Monthly Archives: gennaio 2022

XIX edizione concorso Bettinardi per giovani talenti: finale solisti 5/02 ore 21.30

Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” Nuovi Talenti del Jazz Italiano

E’ IL MOMENTO DEI GIOVANI TALENTI DEL JAZZ ITALIANO AL MILESTONE, PARTONO I SOLISTI


Sabato 5 febbraio al Milestone si terrà la prima delle tre finali del Concorso per giovani talenti del Jazz italiano abbinato al Piacenza Jazz Fest

Piacenza, 31 gennaio 2022 – Prove tecniche di normalità. Tornano a svolgersi nel mese tradizionalmente a loro dedicate, quello di febbraio, le finali delle tre sezioni in cui è suddiviso il Concorso Nazionale per Giovani Talenti del Jazz italiano “Chicco Bettinardi” che lo scorso anno purtroppo, nonostante il posticipo, a maggio si erano tenute senza pubblico in sala. Il Concorso quest’anno taglia il traguardo della XIX edizione, grazie all’immancabile sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e da quest’anno anche grazie al contributo del Comune di Piacenza attraverso il bando “Piacenza riparte con la Cultura”, oltre al contributo di Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy.

Il Concorso Bettinardi è da sempre parte integrante del festival. Nel cartellone principale accanto ai grandi nomi che si sono già fatti strada nel mondo della musica ci sono sempre stati i vincitori dell’edizione precedente. Loro caratteristica comune è quella di essere giovani musicisti talentuosi e straordinariamente bravi dal punto di vista della tecnica, che devono trovare l’occasione per sperimentarsi davanti a pubblico e critica e costruirsi quelle esperienze che li porteranno a essere gli artisti acclamati di domani.

La prima parte del lavoro legato al Concorso avviene a porte chiuse, tramite un’accurata selezione delle demo che pervengono alla Giuria. Lavoro che quest’anno è stato particolarmente oneroso, visti i numeri e la qualità decisamente alta delle proposte pervenute.

La selezione per la categoria storica del Bettinardi, quella dei solisti, ha portato a scegliere i nomi di cinque musicisti che si esibiranno sabato 5 febbraio alle 21.30 presso il Milestone Live Club nel corso della prima delle finali in programma.

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AL TEATRO DUSE OMAGGIO A GARINEI CON ‘SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA’

SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA’ AL DUSE DI BOLOGNA

CON ANTONIO CATANIA, GIANLUCA RAMAZZOTTI, PAOLA QUATTRINI

Dal 4 al 6 febbraio 2022 | ore 21, domenica ore 16

Teatro Duse – Bologna, via Cartoleria 42

È un omaggio a Pietro Garinei e alla ditta Garinei e Giovannini, la nuova messa in scena firmata Luigi Russo della commedia degli equivoci ‘Se devi dire una bugia dilla grossa’, che sarà sul palco del Teatro Duse di Bologna, dal 4 al 6 febbraio (venerdì e sabato alle 21, domenica alle 16).

Lo spettacolo, scritto dal drammaturgo britannico Ray Cooney e presentato nella versione italiana di Iaia Fiastri con la regia originale di Garinei, vede protagonisti Antonio Catania Gianluca Ramazzotti, con la partecipazione di Paola Quattrini che, per la terza volta, interpreta il ruolo della moglie dell’onorevole. In scena anche Paola Barale, nel ruolo di Susanna Rolandi già interpretato da Gloria Guida e Anna Falchi. Il cast comprende anche Nini Salerno e Marco Cavallaro. Accanto a loro Cristina Fondi, Sebastiano Colla, Sara Adami e Ilaria Canalini.

A trent’anni dalla prima rappresentazione italiana del 1986 e dopo l’ultima edizione del 2000 con Jannuzzo, Quattrini, Testi, Ginevra Media Production diretta da Gianluca Ramazzotti presenta questo nuovo allestimento, interamente ispirato a quello originale firmato dalla ditta G&G. Al centro della scena, infatti, ci sarà il famoso girevole che rappresenta, di volta in volta, la hall dell’albergo e le due camere da letto dove si svolge la vicenda, ormai nota, del ministro del fantomatico governo De Mitri. L’onorevole vorrebbe intrattenere relazioni extra coniugali con un’esponente femminile dell’opposizione, ma ciò solleverà, naturalmente, una serie di esilaranti equivoci e momenti di pura comicità.

