VENERDì 20 OTTOBRE AL BOURBON STREET – ENDLESS TRIO

Venerdì 20 ottobre 2023 alle 21.30 personalità musicale, tradizione e contemporaneità salgono sul palco napoletano del Bourbon Street in Via Bellini 52

Alberto Bruno, direttore artistico e presidente del Live Tones Napoli ETS

Presenta

Endless Trio

Alessandro Campobasso batteria 

Vittorio Esposito pianoforte

Giulio Scianatico contrabbasso 

Endless Trio è la nuova formazione del batterista pugliese Alessandro Campobasso con Vittorio Esposito al pianoforte e Giulio Scianatico al contrabbasso. 

Nella sua ricerca musicale, tradizione e contemporaneità confluiscono in una scrittura in cui si alternano spazi aperti e forme multitematiche. Il respiro d’insieme del trio e il suo modo aperto di intendere il drive ritmico incarnano bene l’idea del viaggio con i suoi incontri e le sue increspature. 

La tessitura dei brani e la loro successione mettono in evidenza un’estetica musicale in cui è centrale lo storytelling, una narrativa in cui le parti scritte sono affidate ad una forte personalizzazione del suono e dello spazio sonoro.

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30. Inizio concerto ore 21.30. Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21.15.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita go2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda al Bourbon Street Jazz per Summer Live Tones 2023

Il Summer Live Tones è giunto nel 2023 alla sua XII edizione e, per svariate difficoltà organizzative e gestionali, cambia per quest’ anno sede… non più il Castel Nuovo (dai più conosciuto come Maschio Angioino) ma il Bourbon Street Jazz Club, storico jazz club napoletano, in Via Vincenzo Bellini 52 Napoli.

Il Live Tones Napoli che è  produttore del festival con la direzione artistica di Alberto Bruno, prosegue il festival venerdì 22 settembre 2023 alle ore 21.45 presentando:

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda.

Mino Lanzieri chitarre

Dario Deidda basso

Luigi Del Prete batteria

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30. Inizio concerto ore 21.45. Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. La prenotazione sarà valida sino alle 21.30.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria predisposta al Bourbon Street ma anche in prevendita go2 e prevendite fisiche territoriali.

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda è come recita il titolo, un progetto che nasce dall’ incontro artistico tra la chitarra di Mino Lanzieri, ritenuto dalla critica “uno dei chitarristi più interessanti e prolifici della sua generazione” ed il basso di Dario Deidda, a pieno merito ritenuto uno dei bassisti più autorevoli al mondo.

A completare la formazione Luigi Del Prete alla batteria, già sideman a lungo termine dei due musicisti e membro stabile di alcune delle formazioni più importanti della scena jazz italiana.

Un concerto che tra brani originali e standards riarrangiati promette emozioni, interplay e swing, unici.

ETHNOS: FESTIVAL INTERNAZIONALE della MUSICA ETNICA XXVIII edizione

ETHNOS

Festival Internazionale della Musica Etnica

XXVIII edizione – dal 7 settembre all’1 ottobre 2023

Direzione artistica Gigi Di Luca

www.festivalethnos.it

Le musiche del mondo in scena alle pendici del Vesuvio per il festival Ethnos. Dal 7 Settembre all’1 Ottobre 2023 in 6 comuni della costa vesuviana – Ercolano, Napoli, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata e Torre del Greco – si terrà la XXVIII edizione del festival internazionale della world music ideato e diretto da Gigi Di Luca.

Anche quest’anno sono attesi grandi nomi della musica etnica, nuove realtà e musicisti fprovenienti da 12 diversi paesi, per una grande festa dell’incontro, della contaminazione e dell’accoglienza. In programma, inoltre, workshop, appuntamenti tematici dedicati alla danza e al teatro e le finali del concorso Ethnos GenerAzioni, rivolto agli artisti under 35.

