Dario Sansone dei FOJA: quando la musica è condivisione e apertura al mondo

di Annamaria De Crescenzo
Foto: SpectraFoto

I Foja nascono nel 2006. Attualmente la formazione è composta da Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra elettrica) Giuliano Falcone (basso elettrico) Luigi Scialdone (chitarre, mandolini, ukulele e banjo) e Giovani Schiattarella (batteria). Dal 2011 ad oggi tre album pubblicati di grandissimo successo. L’ultimo nel dicembre 2016 “O Treno che va”. Il 2016 li vede protagonisti di un evento al Teatro San Carlo di Napoli con lo spettacolo “Cagnasse tutto” nell’ambito della rassegna “Napoli Teatro Festival Italia 2016”.

Oltre ai concerti sempre in sold out come quello recentemente alla Casa della Musica di Napoli, sono stati candidati con la canzone “A Malia” ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento nel 2014 come migliore canzone originale e hanno contribuito a diverse colonne sonore cinematografiche come quella per “Gomorroide” dei “I Ditelo Voi”, e “La Parrucchiera “diretto da Stefano Incerti, con 6 brani oltre alla colonna sonora e partecipando anche al film stesso come appunto musicisti live.

  • Cosa significa suonare oggi per te a questo concerto del 1 Maggio a Napoli?

Già suonare nella propria città è sempre un’emozione unica, farlo poi per un’occasione così speciale è ancora più straordinaria. È un grande onore per me e una grande emozione e l’energia che il pubblico sta dando ad ogni artista che sale sul palco assume un grandissimo significato. Il 1 Maggio è da sempre un’occasione di festa, e finalmente siamo riusciti a fare anche qui a Napoli un Primo Maggio tutto nostro, e questa cosa è molto importante per me e anzi mi auguro che si evolva, che cresca e che migliori sempre di più.

 

  • Da altri tuoi colleghi musicisti una delle parole più citate oggi sono unione e condivisione fra generazioni e stili musicali. Foja come si pone rispetto a tali valori?

Storicamente Foja è sempre stata una band collaborativa con altri stili, generi musicali e artisti di ogni livello e competenza musicale, perché è dal confronto con le diversità che nascono le cose migliori. Non possiamo quindi sposare quest’idea e continuare a perseverarla. D’altronde la stessa Napoli è una città di mare, portuale, che ha ospitato tante culture nel corso dei secoli e le ha fatte proprie e quindi bisogna essere napoletani nel senso giusto del termine.

  • Quindi no al razzismo e apertura alla vita e alla cultura di tutto il mondo?

Assolutamente sì. Apertura totale ad ogni cultura e ad ogni essere umano che proviene da qualsiasi parte del mondo

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