Leggerezza e risate assicurate, dunque, per questo evergreen del teatro brillante che da decenni diverte il pubblico di tutta Italia.

GINEVRA MEDIA PRODUCTION

in ricordo di Pietro Garinei e della ditta Garinei e Giovannini

SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA

Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti

con PAOLA QUATTRINI

di RAY COONEY

versione italiana di IAIA FIASTRI

con NINI SALERNO, CRISTINA FONDI, MARCO CAVALLARO, SEBASTIANO COLLA, SARA ADAMI, ILARIA CANALINI

con la partecipazione PAOLA BARALE

regia originale di PIETRO GARINEI

nuova messa in scena di LUIGI RUSSO

BIGLIETTI

 Intero             Ridotto           Mini

Platea                                                                 29 euro           26,50 euro      23,50 euro

Prima galleria e palchi                                        25 euro           23 euro           20,50 euro

Prima galleria e palchi con visibilità ridotta        21 euro           19 euro           18 euro

Seconda galleria                                                21 euro           19 euro           18 euro

BIGLIETTERIA

Teatro Duse – Via Cartoleria, 42 Bologna – Tel. 051 231836 – biglietteria@teatroduse.it

Dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

On line: teatroduse.it |

Vivaticket —Marina Brancaccio
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Teatro Duse Bolognavia Cartoleria 42, 40124 Bologna
stampa@teatroduse.it
Uff. 051 226606
teatroduse.it

Camera Jazz Club Scott Hamilton in concerto

Vicolo Alemagna snc (angolo via Santo Stefano) 40125 Bolognahttps://camerajazzclub.com
SABATO 5 FEBBRAIO ORE 22:00SCOTT HAMILTON 4ET
Scott Hamilton, sax tenore Paolo Birro, pianoforte
Aldo Zunino, contrabbasso Alfred Kramer, batteria

Scott Hamilton da molti anni calca i migliori palcoscenici in tutto il mondo come leader del suo quartetto o a fianco di altri mostri sacri del jazz, passando dal lirismo di Ben Webster e la passionalità di John Coltrane. Scott Hamilton è interprete di una musica straordinariamente elegante, dal fraseggio e dal sound affascinanti, quello che già negli anni Settanta, quando la tendenza più diffusa era quella di sondare alternative sonore particolarmente aggressive, lo impose per la dolcezza del suo sassofono e l’immaginazione creativa

Contributo concerto €20
a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”
INFO E PRENOTAZIONI📲WhatsApp 391 1682442 reservations@camerajazzclub.com
Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci, quota annuale €15 per la tessere seguire le istruzioni al link: https://camerajazzclub.com/registrati/

SABATO 5 FEBBRAIO RIAPRONO LE PORTE DEL TEATRO BOLIVAR CON IL “GALÀ LIRICO” DEL MAESTRO KEITH GOODMAN

SABATO 5 FEBBRAIO RIAPRONO LE PORTE DEL TEATRO BOLIVAR CON IL “GALÀ LIRICO” DEL MAESTRO KEITH GOODMAN

Dopo la forzata pausa causata dalla pandemia, tornano gli spettacoli nel teatro del quartiere Materdei con la capienza ridotta al 60% in totale sicurezza

Arriva il “Galà Lirico” al teatro Bolivar (via Bartolomeo Caracciolo, 30), sabato 5 febbraio, alle ore 18,30. Due soprani (Ornella Di Maio e Chiara Salerno), un tenore (Bruno Sebillo) e un baritono (Maurizio Esposito), accompagnati al pianoforte dal M° Keith Goodman, si esibiranno in un variegato recital lirico, spaziando dalle romanze da camera alle grandi arie del repertorio operistico, con musiche di Tosti, Bellini, Verdi, Puccini e altri.