L’edizione 2023 di Ethnos porterà nelle ville del Miglio d’Oro e nei siti storici dell’area vesuviana suoni, culture, tradizioni e mondi in parte sconosciuti, conducendo gli spettatori in un viaggio nei vari continenti. Nell’arco di tutto il mese di settembre si alterneranno sul palco itinerante del festival artisti provenienti dall’Angola, Brasile, Costa d’Avorio, Francia, Grecia, India, Iran, Marocco, Mongolia, Senegal e Spagna, oltre che da varie regioni d’Italia

Tra i protagonisti di questa edizione – che sarà inaugurata a  Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano dal gruppo multietnico Ayom, il cui nome nella mitologia Candomblè rappresenta il Signore della Musica – ci saranno: il pianista e compositore francese di origine martinicana Chassol, la nuova star dell’afro-pop Dobet Gnahoré, cantante e ballerina ivoriana vincitrice di un Grammy Award, il senegalese Seckou Keita, uno dei più importanti suonatori di kora al mondo, Amrat Hussain Brothers Trio dal Rajasthan, Epi (al secolo Enkhjargal Dandarvaanchig) musicista e cantante originario Ulan Bator, ambasciatore musicale della Mongolia, la cantante e polistrumentista brasiliana Bia Ferreira, militante antirazzista e sostenitrice della comunità LGBTQIA+. E ancora, Bab L’Bluz, band franco-marocchina che fonde musica tradizionale Gnawa e Hassani con il rock e il blues, Ana Crismán la prima musicista al mondo che interpreta e compone il flamenco con l’arpa, la cantautrice e polistrumentista pugliese Rachele Andrioli e il progetto “Songs of Hope” con l’ambasciatore della musica persiana e vincitore di un Grammy Award, Kayhan Kalhor insieme al virtuoso del setar Kiva Tabassian e Behnam Samani al tombak.

Tre i progetti speciali di questa edizione: il recital di Pamela Villoresi Della Profetessa e di Spartaco” con Massimo De Matteo e le musiche dal vivo di Mimmo MaglionicoRoberto Trenca e Gabriele Borrelli, per la regia di Gigi Di Luca, la produzione originale La Banda del Sud, che mette insieme in una grande orchestra di musica popolare, diretta da Mario Crispi10 talenti selezionati dalle 6 regioni del Sud Italia e lo spettacolo site specific “Il Canto delle Mani” con le coreografie di Gabriella Stazio sulle musiche del gruppo operaio ‘E Zezi.

«Il legame tra Ethnos e il suo territorio è un legame forte, che si rinnova da 28 anni attraverso un progetto culturale che tocca diversi luoghi e città e che ha intercettato quel bisogno di conoscenza delle altre culture, del diverso, prima ancora che le migrazioni arrivassero a noi» dichiara il direttore artistico Gigi Di Luca.

«Ethnos ha sempre abbinato la bellezza dei luoghi storici ai contenuti contemporanei, talvolta dolorosi, di storie e musiche provenienti da territori lontani, oppressi e sfruttati. Il mondo è mutato e con esso il modo di vivere ed informarsi ma il nostro modo di esplorarlo e raccontarlo è ancora lo stesso.  La musica di Ethnos parla di diritti umani, di libertà, di lotta al razzismo, di contaminazioni e di fusioni di linguaggi. Parla di creatività e ricerca, ma soprattutto parla e vuole continuare a parlare di pace e di bellezza».

Grazie alla programmazione di numerose attività tese all’incontro e alla comunione tra i popoli e i diversi linguaggi, Ethnos si propone di creare un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità con uno sguardo attento alle problematiche delle migrazioni, delle integrazioni e del Mediterraneo.

Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, nel corso degli anni il festival ha allargato il suo raggio di azione diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e world music d’Italia.

La XXVIII edizione del festival Ethnos è organizzata da La Bazzarra e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, con il sostegno dei comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata e Torre del Greco, il contributo della Banca di Credito Popolare e con la collaborazione della Fondazione Ente Ville Vesuviane e del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

I biglietti – dal costo simbolico di 5 euro, ad eccezione dello spettacolo “Songs of Hope”che ha un costo di 10 euro – saranno disponibili a partire da venerdì 1 settembre sul circuito Azzurro Service e presso il botteghino allestito nelle varie location che ospiteranno i concerti. Info prevendita: tel. 081 5934001 – www.azzurroservice.net.

