Suonno D’ajere: esce il 5 aprile “nun v’annammuràte”. Il nuovo album del trio verrà presentato lo stesso giorno al Teatro Trianon Viviani di Napoli

Artwork di Gabriele Cernagora,da una foto di Riccardo Piccirillo

Il 5 aprile presentano dal vivo il nuovo album “nun v’annammurate” con Un concerto esclusivo al Teatro Trianon Viviani di Napoli (prevendite attive) Nell’album ospiti d’eccezione Raiz e Le Sorelle Marinetti

Dopo la pubblicazione dei singoli Fotografia”e ” ‘E ggioche ‘e prestiggio “ il trio Suonno D’Ajere, con la pubblicazione del nuovo album “nun v’annammurate”, continua il suo percorso artistico di esplorazione, recupero e rinnovamento del patrimonio canoro partenopeo. L’album sarà pubblicato il 5 aprile dall’etichetta discografica Italian World Beat

Con questo nuovo lavoro la band pone un ennesimo tassello al suo variegato mosaico sonoro realizzando un album di dieci tracce, tra inediti e rielaborazioni, con due special guest d’eccezione: Raiz e Le Sorelle Marinetti.

I tre giovani autori e musicisti hanno un amore smisurato per la forma canzone napoletana classica e da anni compiono un’accurata ricerca di brani degli ultimi tre secoli ripescando, dall’immenso repertorio a disposizione, armonie, melodie, pathos e ironia. 

Questo secondo album dei Suonno d’ Ajere verrà presentato dal vivo il giorno 5 aprile presso il Teatro della canzone napoletana Trianon-Viviani di Forcella, nel cuore antico di Napoli. 

Le prevendite sono attive al seguente link e i prezzi dei biglietti sono: Platea e Galleria di Platea 18,00+d.p. e Palchi di I, II e III Ordine 13,00+d.p. https://www.azzurroservice.net/biglietti/in-concerto-suonno-dajere-jgfty/

Irene Scarpato (voce), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, cori), provengono da esperienze musicali diverse ma insieme si sono immersi nelle più antiche tradizioni della canzone classica napoletana facendola propria, in maniera originale. Grazie a questo approccio i Suonno d’ Ajere, negli ultimi due anni, si sono consacrati come i nuovi  ambasciatori della canzone napoletana all’estero. 


Dopo l’apparizione al WOMEX 2022 a Lisbona, Il 28 marzo il trio si esibirà al Babel Music XP a Marsiglia, la prestigiosa manifestazione musicale che introdurrà i Suonno D’ Ajere nel circuito live francese. Altre info

Dopo Napoli “nun v’annammurate” verra’ presentato il 24 aprile  a Roma in occasione del Festival Popolare Italiano presso il Museo degli Strumenti Musicali per poi inaugurare un nuovo tour internazionale..

L’Amore è il filo conduttore dell’intero album e parte da quello che la band prova per la canzone napoletana, con la sua lingua, le melodie, le espressioni, le vibrazioni che risiedono in essa e che influenza costantemente il lavoro di Irene, Gian Marco e Marcello. E’ spinti da questo amore che i Suonno d’ Ajere presentano anche i due inediti, con l’intenzione proseguire questa importante tradizione, che si dimostra attuale ed universale.

Track by track:

nun v’annammurate” è un titolo che prende spunto dal brano originale Munno Cane dell’autore Toto Toralbo. Ispirato alla famosissima storia di Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, il brano è il racconto in prima persona di una delle tante Filumene della Napoli del dopoguerra, costretta a vendere il proprio corpo per sopravvivere. Il canto di una donna consapevole della sua scelta, determinata e innarrivabile: <<So’ chiammata Maleziosa, ma pe’ ll’uommene so’ ‘a sposa ca nun hanna maje spusato, nun v’annammurate>>. Attrice consumata e tormentata per la sua condizione, ma anche desiderosa di vivere la sua giovinezza, torna ogni sera sulla strada come sotto i riflettori di un palcoscenico, per andare in scena ancora una volta. Una canzone d’amore che spiana la strada agli altri nove brani del disco perché d’amore si canti! 