«È la prima volta che ci troviamo, con questa formazione, tutti e cinque insieme sul palco, pur conoscendoci molto bene – racconta lo stesso Goodman, anche organizzatore dell’evento -. Ognuno ha scelto pezzi che fossero idonei alle proprie capacità vocali e musicali ed è sempre bello suonare al Bolivar, teatro che frequento come musicista e direttore d’orchestra da circa dieci anni. Certo la musica classica viene vista come d’elite ma nella realtà incontra il gusto di tanta gente, soprattutto attraverso l’opera lirica le cui arie sono diventate assolutamente pop – continua il Maestro -. Anche la pandemia ci fa un po’ meno paura quando è tutto gestito in sicurezza e stiamo già riscontrando nel pubblico il desiderio di non rinunciare all’arte e agli eventi a cui è interessato».

Per info contattare il teatro: 0815442616 – info@teatrobolivar.com

Costo del biglietto: intero 15 euro / ridotto 12 euro a testa per gruppi da cinque persone in su.

Napoli, 31 gennaio 2022

Gabriella Diliberto

gabrielladiliberto@musicpressoffice.com

TEATRO AUGUSTEO | PAOLO CAIAZZO in “Ehi… Prof! Posso venire la prossima volta?”

Al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 4 a domenica 13 febbraio 2022 Paolo Caiazzo sarà protagonista in scena con la commedia “Ehi… Prof! Posso venire la prossima volta?”, uno spettacolo in due atti scritto e diretto da Paolo Caiazzo.

Sul palco anche Daniela Ioia e Giovanni Allocca. Tra gli interpreti Daniele Ciniglio, Mery Esposito e Lucienne Perreca. E ‘Quelli della DAD’: Giuseppe Arena, Francesca Luna Barone, Claudia Caiazzo, Davide Cariello, Anthony Dylan Ciliberti, Antonella Montanino, Nicola Pavese, Michela Tammaro, Alex Tura, Alessia Urraro. 

Aiuto regia Cristiano Esposito, scene di Luigi Ferrigno, costumi di Federica Calabrese, disegno luci Francesco Adinolfi.


I mesi di forzata permanenza in casa sono stati critici per tutti, le lezioni in DAD hanno messo a dura prova la pazienza di insegnanti, alunni e genitori.

Un ipocondriaco prof di lettere, decisamente in contrasto con la tecnologia, patisce la didattica via web. Esaurito psicologicamente dalla situazione, comincia ad avere allucinazioni ritrovandosi gli alunni in casa. Questo, unito alle difficoltà di una convivenza claustrofobica, mette in crisi la sua instabile situazione familiare con la moglie nevrotica, una figlia indisponente e un cognato nullafacente.

Con il rientro in presenza a scuola e il graduale allentamento delle restrizioni, la situazione sembra avviarsi alla normalità, ma gli effetti di quel brutto periodo vengono fuori col tempo, in maniera inesorabile, e il prof dovrà fare i conti con una disarmante analisi: gli animi, invece di essere accomodanti e propositivi per lo scampato pericolo, risultano inspiegabilmente più aggressivi e cinici.

La commedia, oltre a essere una simpatica fotografia dei nostri tempi, è un confronto tra generazioni: genitori e figli, insegnanti e alunni, tutti alla ricerca di quei punti in comune che caratterizzano, da sempre, i passaggi di consegna sul tragitto del tempo.

Ticket al botteghino del teatro, nelle rivendite autorizzate o sulla piattaforma online di shop.bigliettoveloce.it (Platea € 35,00 / Galleria € 25,00).

Informazioni sono disponibili sul sito teatroaugusteo.it o allo 081414243.

Ufficio stampa e comunicazione

Marco Calafiore

TRIANON VIVIANI, ENZO GRAGNANIELLO nel debutto live per Napoli di “Rint’ ‘o posto sbagliato” – sabato 12 febbraio, ore 21

fondazionedirezione artistica Marisa Laurito

Trianon Viviani, Enzo Gragnaniello nel debutto live per Napoli di “Rint’ ‘o posto sbagliato

Sabato 12 febbraio, ore 21, il concerto del popolare cantautore tra i brani dell’ultimo album e i successi della carriera artistica

Immagine che contiene testo, persona, uomo, cappello

Descrizione generata automaticamentePer la prima volta a Napoli dal vivo, sabato 12 febbraio, alle 21Enzo Gragnaniello presenterà al Trianon Viviani, alcuni brani di “Rint’ ‘o posto sbagliato”, il recente album salutato positivamente dalla critica.

