Category Archives: Speciale Umbria Jazz

La Musica e la Natura | TWO FOR TREE AND ORCHESTRA con PAOLO FRESU, DANIELE DI BONAVENTURA e L’ORCHESTRA DA CAMERA DI PERUGIA

19 LUGLIO – Chiostro del Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, Palazzo Murena

ore 20,30

 

“Two for Tree and Orchestra” è un evento a dir poco straordinario con Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Daniele di Bonaventura (bandoneon) e l’Orchestra da Camera di Perugia.

Titolo suggestivo per un concerto emozionante, in linea con gli impegni e le azioni intraprese da Umbria Jazz a sostegno di politiche e comportamenti improntati alla sostenibilità ambientale.

Two for Tree and Orchestra, ovvero due grandi musicisti come Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, particolarmente sensibili ai temi ambientali; un albero, che è il grande cedro del Chiostro del Rettorato dell’Università, caro a generazioni di studenti; l’Orchestra da Camera di Perugia, che con i due jazzmen ha già collaborato in progetti molto riusciti (per esempio, Altissima Luce, rilettura del Laudario di Cortona).

È un concerto davvero atipico, con i due musicisti che suonano seduti sui rami del cedro e l’orchestra disposta attorno al tronco, in una inedita, notturna interazione tra tromba, bandoneon e stormir di fronde. I suoni creati dagli uomini che interloquiscono e si confondono con quelli provocati dalla “logica” e dalla creatività della natura. Al di là del fatto puramente musicale, resta il senso di una visione dell’arte, e della musica in particolare, che non può e non vuole essere slegata dal grande respiro degli organismi viventi del Pianeta Terra. A partire dagli alberi, cui tutti dobbiamo molto della nostra qualità della vita e dell’aria che respiriamo, eppure sempre più da noi stessi minacciati e in pericolo. Two for Tree and Orchestra vuole essere buona musica non meno che un forte richiamo alla responsabilità, che tutti dobbiamo condividere, di amare e tutelare i nostri alberi. Un amore in se’ ed una metafora del rispetto dovuto all’ambiente. Continua a leggere

Il manifesto ufficiale degli eventi dell’estate 2020 di Umbria Jazz

LIFE LIKE JAZZ

di Martina Cinefra, Giuseppe Gullà

“L’ispirazione proviene dalla citazione di George Gershwin “la vita somiglia molto al jazz: è meglio quando si improvvisa”, il cui senso può essere riassunto in “LIFE LIKE JAZZ”. L’ improvvisazione può essere associata ad un’azione svolta senza pensarci, senza freni inibitori e questo comportamento ricorda il modo d’agire e di esprimersi dei bambini, soprattutto quando disegnano o colorano. L’Albero della Vita rappresenta l’Umbria, soprannominata “polmone verde”, e il dinamismo che caratterizza la musica, in particolare il jazz, e la vita stessa. La sua colorazione segue proprio la “tecnica” che utilizzerebbe un bambino.”

L’immagine è stata scelta attraverso il workshop.concorso a distanza “UMBRIA JAZZ SMART DESIGN” organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Corso di Laurea in Design, e Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, al quale hanno partecipato 60 studenti.

Umbria Jazz 21: conferme e novità. Wynton Marsalis & JALCO, Veronica Swift, Stefano Bollani e Chick Corea.

Tre conferme e una novità rispetto all’edizione 2020 purtroppo cancellata: sono riprogrammati al 2021 i concerti di Wynton Marsalis con la JALCO, e Veronica Swift con il trio di Emmet Cohen, il 9 luglio, e Stefano Bollani, in un  doppio set il 10 luglio con Chick Corea,. Veronica Swift è una giovane cantante in grande ascesa nell’affollato e competitivo scenario della vocalità jazz. Ha esordito a Umbria Jazz nel 2010 nella dimensione più accogliente ed esclusiva del club, e adesso conquista il ben più impegnativo palcoscenico dell’Arena Santa Giuliana aprendo con il suo trio per Wynton Marsalis e l’Orchestra del Jazz at Lincoln Center, una delle più prestigiose istituzioni culturali americane, dove peraltro aveva esordito a undici anni nella serie Women in Jazz.

Stefano Bollani torna a Umbria Jazz in una serata che vede protagonista um altro grande del pianoforte: Chick Corea, con Carlitos Del Puerto al basso e Marcus Gilmore alla batteria, che rappresentarono la spina dorsale ritmica del suo acclamato gruppo The Vigil.

Photogallery Umbria Jazz Winter 2019 : lo sguardo sugli artisti di Max Radicchi

Fotogallery: Max Radicchi

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

Sono questi i numeri dell’Edizione Umbria Jazz Winter 2019 tenutasi ad Orvieto, come ogni anno, dal 28 dicembre al  1 gennaio 2020.

