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TEATRO AUGUSTEO | FRANCESCO CICCHELLA in “BIS!”, dal 4 al 13 marzo


Francesco Cicchella in scena al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 4 a domenica 13 marzo 2022 con lo spettacolo “BIS!”, scritto da Francesco Cicchella, Gennaro Scarpato e Vincenzo De Honestis.

L’artista gioca tutte le sue carte in un one man show esilarante, con cavalli di battaglia come le parodie dei cantanti Ultimo, Achille Lauro, Massimo Ranieri, e tante performance completamente inedite. La comicità si sposa con la musica, come da sempre nello stile del giovane showman, per dare vita a uno spettacolo ricco di emozioni e risate. 

Sul palco, oltre all’artista partenopeo, che firma anche la regia, troviamo la sua fedele spalla Vincenzo De Honestis, la band dal vivo diretta dal Maestro Paco Ruggiero e ballerine che impreziosiscono lo show con coreografie di Margherita Siesto.

La band è composta da Paco Ruggiero – Pianoforte/Tastiere; Gino Giovannelli – Pianoforte/Tastiere; Sebastiano Esposito – Chitarre; Umberto Lepore – Basso Elettrico/Contrabbasso; Elio Severino – Batteria; Emilio Silva Bedmar – Sax/Flauto; Fabio Renzullo – Tromba; Chiara Di Girolamo – Voce.

Le ballerine sono Naomi Buonomo e Giusy Chianese.

E’ una produzione AG Spettacoli & Top Agency, con allestimento e service audio/luci di Summese Service; disegno luci di Francesco Adinolfi; direttore di scena è Ferruccio Pepe; abiti di scena della Sartoria Esposito; abiti da ballo di Mariano Ranno; grafiche a cura di Antonio Scarpato; trucco e parrucco di Ciro Florio; fonico di sala è Massimo D’Avanzo.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o su teatroaugusteo.it (Platea € 35,00 / Galleria € 25,00). Per info: 081414243.

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

TEATRO AUGUSTEO | SONICS in “Duum. Il salto verso la bellezza”

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 18 a domenica 27 febbraio 2022, la Compagnia Sonics sarà in scena con lo spettacolo “Duum. Il salto verso la bellezza”, creato e diretto da Alessandro Pietrolini, con i costumi di Ileana Prudente e Irene Chiarle.

“Duum”, il successo europeo dei Sonics, dopo aver preso parte all’Edinburgh Fringe Festival, il più importante festival europeo di arti performative, torna nei teatri italiani completamente rinnovato e in una veste multidisciplinare con nuovi effetti speciali, macchine sceniche, musiche e le performance acrobatiche, marchio di fabbrica della compagnia.

“Duum” omaggia la bellezza dei corpi e del fare insieme per raccontare una sottile quanto reale storia di consapevolezza sull’importanza della meraviglia che ci circonda e che dobbiamo preservare. Lo spettacolo è infatti ambientato nella valle di “Agharta”, mondo leggendario situato nel cuore della Terra, del quale i Sonics cercano di immaginare e rappresentare le vibrazioni, i colori, i ritmi e gli equilibri. E’ una sfida alle leggi di gravità, unita all’armonia del movimento: volando tra cunicoli, tunnel e grotte, con salti nel vuoto e acrobazie da lasciare col fiato sospeso, i Sonics ci conducono in un regno sotterraneo dal quale i suoi abitanti cercano in ogni modo e con ogni mezzo di uscire per far ritorno sulla superficie. La parola “Duum” è proprio il rumore di quel salto, compiuto per ritrovare la bellezza perduta.

L’Architetto Serafino, protagonista della storia, guida i suoi compagni di avventura – interpretati dagli acrobati, ginnasti e ballerini della compagnia – in un viaggio alla scoperta della felicità e della bellezza: le sue idee, le sue invenzioni scatenano un susseguirsi di quadri scenici dove acrobazie aeree mozzafiato al limite delle leggi della fisica, performance atletiche che mixano potenza fisica e leggiadria, insieme a giochi di luce, videoproiezioni ed effetti speciali, regalano al pubblico di tutte le età attimi di sogno e poesia.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o sulla piattaforma online di shop.bigliettoveloce.it (Platea € 45,00 / Galleria € 35,00).