Nel teatro della Canzone napoletana, diretto artisticamente da Marisa Laurito, accanto ai maggiori successi di sempre, il popolare cantautore interpreterà alcune canzoni della sua ultima raccolta discografica, pubblicata nello scorso mese di ottobre, a due anni dalla precedente “Lo chiamavano vient’ ‘e terra”.

«Queste mie ultime composizioni– spiega Gragnaniello –, a eccezione di una, sono nate spontaneamente in napoletano, che è il dialetto in cui si riesce meglio a trasformare tutto in chiave poetica».

«Vi sono sensazioni sulla vita, tra tanti temi diversi e varie riflessioni – prosegue il cantautore, che ha anche scritto i testi e curato gli arrangiamenti –: dal razzismo visto come una larva che si annida nelle menti delle persone, alla lontananza di chi lascia la propria terra per lavoro, alla sofferenza delle donne abbandonate e sole, al bene che non rispettiamo e a cui chiudiamo la porta, al tema di introspezione, all’invito infine a imparare ad amare, se stessi e il prossimo».

Sul palco del Trianon Viviani, Gragnaniello si esibirà in quintetto: con lui (voce e chitarra acustica), ci saranno Piero Gallo (mandolina), Erasmo Petrigna (violoncello), Antonio Maiello (chitarra) e Marco Caligiuri (batteria).

Intanto il teatro della Canzone napoletana propone ancòra la sottoscrizione di una card, con la quale lo spettatore potrà assistere a sei spettacoli, al prezzo speciale di 90 € in poltrona e di 60 € in palco, scegliendoli liberamente dal cartellone. Inoltre, per il pubblico giovanile, ovvero “under 30”, il teatro rende disponibile, per ogni spettacolo, cento ingressi a 10 €. Un particolare miniabbonamento è dedicato agli abitanti di Forcella: un lotto di cinquanta biglietti per ogni spettacolo, disponibili allo speciale prezzo ridotto di 7 €, sottoscrivibile esclusivamente al botteghino del teatro.

I miniabbonamenti e i biglietti sono acquistabili presso il botteghino del teatro, le prevendite autorizzate e online sul circuito AzzurroService.net. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.

Per accedere in teatro è obbligatorio il possesso del green pass valido e l’uso della mascherina ffp2.

Informazioni: sito istituzionale teatrotrianon.org, tel. 081 2258285.

    

ufficio stampafondazione Trianon Viviani·       Paolo Animato, responsabiletel. 081 2258285 / email comunicazione@teatrotrianon.org·       Gabriella Galbiati email galbiati@teatrotrianon.org
PAOLO ANIMATOufficio stampa e comunicazionecomunicazione@teatrotrianon.orgfondazione Trianon Vivianipiazza Vincenzo Calenda, 9 – 80139 Napolitel. +39 081 2258285 / fax +39 081 0124472teatrotrianon.org

Top Jazz: Enrico Rava è il “Musicista dell’anno” e la violinista Anais Drago il “Miglior nuovo talento italiano”

TOP JAZZ 2021

Enrico Rava vince come “Musicista dell’anno”

la violinista Anais Drago è il “Migliore nuovo talento italiano”

Enrico Rava vince il Top Jazz nella categoria “Musicista dell’anno”, mentre il premio come Miglior nuovo talento italiano” va alla violinista Anais Drago.

Lo storico riconoscimento assegnato dalla rivista Musica Jazz in base al voto espresso da una rosa scelta di critici musicali del settore non è certamente il primo nella lunga carriera di Rava ma arriva dopo un anno pieno di concerti e la pubblicazione dell’album live “Edizione Speciale” per ECM. Inoltre, dopo aver affrontato un’importante operazione che lo ha tenuto fermo per diversi mesi, è tornato nuovamente sul palco a novembre e in studio per registrare un nuovo album con il pianista Fred Hersch.

Il 24 febbraio è atteso al SanbàPolis di Trento, per la prima volta insieme a Christian Fennesz.

