LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET-DIALOGHI INVISIBILI- GAETANO PARPILIO MEETS ALESSANDRO LANZONI

Due artisti di spessore internazionale, di generazioni diverse si uniscono in un meraviglioso progetto musicale…venerdì 27 ottobre 2023 alle ore 21.30, il Live Tones Napoli ETS presenta al 

Bourbon Street in Via Bellini 52:

Gaetano Partipilo meets Alessandro Lanzoni in 

“DIALOGHI INVISIBILI”.

Gaetano Partipilo: alto and soprano sax

Alessandro Lanzoni: piano

Un dialogo invisibile, un incontro magico tra due musicisti visionari che fanno dell’improvvisazione la caratteristica dominante del loro pensiero. Attingendo dallo sconfinato mondo del jazz, attraversando più stili e più epoche il dialogo prende forma materializzandosi e mutuando continuamente. 

Il palcoscenico è il luogo ideale per questo viaggio verso la realtà.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20,30.Inizio concerto ore 21.30. Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21.15.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita go2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

MARISA LAURITO E ENZO GRAGNANIELLO – VASEME “L’amore è rivoluzionario” AL TEATRO SUMMARTE (SOMMA VESUVIANA)

Photoset by SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Vaseme “L’amore è rivoluzionario” è il titolo che dà vita allo spettacolo, appunto dedicato all’amore, non il solito sdolcinato amore melenso dei giorni nostri banalizzato come si evince sui i vari social che hanno preso possesso delle nostre giornate, ma trattato in maniera raffinata, passionale intenso e talvolta ironico, come è nella nostra tradizione culturale partenopea.

Marisa Laurito e Enzo Gragnaniello , ieri sera 19 Ottobre hanno dato vita a questo spettacolo, Vaseme, che sarà portato in tour per varie città italiane composto da ben 23 date. La prima data è stata messa in scena al Teatro Summarte di Somma Vesuviana

È stato un vero successo di pubblico, infatti è stato un sold out, il pubblico ha seguito con interesse e emozione tutto lo svolgimento dello spettacolo, sottolineando con applausi scroscianti le varie fasi della rappresentazione.

Marisa Laurito, ha ancora una volta dato prova della sua grandezza Artistica e delle sue immense capacità interpretative, recita, canta, racconta aneddoti della storia del teatro di Eduardo De Filippo, fa riflettere sui vari significati delle parole (maschile/femminile) dipinge e usa l’ironia in certi frangenti in maniera raffinata e pungente, talvolta coinvolgendo Enzo Gragnaniello sul tema dell’Amore.

Si commuove quando all’ultimo si dipinge sul volto con il dito la svirgolatura color rosso segno contro la violenza sulle Donne non solo nell’ambito familiare ma anche lavorativo, sfruttate e sottopagate talune morte sul posto di lavoro, e per le tante troppe Donne morte per mano di quegli stessi uomini che giuravano amore eterno.

Enzo Gragnaniello, poeta e cantautore raffinato, racconta con le sue canzoni le varie sfaccettature dell’amore, che sono nutrimento per l’anima e il cuore che in quest’epoca fatta di violenza, guerre e quant’altro hanno banalizzato e sminuito tale sentimento, un applauso commosso quando intona “Donne“, composto da Enzo Gragnaniello, e interpretato magistralmente della compianta e discriminata Mia Martini.

Possiamo solo dire per chi assisterà a questo spettacolo che vi emozionerà, rimarrete incollati alle poltrone e non vi peseranno le due e passa ore, anzi poi nessuno poi vorrebbe abbandonare la sala.

Morale : Ancora una volta L’amore e la Bellezza ci salveranno da questi anni bui ? Lo speriamo…

Bravissimi gli altri Maestri Musicisti che hanno accompagnato il duo Laurito-Gragnaniello nella loro performance:

Piero Gallo : Mandolina

Erasmo Petringa : Violoncello e Chitarra

Marco Caligiuri : Batteria e Percussioni

Bellissima e essenziale la scenografia che richiama i nostri incantevoli paesaggi celebrati in tantissime canzoni.

Citiamo l’organizzazione esemplare del Teatro Summarte, Ufficio Stampa, Staff e i Tecnici, hanno fatto si che tutto si svolgesse in maniera ineccepibile.

