Monthly Archives: Maggio 2021

Ritorna l’edizione 2021 del Festival Crossroads

Jazz Network, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura

Ater, Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, Comune di Rimini Settore Cultura

Comune di Correggio, Comune di Imola Assessorato alla Cultura

Comune di Russi – Teatro Comunale, Comune di Bagnacavallo Assessorato alla Cultura, Antico Convento San Francesco di Bagnacavallo

Comune di Modena Assessorato alle Politiche Giovanili, La Tenda di Modena, Associazione Culturale Muse

Comune di Castelnuovo Rangone Assessorato alla Cultura, Associazione Amici del Jazz di Modena

Comune di Parma Assessorato alla Cultura, Casa della Musica Parma, Ars Canto G. Verdi Parma

Italian Jazz Orchestra, Entroterre Festival, Associazione Scuola Musicale D. Alighieri Bertinoro

Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Corti Chiese e Cortili

Comune di Castel San Pietro Terme Assessorato alla Cultura, Combo Jazz Con il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori

Club di Imola, Uisp Castel San Pietro Terme

Comune di Casalgrande Assessorato Tempo Libero, Comune di Massa Lombarda Assessorato alla Cultura

Comune di Medicina, Associazione Culturale I Portici di Medicina, Associazione Culturale Eretici del Barbarossa di Medicina

Comune di Solarolo Assessorato alla Cultura, Comune di Fusignano Assessorato alla Cultura

Comune di Gambettola Assessorato alla Cultura, La Baracca dei Talenti Gambettola, Teatro del Drago

Comune di Dozza Assessorato alla Cultura, Piacenza Jazz Club, Jazz Club Ferrara, Camera Jazz&Music Club Bologna

Cisim di Lido Adriano – Associazione Culturale Il Lato Oscuro della Costa, Fondazione Teatro Socjale Piangipane

Mama’s Club Ravenna, Bronson Produzioni

Ministero della Cultura

Con il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori

XXII Edizione

17 maggio – 7 dicembre 2021

COMUNICATO

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Una sfida in circostanze straordinarie: questa è l’edizione 2021 del festival Crossroads. La data iniziale è fissata per il 17 maggio, quella finale il 7 dicembre: quasi sette mesi di calendario nei quali saranno incastonati oltre 60 concerti che coinvolgeranno circa 400 artisti: gli abituali numeri da capogiro della gigantesca manifestazione itinerante che attraversa tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. Tutto ciò con la consapevolezza che si dovrà convivere con le limitazioni poste agli spettacoli dal vivo e agli spostamenti dalla situazione di emergenza sanitaria: si tratterà quindi di fare quanto possibile per andare in scena, ma non ci si dovrà sorprendere di fronte a cambiamenti di programma. Il festival comunicherà prontamente sui propri canali ogni eventuale rinvio di data.

L’ampiezza del cartellone si riflette nella varietà degli stili musicali che si ascolteranno, dal più solido jazz di matrice afroamericana agli apporti sonori introdotti dai contatti con nuove geografie e dalla modernizzazione dei linguaggi musicali: un vero ecumenismo dell’improvvisazione jazzistica.

Crossroads 2021 è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni.

Artisti residenti

Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Peppe Servillo, Javier Girotto: sono tutti protagonisti assoluti del jazz italiano e Crossroads li ha letteralmente adottati, come artisti residenti del festival, invitandoli a esibirsi con numerosi e sempre diversi progetti musicali.

Paolo Fresu sarà al centro di tre diversi duetti, ognuno con una sua peculiare caratterizzazione. La sua prima apparizione sarà con il pianista Roberto Cipelli e celebrerà un legame artistico che copre l’intera carriera dei due musicisti (26 giugno, Medicina, Parco Ca’ Nova). Tornerà poi il 23 settembre in un connubio dalle sfumature elettriche con un suo storico partner, il chitarrista Bebo Ferra (Piangipane, Teatro Socjale). Il terzo duetto sarà assieme al bandoneonista Daniele di Bonaventura, per quello che è uno dei progetti più poetici mai concepiti da Fresu (11 ottobre, Russi, Teatro Comunale).

Abbinamenti memorabili anche per Enrico Rava: a Castelnuovo Rangone (27 giugno, Terramara di Montale) sarà l’ospite d’onore dei Lo Greco Bros, mentre a Piangipane (15 ottobre) sarà in duo con il chitarrista Roberto Taufic.

