Il rock potente e coinvolgente dei Miami & The Groovers sabato 4 novembre allo Spazio Teatro 89 di Milano

MILANO – Si ispirano all’America del classic rock e del folk e hanno eletto a propri numi tutelari artisti del calibro di Chuck Berry, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Neil Young e Tom Waits: Miami & The Groovers, una delle rock band indipendenti più apprezzate e seguite in Italia, si esibiranno sabato 4 novembre (ore 21.30; ingresso 10-13 euro) nell’ambito della rassegna “It’s Only Folk Rock” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano.

Coinvolgenti e potenti, i Miami & The Groovers sono una band (orginaria di Rimini) solida e ben piantata nelle radici del rock, che fanno vivere e vibrare grazie alla loro freschezza e alla loro spontaneità. Fondata da Lorenzo “Miami” Semprini (leader e cantante della band), questa formazione ha all’attivo quattro album (“Dirty roads”, uscito nel 2005; “Merry go round” del 2008; “Good things”, pubblicato nel 2012 e “The Ghost King” del 2015), oltre a un box live cd/dvd (“No way back” del 2013) e due ep (“Are you ready” del 2008 e “Biancorosso” del 2011), che hanno ricevuto ottime critiche dalla stampa specializzata.

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Davide Cabassi e la musica di Beethoven tra Classicità, Romanticismo e Utopia domenica 29 ottobre allo Spazio Teatro 89 di Milano

locandina stagione In Cooperativa per Amare la Musica

MILANO – Il secondo appuntamento della stagione di classica “In Cooperativa per Amare la Musica” organizzata dallo Spazio Teatro 89 è in programma domenica 29 ottobre (ore 17; ingresso 5-7 euro), con il concerto intitolato “Prenderò una nuova strada”: nell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 si esibirà il pianista Davide Cabassi, alle prese con la musica di Beethoven, tra Classicità, Romanticismo e Utopia.

Negli anni intorno al 1800 il grande compositore tedesco maturò nuove consapevolezze sul linguaggio musicale e sui modi per svilupparlo radicalmente, pur non rinnegandone i legami con il passato: un lavoro costante, instancabile e spesso visionario, che colloca la musica del Titano di Bonn in una eterna contemporaneità protesa, per l’appunto, verso l’Utopia. Gli spettatori seguiranno le tracce di questa inesausta ricerca attraverso le Sonate op. 26, op. 27 n.1 e 2 e la trascrizione a quattro mani (originale dell’Autore) della Grande Fuga per Quartetto d’archi, guidati da un beethoveniano al contempo autorevole e originalissimo come Davide Cabassi, assecondato nella Grande Fuga dal talento poliedrico di Emanuele Delucchi.

 

Dopo il debutto con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano all’età di 13 anni, Davide Cabassi ha intrapreso una brillante carriera come solista che l’ha portato ad esibirsi con le maggiori orchestra europee e americane (tra le quali Munchner Philharmoniker, Orchestra Filarmonica della Scala, Neue Philharmonie Westfalen, Russian Chamber Orchestra, Magdeburg Philhamoniker, Fort Worth Symphony, Orchestra Verdi Milano, Orchestra Romantique Parigi, Orchestra dell’Arena di Verona, Orchestra della Radio Svizzera di Lugano), collaborando con direttori come Gustav Kuhn, James Conlon, Asher Fisch, Antonello Manacorda, David Coleman, Vladimir Delman, Marco Angius, Tito Ceccherini, Carlo Goldstein, Daniele Callegari, Ruben Jais, Massimo Zanetti, David Coleman, Mikhail Tatarnikov, Howard Griffiths, Johannes Wildner, Enrique Mazzola, Daniele Gatti, Kimbo Ishi-Ito, Helmut Rilling e numerosi altri.

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Da Zorn a Zappa: il patchwork musicale della A-Material Band venerdì 13 ottobre allo Spazio Teatro 89 di Milano

MILANO – Un patchwork di stili ricomposti e proposti con il grandangolo del jazz, restituendo un insieme musicale di ampio respiro, non facilmente etichettabile e, proprio per questo, ancora più affascinante: è la proposta, intitolata Voluntary Disclosure Project”, della A-Material Band, in scena venerdì 13 ottobre (ore 21, ingresso 10 euro) allo Spazio Teatro 89 di Milano per il primo concerto della mini-rassegna “Siam venuti a cantar Baggio”, che accenderà di note la periferia ovest della città.

