XVIII Edizione del Premio Massimo Troisi: conferenza stampa 6 dicembre Villa Bruno

PREMIO MASSIMO TROISI: CONFERENZA STAMPA

Verrà ufficialmente presentato agli organi di informazione, domani giovedì 6 dicembre alle ore 18 presso le Ex Fonderie Righetti di Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano, il programma della XVIII edizione del Premio Massimo Troisi.

La conferenza stampa, realizzata in forma di spettacolo, sarà condotta da Francesco Mastandrea e vedrà la partecipazione del Direttore Artistico Paolo Caiazzo, del Sindaco Giorgio Zinno e di alcuni artisti che saranno protagonisti di questa edizione della kermesse.

Seguirà buffet.

 

 

 

Anderson Paak & The Free National al Fabrique il 25 marzo 2019

UNO DEGLI ARTISTI PIÙ
BRILLANTI DELLA BLACK MUSIC CONTEMPORANEA

DUE NOMINATION AI GRAMMY AWARDS
CON L’ALBUM “MALIBU”

HA COLLABORATO CON ARTISTI DEL CALIBRO DI
DR. DRE, KENDRICK LAMAR E SNOOP DOGG

UN NUOVO ALBUM E UN NUOVO TOUR IN ARRIVO IN ITALIA
PER UNO SHOW TRAVOLGENTE

ANDERSON .PAAK &
THE FREE NATIONAL

25 MARZO 2019 @
FABRIQUE – MILANO

 

Prezzi biglietti:

Posto unico: 40,00 € + diritti di prevendita
Vip Pack (Meet&Greet): 185,00 € + diritti di prevendita
Vip Pack (Early Entry): 117,50 € + diritti di prevendita

Il VIP Pack (Meet&Greet) include:
Biglietto di posto unico per assistere al concerto
Meet&Greet pre-show per incontrare l’Artista
Foto individuale con l’Artista
Sessione di domande
Articolo esclusivo del Merchandising dedicato agli acquirenti del Vip Pack
Pass laminato e cordino di Anderson .Paak & The Free Nationals
Check-in dedicato sul posto Continua a leggere

Inni sacri, R’n’B, soul, funky e rap: The Charleston Gospel Singers giovedì 20 dicembre allo Spazio Teatro 89 di Milano

Dalla Carolina del Sud all’auditorium di via Fratelli Zoia: nell’ambito della rassegna “Milano Blues 89”, giovedì 20 dicembre si esibirà il gruppo guidato da Mildred Daniels e Tony Washington, che mescolano in modo originale e inconfondibile gospel e Black Music, tradizione e suoni contemporanei

MILANO – È un evento imperdibile il prossimo appuntamento in programma allo Spazio Teatro 89 nell’ambito della rassegna “Milano Blues 89”: giovedì 20 dicembre (inizio live ore 21.30; ingresso 18-20 euro) nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 si esibiranno, infatti, The Charleston Gospel Singers, il nuovo progetto che unisce due straordinari interpreti quali Mildred Daniels e Tony Washington.

Entrambi originari della Carolina del Sud, in questa nuova esperienza i due artisti statunitensi fondono stili e percorsi musicali diversi con grande originalità, in cui la splendida voce classica di Mildred Daniels si unisce allo stile gospel & Rhythm and Blues di Tony Washington. Il risultato è un’interessante e originalissima fusione tra passato e presente, tra le profonde radici gospel e i suoni contemporanei.

Cantante e compositrice, Mildred Daniels, è stata soprannominata “The Songbird” per le sue straordinarie doti timbriche e nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con artisti quali Shirley Caesar, Yolanda Adams, Fred Hammond, Marvin Sapp e Vicky Winans, solo per citarne alcuni. Continua a leggere

Serena Autieri in “La Sciantosa la prima influencer” al Teatro Augusteo dal 7 dicembre

Al Teatro Augusteo, da venerdì 7 dicembre, Serena Autieri sarà in scena con lo spettacolo “#laSciantosa – La prima influencer”. Sulla scia del grande successo con cui è stata accolta da critica e pubblico nelle ultime stagioni teatrali, Serena Autieri debutta al Teatro Augusteo con “La Sciantosa”, in una nuova edizione, più che mai coinvolgente, un One Woman Show vulcanico e ogni sera diverso grazie alla partecipazione appassionata del pubblico.

