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Recensione: “Napoletano? E famme ‘na pizza” di Vincenzo Salemme al Teatro Diana

di Annamaria De Crescenzo 

“Come ho sempre detto nei miei precedenti spettacoli, se noi siamo qui è solo grazie a voi, e ancora di più, dopo due anni di pandemia, questo discorso vale il triplo, in questo ultimo periodo dove abbiamo avuto paura che non saremmo mai più esistiti come attori, che non saremmo mai più saliti su tavole del palcoscenico come queste, un unico pensiero ci ha dato la forza di poter resistere : immaginare di tornare in un Teatro prestigioso come questo e poter finalmente ricevere la vostra energia e i vostri applausi. E sono ancora più felice stasera, visto che quel maledetto giorno di marzo 2020 eravamo in scena proprio qui, in questo Teatro, in una mia commedia di quell’anno, e fummo costretti a lasciare il teatro per il lockdown, di ripartire per questa nostra rinascita proprio da questo stesso Teatro Diana di Napoli che per noi è come una seconda casa”.

Con queste parole, emozionato come non mai, Vincenzo Salemme ha salutato il pubblico a fine spettacolo che gli ha tributato una meravigliosa e sentita standing ovation alla conclusione di “Napoletano? E famme na pizza!” in scena al Teatro Diana di Napoli dal 23 febbraio al 20 marzo 2022, spettacolo scritto diretto ed interpretato da Vincenzo Salemme e prodotto da Valeria Esposito per “Chi è di scena!” e Giampiero Mirra per Diana O.r.l.s.

Dopo tanto tempo, lontano dalle scene, Vincenzo Salemme torna con uno spettacolo che è una sorta di commedia-matrioska in quanto racchiude alcuni momenti di due delle commedie più allegre e divertenti di Salemme come “Una festa esagerata” e “Con tutto il cuore”. Anche la scenografia si adatta a tale “incastro” di storie, grazie all’estro creativo di Francesca Romana Scudiero che si occupa di scene e costumi, dividendo il palco del Teatro Diana in due , a sinistra l’appartamento di “Una festa esagerata” , a destra quello di “Con tutto il cuore” nel quale vengono narrata  le bizzarre vicende del professore di lettere antiche Ottavio Camaldoli, reduce da un trapianto di cuore, con un grande spazio al centro, ben rappresentato da una terrazza che si affaccia sul fondale del Vesuvio che non solo rappresenta il luogo dove si svolgerà la festa della figlia 18enne del protagonista della commedia ma anche uno spazio nel quale Salemme intratterrà il pubblico con i suoi divertentissimi monologhi sugli usi e costumi, vizi e virtu’ dei napoletani, e tra battute, risate e grandi cliché’ e stereotipi su Napoli e i suoi abitanti al punto tale che lo stesso Salemme è riuscito a farne uno spettacolo divertentissimo che ha fatto ridere il pubblico in sale per più di un’ora e mezza.

Lo stesso Salemme, all’inizio dello spettacolo, ha iniziato con un meraviglioso monologo sull’importanza di sentirsi napoletani anche per lui che napoletano poi non è al 100% essendo della provincia (Bacoli) e che quando era bambino e il padre andava a lavorare a Napoli, considerava quest’ultima con una sorta di timore proprio per quel detto “vedi Napoli e poi muori”  e sperava, ogni sera, che il padre ritornasse a casa vivo, o quando vedeva Napoli come un sogno lontano per i suoi sogni di ragazzo.

Tanti i racconti presi anche dal libro omonimo che poi prende a prestito una battuta di “E fuori nevica”, che si intrecciano con le storie delle due commedie rappresentate e che mettono in luce non solo l’indiscutibile bravura di Vincenzo Salemme, ma anche di tutti gli altri attori dello spettacolo come Antonio  Guerriero, strepitoso nel doppio ruolo di vice portiere e nel ruolo dell’infermiere che accompagna a casa Salemme dopo l’operazione al cuore, Vincenzo Borrino, divertentissimo nel suo ruolo del cameriere puteolano che per lavorare è costretto a fingersi filippino, aiutandosi con una finta abbronzatura e buffissimi momenti del capo,  Teresa del Vecchio, bravissima nel ruolo di moglie e ex moglie, sempre presente nelle più importanti commedie di Salemme e nel passato divertentissima attrice in quelle di Biagio Izzo, Sergio D’Auria nel ruolo del fidanzato trentenne ricchissimo e viziatissimo figlio di un noto politico napoletano, Fernanda Pinto nel ruolo della figlia viziata di Salemme che poco si interessa del padre, anche dopo l’operazione che per poco non la lasciava orfana e che nella commedia “Una festa esagerata” si preoccupa solo di questa mega festa di lusso che dovrà fare per il suo 18esimo compleanno senza minimamente tener conto di tutto il resto.

Tra una risata e l’altra, la forza di questa commedia è quella di ascoltare i racconti di Vincenzo Salemme su Napoli, sulla sua Bacoli e sulla sua infanzia/giovinezza. Tanti i ricordi, anche quelli che riguardando vizi e virtu’ di un famoso pizzaiolo di Bacoli, l’attore viene interrotto dal commento di una giovane donna seduta in galleria che grida: “tutto vero Vincenzo, era proprio come stai raccontando, il figlio è qui in sala accanto a me “, momento divertentissimo sottolineato dagli applausi e dalle risate di tutto il numerosissimo pubblico in sala e dallo stesso Salemme incredulo di tale straordinaria circostanza.

Napoletano? E famme ‘na pizza in definitiva ripercorre un po’ tutti i cliché’ dal caffè alla pizza, passando per i dolci, le tradizioni di famiglia, il calcio e la mozzarella; per poi smontarli a uno a uno con tanto di verità inconfutabili anche se come affermato dallo stesso Salemme, il napoletano è oltre ogni tipo di stereotipo perché’ il vero spirito del napoletano non può essere e non potrà mai essere etichettato in alcun modo.

In definitiva “Napoletano? E famme na pizza” non è solo uno spettacolo da non perdere perché grazie ad esso Salemme è stato in grado di stimolare una profonda riflessione sulla società che viviamo, senza per questo rinunciare al potere della risata e dell’umorismo tipici del teatro napoletano, del quale Salemme ne è un assoluto protagonista.

Lo spettacolo sara’ in scena al Teatro Diana fino al 20 marzo

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