Category Archives: Umbria Jazz

Al via il 18 aprile Umbria Jazz Spring a Terni

Inizia il 18 aprile a Terni Umbria Jazz Spring, cinque giorni di musica fino al giorno di Pasquetta.

Durante il periodo delle feste pasquali Terni ospita il più corposo e articolato cartellone di Black Music (nella sua accezione più vasta) a livello nazionale: saranno infatti protagonisti Roosevelt Collier, il “Jimi Hendrix” della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, vincitrice di una trentina di Detroit Music Awards nelle categorie blues e rhythm ‘n’ blues, i New Orleans Mystics, un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ‘40 ad oggi, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King.

Importante anche la presenza di musicisti italiani, che da anni interpretano questo genere con classe e originalità: Flavio Boltro, che in trio aprirà ufficialmente il festival il 18 aprile alle 18,30, i Quintorigo, i Licaones, e due progetti, Modalità trio e Duet, con Massimo Moriconi impegnato in entrambi.

Da non dimenticare infine Anat Cohen, clarinettista dalla grandissima cultura musicale e Dena De Rose, che si iscrive nella gloriosa tradizione delle pianiste/cantanti che hanno avuto un ruolo importante nella storia del jazz.

Imperdibile infine la marchin’ band con i Funk Off per le vie del centro e alla Cascate delle Marmore a Pasqua e Pasquetta.

Una nuova location per UJ Spring: il Fat Art Club

Una nuova location, il Fat Art Club all’interno del Caos, con tre nuovi gruppi: Angela M.Mosley & Blue Elements, , Amedeo Ariano in trio e “Triplets” di Francesca Tandoi, arricchiscono il programma di UJ Spring nelle giornate di venerdì 19, sabato 20, domenica 21 e lunedì 22.

Appuntamenti che si inseriscono nel programma del festival pasquale che partirà giovedì 18 aprile.

 

Angela M. Mosley è nata nel South Side di Chicago da una famiglia originaria del Mississippi. Figlia d’arte (il padre cantava nei cori gospel) possiede una potente ed espressiva voce soul perfettamente a suo agio nel repertorio della Black Music, sia tradizionale che moderna. A Terni si esibisce con i  Blue Elements, band con cui collabora abitualmente.

 

Amedeo Ariano, batterista salernitano, è molto attivo sulla scena romana. La lista dei grandi solisti con cui ha suonato  è lunghissima (tra gli altri, George Coleman, Johnny Griffin e Benny Golson) come pure quella dei suoi  lavori per cinema e televisione. Ha collaborato anche con Renzo Arbore, Lucio Dalla e Sergio Cammariere. Guida un trio con Walter Ricci, piano e voce, e Dario Rosciglione, contrabbasso. In più, c’è uno dei migliori solisti italiani, il sassofonista tenore Daniele Scannapieco.

 

“La Diana Krall europea” viene definita Francesca Tandoi, pianista e cantante che con Luca Bulgarelli al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria ha costituito “Triplets”, con ancora Daniele Scannapieco al sax. La Tandoi, una fan di Oscar Peterson e dei grandi virtuosi del pianoforte swing, nel  2009 si è trasferita in Olanda dove si è formata in prestigiose  istituzioni accademiche ed ha riscosso i primi successi.

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CONAD JAZZ CONTEST RIAPRE LA CACCIA ALLE NUOVE PROMESSE DEL JAZZ

Conad rinnova la collaborazione con Umbria Jazz per scoprire e valorizzare giovani talenti: aprono oggi le iscrizioni all’ottava edizione di Conad Jazz Contest, concorso riservato ad artisti italiani tra i 18 e i 28 anni. Una giuria completamente rinnovata – presieduta dal trombettista di fama internazionale Paolo Fresu – valuterà livei concorrenti. In palio, come sempre, l’esibizione a Umbria Jazz, ma anche forme concrete di sostegno alla carriera: un premio in denaro di 5.000 euro e un tour nei migliori jazz club italiani.