Serena Autieri apre le porte del Cafè Chantant regalando canzoni senza tempo, eseguite dal vivo dalla Serendipity Orchestra, diretta dal Maestro Enzo Campagnoli. Raccontando con sentimento e leggerezza la storia di Elvira Donnarumma, simbolo di talento ed emancipazione, Serena si destreggia tra aneddoti e provocazioni fino a contagiare il pubblico con l’intramontabile potere seduttivo della “mossa”.

Serena scavalca la quarta parete e, cliccando metaforicamente sull’hashtag, ricrea il rapporto senza rete tipico del bar Tabarin, interagendo con il pubblico e rendendolo parte integrante dello show scritto da Vincenzo Incenzo e diretto dal Maestro Gino Landi. Serena Autieri è divenuta un’interprete di riferimento della musica napoletana e promotrice convinta della buona cultura partenopea. L’artista è trasversalmente nota al grande pubblico per la sua poliedricità, avendo interpretato ruoli in film e fiction di successo, presentato il Festival di Sanremo al fianco di Pippo Baudo e per essere stata scelta dalla Disney come la voce italiana della principessa Elsa di Frozen. Continua a leggere

Marco Francini Band in “Siamo Tutti Mina” allo Spazio ZTL

Sabato 01 Dicembre ore 21.30

MARCO FRANCINI BAND in
“SIAMO TUTTI MINA”
Omaggio a Studio Uno

con
Marco Francini – voce e chitarra
Marianna Testa – voce
Marcello Massa – piano
Eunice Petito – tastiere
Pietro Scalera – basso
Nicola De Luca – batteria

La magia di STUDIO UNO, il programma-simbolo dell’Italia del boom, e il fascino degli eroi del mondo televisivo italiano sono al centro di “SIAMO TUTTI MINA – OMAGGIO A STUDIO UNO”, il nuovo spettacolo del cantattore Marco Francini.

Un viaggio nella storia degli show televisivi italiani, un percorso fatto di musica e parole per raccontare un universo affascinante e ‘in bianco e nero’.
Dalle voci di Mina e Johnny Dorelli alle performance di Lelio Luttazzi a Raimondo Vianello, passando per l’irrefrenabile energia di Domenico Modugno e la regia meravigliosa di Antonello Falqui. Tutto racconterà un mondo fatto di immagini, ricordi e grande spettacolo.
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Daniele Scannapieco Organ Trio alle Terme di Agnano per l’Associazione Live Tones

di Clementina Abbamondi

Alberto Bruno e Ornella Falco con la loro Associazione culturale “Live Tones” hanno organizzato il 23 novembre, all’interno della hall dell’”Hotel delle Terme di Agnano”un concerto bellissimo e unico “Daniele Scannapieco organ trio”.

Alberto Bruno ha voluto replicare l’esperienza “Alle Terme a ritmo di jazz” scegliendo questa location per rilanciare sia il territorio, sia le stesse terme e per dare alla città un nuovo luogo dove poter ascoltare musica con un buon bicchiere di vino.

L’atmosfera è veramente magica ,le luci soffuse della hall dell’”Hotell delle Terme”  di Agnano hanno contribuito  a creare una bellissima atmosfera.

Comodamente seduti sui divani ,sorseggiando un bicchiere di vino ci si ritrova in un contesto intimo .Sembra di trovarsi seduti nel proprio salotto ad ascoltare dal vivo musica jazz di altissima qualità.

La hall assume le inconsuete sembianze di un jazz club. Dopo quattro chiacchiere tra amici ed un bicchiere di vino ,gli spettatori possono godersi musica jazz interpretata da artisti di grandissimo talento che rappresentano il panorama jazz nazionale.