Per informazioni e contatti: Tel. 3287232399 – info@labazzarra.com Social: www.facebook.com/EthnosFestival – www.instagram.com/ethnosfestival

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Recensione : Massimo Ranieri “Tutti i sogni ancora in volo” Teatro Grande di Pompei

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Martedì 1º Agosto presso il Teatro Grande di Pompei, sito archeologico di grande interesse Storico, e dunque luogo deputato alla Cultura ha fatto da scenografia al tour di Massimo Ranieri “Tutti i sogni ancora in volo”.

Chi meglio di Massimo Ranieri, Figlio di questa terra, poteva calcare suddetto palco con grande disinvoltura senza sentirne il peso che tale luogo trametteva.

In 120 minuti e forse più da tutto sé stesso senza soste, accompagna il pubblico, ordinato e attento, attraverso aneddoti e vita vissuta, facendolo entrare dalla porta principale e il pubblico con educazione capendo di avere un grande privilegio, lo affianca, lo incita partecipando in punta di piedi ai piccoli episodi che Massimo elargisce.

Da quando scelse il nome d’arte di Gianni Rock…, confessa che in tanti anni di carriera non ha mia cantato una canzone rock, neanche “sotto la doccia”.

Si racconta con estrema semplicità, come si fa tra amici la “doppia vita” Giovanni Calone e Massimo Ranieri, l’uno talvolta diverso dall’altro ma mai dissociati.

 Racconta di quando era ragazzo e viveva a Santa Lucia e dalla sua casa vedeva il mare. Mare che ora non si vedeva più perché l’urbanizzazione selvaggia ne aveva occultato la vista, e inevitabilmente associa il mare a Pino, prematuramente scomparso,  l’arena è in un silenzio quasi religioso quando ne pronuncia il nome, alzando la testa guardando il  cielo, dove tra le poche nuvole splende una rotonda luna che illumina la scena, il pubblico sente l’emozione e dagli spalti scende un accorato applauso per smorzare il nodo di tristezza che si era formato nella gola di tutti i presenti.

Lo spettacolo non è un semplice e anonimo spettacolo musicale. Massimo, canta, balla, recita nulla è scontato ogni canzone ha la sua coreografia, uno show nello show.

Ringrazia il pubblico per il “coraggio” che ha avuto a lasciare divano e telecomando, per fare a meno di guardare l’ennesima serie tv, per riprendersi quella che può sembrare una cosa “straordinaria” che invece è “normalità” uscire di casa e partecipare alla vita sociale e culturale della propria città.

Forse per capirne appieno il senso di questo spettacolo bisognerebbe iniziare dalla fine, quando verso la conclusione racconta i suoi dubbi, le sue perplessità legate anche all’età. Racconta con ironia i vari “incidenti che gli sono capitati durante la sua vita artistica, fratture varie, slogature e strappi muscolari, ma rassicura che mai scenderà dal palco a costo di farsi “imbalsamare” mentre canta! Chiude la breve interlocuzione che ha con il pubblico, affermando che “le cellule possono pure invecchiare, ma i sogni no!” Immediatamente parte “Perdere l’amore” e l’applauso del pubblico a suggellare tale indissolubile legame che ha con Massimo.

Tra le tante bellissime canzoni, spicca con discrezione, “L’istrione”. In origine venivano chiamati istrioni gli attori etruschi giunti a Roma che, non parlando il latino, si limitavano a rappresentare spettacoli di danza, e musica; in seguito furono così chiamati dai romani tutti gli attori, dalla tragedia alla commedia.