In ultimo ma non per ultimo, un Ringraziamento al Direttore Artistico Marco Panico che ci ha concesso di assistere alla prima di “Vasame”, e che per il 2023 ha realizzato un cartellone teatrale e musicale (Jazz e Baccalà) di grande spessore artistico

FREEDOM JAZZ TRIO il 3 NOVEMBRE 2023 sul palco del Teatro Summarte

SOMMA VESUVIANA – Ritorna la rassegna musicale JAZZ & BACCALÀ con nomi del panorama jazz internazionale e tante nuove ricette con protagonista il baccalà, ingrediente tipico della tradizione sommese, cucinato dai migliore chef locali.  Jazz Baccalà è la rassegna di Jazz del Teatro Summarte di Somma Vesuviana, giunta alla X edizione. La rassegna adotta fin dall’inizio il format music&food, proponendo ad ogni spettacolo la degustazione di piatti della tradizione partenopea e grandissimi artisti del panorama jazz, il tutto servito da silenziosissimi e professionali camerieri, mentre le note di grandi artisti scaldano la sala, completando l’esperienza che resterà per molto tempo impressa nella memoria.

Lo staff del Teatro Summarte lavorerà in sinergia con i produttori locali.

Tra le associazioni culturali menzioniamo: I Jazz, Ais Comuni Vesuviani, Legambiente e Parco Nazionale del Vesuvio. Riconfermata la Direzione Artistica di Elio Coppola in sinergia con la Direzione del Teatro di Marco Panico. La degustazione sarà a cura del ristorante “‘800 borbonico” unica sede Somma Vesuviana e la nota azienda produttrice ScanFish.

Una piccola grande anteprima per il ritorno della rassegna JAZZ & BACCALÀ

FREEDOM JAZZ TRIO il 3 NOVEMBRE 2023 sul palco del Teatro Summarte

Il Freedom Jazz Trio incontra, in un progetto inedito, uno dei più grandi protagonisti della musica jazz non solo europea: il sassofonista argentino Javier Girotto. Di scuola napoletana, il trio è formato da Lello Petrarca al pianoforte, Emiliano De Luca al contrabbasso e Claudio Borrelli alla batteria, ed è attivo già da anni, avendo partecipato a moltissime rassegne jazz internazionali.

Presentano la loro prima fatica discografica, “Rendez-vous entre nous”, appena pubblicata per l’etichetta Jazz2Watch, che vede appunto la partecipazione, anche in sede compositiva, del grande sassofonista, nonché del grande trombettista Fabrizio Bosso

Riserva il tuo tavolo: https://www.summarte.it/pages/jazz-baccala

Solo poltrona: https://dice.fm/event/bogkv-freedom-jazz-trio-3rd-nov-teatro-summarte-somma-vesuviana-tickets

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VENERDì 20 OTTOBRE AL BOURBON STREET – ENDLESS TRIO

Venerdì 20 ottobre 2023 alle 21.30 personalità musicale, tradizione e contemporaneità salgono sul palco napoletano del Bourbon Street in Via Bellini 52

Alberto Bruno, direttore artistico e presidente del Live Tones Napoli ETS

Presenta

Endless Trio

Alessandro Campobasso batteria 

Vittorio Esposito pianoforte

Giulio Scianatico contrabbasso 

Endless Trio è la nuova formazione del batterista pugliese Alessandro Campobasso con Vittorio Esposito al pianoforte e Giulio Scianatico al contrabbasso. 

Nella sua ricerca musicale, tradizione e contemporaneità confluiscono in una scrittura in cui si alternano spazi aperti e forme multitematiche. Il respiro d’insieme del trio e il suo modo aperto di intendere il drive ritmico incarnano bene l’idea del viaggio con i suoi incontri e le sue increspature. 

La tessitura dei brani e la loro successione mettono in evidenza un’estetica musicale in cui è centrale lo storytelling, una narrativa in cui le parti scritte sono affidate ad una forte personalizzazione del suono e dello spazio sonoro.

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30. Inizio concerto ore 21.30. Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21.15.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita go2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda al Bourbon Street Jazz per Summer Live Tones 2023

Il Summer Live Tones è giunto nel 2023 alla sua XII edizione e, per svariate difficoltà organizzative e gestionali, cambia per quest’ anno sede… non più il Castel Nuovo (dai più conosciuto come Maschio Angioino) ma il Bourbon Street Jazz Club, storico jazz club napoletano, in Via Vincenzo Bellini 52 Napoli.