Anche quest’anno Conad promuove – in collaborazione con Umbria Jazz – il concorso musicale Conad Jazz Contest, iniziativa rivolta a musicisti tra i 18 e i 28 anniitaliani o residenti in Italia. Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio di Regione Umbria e Comune di Perugia, si pone l’obiettivo di consentire ad alcuni giovani talenti di realizzare il proprio sogno: calcare il palco di Umbria Jazz. Nei sette anni di vita dell’iniziativa, sono più di 60 le band che – grazie a Conad – hanno avuto l’opportunità di esibirsi nel corso del Festival, scelte tra una platea di oltre 950 formazioni e 3.500 artisti in gara. Molte di esse, oggi, vivono di musica.

 

Tra le novità di quest’anno, l’ampliamento delle opportunità offerte al primo classificato per mostrare il proprio talento. Oltre all’esibizione sul palco di Umbria Jazz(Perugia, 12-21 luglio), che toccherà a tutti i 10 finalisti, il vincitore assoluto sarà inserito nel programma della tappa di Materade Il Grande Viaggio Insieme Conade verrà invitato a suonare in occasione de “Il Jazz italiano per L’Aquila”, uno dei più grandi eventi jazzistici del nostro Paese, testimonianza del sostegno concreto degli artisti alla ricostruzione civile, sociale e culturale del capoluogo abruzzese. Inoltre, nei mesi successivi al Festival – grazie alla collaborazione con La Federazione Nazionale Il Jazz Italiano– la band vincitrice sarà portata in tour nei migliori jazz club d’Italia, chiudendo poi l’anno con l’esibizione a Umbria Jazz Winter #27.

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A Christian McBride Situation / Lauryn Hill a #UJ19

A CHRISTIAN MCBRIDE SITUATION

Fare di necessità virtù: questo potrebbe essere il senso di A Christian McBride Situation, progetto nato dalla fertile immaginazione ed intraprendenza del contrabbassista, compositore e leader di Philadelphia. In programma al festival di Monterey, McBride dovette registrare all’ultimo momento il forfait di alcuni musicisti della sua band. Invece di annullare la data, si guardò intorno e con altri artisti suoi amici, presenti al festival, formò una nuova band di cui facevano parte cantanti e dj. Era nata così A Christian McBride Situation, che si rivelò una uscita non effimera. Adesso eccola a questa edizione di Umbria Jazz, dove McBride è stato molto presente negli anni scorsi e sempre con formule differenti.
Chris McBride non è solo un contrabbassista di inarrivabile virtuosismo ma anche una delle personalità più stimate e influenti della musica americana.
Ancora più dei cinque Grammy vinti, ad oggi, impressiona il fatto che, a 47 anni, abbia partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Significa che di questo straordinario lmusicista, a suo agio sia con il contrabbasso che con il basso elettrico, si riconosce e si ammira la tecnica mostruosa e la flessibilità, ma soprattutto quella naturale musicalità che fa sembrare facili cose invece difficilissime. Se il contrabbasso è il pilastro su cui poggiano gli equilibri di qualunque band, McBride è una prima scelta assoluta. Tra i tanti, questa è stata l’opinione di jazzmen come Freddie Hubbard, Sonny Rollins, J.J. Johnson, Milt Jackson, McCoy Tyner, Roy Haynes, Chick Corea, Herbie Hancock, Pat Metheny, o di star del soul come James Brown, Chaka Khan, Isaac Hayes, Natalie Cole, ed anche di popstar come Sting, Paul McCartney, Carly Simon. Potete però trovare il basso di Christian McBride anche nell’ hip-hop/neo-soul di The Roots, D’Angelo, Queen Latifah e perfino a sostegno di cantanti di estrazione classica come Kathleen Battle.
McBride è comunque, prima di tutto, un leader che scrive e arrangia ottima musica, non solo uno strumentista virtuoso. Un leader eclettico capace di guidare gruppi minimali come il trio o formazioni più complicate come la big band, a suo completo agio nel jazz acustico straight ahead come nelle formule più sperimentali. Continua a leggere

Snarky Puppy / Kamasi Washington a #UJ19

 

