Sergio Cammariere in “IO tour” per Avella Art Festival all’Anfiteatro Romano di Avella

Articolo di Annamaria De Crescenzo

Foto di Annamaria De Crescenzo(SpectraFoto)

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Prosegue la stagione artistica dell’Avella Art Festival organizzata dal Comune di Avella con il patrocinio della Regione Campania e diretta dal Direttore Artistico Paolo Romano con il concerto di sabato 15 luglio di Sergio Cammariere all’Anfiteatro Romano di Avella.

Un vero e proprio Artista/poeta, che non ha mai dimenticato le sue origini, schivo , riservato e  di un’umiltà straordinaria e un’eleganza fuori dal comune . Sempre emozionato come il primo giorno ogni volta che sale sul palco, nonostante sia la sua vera vita e la sua vera dimensione, come lui stesso ha dichiarato, oltre a suonare per quasi due ore, ha “raccontato” la sua musica, sul come nascono le sue canzoni e di come la vita lo ispira in quelle che sono considerate, a giusta ragione, delle vere e proprie composizioni poetiche .

Il pubblico lo adora, e si capisce dal fatto, che nonostante un tempo inclemente, con un vento fortissimo e una pioggia che ha fatto rischiare di far saltare il concerto, sono tutti presenti all’ingresso dell’Anfiteatro già da diverso tempo prima dell’inizio del concerto stesso.  Grazie alla  determinazione del Direttore Artistico Paolo Romano  che ha fortemente voluto  Cammeriere tra quelli presentati quest’anno nel programma ricchissimo dell’Avella Art Festival, che sin dal pomeriggio aveva più volte confermato il concerto, il  pubblico è arrivato numeroso e soprattutto sono rimasti all’interno dell’Anfiteatro Romano di Avella anche al sopraggiungere di un inizio di pioggia a metà concerto, fortunamente di breve durata, pur di ascoltare e applaudire il proprio  idolo.

Sul palco un quartetto di musicisti straordinari con i quali Sergio Cammariere ha  un rapporto speciale, una sorta di complicità dovuta al fatto che suonano ormai da anni insieme ma anche di un effetto dovuto alla “comunicazione che non ha bisogno di parole”, una vera e propria famiglia musicale: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Bruno Marcozzi alle percussioni, Daniele Tittarelli al sax, tutti bravissimi sia nell’accompagnare Sergio al piano sia in applauditissimi applausi negli assoli negli spazi del concerto a loro dedicati.

Sergio Cammeriere ha presentato al pubblico i brani inediti tratti dal nuovo album “Io”, ultimo lavoro discografico inciso per la Parco della Musica Records e prodotto in collaborazione con Jando Music, insieme alle canzoni più amate del suoi repertorio. Nel titolo è già chiaro che nelle intenzioni dell’Artista c’è tutto il desiderio di portare al pubblico tutto il meglio del suo mondo musicale combinando in un perfetto equilibrio il meglio della tradizione cantautorale italiana, con contaminazioni afro-latine e un’anima jazz che da sempre è l’impronta riconoscibile di ogni sua composizione.

Sergio Cammariere è un artista e compositore completo, sempre sorprendente, carico di umanità, capace ancora di emozionarsi per l’affetto del suo pubblico che lo applaude senza sosta. Elegantissimo, di un’eleganza d’altri tempi, in completo scuro ma, come nel suo stile ormai, avvolto da una doppia sciarpina di seta nel tentativo di proteggersi dal vento,  arriva sul palco all’improvviso, senza alcuna presentazione, quasi a voler sfidare sul tempo la pioggia, che sembra volersi scatenare da un momento all’altro.

L’incontro a soli 6-7 anni con il pianoforte lo affascinerà cosi tanto da far si che tale strumento diventi, nel corso degli anni, la sua vita. Vincitore di premi prestigiosi come il Premio Tenco, compositore insieme al suo amico di sempre Roberto Kunstler, pianista, cantante, è principalmente un poeta. Le sue canzoni, sia quelle che parlano direttamente al cuore come “Tutto quello che un uomo” o quelle che hanno un ritmo e una sonorità tipica della bossanova o della musica brasiliana che adora (una su tutte “Con te o senza te” in duo con Chiara Civello)  sono semplicemente straordinarie.

La voce e il mood di Sergio Cammariere ammaliano, rapiscono.

Il concerto inizia con tre brani del repertorio di sempre di Cammariere “Mano nella mano”  “Sorella mia” e la ritmata “Tempo perduto”giusto per instaurare un feeling con il pubblico presente. bellissimo il momento in cui apre la sua anima da cantautore schivo ma straordinariamente ispirato. Le sue composizioni al piano risentono dell’influenza delle note dei maestri del jazz da lui tanto amati, ma anche il talento dei grandi pianisti del passato e il romanticismo dei più raffinati cantautori italiani. Colpisce quando si rivolge al pubblico dichiarando la sua emozione per il solo fatto di suonare in un luogo cosi suggestivo, ed è molto tenero quando, seppur nella sua timidezza, domanda “Vi piace questa sciarpina? ” compiacendosi del lungo applauso e del si convinto  che gli tributa il pubblico.

E’ assolutamente affascinante nel suo modo di suonare il pianoforte, con tocco lieve e signorile in “Per ricordarmi di te” o in “L’amore non si spiega”, ricordando la grande Gal Costa con la quale condivise il palco di Sanremo nel 2008.

L’umiltà che lo contraddistingue da sempre, seppure riconoscente per la lunga carriera artistica della quale è assolutamente orgoglioso, lo spinge ad affermare di essere ancora lontano dal talento dei grandi cantautori italiani come Tenco, Endrigo e Gino Paoli  con i quali si è sempre confrontato, soprattutto Paoli  citato anche  nell’autoironica canzone “Cantautore piccolino”.

Invece l’entusiasmo che il pubblico gli  esprime per tutta la durata del concerto  testimonia che Sergio Cammariere può essere annoverato tra i più raffinati esponenti della canzone italiana d’autore.

Simpaticamente accenna alle note di “Come pioveva” quando una lieve pioggerellina si ripresenta sull’Anfiteatro, fortunamente per pochi minuti, riprendendo il concerto con alcuni dei brani presenti nell’ultimo album “IO” e altri grandi suoi successi come “Tutto quello che è un uomo” che ripete, nel ritornello, per cantarlo insieme a tutto il pubblico, suscitando un lunghissimo applauso.

Il concerto si conclude con una bellissima versione di “Dalla pace del mare lontano”, “E penso a te”  concedendosi più volte al pubblico,  ormai tutti in piedi per omaggiarlo sotto palco, salutando con un ultimo brano “Via da questo mare” non prevista in scaletta, ma dedicata a tutta la città di Avella che gli ha riservato un’ospitalità e un’accoglienza strepitose

 

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