Il Live Tones Napoli che è  produttore del festival con la direzione artistica di Alberto Bruno, prosegue il festival venerdì 22 settembre 2023 alle ore 21.45 presentando:

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda.

Mino Lanzieri chitarre

Dario Deidda basso

Luigi Del Prete batteria

⏰️ L ‘ingresso è dalle ore 20,30. Inizio concerto ore 21.45. Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. La prenotazione sarà valida sino alle 21.30.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria predisposta al Bourbon Street ma anche in prevendita go2 e prevendite fisiche territoriali.

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI: 3389941559/ 338 8253756

Mino Lanzieri “Hollowbody trio” feat Dario Deidda è come recita il titolo, un progetto che nasce dall’ incontro artistico tra la chitarra di Mino Lanzieri, ritenuto dalla critica “uno dei chitarristi più interessanti e prolifici della sua generazione” ed il basso di Dario Deidda, a pieno merito ritenuto uno dei bassisti più autorevoli al mondo.

A completare la formazione Luigi Del Prete alla batteria, già sideman a lungo termine dei due musicisti e membro stabile di alcune delle formazioni più importanti della scena jazz italiana.

Un concerto che tra brani originali e standards riarrangiati promette emozioni, interplay e swing, unici.

ETHNOS: FESTIVAL INTERNAZIONALE della MUSICA ETNICA XXVIII edizione

ETHNOS

Festival Internazionale della Musica Etnica

XXVIII edizione – dal 7 settembre all’1 ottobre 2023

Direzione artistica Gigi Di Luca

www.festivalethnos.it

Le musiche del mondo in scena alle pendici del Vesuvio per il festival Ethnos. Dal 7 Settembre all’1 Ottobre 2023 in 6 comuni della costa vesuviana – Ercolano, Napoli, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata e Torre del Greco – si terrà la XXVIII edizione del festival internazionale della world music ideato e diretto da Gigi Di Luca.

Anche quest’anno sono attesi grandi nomi della musica etnica, nuove realtà e musicisti fprovenienti da 12 diversi paesi, per una grande festa dell’incontro, della contaminazione e dell’accoglienza. In programma, inoltre, workshop, appuntamenti tematici dedicati alla danza e al teatro e le finali del concorso Ethnos GenerAzioni, rivolto agli artisti under 35.

L’edizione 2023 di Ethnos porterà nelle ville del Miglio d’Oro e nei siti storici dell’area vesuviana suoni, culture, tradizioni e mondi in parte sconosciuti, conducendo gli spettatori in un viaggio nei vari continenti. Nell’arco di tutto il mese di settembre si alterneranno sul palco itinerante del festival artisti provenienti dall’Angola, Brasile, Costa d’Avorio, Francia, Grecia, India, Iran, Marocco, Mongolia, Senegal e Spagna, oltre che da varie regioni d’Italia

Tra i protagonisti di questa edizione – che sarà inaugurata a  Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano dal gruppo multietnico Ayom, il cui nome nella mitologia Candomblè rappresenta il Signore della Musica – ci saranno: il pianista e compositore francese di origine martinicana Chassol, la nuova star dell’afro-pop Dobet Gnahoré, cantante e ballerina ivoriana vincitrice di un Grammy Award, il senegalese Seckou Keita, uno dei più importanti suonatori di kora al mondo, Amrat Hussain Brothers Trio dal Rajasthan, Epi (al secolo Enkhjargal Dandarvaanchig) musicista e cantante originario Ulan Bator, ambasciatore musicale della Mongolia, la cantante e polistrumentista brasiliana Bia Ferreira, militante antirazzista e sostenitrice della comunità LGBTQIA+. E ancora, Bab L’Bluz, band franco-marocchina che fonde musica tradizionale Gnawa e Hassani con il rock e il blues, Ana Crismán la prima musicista al mondo che interpreta e compone il flamenco con l’arpa, la cantautrice e polistrumentista pugliese Rachele Andrioli e il progetto “Songs of Hope” con l’ambasciatore della musica persiana e vincitore di un Grammy Award, Kayhan Kalhor insieme al virtuoso del setar Kiva Tabassian e Behnam Samani al tombak.