Informazioni sono disponibili sul sito teatroaugusteo.it o allo 081414243. 

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

Recensione: Paolo Caiazzo in “Ehi..prof! Posso venire la prossima volta?” al Teatro Augusteo di Napoli

di  Annamaria De Crescenzo 

“Non solo Adda’ passa’ a nuttat’ ma una volta passata dobbiamo imparare a vivere intensamente la giornata successiva”

Con questa battuta finale, Paolo Caiazzo ha concluso il nuovo spettacolo “Ehi prof! Posso venire la prossima volta?” in scena al Teatro Augusteo da venerdì 4 a domenica 13 febbraio, uno spettacolo in due atti scritto, diretto ed interpretato da Paolo Caiazzo insieme ad un cast di altissimo livello come Daniela Ioia (la moglie), Giovanni Allocca (il cognato), Lucienne Perreca (la figlia), Daniele Ciniglio (il fidanzato della figlia), Mery Esposito (la vicina di casa) insieme a tutti i ragazzi di “Quelli della Dad” Giuseppe Arena , Francesca Luna Barone, Claudia Caiazzo, Davide Cariello, Anthony Dylan Ciliberti, Antonella Montanino, Nicola Pavese, Michela Tammaro, Alex Tura, Alessia Urraro.

Lo spettacolo prende spunto dal format web  “Quelli della dad”  messa in rete dallo stesso Caiazzo nei primi tempi della pandemia quando l’emergenza sanitaria ha messo a dura prova tutto il mondo  e gli artisti sensibili come l’attore/regista ha dovuto “reinventarsi” un modo per poter continuare a trovare nuove forme di espressione, creando una sorta di appuntamento fisso con i proprio followers  con il racconto di episodi divertentissimi che avevano come protagonisti un professore di filosofia Vittorio De Stefano e i suoi alunni, costretti a fare lezione in DAD , e raccontando le loro vite a “distanza” non solo dalla scuola ma anche dalla vita, dagli amici, dalle abitudini di sempre .

Un Format web che ha raggiunto 20 milioni di visualizzazioni e che è stato un vero e proprio specchio di quello che si verificava per milioni di studenti italiani ogni giorno nella vita quotidiana degli ultimi due anni.

Il successo di tale format ha spinto Paolo Caiazzo a scrivere tale testo che, secondo quanto vissuto in sala venerdì scorso con un pubblico che si è divertito tantissimo alle battute dello spettacolo, sarà un sicuro successo.

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TEATRO AUGUSTEO | PAOLO CAIAZZO in “Ehi… Prof! Posso venire la prossima volta?”

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 4 a domenica 13 febbraio 2022 Paolo Caiazzo sarà protagonista in scena con la commedia “Ehi… Prof! Posso venire la prossima volta?”, uno spettacolo in due atti scritto e diretto da Paolo Caiazzo.

Sul palco anche Daniela Ioia e Giovanni Allocca. Tra gli interpreti Daniele Ciniglio, Mery Esposito e Lucienne Perreca. E ‘Quelli della DAD’: Giuseppe Arena, Francesca Luna Barone, Claudia Caiazzo, Davide Cariello, Anthony Dylan Ciliberti, Antonella Montanino, Nicola Pavese, Michela Tammaro, Alex Tura, Alessia Urraro. 

Aiuto regia Cristiano Esposito, scene di Luigi Ferrigno, costumi di Federica Calabrese, disegno luci Francesco Adinolfi.


I mesi di forzata permanenza in casa sono stati critici per tutti, le lezioni in DAD hanno messo a dura prova la pazienza di insegnanti, alunni e genitori.

