Arteteca al Teatro Cilea fino al 12 novembre con “Cirque du Shatush”: intervista

locandina cirque

Da ieri sera, 9 novembre e fino al 12 novembre al Teatro Cilea un divertentissimo spettacolo di cabaret degli ArtetecaCirque du Shatush”, diretto da Ciro Ceruti.

Lo spettacolo narra della “lotta” fra il personaggio di Enzo che vorrebbe un circo più essenziale e minimalista, e quello di Monica che invece vede il Circo come una grande favola, pieno di ballerine, acrobati, spettacoli megagalattici, con lustrini e paillettes. Il tutto intervallato da diverse storie nelle storie, nel momento in cui arrivano sul palco, all’improvviso, i vari personaggi che fanno parte della storia artistica degli Arteteca.

Quasi due ore di spettacolo dove si ride dall’inizio alla fine, ripercorrendo le storie dei personaggi che fanno parte del vissuto quotidiano di tutti noi, dai fidanzati un po’ kitsch, agli sposini dove lui è “strapazzato” dalla neo moglie, ai personaggi dei vari format televisivi come “Uomini e Donne” come i divertentissimi Kevin e Samantha, a tanti altri personaggi. Come un finale a sorpresa che non vi sveliamo per farvi incuriosire e andare a Teatro.

Prima dello spettacolo abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Enzo e Monica alias gli Arteteca

sdr

 Partiamo dagli inizi. Dal 2001 teatro professionistico con la creazione della compagnia teatrale “Lazzari Felici” con la quale avete messo in scena diverse commedie e vinto premi prestigiosi. Come è stata quell’esperienza e come è nata poi la passione per il cabaret?

Monica: In realtà facciamo teatro da molto prima del 2001. Io personalmente ho iniziato a 13 anni, oggi ne ho 31, no forse 32 (ride ndr), quindi fatevi un po’ i conti da quanto tempo ormai sono in scena. Qualcuno si chiederà: “Cosa hai imparato in tutti questi anni? Niente!!!! Scherzo.. abbiamo iniziato entrambi spinti dall’amore che avevamo e abbiamo per il Teatro e lo spettacolo in genere, prima con spettacoli amatoriali, poi l’esperienza che tu stessa hai citato a livello decisamente più professionistico poi la grande svolta: il cabaret.

Ho letto dalla vostra biografia che siete passati al Cabaret perché nel teatro non si guadagnava nulla. Le motivazioni saranno state sicuramente diverse.

Monica: Il motivo del nostro passaggio dal Teatro al Cabaret non è stato questo, lo abbiamo scritto nella nostra biografia solo per scherzare. In verità è arrivata l’occasione di fare cabaret e poi siamo stati chiamati a farlo nel gruppo del Tam (locale storico di Napoli gestito da Nando Mormone) e lì è stata una grande scuola, per niente facile come magari si può pensare o come alternativa per chi non riesce a fare Teatro, anzi. E’ un percorso molto impegnativo e difficile, visto che ai tempi del Tam, eravamo ore e ore al locale per provare. Poi è arrivata la televisione, prima al Tam stesso dove registravamo, a volte, anche tre puntate in una sola serata e poi con la RAI, avendo finalmente la possibilità di farci conoscere ed apprezzare a livello non solo locale ma anche nazionale. Oggi, grazie anche a “Made in Sud” riusciamo ad avere locandine affisse per tutta la città quando facciamo uno spettacolo come stasera, ed avere il pubblico in sala senza doverlo chiamare noi, come agli inizi, con una sorta di “passaparola” tra gli amici e conoscenti. Insomma oggi ci sentiamo finalmente dei professionisti.

Enzo: Infatti all’inizio non facevamo Teatro, facevamo i rappresentanti, una sorta di “porta a porta” per invitare tutti quelli che potevamo ai nostri spettacoli!! (ride ndr)

Parliamo di “Made in Sud” appunto. Cosa ci potete raccontate di tale esperienza.

Enzo: Made in Sud è una storia che parte da molto tempo fa, da un’idea appunto di Nando Mormone. All’inizio, quasi dieci anni fa, eravamo pochi, e facevamo questi laboratori di cabaret, a volte il pubblico era numeroso, a volte sala quasi vuota, a volte rideva alle nostre battute, a volte il gelo assoluto. Insomma è stata una vera e propria esperienza sul campo, una sorta di “scuola” sia professionale che di vita. Man mano il format cominciava a funzionare, e divenne una vera e propria trasmissione televisiva prima a Sky poi in Rai, prima in seconda serata. L’esperienza andò così bene che ci promossero in prima serata e da lì è arrivato il successo che ormai tutti conoscete di questa trasmissione e dei singoli attori/cabarettisti che ci lavorano, compreso noi.