Tre i progetti speciali di questa edizione: il recital di Pamela Villoresi Della Profetessa e di Spartaco” con Massimo De Matteo e le musiche dal vivo di Mimmo MaglionicoRoberto Trenca e Gabriele Borrelli, per la regia di Gigi Di Luca, la produzione originale La Banda del Sud, che mette insieme in una grande orchestra di musica popolare, diretta da Mario Crispi10 talenti selezionati dalle 6 regioni del Sud Italia e lo spettacolo site specific “Il Canto delle Mani” con le coreografie di Gabriella Stazio sulle musiche del gruppo operaio ‘E Zezi.

«Il legame tra Ethnos e il suo territorio è un legame forte, che si rinnova da 28 anni attraverso un progetto culturale che tocca diversi luoghi e città e che ha intercettato quel bisogno di conoscenza delle altre culture, del diverso, prima ancora che le migrazioni arrivassero a noi» dichiara il direttore artistico Gigi Di Luca.

«Ethnos ha sempre abbinato la bellezza dei luoghi storici ai contenuti contemporanei, talvolta dolorosi, di storie e musiche provenienti da territori lontani, oppressi e sfruttati. Il mondo è mutato e con esso il modo di vivere ed informarsi ma il nostro modo di esplorarlo e raccontarlo è ancora lo stesso.  La musica di Ethnos parla di diritti umani, di libertà, di lotta al razzismo, di contaminazioni e di fusioni di linguaggi. Parla di creatività e ricerca, ma soprattutto parla e vuole continuare a parlare di pace e di bellezza».

Grazie alla programmazione di numerose attività tese all’incontro e alla comunione tra i popoli e i diversi linguaggi, Ethnos si propone di creare un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità con uno sguardo attento alle problematiche delle migrazioni, delle integrazioni e del Mediterraneo.

Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, nel corso degli anni il festival ha allargato il suo raggio di azione diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e world music d’Italia.

La XXVIII edizione del festival Ethnos è organizzata da La Bazzarra e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, con il sostegno dei comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata e Torre del Greco, il contributo della Banca di Credito Popolare e con la collaborazione della Fondazione Ente Ville Vesuviane e del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

I biglietti – dal costo simbolico di 5 euro, ad eccezione dello spettacolo “Songs of Hope”che ha un costo di 10 euro – saranno disponibili a partire da venerdì 1 settembre sul circuito Azzurro Service e presso il botteghino allestito nelle varie location che ospiteranno i concerti. Info prevendita: tel. 081 5934001 – www.azzurroservice.net.

Per informazioni e contatti: Tel. 3287232399 – info@labazzarra.com Social: www.facebook.com/EthnosFestival – www.instagram.com/ethnosfestival

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Recensione : Massimo Ranieri “Tutti i sogni ancora in volo” Teatro Grande di Pompei

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Martedì 1º Agosto presso il Teatro Grande di Pompei, sito archeologico di grande interesse Storico, e dunque luogo deputato alla Cultura ha fatto da scenografia al tour di Massimo Ranieri “Tutti i sogni ancora in volo”.

Chi meglio di Massimo Ranieri, Figlio di questa terra, poteva calcare suddetto palco con grande disinvoltura senza sentirne il peso che tale luogo trametteva.

In 120 minuti e forse più da tutto sé stesso senza soste, accompagna il pubblico, ordinato e attento, attraverso aneddoti e vita vissuta, facendolo entrare dalla porta principale e il pubblico con educazione capendo di avere un grande privilegio, lo affianca, lo incita partecipando in punta di piedi ai piccoli episodi che Massimo elargisce.

Da quando scelse il nome d’arte di Gianni Rock…, confessa che in tanti anni di carriera non ha mia cantato una canzone rock, neanche “sotto la doccia”.

Si racconta con estrema semplicità, come si fa tra amici la “doppia vita” Giovanni Calone e Massimo Ranieri, l’uno talvolta diverso dall’altro ma mai dissociati.

 Racconta di quando era ragazzo e viveva a Santa Lucia e dalla sua casa vedeva il mare. Mare che ora non si vedeva più perché l’urbanizzazione selvaggia ne aveva occultato la vista, e inevitabilmente associa il mare a Pino, prematuramente scomparso,  l’arena è in un silenzio quasi religioso quando ne pronuncia il nome, alzando la testa guardando il  cielo, dove tra le poche nuvole splende una rotonda luna che illumina la scena, il pubblico sente l’emozione e dagli spalti scende un accorato applauso per smorzare il nodo di tristezza che si era formato nella gola di tutti i presenti.

Lo spettacolo non è un semplice e anonimo spettacolo musicale. Massimo, canta, balla, recita nulla è scontato ogni canzone ha la sua coreografia, uno show nello show.

