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il nuovo album di Ada Montellanico -in uscita cd e digitale venerdì 23 febbraio

foto di Elena Somarè

Esce venerdì 23 febbraio “Canto Proibito” per Giotto/Egea Music, il nuovo album di Ada Montellanico.

In questo nuovo progetto discografico, il dodicesimo come leader, la cantante romana rivisita un repertorio secentesco, cantandone l’irriverenza, l’ironia e la sensualità, e riportandone alla luce la modernità e la vivacità culturale.

Dopo aver interpretato i testi inediti di Tenco (Danza di una ninfa, 2005) e i diritti civili di Abbey Lincoln (Abbeys Road, 2017), Ada Montellanico torna con un nuovo progetto di ricerca, non solo musicale, indagando un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni, grandi rivoluzioni e mutamenti, a cui si contrappongono forze conservatrici; nel quale alle idee innovative e alle proposte artistiche accolte da una Venezia liberale, si contrappongono le proibizioni di una Roma clericale, e il divieto alle donne di calcare i palcoscenici consente l’ascesa e l’affermazione dei castrati. Un’epoca tumultuosa, ma estremamente florida e significativa, in cui la musica diventa per la prima volta espressione di affetti, di passione, e che vede la nascita della monodia, l’apertura del primo teatro pubblico e l’affacciarsi delle donne sulla scena culturale.

Da qui nasce il nome Canto Proibito, che vuole narrare questo secolo attraverso le composizioni degli autori più rappresentativi dell’epoca: Handel, Scarlatti, Caldara, Cesti, Carissimi, Cavalli, Barbara Strozzi e Francesca Caccini, entrambe meravigliose e rare compositrici di quei tempi.

Ada Montellanico sceglie un organico pianoless, in cui la voce, oltre ad essere protagonista per la narrazione, assume un ruolo primario a livello strumentale, insieme alla tromba di Giovanni Falzone (che ha curato anche tutti gli arrangiamenti e firmato insieme alla Montellanico l’unico brano originale in scaletta che dà titolo all’album), al trombone di Filippo Vignato, al contrabbasso di Jacopo Ferrazza e alla batteria di Ermanno Baron.

Registrato a maggio 2023 negli studi della Casa del Jazz di Roma, questo album rappresenta per la cantante romana anche un legame con l’inizio del suo percorso musicale: è su queste composizioni, infatti, che ha intrapreso i primi studi canori per poi arrivare al canto jazz (che solo recentemente è stato introdotto come disciplina a livello accademico). Questi brani rappresentano, quindi, non solo un insolito repertorio per il jazz, ma anche un laboratorio musicale in cui sperimentare linguaggi e nuove sonorità con un approccio vocale e strumentale totalmente diverso.


Infine, in Canto Proibito c’è un riferimento a “Opera Proibita”, album del 2005 di Cecilia Bartoli, cantante molto amata dalla Montellanico, non solo per la sua statura artistica ma per essere una illuminata ricercatrice dalle molteplici sfaccettature. Un omaggio a lei, come in una condivisione di sentimento e di identità seppur con linguaggi differenti.

Formazione:

Ada Montellanico, voce

Giovanni Falzone, tromba e arrangiamenti

Filippo Vignato, trombone

Jacopo Ferrazza, contrabbasso

Ermanno Baron, batteria

Tracklist

1) O cessate di piagarmi/Luci ingrate (A. Scarlatti/ G. Falzone)

2) Canto proibito (G. Falzone- A. Montellanico)

3) Che si può fare? (Barbara Strozzi)

4) Delizie contente/ Delizie (P.F. Cavalli/ G. Falzone)

5) Piangerò la sorte mia (G. F. Handel)

6) Vittoria, Vittoria! / Vittoria (G. Carissimi/ G. Falzone)

7) Intorno all’idol mio / Idol mio (A. Cesti/ G. Falzone)

8) Sebben, crudele/ Desir (A. Caldara/ G. Falzone)

9) Già il sole dal Gange/ Gange (A. Scarlatti/ G. Falzone)

