Maurizio Casagrande – “E la musica mi gira intorno” – Anfiteatro di Avella

“Un uomo senza passato è un uomo senza futuro e visto che  vorrei evitare questa spiacevolissima situazione e, anzi, visto che ci tengo particolarmente ad avere un futuro e anche, laddove possibile, molto lungo, ecco qua che provo a raccontarVi la mia storia”.

Maurizio Casagrande esordisce così, venerdì 9 giugno,  sul palco dell’Anfiteatro Romano  di Avella per Avella Art Festival, rassegna organizzata dal Comune di Avella e co-finanziata dalla Regione Campania che durerà da giugno a settembre con una serie di eventi e spettacoli di musica, teatro, danza e cultura in generale ambientati in tutte le straordinarie location archeologiche e storiche di Avella, oltre che nello stesso Anfiteatro anche in luoghi unici come le Tombe Romane o il Castello.

Lo spettacolo “E la musica mi gira intorno” del quale Casagrande è attore, regista e autore insieme a Francesco Vellona, è stato un autentico successo con più di 700 spettatori che non solo si sono divertiti grazie alla bravura e il talento di Maurizio Casagrande ma anche intrattenuti con lo stesso attore dopo lo spettacolo, il quale ha dimostrato la sua simpatia, verve, e assoluta disponibilità verso il suo pubblico che lo ha omaggiato  e ringraziato per le emozioni e il divertimento che solo uno spettacolo come questo sa dare.

Maurizio Casagrande prima ancora di scoprirsi attore, si innamorò, sin dai tempi della scuola, della musica, imparando a suonare il pianoforte prima di scoprire che la sua vera vocazione era per la batteria che sarà il suo primo grande amore. Negli anni settanta fa parte di una band rock, i Tetra Neon. Dopo lo scioglimento del gruppo, Casagrande decise di continuare i suoi studi iscrivendosi al Conservatorio San Pietro a Majella specializzandosi nel pianoforte, ma anche contrabbasso e canto.

Arriva però l’amore per il Teatro. Figlio d’Arte (suo padre è il famoso Antonio Casagrande, attore di grandissimo talento e successo) inizia il suo percorso artistico frequentando proprio la scuola di teatro del padre, poi arrivano le prime scritture teatrali e i primi successi.

Importantissimo il sodalizio artistico stretto con Vincenzo Salemme, con il quale recita in numerosi film e spettacoli teatrali. Con Salemme, fece anche il suo esordio cinematografico, ne L’amico del cuore (1998). È dal 2005  nel cast della fiction Carabinieri nel ruolo del maresciallo Bruno Morri. Nel 2006 lo vediamo nella veste di conduttore nella trasmissione televisiva Famiglia Salemme Show, dimostrando di avere talento e bravura anche come conduttore nel 2009, sempre come conduttore, della trasmissione di Raiuno Da Nord a Sud… e ho detto tutto!. e nello stesso anno fa parte del cast della trasmissione Raccomandati. Nel 2010 recita nella miniserie tv per Raiuno dal titolo Il signore della truffa accanto a Gigi Proietti nel ruolo di Totò Esposito.

Nel 2012 debutta come regista con il film, da lui scritto diretto ed interpretato, Una donna per la vita, nel 2015 esce l’ultimo suo film “Babbo natale non viene da nord”.

 

Lo spettacolo “E la musica mi gira intorno” proposto ad Avella ripercorre la vita personale e artistica dell’attore, legando i suoi ricordi più significati alle canzoni del momento, perchè “la musica fa parte di ognuno di noi e ci ricorda ogni momento che abbiamo vissuto, a volte nel bene, a volte nel male, ma che fanno parte dei ricordi e dell’esperienza di tutti noi“. D’altronde la musica fa parte dell’ormai passato artistico di Casagrande, visto che prima ancora di diventare attore, negli anni ’70,  è stato un bravissimo batterista e durante lo spettacolo da ampio spazio a questo suo particolare talento.  Non solo musica comunque ma anche teatro e cabaret, con uno scambio di battute esilaranti sia con le stesse coriste/attrici Mariateresa Amato e Roberta Andreozzi   ma soprattutto con uno spassosissimo quanto bizzarro  tecnico di palco  interpretato da Peppe Fiore, che “disturba” l’Artista sul palco in ogni modo, arrivando persino a togliergli il microfono mentre canta per verificarne le batterie, o chiedendo la chiusura anticipata dello spettacolo perchè deve tornare a casa in tempo per evitare discussioni con la moglie.

Insomma uno spettacolo brillante e divertente dove ogni canzone dà lo spunto al simpatico attore napoletano di raccontare al pubblico i suoi ricordi, i suoi aneddoti. Si inizia dagli anni 50′ con “Only You” dei Platters che segna l’incontro e poi l’innamoramento dei suoi genitori, Elena e Antonio Casagrande, il quale sarà anche poi non solo il suo maestro di vita ma anche artistico, poi si passa agli anni ’60 con canzoni divertenti (Viva la pappa col pomodoro, Vengo anch’io) e ironiche legate al periodo della sua infanzia, dopodichè si passa agli anni ’70 per i quali Maurizio Casagrande smette i panni dell’attore e del comico per indossare quelli più inusuali di musicista e batterista. Sono gli anni della musica rock durante i quali, fondando una band, suonava rock puro come quello dei Beatles (bellissimi i riferimenti delle varie copertine degli album e foto proiettate nel grande schermo alle spalle dell’Artista), Genesis, Queen, Pink Floyd , Eagles e Toto.

Casagrande si scatena alla batteria con la stessa energia ed entusiasmo di quando, poco meno che ventenne, si scatenava con la sua band.

Ma anche questa passione si esaurisce, e gli anni ’80 con i vari successi di quegli anni come “Andamento Lento” lo vedono affacciarsi nel mondo della recitazione, prima frequentando la scuola diretta dal padre come direttore di palcoscenico, aiuto regista e poi come aspirante attore, quando Maurizio capisce che è quella la sua strada. Inizia così un pò per gioco, un pò per casualità quella che poi sarà la sua vera e unica passione: il teatro, e con essa le prime scritture, i primi successi, a teatro come al cinema, fino al sodalizio artistico con lo stesso Vincenzo Salemme.

Gli anni ’90 sono quelli ricordati con alcune canzoni di Zucchero e sono gli anni del successo, della maturità artistica e personale dell’Artista, con i racconti divertentissimi delle sue storie d’amore, le inevitabili delusioni, fino alla storia d’amore con l’attuale compagna, l’attrice Tiziana De Giacomo.

Gran finale con “Depende” di Jarabe de Palo che da spunto all’Artista di salutare il pubblico  con delle divertenti riflessioni sui giorni nostri e sulla necessità di non dimenticare mai di vivere la propria arte e la propria vita con quello che si ritiene davvero importante per se stessi e cioè le proprie passione e il continuare a credere nell’Amore e nella vita.

Prossimo appuntamento per Avella Art Festival  venerdi 16 giugno con il concerto di Mimmo Maglionico e sabato 17 giugno con quello di Giosi Cincotti alle Tombe Romane di Avella.

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