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Pompei Inn..Jazz 2026: il Jazz di Luigi del Prete in “Pangea” & Friends For Pino

Articolo e foto di Annamaria De Crescenzo

Grandissimo successo di pubblico per la prima serata della XIV Edizione del “Pompei Inn..Jazz Festival 2026 “ideato ed organizzato da Music HUB di Gianpiero De Honestis che ne è anche il Direttore Artistico e il patrocinio del Comune di Pompei, quest’ anno alla presenza del nuovo Sindaco Giuseppe Potenza.

Ogni anno il Festival si presenta come un’occasione straordinaria per giovani talenti e musicisti affermati a livello nazionale ed internazionale. Giampiero De Honestis è particolarmente attento al mondo jazz in ogni sua dimensione e valore e riesce, anno dopo anno, grazie alla sua profonda conoscenza musicale e degli artisti di tutto il mondo, a presentare progetti originali e di grandissimo livello artistico che ogni anno attraggono a Pompei un pubblico di appassionati del jazz sempre più numeroso ed entusiasta

E anche quest’anno non si è smentito, in tre giorni sono stati presentati quattro progetti originali , Pangea di Luigi del Prete Trio ,  “I’ve been waiting for you“  di Giuseppe Venezia 5tet,  “El Viajero” di Andrea Rea Trio,  Leila Duclos & The Djongo Moods , e  un progetto (Friends for Pino)   dedicato ad uno dei più grandi  musicisti e compositore di tutti i tempi che questa città ha amato e omaggiato in più occasioni ed eventi che hanno attratto sempre un pubblico numerosissimo : Pino Daniele.

La prima serata del Festival, presentato, come ogni anno, con grande professionalità e competenza da Franco Simeri, è iniziata con il primo disco da leader del batterista Luigi Del Prete “Pangea”   insieme ad Andrea Santaniello (sassofoni tenore, baritono, soprano e alto) e Daniele Sorrentino (contrabbasso).

 Il trio esplora le molteplici forme del jazz attraverso un interplay profondo, costruito sull’ascolto reciproco e sulla libertà espressiva.

Il nome non è a caso, Pangea è il supercontinente che riuniva tutte le terre emerse in un’unica configurazione, e quest’idea ha suscitato il progetto inteso come punto di incontro e di fusione di linguaggi musicali diversi, considerando il jazz come un mondo assolutamente libero e aperto alle contaminazioni, esperienze e musicalità diverse di tutti i musicisti che ne fanno parte.

Lugi del Prete suona la batteria dall’età di sei anni ì. Nel 2010, ha fatto il suo debutto discografico come sideman nell’album White Room del pianista Andrea Rea, con Daniele Sorrentino al basso. Nel corso degli anni, ha collaborato con numerosi musicisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Benny Golson, Stefano DiBattista, Antonio Faraò, Julian Oliver Mazzariello, Irio De Paula, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Dario Deidda, Reuben Rogers, Giovanni Amato, Daniele Scannapieco, Benito Gonzalez e Alfonso Deidda.

Si è esibito in numerosi festival e jazz club sia in Italia che all’estero, e negli ultimi anni fa parte in pianta stabile del Quartetto di Stefano Di Battista

Luigi del Prete, Daniele Sorrentino e Andrea Santaniello suonano insieme da oltre vent’anni, e questo si avverte in ogni melodia, in ogni suono, in ogni armonia che fa parte di questo disco.

Ma anche sul palco che ha visto il giovane talento di Aldo Capasso al contrabbasso anziché Daniele Sorrentino che fa parte del disco, questa stessa armonia, questa stessa intesa musicale si è realizzata pienamente facendo del progetto una vera e propria perla musicale nel vastissimo panorama del jazz italiano contemporaneo.

Immagino non sia facile comporre della nuova musica nel jazz dopo che si è suonato e amato dei brani standard che ancora oggi dopo tantissimi anni vengono proposti, reinterpretati dai più grandi talenti della musica internazionale, ma con questo primo disco da leader Luigi del Prete ha centrato pienamente l’obiettivo di farne un lavoro prezioso e inedito.