Ringrazia il pubblico per il “coraggio” che ha avuto a lasciare divano e telecomando, per fare a meno di guardare l’ennesima serie tv, per riprendersi quella che può sembrare una cosa “straordinaria” che invece è “normalità” uscire di casa e partecipare alla vita sociale e culturale della propria città.

Forse per capirne appieno il senso di questo spettacolo bisognerebbe iniziare dalla fine, quando verso la conclusione racconta i suoi dubbi, le sue perplessità legate anche all’età. Racconta con ironia i vari “incidenti che gli sono capitati durante la sua vita artistica, fratture varie, slogature e strappi muscolari, ma rassicura che mai scenderà dal palco a costo di farsi “imbalsamare” mentre canta! Chiude la breve interlocuzione che ha con il pubblico, affermando che “le cellule possono pure invecchiare, ma i sogni no!” Immediatamente parte “Perdere l’amore” e l’applauso del pubblico a suggellare tale indissolubile legame che ha con Massimo.

Tra le tante bellissime canzoni, spicca con discrezione, “L’istrione”. In origine venivano chiamati istrioni gli attori etruschi giunti a Roma che, non parlando il latino, si limitavano a rappresentare spettacoli di danza, e musica; in seguito furono così chiamati dai romani tutti gli attori, dalla tragedia alla commedia.

Ebbene Massimo Ranieri è un vero istrione (Non è per vanità Quel che valgo lo so e ad essere sincero Solo un vero istrione è grande come me Ed io ne sono fiero…) nella sua eccezione più alta, è un vero genio, un grande Artista come pochi sa tenere il palco, è lui che comanda facendo si che il pubblico venga coinvolto dal principio alla fine.

Non poteva mancare i bis, dopo tante bellissime canzoni rende omaggio alla sua tanta amata terra con due canzoni così distanti ma così vicine degli anni cinquanta: “Tu vuo fa l’americano” (1956) e “Anema e Core” (1950)

Tutti ma proprio tutti attendiamo Massimo ancora tra noi per festeggiarlo ancora e ancora senza che l’amore scemi con il passare del tempo. Grazie Massimo!

Credits: Si ringrazia ANNI60 PRODUZIONI  per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

SETLIST:

Vent’anni

Lasciami dove ti pare

La voce del silenzio

Ti penso

Dopo il deserto

Se bruciasse la città

Tutte le mie leggerezze

Canzone con le ruote

Mi troverai

Rose Rosse

Pigliate na’ pastiglia

Quando l’amore

Lettera di la dal mare

Erba di casa mia

Asini

Mia ragione

Vestaglia

Questo io sono

L’istrione

Di me di te

Perdere l’amore

Bis:

Tu vuo fa l’americano

Anema e Core

Toquinho chiude la terza edizione del Sannio Music Fest

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La terza edizione del Sannio Music Fest 2023, che si è svolta presso Teatro Romano di Benevento, si è conclusa con l’atteso concerto di Toquinho.

Anche quest’anno il Direttore Artistico, Michele Solipano, ha portato a Benevento per la suddetta rassegna Artisti di grande livello nazionale e internazionale, spaziando dalla Musica d’autore, al Jazz e per finire alla Bossa Nova nella serata conclusiva.

Lo scenario suggestivo ha fatto da cornice ai ritmi e alle melodie della bossa nova, sapientemente eseguita da un Artista come Toquinho che ha vissuto l’epoca d’oro di tale genere musicale.

Toquinho, (Antonio Pecci Filho), di lontane origini italiane (tutti i nonni erano italiani), da piccolo veniva chiamato di Toninho (diminutivo di Antonio) Che poi la Mamma trasformò in Toquinho, si è presentato sul palco da solo in compagnia della sua amata chitarra, e ha intonato alcune canzoni tra le più famose del panorama Brasiliano, come “A garota de Ipanema” (famosa spiaggia chilometrica di Rio) e “Corcovado” che è il promontorio di Rio de Janeiro dove è posta la statua del Cristo Redentor.