L’amore che infrange il giuramento, quello di Ammore Busciardo scritta nell’immediato dopoguerra, che si trasforma in un blues esaltato dalla voce di Raiz: <<Nun te si’ nchiusa cchiù dint’ ’o cunvento, nun te si’ fatta cchiù monaca santa…Che m’ ’o faciste a fa’ stu giuramento? Chello ca tu giuraste fuie nu cunto… Diciste: “Si fernesce chist’ammore, sultanto a Dio nce dongo chistu core!”>>

Un amore leggero dai toni ironici, quello tra una parigina e un napoletano ne Il Vesuvio a Parigi  (ospite il trio vocale delle Sorelle Marinetti), in cui l’innamorato sogna che la sua amata si trasferisca a Napoli per coronare il suo sogno d’amore: <<Sulle sponde della Senna m’aggio fatto chistu suonno, che la bella parisienne steva a Napule cu me. Nun diceva cchiù ”je t’aime”, me diceva “voglio a te”, ma scetanneme aggio ‘ntiso “mon cherie moi je t’aime, plus encore ici à Paris”>>

L’Amore drammatico di ‘A Gelusia: <<Damme ‘nu poco ‘adduóbbeco ‘int’ô vino, si ‘n’ato ammore dint’ô core tiene. E mentre sto durmenno a suonno chino, ‘nzuonno mme sonno ca mme vuó cchiù bene>>;

ancora quello comico di ‘E ggioche ‘e prestiggio: << E perciò nce l’ho detto a mia moglie, piccere’, tu cu me nun scherza’, quacche vota m’a filo, m’a squaglio, sparisce Scamorza e fernisce e mangia’ >> ma anche quello per le proprie origini, di Farfariello (Eduardo Migliaccio, fondatore della Neapolitan Macchietta) in ‘Mparame ‘a via d’ ‘a casa mia:<<Portame a casa mia, me voglio anda’ a cucca’, me ne so’ asciuto ajere non saccio cchiù addo’ sta. M’ha fatto male, i’ crere, quell’urtemo bicchiere. Chi m’empara pe’ cortesia ‘a via d’‘a casa mia>> o quello per la propria tradizione disposta sempre a prendere nuove forme in ‘O calippese napulitano, dove le strofe melodiche si contrappongono alle danze dei ritornelli. 

Il luogo tutt’ora principe dei rifugi degli amanti, Mergellina, che diventa musa ispiratrice <<Mare turchino, che vuo’ è destino, nu ’nnammurato t’ha dda benedi’, stucore mio durmeva a suonno chino, mo s’è scetato comme pò durmì, tutt’ ’e figliole belle ’e sta marina, vanno a ffa ’ammore abbascio Margellina>>.

L’amore come amicizia ambientato nella napoli dopo il terremoto dell’ottanta è quello del brano originale Fotografia, firmato Suonno d’Ajere. L’ironico e sprezzante rifiuto dell’amore in ‘A canzone d’o roccocò dove la donna cantante sbeffeggia gli uomini che la corteggiano; essi diventano dei ridicoli Orlando Furioso o Otello: <<Si tu si’ Orlando e famme nu piacere, ca nun ce vonno e spate d’ ‘e guerrieri, ‘o roccocò t’o mangi add’ ‘o dulciere, ma chillo nun s’arrenne, ma che vo’?>>

Official web & social

https://www.instagram.com/suonnodajere

https://www.facebook.com/suonnodajeretriohttps://www.youtube.com/channel/UCr7j4AT-I1wPCk0AsRG5-hA

http://www.italianworldbeat.com/https://www.facebook.com/ItalianWorldBeat

LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET-DARIO PICCIONI “TRIO”

Venerdì 22 Marzo ore 21:45 Il Live Tones Napoli ETS presenta sul palco del Bourbon Street  Via Vincenzo Bellini 52 

Dario Piccioni Trio “Hortus del Rio”  

Dario Piccioni – Contrabbasso musiche.

Vittorio Solimene – Pianoforte

Michele Santoleri – Batteria

Trio jazz romano fondato nel 2018 dal contrabbassista Dario Piccioni, con all’attivo tre dischi ed un’intensa attività di concerti in Italia e all’estero. Sound di matrice jazzistica, che include influenze provenienti da altri  generi musicali come world music, progressive rock, alternative pop, musica brasiliana, contemporanea. 

Artisti di riferimento che hanno ispirato il trio sono, Bill Evans, Chick Corea, Dave Holland, Tom Harrell, Ralph Towner, Robert Glasper, Avishai Cohen, Shai Maestro, Hermeto Pascoal, Tigran Hamasyan e molti altri. – Titolo del concerto: Dario Piccioni Trio “Hortus del Rio”  – Tema del concerto: Presentazione del nuovo album, distribuito dall’etichetta romana Filibusta Records. 

Nel repertorio anche brani appartenenti ai due precedenti lavori, e reinterpretazioni di standard rivisitata secondo il sound del gruppo.  

Dario Piccioni è un bassista, contrabbassista e compositore jazz romano. 