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UFFICIO STAMPA

Guido Gaito

Gaito Ufficio Stampa e Promozione

Guido Gaito info@gaito.it 329 0704981

Le note di

FRANCESCO MARTINELLI

JAZZ E OPERA

L’idea di utilizzare materiale operistico appartiene alle più antiche tradizioni del jazz, dai tempi di King Oliver e Jelly Roll Morton, ed è stata poi magistralmente sfruttata da Sidney Bechet. Di converso l’opera europea dalla fine dell’Ottocento si è appropriata dei ritmi di origine africano-americana, a partire dall’havanera della Carmen (e di “O Sole Mio”). In Italia il collegamento tra questi mondi solo apparentemente lontani ha ispirato splendide registrazioni di musicisti del calibro di Enrico Rava e Gianluigi Trovesi solo per citare due tra i maggiori che hanno reinterpretato il repertorio dall’era del melodramma e del verismo,

LA STORIA

In questo progetto la scelta è caduta su un periodo meno esplorato, quello del barocco maturo, con brani composti tra il 1649 al 1724, simbolicamente proprio dopo la scomparsa di Monteverdi.

Epoca questa di grande creatività e contraddizioni, in cui la Chiesa cerca di applicare le vaghe indicazioni musicali date al Concilio di Trento (1562): “si bandiscano dalle chiese quelle musiche nelle quali sia con l’organo che col canto si mescola qualcosa di lascivo o impuro”. Le donne, secondo una interpretazione restrittiva di scritture forse apocrife, erano da tempo escluse dal canto ecclesiastico, e nel 1589 la bolla Cum pro nostro pastorali munere di papa Sisto V – “er papa tosto” del Belli – riorganizza il coro di S. Pietro ammettendo esplicitamente i castrati per la sezione soprani. La bolla papale sembra legittimare la pratica anche nella musica secolare, in cui era già presente, dando inizio ad un’età d’oro dei castrati italiani che dominano il canto in tutta Europa.

Migliaia ragazzi venivano sottoposti ogni anno alla terribile operazione praticata dai norcini spesso su richiesta delle loro stesse famiglie che speravano di sfruttarne economicamente il talento, ma solo pochi avevano successo teatrale e la maggioranza andava a ingrossare le fila dei cori ecclesiastici o finiva nella prostituzione. I castrati sembrano rappresentare le contraddizioni di un periodo in cui la Chiesa di Roma preoccupata dell’influsso delle riforme protestanti si occupa molto da vicino del mondo dello spettacolo, in contrasto con le signorie settentrionali dalle tendenze più liberali in cui esplode la vita teatrale. Il secolo si apre con il rogo di Giordano Bruno a Roma nell’anno 1600, il 17 febbraio in Campo de’ Fiori. Nella Venezia liberale, che si affida a Paolo Sarpi per la difesa della sua posizione contro il Papato, si apre un teatro dopo l’altro: alle fine del secolo ce ne saranno una decina. Le tensioni sono causate anche dalla affermazione di musiciste come Vittoria Archilei, il soprano Adriana Basile e sua figlia Leonora Baroni pupilla del Cardinale Antonio Barberini, Virginia Ramponi, prima interprete del Lamento d’Arianna, Francesca Caccini autrice de La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina nel 1625, e naturalmente Barbara Strozzi.

I BRANI

“O cessate di piagarmi” (1683), musica di Alessandro Scarlatti e testo di Nicola Minato, dall’opera Pompeo. È un lamento d’amore, ma il vivace ritmo di 6/8 lo rende affine a ritmi popolari di danza come la tarantella e porta a una forte spinta ritmica. Perfetto per dare il tono all’album.

“Canto proibito” è una melodia originale di Giovanni Falzone per cui Ada ha scritto un testo ispirato dal progetto. Introdotto da un dialogo contrappuntistico degli ottoni, il brano si sviluppa con episodi rapidissimi attraverso l’esposizione delle liriche e poi una serie di scambi improvvisati accompagnati da cambi di tempo.