Nelle sue numerose apparizioni, Fabrizio Bosso avrà anche occasione di condividere il palco con altri artisti residenti. Sarà così il 30 settembre con gli “Uomini in Frac”, il fortunato omaggio a Domenico Modugno che coinvolge un cast stellare: oltre a Bosso, Peppe Servillo, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri (Imola, Teatro dell’Osservanza). E poi ancora il 6 novembre al Teatro Fabrizio De André di Casalgrande con “Storyville Story”, l’omaggio agli albori del jazz di New Orleans co-diretto con Mauro Ottolini. Troveremo invece Bosso in veste solistica come special guest del Jazz in’It Combo, in una produzione originale di matrice swing-bop (3 giugno, Zola Predosa, Ca’ la Ghironda Modern Art Museum), e, successivamente, nel trio Drumpet assieme a Lorenzo Tucci alla batteria e Daniele Sorrentino al contrabbasso (1 ottobre, Massa Lombarda, Sala del Carmine).

Peppe Servillo e Javier Girotto, oltre a far parte degli “Uomini in frac”, torneranno assieme nel trio che li unisce al pianista Natalio Mangalavite, con un nuovo progetto dedicato a Lucio Dalla (22 ottobre, Piangipane). Servillo è poi convocato per un ispirato duo con il pianoforte di Danilo Rea (15 luglio, Rimini, Corte degli Agostiniani). Girotto invece sarà una delle vigorose presenze solistiche dell’originale Barionda, un quartetto di sax baritoni più batteria ideato dall’impressionante sassofonista altoatesina Helga Plankensteiner (20 maggio, Correggio, Teatro Asioli).

Ravenna Jazz

La creatività degli artisti residenti sarà il tratto distintivo del festival Ravenna Jazz, che si terrà con una formula dalle serate non consecutive tra il 29 luglio e il 19 novembre e il cui programma sarà inglobato nel cartellone di Crossroads, pur conservando la sua autonomia. Fabrizio Bosso, assieme alla vocalist Silvia Donati, si unirà all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti, in una produzione originale basata sul repertorio di Marlene Dietrich, riproposto in versione jazz-sinfonica (29 luglio, Rocca Brancaleone). Mauro Ottolini con i suoi Sousaphonix eseguirà la sonorizzazione dal vivo del film Inferno di Francesco Bertolini (1911): è il contributo che il festival dà alle ricche celebrazioni cittadine del 700° anniversario di Dante Alighieri (19 agosto, Rocca Brancaleone). Rava e Ottolini, con il direttore Tommaso Vittorini e il beatboxer Alien Dee, saranno invece nel monumentale cast di “Pazzi di Jazz”: un’immensa compagine orchestrale e corale formata da giovanissimi musicisti, impegnati in un programma dedicato a Miles Davis (settembre, data da definirsi).

La cantante israeliana Noa, star della wold music, sarà protagonista con la sua band del principale evento estivo del festival, in un nuovo progetto dalla marcata influenza jazzistica (5 agosto, Parco del Museo Classis Ravenna). Ancora all’aperto (2 settembre, Rocca Brancaleone) sarà l’esibizione del sassofonista Alessandro Scala, figura autorevole della scena jazzistica romagnola: il suo quintetto Groovology si distingue per la presenza di Giovanni Falzone alla tromba.

La programmazione autunnale si svolgerà in modalità da jazz club itinerante. Al Teatro Socjale si ascolterà la frizzante vocalist francese Camille Bertault, in quartetto (29 ottobre). Il palcoscenico del Bronson di Madonna dell’Albero esige, per sua tradizione, gruppi dal notevole impatto: ed ecco quindi serviti il duo che sovrappone gli scratch del rapper DJ Gruff al trombone di Gianluca Petrella (23 ottobre) e gli estrosi archi del duo austriaco BartolomeyBittmann (13 novembre). Avranno un tocco anticonformista i due live in programma al Cisim di Lido Adriano: il solo di Derek Brown, che applica la tecnica del beatbox al sassofono (12 novembre), e il Tingvall Trio, che porta alla sua massima intensità emotiva l’estetica del jazz scandinavo (19 novembre).