Violinista sin dalla tenera età, Anais Drago si aggiudica, a pari merito con la batterista Francesca Remigi, uno dei premi più ambiti del Top Jazz: quello del Miglior Nuovo Talento. A ottobre 2021, esce “Solitudo”, il suo album in solo per Cam Jazz che riscuote grande interesse di pubblico e critica, e che presenterà in concerto il 18 febbraio a Bergamo Jazz.  Nutre per lo strumento, e per la musica, un amore assoluto. Per mia natura – dichiara – non nutro certezze quasi su nulla, tranne che su una cosa: quando suono, sto bene davvero”.

Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito

info@gaito.it
+ 39 329 0704981
+ 39 06 45677859
Via Vincenzo Picardi, 4C
00197 Roma

Recensione: Fabio Concato ospite di Gabbianella Club Events al Mav di Ercolano

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)


L’amico della porta accanto, il vicino, la persona che ha sempre una parola giusta in ogni occasione, con una straordinaria voglia di vivere con l’ironia e il sorriso.
Questo è Fabio Concato, quasi un mito per chi lo segue, nei modi sinceri, gentili, sempre di grande educazione. Cose che si evincono anche, e da sempre, nella tappa al MAV di Ercolano di sabato scorso, organizzata da Gabbianella Club Events diretta dall’inarrestabile Gianluigi Osteri, del Musico Ambulante Tour.

Con la sua consueta gentilezza e i modi di porsi unici, Concato inizia il live subito con una grinta quasi inaspettata, intonando “Bella bionda”, con un ritmo scatenato che fa subito presa sul numeroso pubblico del Mav presente in sala in sold out già da diverse settimane.
Con la band composta da Ornella D’Urbano, arrangiamenti, pianoforte e tastiere, Stefano Casali al basso, Larry Tomassini alle chitarre, Gabriele Palazzi Rossi alla batteria, il cantautore ripercorre appunto, il meglio della sua carriera, che lo vede protagonista da diversi anni della nostra musica.

Anche in questa occasione Concato si conferma un vero signore del palco, scherzando da subito con il pubblico con un “andate avanti voi nel caso non ricordassi i testi ”, e già da questa che sembra solo una battuta in realtà lo accredita e lo introduce al quel rapporto speciale creato ormai anni e anni fa coi suoi fans che anche durante lo stesso concerto hanno dimostrato di amarlo profondamente e di conoscere a memoria ogni parola dei testi delle sue canzoni.


Per tutto il concerto Fabio Concato non si risparmia nemmeno un po’, suonando canzone dopo canzone, scherzando con le persone, da amico e fratello, appunto, con uno stile personale e discreto. Arrivano dunque in sequenza, una dietro l’altra, “Ti ricordo ancora”, “Stazione Nord”, “Tienimi dentro te”, insieme a brani più intimistici farciti di semplicità del racconto, come “In trattoria”, o “Giulia”, brano considerato soprattutto da lui molto bello e dedicato alla seconda figlia. “Domenica bestiale”, una hit di grande successo si inserisce con facilità e predisposizione all’ascolto, una canzone che tutti conoscono e che non si è dimenticata.

É un vero e proprio piacere ascoltare una musica così emozionante , con il concerto che continua con altri brani, sempre tra uno scherzo verbale e un altro (“Più divento grande e più divento scemo, ma mi conoscete, no?”) o con malinconici accenni a tutte le conseguenze che hanno travolto il mondo della musica in questi due anni di pandemia ma come lui dichiara “ora dobbiamo pensare a suonare e cantare poi magari dopo vi fermate qui perché ci sarà un dibattito dopo il concerto e li potremmo raccontarci a vicenda tutte le nostre paure e le nostre angosce sul futuro che ci aspetta” scatenando un applauso da tutto il pubblico.