KAMASI WASHINGTON

Per lui si sono spesi richiami a suggestioni non comuni, e qualcuno ha perfino evocato John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana.
Californiano, 38enne figlio di un insegnante di musica, Washington ha letteralmente agitato le acque del jazz con un disco di esordio, The Epic, pubblicato nel 2015, davvero epico. Non tanto perché triplo (ben 172 minuti di musica) ma perché frutto di una complessità rara, di certo difficilmente compatibile con un esordio. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico sontuoso che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70 (per esempio, Pharaoh Sanders), dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.
Una vista originale e ad ampio spettro sulla musica americana di oggi, quella del sassofonista californiano, con in più una forte capacità di ripercorrerne la storia. Sullo sfondo, le istanze sociali di cui questa musica è ideale colonna sonora.
The Epic è stato seguito l’anno scorso da un lavoro altrettanto ambizioso, il doppio Heaven and Heart. In mezzo, nel 2017, Harmony of Difference, un allestimento multimediale per la Biennale del prestigioso Whitney Museum di New York. Ovviamente, sono in primo piano anche le ripetute collaborazioni con Kendrick Lamar per i suoi ultimi dischi e con John Legend, a completare i tratti di una identità di non facile definizione.
Washington non è solo un compositore di talento ed un sofisticato creatore di architetture sonore, ma è anche un solista trascinante e di grande cultura musicale, come il pubblico di Umbria Jazz ha potuto ascoltare dalla sua prima performance al festival, tre anni fa.

SNARKY PUPPY
Nata come una tipica college band (il nucleo originario è composto da studenti della University of North Texas) Snarky Puppy è diventata in poco tempo (la nascita ufficiale risale al 2004) una delle sigle più popolari del mondo del jazz e della fusion, termini che però nel loro caso risultano riduttivi. In realtà la musica di Snarky Puppy sfugge a ogni tentativo di classificazione proprio per la capacità di concentrare con estrema disinvoltura i suoni della contemporaneità.
Il merito è di una miscela sapiente, ma anche naturale e spontanea, di molteplici generi e tendenze. Attorno ad un nucleo stabile di una dozzina di musicisti, ruota un organico molto più vasto che viene usato secondo necessità: un vero e proprio collettivo, per usare una parola che andava qualche tempo fa, al quale ognuno contribuisce con la propria personalità.
Certo è che in questi anni la band ha sommato tre Grammy (2014, 2016, 2017) e riconoscimenti delle maggiori riviste specializzate come Jazz Times e DownBeat. Soprattutto, ha raccolto fans in tutto il mondo per il forte impatto live.
L’ultimo prodotto discografico, in studio, dal titolo “Immigrance”, punta diritto al cuore del problema. “L’idea qui è che tutto è fluido – spiega Michael League, bassista, compositore e bandleader – che tutto è sempre in movimento, e che siamo tutti in un continuo stato di immigrazione”, aggiungendo che “il titolo dell’album ovviamente non è senza sottintesi politici”.

Robben Ford / Alex Britti & Max Gazzè with Manu Katchè #UJ19 : 12 luglio all’Arena Santa Giuliana

 

ALEX BRITTI & MAX GAZZÈ special guest MANU KATCHÈ
“In missione per conto di Dio”
In missione per conto di Dio vedrà di nuovo sullo stesso palco Alex Britti e Max Gazzè, già nel 2017 insieme per due concerti alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues; negli anni Novanta Alex e Max si erano ritrovati a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa.
A due anni da quei concerti, al già eccezionale duo si aggiunge un altro straordinario musicista: il batterista francese Manu Katche che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits e tra gli italiani Pino Daniele e Stefano Bollani.
Il concerto vedrà Gazzè, Britti e Katche insieme in una formazione fuori dal comune. Britti, autore di canzoni tra le più amate dal pubblico italiano e chitarrista fenomenale; Max Gazzè, bassista raffinato, artista estremamente eclettico che riesce a trasformare in successo ogni suo progetto e Manu Katche, batterista di fama mondiale, i tre insieme per un nuovo evento imperdibile.

ROBBEN FORD
Cinque Grammy nominations, tre decenni di carriera solistica, collaborazioni con Miles Davis, Joni Mitchell, George Harrison, i Kiss., Bob Dylan. Non solo: Ford è tra i cento chitarristi più importanti del 900 secondo Magazine, ed è membro fondatore dei Yellowjackets, una delle fusion band più di successo. Nessun dubbio che Robben Ford sia un guitar hero dei nostri tempi: un chitarrista popolarissimo, che quando è sul palco unisce tecnica e cuore, come si chiede ad un vero bluesman. Ed è il blues al centro dell’universo sonoro di Ford, che ha però consegnato il suo nome anche alla storia del rock, del jazz, della fusion.
Le radici di Ford affondano nel grande patrimonio della musica popolare americana, assimilata da piccolo perché figlio d’arte: il padre Charles era pure lui un chitarrista blues e nella sua band il giovanissimo Robben cominciò a suonare a San Francisco. Gli ingaggi con due leggende del blues, Charlie Musselwhite e Jimmy Witherspoon, furono i primi passi di quella che sarebbe stata una straordinaria carriera.
Per lungo tempo residente in California, Ford si è ora trasferito in una delle culle della musica popolare americana, Nashville, proprio per cercare nuovi motivi di ispirazione. Con ottimi risultati.
Ford presenta nel suo tour l’ultimo disco, uscito da pochi mesi con il titolo Purple House. Per registrare alcune canzoni è andato con tutta la band nei leggendari FAME Studios in Muscle Shoals, Alabama