Un ipocondriaco prof di lettere, decisamente in contrasto con la tecnologia, patisce la didattica via web. Esaurito psicologicamente dalla situazione, comincia ad avere allucinazioni ritrovandosi gli alunni in casa. Questo, unito alle difficoltà di una convivenza claustrofobica, mette in crisi la sua instabile situazione familiare con la moglie nevrotica, una figlia indisponente e un cognato nullafacente.

Con il rientro in presenza a scuola e il graduale allentamento delle restrizioni, la situazione sembra avviarsi alla normalità, ma gli effetti di quel brutto periodo vengono fuori col tempo, in maniera inesorabile, e il prof dovrà fare i conti con una disarmante analisi: gli animi, invece di essere accomodanti e propositivi per lo scampato pericolo, risultano inspiegabilmente più aggressivi e cinici.

La commedia, oltre a essere una simpatica fotografia dei nostri tempi, è un confronto tra generazioni: genitori e figli, insegnanti e alunni, tutti alla ricerca di quei punti in comune che caratterizzano, da sempre, i passaggi di consegna sul tragitto del tempo.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o sulla piattaforma online di shop.bigliettoveloce.it (Platea € 35,00 / Galleria € 25,00).

Informazioni sono disponibili sul sito teatroaugusteo.it o allo 081414243.

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

TEATRO AUGUSTEO | GIANFRANCO GALLO in “Un vizietto napoletano”, dal 21 al 30 gennaio 2022

Gianfranco Gallo è protagonista al Teatro Augusteo di Napoli, la sala di Piazzetta Duca D’Aosta 263, dello spettacolo “Un vizietto napoletano”, con Gianni Parisi, Gianluca Di Gennaro, e con la partecipazione di Salvatore Misticone, da venerdì 21 a domenica 30 gennaio 2022.

Lo spettacolo è prodotto da Prospet. Scritto, musicato e diretto da Gianfranco Gallo, ispirato a “La cage aux folles”, con le scene di Flaviano Barbarisi, i costumi di Anna Giordano e le musiche di scena di Vincenzo Sorrentino. Nel cast anche Stefania Aluzzi, Lisa Imperatore, Gianluigi Esposito, Raffaele Parisi, Giosiano Felago, Nando Romano.  

Sinossi: siamo nell’anno del Giubileo, la politica gestisce fondi per ristrutturazioni di strade e palazzi da inserire nei percorsi da offrire ai pellegrini. Butterfly, artista omosessuale, è proprietario col suo compagno Antoine del locale Banana Blu, storica casa del teatro ‘en travesti’ napoletano, nella zona del porto. Purtroppo l’impresa non va più bene: tutto è invecchiato, come la stessa Butterfly e i quattro travestiti del corpo di ballo. Il locale è in cattive condizioni e andrebbe sistemato. Tra i frequentatori del locale c’è Aristide, gay non dichiarato, che per questioni personali deve mantenere in pubblico la fama di etero (suo fratello, politico di destra, è acerrimo nemico di tutto ciò che rappresenta il ‘diverso’, e lui ha bisogno dei suoi soldi) e ha anche scelto una ragazza da sposare, come copertura. Improvvisamente al Banana Blu si presenta una giovane dai modi spicci che cerca suo padre, mai conosciuto: la madre, in carcere, le ha detto nome e cognome del suo genitore, lo stesso nome e cognome di Butterfly, Andrea Michelini…

Note di Gianfranco Gallo: “Nel 2000, anno del Giubileo, sentii di scrivere un lavoro ispirato a “La cage aux folles”, il testo del 1973 dal quale poi nel 1978 fu tratto il famoso film “Il Vizietto”. Ho citato le date perché oggi, a distanza di quasi 50 anni dal lavoro di Molinaro e a più di 20 dal mio, le loro trame, il loro humus e le loro atmosfere sono diventate un vintage teatrale di inestimabile valore. Siamo nel mondo degli artisti gay en travesti, persone che vivevano una sessualità e una vita libera, senza problemi, in un’epoca in cui nemmeno si pensava di poter parlare di diritti, di matrimoni, di adozioni nell’ambito del mondo omosessuale, persone a volte imprigionate in un corpo a loro estraneo, altre volte potenti della loro cosciente ambiguità, ma sempre empatiche, estroverse, in superficie allegre. Siamo chiaramente nella Commedia, per cui l’argomento dello scontro di due realtà apparentemente incompatibili è qui dipinto con l’acquerello, sotto il quale però ho cercato di far leggere, a chi voglia interessarsene, un più criptato messaggio.