“Che si può fare” (1664) è un’aria della celebre cantatrice veneziana Barbara Strozzi in cui si lamenta con rassegnazione una sorte sfortunata, un destino immutabile deciso dalle stelle – anche qui non sono lontani certi rispecchiamenti autobiografici di personalità fondamentali della vocalità africano-americana, dalla dimensione catartica.

“Delizie contente, che l’alma beate” (1649) di Pier Francesco Cavalli su testo di Giacinto Andrea Cicognini per l’opera Giasone. Ricca di allusioni sensuali in cui la morte rappresenta l’orgasmo e la dolcezza omicida quella brama amorosa cui ormai l’esausto amante non è più in grado di far fronte: un tratto che l’apparenta alle infinite allusioni del blues e del jazz, a volte talmente oscene da sfuggire agli stessi censori. Spettacolare lo special a tre voci che lascia il posto all’assolo di basso.

“Piangerò la sorte mia” (1724) di George Frideric Handel, aria dal Giulio Cesare in Egitto, quando Handel componeva ancora opere in stile italiano a Londra ispirato dal suo soggiorno napoletano. L’unicità dell’aria sta nel contrasto tra il tono rassegnato del lamento iniziale e la rabbia della seconda parte in cui Cleopatra minaccia di tornare dopo morta a tormentare il fratello che l’ha imprigionata: cambi di tempo e passaggi aperti sottolineano la drammaticità.

 “Vittoria, mio core!” (1640) è una atipica cantata di Giacomo Carissimi il cui testo di Domenico

Benigni celebra non la romantica pena d’amore né la gioia della conquista ma la liberazione da un amante traditore su un brioso tempo ternario. La voce è giustamente spiegata e trionfante.

“Intorno all’idol mio” (1656) dall’Orontea di Antonio Cesti su libretto di Giacinto Cicognini riceve una lettura lineare tesa a sottolineare l’arco melodico con sottili variazioni.

“Sebben, crudele” (1710) composta nel da Antonio Caldara per l’opera La costanza in amor vince l’inganno ha avuto un’ampia fortuna nei recital vocali malgrado l’opera intera venga raramente eseguita. Battiti di mani basso e voce colgono l’ascoltatore di sorpresa prima della distesa esposizione, e poi di nuovo voce e tromba intrecciano un dialogo quasi percussivo nell’accompagnamento.

“Già il sole dal Gange” (1680) composta da Alessandro Scarlatti per L’honestà negli amori è simmetrica al brano d’apertura di Handel, e gioiosamente chiude l’album con una sequenza di assoli che applicano creativamente tecniche jazz alla struttura originale.

CANTO PROIBITO

Ada Montellanico presta la sua voce ricca di sfumature alle melodie originali per poi abbandonarle e trasformarle, in un caleidoscopio di timbri e variazioni che ne arricchiscono e a volte ne capovolgono il senso, inserendo anche elementi comici e popolari: vorrei dire che si prende tutte le necessarie libertà non solo con gli originali ma anche con un’idea convenzionale di improvvisazione jazzistica, creando un mondo sonoro fresco, originale, irriverente, rischioso e perciò ancor più affascinante. Le sue ispirazioni sono le grandi cantanti africano-americane e in particolare Abbey Lincoln, della cui musica Ada è stata l’ambasciatrice in Italia. Sulla scia della loro prima riuscitissima collaborazione, Suono di Donna del 2012, gli arrangiamenti di Falzone riescono ad essere fedeli allo spirito dei brani, rivitalizzandoli con un suono contemporaneo, aprendo spazi per l’invenzione dei solisti, e trattando la voce come canto e testo ma anche come puro colore. Ispirato dalla musica barocca, spesso Falzone ha immaginato vigorosi ostinati per la sezione ritmica in cui spicca il basso di Ferrazza a sostenere l’esposizione del tema e a intarsiare le improvvisazioni di gruppo. La funzione degli strumenti muta in continuazione senza ruoli predefiniti, come si confondono l’una nell’altra le parti predefinite e quelle improvvisate. Il gruppo ha un suono molto specifico creato quasi per sottrazione, attraverso l’assenza di ance e pianoforte, una scelta secca e precisa grazie alla quale cui la trama armonica è molto leggera e cangiante, basata sulla combinazione delle linee melodiche singole, sui giochi timbrici e le microvariazioni di intonazione dei fiati. La sezione ritmica accentua i tratti di danza, sia quelle in tempo ternario come la tarantella, sia quelle a tempo binario come le ciaccone, e le irte riformulazioni ritmiche di Falzone. Jacopo Ferrazza al contrabbasso ed Ermanno Baron alla batteria realizzano con precisione e creatività le idee dell’arrangiamento, e Filippo Vignato al trombone è il perfetto complemento alla tromba di Falzone.