MIGLIOR BASSISTA

 “Be Jazz European Contest” (Leuven, Belgio,2017); 

MIGLIOR ARTISTA

 “Conad Jazz Contest, Umbria Jazz” (Perugia, Italia, 2017; 

MIGLIORE PERFORMANCE SOLISTA

 “Johnny Raducanu International Jazz Competition” (Braila, Romania, 2022); 

PRIMO PREMIO “Premio Isio Saba per l’innovazione e la creatività nel jazz”, (Cagliari, Italia, 2023) 

Dopo aver completato gli studi letterari e musicali tra Roma, Valencia e  Bruxelles, consegue un diploma di master post-laurea alla prestigiosa università americana Berklee College of Music. 

Ha partecipato a progetti discografici e si è esibito dal vivo con artisti jazz di fama come Ralph Towner, Perico Sambeat, Philip Catherine, Maria Pia De Vito, Rosario Giuliani, Danilo Rea, Rita Marcotulli, Ettore Fioravanti, Eddy Palermo, Pierluca Buonfrate, Eugenio Colombo, ed ha avuto l’onore di partecipare a prestigiose jam sessions, condividendo il palco con Roy Hargrove, George Garzone, Aaron Parks, Jorge Rossy. Ha collaborato come musicista con personaggi noti del teatro e della televisione italiana come Sergio Rubini, Mariangela D’Abbraccio, Lunetta Savino, Pino Quartullo, Gennaro Cannavacciuolo, Stefano Meloccaro. Forte di un’intensa attività discografica e concertistica alle spalle, come side man e co-autore, si dedica con passione allo scrivere musica propria pubblicando tre album come band leader: “Limesnauta” (Caligola Music, 2019) e “Carpet Stories” (Auand Records, 2021), “Hortus Del Rio”

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20,30.Inizio concerto ore 21:45 

Posti limitati si prega di prenotare per l’assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita GO2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

AL SUMMARTE : ENRICO PIERANUNZI E VALENTINA RANALLI IN “CANTARE PIERANUNZI DUO”

Photogallery : SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il 16 Marzo al Teatro Summarte per la X edizione di “Jazz e Baccalà” sono stati ospiti il Mº Enrico Pieranunzi, pianista di fama internazionale. Ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi del jazz, tra cui Chet Baker, Lee Konitz, Art Farmer e Charlie Haden. La sua carriera discografica è ricca e diversificata, con oltre 70 album registrati sia come leader che come sideman. Tra le sue opere più note ci sono “Live in Paris” (1984), “Play Morricone” (2001) e “Ballads” (2013), che testimoniano la sua versatilità stilistica e la sua profonda comprensione del linguaggio del jazz.

Valentina Ranalli è una talentuosa cantante italiana con una voce eccezionale e una presenza carismatica sul palco. Ha sempre ha dimostrato un interesse e un talento per la musica fin dalla giovane età. Ha studiato Canto Lirico per circa 10 anni con alcuni maestri del “Teatro San Carlo” di Napoli e, successivamente, ha conseguito la prima Laurea in “Canto Jazz” al Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia, con voto finale 110 e lode e in seguito è in seguito specializzata in “Musica Jazz” con voto 110 e lode presso il prestigioso Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. 

Nella scaletta della serata erano inseriti brani dell’album “Cantare Pieranunzi” collaborazione nata quando Carla Marcotulli, famosa pianista e insegnante di canto jazz, presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma informava il Mº Enrico Pieranunzi che Valentina Ranalli all’epoca studentessa, avrebbe presentato una tesi sui brani del Maestro Pieranunzi e che su questi aveva messo anche le parole. Il Maestro volle incontrare Valentina e scopri con enorme sorpresa che la tesi recava il titolo “Cantare Pieranunzi” dopo quell’ incontro nacque quasi in maniera naturale registrare insieme i brani su i quali Valentina aveva messo i suoi testi, in italiano, francese e napoletano.

Lo spettacolo inizia con alcune canzoni del album sopracitato: Afterglow, Dreams and the morning, Blue waltz, Suspension points, Winter moon, When I think of you.

Valentina ci fa dono di un nuovo brano “Come Rose dai muri “che farà parte di un suo nuovo disco di prossima uscita con Enrico Pieranunzi, Thomas Fonnesbaek, Roberto Gatto, Rosario Giuliani.

Per poi avviarsi verso il finale con un’altra chicca con il brano: The way it’s going to be (Che m’hai imparato a ffà) una versione particolare del duo che appartiene ad un nuovo progetto in fase di lavorazione. A concludere con due brani: Persona e Horizontes finales

Richiamati sul palco dal pubblico Valentina e il MºEnrico Pieranunzi hanno accontentato il pubblico con:

“Canto perduto” un brano scritto per il Pozzuoli Jazz Festival in occasione del centenario di Italo Calvino e l’evento dedicato a “le città invisibili”. Il progetto, ideato da Antimo Civero, ha coinvolto il duo Pieranunzi-Ranalli per realizzare la colonna sonora di un documentario in prossima uscita sui campi flegrei. 