Lo spettacolo musicale al quale il pubblico assisterà è un tourbillon di situazioni comiche portate, spero con eleganza e puntualità, fino allo svolgimento finale. Un mix di personaggi, musiche ed esilaranti situazioni che sorprenderanno per la novità delle loro tinte. Ho cercato l’Umanità e non la caricatura fine a stessa, ho reso ridicolo l’imbarazzo della gente cosiddetta ‘comune’ e non il ‘diverso’, che nel mio spettacolo è l’unica vera realtà ammessa e consentita”. 

Ticket al botteghino o su shop.bigliettoveloce.it: platea € 35,00. Galleria € 25,00.

Informazioni disponibili su teatroaugusteo.it o telefonando allo 081414243

Ufficio stampa – Marco Calafiore

Recensione: Carlo Buccirosso e Biagio Izzo in “Due Vedovi allegri” al Teatro Augusteo

di Annamaria De Crescenzo 

Straordinaria serata di risate ma anche di riflessioni profonde ieri   sera al Teatro Augusteo   con Carlo Buccirosso e Biagio Izzo per la prima volta insieme a teatro, protagonisti dello spettacolo “Due vedovi allegri”  in scena dal 23 dicembre e fino a domenica 16 gennaio 2022.

Prodotto da A.G. Spettacoli ed Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, è scritto e diretto da Carlo Buccirosso, interpretato da Carlo Buccirosso e Biagio Izzo, con Gino Monteleone, Elvira Zingone, Donatella De Felice, Floriana Monici e Roberto Giordano, con le scene di Gilda Cerullo e Renato Lori. Costumi di Zaira de Vincentiis. Musiche di Cosimo Lombardi. Disegno luci di Francesco Adinolfi.

Il protagonista della commedia e’ Cosimo Cannavacciuolo (interpretato da Carlo Buccirosso) vedovo ipocondriaco affetto da ansie e paure, costantemente in ricerca di affetti e certezze in una vita che sembra riservargli null’altro che sospetti di congiure e preoccupazioni di malattie, persa la sua amata moglie a causa di un virus si ritrova a combattere la solitudine e gli stenti dovuti al fallimento della propria attività di antiquariato, che lo ha costretto a riempirsi casa della merce invenduta e a dover lottare contro l’ombra incombente della banca concessionaria del mutuo, che a causa dei mancati pagamenti minaccia l’esproprio del suo appartamento.

Fortunamente e’ attorniato dall’allegra presenza di Salvatore (Biagio Izzo) anche lui vedovo, bizzarro custode del palazzo, dalla giovane figlia del custode   Angelina, ragazza delle pulizie non solo dell’ appartamento di Cosimo ma anche di altri inquilini del condominio, come quello dell’orefice Tomacelli e della consorte Pupetta, vent’anni più giovane di lui e da Virginia, quarantenne attrice di cinema e teatro, che porta una ventata di spensieratezza nel marasma generale di una casa allo sbando, che a detta di Angelina appare come un museo archeologico.

 Ma la vera angoscia di Cosimo, oltre l’ingombrante presenza di Salvatore, è rappresentata dai suoi vicini di casa: i coniugi Tomacelli, depositari di un drammatico segreto che da mesi contribuisce a rendere ancora più complessa la sua strenua lotta per la sopravvivenza.