Il live della A-Material Band, in equilibrio tra musica contemporanea, innovazione e jazz, sarà un tributo a John Zorn e Frank Zappa, i due geniali e irriverenti musicisti americani. I componenti di questo ensemble, diretto dal trombonista Michele Ferrara, hanno una lunga esperienza alle spalle, avendo frequentato gli ambiti musicali più disparati: big band di jazz classico e moderno, combo jazz dedicati agli standard, gruppi rock, soul, funky, brasil e perfino orchestre di musica classica, pop, musica italiana e ballo liscio. La A-Material Band è, dunque, una formazione votata all’eclettismo e, non a caso, l’eclettismo è una delle (tante) qualità che hanno caratterizzato le carriere di John Zorn e Frank Zappa.

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L’energia rock dei Cheap Wine sabato 14 ottobre allo Spazio Teatro 89 di Milano

MILANO – È ancora tempo di musica allo Spazio Teatro 89: a metà ottobre, infatti, parte ufficialmente la nuova stagione di concerti che, come da tradizione, nei prossimi otto mesi abbracceranno una pluralità di generi (dalla classica al blues, dall’acustica al folk, senza dimenticare la lirica).

Il primo live, in programma sabato 14 ottobre (ore 21.30; ingresso 10-13 euro), è affidato ai Cheap Wine, formazione pesarese tra le più attive sulla scena nazionale, che nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 inaugurerà la collaudata rassegna «It’s Only Folk Rock». Il concerto sarà l’occasione per conoscere il nuovo album dei Cheap Wine, intitolato “Dreams”, uscito a inizio ottobre (distribuzione IRD) e realizzato con il contributo di un crowdfunding particolarmente riuscito, grazie al supporto dei fan. Con “Dreams” – che arriva a due anni di distanza dal disco live “Mary and the fairy” – si chiude la trilogia aperta da “Based On Lies” (2012) e proseguita con “Beggar Town” (2014). Durante questo percorso le coordinate musicali della band marchigiana si sono arricchite di nuove sonorità e nuove atmosfere.

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Musiche di Shostakovich, Rachmaninov e Boccadoro domenica 15 ottobre allo Spazio Teatro 89 di Milano per il debutto della nuova stagione di classica tra rivoluzioni, evoluzioni e apparizioni

MILANO – Rivoluzioni, evoluzioni, apparizioni: queste tre parole costituiscono il filo conduttore, tra nessi e associazioni di idee, della nuova stagione di “In Cooperativa per Amare la Musica”, la rassegna di classica organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano e da Coop Lombardia in collaborazione con Serate Musicali.

Giunta alla diciasettesima edizione, questa rassegna –  al via domenica 15 ottobre nell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 – si caratterizza, ancora una volta, per la proposta di concerti solistici e cameristici di notevole interesse in ambito strumentale e vocale (con programmi e organici vari e insoliti), per la presenza di interpreti famosi e di giovani talenti in rapida ascesa e per le guide all’ascolto, sintetiche ma esaurienti, che orientano il pubblico.

Nel suo significato storico-politico, la prima parola – “Rivoluzioni” – farà ricordare agli spettatori sia la nascita dell’Unione Sovietica, con l’ascolto di brani di due compositori russi (Rachmaninov e Shostakovich) che da posizioni e con esiti diversi ebbero a che fare con i rivolgimenti dell’Ottobre rosso, sia la “singing revolution” dei Paesi baltici, con un concerto di musiche e musicisti dall’Estonia. Senza dimenticare l’astronomia con The Planets di Gustav Holst, contrappuntati dalle annotazioni scientifiche dell’astrofisico Giuseppe Gavazzi, e con Dark was the night di Carlo Boccadoro che, oltre ad esprimere il compianto per i risvolti tragici intrinseci ai sommovimenti della storia, farà anche pensare agli spazi intergalattici: il brano del compositore italiano è, infatti, ispirato al toccante gospel-blues di Blind Willie Johnson, che – inciso sul Golden Voyager Record, il disco che si trova a bordo delle due sonde spaziali del Programma Voyager – vaga tuttora nello spazio. E ancora, auspice il Beethoven di Davide Cabassi, si potrà riflettere su quei particolari sviluppi dei linguaggi musicali che sembrano imporre un prima e un dopo, creando un’evidente soluzione di continuità nel flusso di un percorso storico che più frequentemente si sviluppa non per rivoluzioni bensì per evoluzioni.