 “Cantare Pieranunzi duo” è stata un’esperienza straordinaria che ha unito il talento vocale di Valentina Ranalli alla genialità musicale del MºEnrico Pieranunzi. il pubblico è stato trasportato in un viaggio emotivo attraverso le meravigliose composizioni del Mº Enrico Pieranunzi e la voce calda e coinvolgente di Ranalli si fonde in modo armonioso momenti di pura magia musicale. La loro sincronia e complicità sul palco sono stati evidenti, che hanno trasmesso al pubblico un senso di intimità e connessione con la musica. Che ci hanno coinvolto in un’esperienza sensoriale unica.

Perfetta l’organizzazione del Teatro Summarte, Ufficio Stampa, Staff e i Tecnici, hanno fatto si che tutto si svolgesse in maniera ordinata.

Ringraziamo il Direttore Artistico Marco Panico sua per la cortesia e diponibilità.

LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET-SIMONA SEVERINI & JACOPO FERRAZZA “NAUSICA”

Domenica 17 marzo ore 21:45  Bourbon Street  Via Vincenzo Bellini 52 il Live Tones Napoli ETS presenta 

un duo dalla grande forza espressiva nel progetto “NAUSICA”

Simona Severini – Voce e Chitarra

Jacopo Ferrazza – Contrabbasso

Nausica è un dialogo tra due musicisti affini come Simona Severini e Jacopo Ferrazza che dopo anni di conoscenza decidono di creare un progetto originale insieme e di condividere il palco insieme.

Nausica rappresenta la coesistenza tra due attitudini distinte, la relazione tra la forma canzone ed il jazz, tra la struttura e l’improvvisazione, tra l’impeto e l’intimità.

Il repertorio è composto da canzoni di loro composizione ideate per questo progetto, brani di Joni Mitchell e di altri autori, rielaborati attraverso un sound minimale ma dalla grande forza espressiva.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20,30.Inizio concerto ore 21:45

Posti limitati si prega di prenotare per l assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita GO2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

AL TEATRO ACACIA : RON – AL CENTRO ESATTO DELLA MUSICA

Photogallery : SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Ron con il suo tour “Al centro esatto della Musica” è partito a febbraio da Vercelli, e ieri sera in un Teatro Acacia, gremito in ogni ordine di posto, ha fatto tappa a Napoli.

Rosalino Cellamare, Ron, (nom de plume) ha all’attivo 26 album solo quelli registrati in studio, senza contare album dal vivo, raccolte e singoli, duetti, film, libri e premi vari, otto le sue partecipazioni al festival di Sanremo nel 1996 lo vince con “Vorrei incontrarti fra cent’anni” in duo con Tosca e sette le partecipazioni al Festivalbar nel 1982 lo vince con la bellissima “Anima”.

Negli anni settanta nasce l’amicizia e la collaborazione con Lucio Dalla che con il passare del tempo si consolida e le collaborazioni e le amicizie si estendono anche con De Gregori, Gaetano Curreri. Famosa la tournée (Dalla-Ron-De Gregori) Banana Republic e negli anni duemila con un tour con Pino Daniele e Fiorella Mannoia.

Ron è uno dei più importanti cantautori che ha segnato e continua a segnare la storia della musica d’autore Italiana con le sue canzoni che ci hanno accompagnato in tutti questi anni.

“Al Centro Esatto della Musica” di Ron è uno spettacolo musicale, acustico, prodotto da IMART, coinvolgente e emozionante che porta gli spettatori in un viaggio attraverso le emozioni e le sfide della vita quotidiana. Con la sua voce potente e la sua capacità di comunicare attraverso la musica, Ron trasmette un messaggio di speranza, amore e resilienza. Le canzoni, accuratamente selezionate e eseguite con maestria, catturano l’attenzione del pubblico e lo trasportano in un mondo di melodie coinvolgenti e testi profondi. Lo spettacolo è arricchito da un’atmosfera intima e coinvolgente, che permette agli spettatori di connettersi personalmente con la musica e con l’artista stesso. “Al Centro Esatto della Musica” è un’esperienza che lascia un’impronta duratura nel cuore degli spettatori, celebrando il potere trasformativo della musica e l’importanza di trovare il proprio centro nella vita.