La scaletta continua con “Prima di cena”, “Troppo vento”, “Il caffettino caldo”, e poi tocca a uno dei momenti forte, dove l’emozione prende il posto da protagonista. La canzone è “051 222525”, la canzone scritta per Telefono Azzurro molti anni fa, in omaggio ai bambini vittime di abusi e maltrattamenti. Il pubblico quasi non respira, in religioso silenzio quasi a voler riconoscere l’importanza del tema della canzone che è quello di non dimenticare mai i drammi che ci sono ancora oggi in tantissime famiglie nonostante le battaglie intraprese in tutti questi anni.
Si riprende con altre canzoni del suo repertorio che l’hanno reso popolare nel tempo, come “Sexy tango”, (divertentissimo quando ha esclamato stasera ballerò un tango c’è qualcuno che sa ballare il tango in sala? e alzatasi una giovane donna ha giocato con lei sotto lo sguardo divertito e gli applausi di tutto il pubblico) dove ci si diverte, poi “Un trenino nel petto”, “Canto”, la straordinaria e toccante “Gigi”, dedicata al padre, che rimane sempre un pezzo da brividi, per chiudere con “Fiore di maggio”, altra celeberrima canzone dedicata stavolta alla nascita della prima figlia.

Circondato da un trio di musicisti , che spiccano a vario loro modo ognuno per precisione e ritmo, che non lo lascia mai solo, e che lo coccola, Concato si avvia senza fretta verso i bis, “Non smetto di aspettarti”, “Rosalina” sulle cui note il pubblico si scatena anche a ballare da seduti e ad omaggiare con un lunghissimo applauso quest’artista, signore elegantissimo nei modi e nelle parole, che ci ha fatto sognare anche con le sue divagazioni jazzistiche con le quali ha trasformato molti brani in scaletta dando loro una “veste musicale” di grande emozione come solo un grande artista, innamoratissimo della musica jazz , amore trasmessogli appunto dal padre amatissimo, come ricorda lui stesso nel brano a lui dedicato “era il tempo in cui cominciavo ad amar la musica e amavo te.”

Recensione: Daniele Scannapieco 4tet ospite del Live Tones al Mav di Ercolano

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

A distanza di circa un mese dal concerto di Francesca Tandoi, il Live Tones ha proposto un nuovo interessante appuntamento agli appassionati della musica jazz con un’altra interessantissima serata con il quartetto di Daniele Scannapieco.

L’idea di inserire nella variegata programmazione musicale/teatrale che Gabbianella Events, diretta da Gianluigi Osteri, ha ideato per il Mav di Ercolano si è dimostrata decisamente vincente vista l’affluenza del pubblico che ha dimostrato che quando si propone una musica di altissimo livello come quella dello scorso venerdì, aderisce con un entusiasmo ormai raro da trovare in questo periodo così difficile per gli organizzatori e promotori di eventi, visti i numerosi annullamenti che si stanno susseguendo proprio in questi giorni di numerosi eventi in campo teatrale e musicale in generale.

Daniele Scannapieco, salernitano, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta scena campana del jazz, che ha prodotto molti talenti. Dopo il diploma al Conservatorio “Giuseppe Martucci” ha fatto parte della Salerno Liberty City Band, per poi trasferirsi a Roma. Qui ha conosciuto tra gli altri Stefano Di Battista e con lui si trasferì in Francia per un lungo tour. Con Fabrizio Bosso ha fondato gli High Five, storica formazione jazz che e ha come componenti Julian Oliver Mazzariello al piano, Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Gli anni duemila sono per il musicista salernitano un’importante tappa per la sua carriera artistica. Vince, infatti, il prestigioso premio premio europeo “Djando d’or” ed il premio “Positano” come miglior musicista campano. Inoltre, per due anni consecutivi (2002 – 2003) è tra i primi classificati di Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ad oggi insegna Sax al Conservatorio di Salerno “Giuseppe Martucci” ed è attivo nel panorama jazzistico italiano, riscuotendo grande successo in ogni suo concerto.

Ha collaborato con Danilo Rea, Flavio Boltro, Dado Moroni, Greg Hutchinson, Dee Dee Bridgewater, Giovanni Tommaso, Henri Salvador, Eric Legnini. E, ancora, Enzo Pietropaoli, Dino Piana, Roberto Gatto. Tra i suoi attuali progetti, il Daniele Scannapieco Quartet è la formazione in cui suona con il fratello Tommaso al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria. È un progetto molto affiatato, dotato di un grande interplay e una spiccata vocazione per il mainstream. La band si collega al jazz tradizionale, ma con una forte identità personale che si avverte in ogni brano presentato durante tutto il concerto.