Il gruppo “Daniele Scannapieco organ trio” si è formato da circa due anni e mezzo e propone un sound raffinato e colmo di grande energia. Daniele Scannapieco ,figlio d’arte ‘è presente nelle programmazioni di jazz della maggior parte dei clubs e dei festivals in Italia e all’estero.Il musicista suona il suo sassofono con tutto se stesso: lo strumento e il musicista si fondono in un unico elemento dal quale scaturisce un sound personalissimio che coinvolge lo spettatore.Scannapieco riesce ad esprimere i concetti musicali sempre con grande semplicità e grande comunicazione con gli ascoltatori. Alessio Busanca all’organo Hammond è un talentuoso pianista e compositore vero virtuoso del suo strumento. E’ certamente uno dei pianisti più brillanti del panorama jazzistico italiano.La sua performance è vulcanica e coinvolgente. Con l’organo Hammond Alessio gioca e dialoga con gli altri strumenti con una velocità di esecuzione e una grandissima passione incantando il pubblico con i suoi molteplici virtuosismi. Il terzo componente del trio il batterista Luigi Del Prete ha già al suo attivo numerose collaborazioni in ambito jazzistico con grandi musicisti e ha dimostrato durante il concerto una padronanza eccellente del suo strumento regalando al pubblico presente delle performance uniche sia con i suoi potenti ed esplosivi assoli, sia giocando e duettando col suo strumento con i talentuosi membri del trio. Un concerto energico e coinvolgente conclusosi con un bellissimo brano con uno stile giocoso e colorato influenzato dalla musica latino americana di Harace Silver “Song for my father”che ha trascinato il pubblico in un ultimo calorosissimo applauso.

Intervista con Pino Jodice: la musica degli Xenia

di Annamaria De Crescenzo

La bellezza della musica e’ che ti da’ l’occasione di poter scoprire ed apprezzare non solo musicisti di straordinario talento ma anche generi musicali che attraversano varie sfumature e “colori” della musica stessa, soprattutto quando queste si concretizzano in un gruppo di grande fascino musicale come lo e’ XENIA Sextet.

Ospiti della rassegna “Jazz & Baccala’ ” che si svolge ormai da 5 anni al Teatro Summarte di Somma vesuviana (NA) organizzata e diretta da Elio Coppola, che quest’anno vede, per il secondo anno consecutivo, la collaborazione con un-altra rassegna jazz di grandissimo livello come “Napoli Jazz Winter” organizzata da Napoli Jazz Club e diretta da Michele Solipano, i Xenia Sextet , guidati da Pino Jodice, hanno letteralmente conquistato il numeroso pubblico in sala con la loro particolarissima musica, fatta di jazz, latin e fusion interpretata con grandissima maestria e talento.

Dopo il concerto stesso, abbiamo avuto la possibilita’ di conoscere meglio il gruppo tramite le parole dello stesso ideatore/ispiratore Pino Jodice.

a) Il nome XENIA che ha /avete scelto per il gruppo sembra molto particolare. Chi ha fatto questa scelta e perché?

Il nome è stato scelto da me. Significa straniero (Xenos). In effetti noi musicisti ci sentiamo un po’ stranieri, sia fisicamente perché siamo in continuo movimento in giro per il mondo come nomadi, sia dal punto di vista filosofico perché siamo sempre alla ricerca del bello, di un mondo senza confini, di un mondo diverso da quello che stiamo lasciando ai nostri figli…insomma alla ricerca di una speranza che possa permettere di godere della fruizione di qualsiasi espressione artistica, culturale. Io sono fermamente convinto che la Musica ci salvera’.

b) Il gruppo è nato 24 anni fa, sull’idea di riunire degli amici/musicisti che mettono la musica al centro della loro creatività e professionalità . Ci puo’ parlare di più dei suoi compagni di viaggio?

In quegli anni si sognava molto, probabilmente il periodo storico più interessante, culturalmente parlando, perché non si respirava aria di crisi e si investiva molto nella Musica, Cultura ecc.. Roma era un riferimento per tutti i musicisti ed era crocevia di incontri straordinari dal punto di vista jazzistico; potevi incontrare chiunque tra i musicisti americani più blasonati e si suonava davvero tanto. Ricordo delle jam session straordinarie fino all’alba.

E suonando proprio in quegli spazi ci siamo incontrati io, Pietro, Rocco Zifarelli, Marco Siniscalco e successivamente con Paolo Recchia che è il più giovane tra noi. Con Giovanni Imparato ci conosciamo invece da molto prima quando io e mio fratello Pietro abitavamo ancora a Napoli. Al di là della profonda amicizia ci lega la stima reciproca e la voglia di fare sempre meglio insieme. Dopo il primo cd “Terre” che vede la presenza anche del mitico Paul McCandless (oboista e sassofonista degli Oregon) abbiamo fatto molti concerti e questo ci ha dato la possibilità di essere conosciuti anche in altri ambiti e permesso di intraprendere lavori professionalmente di elevato spessore artistico, rendendo più difficile mantenere gli impegni con Xenia e abbiamo deciso successivamente di interrompere questa attività concertistica per affrontare diverse esperienze. Rocco è diventato uno dei musicisti di riferimento del grande Ennio Morricone e ha coronato il sogno l’estate scorsa di suonare nell’orchestra di Quincy Jones ad Umbria Jazz.