Sul palco insieme a lui ci sono:

Giuseppe Tassoni (piano e tastiere)

Roberto Di Virgilo (chitarre)

Stefania Tasca (voce, percussioni e chitarra acustica)

Oltre lo sgabello per sedersi quando suona la chitarra c’è anche un divano dove di volta in volta si siede a raccontare pezzi della sua lunga carriera artistica e momenti di vita familiare.  Il divano sul palco è diventato una sorta di marchio distintivo delle esibizioni di Ron.

Il divano sul palco crea un’atmosfera intima e accogliente durante i suoi concerti, permettendo agli spettatori di sentirsi più vicini all’artista e di connettersi con la sua musica in modo più personale. Inoltre, il divano può essere interpretato come un simbolo di relax e comfort, che si adatta al mood delle sue canzoni e alla sua filosofia di vita.

Nelle più di due ore di spettacolo, Ron si racconta e racconta tutti questi anni con una lunga e bellissima scaletta canzoni famose e nuove. Canzoni che sono entrate nell’immaginario delle persone. Taluni brani sono dei veri capolavori che ha scritto e cantato per sé ma anche alcuni per i suoi illustri colleghi.

Omaggia Luigi Tenco con “Lontano Lontano”. Ron ha scelto di interpretare “Lontano Lontano” di Luigi Tenco perché è un brano molto significativo nella storia della musica italiana. Luigi Tenco è considerato uno dei più grandi cantautori italiani. Inoltre, il brano ha offerto anche l’opportunità per Ron di mettere in mostra le sue capacità vocali e interpretative, rendendo omaggio alla tradizione della musica italiana e aggiungendo il suo tocco personale alla performance.

Oltre ai bis richiesti a gran voce dal pubblico in sala, Ron poi è tornato sul palco e si è accomiatato da Napoli con una bellissima canzone di Pino Daniele Daniele “Quando”. Molto affettuosamente ha salutato e stretto le mani al pubblico che si era riversato sotto al palco per salutarlo e ringraziarlo per questa magnifica serata di musica d’autore.

Ineccepibile l’organizzazione del Teatro Acacia, Ufficio Stampa, Staff e i Tecnici, hanno fatto si che tutto si svolgesse in maniera ordinata.

Ringraziamo il Direttore Artistico Michele Solipano sua per la cortesia e diponibilità.

E’ uscito l’album “Utopia-ia-o” del gruppo Nino Bruno e le 8 Tracce.

(foto di Gisa Bruno)

E’ appena uscito, per Goodfellas Edizioni, il quinto lavoro discografico del gruppo Nino Bruno e le 8 Tracce dal titolo UTOPIA-IA-O.

Dopo gli album “Cane telepate” (2009), “Sei corvi contro il sole (2011), “Cuore deserto” (2015), l’ep “EHI DEI” (2018) e soprattutto la scrittura di “Every Single Moment In My Life Is A Weary Wait”, brano portante della colonna sonora del film “This Must Be the Place” di Paolo Sorrentino, la band formata da Giulio Fazio (tastiere), Nino Bruno (chitarre e voce), Peppe Sabbatino (batteria), Massimiliano Sacchi (fiati), Zaira Zigante (voce), torna con un “surreale” nuovo capitolo musicale affiancato dalla produzione artistica di Marco Messina (99 Posse) che ha curato il missaggio e ha collaborato alla produzione artistica. Invece presso lo studio Il Parco Ninni Pascale ha curato il mastering e la post produzione.

UTOPIA-IA-O è stato anticipato dai singoli“Viva Caporetto” (guarda il visual video) e “Mamma mia che brutte facce” (guarda il visual video) entrambi rappresentativi del cambio di registro sonoro che la cult band napoletana ha attuato per questo lavoro. 

Nei brani troverete il glam rock, sonorità carnevalesche a ritmo marziale; assurdità hard rock e ritmi latini creano un miscuglio che trae ispirazione da gente del calibro di David Bowie, Gary Glitter, Marc Bolan, Roxy Music, Bauhaus, Ultravox, Blondie, Renato Zero, Kraftwerk, The Stranglers; ma l’ispirazione arriva anche dall’IT-POP più obliquo (Matia Bazar, Radius, Decibel) e contemporaneo (Caparezza, La Rappresentante di Lista, Nada).

LE CANZONI

Dopo più di un decennio trascorso a suonare musica da ritorno al futuro Nino Bruno e le 8 Tracce decidono di liberarsi di ogni severità. In Utop-ia-o si parte leggeri, con poche sovrastrutture, si sorride a mostri seriosi (Mamma mia che brutte facce) e si flirta impunemente con  una grande sconfitta nazionale, attraversata a passo di on’nagata come fosse un’occasione da non perdere (Viva Caporetto). 