Ebbene Massimo Ranieri è un vero istrione (Non è per vanità Quel che valgo lo so e ad essere sincero Solo un vero istrione è grande come me Ed io ne sono fiero…) nella sua eccezione più alta, è un vero genio, un grande Artista come pochi sa tenere il palco, è lui che comanda facendo si che il pubblico venga coinvolto dal principio alla fine.

Non poteva mancare i bis, dopo tante bellissime canzoni rende omaggio alla sua tanta amata terra con due canzoni così distanti ma così vicine degli anni cinquanta: “Tu vuo fa l’americano” (1956) e “Anema e Core” (1950)

Tutti ma proprio tutti attendiamo Massimo ancora tra noi per festeggiarlo ancora e ancora senza che l’amore scemi con il passare del tempo. Grazie Massimo!

Credits: Si ringrazia ANNI60 PRODUZIONI  per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

SETLIST:

Vent’anni

Lasciami dove ti pare

La voce del silenzio

Ti penso

Dopo il deserto

Se bruciasse la città

Tutte le mie leggerezze

Canzone con le ruote

Mi troverai

Rose Rosse

Pigliate na’ pastiglia

Quando l’amore

Lettera di la dal mare

Erba di casa mia

Asini

Mia ragione

Vestaglia

Questo io sono

L’istrione

Di me di te

Perdere l’amore

Bis:

Tu vuo fa l’americano

Anema e Core

Toquinho chiude la terza edizione del Sannio Music Fest

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La terza edizione del Sannio Music Fest 2023, che si è svolta presso Teatro Romano di Benevento, si è conclusa con l’atteso concerto di Toquinho.

Anche quest’anno il Direttore Artistico, Michele Solipano, ha portato a Benevento per la suddetta rassegna Artisti di grande livello nazionale e internazionale, spaziando dalla Musica d’autore, al Jazz e per finire alla Bossa Nova nella serata conclusiva.

Lo scenario suggestivo ha fatto da cornice ai ritmi e alle melodie della bossa nova, sapientemente eseguita da un Artista come Toquinho che ha vissuto l’epoca d’oro di tale genere musicale.

Toquinho, (Antonio Pecci Filho), di lontane origini italiane (tutti i nonni erano italiani), da piccolo veniva chiamato di Toninho (diminutivo di Antonio) Che poi la Mamma trasformò in Toquinho, si è presentato sul palco da solo in compagnia della sua amata chitarra, e ha intonato alcune canzoni tra le più famose del panorama Brasiliano, come “A garota de Ipanema” (famosa spiaggia chilometrica di Rio) e “Corcovado” che è il promontorio di Rio de Janeiro dove è posta la statua del Cristo Redentor.

Rende omaggio all’Italia con due canzoni che quando stava in Italia con Chico Buarque andando nei locali ascoltava con frequenza “Anema e core’” e “Roma non fa la stupida stasera”

 Ha reso il concerto più interessante e divertente raccontando aneddoti legati alla sua vita artistica e privata, da quando Chico Buarque de Hollanda, per il suo crescente impegno politico contro la dittatura militare lo porta all’arresto nel 1968, cui segue un esilio auto-imposto in Italia nel 1969, con una bugia fa venire Toquinho in Italia raccontandogli che aveva concluso per alcuni spettacoli in Italia, e che portasse pure qualche soldo… Ma all’arrivo Toquinho capisce che era tutta una farsa perché Chico voleva rivederlo perché afflitto da quel “male oscuro” che quasi tutti i brasiliani ne soffrono la “saudade”.

Da questo episodio nasce la famosa canzone “Samba di Fiumicino” che per ragioni musicali verrà rinominata “Samba de Orly” dal suono più armonico.

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Recensione: Le atmosfere jazz al Teatro Morlacchi ad Umbria Jazz 50th Anniversary

Foto di Max Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)

Continuiamo con questo ulteriore articolo a raccontare le sonorità musicali  di Umbria Jazz nell’ambito della magia che si crea nell’ambiente del Teatro Morlacchi che da sempre ospita gli artisti che arrivano da ogni angolo del mondo e che attirano un pubblico che ama ascoltare musica in un ambiente più raccolto e dedito proprio ad amplificare emozioni e sensazioni.