A Barbara Casini sarà affidato il workshop di “Mister Jazz” (12 settembre, Centro Mousiké).

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A Villa Campolieto inaugurata la mostra Così fan tutti. Opere dalla collezione di Ernesto Esposito. Presente anche il Ministro Elena Bonetti

la Fondazione Ente Ville Vesuviane presenta la mostra

COSI’ FAN TUTTI

Opere dalla collezione di Ernesto Esposito

Villa Campolieto – Ercolano

7 maggio – 14 novembre 2021

a cura di Marianna Agliottone

in collaborazione con Fondazione Ernesto Esposito e noh art

Università Suor Orsola Benincasa

Banca di Credito Popolare di Torre del Greco

progetto realizzato con il sostegno della Regione Campania

con il patrocinio morale Comune di Ercolano

Così fan tutti. Opere dalla collezione di Ernesto Esposito” è la mostra promossa e prodotta dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane e segna il momento della sua “ripartenza”.

Nell’anno in cui festeggia i 50 anni di vita la Fondazione riapre i propri spazi tornando alle sue origini. Nel 1984, dopo il primo importante restauro, Villa Campolieto ospitò la mostra di arte contemporanea “Terrae Motus”, ideata dal gallerista napoletano Lucio Amelio che, coinvolgendo i maggiori artisti contemporanei, organizzò una rassegna ideata per essere “una macchina per creare un terremoto continuo dell’anima”, dedicata alla catastrofe che aveva devastato il 23 novembre 1980 la Campania e la Basilicata. Collegandosi idealmente a quella straordinaria esposizione, la Fondazione espone trentacinque opere della raccolta di Ernesto Esposito, importante e raffinato collezionista napoletano che, con Lucio Amelio, ha vissuto la stessa intensa stagione artistica e quella esperienza iniziale nelle sale di Villa Campolieto. Una collezione in continuo “rinnovamento” che offre l’opportunità di comprendere come si stia evolvendo l’arte contemporanea mondiale.

<<Uno degli obiettivi primari dell’attuale Consiglio di Gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane – dichiara il Presidente Gianluca Del Mastro – è quello di valorizzare la “grande bellezza” delle Ville, di rendere le incantevoli strutture, diffuse su un territorio vastissimo, contenitori e catalizzatori di eventi e mostre, momenti di riflessione collettiva, in cui la cultura si fa suono, parola, immagine. In questo senso è benvenuta la mostra ”Così fan tutti”, che presenta opere di arte contemporanea dalla collezione di Ernesto Esposito. L’architettura e le pitture settecentesche di Villa Campolieto si fondono con le opere di grandi interpreti in un dialogo senza soluzione di continuità, tra giochi di luci e ombre, sotto lo sguardo attento dello sterminator Vesevo. E non è un caso che la Mostra sia stata organizzata proprio quest’anno: antico e moderno si incontrano in maniera sublime nel momento in cui la Fondazione festeggia i suoi 50 anni di vita, e, ancora di più, nel tempo in cui le Ville Vesuviane, così come il mondo intero, vivono la loro rinascita e la loro rigenerazione dopo il buio dell’anno pandemico.>>

Un percorso espositivo, quello curato da Marianna Agliottone, sviluppato a stretto contatto con il collezionista Esposito, noto stilista la cui raccolta di arte contemporanea vanta opere provenienti da tutto il mondo che spaziano dalla fotografia alla pittura, dalle installazioni ai video fino a opere monumentali.

<< Trascinante è il termine che userei per definire Ernesto Esposito, il suo lavoro, la sua collezione – afferma Lucia Anna Iovieno, Responsabile Conservazione e Valorizzazione Fondazione Ente Ville Vesuviane – E infatti la mostra, già dal titolo, prova a coinvolgere il pubblico, dichiarandolo parte del gioco espositivo. A questa forza trascinante abbiamo attinto per creare una esposizione che si sviluppa nelle sale del piano nobile di Villa Campolieto confrontandosi con la qualità spaziale dell’edificio che a sua volta dialoga con una ugualmente potente natura circostante. La scelta delle opere, frutto di una selezione condivisa, nasce soprattutto dalla volontà di rendere gli spazi parte integrante dell’esposizione. Lasciandoci condurre dal genius loci, abbiamo pensato alle opere che potessero interagire con l’architettura, esaltarla e esserne esaltate.>>

