Ethnos 2026, Portici si accende tra ritmi, voci e contaminazioni
Il viaggio di Ethnos 2026 è approdato ieri sera a Portici, all’Arena del Parco a Mare, una location particolarmente suggestiva, con il golfo a fare da naturale quinta alla serata. Tre appuntamenti e tre linguaggi differenti hanno accompagnato il pubblico attraverso alcune delle diverse anime della world music contemporanea: Underoof, Mariaa Siga e Agricantus.
Ad aprire la serata sono stati gli Underoof, progetto formato da Alfredo Giammanco, Goran Milosevic e Roberto Fiore. Synth ed elettronica, basso e batteria hanno dato vita a un percorso nel quale jazz contemporaneo, groove urbani, drum & bass e suggestioni psichedeliche si incontrano senza rinunciare alla componente ritmica. Un’apertura affidata dunque alla sperimentazione e alla contaminazione, perfettamente nello spirito di un festival che non si limita a proporre una sola idea di musica dal mondo.
Il testimone è passato quindi a Mariaa Siga, cantautrice senegalese originaria della Casamance, artista che porta nella propria musica le radici dell’Africa occidentale incontrandole con soul, folk e world music. La sua voce e la dimensione più personale dei brani hanno cambiato il clima della serata, offrendo un momento nel quale tradizione e sensibilità contemporanea si sono incontrate in maniera diretta. Mariaa Siga è stata inoltre premiata come artista femminile dell’anno ai Casamance Music Awards dal 2023 al 2025.
A chiudere la serata gli Agricantus, formazione nata a Palermo nel 1979 e protagonista di una lunga ricerca tra musica mediterranea, tradizione e sperimentazione. Il progetto presentato a Portici, “Elektron Akoustikòs Riza”, guidato da Mario Crispi insieme a Chiara Minaldi e Alfredo Giammanco, riprende il repertorio storico del gruppo mettendo in dialogo strumenti acustici ed elettronici. Un ritorno alle radici attraverso un linguaggio contemporaneo, che rappresenta bene la continua evoluzione di una formazione storica della musica italiana.
Tre concerti differenti, dunque, per una serata che ha attraversato territori musicali lontani senza perdere il filo conduttore di Ethnos: l’incontro tra culture, tradizioni e linguaggi contemporanei.
Il pubblico ha seguito le diverse proposte con attenzione, mostrando una partecipazione che si è fatta progressivamente più calorosa nei momenti di maggiore coinvolgimento ritmico. Alcuni passaggi hanno portato gli spettatori a lasciarsi andare maggiormente alla musica, in un rapporto tra palco e platea cresciuto soprattutto nelle fasi più coinvolgenti delle esibizioni.
Una serata nella quale anche la scelta della location ha avuto il suo peso: la musica, il mare e il paesaggio vesuviano hanno contribuito a creare un’atmosfera particolare, trasformando l’Arena del Parco a Mare in uno dei luoghi del viaggio itinerante di Ethnos.
Il viaggio continua a San Giorgio a Cremano
Il festival prosegue questa sera, sabato 19 settembre, a San Giorgio a Cremano, con Sara Curruchich. Alle 19, nella Biblioteca di Villa Bruno, è previsto il talk “Musica, identità e memoria” con la cantautrice guatemalteca; alle 21 il concerto.
Domani, domenica 20 settembre, sarà invece protagonista Eliades Ochoa, voce e chitarra della tradizione musicale cubana e storico componente del Buena Vista Social Club.
Attenzione alla variazione di programma: l’organizzazione ha comunicato che entrambi i concerti di Sara Curruchich ed Eliades Ochoa, inizialmente previsti a Villa Vannucchi, si terranno invece a Villa Bruno, sempre a San Giorgio a Cremano.



