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Jazz, swing e artisti internazionali: da martedì 3 ottobre scatta “Live in Rosa” alla Cantina Scoffone di Milano

MILANO – Tornano gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cantina Scoffone. E, ancora una volta, le protagoniste saranno alcune delle più belle voci femminili della scena jazz italiana, ma non mancheranno neppure artisti di caratura internazionale: la rassegna “Live in Rosa”, a cura del direttore artistico Mirko Fait, animerà per sei serate, nel mese di ottobre, il ristorante d’impronta toscana di via Pietro Custodi 4 (zona Ticinese). Il primo concerto è in programma martedì 3 ottobre (ore 21.30, ingresso libero) con l’esibizione del duo composto dalla cantante Desirée Niero e dal pianista Daniele Longo, che si cimenteranno in un repertorio di canzoni italiane arrangiate in versione jazz.

Venerdì 6 ottobre sarà di scena la formazione guidata dalla vocalist salentina Elisabetta Guido (con Yazan Greselin al piano e Mirko Fait al sax): il trio eseguirà rivisitazioni di brani classici del jazz oltre ad alcune composizioni originali della cantante leccese, tratte da “The Good Storyteller”, il suo ultimo album.

Da New York, dove vive ormai stabilmente, martedì 10 ottobre arriverà Marco Panascia, uno dei più noti contrabbassisti della scena mondiale, per un concerto di jazz dal respiro internazionale (al suo fianco ci saranno Davide Logiri al piano e Alessio Pacifico alla batteria). Nel corso della sua brillante carriera, Panascia (di origini catanesi) ha suonato nei gruppi di molti musicisti di spicco, tra cui Kenny Barron, Natalie Cole, Andy Bey, Kevin Mahogany, Eric Reed, Alvin Queen, Bobby Watson e Peter Bernstein, e si è esibito, in studio o dal vivo, con artisti quali Lee Konitz, Joe Lovano, Herbie Hancock, Dave Liebman, Roy Hargrove, Chris Botti, Gary Burton, Seamus Blake, Peter Erskine, Adam Nussbaum e Greg Hutchinson.

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Jazz, blues, soul, funk, rock e molto altro: al via giovedì 14 settembre la nuova stagione del Bonaventura Music Club

MILANO – È affidato a Paolo Tomelleri, tra i più apprezzati jazzisti italiani e artista molto amato dal pubblico milanese, il compito di inaugurare giovedì 14 settembre la nuova stagione live del Bonaventura Music Club. Nel locale di via Zumbini 6, al quartiere Barona di Milano, il grande clarinettista-sassofonista si esibirà in quartetto (ore 21; ingresso libero, prima consumazione 10 euro) insieme ai suoi fedeli partner – Fabrizio Bernasconi (pianoforte), Marco Mistrangelo (contrabbasso), Tony Arco (batteria) e Irene Natale (voce) – per una serata all’insegna dello swing e del jazz degli anni Trenta e Quaranta.

Il concerto del quartetto di Paolo Tomelleri feat. Irene Natale sarà il primo di una nuova stagione di eventi, lunga undici mesi, per uno dei club più attivi della città (lo scorso anno, sul palco del Bonaventura sono andati in scena oltre 150 appuntamenti tra concerti e spettacoli). E la programmazione si annuncia altrettanto fitta anche nei prossimi mesi: come da tradizione, ogni martedì largo al jazz con le migliori formazioni della scena cittadina e nazionale (negli anni passati si sono esibiti musicisti del calibro di Antonio Faraò, Enrico Pieranunzi, Giovanni Falzone, Felice Clemente, Bebo Ferra, Stefano Bagnoli, Antonio Zambrini, Gianni Cazzola, Andrea Pozza e Claudio Fasoli, tanto per citare alcuni nomi), mentre ogni giovedì ci sarà – si tratta di una novità – un appuntamento fisso con le jam session precedute dal live di una jazz band resident (le prime formazioni coinvolte saranno il trio dei Lo Greco Bros nel mese di ottobre e il trio del pianista Gianluca Di Ienno in novembre). Le jam session saranno un momento di confronto e di crescita per i musicisti, giovani e già affermati, ma anche un laboratorio dal quale potrebbero nascere nuovi progetti.