D’altronde gli stessi Alberto Bruno e Ornella Falco del Live Tones hanno scelto questo quartetto proprio dopo l’ascolto della loro ultima performance nel settembre scorso a Terni per la prestigiosa rassegna di Umbria Jazz, dove ogni sera, negli spazi del locale che li ospitavano, si assisteva a serate sempre in sold out in un’atmosfera straordinaria di consenso del pubblico come solo nei grandi jazz club italiani si può provare.

È la stessa sensazione si è potuta avvertire nella sala del Mav di Ercolano con un pubblico assolutamente affascinato ed entusiasta per i brani jazz presentati dal quartetto con un talento davvero indiscutibile. Brani originali dello stesso Daniele Scannapieco si sono alternati a splendide interpretazioni di brani come “Save your love for me” , “Biri kurusai”, “Lonnie’s lament”, “Nancy” , “Doll of the bride” solo per citarne alcuni, anticipati dalle parole dello stesso Daniele Scannapieco che ha mostrato ancora una volta di conoscere, insieme ai suoi validissimi musicisti, profondamente la musica jazz e scegliendo i brani negli arrangiamenti di grandi maestri del jazz più vicini al loro modo di intendere e di “sentire” la musica jazz.

Serate come queste arricchiscono l’anima e per questo non vediamo l’ora di poter conoscere le prossime proposte musicali del Live Tones che ancora una volta ha proposto la vera musica jazz quella che conquista il cuore.

Winehouse: il nuovo spazio per la musica live a Napoli

Recensione di Annamaria De Crescenzo

Finalmente il posto che mancava a Napoli, dove si può ascoltare musica dal vivo dal martedì al sabato. Sulla scia del Blue Note, la Winehouse proporrà praticamente ogni sera musica jazz, etnica e d’autore entrando da subito e a pieno diritto nel circuito musicale italiano da frequentare.

A partire dal 15 dicembre, il calendario ha gia previsto una fitta serie di eventi: si va dallo swing al jazz più classico, dalla tradizione musicale brasiliana al repertorio di Mina riproposto in chiava jazz , e dalle prossime settimane il Winehouse allargherà la propria attività anche a nomi internazionali che si possono ammirare normalmente nei più importanti club di Parigi, Milano, Berlino o Londra.

Infatti, come in ogni metropoli europea, anche a Napoli non poteva mancare un luogo simbolo dove la grande musica venga offerta ogni sera ai tanti napoletani che chiedono di ritrovarsi, ma anche ai tantissimi stranieri che, oltre alle bellezze architettoniche a paesaggistiche della nostra città, cercano un bel luogo dove vivere di sera, dove possono ascoltare musica degustando grandi vini e cucina di alta qualità.

Ma la Winehouse non è solo questo. Il luogo – accogliente, comodo ed elegante – si propone anche come punto di riferimento per ogni altra forma d’arte, dalla pittura alla fotografia al cinema. E proprio come nella più solida tradizione europea, come punto di incontro di artisti, galleristi, cineasti e gente di cultura di ogni provenienza. Lo spazio, non a caso, dialogherà con case di produzioni cinematografiche e discografiche, ma anche con editori, per affermarsi come partner aperto a iniziative di tipo culturali, esattamente come avviene nelle grandi capitali di tutto il mondo.

Dalla scorsa settimana la programmazione musicale è stata ideata ed organizzata dal nuovo Direttore Artistico Marco Panico, già proprietario del Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nel quale da ormai sette anni si organizza una delle più importanti rassegne jazz della Campania “Jazz & Baccalà” diretta da Elio Coppola e realizzata in collaborazione con lo staff del Teatro Summarte stesso.

Lo stesso Marco Panico si sta impegnando a far si che il Winehouse diventi un vero e proprio spazio a disposizione del talento non solo dei più importanti musicisti del nostro territorio campano ma anche punto di incontro per i più grandi talenti del jazz italiano ed internazionale che saranno ospiti del Winehouse nei prossimi mesi, oltre ad proporsi come uno straordinario trampolino di lancio per i giovani talenti che vogliono dedicare alla Musica la propria vita ambisce a diventare un vero e proprio punto di riferimento per la presentazione di nuovi progetti musicali.