Marco è il bassista di una delle formazioni più acclamate degli ultimi anni Aires Tango e con Pietro fanno insieme una delle ritmiche più richieste attualmente in Italia e all’estero. Giovanni è una star dell’orchestra Italiana di Renzo Arbore oltre ad aver suonato con tutti in Italia tra artisti pop e latin jazz. Artista partenopeo tra i maggiori esperti di Afrocubanía. Giovanni Imparato è Babalawo iniziato alla regla de Ifà, Santero iniziato alla “Regla de Osha”, è Omoalàña, sacerdote di Añá (tamburi batà consacrati), e arricchisce la sacralità dell’opera di Pergolesi senza confini religiosi, con i suoi melismi vocali, che ricordano i Mantra e con il suono dei tamburi Batá, tamburi sacri usati nelle cerimonie della santería cubana della tradizione Yoruba: Cuba custodisce il codice più “aulico” dell’Africa, ossia la fonte sapienziale della “Regla de Ifá”, ossia una tradizione millenaria rigorosamente orale che, traspone musicalmente sui tamburi Batá la descrizione iniziatica della cosmogonìa regale del continente “madre”.

Paolo Recchia è il più giovane e lo abbiamo visto crescere incredibilmente mostrando a livelli altissimi il suo talento in Italia e all’estero. Oggi è un artista affermato ed è leader di un suo trio, quartetto e ha all’attivo già diverse pubblicazioni a suo nome. Una garanzia di qualità, talento e professionalità. Io e mio fratello Pietro siamo cresciuti insieme studiando e suonando a casa…da trent’anni abbiamo condiviso orchestre jazz, formazioni e tantissime registrazioni di dischi in studio e live. L’interplay che ho con lui è davvero difficile da ottenere con qualcun altro per affinità elettiva e per aver condiviso una vita intera la Musica.

c) La musica degli Xenia è sembrata una musica molto particolare: elementi jazz intrecciati con fusion, latin jazz ma anche elementi di influenza rock. Ce ne puo parlare più diffusamente?

Xenia è il risultato di esperienze musicali di diversa estrazione, io provengo da una formazione classica di tipo accademico, ho suonato in formazioni da camera, etniche, jazz, jazz rock, orchestrali, e non ho mai disprezzato alcun genere musicale. Ho sempre pensato che qualsiasi tipo di musica anche semplice potesse insegnarmi qualcosa che avrei poi dopo inserito nella mia creatività. Non sono un jazzista “Talebano”, conservatore e amo la diversità che per me rappresenta un valore aggiunto e proprio dalla mescolanza di generi sono uscite fuori le migliori opere.

d) Due gli album degli Xenia uno dopo cinque anni uno adesso in pubblicazione . Ci puo parlare di entrambi ?

“Terre” è il primo CD e racchiude principalmente brani di mia composizione, un brano di Rocco Zifarelli e uno di Marco Siniscalco. Una memorabile recording session resa possibile alla grande visionaria sensibilità di un grande produttore quale era Biagio Pagano della Via Veneto Jazz, etichetta ancora tra le più importanti in Italia. Biagio mi chiese con quale artista vuoi registrare questo CD? io dissi mi piacerebbe con il sassofonista/oboista degli Oregon Paul McCandless…il giorno dopo coronò il mio sogno…e quello è stato un disco fortunatissimo perché fu in classifica nelle radio internazionali ai primi posti tra i dischi più ascoltati e richiesti insieme ad artisti del calibro di Pat Metheny…insomma fu subito un successo e inaspettato per il genere musicale che rappresentava…ma si impose immediatamente come una musica senza confini…originale e di spessore artistico. Il nuovo lavoro ha un suono completamente differente perché risente di tutte le esperienze che hanno confluito nella nostra attività concertistica e che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra formazione artistica. Trovo che ci sia una maggiore consapevolezza della musica suonata e una sintesi che in passato non avevamo per ingenuità e inesperienza se pur artisticamente di altissimo livello…Il nuovo CD si chiamerà Countdown…un conto alla rovescia per ritrovare rinascita e rinnovamento dell’Uomo…che oggi stà andando verso un imbarbarimento consapevole e rassegnato…per questo credo che la Musica ci salverà…e musicalmente il brano che dà il titolo all’intero album è costruito su una metrica decrescente infatti il tema è formato da una misura di 4/4, seguita da una di 3/4, 2/4 e 3/8…e si ripete sempre così in maniera regolare e simmetrico.