La storia, apparentemente semplice offre momenti di grandissima divertimento   ma anche di   improvvisi colpi  di scena in quanto, soprattutto i due protagonisti principali (Carlo Buccirosso e Biagio Izzo) sono bravissimi a reggere il ritmo della recitazione con battute fulminanti e grande intesa dei tempi in scena, tanto da far sperare che sia nata una nuova coppia comica da ritrovare (speriamo) anche in altri testi teatrali magari scritti dallo stesso Buccirosso.

Da anni ormai Carlo Buccirosso ci ha abituato  a  commedie che “raccontano “ momenti di vita vissuta reali guardati dagli occhi di protagonisti spesso in crisi lavorativa o di vita ma animati sempre da uno spirito ironico che li fa poi ritrovare l’energia e la forza per poter cambiare le sorti difficili che li attanagliano della loro stessa vita.

Anche allo stesso Cosimo  succedera’ tale trasformazione.

Da uomo ansioso tormentato dai debiti e dalle difficolta’ di aver perso il lavoro, passa dall’essere messo sotto ricatto dal suo vicino di casa che chiede di aiutarlo a realizzare il sogno di sua moglie di avere un bambino  a quello di uomo felice grazie al fatto che riesce a trovare una soluzione a tutti i suoi problemi ( e anche a quelli del suo vicino, uno straordinario Gino Monteleone, da diversi anni attore fisso nei suoi spettacoli ) grazie all’allegria del custode Salvatore, al suo modo scanzonato di prendere la vita ma che dimostrera’ un grande sentimento di amicizia e di solidarieta’ allo stesso Cosimo anche se da tempo non si sopportavano a vicenda.

Invece nel momento piu difficile per la vita di Cosimo , Salvatore (Biagio Izzo) riesce a mettere da parte il sentimento di antipatia iniziale per poter stringere prima una sorta di accordo nell’aiutarlo a soddisfare la richiesta del vicino di casa e poi, una volta che l’accordo fallisce, ma non vi svelero’ perche’, cosi da destare la vostra curiosita’ e correre a Teatro per vedere lo spettacolo, lo aiuterà a risollevarsi economicamente e a ritrovare la gioia di vivere e la voglia di ricominciare ad amare.

Insomma, una vera e propria storia di amicizia che vince su tutto e tutti e che alla fine e’ un trionfo della celebrazione dei buoni sentimenti e dell’aiuto reciproco del quale  in questi momenti di difficoltà dovuti a quasi due anni di pandemia ne abbiamo sempre piu bisogno.

Lo spettacolo sara’ in scena fino al 16 gennaio e ve lo consiglio assolutamente da vedere per poter trascorrere quasi due ore e mezza indimenticabili di allegria e risate.

TEATRO AUGUSTEO | CARLO BUCCIROSSO e BIAGIO IZZO in “Due vedovi allegri”

Carlo Buccirosso e Biagio Izzo per la prima volta insieme a teatro, protagonisti dello spettacolo “Due vedovi allegri” al Teatro Augusteo di Napoli, da giovedì 23 dicembre 2021 a domenica 16 gennaio 2022. Lo spettacolo, che vivrà la sua prima nazionale nella grande sala di Piazzetta Duca D’Aosta 263, sarà in scena per tutto il periodo delle Feste.

Prodotto da A.G. Spettacoli ed Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, è scritto e diretto da Carlo Buccirosso; interpretato da Carlo Buccirosso e Biagio Izzo, con Gino Monteleone, Elvira Zingone, Donatella De Felice, Floriana Monici e Roberto Giordano.

Le scene sono di Gilda Cerullo e Renato Lori. Costumi di Zaira de Vincentiis. Musiche di Cosimo Lombardi. Disegno luci di Francesco Adinolfi.


Sinossi: in una collocazione appena futuristica, tre anni dopo la fine della pandemia, Cosimo Cannavacciuolo, vedovo ipocondriaco affetto da ansie e paure, costantemente in ricerca di affetti e certezze in una vita che sembra riservargli null’altro che sospetti di congiure e preoccupazioni di malattie, persa la sua amata moglie a causa di un virus si ritrova a combattere la solitudine e gli stenti dovuti al fallimento della propria attività di antiquariato, che lo ha costretto a riempirsi casa della merce invenduta e a dover lottare contro l’ombra incombente della banca concessionaria del mutuo, che a causa dei mancati pagamenti minaccia l’esproprio del suo appartamento.