Rende omaggio all’Italia con due canzoni che quando stava in Italia con Chico Buarque andando nei locali ascoltava con frequenza “Anema e core’” e “Roma non fa la stupida stasera”

 Ha reso il concerto più interessante e divertente raccontando aneddoti legati alla sua vita artistica e privata, da quando Chico Buarque de Hollanda, per il suo crescente impegno politico contro la dittatura militare lo porta all’arresto nel 1968, cui segue un esilio auto-imposto in Italia nel 1969, con una bugia fa venire Toquinho in Italia raccontandogli che aveva concluso per alcuni spettacoli in Italia, e che portasse pure qualche soldo… Ma all’arrivo Toquinho capisce che era tutta una farsa perché Chico voleva rivederlo perché afflitto da quel “male oscuro” che quasi tutti i brasiliani ne soffrono la “saudade”.

Da questo episodio nasce la famosa canzone “Samba di Fiumicino” che per ragioni musicali verrà rinominata “Samba de Orly” dal suono più armonico.

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Recensione: Le atmosfere jazz al Teatro Morlacchi ad Umbria Jazz 50th Anniversary

Foto di Max Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)

Continuiamo con questo ulteriore articolo a raccontare le sonorità musicali  di Umbria Jazz nell’ambito della magia che si crea nell’ambiente del Teatro Morlacchi che da sempre ospita gli artisti che arrivano da ogni angolo del mondo e che attirano un pubblico che ama ascoltare musica in un ambiente più raccolto e dedito proprio ad amplificare emozioni e sensazioni.

I più bei concerti di Umbria Jazz li abbiamo sempre ascoltati particolarmente proprio qui, storica location del Festival e li abbiamo particolarmente apprezzati perché è qui che si danno appuntamento musicisti e appassionati del jazz in una sorta di abbraccio tra la sala e il palco e spesso i progetti più originali, le collaborazioni più particolari tra musicisti anche molto diversi fra loro avvengono sempre qui e sempre qui entusiasmano e raccolgono consensi ad ogni edizione.

Quest’anno ad inaugurare la stagione al Teatro Morlacchi, sabato 8 luglio è stato chiamato Mauro Ottolini & L’Orchestra Ottovolante, protagonista da sempre di progetti originalissimi che spaziano nei diversi generi musicali, quest’ anno ha portato sul palco del Teatro un progetto sul tema della canzone italiana del periodo anni 30/’60 resa popolare prima dalla radio, poi dalla TV, e anche dal Festival di Sanremo. Il progetto impreziosito dalla sofisticata vocalità di Vanessa Tagliabue Yorke presenta dei brani che seppur appartenenti ad un’epoca che sembra lontanissima da oggi hanno comunque un fascino inalterato nel tempo in grado di conquistare una platea di appassionati come il pubblico presente al Morlacchi ogni sera.

Domenica 9 luglio invece il Teatro Morlacchi è stato inondato dalle musiche di Paolo Fresu “Ferlinghetti” con Dino Rubino, Marco Bardoscia e Daniele di Bonaventura, un trio che non manca quasi mai ad Umbria Jazz sia nell’edizione estiva che quella winter che si svolge a fine anno ad Orvieto.

  Ferlinghetti rappresenta anche il nuovo capitolo della collaborazione tra Paolo Fresu e il regista Ferdinando Vicentini Orgnani, iniziata nel 2002 con “Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni” e proseguita con numerose opere tra cui “Vinodentro”, le cui musiche sono diventate un disco uscito nel 2013.
    I titoli dei 13 brani originali sono tratti dalla poesia Autobiography e da altri testi che compongono il corpus letterario dell’intellettuale italo-americano, registrati pochi mesi prima della sua scomparsa.

Da lunedì 10 una serie di concerti strepitosi, prima The Swingers Orchestra che ha presentato un progetto su Benny Goodman e Artie Shaw, poi martedì 11 un altro grande originalissimo progetto musicale creato dalla mente geniale e assolutamente unica di Gianluca Petrella in “Cosmic Renaissance” progetto nato nel 2007 liberamente ispirato alla musica e alla figura di Sun Ra, mercoledì 12 luglio un altro grande incontro tra artisti strepitosi come Chano Dominquez, Flavio Boltro, Martin Leiton, Michael Olivera e uno straordinario guest star Stefano Di Battista per un vero e proprio omaggio ad un mito della musica internazionale come  Michael Petrucciani.  

Giovedì 13 luglio invece altro grande concerto che ha avuto un seguito di pubblico strepitoso quello dell’incontro fra Danilo Perez, John Patitucci,   Adam Cruz Trio , un vero e proprio gioiello di esempio di straordinario jazz che ha entusiasmato il pubblico presente.