Anche in questo album ci saranno un brano di Marco, di Rocco e uno di Giovanni in 5/8 perfettamente in linea con tutti i brani. Suonare sui tempi dispari come se suonassimo dei semplici tempi pari è sempre stata una nostra sfida

e) Durante la serata al Summarte ha dato molto spazio al primo album ma anche un anticipo su “Countdown” . Quali sono gli elementi che caratterizzano la vostra vena creativa e la vostra musica come Xenia ?

Del primo album abbiamo suonato due mie composizioni Terre e Jamna (affluente del fiume Gange) e del secondo album che andremo a registrare nei prossimi mesi, Countdown, Mysterious, Inner Voice, Jungle, Crossroads, e uno di Marco Siniscalco Anime Mobili un brano molto intimo e di gran classe. Gli elementi che caratterizzano la nostra idea di Musica sono la melodia, che nel mio caso si rifà alla tradizione partenopea, mediterranea che appartiene alle mie origini, il ritmo spesso in tempo dispari, armonie Stravinskjiane, moderne e una continua ricerca dell’interplay.

f) Durante il concerto come leader è stato l’elemento che ha unito tutti i talenti dei suoi compagni di palco e allo stesso tempo a dare spazio alle composizioni di tutti gli altri musicisti del gruppo. Quale è il suo segreto di musicista e compositore ?

Avere fiducia, stima e voglia di condividere il proprio sapere con chi hai affinità rappresenta non il segreto ma l’elemento fondamentale per fare Musica. Se non ami condividere il tuo piacere e la tua esperienza con qualcuno che stimi rischi di suonare per tutta la vita da solo…io voglio suonare con tutti quelli che lasciano aperto il canale della “comunicazione” a tutti i livelli espressivi.

g) Cosa c’e’ nel futuro degli Xenia ?

Per ora la registrazione del nuovo CD e tantissimi concerti in Italia e all’estero. Crediamo molto in quello che stiamo facendo e del fatto che abbiamo ancora oggi qualcosa da dire musicalmente e umanamente. Il pubblico che viene ad ascoltarci ci testimonia con affetto e competenza che il linguaggio che utilizziamo è moderno e originale nello stesso tempo e comunica gioia, emozione e professionalità. Qualità che dovrebbero essere sempre in primo piano musicalmente e culturalment. Purtroppo non sempre riceviamo questo da chi controlla i media e dallo Show business di questo momento storico davvero complesso e difficile. Non ci resta che continuare a sperare in un cambiamento di direzione migliore, consapevole e in più breve tempo possibile. Incrociamo le dita per i nostri figli e per restituire a loro la possibilità di continuare a sognare. I progetti futuri dipenderanno proprio dalla volontà di continuare a condividere i nostri sogni con tutto il pubblico che ci verrà ad ascoltare.

 

Shakespeare in Love al Teatro Cilea dal 21 al 24 novembre

di Annamaria De Crescenzo

“Shakespeare in love”, l’adattamento teatrale del pluripremiato film (7 Oscar) , diretto da John Madden ed interpretato da Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes, è arrivato in esclusiva per Napoli al Teatro Cilea e sarà in scena fino al 25 novembre, dopo il successo incredibile al Teatro Brancaccio di Roma ad ottobre e ancor prima in estate nella prestigiosa Arena di Verona.

La versione italiana dell’adattamento inglese di Lee Hall tratto dalla sceneggiatura di Tom Stoppard e Marc Norman è stata prodotta da Alessandro Longobardi (per Officine del Teatro Italiano in collaborazione con Viola Produzioni)il quale si è affidato alla traduzione italiana di Edoardo Erba e alla regia di Giampiero Solari e Bruno Fornasari che hanno diretto un numeroso cast di 19 attori interpreti di ben 32 personaggi che hanno divertito, emozionato e commosso il numeroso pubblico presente in Teatro alla prima di giovedi 21 novembre.