La vita di Cosimo sarebbe più vuota e monotona senza la costante allegra presenza di Salvatore, vedovo, bizzarro custode del palazzo, che non ha mai manifestato eccessive simpatie nei confronti del povero Cannavacciuolo, inquilino del terzo piano, dove la sua giovane figliola Angelina, votata al matrimonio e alla navigazione su internet, dedica gran parte della giornata lavorativa pulendo gli appartamenti adiacenti quello di Cosimo, quello dell’orefice Tomacelli e della consorte Pupetta, vent’anni più giovane di lui. Ed è anche per fronteggiare le difficoltà economiche del momento che Cosimo ha concesso l’uso di una camera dell’appartamento a Virginia, quarantenne attrice di cinema e teatro, conosciuta per caso al supermercato, che porta una ventata di spensieratezza nel marasma generale di una casa allo sbando, che a detta di Angelina appare come un museo archeologico. Ma la vera angoscia di Cosimo, oltre l’ingombrante presenza di Salvatore, è rappresentata dai suoi vicini di casa: i coniugi Tomacelli, depositari di un drammatico segreto che da mesi contribuisce a rendere ancora più complessa la sua strenua lotta per la sopravvivenza.

Riuscirà l’inquilino del quarto piano, lo scaltro dottor De Angelis, con la sua conoscenza in materia, a fare chiarezza nella tresca innescata da Cosimo e Salvatore, pur di fronteggiare le pressanti richieste dei coniugi Tomacelli? Sarà producente la fantasia e la stravaganza di Angelina per sopperire alle intemperanze dei due vedovi? O sarà necessario e determinante l’istrionismo della misteriosa Virginia? Chi può dirlo, signore e signori. Quando si chiuderà il sipario lo saprete.

Ticket: botteghino o shop.bigliettoveloce.it (platea € 40,00 / galleria € 30,00).

Informazioni sono disponibili su teatroaugusteo.it o telefonando allo 081414243 – 405660 dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:30.

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

Recensione: Enzo Gragnaniello in “Neapolis Mantra” al Teatro Augusteo

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

A livello di spettacoli teatrali e musicali, questa ripresa post pandemia ci sta riservando meravigliose emozioni come quelle vissute ieri sera al Teatro Augusteo di Napoli con “Neapolis Mantra” opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo africano Mvula Sungani, che ha visto in scena l’ètoile Emanuela Bianchini, Damiano Grifoni primo ballerino e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance insieme alla voce “black” più bella dell’intero panorama della musica italiana come Enzo Gragnaniello.

Lo spettacolo prodotto da Arealive in collaborazione con Sorrento Incontra, MSPD Studios, Asi Nazionale, Calandra Institute – City University of New York e ILICA USA, è una perfetta alchimia tra musica e danza, sublimate in un insieme di voci, strumenti e coreografie con un immenso impatto visivo ed emotivo, costruite, seppure nell’essenzialità della Phsycal Dance ma anche con tanta fantasia nei costumi e nelle coreografie anche acrobatiche dei ballerini in scena, intorno alle note e ai testi delle più belle canzoni dell’intensa produzione discografica di Enzo Gragnaniello, esaltandone, grazie alla danza e agli arrangiamenti molto particolari di Erasmo Petringa, in scena con il suo adorato violoncello, la loro poesia e la loro musicalità.

Enzo Gragnaniello ha suonato molte delle sue canzoni più belle iniziando da “L’Erba cattiva” , “Vasame”, “Alberi” , “Cu mme”,  “Solo di te”, “E lo chiamavano Viento e terra” “Donna, solo per citarne alcune insieme alle sue personalissime interpretazioni delle canzoni della musica della tradizione napoletana come “Passione” ed “Indifferentemente”  impreziosite da queste nuove versioni in acustica che ne danno una versione ancora più intensa ed emozionante per il pubblico numerosissimo presente in Teatro.