 

 

 

Si completa il programma dei concerti dell’Arena Santa Giuliana Umbria Jazz 19

Si completa il programma dei concerti che si svolgeranno all’Arena Santa Giuliana nell’ambito di #UJ19: annunciati gli eventi del 12, 19 e 21 luglio. Scoprili tutti cliccando sul link!

http://umbriajazz.com/articoli/uj19-si-completa-il-programma-dellarena-santa-giuliana?fbclid=IwAR2ixyUTP8WQqz11lYA-DaUSH8OBEkmN0SnL2N1plNYJxHrOSzboMh_-o-g

Nick Mason ‘s Saucerful of Secrets The Heartbeat of Pink Floyd a UJ19

 

Nick Mason (Official)’s Saucerful Of Secrets The Heartbeat of Pink Floyd a #UJ19!
Nick Mason’s Saucerful Of Secrets suoneranno le canzoni dei Pink Floyd in uno show incredibile che farà tappa il 17 luglio all’Arena Santa Giuliana di Perugia. Tutte le info qui http://umbriajazz.com/articoli/nick-masons-saucerful-of-secrets-the-heartbeat-of-pink-floyd-a-uj19

Funk Off a Umbria Jazz Spring Terni: la musica jazz arriva alle Cascate delle Marmore

di Clementina Abbamondi

Bellissima esibizione dei Funk Off, street band Toscana che propone una musica trascinante e spettacolare moderna e coinvolgente. É così che i Funk Off sono diventati, da quando Umbria jazz li ha presentati la prima volta, nel 2003, i beniamini del pubblico. Il gruppo è divertente e suona bene, e il suo senso dello spettacolo riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marchin’band che fa parte degli albori del jazz. Ad esaltare ulteriormente l’esibizione della band ha contribuito lo splendido scenario della Cascata delle Marmore.

Gil Goldstein in “Omaggio ai Beatles” in chiave jazz per Umbria Jazz Spring Terni

di Clementina Abbamondi

Bellissimo concerto nel Centro Multimediale Teatro A di Terni in occasione di Umbria jazz spring.

Gil Goldstein, storico braccio destro per tanti anni di Gil Evans, nella cui orchestra milito’ per molti anni ha portato a termine un progetto unico e speciale. Goldstein, infatti, ha messo a punto una versione jazz delle canzoni dei Beatles che ha realizzato con la Umbria jazz Orchestra. Il gruppo di giovani musicisti che ha dato vita al l’orchestra formato da numerosi fiati, violini, viole, violoncelli,e arpa si è avvalso di alcuni prestigiosi ospiti speciali quali: Jay Anderson al contrabbasso, Lewis Nash alla batteria, Steve Wilson ai sassofoni.

Il grande Gil Goldstein ha suonato con grande maestria il pianoforte e ha curato gli arrangiamenti e la direzione dell’orchestra. Si sono susseguiti i brani più famosi dei Beatles nei quali la grande magia dell’esibizione è scaturita dalla sinfonia creata dai vari strumenti. Il suono dei violini si è fuso magicamente sia con ritmi più lenti sia via via più veloci ed intensi agli strumenti a fiato e la batteria del grande Lewis Nash si inseriva nei vari brani alternando ritmi lievi a momenti di grande energia.

Eccezionale anche il suono dell’arpa e grandiosa l’esibizione di Steve Wilson che ha incantato pubblico alternando nell’esecuzione dei pezzi i suoi sassofoni.

La composizione era un’unica suite eseguita in un continuum che ha Las ciato il pubblico presente in sala incantato e commosso.

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