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Da sabato 16 settembre torna la musica dal vivo nel locale di Jerago con Orago (Varese) con una serie di concerti-omaggio al rock italiano e a quello internazionale

MILANO – Dopo la pausa estiva, riprendono i live all’Opera Rock Café, il music club aperto a Jerago con Orago (Varese) da Claudio Conversi, che negli anni Ottanta diresse, a Milano, locali storici quali l’Odissea 2001 e il Rolling Stone. Nei mesi scorsi, sul palco dell’Opera Rock Café si sono alternati gruppi emergenti e band professioniste, musicisti di talento e giovani promesse, proponendo musica di tutti i generi (dal blues al funk, dal pop allo ska, dal reggae al punk), con un’attenzione particolare al rock, declinato in tutte le sue varianti. Ecco che cosa accadrà nelle prossime settimane nel music club di via Varesina 58, dove, in attesa dei concerti, dalle ore 20 in poi sarà possibile cenare.

I CONCERTI DI SETTEMBRE (inizio live ore 23; ingresso libero)

Sabato 16 settembre – New Jersey (Bon Jovi tribute band)

Attivi dal 2007 con esibizioni in tutta Europa, i New Jersey si sono distinti e affermati come la più fedele Bon Jovi tribute band a livello internazionale. Oltre un centinaio le canzoni presenti nel loro repertorio, incluse tutte le hit e alcune rarità del gruppo statunitense. Questa formazione – composta da Davide Barbieri (nei panni di Jon Bon Jovi), Matteo Gattei (Richie Sambora), Alessio Gattei (Tico Torres), Andrea Augelli (David Bryan) e Lucio Giorno (Hugh McDonald) – garantisce un sound fedele al 100% a quello di Bon Jovi, grazie anche all’uso degli strumenti originali, compresa la leggendaria chitarra doppio manico di “Wanted Dead Or Alive”. Anche nel look i New Jersey si ispirano ai Bon Jovi.

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Giorgio Secco per il blues sabato 24 giugno allo Zio Live Music Club di Milano

MILANO – Sarà un concerto all’insegna del rock, del blues e della fusion quello che, sabato 24 giugno, vedrà protagonista il chitarrista Giorgio Secco allo Zio Live Music Club di Milano (inizio ore 22; ingresso 10 euro più 3 euro per la tessera annuale). Sul palco del locale di via Carlo Boncompagni, Giorgio Secco, musicista tanto talentuoso quanto versatile, si esibirà in trio: insieme a lui ci saranno Andrea Torresani al basso e Leif Searcy alla batteria. In scaletta i brani di “Gas for your mind” e “Alnico”, i due album pubblicati dal chitarrista lombardo rispettivamente nel 2010 e nel 2015, oltre a un paio di anticipazioni del disco “Fly in a Jar” di prossima uscita. Ma non mancheranno neppure alcune cover di Stevie Ray Vaughan, ZZ Top, Mose Allison e Chris Stapleton. Il filo conduttore della serata? L’amore di Giorgio per il blues, suonato non da un purista del genere ma da un grande appassionato.

Artista e turnista tra i più quotati, Giorgio Secco ha collaborato e collabora con le maggiori star della musica leggera italiana, da Mina a Celentano, da Eros Ramazzotti a Laura Pasini, da Tiziano Ferro a Fiorella Mannoia, da Francesco Renga a Giorgia, con cui è attualmente in tour.

I suoi chitarristi di riferimento sono Jimi Hendrix, Robben Ford, Eric Johnson, Bill Frisell e Scott Henderson.

Il locale

Inaugurato lo scorso settembre, lo Zio Live si è subito distinto tra i music club di Milano per l’acustica eccellente e la qualità della proposta musicale, che spazia dal soul al funk, dal jazz alla fusion, dall’hip-hop al cantautorato italiano.

Per quanto riguarda la programmazione artistica, gli organizzatori puntano soprattutto a promuovere progetti inediti. Con una sessantina di posti a sedere, lo Zio Live ricorda i club americani, grazie alla presenza di luci soffuse e candele ai tavoli. Il locale è aperto tre sere alla settimana (i live sono in programma il giovedì, il venerdì e il sabato e iniziano alle ore 22). L’ingresso è riservato ai tesserati (costo annuo: 3 euro) e per i concerti è richiesto ai clienti un contributo artistico (pari, in media, a 10 euro).

 

ZIO LIVE MUSIC CLUB, via Carlo Boncompagni 44, 20139 Milano.
Tel: 02-56808206; 347-2317589.
Mail: zioliveclub@gmail.com. Internet: http://www.ziolive.it
FB: https://www.facebook.com/zioliveclub

 

Ufficio stampa Zio Live Music Club
Andrea Conta – Cell: 347-1655323; mail: andrea.conta1968@libero.it