Il tutto impreziosito dalla bellezza della danza interpretata con uno straordinario talento da tutta la compagnia di ballo. Come affermato dallo stesso regista Mvula Sungani in una recente intervista: “L’obiettivo dell’opera è esattamente questo, rappresentare la donna ed il suo complesso mondo partendo dai testi delle canzoni. L’interprete femminile di Neapolis Mantra è Emanuela Bianchini, étoile in grado di rendere tridimensionali le emozioni che Enzo esprime con la voce ed il suo vissuto. Nell’opera, il corpo delle danzatrici diventa materia e in base alla costruzione registica e coreografica esprime forza, eleganza, plasticità alternando scene di vita vissuta a intense immagini mistiche». 

E ancora: “La danza di suo rappresenta una forma espressiva ancestrale legata alla sacralità ed allo spirito, come ad esempio nella trans rotativa dei Dervisci, nella meditazione dinamica di Osho o in moltissime danze etniche.  La physical dance, linguaggio espressivo utilizzato nello spettacolo, rappresenta la sintesi contemporanea dei vari linguaggi del corpo, di figure statiche più meditative ispirate allo yoga e di gestualità rituali legate al mondo mistico ed etnico, in grado di accompagnare chi assiste in una dimensione onirica. Tutto questo è stato ispirato dal suono della voce di Enzo che, a mio avviso, in alcuni momenti, si eleva a canto primordiale».

Lo spettacolo è un connubio perfetto tra il mondo interiore musicale e personale di Enzo Gragnaniello, il talento straordinario dei musicisti che da anni lo accompagnano sulle scene di tutti i teatri italiani come Piero Gallo (mandolina), Erasmo Petringa (violoncello), Marco Caligiuri (batteria), Antonio Maiello (chitarra) e il mondo onirico della danza che ha emozionato e commosso l’intero pubblico in sala.

Tantissime le coreografie, l’una diverse dall’altra, che hanno messo in luce lo straordinario talento anche acrobatico dei ballerini in scena e della stessa Emanuela Bianchini, con due momenti molto emozionanti come quella dei danzatori avvolti in un abito di luci e quella in un ampio costume di scena che ha ricordato quello dei danzatori dervisci con il quale hanno dato vita ad una performance di danza altamente spettacolare.

Molto intensi anche i monologhi dell’attrice Federica Totaro che ha presentato in scena tra un brano e uno spettacolo di danza dei momenti di poesia molto intensi.

Insomma, uno spettacolo che ha dei momenti sublimi molto intensi, frutto di una meravigliosa intesa professionale tra tutti i protagonisti sulla scena, sottolineati da emozionanti ed emozionati abbracci tra Enzo Gragnaniello e la stessa Emanuela Bianchini alla fine di alcuni brani, interpretati da ognuno di loro secondo il loro estro e la loro bravura artistica che hanno commosso anche gli stessi interpreti, oltre che naturalmente il pubblico presente.

Neapolis Mantra insomma è uno spettacolo dell’anima e del cuore che vale la pena assolutamente vedere e assaporare dall’inizio alla fine.

TEATRO AUGUSTEO | PEPPE BARRA in “Non c’è niente da ridere”, dal 3 al 12 dicembre 2021

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 3 a domenica 12 dicembre 2021, sarà in scena lo spettacolo “Non c’è niente da ridere” di Lamberto Lambertini, che cura anche la regia, e di Peppe Barra. Protagonisti sul palco saranno Peppe Barra e Lalla Esposito, con i musicisti dal vivo Giuseppe Di Colandrea (clarinetto), Agostino Oliviero (violino e mandolino), Antonio Ottaviano (pianoforte). Musiche di Giorgio Mellone.  Scene di Carlo De Marino. Costumi di Annalisa Giacci. Luci Francesco Adinolfi. Assistente alla regia Francesco Esposito.