Gaito Ufficio Stampa e Promozione

Guido Gaito info@gaito.it

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Al Teatro Summarte il 2 Marzo-Elio Coppola Music trio & Helen Tesfazghi with special Guest Fabrizio Bosso.

Sabato 2 Marzo 2024, sul palco del Teatro Summarte Elio Coppola Music trio & Helen Tesfazghi with special Guest Fabrizio Bosso.

Prosegue la rassegna Jazz & Baccalà amatissima dal pubblico del Teatro Summarte di Somma Vesuviana uno dei luoghi simbolo del JAZZ in Campania con una magica unione tra musica e gusto per regalare un’esperienza emozionante.

Giunti alla X Edizione, il Summarte ripropone la formula vincente della musica jazz con grandi protagonisti internazionali e le degustazioni enogastronomiche a base di Baccalà offerte da ‘800 Borbonico che ritorna, dopo alcuni anni, partner ufficiale della rassegna.

Sul Palco:

Flabrizio Bosso tromba Helen Tesfazghi voce Elio Coppola batteria Antonio Caps piano

Antonio Napolitano basso

Tickets:

Tavolo € 25,00 ore 20:30 (con primo a base di baccalà incluso) Poltrone € 15,00 ore 22:00

Acquista qui il tuo ticket:

https://www.etes.it/sale/event/99968/h.%20tesfazghi%20-%20e.%20coppola%20-%20f.

%20bosso%20-%20trio?idProdotto=99968

Per maggiori info:

3935667597 – 0813629579

Whatsapp: 3280612709 www.summarte.it

Teatro Summarte

Via Roma, 15 – Somma Vesuviana (NA) – 80049

LIVE TONES NAPOLI AL BOURBON STREET- DANIELA SPALLETTA E STEFANIA TALLINI DUO

Venerdì 1 marzo ore 21:45 il Live Tones Napoli ETS presenta sul palco del Bourbon Street Napoli

 Via Vincenzo Bellini 52 un progetto inedito con due artiste eccezionali:

DANIELA SPALLETTA E STEFANIA TALLINI DUO 

Daniela Spalletta – Voce

Stefania Tallini – Pianoforte

Progetto inedito, di recente formazione. 

Curiosità e ricerca come approccio creativo alla Musica e al proprio strumento. 

Le due musiciste si incontrano al crocevia di alcune passioni comuni: Jazz, Repertorio Antico e Cameristico, Musica Contemporanea e Tradizionale, il tutto esplorato e rielaborato attraverso un ampio ricorso al linguaggio dell’improvvisazione. 

Il risultato è un concertare multiforme, in cui epoche ed estetiche, lontane nel tempo e nello spazio, si inseguono e dialogano, creando un gioco di rimandi, dall’imprevedibile divenire.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20:30.

Inizio concerto ore 21.45. 

Posti limitati si prega di prenotare per l’assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15 

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita GO2

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

ANGELO PINTUS | UNA BRUTTA PERSONA al Palapartenope di Napoli, 4 e 5 aprile

Dopo i clamorosi successi ottenuti in questi anni tra televisione e palcoscenico, Angelo Pintus tornerà in scena a Napoli, giovedì 4 e venerdì 5 aprile 2024 alle ore 21.00, per la prima volta al Palapartenope (Via Barbagallo 115), con il suo nuovo spettacolo intitolato “Una brutta persona”.

