ANAKATÀ ENSEMBLE UBIQUE DODICILUNE / IRD

DIMA ED372 CLAUDIO PISELLI
Venerdì 1 dicembre esce in Italia e all’estero, distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “Ubique” il nuovo lavoro discografico dell’Anakatà Ensemble, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il quartetto è composto da Marco Silletti (chitarre), Laura Rosa (flauti), < strong>Alessandra Gho (violino), Maria Grazia Reggio (chitarre), musicisti di consolidata esperienza concertistica in numerose formazioni cameristiche, che hanno al loro attivo registrazioni per la DDT di Torino, la Bèrben di Ancona, la Tirreno di Zurigo, la Map di Milano e la Bongiovanni di Bologna. Il disco sarà presentato sabato 16 dicembre (ore 18.30) nella “Casa della Musica” di Portacomaro (Asti), venerdì 22 dicembre (ore 21) nella “Sala Borsalino” di Pecetto di Valenza (Alessandria) e venerdì 19 gennaio (ore 21) nell’Aula Magna del Liceo Plana ad Alessandria.

L’idea dell’ensemble nasce dalla volontà di esplorare nuove possibilità espressive per questo particolare organico. L’inconsueta combinazione di violino, flauto e due chitarre, con le sue suggestive so norità e i suoi impasti timbrici, ha così determinato la scelta di un repertorio eterogeneo che comprende brani dell’ottocento, composizioni contemporanee appositamente scritte per l’ensemble, trascrizioni di varie epoche e generi, in un’intrigante miscellanea di barocco e pop, stile galante e rock. Il disco propone, infatti, cinque composizioni originali di Silletti (“On Tuesday Morning”, “Metang”, “Ananke”, “Anakatà”, “Ry-Me”), i brani “Baboma” e “Pépé Fely” del musicista e compositore congolese Ray Lema, “Forbidden Colours” di Ryuichi Sakamoto, “Run Home Slow”, “Let’s Make The Water Turn Black” e “Uncle Meat” di Frank Zappa, “Se tu m’ami” di Igor Stravinskij, “Pour Invoquer Pan Dieu Du Vent d’été” e “Pour Remercier La Pluie Au Matin” di Claude Debussy e “While My Guitar Gently Weeps” d i George Harrison.
«Questo è un disco che non c’era. In un mercato così democratico e aperto da accogliere prodotti inesistenti in quantità tanto grande da annichilire le rarissime presenze reali, è una fortuna scovarne una di queste e poterne parlare», sottolinea nelle note di copertina Gianni Nuti. «Anzitutto si tratta di un progetto e non di una raccolta di brani e tale progetto ruota attorno a una personalità musicale − quella di Marco Silletti − e a un sound, quello della chitarra anzi, di un certo modo di pensare la chitarra. L’ascolto di brani dalle derivazioni geografiche, stilistiche e di genere assai diverse, rispettate nella trascrizione per le loro specificità, è tuttavia ancorato attorno a un unico clima, fatto di un corpo energico, vitale e insieme pensieroso, assetato di contatti col mondo e d’altro canto votato a una solitudine alpestre, più avvezz a a dialogare con la natura che con gli esseri umani», prosegue. «La formazione, piuttosto inusuale, di due chitarre, flauto e violino è valorizzata da una scrittura attentissima agli equilibri sonori e chirurgica nell’assicurare trasparenza alla trama polifonica e poliritmica e alle ricercate armonie, ma soprattutto nell’echeggiare, rimbalzare, ricalcare coloriture timbriche proposte dalle corde pizzicate, riprese dal fiato e allungate a far da sfondo e poi agganciate dall’arco e restituite ai suoni provvisori e puntuali della chitarra. Per i brani non inediti presenti in questo CD non possiamo certo parlare di trascrizioni, perché gli originali restano sullo sfondo a garantire la fedeltà al materiale di partenza e, per qualche ascoltatore, a trovare echi di familiare appartenenza, ma qui ogni elaborazione trasforma e piega gli ingredienti generativi per opera di una fantasia colta, alimentata da frequentazioni pratiche e riflessioni delle musiche più varie e dei repert ori più raffinati, anche quando popolari», continua Nuti. «E se il risultato non si riduce a un patchwork ma a un polittico coerente è perché l’autore non ostenta un eclettismo camaleontico ma si esprime secondo uno stile riconoscibile e discreto, privo di esibizionismi, rigoroso. La ragione sta nel fatto che Silletti interroga il suo strumento come se fosse una parte di sé, come se toccasse la sua pelle e cercasse di capire la reazione tattile, il calore la propriocezione derivate e ne producesse il disegno, il racconto: questo modo di leggere il mondo nell’ordito della propria pelle, cambia il mondo stesso in una mappa e lo fa proprio. Dunque una viscerale, irriducibile simbiosi con un corpo risonante diventa lo stagno instabile nel quale le presenze mondane si rispecchiano e vivono nuova vita. Tra le maglie delle musiche altrui, tre brani originali per chitarra sola sembrano, con umiltà, distrarre gli sguardi dal proscenio per permettere agli operai di sgomberare il pa lco e allestirlo per la successiva primadonna e invece sono fini collanti, preziosi bassorilievi che aggiungono una voce autentica a questa alchimia di presenze. Al termine di questo ascolto ciascuno porterà, nella propria gerla, miniature sonore curate in ogni particolare sia nella scrittura che nell’interpretazione e ben distinte l’una dall’altra, ma tutte permeate da una consolatoria, umana leggerezza».
L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 220 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Itali a e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.
Dodicilune – Edizioni Discografiche & Musicali
Tel: 0832.091231
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