I più bei concerti di Umbria Jazz li abbiamo sempre ascoltati particolarmente proprio qui, storica location del Festival e li abbiamo particolarmente apprezzati perché è qui che si danno appuntamento musicisti e appassionati del jazz in una sorta di abbraccio tra la sala e il palco e spesso i progetti più originali, le collaborazioni più particolari tra musicisti anche molto diversi fra loro avvengono sempre qui e sempre qui entusiasmano e raccolgono consensi ad ogni edizione.

Quest’anno ad inaugurare la stagione al Teatro Morlacchi, sabato 8 luglio è stato chiamato Mauro Ottolini & L’Orchestra Ottovolante, protagonista da sempre di progetti originalissimi che spaziano nei diversi generi musicali, quest’ anno ha portato sul palco del Teatro un progetto sul tema della canzone italiana del periodo anni 30/’60 resa popolare prima dalla radio, poi dalla TV, e anche dal Festival di Sanremo. Il progetto impreziosito dalla sofisticata vocalità di Vanessa Tagliabue Yorke presenta dei brani che seppur appartenenti ad un’epoca che sembra lontanissima da oggi hanno comunque un fascino inalterato nel tempo in grado di conquistare una platea di appassionati come il pubblico presente al Morlacchi ogni sera.

Domenica 9 luglio invece il Teatro Morlacchi è stato inondato dalle musiche di Paolo Fresu “Ferlinghetti” con Dino Rubino, Marco Bardoscia e Daniele di Bonaventura, un trio che non manca quasi mai ad Umbria Jazz sia nell’edizione estiva che quella winter che si svolge a fine anno ad Orvieto.

  Ferlinghetti rappresenta anche il nuovo capitolo della collaborazione tra Paolo Fresu e il regista Ferdinando Vicentini Orgnani, iniziata nel 2002 con “Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni” e proseguita con numerose opere tra cui “Vinodentro”, le cui musiche sono diventate un disco uscito nel 2013.
    I titoli dei 13 brani originali sono tratti dalla poesia Autobiography e da altri testi che compongono il corpus letterario dell’intellettuale italo-americano, registrati pochi mesi prima della sua scomparsa.

Da lunedì 10 una serie di concerti strepitosi, prima The Swingers Orchestra che ha presentato un progetto su Benny Goodman e Artie Shaw, poi martedì 11 un altro grande originalissimo progetto musicale creato dalla mente geniale e assolutamente unica di Gianluca Petrella in “Cosmic Renaissance” progetto nato nel 2007 liberamente ispirato alla musica e alla figura di Sun Ra, mercoledì 12 luglio un altro grande incontro tra artisti strepitosi come Chano Dominquez, Flavio Boltro, Martin Leiton, Michael Olivera e uno straordinario guest star Stefano Di Battista per un vero e proprio omaggio ad un mito della musica internazionale come  Michael Petrucciani.  

Giovedì 13 luglio invece altro grande concerto che ha avuto un seguito di pubblico strepitoso quello dell’incontro fra Danilo Perez, John Patitucci,   Adam Cruz Trio , un vero e proprio gioiello di esempio di straordinario jazz che ha entusiasmato il pubblico presente.

Venerdì 14 luglio altro duo di musicisti internazionali come Enrico Rava & Fred Hersch, seguiti da sabato 15 da grandissimo Kenny Barron Trio con Kivoshi Kitagawa, Savannah Harris , concludendo il Festival domenica 16 luglio con Samara Joy vera rivelazione dell’edizione Umbria Jazz 2022 e che anche in questa occasione ha incantato il pubblico presente con una voce strepitosa capace di essere paragonata ai grandi miti del jazz come Ella Fitzgerald o Sarah Vaughan o Billie Holliday.

Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary i grandi concerti dell’Arena Santa Giuliana di Perugia

di Annamaria De Crescenzo
Foto di Massimo Radicchi (http://www.massimoradicchi.it)
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

É stata definita l’edizione stellare di tutti i tempi e oggi che l’abbiamo vissuta intensamente per 10 giorni di musica straordinaria non possiamo che confermare tale definizione.