Sicuramente adattare un testo che è diventato un film apprezzatissimo dal pubblico e dalla critica non deve essere stato facile e come ammette lo stesso Solari in una sua intervista “La bellezza della sfida era proprio realizzare l’adattamento in teatro per una storia che nasce in teatro e si sviluppa in teatro dove prove diventano la vita stessa e nella vita si pensa di far parte delle prove”.

Assistendo allo spettacolo si ha la sensazione che tale sfida sia stata ampiamente superata grazie non solo alla bravura interpretativa di Lucia Lavia (figlia d’arte) che interpreta il ruolo della nobildonna Lady Viola De Lessep e di Marco De Gaudio nel ruolo del giovane William Shakespeare, che ammalia con la sua presenza scenica e la sua inesauribile energia, ma anche dall’entusiasmo e il talento di una nutrita compagnia di attori ed attrici che danzano, cantano, duellano, si impegnano nelle prove della commedia acquistata da uno dei tantissimi impresari che cercavano di estorcere ai drammaturghi del loro tempo, come Christopher Marlowe, anch’egli presente nella storia, pagando pochi spiccioli, testi che ambivano a rappresentare in una sala affollata e nel massimo dell’aspirazione a corte di fronte alla Regina Elisabetta I.

Shakespeare in Love non è solo una commedia nella quale si racconta la Londra elisabettiana e i primi successi a teatro di un giovane talento come William Shakespeare che alterna momenti di estrema creatività a blocchi pazzeschi, nei quali non riesce neppure a trovare una similitudine per poter “raccontare” la bellezza della donna che lo ispira, vivendo tra improvvisati attori che per poter sbarcare il lunario accettano di mettere in scena testi improbabili quanto assurdi e vivendo tra taverne, donne di malaffare, risse e duelli, ma è anche il racconto di come Londra, allora come oggi, si nutriva dell’emozioni che solo il Teatro sa dare, e di un vero e proprio spaccato della società del tempo (il potere della Regina sui suoi sudditi al punto di avere potere anche sulle loro scelte matrimoniali, la vita a Corte, la recitazione proibita alle donne al punto tale che i ruoli femminili venivano interpretati da uomini travestiti da donne, il potere degli impresari teatrali che escogitavano qualsiasi mezzo per potersi accaparrare i testi migliori ), oltre che narrare la nascita del testo di uno dei capolavori di Shakespeare conosciuto in tutto il mondo come “Romeo e Giulietta” ispirato proprio dall’amore che nasce in maniera profonda tra il drammaturgo inglese e Lady Viola, pur se promessa sposa di un nobile inglese al servizio della Regina stessa.

Lady Viola è una vera e propria icona della donna moderna: pur di seguire la sua profonda passione per il Teatro e per la recitazione, non disdegna di travestirsi da uomo e presentarsi alle prove della nuova commedia di Shakespeare conquistando il ruolo di “Romeo”, finendo di innamorarsi l’uno dell’altro, amore che susciterà i più bei versi che ha scritto colui che è il più grande drammaturgo inglese. E tra prove, copioni, danze e momenti teneri della storia d’amore tra la rivoluzionaria per amore del Teatro Lady Viola e il focoso William Shakespeare che è pronto a tutto pur di impedire alla sua amata di sposare, solo su richiesta del padre di lei, il nobiluomo inglese, anche di travestirsi da donna, ma che alla fine dovrà arrendersi, dedicandosi solo alla messa in scena del suo copione ormai completato e che viene acquistato da Burbage, attore e impresario teatrale ideatore di quello che poi sarà conosciuto fino ad oggi come il Globe Theatre. A recita iniziata, Lady Viola arriva in Teatro, ormai sposa di un altro uomo, per poter salutare per l’ultima volta il suo Will, viene praticamente trascinata sul palco per poter interpretare davanti al teatro pienissimo la famosa “Giulietta” proprio accanto al suo Shakesperare nei panni di Romeo. Il suo sogno di recitare diventa realtà e dopo aver goduto degli applausi del pubblico, accetta il suo destino di donna remissiva e ubbidiente alle regole della società del tempo, partendo per l’America.

