Victor Zeta e i Fiori Blu: due chiacchiere tra un viaggio e una canzone

A distanza di circa quattro anni dall’ultimo lavoro discografico, ritorna Victorzeta e i Fiori Blu con il singolo “Immigrant Cancion”. Il brano vede la partecipazione di Costel Lautaru dei Lautari din Rosiori, fisarmonicista rumeno che conferisce al brano un inconfondibile sapore balcanico. Partendo da questo brano che parla con leggerezza ed ironia di lavoro, immigrazione e soprattutto integrazione, abbiamo scambiato due chiacchiere con Victor Zeta per conoscere meglio la sua musica e il suo pensieri in attesa del disco che uscirà a breve.

 Victor Zeta e i Fiori Blu. Chi è Victor Zeta. Com’è nata l’avventura musicale che caratterizza il tuo percorso?

Victor Zeta è un signor nessuno nella società della omologazione in cui siamo i numeri che produciamo con dei codici simili a quelli dei prodotti dei centri commerciali, vatti a sentire il pezzo ‘sciami’, o il testo di ‘numeri’. In maniera spensierata e ‘gioconda’ ho pensato di dar vita a questo progetto per dare voce a dei disagi miei che nascono proprio da questa deformazione della vita e della società.

Immigrant cancion fa abbracciare Napoli e Bucarest e le loro periferie difficili in un video carico di ironia, dal sapore poliziottesco. Raccontaci la genesi del video, popolato da “curiosi” personaggi che poi sono anche i tuoi compagni di questo viaggio musicale. Chi sono i protagonisti del video?

In questa fase della mia vita ho deciso di compiere un viaggio di recupero e riscoperta di valori antichi e perduti. Per questo motivo sono affascinato dai luoghi poco moderni, poco modernizzati, per lo più dimenticati o abbandonati, che abbiano una loro poesia come le periferie, un randagismo musicale e sentimentale.
Ho incontrato e sono rimasto affascinato ad esempio da Costel Lautaru che mi ha fatto capire che altri sistemi di vita e comportamentali a cui uniformarsi sono possibili e probabilmente restituiscono alla persona maggiore dignità e verità. Con lui ho visitato la periferia di Bucarest una sorta di viaggio/scambio Napoli /Bucarest A/R, nel corso del mio viaggio ho avuto modo di girare delle immagini per il video di ‘Immigrant cancion’. Molti dei personaggi sono persone appartenenti a quella realtà con cui ho passato momenti molto piacevoli al bar e per le strade. I personaggi napoletani invece sono i miei attuali compagni di avventura rielaborati in maniera folle dalla mia fantasia. Marcello Vitale è un ciclista gipsy ricercato dagli agenti Alessio Fusco e Alessio Sica. L’agente Sergio Minopoli e il commissario Giulio Fazio coordinano le operazioni di ricerca dai piani alti. Evelina è la mia compagna di viaggio, parla poco ed anche per questo ha il viso sempre disteso. Il cantautorato in chiave folk. L’ironia per parlare di temi importanti. Questi e tanti altri sono gli ingredienti della ricetta griffata Victor Zeta. Qual è la tua filosofia di vita? Odio la maturità, preferisco l’immaturità che ti lascia sempre un margine di improvvisazione e di errore. Non guardare avanti né indietro, mira al cielo, alla ricerca delle stelle e della luna e divertiti.

“Immigrant Cancion” parla di immigrazione, ma soprattutto di integrazione. La musica sembra essere una via possibile per aprire dialoghi. Cosa ne pensi?

Credo che la parola spesso ha fatto danni immani quando non era suffragata da intenzioni e ragioni oneste. La musica unisce e divide a seconda della intelligenza e sensibilità delle persone in base a quanto sono capaci di assorbirne il contenuto. Come in un discorso se il tuo interlocutore è troppo pieno di sé qualunque discorso lascia il tempo che trova.

Italia – Romania o meglio Napoli – Bucarest. Cosa prendi e cosa lasci. Ovvero tre cose che ami e tre cose che davvero non sopporti di questi due luoghi a te così cari.

Lascio i parcheggiatori abusivi napoletani e giro a piedi per Lipscani anche se il centro antico di Napoli è più interessante. La pizza, il mandolino e il Calcio di Sarri a Napoli. I sarmale ovvero gli involtini di verza, la fisarmonica e la Steaua Bucarest.

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