Due serate indimenticabili, con Angelo Pintus protagonista di uno spettacolo tutto nuovo, incentrato sul politicamente scorretto, garanzia di battute geniali e risate. 

Biglietti disponibili al botteghino del Palapartenope e online su TicketOne.

Info: 0815700008 – biglietteria@palapartenope.it

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

Domenico Benvenuto Trio ospiti al Bourbon Street giovedi 22 febbraio per Live Tones

Giovedì 22 Febbraio ore 21:39

Il Live Tones Napoli ETS presenta sul palco del 

Bourbon Street

Via Vincenzo Bellini, 52 

Un trio di affermati musicisti napoletani, leader del gruppo il batterista Domenico Benvenuto che propone, il suo progetto: 

Domenico Benvenuto Trio

BENVENUTO NEI MIEI SUONI

Marco Fiorenzano – Pianoforte

Marco De Tilla – Contrabbasso

Domenico Benvenuto – Batteria

Il progetto di Domenico Benvenuto trio “BENVENUTO NEI MIEI SUONI ” nasce dall’idea di voler far arrivare al pubblico un concetto di drumming che evidenzia la profondità dei tamburi ricordando sonorità afro jazz e non solo, non mancheranno ispirazioni improvvisative europee, così Domenico darà il “benvenuto“ nel suo viaggio musicale al pubblico.

⏰️L ‘ingresso è dalle ore 20:30 Inizio concerto ore 21:45

posti limitati si prega di prenotare per l’assegnazione del posto. 

La prenotazione sarà valida sino alle 21:15.

🎫Il costo del biglietto per ascolto concerto è di € 10.00 acquistabile la sera stessa alla biglietteria meccanizzata predisposta al Bourbon Street o in prevendita https://go2.it/evento/benvenuto-nei-miei-suoni/7362

🔴Drink e Food alla carta

➡️INFO e PRENOTAZIONI:

338 9941559/ 338 8253756

Lunedì 19 febbraio al Teatro Acacia Walter Ricci ft. Karima in concerto con “Walter sings Nat King Cole”

WALTER RICCI

in concerto featuring Karima

Il 19 febbraio 2024 al Teatro Acacia di Napoli ci sarà una serata jazz dall’atmosfera magica. Torna in esclusiva il concerto “Walter sings Nat King Cole” feat. Karima. 

Lo spettacolo rientra nella stagione teatrale promossa dal Teatro Summarte.

Inizio ore 21:00, biglietti platea euro 25+d.p. e galleria euro 22+d.p.

Walter Ricci, cantante pianista, affiancato dalla cantante Karima, sarà accompagnato dai musicisti Dario Rosciglione al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.

Per l’occasione Walter eseguirà dal vivo alcuni brani della tradizione jazz e riletture di standard jazz in napoletano alternandoli a brani della tradizione partenopea e inediti,  che lo hanno fatto diventare il rappresentante della scena NapoJazz.

Ascolta due brani inediti pubblicati esclusivamente come video reel su IG e diventati virali:

 : clicca  – Thè pe’ tte : clicca

Sarà una serata all’insegna della contaminazione e della condivisione a ritmo di jazz e cantautorato. Il mattatore sarà Walter Ricci che omaggerà il cantante statunitense Nat King Cole, icona del jazz americano, che attraverso le sue interpretazioni ci ha lasciato un repertorio di brani indimenticabili. 

Per la prima volta in esclusiva a Napoli il concerto prevede la partecipazione della cantante Karima, la quale vanta una lunga e variegata esperienza artistica, tra cui il Festival di Sanremo nel 2009 e soprattutto la collaborazione con Burt Bacharach.

Nello stesso anno viene scelta dalla Disney per interpretare la colonna sonora nel film di animazione  “La Principessa e il ranocchio”, ha aperto i concerti di Whitney Houston e di John Legend e ha partecipato a programmi come “Tale e Quale Show” e “I migliori Anni” su Rai1.