<<Questa mostra segna l’inizio di un nuovo percorso intrapreso dalla Fondazione. A distanza di cinquant’anni, proseguendo nel solco tracciato dall’Ente per le Ville Vesuviane, la Fondazione si apre al dialogo potenziando il proprio ruolo di catalizzatore di processi economici, sociali e culturali sul territorio campano – afferma Roberto Chianese, Direttore Generale Fondazione Ente Ville Vesuviane – L’Arte ha il compito di suscitare emozione, riflessione, dialogo, a volte scontro. Il contrasto tra la storia della Villa Campolieto, le sue architetture e i suoi affreschi, e le sculture, i colori e i materiali delle opere esposte, si propongono di stimolare questo confronto che si amplifica e diviene ancora più urgente in un territorio straordinario e dalle potenzialità ancora inesplorate, che la Fondazione, con i propri luoghi di aggregazione, orienta verso azioni di coesione sociale tese a superare le contraddizioni del presente che siamo chiamati a vivere.>>

Nelle attività di allestimento della mostra sono stati coinvolti i docenti e gli studenti del Corso di laurea in restauro dell’Università Suor Orsola Benincasa, rettore Lucio d’Alessandro, diretti e coordinati dal direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche Paola Villani e dal presidente del Corso di laurea in restauro, Pasquale Rossi, con una attività laboratoriale di redazione dei condition report delle opere.

LA MOSTRA

La mostra si apre con We the people di Dahn Vo (uno dei 250 elementi in cui l’artista ha scomposto la statua della Libertà), che dialoga con le statue di Minerva e Mercurio raffigurate negli affreschi della sala, e si chiude con la video installazione di Candice Breitz Double Whitney (I Will Always Love You) grazie a cui Whitney Houston canta nel Salone delle Feste. La lunga prospettiva del braccio settentrionale si chiude con il grande arazzo del giovane artista brasiliano Alexander Maxwell (prima opera su tela dell’artista) e le immagini della favela interagiscono con gli arredi ottocenteschi del “salottino dorato”. La scultura di Satoshi Hirose, Beans of Mythology, diventa il centro della Sala degli Specchi e con la sua forza centripeta attira a sé l’architettura e la natura che si gode da quella sala.

L’esposizione affianca opere che coprono un lungo arco temporale, da Spazio anche più che tempo di Carol Rama del 1971, a Three Jesus di Gilbert&George del 1980, fino ai lavori, realizzati per la mostra, Venus Lapilla di Alessandra Franco e Così fan tutti di Angelo Volpe del 2020 e che abbracciano un’ampia area geografica, permettendo al visitatore di cogliere differenze e similitudini, reiterazioni e contrasti, creando una mappa che può, come nel Ritratto dell’Evangelista San Matteo di Giulia Piscitelli, essere la base per una propria personale scoperta.

ERNESTO ESPOSITO

Ernesto Esposito è un celebre designer di calzature di alta moda che ha collaborato con le aziende più famose del mondo, da Marc Jacobs a Karl Lagerfeld e Chloé a Louis Vuitton. La sua passione per l’arte è iniziata nel 1970 dopo aver visitato una mostra di Andy Warhol al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi. Dopo questo spettacolo straordinario, ha acquisito la sua prima opera d’arte: la “Sedia elettrica, 1964“di Andy Warhol grazie al gallerista napoletano Lucio Amelio. La passione di Ernesto per i viaggi lo ha anche aiutato a stabilire una vera amicizia con artisti di tutto il mondo; all’età di vent’anni conosce Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Gerhard Richter, Jannis Kounellis e Gilbert & George.

Oggi, la collezione Ernesto Esposito conta più di 900 opere del XX e XXI secolo come Andy Warhol, Joseph Beuys, Alex Katz, Ed Ruscha, Ilya Kabakov, Jannis Kounellis, Richard Prince e comprende dipinti, fotografie, video, sculture e installazioni. Non segue criteri o movimenti artistici specifici: <<Quando compro arte, mi sento libero e non ho alcuna restrizione. Estetica, bellezza e proporzione sono i tre elementi che uniti al mio istinto, mi hanno sempre aiutato a selezionare i lavori che più si addicono alla mia collezione>>.