Peppe Barra e Lamberto Lambertini offrono al pubblico uno spettacolo che coniuga l’applauso del pubblico con l’esultanza della critica, la risata con la commozione, la leggerezza con la cultura, la raffinatezza con la volgarità. Con un ritmo incalzante e continui cambi di scena, di luce, di costume, di linguaggio. Uno spettacolo d’Attore, come si diceva un tempo, sostenuto e arricchito da musiche dal vivo. 

“Vi fa molto ridere questa mia poesia? – dice l’attore al pubblico che si sbellica – Ci ho messo cinque anni per scriverla!”. Questa la chiave di lettura di uno spettacolo al contrario, che incuriosisce, sorprende e diverte fin dalla prima scena. La scenografia raffigura un teatro visto dal punto di vista degli attori, con il sipario, le quinte, con i palchetti accesi come fondale e le luci della ribalta accese verso la platea.

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Recensione: “Cosi parlo’ Bellavista” al Teatro Augusteo fino al 28 novembre

di Annamaria De Crescenzo 

Un autentico successo di pubblico e anche di critica per la serata inaugurale dello spettacolo “Cosi Parlo’ Bellavista” ieri sera al Teatro Augusteo, in scena fino al 28 novembre, con Geppy Gleijeses, che cura anche la regia, e con Marisa Laurito e Benedetto Casillo.

L’adattamento teatrale del celebre film dello straordinario Luciano De Crescenzo non ha assolutamente deluso le aspettative, anzi, e il lunghissimo ed emozionato applauso con il quale il pubblico ha salutato nel finale dello spettacolo stesso tutti gli attori sul  palco ne e’ stata la conferma assoluta.

Lo spettacolo è ispirato alla pellicola del 1984, sia per i dialoghi che per quanto riguarda la trama e ripropone le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”, ”la lavastoviglie”, “il Banco Lotto”, “la 500 tappezzata di giornali” e, naturalmente, il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell’Alfasud, Cazzaniga. La scenografia riproduce la facciata del grande palazzo dello Spagnolo dove fu girato il film, con scale praticabili dall’interno e vari elementi carrellati subentranti dai lati e raffiguranti il tavolo dei pomodori, il negozio di arredi sacri,  il cenacolo, l’aereo,  l’ascensore, luogo dell’incontro tra le due “anime” del napoletano Bellavista e del milanese Cazzaniga.

La regia di Geppy Glejeses è curata nei minimi dettagli: molto piacevole anche l’interazione con il pubblico presente in sala. Glejeses interpreta il professor Bellavista con grande naturalezza e disinvoltura: un’eredità pesante, considerato il calibro di De Crescenzo. Il personaggio di Gennaro Bellavista, professore di filosofia, non era un personaggio facile da riportare in scena dopo la magnifica interpretazione dell’indimenticabile Luciano De Crescenzo soprattutto per il fatto che essendo un attore non recito’  nel suo film, ma fece semplicemente se stesso. Gennaro Bellavista era lui, non ci sono mai stati  dubbi. Nel vestire i suoi panni non fece alcuno sforzo, era un abito sartoriale, tagliato a misura per lui. Geppy Gleijeses per indossare i panni di Gennaro Bellavista ha dovuto recitare ma l’ha fatto in maniera egregia, con una particolare sensibilita’  e  talento di attore che ormai conosciamo da decenni e decenni. Sul palco del Teatro Augusteo e’ riuscito per due ore a riportare in scena non solo Gennaro Bellavista ma anche, impresa ardita e non facile,  il carattere e la personalita’ di Luciano De Crescenzo.  

Marisa Laurito, moglie di Bellavista, si ispira totalmente all’interpretazione cinematografica di Isa Danieli.  A tale personaggio la Laurito riesce a dare la sua impronta personale di attrice e di donna di spettacolo come solo lei sa essere, e grazie al suo talento e al suo carisma la signora Bellavista diventa ancora di piu’ la mamma napoletana di tutti noi.

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