Will rimarrà solo ma pronto a dedicarsi alla sua carriera di drammaturgo scrivendo testi che ancora oggi sono rappresentati in tutti i Teatri del mondo.

Il cast è straordinario, oltre ai due attori principali, sono da citare  gli impresari, Kit Marlowe l’amico drammaturgo che gli fornisce anche tutti gli spunti per creare i personaggi delle sue commedie e che finisce pugnalato in una rissa, l’amico guascone di Will che interpreta Tebaldo, la fidata balia di Viola, senza dimenticare la bravura di Lisa Angelillo che interpreta in maniera mirabile la Regina Elisabetta I.

Se avete desiderio di trascorrere una serata a Teatro, non potete perdervi le ultime due repliche sabato 24 e domenica 25 novembre. Ne resterete affascinati.

Per info su orari e costi

Teatro Cilea

 

Shakespeare in love al Teatro Cilea dal 22 al 25 novembre

 

SHAKESPERARE IN LOVE

DALLA SCENEGGIATURA DI MARC NORMAN & TOM STOPPARD
ADATTAMENTO TEATRALE DI LEE HALL
MUSICHE DI PADDY CUNNEEN
TRADUZIONE EDOARDO ERBA
ORIGINARIAMENTE PRODOTTO PER IL WEST END
DALLA DISNEY THEATRICAL PRODUCTIONS E SONIA FRIEDMAN PRODUCTIONS
REGIA DECLAN DONNELLAN, SCENE NICK ORMEROD
CON
LUCIA LAVIA                    VIOLA DE LESSEPS/THOMAS KENT
MARCO DE GAUDIO        WILL SHAKESPEARE
E CON
TOMMASO AMADIO,LISA ANGELILLO, LUIGI AQUILINO, ROBERTA AZZARONE
MICHELE BERNARDI, LOREBZO CARMAGNINI, MICHELE DE PAOLA, NICOLÒ GIACALONE, CARLO AMLETO GIAMMUSSO, ROSA LEO SERVIDIO, PIETRO MASOTTI, GIUSEPPE PALASCIANO, EDOARDO RIVOIRA , ALESSANDRO SAVARESE, GIUSEPPE SCODITTI, FILIPPO USELLINI, DANIELE VAGNOZZI
SCENE PATRIZIA BOCCONI, REALIZZAZIONE VIDEO GRAFICA CRISTINA REDINI
COSTUMI ERIKA CARRETTA, DIREZIONE MUSICALE MATTEO CASTELLI
COREOGRAFIE BIAGIO CARAVANO DISEGNO FONICO EMANUELE CARLUCCI
DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO’
REGIA GIAMPIERO SOLARI
REGIA ASSOCIATA BRUNO FORNASARI

 

UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI PER OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO

  A tre anni dal grande successo di Londra, arriva finalmente in Italia Shakespeare in love!

L’adattamento teatrale del capolavoro vincitore di 7 premi Oscar, con protagonisti Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes, è una commedia degli equivoci, rocambolesca ed esilarante, in cui vedremo nascere direttamente dalla penna di Will Shakespeare la storia d’amore più famosa del mondo, quella tra Romeo e Giulietta.

Siamo nella Londra elisabettiana e Will Shakespeare è un autore emergente che non riesce a scrivere il copione che gli è stato commissionato, una commedia improbabile dal titolo decisamente imperfetto: “Romeo e Ethel – la figlia del pirata”.

Senza soldi e in ritardo con la consegna, vaga per le strade della città in cerca d’ispirazione finché non incontra Viola De Lesseps che, camuffata da ragazzo, si presenta proprio per l’audizione dello spettacolo, determinata a realizzare il sogno di poter recitare su un palcoscenico allora vietato alle donne. Will Shakespeare scopre la vera identità della ragazza, tra i due scoppia la passione e il giovane autore ritrova finalmente la sua Musa. Viola però è già promessa sposa al potente Lord Wessex, membro della corte della Regina Elisabetta, e tra i due, proprio come per Romeo e Giulietta, l’amore sembra impossibile.

Ma Shakespeare in love non è soltanto una commedia romantica è uno spettacolo che affascina anche per la suggestiva rappresentazione di un mondo teatrale, allora come oggi, sempre alle prese con la follia degli artisti, il cinismo del potere e la magia della scena.