Il collezionista Ernesto Esposito durante l’inaugurazione della mostra “ cosi fan tutti” a Villa Campo Lieto ad Ercolano. ph Mario Laporta/KONTROLAB

FONDAZIONE ENTE VILLE VESUVIANE

Sono 122 gli immobili monumentali settecenteschi, compresi nel territorio dei Comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco. I notevoli miglioramenti attuati negli ultimi cinquanta anni, grazie agli interventi mirati dell’Ente per le Ville Vesuviane, ora Fondazione hanno restituito una nuova dignità all’immenso patrimonio costituito dalle ville del XVIII secolo. Era il 1738 quando Carlo di Borbone e Mariamalia di Sassonia, sua moglie, scelsero Portici per costruire una nuova reggia e per dare inizio agli scavi della città romana di Herculaneum. Da quel momento tutti i nobili napoletani seguirono la corte dei Borbone e innalzarono nella zona costiera ai piedi del Vesuvio alcune ville per il soggiorno estivo, creando un complesso architettonico unico al mondo per quantità e bellezza: le “Ville Vesuviane”. Nella zona compresa entro i confini del comune di Ercolano, la concentrazione delle Ville si intensificò e divenne di particolare prestigio, tanto che fu denominato Miglio d’Oro il tratto di strada che costeggia gli edifici costruiti da architetti quali Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Domenico Antonio Vaccaro, Ferdinando Sanfelice, completati da vasti giardini e da decorazioni pittoriche realizzate da grandi artisti.

Alcuni di questi edifici monumentali dopo un attento e rigoroso restauro, sono attualmente sotto la diretta tutela e gestione della Fondazione e costituiscono le sedi nelle quali viene svolta l’attività istituzionale e culturale: Villa Campolieto, il Parco sul Mare della Villa Favorita, Villa Ruggiero a Ercolano e Villa delle Ginestre a Torre del Greco.

INFORMAZIONI

La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 maggio al 14 novembre 2021

Orari di visita: dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle ore 17.00) dal martedì alla domenica

Prenotazione obbligatoria per il weekend: prenotazioni@villevesuviane.net  tel. 081 7322134

Ticket di ingresso: 5 euro e accesso gratuito nell’ultima ora prima della chiusura.

Per le visite guidate 7 euro (con prenotazione obbligatoria)

COME RAGGIUNGERE LA VILLA CAMPOLIETO

In auto: Autostrada Napoli-Salerno, uscita Ercolano Scavi. Proseguire a destra e poi a sinistra seguendo le indicazioni per Villa Campolieto. Parcheggio interno.

In treno: da Napoli – Piazza Garibaldi, Eav–Circumvesuviana, direzione Sorrento o Poggiomarino. La stazione d’arrivo è Miglio D’Oro a circa 500 metri dalla Villa

Al fine di garantire la sicurezza dei visitatori, saranno rispettate le misure anti-covid. Gli ingressi saranno contingentati e con distanza di sicurezza interpersonale. Obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata della visita.

Sabato 15 maggio serata dedicata ai Gruppi finalisti del Concorso Bettinardi al Milestone

Ass. Cult. Piacenza Jazz Club

via Musso, 5 – 29100 Piacenza

         p. iva 01376290332

       Tel/Fax 0523-579034

     info@piacenzajazzclub.it

Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” Nuovi Talenti del Jazz Italiano

Finale dedicata ai gruppi al Milestone, visibile in streaming


Sabato 15 maggio al Milestone si terrà la terza delle tre finali del Concorso abbinato al Piacenza Jazz Fest

Piacenza, 3 maggio 2021 – Si avvia alla conclusione questa fase di avvio delle attività collegate al Piacenza Jazz Fest, programmato per il prossimo autunno. Dopo le cantanti e i solisti toccherà ai Gruppi selezionati disputarsi la finale del “Concorso Nazionale Chicco Bettinardi per Giovani Talenti del Jazz Italiano” loro dedicata sabato 15 maggio alle ore 17:00. Per precauzione, svolgendosi all’interno del live club Milestone, anche questa finale sarà a porte chiuse, ma il pubblico avrà comunque la possibilità di seguire le esibizioni dei vari gruppi collegandosi alla pagina Facebook del Piacenza Jazz Fest. Il Concorso, che quest’anno ha raggiunto la maggiore età trattandosi della XVIII edizione, gode del costante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e di Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy.

