nella realizzazione di percorsi e di obiettivi. La volontà è quella di realizzare un cammino  per tappe che spinga chi ascolta e chi vive l’esperienza associativa ad andare oltre la propria posizione personale, abbracciando una visione di maggiore accoglienza verso tutto quello che è in qualche modo diverso, o che semplicemente non si conosce. L’affermazione di una visione che potrebbe, senza difficoltà alcuna definirsi “ comunitaria”, diretta a superare i preconcetti, o le costruzioni definite di una società che senza cultura si chiude sempre di più in se stessa.  Ed è  in questa logica  che la direzione artistica di Luciano Moscati ha immaginato  una stagione tutta dedicata ai Colori della musica, alla percezione non assoluta che di essi è possibile avere e che valicando  i neri, i bianchi, i grigi sia tutta impegnata a mescolarli al fine di rendere prioritaria la cultura della “ sfumatura”. Da sempre la mission della associazione è quella di realizzare una sintesi di mondi e culture,  da conoscere ed ascoltare  con l’anima e con gli occhi della coscienza. La vera crescita di un popolo va ben aldilà dei soli numeri del Prodotto interno Lordo di un Paese. La bellezza e la felicità sono una precondizione, per il progresso anche economico di una comunità. Un viaggio attraverso le note del Brasile, ed attraverso le corde di una chitarra in bilico su una lunga linea dell’orizzonte, in attesa di un domani più attento all’armonia  che alla bestemmia della violenza umana e del linguaggio. La pace attraverso la lunga gamma di suoni che l’animo umano può generare raccogliendo esperienze, ma che può percepire solo se è educato alla apertura ed alla libertà di spirito e di coscienza. L’educazione è l’unico strumento possibile per una pace che sia consapevole ed eterna, e sin dalla notte dei tempi la musica ne ha rappresentato l’espressione più coraggiosa e rivoluzionaria.  Questo “ lo scopo” de I Senzatempo che anche in questa stagione si affida ad artisti internazionali provenienti da tutto il mondo, a grandi voci, a graffianti raccontatori, a giovani emergenti ed alle immagini che saranno capaci di costruire. Un altro salto nella lunga storia dell’associazione, che non molla e che tenacemente, continua il suo percorso umano e culturale in una città a volte troppo complessa e sfuggente.  Alla musica, ed alle voci saranno affiancate la scrittura, il racconto ed un progetto che vedrà coinvolte le giovani promesse del panorama musicale della Provincia.  Hanno deciso, ancora una volta da veri mecenati di accompagnare  questo percorso, mostrando una enorme capacità di cogliere lo sforzo e l’impegno della associazione: Ford, Blucenter Avellino, Generali Agenzia di Avellino Italia, Stefano Rago Gioielli, Nova Rigenerazione. Le immagini della rassegna sono ancora una volta raccolte dalla mano meravigliosa degli SpectraFoto. La storia de I Senzatempo è quella del sogno di un gruppo di persone che decidono di realizzare, insieme, un progetto fatto di bellezza e cultura. Pochi sanno che dietro il nome ad esempio, c’è la felice intuizione di uno dei soci fondatori, Enzo De Matteis, e che nel direttivo sono presenti quasi tutti i fondatori originari: Luciano Moscati, presidente e direttore artistico, Edoardo Mennillo, Alberto Fusco, Tommaso Castelli, Ernesto del Giudice, a cui si sono aggiunte negli anni Silvana Rebulla, Maria Rusolo, Titti Amodeo, e da ultimo Tommaso Sodano. La volontà era quella di  creare un clima confortevole, ma che portasse in città l’atmosfera tipica dei club newyorkesi, e che consentisse alla città di godere di artisti internazionali, che quasi mai raggiungevano queste latitudini. C’è chi spesso, nel parlare di questa associazione, ha usato il termine “ circolo privato”. Beh ci consentirete di dissentire completamente da questa visione. Si tratta di uno spazio, assolutamente privo di delimitazione che voleva creare un metodo, ed individuare degli obiettivi da realizzare, ma che in una città come Avellino non ha sempre avuto vita facile. Quando provi ad organizzare eventi che richiedono un certo impegno anche in termini di costi, e non hai strutture pubbliche che ti accolgono o non hai sostegno da parte degli enti, diventa davvero complicato continuare e non mollare. Ecco perchè quella che è solo una percezione di alcuni, non è altro che un lavoro fatto da associati per gli associati nel rispetto delle dinamiche anche tecniche tipiche di una organizzazione sociale. Le occasioni per coinvolgere la città, mettendo a disposizione la conoscenza e la competenza acquisita sono stati momenti del tutto isolati, Le Notti di Cinema (certamente il più grande evento mai realizzato ad Avellino), le Notti Bianche e Musica al Parco. Di qui si doveva cominciare per creare un percorso virtuoso che durasse nel tempo. La bellezza, l’armonia, il benessere e la cultura sono concetti in divenire, mai uguali a se stessi, che richiedono strade da costruire in sicurezza e nel tempo, richiedono la convergenza di intenti indipendentemente dalle appartenenze di “ clan” o di gruppo. Non vi è errore nella corretta valorizzazione del lavoro compiuto dagli altri, se in esso si riconosce un barlume di speranza per una comunità e per le future generazioni. Di qui la volontà e la voglia profondissima di continuare nonostante le difficoltà, grazie soprattutto a quella luce che scorgiamo scintillare negli occhi di chi ascolta un musicista per la prima volta, o di chi rimane rapito dalle mani che leggere attraversano i tasti di un piano. Il rumore del cuore che cerca e si coordina con i suoni delle note che scivolano, o scuotono uno spazio. Lo spazio che è circoscritto solo come frutto di una convenzione umana, che in realtà non esiste nel momento in cui le luci si abbassano e la musica comincia a scorrere veloce, velocissima, fino a divenire pulsante. Ecco perchè in una fase delicata per il mondo, in cui gli uomini sembrano aver smarrito il senso di appartenenza alla razza umana, e si perdono nelle strade del bisogno, confusi da urla di odio, era necessario anche, nel pensare un nuovo progetto, incontrare un tema che rendesse chiaro da che parte si trova chi aderisce alla nostra Associazione: dalla parte delle sfumature, dei colori, della diversità come strumento per arricchirci ed arrichire chi ci troviamo di fronte, in attesa che una nuova alba possa finalmente sorgere e dinanzi alla quale trovare finalmente la sola ispirazione possibile, quella di cercare un linguaggio comune che garantisca la Pace. La musica può farlo, ne siamo sicuri, e per questo vi invitiamo ad unirvi a noi in questa magica costruzione, nella quale tutti possiamo essere parti e protagonisti perché  “ il jazz è la rivolta dell’ emozione contro ogni forma di repressione”

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