Magistralmente scritto da Lee Hall, autore di capolavori come Billy Elliot e diretto da Giampiero Solari e Bruno Fornasari, come regista associato, lo spettacolo restituirà sulla scena tutte le atmosfere del capolavoro cinematografico, con un cast di eccellenza composto da diciannove bravissimi interpreti e il cane preferito della regina Elisabetta.

Tra duelli, scambi d’identità e il dietro le quinte di spassose farse elisabettiane, il pubblico si troverà immerso nel mondo romantico e passionale dell’opera di uno dei più grandi autori di tutti i tempi proprio, mentre questa viene creata dall’intreccio con la vita, l’avventura e gli amori della sua epoca. Continua a leggere

Bungaro ed il suo “Maredentro” Tour: grande evento de “I Senzatempo”

Il 24 novembre il secondo grande evento della stagione 2018/2019 de I Senzatempo, arriva ad Avellino con il suo tour Maredentro, Bungaro.

L’artista raggiunge la città di Avellino, grazie alla Associazione Culturale che ormai da oltre un decennio, in direzione ostinata e contraria diffonde il valore della cultura e della musica jazz, in tutti i suoi colori e sue declinazioni. Quest’anno proprio in questa logica sarà presentato anche un importante concorso aperto ai musicisti jazz campani, a dimostrazione del fatto, che questo gruppo ha da sempre a cuore la formazione e l’esaltazione delle nuove generazioni.

Di origini Pugliesi, Toni Bungaro, è autore della colonna sonora di Perfetti sconosciuti e reduce dall’ultimo Sanremo, accanto alla meravigliosa Ornella Vanoni ed a Pacifico. Ha collaborato con Morandi, Mengoni, Cortellesi e  Marcoré. A livello internazionale ha nella sua storia, collaborazioni straordinarie con artisti del calibro di: Ivan Lins, con cui guadagnò la nomination ai Latin Grammy Awards 2014, Chico Buarque, e Youssou N’Dour sino ad arrivare ad un altro amico dei Senzatempo, Omar Sosa.

Bungaro ha lo slancio dello straordinario melodico, di chi è espressione della scuola dei cantautori italiani, ma ha anche la incredibile capacità di creare vere e proprie sequenze nelle sue canzoni, immagini che sembrano far vivere chi ascolta, all’interno di una pellicola.

Dice di sè stesso che si considera un artigiano, un “figlio” ispirato da maestri pazzeschi, Gaber, Fossati, De Gregori, Paolo Conte, che riesce ancora a vivere seguendo il sacro fuoco che lo ha ispirato sin dall’inizio della sua carriera. Nel viaggio di pochi mesi “Maredentro Live” (etichetta Esordisco) ha ricevuto eccellenti riscontri dalla critica e ha avuto diversi riconoscimenti, tra i quali anche il Premio Lunezia e il Premio del Social World Film Festival. “Tony Bungaro è una delle voci italiane più belle della mia generazione, un artista profondo che ho sempre stimato, e mi ha fatto molto piacere quando ho saputo che nel suo nuovo progetto ha inserito una versione in dialetto de “l’ombelico del mondo” trasformandola in un canto salato e bagnato dal mare”, dice di lui Lorenzo Cherubini. Crediamo che sia un progetto straordinariamente vitale e che non sia sufficiente ascoltare il disco, ma che ci sia la necessità di coglierne l’emotivo sentire live, per cui quale migliore occasione di quella del 24 novembre presso l’Auditorium de l’Hotel de la Ville di Avellino, grazie alla perfetta organizzazione di Luciano Moscati e del suo direttivo. Sul palco accanto a Bungaro (chitarra e voce), suoneranno Stefano Jorio ( violoncello); Antonio de Luise (contrabbasso); Marco Pacassoni (vibrafono, percussioni e batteria); Antonio Fresa (pianoforte) e Armand Priftuli ( violino e viola). Sostengono l’Associazione anche per questa stagione: Ford- Conc. Blu Center- Avellino; Generali- Ag. Avellino- Italia; Stefano Rago Gioielli.

Il racconto fotografico della serata è affidato a SpectraFoto.

Per info e prenotazioni: info.senzatempo@libero.it