Per il 50esimo Anniversario di Umbria Jazz, Perugia si è trasformata ancora di più come la Città della Musica Jazz unica e straordinaria al mondo. Ogni angolo della città è diventato un luogo di incontro tra musica/talento/amicizia tra diverse generazioni di musicisti, pubblico e appassionati di tutto il mondo. Perugia vive ogni anno questa magia che solo la musica sa creare, ma quest’anno ancora di più.

E i dati dichiarati durante il consueto appuntamento della conferenza stampa alla fine del Festival sono da grandissimi eventi mondiali: un incasso superiore ai 2,3 milioni per 40 mila paganti, con una media di 3.200 paganti all’Arena, oltre 500 al teatro Morlacchi e 150 alla Sala Podiani. con un flusso di pubblico nell’ambito social nei canali del festival di oltre 2 milioni di utenti nei dieci giorni del festival e la presenza  fissa di tutto lo staff di Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, ha contribuito a questo ottimo risultato con 122 ore di diretta da Perugia, 70 interviste e oltre 10 live realizzati, con uno staff di 15 persone tra speaker e tecnici.

Quest’anno, visto il cartellone ricchissimo di eventi, per seguire una sorta di filo logico, di “raccontare” il Festival suddividendo il racconto stesso non più seguendo i vari giorni di programmazione ma i luoghi dove si sono svolti i concerti stessi, almeno le location più importanti e significative, come ovviamente l’Arena Santa Giuliana dove da anni si svolgono tutti i main concert serali, il Teatro Morlacchi, i due palchi gratuiti allestiti ai Giardini Carducci e in Piazza IV novembre.

In questo articolo cercheremo di raccontarvi quanto il pubblico ha potuto godere ed apprezzare gli Artisti presentati sul palco sicuramente più rappresentativo di tutta l’essenza del mondo musicale di Umbria Jazz, un mondo che non sempre presenta nomi esclusivamente e rigorosamente appartenenti al mondo jazz ma che spesso ha ospitato, come si è verificato  anche quest’anno, anche nomi della musica pop/rock/blues/funky del panorama musicale italiano ed internazionale, in una sorta di apertura del jazz verso tutto l’universo della musica in generale.

Ed è infatti, anche in questa edizione, come ormai il Direttore Artistico di Umbria Jazz e tutto lo staff organizzativo ci ha abituato da anni, è stata caratterizzata dalla presentazione di Artisti che rappresentano la musica in tutte le sue diverse declinazioni: le ballade dello straordinario racconta storie come Bob Dylan, che ha inaugurato il giorno 7 luglio il palco del Santa Giuliana, la canzone d’autore italiana di Paolo Conte, il pop rock dei Police orchestrati da Stewart Copeland, le sonorità del repertorio popolare americano ma anche italiano, irlandese, latinoamericano di Rhiannon Giddens; le canzoni del rock blues di Joe Bonamassa e quelle legate alle radici folk di Ben Harper.

Insomma non è assolutamente un lavoro semplice pensare ad un Festival che abbracci tanti generi musicali e tante sonorità complesse e straordinariamente di altissimo livello come quelle degli Artisti invitati a questa Edizione, ma il risultatoè stato assolutamente straordinario e ha accolto il favore totale del pubblico visto che ogni sera, all’Arena Santa Giuliana sono stati raggiunti dei numeri record nella vendita dei biglietti e in tantissime serate in sold out, appena i biglietti sono stati pubblicizzati sulle pagine del sito del Festival stesso.

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Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary , i concerti ai Giardini Carducci

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Perugia come ogni anno ha ospitato dei palchi dove si sono esibiti dei grandi musicisti che hanno coinvolto residenti e turisti. Ma anche sul Corso Vannucci già di buon’ora il box di Radio Monte Carlo, media partner, diffondeva musica.

