“24 Live in studio” – l’album d’esordio di Sebastiano Esposito – registrato interamente in presa diretta

Di Giorgio Borrelli

“Non conosco il motivo che spinge un musicista a diventare tale, il mio è stato quello di vivere per sempre in ogni nota”.
Sebastiano Esposito, giovane chitarrista e compositore partenopeo esprime così il suo personale viaggio nel mondo musicale con cui documenta la sua scelta di vita e le sue emozioni.
“24 – live in studio” è un album autoprodotto, masterizzato da Giovanni Versari de la “La Maestà Mastering Studio”, mixato presso gli “Starlight Studios” da Renato De Carlo e Giuseppe Polito, nonchè registrato presso “The Vessel Recording Studios” da Stefano Soggiomo e Nicola Tranquillo ed infine nei locali del “Black Eight Studios” di Ciro Galante e Nico Esposito.
Il giovanissimo chitarrista è accompagnato da altrettanti valenti musicisti. Ritroviamo alla batteria Elio Severino mentre Giovanni Macchiaverna sostiene la sezione ritmica col suo basso.
Sebastiano ci introduce in paesaggi musicali raccontando con la sua voce storie di vita, di amicizia, d’amore e di tristezza, di passione e di sconforto entrando nel cuore dell’ascoltatore con il suo tocco poetico e aggressivo allo stesso tempo ma sempre sincero, diretto, lineare.
L’album trasuda un’anima rock che alza la propria voce senza mai dimenticare la poetica ed il lirismo.
Il packaging e la grafica della custodia, che contiene anche un dvd live, son ben pensate dall’autore, quasi a simboleggiare la voglia di proteggere il suo lavoro. Il book illustra le varie tracce dell’album dando voce anche ai suoi validi insegnanti del calibro di Pietro Condorelli, Marco Sfogli e Ciro Manna.
La prima traccia della coraggiosa autoproduzione di Esposito è “Parthenope”. “La Leggenda narra che il mito di Parthenope può essere udito solo da chi sa ascoltare (Cit.)”. Un chiaro richiamo alle proprie radici da cui l’autore non si distacca mai, elaborando interessanti spunti riflessivi che gli consentono di tessere immagini originali e sognanti. In questa traccia, introdotta da un effetto di reverse delay, si staglia dolce e prepotente la voce “classica” di Sebastiano che ci riporta indietro nel tempo, a farci udire il passato, un momento, un ricordo evanescente tuttavia cristallizato nell’anima, che riemerge all’improvviso. Riavvolgere la vita, rivedersi, ricercarsi.
Segue “Midnight sun” in cui la voce granitica della chitarra elettrica di Esposito ci trascina su un iniziale canto reggae che sprona al coraggio in sè stessi e alla voglia di combattere per un sogno. Le voci si susseguono, non solo quelle strumentali che incorniciano perfettamente l’idea del chitarrista ma soprattutto quelle molteplici dell’anima di Esposito, che esprime tutta la propria esuberanza giovanile, strappando un sorriso per la caparbietà degli intenti.
La spensierata e giovane anima di Sebastiano è mostrata, a carte scoperte, in “Summer Breeze”. C’è freschezza nel linguaggio, non ci sono sovrastrutture ma solo la genuinità della composizione nella “forma canzone” che non è assolutamente da sottovalutare, così facendo: “la musica può trasportarti da una parte all’altra del mondo pur restando comodamente seduto (Cit.)”.
Un’esplosione di emozioni dirette, intense, in grado di colpire l’animo di qualunque ascoltatore e capace di far sentire l’amore puro per la musica, con il cuore più che con la mente. Emerge questo dal brano “Lost in You” che offre tanti apprezzabilissimi momenti, con fraseggi di ottima fattura. C’è magia e poesia nei brani, e sono così chiare e forti che l’autore può sentirsi felice di essere riuscito nel suo intento: raggiungerci attraverso la musica.
E’ un canto di battaglia e di sfida quello di “Open Your Mind”, un invito ad aprire la mente evidenziando che “i limiti sono spesso negli occhi di chi ci osserva (Cit.)”. Sembra quasi un inno celtico sorretto dalla granitica batteria di Elio Severino che incornicia egregiamente i pensieri di Esposito.
In “Memories”, sesta traccia del disco, Sebastiano Esposito non cela le sue origini fusion. Si avverte, all’inizio, un richiamo armonico al Gambale del power trio con Stu Hamm, con empatiche voci che si susseguono in un vortice di idee tra l’Holdworth di Metal Fatigue e il Satriani più viscerale ma di cui l’autore ne è perfetto custode. Lo spirito dell’album e l’originalità non vengono accantonate da un’emulazione piatta e ridondante, anzi esse vengono alternate con l’anima partenopea, sempre vigile e attenta.
“Something’s Crashed” è la settima traccia del lavoro di Esposito. E’ vero ciò che viene esplicato dall’autore nel book allegato, ovvero: “Qualcosa si rompe e ti riporta inevitabilmente ad un nuovo fragile equilibrio”. Ci parla Sebastiano, ci racconta la sua vita ed i cambiamenti che, talvolta, possono migliorarti o divorarti.
Un riff deciso e sensuale apre l’ottavo pezzo “Direct Impact”: melodia ed intensità si rincorrono con certosina precisione e, a mio parere, uno dei migliori episodi dell’album.
Ritorna l’aggressività dell’autore in “Don’t Give Up” con cui colpisce in profondità l’ascoltatore. Aggressivo, roccioso e diretto con una linea melodica dal sapore pop e con un ricco susseguirsi di assoli, urlati anche attraverso l’uso del whammy bar, lo rendono molto fruibile e piacevole da ascoltare, casomai in auto, da soli.
Con “When You Smile” melodia e pathos si fondono alla perfezione. Ritroviamo serenità, leggerezza. In quest’ultima traccia sembra quasi che l’autore voglia lasciarci un retrogusto leggermente amaro per quello che poteva essere ma che non è stato; per quello che avremmo sognato ma non si è avverato.
Un disco emozionante con una duplice sopresa finale, fruibile e complesso allo stesso tempo, da cui emerge tutta l’energia e la voglia di vivere di un giovane musicista che racconta la sua vita donandola agli ascolatatori. Le immagini, in esso contenute, rievocano continuamente i nostri sogni ed i nostri desideri. Di sicuro un album da acquistare per rivivere la spensieratezza dei “24”.

Giorgio Borrelli

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