Napoli incontra il Mondo: Musica e cultura internazionale alla Mostra D’Oltremare di Napoli

Articolo e foto di Annamaria De Crescenzo

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Mai un’esposizione e un festival di così tanto successo nella nostra città come lo è stato “Napoli incontra il mondo”. Per due week end (il primo dal 30 giugno al 2 luglio e il secondo dal 7 al 9 luglio) 250 mila spettatori dei quali circa 50mila provenienti da fuori Regione hanno potuto “vivere” e “assaporare” la cultura, la cucina, gli spettacoli e le danze tipiche in 15 Festival che rappresentavano altrettanti Paesi del mondo intero. L’organizzazione dell’expo ha raggiunto un successo strepitoso: tutti gli spettatori hanno potuto visitare, in oltre 150.000 mq di superficie della Mostra D’Oltremare, oltre 800 stand, e potuto assaggiare specialità di tutto il mondo in oltre 40 punti di ristoro, oltre a visitare mostre, assistere a spettacoli e manifestazioni sportive come quelle delle arti marziali, danza e di altre discipline sportive di grandissimo livello.La città ha risposto con enorme entusiasmo. A qualsiasi ora della giornata del Festival in tantissimi si sono recati alla Mostra D’oltremare e hanno seguito tutte le iniziative del programma, anzi, in molti, incuriositi dalle tantissime cose da vedere e da seguire, sono tornati più volte per poter visitare i padiglioni che non erano riusciti a visitare o a seguire i corsi di danza che non erano riusciti a seguire o semplicemente assistere ai vari spettacoli presenti sui numerosi palchi allestiti all’interno della Mostra che non avevano avuto il tempo di vedere.

Un successo così strepitoso che hanno convinto gli organizzatori a portare tale evento che celebra non solo la città di Napoli ma anche di tutti gli altri Paesi internazionali in un tour nelle principali città italiane e anche straniere a partire dai primi mesi del 2018. L’expo è iniziato il 30 giugno con la cerimonia inaugurale rappresentata dal “Tour dell’Amore” al quale è seguito il lancio dei “Palloncini Luminosi Volanti” con un commovente omaggio a Pino Daniele, musicista napoletano mai dimenticato dai suoi innumerevoli fan e lo spettacolo delle “Fontane Danzanti”.

Lo spazio all’interno della Mostra è stato suddiviso in modo tale da accogliere un numero considerevole di palchi sui quali di ora in ora venivano rappresentati i vari spettacoli, e un numero di padiglioni dedicati alla mostra dei prodotti del Paese rappresentato e agli spazi per le varie manifestazioni sportive come nel caso del Giappone con i vari corsi ed esibizioni di arti marziali, o alle danze orientali e latine americane.

La città di Napoli è stata ben rappresentata da un padiglione interamente dedicato alla Città, il primo che si incontrava a sinistra dell’ingresso, che ha espresso la vera cultura di Napoli con alcune performance teatrali, danze popolari come la tammorra, musica partenopea (apprezzatissima la cover band che ha omaggiato Pino Daniele), l’allestimento di scenografie che riproducevano tipici quartieri napoletani, e vari punti ristoro che hanno preparato e venduto al pubblico i piatti tipici della cucina napoletana.

Enorme affluenza di pubblico anche al Padiglione dedicato al Giappone, con esibizione dei Maestri delle varie discipline di Arti Marziali, mentre in quello dedicato all’Irlanda ci si poteva divertire con la musica dei vari gruppi musicali come gli apprezzatissimi “Johnny Gallagher and the Boxtie Band” o con le danze irlandesi e degustare i piatti tipici dell’Irlanda serviti con enormi boccali di birra tipica di quelle terre. Gli allestimenti scenici dei vari Festival sono stati riuscitissimi: come per il Festival Celtico dove è stato rappresentato un vero villaggio celtico e scene da un vero matrimonio celtico, oppure per il Festival Country dove è stata allestita una sala con il tipico “Toro Meccanico” e numerosissime persone hanno provato a cavalcarlo come nei migliori film dedicati al genere western e una sala per la “Country Line Dance” con stivali con speroni e cappellone come i veri cow boys.

Suggestivo anche il tipico villaggio indiano e le varie danze delle tribù dell’epoca, o l’atmosfera delle carovane del deserto con tende beduine perfettamente ricostruite da “Le mille e una notte” con spettacoli di Danza del ventre apprezzatissimi dal pubblico presente. L’America è stata invece rappresentata dal raduno delle Harley Davidson e da una collezione del famoso “Maggiolino” della Volkswagen come dei famosi pulmini tipici di tanti film americani e da uno spettacolo entusiasmante di stunt man. La Germania invece è stata rappresentata dall’October Festival e da vari gruppi musicali che solitamente allietano il festival della birra più famoso del mondo, la Spagna invece da straordinari spettacoli di flamenco e di danza di Alma gitana con cavalli e danzatrici al ritmo della musica andalusa.

Ma la maggior parte dell’entusiasmo del pubblico è stato dedicato al Festival dell’America Latina con l’esibizione di spettacoli di samba brasileira con magnifiche ballerine di Samba nei loro tipici costumi del Carnevale di Rio, di salsa cubana di Alex Acosta, della musica messicana dei mariachi Romatitlan ma ancor più, i riti latini del richiestissimo Kimbo uno dei più affermati e carismatici artisti del panorama italiano delle danze latine.Accompagnato da ballerine e animatori, ha animato l’intera area all’interno della Mostra proprio di fronte all’ingresso del Teatro Mediterraneo che per sei giorni e sei notti si è trasformato in un’autentica pista da ballo coinvolgendo il pubblico in scatenatissimi balli di salsa cubana, reggaeton, bachata, fino alle 3 del mattino.

Un vero e proprio successo e di consenso del pubblico. Aspettiamo quindi la prossima edizione con curiosità. Napoli ha dimostrato che può essere davvero il centro del mondo!

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