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DA MARZO ZURZOLO – SPAZIO ZTL – 17.02.2024 Marco Zurzolo & Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno

17 FEBBRAIO 2024 ore 20:30

Marco Zurzolo

& Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno
“I suoni della città”

La musica è la massima espressione delle emozioni umane, che prendono forma attraverso l’evocazione degli infiniti suoni che esistono dentro e fuori il nostro io.

Ogni luogo, ha il suo suono che crea appartenenza e la musica è lo strumento tramite il quale un suono incontra un altro suono, diverso ma ad esso affine che, nel miscelarsi, ritrova la bellezza dello stare insieme: la musica è aggregazione!

Ogni musicista ha la necessità di raccontarsi attraverso la propria musica, e questo è il risultato non soltanto del proprio essere e del proprio vissuto, ma soprattutto del confronto con gli altri, dello studio individuale e di gruppo che solo il Conservatorio può dare.

Un insegnante ha la responsabilità dei propri studenti e dovrebbe insegnare loro come far emergere la propria anima che si declina poi nella musica che andranno a suonare.

Lo studio è amore e rappresen

ta la chiave di volta per un musicista che conoscendo, studiando e confrontandosi, accresce la propria cultura trovando così il personale linguaggio che darà vita al proprio suono, unico e al tempo stesso riconoscibile da coloro che in esso si riconosceranno.

20:30 – Accoglienza
21:00 – Inizio Concerto

𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
12,00 € Formula Teatro “Tarallucci e Vino”

𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀

 +39 392 3915529

 081 0331974
 zurzoloteatrolive@gmail.comMARIA EMANUELA RENNO

VICE-PRESIDENTE 
EXPLORATORIUM APSCONTATTI:+39 320 4148206
+39 392 3915529
 081 0331974
 zurzoloteatrolive@gmail.com

SANNIO Music Fest 2024 a Benevento: parte la nuova rassegna

SANNIO MUSIC FEST 2024

📍TEATRO COMUNALE VITTORIO EMANUELE BENEVENTO

📍CINE TEATRO MODERNISSIMO TELESE TERME

📆Febbraio – Aprile 2024

Un desiderio che diventa realtà… è quanto accade con la nota rassegna musicale sannita ‘Sannio Music Fest’ che, grazie, alla perseveranza del direttore artistico Michele Solipano, e all’impegno del Comune di Benevento e delle Associazioni Culturali ‘Napoli Jazz Club’ e ‘New Around Midnight’ si arricchisce per la prima volta anche di un cartellone invernale .

I numerosi concerti-evento che si terranno a Benevento e, per una sola data anche a Telese Terme, saranno ancora una volta l’occasione di stabilire un forte legame tra cultura, musica e luoghi simbolo della città, nell’ottica anche di promuovere il territorio ed il turismo. Ad ospitare i concerti beneventani del ‘Sannio Music Fest Winter edition’ sarà, infatti, il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele che, recentemente restaurato, costituisce una vera perla da poco riconsegnato alla cittadinanza come fortemente voluto dal sindaco Mastella. Per rinsaldare la già collaudata collaborazione estiva con la cittadina di Telese Terme, invece, venerdì 16 marzo, Daniele Gorgone 4et, e Flavio Boltro, saranno protagonisti di un’esclusiva serata al Cinema Teatro Modernissimo.

Circa il programma dei concerti Beneventani, i cui dettagli saranno illustrati – martedì 27 febbraio prossimo, in conferenza stampa presso lo stesso Teatro Comunale – dal curatore artistico Solipano, si può anticipare che ancora una volta la magia della musica si sprigionerà attraverso le note di grandissime stelle del Jazz. Si esibiranno, infatti, artisti come Rick Margitza ed Elio Coppola; Danilo Rea e Luciano Biondini; Lino Volpe e il Pietro Condorelli 5et ; Stefania Tallini e Franco Piana.

Le prevendite per l’acquisto dei biglietti sono già aperte presso tutte le prevendite abituali e on line su www.vivaticket.itwww.azzurroservice.net .

