Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary i grandi concerti dell’Arena Santa Giuliana di Perugia

di Annamaria De Crescenzo
Foto di Massimo Radicchi (http://www.massimoradicchi.it)
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

É stata definita l’edizione stellare di tutti i tempi e oggi che l’abbiamo vissuta intensamente per 10 giorni di musica straordinaria non possiamo che confermare tale definizione.

Per il 50esimo Anniversario di Umbria Jazz, Perugia si è trasformata ancora di più come la Città della Musica Jazz unica e straordinaria al mondo. Ogni angolo della città è diventato un luogo di incontro tra musica/talento/amicizia tra diverse generazioni di musicisti, pubblico e appassionati di tutto il mondo. Perugia vive ogni anno questa magia che solo la musica sa creare, ma quest’anno ancora di più.

E i dati dichiarati durante il consueto appuntamento della conferenza stampa alla fine del Festival sono da grandissimi eventi mondiali: un incasso superiore ai 2,3 milioni per 40 mila paganti, con una media di 3.200 paganti all’Arena, oltre 500 al teatro Morlacchi e 150 alla Sala Podiani. con un flusso di pubblico nell’ambito social nei canali del festival di oltre 2 milioni di utenti nei dieci giorni del festival e la presenza  fissa di tutto lo staff di Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, ha contribuito a questo ottimo risultato con 122 ore di diretta da Perugia, 70 interviste e oltre 10 live realizzati, con uno staff di 15 persone tra speaker e tecnici.

Quest’anno, visto il cartellone ricchissimo di eventi, per seguire una sorta di filo logico, di “raccontare” il Festival suddividendo il racconto stesso non più seguendo i vari giorni di programmazione ma i luoghi dove si sono svolti i concerti stessi, almeno le location più importanti e significative, come ovviamente l’Arena Santa Giuliana dove da anni si svolgono tutti i main concert serali, il Teatro Morlacchi, i due palchi gratuiti allestiti ai Giardini Carducci e in Piazza IV novembre.

In questo articolo cercheremo di raccontarvi quanto il pubblico ha potuto godere ed apprezzare gli Artisti presentati sul palco sicuramente più rappresentativo di tutta l’essenza del mondo musicale di Umbria Jazz, un mondo che non sempre presenta nomi esclusivamente e rigorosamente appartenenti al mondo jazz ma che spesso ha ospitato, come si è verificato  anche quest’anno, anche nomi della musica pop/rock/blues/funky del panorama musicale italiano ed internazionale, in una sorta di apertura del jazz verso tutto l’universo della musica in generale.

Ed è infatti, anche in questa edizione, come ormai il Direttore Artistico di Umbria Jazz e tutto lo staff organizzativo ci ha abituato da anni, è stata caratterizzata dalla presentazione di Artisti che rappresentano la musica in tutte le sue diverse declinazioni: le ballade dello straordinario racconta storie come Bob Dylan, che ha inaugurato il giorno 7 luglio il palco del Santa Giuliana, la canzone d’autore italiana di Paolo Conte, il pop rock dei Police orchestrati da Stewart Copeland, le sonorità del repertorio popolare americano ma anche italiano, irlandese, latinoamericano di Rhiannon Giddens; le canzoni del rock blues di Joe Bonamassa e quelle legate alle radici folk di Ben Harper.

Insomma non è assolutamente un lavoro semplice pensare ad un Festival che abbracci tanti generi musicali e tante sonorità complesse e straordinariamente di altissimo livello come quelle degli Artisti invitati a questa Edizione, ma il risultatoè stato assolutamente straordinario e ha accolto il favore totale del pubblico visto che ogni sera, all’Arena Santa Giuliana sono stati raggiunti dei numeri record nella vendita dei biglietti e in tantissime serate in sold out, appena i biglietti sono stati pubblicizzati sulle pagine del sito del Festival stesso.

Sabato 8 luglio è stata la volta di Stefano Bollani aprire la serata , ospite quasi sempre presente alle edizioni di Umbria Jazz, questa volta in “Piano solo” nel quale ha presentato un interessante repertorio jazz chiamando sul palco dell’Arena anche la sua compagna Valentina Cenni in veste di cantante jazz come ha potuto già esibirsi nel recente programma televisivo “Via dei Matti n. 0” che insieme hanno portato in TV negli ultimi due anni. A seguire Kyle Eastwood con Umbria Jazz Orchestra & Orchestra da Camera di Perugia, in un concerto dove ha suonato le musiche dei films interpretati dal padre Clint Eastwood. Da suo padre Kyle ha imparato ad amare il jazz, di cui Clint Eastwood è un grande appassionato.

Il giorno 9 luglio invece è stata l’occasione di poter applaudire Somi nella prima parte del concerto, seguito dallo stellare fantasmagorico eccezionale Artista Herbie Hancock, già ospite l’anno scorso con una band strepitosa e che ha letteralmente conquistato il pubblico  con un concerto che resterà in maniera indelebile nei cuori di tutti coloro che erano presenti all’Arena stessa.

Domenica 10 luglio la grande star internazionale Mika con un vero e proprio show fatto di musica, luci, danza  con il quale gira praticamente tutti gli angoli del mondo , lunedì 11 luglio invece è la volta del grande jazz con il grande Brad Mehldau Trio e Branford Marsalis  Quartet, martedì 12 luglio Rhiannon Giddens con Francesco Turrisi seguito dalla musica spettacolare mercoledì 13 luglio di Ben Harper & The Innocent Criminals, giovedì 14 luglio con la grande musica pop rock di Stewart Copeland esibendosi in un concerto unico nel suo genere con l Umbria Jazz Orchestra & Orchesta da Camera di Perugia, concludendo nell’ultimo weekend  con sabato 15 luglio con Paolo Conte che è stato un protagonista assoluto del jazz italiano seguito da una splendida conclusione con un concerto strepitoso di Joe Bonamassa

Forse nessun artista come Joe Bonamassa potrebbe oggi essere considerato l’ultimo vero guitar hero. L’highlander erede di un albero genealogico che porta i nomi, tra gli altri, di Jeff BeckEric ClaptonJimi HendrixJimmy Page. Un predestinato, visto che a 12 anni andò in tour con B.B. King.

Grande rocker, altrettanto grande bluesman, spesso entrambe le cose, Bonamassa fonde cuore e intelligenza musicale con una profonda cultura della musica popolare (con i riflettori sempre accesi sulla chitarra) che gli permette di percorrere trasversalmente le radici più autentiche della tradizione americana. Da Strange Fruit all’omaggio al British Blues, dal blues del Delta all’Hard Rock: Bonamassa è questo e molto altro ancora. Su tutto domina un amore viscerale per la chitarra, da lui portata ai livelli estremi di virtuosismo con la quale ha assolutamente deliziato il numerosissimo pubblico presente in Arena ed è stata la conclusione più bella che potesse essere proposta per concludere un’edizione che resterà per sempre come quella tra le più belle nella storia stessa di Umbria Jazz.

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