Come nascono i vostri personaggi che portate in scena? Chi di voi decide, o sceglie o magari consiglia l’altro? E litigate mai?

Monica: Litighiamo mai ???? Litighiamo sempre !!!! Ci uccidiamo !! (ride ndr)

Enzo: Domandaci piuttosto quando è che non litighiamo sui personaggi o sulle storie !!! Scherzi a parte, ci confrontiamo spesso, sia tra noi che con lo stesso Nando Mormone o Ciro Ceruti, nostro amico e regista di questo spettacolo. Le idee che nascono e che vengono poi rielaborate anche grazie ai loro preziosi consigli, vengono fuori da un’attenta osservazione della vita che ci circonda. Tutti i nostri personaggi nascono così, anche quelli di “Vita, cuore battito”, “terapia di gruppo” è nato dopo la notizia della nascita delle cliniche dove si potevano fare terapie per guarire dalla dipendenza dei Social Network, Kevin e Samantha dai vari format televisivi tipo “uomini e donne” ecc. In definitiva, ci guardiamo intorno, e nascono i nuovi personaggi o le nuove storie da raccontare al pubblico.


In anteprima abbiamo saputo che uscirà a breve il nuovo film.

Il terzo film uscirà il 25 Gennaio e si chiamerà “Finalmente sposi” distribuito da Lucky Red ed è la storia di molti fidanzati, che raggiungono finalmente il sogno di una vita : quello di sposarsi. Ma il film (girato in parte a Napoli e in parte in Germania) parla anche di emigrazione, e girando in Germania, abbiamo sentito le storie di italiani che vivevano lì da tantissimi anni, e abbiamo cercato di mettere queste storie nel nostro film, ovviamente sempre in chiave comica, sperando di esserci riusciti! Insomma, sarà un bel film, quindi venite, venite, venite al Cinema!!

 

Negli ultimi due anni, due film di successo, poi da dicembre scorso state portando in giro per l’Italia questo spettacolo “Cirque du Shatush” con la regia di Ciro Ceruti. Parlateci di questo “speciale” Circo.

Enzo: Lo spettacolo ha un solo obiettivo principale che è quello di far ridere, perchè pensiamo che principalmente la gente ha bisogno di questo per poter vivere oggi. Poi è stato creato intorno una storia particolare e una serie di effetti speciali, delle scene 3D, delle scene video, alcuni intermezzi di danza e di spettacoli circensi con degli acrobati, giocolieri e ballerine di grande talento, perché non volevamo proporre al pubblico il solito spettacolo di cabaret dove magari ci sono i due attori sul palco e dietro di loro una band per accompagnarli. Noi non volevamo questo, volevamo un’idea diversa e con “Cirque du Shatush” ci siamo riusciti ! Chi verrà a teatro troverà un vero allestimento interattivo, delle coreografie molto belle, che ci aiuteranno nei cambi abito ad intrattenere il pubblico, e il racconto del “capo circo” che interagisce con i vari personaggi interpretati da noi che entrano ed escono dal palco, o che arrivano addirittura dalla platea. Insomma un testo molto divertente, diretto magistralmente dal bravissimo Ciro Ceruti.

Lo spettacolo rimarrà in scena al Teatro Cilea fino a domenica 12 novembre, poi abbiamo un tour teatrale che toccherà diverse tappe tra le quali Milano, Bologna, Varese, Battipaglia, Civitavecchia e tante altre città italiane.

Insomma venite a Teatro, Il cinema, la televisione, i social sono esperienze bellissime ma “costruite” mentre il Teatro è l’unico modo per essere in contatto, l’unico mondo davvero “Vivo”.

Ultima curiosità: una domanda a Monica. Ma quando la finirai di strapazzare Enzo in scena?

Enzo: Quando la gente verrà a Teatro!!! (ride ndr)

Monica: no dai, ma davvero ti strapazzo così tanto ???? E quello che vedete sul palco non è niente rispetto a quello che gli faccio nella vita privata !!

mde

 

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