Queste canzoni – dispositivi in cui personaggi e performer, entrambi instancabili (Io non mi stanco mai), si somigliano e si confondono – si tengono a debita distanza dall’ostentazione di virtù civiche oggi così trend topic. Per una volta non è l’attualità a decidere su chi e cosa puntare il riflettore: preparatevi ad incontrare donne/uomini a un tempo eccentrici e comuni, sorretti  da una volontà ferrea (Scheletro di ferro, Imbrogliona, E furba io; vere focus track del disco), mercenari senza ingaggio, giocatori d’azzardo che prima hanno puntato a far saltare il banco e poi hanno lasciato il gioco a metà per andare a soccorrere un gatto. 

In caso di pericolo contattare Serge Gainsbourg.

La tracklist:

1. Mamma mia che brutte facce

2. Scheletro di ferro

3. Se vuoi essere ricco

4. Viva Caporetto!

5. Imbroglione

6. Io non mi stanco mai

7. Solitario

8. Piacere, Prestigio, Gioielli

9. Volontà & Disperazione

10. E furba io

11. Fine dell’era cool

Social net:

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Ufficio Stampa Nino Bruno e le 8 Tracce

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Gennaro Scarpato in scena al Teatro Cilea mercoledì 13 marzo in “Prove tecniche di Ambarabà”

Nono appuntamento per la stagione teatrale 2023-2024 del Teatro Cilea di Napoli

 con lo spettacolo dal titolo “Prove tecniche di Ambarabà” di Gennaro Scarpato. Attore comico, autore e sceneggiatore, raffinato umorista del surreale, acrobata della parola; il giovane Scarpato dopo anni di gavetta è diventato “grande” e propone uno spettacolo tutto suo :

Il 13 marzo sarò in scena da solo ma più che un monologo è un soliloquio – racconta Scarpato – è uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti: io mi diverto a interpretare me stesso. In scena succedono cose molto surreali, io fingo di non esserne a conoscenza. Il testo è mio ma lo tratto come se non fosse scritto da me: fingo di non sapere per entrare in un loop d’improvvisazione “scritta”. Lo spettacolo è frutto di una mia lunga ricerca di nuovi linguaggi comici.”“

Prove tecniche di Ambarabà” di Gennaro Scarpato andrà in scena il 

13 marzo alle ore 21 al Teatro Cilea di Via San Domenico 11, Napoli

SINOSSI

Sì, lo so: “Prove tecniche di Ambarabà” è un titolo impossibile, lungo e bislacco per uno spettacolo. 

Ergo non ti sorprenderai se ti dirò che è impossibile raccontare lo spettacolo. Però qualcosa te la posso dire.

Posso dirti che andrò a ruota libera ma con sapienza demenziale, che sarò surreale e visionario ma restando coi piedi per terra, che mi avviterò e mi scioglierò nelle mie trappole comiche, che mi abbandonerò alle mie ossessioni.
Poi posso dirti che sarà tutto uno sparare a raffica, quasi senza darti il tempo di sintonizzarti con le parole e i concetti. Giocherò con il senso e con il controsenso, strutturerò e destrutturerò, sconvolgerò le architetture del linguaggio per farne detriti, creerò un autentico turbinio di pensiero con il quale dovrai obbligatoriamente fare i conti prima che se ne perda la nozione (e pensare che c’era il pensiero, diceva una volta Gaber… un collega).

Posso dirti che non è stand-up comedy anche se sto per la maggior parte del tempo in piedi, posso dirti che non è cabaret anche se è divertente.
Sì, lo so, adesso sei confuso e ti starai chiedendo: “Ma di che si parla?”
Si parla di voci fuori campo, di lavagne, di Amleto, di macchine elettriche, di burattini, di punteggiatura, di scioglilingua, di matematica, di Pulcinella, di giubbini innamorati.

E se tutto questo non ti basta… mi trovi d’accordo.
Ho impiegato 29 anni per scrivere questo spettacolo.
Ho iniziato da bambino – quando per farmi ridere mi bastava la parola “Ambarabà” – e alla soglia dei miei trent’anni lo porto in scena. Eppure, mi diverte reputarlo ancora delle “prove tecniche” e non uno “spettacolo”.
Oggi gli spettacoli a teatro sono fatti dai personaggi e i personaggi sono rassicuranti.
Io non sono un personaggio e non sono rassicurante, è più faticoso ma – ve lo assicuro – è molto più piacevole.