I primi a dare l’avvio alla giornata dalle 11.30 fino alle 18 sono stati i Funk Off che con la loro musica hanno coinvolto tanta gente.

L’offerta musicale che ogni anno Umbria Jazz è tanta che nessuno è andato via senza assistere almeno a una esibizione di grande livello musicale.

Dal Palco dei Giardini Carducci, al Palco di Piazza IV Novembre per i concerti gratuiti con bravissimi e applauditi artisti a tutte le ore.

A esibirsi alterandosi tra i due palchi: Modalità Trio con Nico Gori, Massimo Moriconi e Ellade Bandini, The New Orleans Mystics, Ray Gelato &The Giants, Ranky Tanky, Sugarpie &The Candyman, Shake ‘em up   jazz band, Mwenso &The Shakes, Tribunal Mist Jazz Band, J.P. Bimeni & The Black Belts e immancabili Funk Off.

Mentre alle 19.30 prima del concerto serale si sono esibiti Accordi Disaccordi e nel after show si alternavano alcuni artisti sopracitati.

Mentre per gli amanti del “Around Midnight” e delle Jam session alla Taverna 36 Jazz Club si è esibita la Residente Band, con Piero Odorici, Daniele Scannapieco, Paolo Birro, Aldo Zunino e Xaver Hellmeier.

Come si è potuto evincere dalle presenze nonostante le giornate di caldo torrido le persone che sono accorse nel capoluogo Umbro hanno festeggiato con un entusiasmo senza pari i 50 anni di Umbria Jazz non facendo mai mancare applausi e incitamento agli artisti che si esibivano.

Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary /Sala Podiani


Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)
Foto di Massimo Radicchi (http://www.massimoradicchi.it)

Ogni anno Umbria Jazz è l’evento più importante di tutto il panorama degli appuntamenti italiani riguardanti il jazz e tra i primi posti di tutti gli altri eventi internazionali di tale genere musicale.

Non a caso ogni anno si registrano numeri record in termini di presenza di pubblico proveniente da tutto il mondo ma anche di Artisti italiani ed internazionali che ogni anno propongono concerti di altissimo livello da tutti i palchi allestiti in tutta la città di Perugia a partire da quelli storici come quello di Piazza IV Novembre o Giardini Carducci, Arena Santa Giuliana o Teatro Morlacchi o più recentemente nella bellissima Sala Podiani allestita all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Quest’anno poi, in occasione del 50esimo anniversario dell’Umbria Jazz Festival, i concerti sono stati ancora più numerosi e tutti di altissimo interesse e valore artistico, per giunta tutta la Redazione è stata messa a dura prova e per “tentare” di raccontare lo spirito che da 50 anni anima il senso del Festival stesso, abbiamo scelto di riepilogare, per luoghi, i tanti concerti ai quali abbiamo assistito durante i tanti giorni di programmazione dell’Umbria Jazz.

Iniziamo quindi dai concerti che nel primo week end di programmazione sono stati presentati alla Sala Podiani, un luogo di grande intensità emotiva e sensoriale, dove si è registrato quasi sempre, nonostante il caldo, il tutto esaurito.

I nomi tutti di grande livello internazionale, da Dado Moroni, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi a Nduduzo Makhathini sudafricano, al cubano David Virelles e alla tedesca Olivia Trummer, in duo con Nicola Angelucci. Il Trio Brandee Younger che ha suonato l’arpa classica uno strumento non usale nel mondo del jazz. La grande performance di Marc Ribot che ha riscosso grandissimo successo nei due set quello delle 12 e delle 15.30.

Da citare il duo con Miguel Zenón sax contralto e Luis Perdomo al piano duo dalle sonorità latine, e anche il duo sax/chitarra Pietro Tonolo e Giancarlo Bianchetti. Un bellissimo progetto jazz di Vanessa Tagliabue Yorke non ultimi Enrico Morello in “Cyclic Signs” con Francesco Lento, Daniele Tittarelli e Matteo Botone e il trio MiXMONK con Joey Baron, Robin Verheyen e Bram De Looze.