Ciascuno dei gruppi finalisti, che da sempre si caratterizzano per lo spiccato dinamismo e la creatività delle proposte artistiche, potrà eseguire tre brani. La scelta di tutti e quattro i gruppi in gara è stata quella di proporre due brani di loro composizione e uno standard, obbligatorio per regolamento.

Suoneranno per il pubblico da casa ma soprattutto per la Giuria, la quale dovrà decretare i primi due classificati, ai quali andranno 1.600 euro oltre all’ingaggio per l’edizione 2022 del Piacenza Jazz Fest nel caso del gruppo al primo posto, un assegno di 800 euro per il secondo posto. La Giuria, composta da musicisti ed esperti del settore, è presieduta dal saxofonista, compositore e insegnante al Conservatorio di Milano Tino Tracanna, coadiuvato nella scelta dal M° Giuseppe Parmigiani, Gianni Azzali, saxofonista e direttore artistico del Piacenza Jazz Fest, dai giornalisti e critici musicali Oliviero Marchesi, Aldo Gianolio per “Jazzit”, Pietro Corvi per il quotidiano “Libertà” e Paolo Menzani per “Piacenza Sera”.

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Primo gruppo sul palco è l’Andrea Mellace Quartet da Catanzaro, composto da Andrea Mellace al vibrafono, Matteo Diego Scarcella al flauto, Francesco Tino al basso elettrico e Alessandro Marzano alla batteria. Gruppo interessante per la ricerca che fa sul suono e il notevole dialogo intenso e mai banale tra vibrafono e flauto, dove anche la sezione ritmica ci mette del suo per evocare atmosfere dilatatissime.

Subito dopo si esibirà il quartetto Nidaba, proveniente da Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, con voce femminile, molto giovane e di recente costituzione. La vocalist è Dorotea Spanò mentre alla chitarra suona Davide Raisi, al contrabbasso Nicola Govoni e alla batteria Riccardo Cocetti.

Federico Calcagno & The Dolphians è il nome del terzo gruppo, di base a Milano. Reduce dai successi del referendum Top Jazz, il band leader è un clarinettista, improvvisatore e compositore che già lo scorso anno aveva conquistato, come solista, il secondo premio a Piacenza. Insieme a Gianluca Zanello al sax alto, Luca Ceribelli al sax tenore e soprano, Andrea Mellace al vibrafono, Stefano Zambon al contrabbasso e Stefano Grasso alla batteria, ha creato un gruppo che nasce su ispirazione diretta della musica del leggendario Eric Dolphy, uno dei maggiori polistrumentisti della storia del Jazz e di Dolphy, in un album appena uscito per Emme record Label dal titolo “From Another Planet”, rielaborano alcuni brani del famoso “Out To Lunch”.

Caratterizzato dalla voce femminile è anche il quarto e ultimo gruppo in gara per questa diciottesima edizione del Concorso. Il quartetto, caratterizzato da una certa propensione per gli influssi jazz-rock ma non troppo iperbolizzati, prende il nome dalla cantante Sara Simionato di Mirano, in provincia di Venezia. Con lei sul palco anche Francesco Pollon al pianoforte e synth, Luca Zennaro alla chitarra e Cristian Anzolin alla batteria.

Jazz@Camera on Live Tandoi/Senni/Pache/Odorici sabato 15 Maggio

Sabato 15 Maggio 

Camera Jazz & Music Club

Vicolo Alemagna snc – 40125 Bologna

Tandoi/Senni/Pache/Odorici Jazz@Camera on Live

Francesca Tandoi, piano e voce
Stefano Senni, contrabbasso 
Adam Pache, batteria, 
ospite Piero Odorici, sax tenore

Info e Prenotazioni:

mail: reservations@camerajazzclub.com 

WhatsApp +39 391 1682442

Concerto ore 18:30 Contributo €12 a sostegno dei musicisti e delle attivita culturali dell’associazione Jazz Club Bologna

LA PRENOTAZIONE DEL POSTO É OBBLIGATORIA  (MISURE ANTI COVID-19) DISTANZIAMENTO DELLE SEDUTE, DISPONIBILITÀ 50 MAX

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