Dopo aver ospitato Carlo Lomanto con il suo nuovo disco ” Blues in my soul”, Ivana Muscoso con il nuovo disco “Vivo Sonhando”, Laura Klain Trio in “Orange Trip”, sabato 15 gennaio a salire sul palco allestito nella sala principale del ristorante di Winehouse Napoli e’ stato Simone Clarelli al sax, accompagnato da Sasha Ricci al piano, Gianfranco Coppola al basso e Giuseppe D’Alessandro alla batteria.

Un jazz molto ancorato al filone black, quello di Simone Clarelli, sintesi della necessità di ritmo proveniente dall’Africa, che si fonde però con la cultura occidentale. Un’espressione musicale molto fisica, che diventa sincronia tra corpo e pensiero. Il risultato è un’improvvisazione ritmica, in cui emerge l’inconfondibile e caratteristico timbro di Simone Clarelli, il cui sax alto, dopo anni di lavoro e di studio, si avvicina più alle sonorità di un sax tenore, in cui si mescolano le influenze più antiche di Mclean e quelle contemporanee di Kenny Garret, fino ad arrivare ad uno stile assolutamente personale.

Il concerto proposto al Winehouse ha presentato un repertorio composto da un mix di brani di garrett, Scofield, Mclen insieme a composizioni originali del sassofonista napoletano, da poco rientrato da una bellissima esperienza berlinese.

In una recente intervista rilasciata a Repubblica ha raccontato: ” La musica è la necessità di trovare un viatico al mio urlo interiore. Non sono un cantore di ballad o un poeta, perché la vivo come un’esperienza che mi permette di catalizzare il mio mondo più intimo. Piedi ancorati alla tradizione e mani protese verso l’ignoto – insiste Simone Clarelli, descrivendo il mood delle sue improvvisazioni – È uno stato viscerale. Mi ha dato la direzione, ma anche il contenuto in ci riesco a sublimare tutto ciò che sento o vivo. Tendenzialmente ero uno scugnizzo di periferia con molta energia. Aa 16 anni ho scoperto il sax, che mi ha consentito di canalizzare il surplus energetico. È la lampada sempre accesa sul mio cammino”.

Uno suo stile si basa su una pratica intensa, con uno studio quotidiano rigoroso e disciplinato, al limite del maniacale, che però durante le performance dal vivo lascia spazio all’improvvisazione hic et nunc.

“Parlo e suono con la pancia”, racconta Simone, che da anni ha scelto il nord Europa come sua residenza, subendone anche le influenze. “Berlino è effervescente e dinamica, ideale per un giovane che desidera sperimentare, perché offre la possibilità di fare esperienza, con jam session tutte le sere in posti diverse. È multiculturale e più meritocratica, non ci sono barriere o stratificazioni sociali borghesi. A Berlino tutto si mischia”.

La tensione berlinese, però diventa un valore aggiunto che si contamina con i suoni ibridi di una Napoli in divenire: “Non vedevo l’ora di tornare a casa. Credo che ci siano più talenti in Italia, in particolare al sud, soprattutto nel jazz. La scuola di Salerno è una fucina di musicisti strepitosi da 40 anni. A fronte di una cultura della popolazione media molto scadente, abbiamo eccellenze che è difficile ritrovare in giro per il mondo, forse perché le difficoltà ambientali ci permettono di sviluppare elasticità e capacità. Il jazz è freschezza, vivacità, immediatezza, capacità di creare emozioni e noi italiani, per nostra natura, siamo più estemporanei. L’Italia è meravigliosa e Napoli è come mia madre: la amo per senso innato”.

La Winehouse è aperta tutte le sere dalle 19.30 ed è dotata di un ampio parcheggio sotterraneo. L’entrata è su consumazione e la prenotazione è obbligatoria.

WINEHOUSE
Via Nuova Marina 5, Napoli
Info & Prenotazioni: 345 867 76 20

https://www.wine-house.it/
https://www.instagram.com/winehousenapoli/
https://www.facebook.com/Winehousenapoli-103979372096442

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