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Recensione: Sunday Morning in Jazz per Jam JazzArt Music

di Clementina Abbamondi
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com )

Domenica 14 novembre 2021 all’interno della Chiesa dell’Ecce Homo ai Banchi Nuovi si è esibito un quartetto formato da Giulio Martino al sax, Franco De Crescenzo al piano, Gianluigi Goglia al basso e Giuseppe La Pusata alla batteria inaugurando la Rassegna “Sunday Morning in Jazz. La Chiesa è denominata anche “Cappella dei Musici “in quanto nel 1766 è stata sede di una Congregazione di “professori di musica” che aderì alla costituzione di un Monte dei Sussidi del ceto dei musici, che nasceva dall’esigenza di riconoscimento e tutela dei diritti dei musicisti e per soccorrere quei musicisti che diventavano inabili. Nella cripta della chiesa sono stati sepolti alcuni musicisti dell’epoca.

I musicisti che hanno inaugurato la Rassegna sono membri fondatori dell’Associazione” Jam Jazz Art Music” insieme ad Aldo Farias e Pasquale Bardaro.Il Presidente ed organizzatore degli eventi musicali Vincenzo De Falco nell’intervista rilasciata ad Around Music&Eventi, parlando dell’Associazione e dei suoi obiettivi  dice: “L’Associazione Jam Jazz Art Music “ nasce nel maggio 2018 con l’idea di creare cultura musicale attraverso i concerti e l’incontro con i musicisti italiani e trasmettere emozioni attraverso la musica”.

Questa iniziativa, dopo la pandemia che ha fermato la musica e ha determinato ancora di più disagi anche economici specialmente per i giovani musicisti è diventata fondamentale per sostenere e dare la possibilità di esibirsi in un contesto ed in uno spazio dove l’ascolto della musica possa essere finalmente goduto con attenzione dal pubblico che è sempre più desideroso di riappropriarsi di spazi musicali dove poter immergersi nell’emozione e nella cultura.

Il sassofonista Giulio Martino dice “Diversi anni fa era molto più facile esibirsi in quanto c’erano molti luoghi dove poter fare musica mentre nel periodo attuale è sempre più difficile trovare degli spazi dove poter suonare.

La Chiesa dei Musici è stata concessa dalla Diocesi all’Associazione “Under NeaTh”, di cui è responsabile Valentina Varrella, che è uno spazio aperto alle compagnie teatrali, alle associazioni, agli artisti, ai giovani autori, uno spazio culturale dedicato al teatro alle performing arts, alla tradizione partenopea e alla crescita sociale.  La Rassegna “Sunday Morning in Jazz” organizzata dall’” Associazione Jam Jazz Art Music “ha trovato proprio nella Chiesa dei Musici ospitalità per queste due domeniche di novembre il 14 alle 11.30 con il concerto “Cole Porter Songbook ed il 28 sempre alla stessa ora con il concerto del Collettivo Jazz Quartet.

Il sassofonista Giulio Martino ha introdotto il concerto dedicato interamente a Cole Porter uno dei cinque grandi del musical americano e ha presentato gli altri membri del quartetto Giuseppe La Pusata alla batteria, Gianluigi Goglia al basso e Franco De Crescenzo al piano.

Il concerto è iniziato col brano “I Love You” dove i 4 musicisti hanno dato prova del loro talento. Il quartetto è infatti formato da alcuni tra i più talentuosi musicisti del panorama musicale jazz campano, grande è la sinergia ed il profondo interplay che li accomuna riuscendo a creare una bellissima atmosfera.

Si sono susseguiti altri standards famosissimi come “Dream Dancing”,Everythings I Love”,”Just one of those Things”,”So in love” “I’ve got you under my skin”.

Al termine del concerto i musicisti hanno ringraziato il pubblico presente e hanno rinnovato l’invito a partecipare al concerto di domenica 28 novembre sempre alle 11.30 con una diversa formazione: Aldo Farias alla chitarra, Pasquale Bardaro al vibrafono, Angelo Farias al basso e Giuseppe La Pusata alla batteria.

L’Associazione UnderNeaTh ha invece in programma sempre nella Chiesa dei Musici venerdì 19 novembre alle 20,30 la commedia “Nina Chi?” di Valentina Varrella con la regia di Roberta Misticone. Per seguire gli eventi in programma dell’Associazione UnderNeaTh ci si può collegare sulla loro pagina facebook.

Recensione: Giuseppe La Pusata Trio all’UnderNeath di Napoli in “Strange Correlations”

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento venerdì 14 febbraio, nella sede dell’Underneath in pieno centro storico, della rassegna jazz ideata ed organizzata dall’Associazione Jam Jazz Art Music. Con il concerto di Giuseppe La Pusata Trio, formato da Giuseppe La Pusata alla Batteria, Federico Luongo alla chitarra, Davide Costagliola al Basso Acustico, presentando, di fronte ad un pubblico attentissimo i brani dell’ultimo disco “Strange Correlations” prodotto e pubblicato per la Novoices Records.

Con tale album, il batterista napoletano ha proposto la sua personale visione del ritmo dando una nuova veste a brani standard del songbook americano, proponendo anche brani inediti sviluppati durante l’incontro con i suoi musicisti e con l’intento condiviso di approfondire il linguaggio ritmico. Le trame musicali vengono così scomposte e ricomposte con fluidità e maestria senza forzature, dialogando come avviene nelle più classiche improvvisazioni jazz ma con una nuova visione moderna.

Come nel caso del primo concerto della rassegna, anche sabato scorso si è subito avvertita un’atmosfera molto familiare e il concerto stesso si è realizzato in una sorta di ambiente di totale predisposizione all’ascolto dei brani presentati. Insomma l’ambiente ideale per poter presentare una musica particolare come quella di “Strange Correlations”.

Iniziato con la presentazione del Trio da parte di Vincenzo De Falco, che ha voluto ricordare il valore e l’importanza per la musica ed inoltre una figura importantissima come quella di Franco del Prete, il musicista e compositore napoletano  recentemente scomparso, che ha dato tantissimo alla musica tanto da essere considerato uno dei padri fondatori del cosiddetto “Neapolitan Power”, il concerto è stata l ‘occasione per mostrare il raffinato livello artistico del Trio e l’originalità compositiva non solo di Giuseppe La Pusata ma anche di Federico Luongo e Davide Costagliola, legati al batterista napoletano da un legame di amicizia e di esperienze professionali di lunghissima data.

 

Il concerto è iniziato con il brano “Song for Bilbao” per omaggiare Pat Metheny e per ricordare il mitico Lyle Mays anche lui recentemente scomparso, per continuare con brani standard jazz storici come “Solar” di Miles Davis rielaborati con una musicalità decisamente appassionata e originale, “Monk’s Dream” (di T. Monk), Bolivia (di Cedar Walton). Seguiti da brani originali come Cynderella (di Davide Costagliola), Gray Cloud (di Federico Luongo), “in a summer day (di Giuseppe La Pusata.) “Stella by starlight” (Victor Young) che romanticamente Giuseppe ha dedicato alla sorella Stella presente in sala come omaggio alla serata dedicata appunto all’amore come quella di San Valentino, concludendo con uno standard jazz amatissimo dal pubblico come “First song” di Charlie Haden, vero e proprio mito musicale di tutti e tre i musicisti sul palco.

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