Ogni brano è frutto di un’intensa ricerca musicale visto che il Trio esplora le molteplici forme del jazz con una sensibilità musicale straordinaria, una profonda intesa tra i vari musicisti sul palco capaci di abbandonarsi ad assoli di grandissimo livello artistico e dare emozioni profonde al pubblico che li ha ascoltati con grandissimo interesse e applauditi con grande entusiasmo.

Perla preziosa del concerto la presenza come guest star di Daniele Scannapieco al sax che con il suo talento da musicista presente nei più importanti festival jazz italiani e internazionali, ha dato ancora più valore e forza ad un progetto che ritengo assolutamente vincente.

Il secondo concerto della serata è stata una vera e propria festa della Musica con un progetto “Friends for Pino” dedicato ad una delle stelle più lucenti del firmamento musicale mondiale come lo è stato e lo sarà per sempre il nostro Pino Daniele.

Nato dall’idea di due degli amici storici nonché’ musicisti dello stesso artista napoletano, Ernesto Vitolo alle tastiere, e Gigi Di Rienzo  al basso, che con Pino Daniele hanno calcato per decenni i maggiori palchi italiani e internazionali, e impreziosito della presenza di musicisti di altissimo livello come Carlo Fimiani alla chitarra, Jerry Popolo al sax, e Paolo Ryo alla voce, oltre che di una vera e propria guest star straordinaria come Tony Esposito alle percussioni, amico fraterno di Pino con il quale ha condiviso concerti straordinari.

Una festa della musica e dei ricordi in musica visto che la band ha riproposto in versioni opportunamente riarrangiate dall’estro creativo dello stesso Vitolo, Di Rienzo e impreziosita dai ritmi travolgenti delle percussioni di Tony Esposito, dal talento musicale di Jerry Popolo e di Carlo Fimiani che in alcuni brani ha dato una prova tangibile di essere uno dei più virtuosi chitarristi in Italia e non solo, e dall’energia e dalla voce particolare del cantante Paolo Ryo che ha interpretato , e non era assolutamente facile, i brani di Pino dando loro una personale versione che ha suscitato nel numeroso pubblico presente emozione ed approvazione.

Non è facile suonare e cantare le canzoni di Pino, la sua voce era unica e inimitabile, e i suoi brani fanno parte della nostra vita e ai quali tanti di noi associano emozioni e momenti storici vissuti nella propria adolescenza o gioventù. Ma Friends for Pino è riuscito nell’intento di portare la Musica di Pino al pubblico in modo originale e coinvolgente.

Al centro del progetto la musica di Pino, con particolare attenzione a Nero a metà, l’album più accreditato del grande musicista napoletano, al quale De Rienzo e Vitolo hanno dato un contributo fondamentale, senza trascurare altri capolavori appartenenti a momenti diversi della storia di Pino.

Tantissimi i brani presentati al pubblico che fanno parte del patrimonio musicale dell’Artista da “Je so Pazzo”, “Quanno chiove” , “Yes I Know my way” , “A me me piace o blues” , “I Say I’ Sto Ccà”, a brani di una dolcezza infinita come “Quando” che Paolo  Ryo ha interpretato accompagnato da un assolo di chitarra di Carlo Fimiani di assoluta bellezza da brividi, ad una inedita versione di “Sotto o sole” che nel disco di Pino Daniele era su sonorità di bossa nova  ed invece è stata proposta al pubblico nel progetto originale dell’artista che era con delle inedite sonorità  fusion, autentico mix di energia e coinvolgimento musicale .

Voce narrante del concerto Gigi Di Rienzo, che ha saputo raccontare tutti i vari momenti vissuti durante i tour con l ‘Artista, i retroscena dei vari dischi, e collaborazioni nate negli anni con Pino Daniele, tutte le emozioni vissute sul palco e prima del palco, spesso con l’aiuto dello stesso Tony Esposito che ha vissuto in prima persona  tantissimi di quei momenti ,  ed emozionandosi nel ricordare i grandi Artisti che con Pino hanno fatto la storia della Musica della cosiddetta “Neapolitan Power come James Senese, Rino Zurzolo e Joe Amoruso,  che vivranno per sempre nel cuore dei fans di tutto il mondo.

Insomma, un concerto di quelli che riescono a dare emozioni infinite e che resteranno a lungo nel cuore e nell’anima del pubblico del Pompei Jazz Festival.