Mentre la numerosa platea degli appassionati si concentra su queste chicche, gli organizzatori già pensano alla ricca programmazione estiva da realizzarsi sia presso il Teatro Romano, sia presso la nuova area eventi dei giardini dell’ Hortus Conclusus, recentemente inaugurata, che in altre location presenti sul territorio da individuarsi sfruttando, come sempre, l’indispensabile lavoro di squadra con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento.

📞 Info 0824.42711 – 0824.361973

🎫 Biglietti on line

www.vivaticket.itwww.azzurroservice.net

https://www.azzurroservice.net/…/sannio…/%20/t%20_blank

Esce il quarto volume della collana di libri “Racconti dal Golfo”scritto dall’attore e parlamentare Gaetano Amato che verrà presentato a Castellammare di Stabia.

Esce il quarto volume della collana di libri “Racconti dal Golfo”scritto dall’attore e parlamentare Gaetano Amato

Presentazione il 17 febbraio a Castellammare di Stabia pressoSpazio solidale Don Aniello dello Ioio

Il nuovo libro dello scrittore, attore e parlamentare Gaetano Amato verrà presentato sabato 17 febbraio dalle ore 18 presso la Parrocchia Maria Ss del Carmine – Spazio solidale Don Aniello dello Ioio a Castellammare di Stabia (Na) in Via del Carmine, 12 B-G. 
Dopo la pubblicazione dei titoli “M’innamorai di te”,  “Xanadu”, “Caro* Diario… *Per colpa dell’inflazione” è la volta di  “C’era una volta … fratielle e surelle” di Gaetano Amato; quarto ed ultimo capitolo della collana editoriale “Racconti dal Golfo” curata dai tipi di Edizioni GRAF con il contributo della Regione Campania. “Il libro è un racconto che esplora il profondo legame tra identità e terra natia. Un viaggio interiore attraverso il passato: nomi, luoghi e tradizioni che plasmano ogni identità. Anche viaggiando per il mondo, i luoghi di origine rimangono impressi nell’animo. La terra natia è sangue. Il sangue è vita” – così descrive questo suo nuovo capitolo letterario Gaetano Amato che ha aderito all’iniziative solidali lanciate da Edizioni GRAF. Infatti anche questo titolo è pubblicato per sostenere iniziative benefiche e/o rivolte alla formazione giovanile e culturale. Questa volta i proventi verranno devoluti alla Cooperativa sociale Artigiani di Preziosità di Castellammare di Stabia (Na). La scelta di sostenere le iniziative laboratoriali nasce dal riconoscimento delle stesse come risorsa per valorizzare l’uomo, e la sua dignità, attraverso percorsi di orientamento al lavoro e l’inclusione sociale. I laboratori sono guidati in un’ottica Pedagogico Clinica dalla cooperativa e da professionisti del settore. 

Per sostenere ulteriormente le attività è possibile fare donazioni al seguente IBAN IT12U0103022100000001772555

La collana “Racconti dal Golfo” offre sguardi diversi su differenti aspetti della cultura di Napoli e la sua provincia, dalla passione calcistica esplosa con lo scudetto 2023 alla nuova comicità locale, passando per racconti introspettivi e spaccati culturali. Tutti i titoli sono accomunati da una identità grafica peculiare che uniforma e allo stesso tempo

contraddistingue le diverse uscite.

Biografia Amato: 

Nato il 5 giugno 1957 a Castellammare di Stabia (NA), Amato ha lavorato tra cinema, televisione e teatro, divenendo famoso per le sue numerose partecipazioni nelle fiction televisive come La squadraIl Grande TorinoL’uomo sbagliatoL’ultimo padrinoCrimini e Il coraggio di Angela, aggiudicandosi alcuni premi come il premio Charlot per il cabaret, la Grolla d’oro per Il Grande Torino, premio qualità televisiva per La squadra, Mirto d’oro per attore dell’anno.

È anche autore di romanzi, tra i quali Il testimone del 2009 (finalista al premio Bancarella). Scrive inoltre per il cabaret, per il teatro e per il cinema.