Recensione: Nick TheNightfly ospite di “Agora’ San Sebastiano al Vesuvio” per Napoli Jazz Club

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Per il terzo appuntamento di musica jazz, su idea di Michele Solipano direttore artistico dell’Associazione Napoli Jazz Club di Napoli, inserito nel ricchissimo  programma di “Agora’ San Sebastiano al Vesuvio” giovedi  6 luglio un concerto imperdibile con uno dei piu’ grandi interpreti della musica jazz oltre a grandissimo esperto musicale, Nick The Nightfly  in  “Hey! Mr Bacharach”, dedicato ai più grandi successi di Burt Bacharach, riarrangiati dal maestro Gabriele Comeglio con la partecipazione straordinaria di Simona Bencini, un disco meraviglioso con il quale ha reso omaggio ad uno dei compositori più influenti ed amati di tutti i tempi. Una magnifica impresa musicale quella di unire il Pop raffinato di Bacharach con il ritmo jazz e swing della sua band con la quale ormai  Nick TheNightfly vive la sua musica da anni.

Il dj e musicista scozzese che conduce un programma di grandissimo  su 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 dal 1989 sarà accompagnato da Jerry Popolo al sassofono, Claudio Colasazza al pianoforte, Francesco Puglisi al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.

Tanti i brani che Bacharach ha scritto durante la sua carriera  ma la scelta di quelli presentati al pubblico è ricaduta su quelli più amati da Nick.

Ho scelto quelli che fanno parte della memoria musicale che ho di lui – dichiara – nel disco c’è anche un mio brano originale ‘Still In Love’ che dedico a Mr Bacharach, è un brano dove ad influenzarmi è stata la sua musica. Ho avuto il piacere di intervistarlo in diverse occasioni – aggiunge – ed il mio ricordo di lui è di una persona piacevolissima, colta, curiosa, simpatica e piena di aneddoti sulla sua lunga vita nel mondo della musica. Il ricordo più nitido di Bacharach che ho è stato in occasione di un suo concerto all’Arena di Milano, che ho presentato e assistito dal palco, insieme alla mia famiglia. Un concerto indimenticabile. Quella sera ascoltando le sue musiche ho rivissuto una parte della mia vita e pensavo a quanta magia c’è dentro una canzone, legata a ricordi e momenti della vita e che ci accompagnerà per sempre. Spero che il nostro omaggio alle musiche di Burt Bacharach, Hal David e gli altri autori vi piacciano -conclude – regalandovi emozioni e momenti belli come i nostri durante le registrazioni e l’esecuzione dal vivo di Hey! Mr Bacharach“.

Tantissimi i brani presentati durante la serata, prima soltanto da Nick TheNightFly poi da Simona Bencini che ha interpretato alcuni dei brani portati al successo da alcune delle voci piu’ importanti dello scenario musicale internazionale, come Arthur’s theme (The best that you can do), Close to you, I say a little prayer, Still in love, I’ll never fall in love again, This guy’s in love with you, Walk on by, What the world need now is love

Pubblico entusiasta, Nick the Nightfly assolutamente irresistibile , nel suo solito stile da protagonista assoluto del palco, ha raccontato aneddoti divertenti come quelli relativi all’intervista proprio con il grande Bacharach in occasione di un suo ultimo arrivo in Italia e di un incontro con lo stesso Nick che è rimasto nel cuore e nella mente del musicista come un momento incredibile della sua vita di artista e di Direttore Artistico quale egli è visto che guida la programmazione artistica del famoso Blue Note di Milano da tantissimi anni.

Il concerto è stato di un’emozione unica, il pubblico assolutamente affascinato dalla musica di Nick e degli straordinari musicisti che lo accompagnano sul palco e dalla voce meravigliosa di Simona Bencini e alla fine del concerto stesso il pubblico entusiasta ha salutato in una straordinaria standing ovation l’ultimo brano in scaletta “I say a little prayer” che ha fatto ballare l’intera platea.

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