BIOGRAFIAGennaro Scarpato (Napoli, 1994) con le sue invenzioni linguistiche e verbali e la sua letteratura surrealista e visionaria è tra gli autori comici più innovativi della sua generazione. Inizia a muovere i primi passi sul palcoscenico da bambino iscrivendosi al laboratorio pratico di teatro del teatro Totò di Napoli. Nel 2008 forma con Oreste e Mirko Ciccariello il trio comico più giovane d’Italia: i Malincomici. Il loro debutto avviene al Tunnel cabaret di Napoli per poi approdare alla tv in programmi come Made in Sud, Colorado. Nel concludersi del 2016 decide di mettere in pausa la parentesi col cabaret per intraprendere un percorso teatrale e cinematografico concentrandosi sulla parte autoriale. Ha scritto per Alessandro Siani, Francesco Cicchella, Federico Salvatore. Ha pubblicato un romanzo “Tutte uguali” e l’opera omnia dei suoi testi “Trilogia del niente e delle secondissime cose”. Attualmente è autore per il duo comico Pio e Amedeo.

Biglietti in prevendita:

Platea euro 15 + d.p.

Galleria euro 10 + d.p.

https://teatrocilea.it/spettacoli/gennaro-scarpato/N.B. le richieste accrediti vanno inviate dal’11 al 12 marzo entro le ore 10. Non è possibile fare cambi di data oppure orario né assegnare posti su richiesta bensì le poltrone disponibili sono a discrezione del teatro. Le richieste vanno fatte con email dedicata. Le interviste all’artista protagonista vanno concordate e sono limitate. La segreteria organizzativa si riserva la conferma della richiesta accredito.

Teatro Cilea

Via San Domenico 11, Napoli

info tel. 0817141801

www.teatrocilea.itwww.facebook.com/TeatroCileaNapoli

LA GRANDE STAGIONE

Ufficio Stampa

Giulio Di Donna

info@hungrypromotion.it

Green Clouds, le cinque fate della musica celtica, chiudono la XXVIII edizione di Vo’ on the Folks. Sabato 16 marzo alla Sala della Comunità di Brendola (Vicenza)

Vo’ on the Folks XXVIII edizione presenta GREEN CLOUDS LE CINQUE FATE DELLA MUSICA CELTICA

Sabato 16 marzo 2024, ore 21 Sala della Comunità di Brendola (Vicenza)

Con il concerto delle Green Clouds si chiude, sabato 16 marzo, la XXVIII edizione del festival Vo’ on the Folks. Alla Sala della Comunità di Brendola (Vicenza) dalle ore 21 va in scena il quintetto tutto al femminile che fonde musica celtica ed elettronica.

Con i loro costumi fantasy e il volto celato da misteriose maschere, le cinque fate della musica celtica – così vengono definite le Green Clouds – propongono uno spettacolo di grande effetto scenico. Keltronic è il genere musicale che hanno creato, fondendo la musica tradizionale irlandese con le sonorità più contemporanee.

Grania (Graziana Giansante) all’oboe, Roisin (Marzia Ricciardi) al violino, Eirwen (Valentina D’Angelo) alle percussioni, Erin (Arianna De Lucrezia) al basso elettrico e Neala (Licia Missoni) alle tastiere, uniscono le sonorità degli strumenti della tradizione classica con le tecnologie elettroniche, operando una contaminazione tra stili e culture musicali differenti. Dal vivo interpretano un vasto repertorio costituito da brani ripresi dalla tradizione celtica e composizioni originali che ne evocano sonorità e moduli stilistici.

La Camera dei Deputati ha conferito alla band il riconoscimento come primo gruppo femminile di musica celtica-elettronica, nell’ambito del Golden Circus Festival. Fra i riconoscimenti anche quello come miglior musica di contaminazione, nell’ambito del 14° Premio Mia Martini.

Nate nella primavera del 2007, le Green Clouds hanno all’attivo un’intensa attività concertistica sia in Italia che all’estero. Hanno aperto, come unica rappresentanza italiana, il St Patrick’s Day alla Guinnes Storehouse di Dublino e hanno preso parte a importanti eventi come l’Open Air Irish Folk Test in Germania e il Tierradura Folk in Spagna e gli italiani Montelago Celtic Festival, BustoFolk e Fairylands Celtic Festival. In occasione della cinquantesima edizione di Lucca Comics & Games le Green Clouds hanno presentato dal vivo il loro progetto discografico “The Green Clouds Quest”, che le ha avvicinate al mondo del fantasy e dei cosplayers. Un loro brano, “Green Joy”, è stato inserito nella compilation Celtic Dreams, prodotta dalla Quickstar Production di Baltimora.