Dal 2022 è parlamentare con il Movimento 5 Stelle ed è membro della commissione cultura. Si occupa di scuola, di spettacolo e di sport. 

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Dario Sansone solista in un concerto inedito al Teatro Trianon Viviani di Napoli

DARIO SANSONE

Concerto Teatrale inedito Venerdì 1 Marzo 2024 Teatro Trianon Viviani Napoli

Inizio ore 21 – Prevendite attive al seguente link 

Dismessi, per ora, i panni del frontman del gruppo Foja, Dario Sansone torna ad esibirsi dal vivo in un concerto teatrale inedito. Il cantautore, musicista, regista di film d’animazione e disegnatore sta registrando in Francia il suo primo album solista e, al Teatro Trianon Viviani di Napoli, suonerà per la prima volta dal vivo alcuni brani inediti scritti per questo suo atteso debutto in solitario.

Sansone sarà accompagnato da una nuova squadra di validi musicisti, che preferisce chiamare “Ensemble”, e tra i componenti coinvolti, sia in studio che live, troviamo Marco Sica (violino), Pierluigi D’Amore (contrabbasso), Pasquale Benincasa (percussioni), Ubaldo Tartaglione (plettri). 

Ad arricchire lo show ci penserà il collettivo FUNA con le sue coreografie aeree, affiancate dalla voce recitante di Federica Altamura; e le sculture scenografiche curate dall’artista Sigarra. I suoni sono curati da Stefano Formato, mentre il disegno luci è di Gianluca Sacco.

Il concerto teatrale dal titolo “Santo Sud” rappresenta il punto di incontro tra due estremità: la santità, il sacro, che si percepiscono come alti e quasi irraggiungibili, e il Sud, sempre indicato come qualcosa che parte dal basso, che sta giù, al fondo, come la lava di un vulcano. L’individuo, stando nel mezzo, può compiere scelte verso una direzione o l’altra.

L’evento si terrà venerdì 1 marzo alle ore 21 (prevendite attive al seguente link – Biglietti: posto unico euro 13 + d.p.) presso il prestigioso Teatro Trianon Viviani, giá Teatro della canzone napoletana, location che incarna l’essenza stessa della cultura e della storia del Sud Italia. Sarà un concerto unico nel suo genere, in cui Dario Sansone esplorerà nuovi territori musicali, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente.
Official social nethttps://www.facebook.com/dariosansoneofficial

https://www.instagram.com/dario_sansone_

SINOSSI DELLO SPETTACOLO

Il concerto teatrale SANTO SUD parla di un uomo e dell’amore per la sua città. Città che è Sud, porta per l’inferno, ma anche paradiso e testimonianza dell’esistenza di Dio attraverso le sue bellezze. Città madre, amante, amica, sorella, che come in ogni rapporto, è anche in grado di deludere, ferire, far male e lasciare nel cuore solo il desiderio di allontanarsi, alla ricerca di nuovi stimoli spirituali, nuove facce, nuovi colori.

Il protagonista, dopo aver cantato l’amore per la sua città ed il dolore che questo comporta, capirà che il viaggio non finisce mai. E’ un continuo ritorno al punto di partenza, a quando ci si innamora per la prima volta, sempre in cerca del proprio Santo Sud. La commistione di linguaggi scelta che vede integrarsi danza contemporanea e aerea, drammaturgia  teatrale oltre la musica, ha come obbiettivo quello di coinvolgere lo spettatore in modo profondo,  andando a stimolare la partecipazione del pubblico con diversi mezzi espressivi. In scena, a fare da contrappunto alle canzoni, una scenografia-altare, simbolo del sud e della sacralità, allo stesso tempo individuale e collettiva, che ognuno di noi si porta dentro, sia quando al sud vuole tornare che quando dal sud si desidera andar via. Lo spettacolo integra diversi linguaggi espressivi avvalendosi della collaborazione delle coreografie pensate e costruite ad hoc dalla compagnia partenopea “Funa”.

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