Venerdì 14 luglio altro duo di musicisti internazionali come Enrico Rava & Fred Hersch, seguiti da sabato 15 da grandissimo Kenny Barron Trio con Kivoshi Kitagawa, Savannah Harris , concludendo il Festival domenica 16 luglio con Samara Joy vera rivelazione dell’edizione Umbria Jazz 2022 e che anche in questa occasione ha incantato il pubblico presente con una voce strepitosa capace di essere paragonata ai grandi miti del jazz come Ella Fitzgerald o Sarah Vaughan o Billie Holliday.

Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary i grandi concerti dell’Arena Santa Giuliana di Perugia

di Annamaria De Crescenzo
Foto di Massimo Radicchi (http://www.massimoradicchi.it)
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

É stata definita l’edizione stellare di tutti i tempi e oggi che l’abbiamo vissuta intensamente per 10 giorni di musica straordinaria non possiamo che confermare tale definizione.

Per il 50esimo Anniversario di Umbria Jazz, Perugia si è trasformata ancora di più come la Città della Musica Jazz unica e straordinaria al mondo. Ogni angolo della città è diventato un luogo di incontro tra musica/talento/amicizia tra diverse generazioni di musicisti, pubblico e appassionati di tutto il mondo. Perugia vive ogni anno questa magia che solo la musica sa creare, ma quest’anno ancora di più.

E i dati dichiarati durante il consueto appuntamento della conferenza stampa alla fine del Festival sono da grandissimi eventi mondiali: un incasso superiore ai 2,3 milioni per 40 mila paganti, con una media di 3.200 paganti all’Arena, oltre 500 al teatro Morlacchi e 150 alla Sala Podiani. con un flusso di pubblico nell’ambito social nei canali del festival di oltre 2 milioni di utenti nei dieci giorni del festival e la presenza  fissa di tutto lo staff di Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, ha contribuito a questo ottimo risultato con 122 ore di diretta da Perugia, 70 interviste e oltre 10 live realizzati, con uno staff di 15 persone tra speaker e tecnici.

Quest’anno, visto il cartellone ricchissimo di eventi, per seguire una sorta di filo logico, di “raccontare” il Festival suddividendo il racconto stesso non più seguendo i vari giorni di programmazione ma i luoghi dove si sono svolti i concerti stessi, almeno le location più importanti e significative, come ovviamente l’Arena Santa Giuliana dove da anni si svolgono tutti i main concert serali, il Teatro Morlacchi, i due palchi gratuiti allestiti ai Giardini Carducci e in Piazza IV novembre.

In questo articolo cercheremo di raccontarvi quanto il pubblico ha potuto godere ed apprezzare gli Artisti presentati sul palco sicuramente più rappresentativo di tutta l’essenza del mondo musicale di Umbria Jazz, un mondo che non sempre presenta nomi esclusivamente e rigorosamente appartenenti al mondo jazz ma che spesso ha ospitato, come si è verificato  anche quest’anno, anche nomi della musica pop/rock/blues/funky del panorama musicale italiano ed internazionale, in una sorta di apertura del jazz verso tutto l’universo della musica in generale.

Ed è infatti, anche in questa edizione, come ormai il Direttore Artistico di Umbria Jazz e tutto lo staff organizzativo ci ha abituato da anni, è stata caratterizzata dalla presentazione di Artisti che rappresentano la musica in tutte le sue diverse declinazioni: le ballade dello straordinario racconta storie come Bob Dylan, che ha inaugurato il giorno 7 luglio il palco del Santa Giuliana, la canzone d’autore italiana di Paolo Conte, il pop rock dei Police orchestrati da Stewart Copeland, le sonorità del repertorio popolare americano ma anche italiano, irlandese, latinoamericano di Rhiannon Giddens; le canzoni del rock blues di Joe Bonamassa e quelle legate alle radici folk di Ben Harper.

Insomma non è assolutamente un lavoro semplice pensare ad un Festival che abbracci tanti generi musicali e tante sonorità complesse e straordinariamente di altissimo livello come quelle degli Artisti invitati a questa Edizione, ma il risultatoè stato assolutamente straordinario e ha accolto il favore totale del pubblico visto che ogni sera, all’Arena Santa Giuliana sono stati raggiunti dei numeri record nella vendita dei biglietti e in tantissime serate in sold out, appena i biglietti sono stati pubblicizzati sulle pagine del sito del Festival stesso.

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