Nel corso della loro carriera, hanno condiviso il palco con grandi artisti e musicisti da varie parti del mondo, come gli spagnoli Hevia e Carlos Núñez, la band scozzese Red Hot Chilli Pipers, gli irlandesi Frankie Gavin e High Kings, l’artista israeliana Ilana Yahav e la galiziana Mercedes Peón. Le Green Clouds, inoltre, si sono esibite in diretta per Rai Radio durante l’Earth Day e alcuni loro brani sono stati utilizzati per varie produzioni cinematografiche, televisive e radiofoniche italiane ed estere.

Vo’ on the Folks 2024 è organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Brendola e della Banca delle Terre Venete. Nato nel 1996, il festival rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea.

Info e prenotazioni:

Sala della Comunità – via Carbonara,28 – Brendola (Vicenza) – tel. 0444 401132.

www.saladellacomunita.com– info@saladellacomunita.com.

Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro – RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.

   – Video “Rosemarie’s Fantasy“: https://www.youtube.com/watch?v=L_aBx3wlmBo   

Ufficio stampa: 

Umberto Di Micco dmvcomunciazione@gmail.com

LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET-DONATELLO D’ATTOMA IN “DEEP DOWN”

Giovedì 14 marzo ore 21:45 Un progetto in 4tet un nuovo disco sarà presentato dal Live Tone Napoli ETS al 

Bourbon Street Via Vincenzo Bellini 52 DONATELLO D’ATTOMA in “DEEP DOWN”

Donatello D’Attoma – Pianoforte

Fulvio Sigurtà – Tromba

Giulio Scianatico – Contrabbasso

Attila Gyarfas – Batteria

Donatello D’Attoma, pianista e compositore pugliese, ha all’attivo quattro dischi a suo nome 

– Logos (2010), Watchdog (2014) , Shemà (2016) , Oneness ( 2020) e due – Kodex (2020) e Breakdown ( 2022) realizzati in collaborazione con Massimo Bonuccelli per il progetto elettroacustico Kodex. Attivo musicalmente sulla scena nazionale e internazionale, ha collaborato con molti artisti della corrente jazz contemporanea tra cui Marco Tamburini, Roberto Ottaviano, Fulvio Sigurtà, Giovanni Falzone, Daniele Di Bonaventura, Emanuele Cisi, Bjorn Solli.

Il suo nuovo disco intitolato Deep Down pubblicato per Filibusta Records è stato realizzato con la collaborazione di tre straordinari musicisti insostituibili per l’apporto che hanno dato a questa delicata opera musicale dedicata a tutte le vittime del Mediterraneo. 

Alla tromba, Fulvio Sigurtà, al contrabbasso Giulio Scianatico e alla batteria, Attila Gyarfas

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20,30.Inizio concerto ore 21:45 

Posti limitati si prega di prenotare per l’assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15 

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita GO2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

TEATRO AUGUSTEO | SAL DA VINCI in scena con le sue “Stories”

Sal Da Vinci sarà in scena da venerdì 15 a domenica 24 marzo, e da venerdì 12 a domenica 14 aprile al Teatro Augusteo (Napoli – Piazzetta duca D’Aosta 263), in “Sal Da Vinci Stories” di Luca Miniero, Ciro Villano e Sal Da Vinci, con la regia di Luca Miniero. Con lui sul palco anche Ernesto Lama e musica dal vivo. 

Lo spettacolo unisce il cuore della canzone di Sal con la modernità, con la tecnologia con cui tutti i giorni ci confrontiamo: i social.

Tutto si svolge su un palco elegante, neutro ed essenziale. Unici elementi in risalto sono un pianoforte, con un computer adagiato sopra, e un videowall in fondo. Sal armeggia al computer preparando vere storie Instagram, corredate di video, foto e testo: saranno il filo conduttore dello spettacolo, l’occasione per parlare della sua vita al pubblico in sala.

Instagram diventa così un modo nuovo, moderno, per parlare di sé anche con ironia, confrontandosi sull’aspetto pubblico e privato della sua vita d’artista, il tutto accompagnato dalla sua musica.  

Tra gli argomenti trattati, assisteremo al racconto del rapporto con il padre; gli incontri della sua vita; i figli; gli esordi ai matrimoni; il successo; Scugnizzi; Pino Daniele, ma anche il rapporto con la madre; e con il genio di De Simone… Un Sal inedito, intimo, un viaggio profondo quasi psicoanalitico tra Napoli, la musica e i colori di un artista che con la sua voce e la sua vita sfugge a tutte le etichette. 

Biglietti al botteghino, nelle rivendite autorizzate e online registrandosi al link

Acquisto biglietti

(Platea € 35,00 / Galleria € 25,00)

Info: 081414243

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

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