PAOLO FRESU DEVIL QUARTET – CARPE DIEM.

Di Giorgio Borrelli

“Chi passa i mari muta il cielo , non l’anima”.
Paolo Fresu, artista poliedrico nonchè profondo conoscitore delle sofisticate armonie del jazz, introduce così il suo ultimo lavoro dal carattere eclettico e ricco di sfumature cromatiche.
In questo progetto Fresu è accompagato da valenti musicisti. Ritroviamo alla chitarra acustica Bebo Ferra, al contrabasso Paolino Dalla Porta ed alla batteria Stefano Bagnoli.
Il quartetto si muove con disinvoltura in un paesaggio aulico e moderno, un jazz d’atmosfera che turba per la sua elevata bellezza.
Fresu dipinge immagini oniriche, melodie sospese nel vuoto, quasi a sollevare l’ascoltatore per poi farlo precipitare vertiginosamente in una raffica di note, accenti sincopati e melodie fitte di colori.
Sembra superfluo dirlo ma questo progetto, probabilmente, è uno dei più riusciti dell’attuale panorama jazz italiano.
La chitarra di Bebo Ferra sostiene come un pianoforte le idee del trombettista e lo asseconda con assoli virtuosi che, come una spirale, avvolgono e zittiscono.
La sezione ritmica, pur essendo granitica è tuttavia dolce.
Bagnoli suona la sua batteria persino a mani nude, il contrabasso impreziosito con accordi di matrice chiatarristica, lasciano trapelare il nucleo dell’intera opera: sperimentare.
Ebbene si, sperimentare, utilizzare anche il corpo che diventa un tutt’uno con lo strumento. La musica come fluida consapevolezza dell’io, della propria essenza, la musica come portavoce dell’anima e dei suoi nascondigli più reconditi.

È difficile stilare una descrizione dei singoli brani.
L’album va acquistato e gustato in religioso silenzio al fine di assaporarne le sfumature, i colori, le luci e le ombre.
Modernità, tradizione, utilizzo di dalay, nel caso di Fresu, che arrichchisce il suono del suo flicorno e della sua tromba con effetti di modulazione che identificano e conferiscono personalità alla trama sonora delle composizioni.
L’album è edito da Tuk Music ed è stato registrato e mixato tra il 12 ed il 16gennaio 2017 presso lo “Studio ArteSuono” da Stefano Armiero.
Tutti i componenti del quartetto si presentano come compositori. Una voce “corale” senza slanci egocentrici ci fa capire molto della personalità di uno degli autori più influenti del panorama jazz nazionale ed internazionale.
Paolo Fresu, artista dal gusto raffinato, umile compositore e generoso comandante di una tra le più belle formazioni del jazz italiano.
Il pensiero di Fresu, dal suono “distarcolato” è sicuramente proiettato in avanti e a noi non resta altro che gustarlo.
Giorgio Borrelli.

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