Tantissimi i concerti da ascoltare e da seguire fotograficamente, in diverse location del Festival come il Teatro Mancinelli, Il palazzo del popolo, il Duomo di Orvieto, Palazzo dei Sette e la sala del Ristorante San Francesco che hanno ospitato, da mezzogiorno a oltre mezzanotte, tutti i concerti del Festival stesso.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti , e questo ha reso possibile poterli ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

Di seguito, un altro “Sguardo” fotografico sugli Artisti presenti nell’ultima Edizione 2019 di Umbria Jazz Winter da parte del nuovo Redattore Fotografia di Around Eventi: Max Radicchi.

BENVENUTO !!!

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Photogallery: Gli artisti di Umbria Jazz Winter 2019 fotografati da Vittorio Santi

di Vittorio Santi

Un’altra grande Edizione quella di Umbria Jazz Winter 2019 che ha visto la perfetta unione di elementi quali musica, ospitalità, arte, storia e buona cucina in quella che, anno dopo anno, si conferma sempre di più come una delle città più importanti della musica jazz in Italia.

Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival gli appuntamenti in cartellone ( novanta eventi, sette location, trenta band, più di centocinquanta musicisti), hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al Teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200mila € di incasso e 8.000 biglietti. Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.

Tantissimi gli eventi musicali e gli artisti invitati in tale Edizione.

Ecco qui una carrellata di foto dei vari concerti che si sono tenuti dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020, scattate dal nostro Redattore Fotografia Vittorio Santi.

Appuntamento alla prossima edizione di Umbria Jazz Spring 2020 a Terni dal 10 al 13 aprile  2020

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A Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio Umbria Jazz Winter #27

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

I numeri dicono molto, di Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio, ma non abbastanza.

Due sono i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni.

Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.

Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.

Musicalmente, Umbria Jazz Winter cerca di tenere insieme due diversi caratteri, solo apparentemente antitetici ma che, al contrario, riescono a intrecciarsi tra loro con il risultato di dar vita a un prodotto inimitabile. Da un lato, UJW è un festival che si rivolge a un pubblico esperto, curioso, interessato a fruire di una musica che richiede impegno e attenzione. Dall’altro, l’atmosfera festaiola che contraddistingue il periodo di Capodanno comporta anche una colonna sonora divertente, adatta a tutti, magari ideale per fare da sfondo a occasioni conviviali. In Umbria Jazz Winter cultura, turismo, arte del buon vivere si sommano e si con-fondono.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti e si possono ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

La formula del festival è ormai ben nota ai suoi più assidui frequentatori ed è restata praticamente immutata negli anni per il semplice fatto che ha dimostrato di funzionare.

Descriverla equivale a raccontare il “percorso” della musica lungo le diverse location del centro storico e nel trascorrere della giornata.

Il Teatro Mancinelli è la sede dei concerti in prima serata, quello che si potrebbe definire il main stage; il museo Emilio Greco ospita i concerti di mezzogiorno, in un ambiente raccolto e raffinato per le proposte più intriganti; le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tra cui la Sala Etrusca dedicata ai pianisti, sono gli spazi pomeridiani; musica non stop, da mezzogiorno a notte fonda, al Palazzo dei Sette, dove jazz ed enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, trovano una accattivante simbiosi. Ancora al Palazzo dei Sette, per chi vuole far tardi non c’è niente di meglio delle jam session che sono uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si comincia intorno a mezzanotte con la house band e si prosegue finché si ha voglia. Jazz lunch e jazz dinner, infine, al San Francesco. Come sempre, ci sono i Funk Off a sfilare per le vie del centro della Città della Rupe. In questo caso, la location è la città stessa.

Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival.

Il primo è il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno il pomeriggio nel Duomo. I canti religiosi della tradizione afroamericana sono una presenza fissa dei programmi del festival.

Il secondo è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con i Gran Cenoni di Capodanno e i concerti prima e dopo lo scoccare della mezzanotte.

Orvieto e Umbria Jazz attendono il popolo del jazz con l’obiettivo di confermarsi evento che si colloca al centro della vita culturale e della attrattività turistica del prossimo inverno.

LENNY KRAVITZ annuncia il tour mondiale “HERE TO LOVE” in arrivo in Italia nel 2020

10 luglio ore 21,30  Arena Santa Giuliana – Umbria Jazz 20 – Perugia

 

Sulla scia di un trionfale World Tour di 2 anni, Lenny Kravitz torna di nuovo on the road con “Here To Love” Tour 2020.

BIGLIETTI IN VENDITA DA:

Martedi’ 15  OTTOBRE   ORE 10:00 PRE – SALE ONLINE (*) IN ESCLUSIVA PER GLI ASCOLTATORI DI VIRGIN RADIO 

registrati su  virginradio.it  per ricevere il codice che renderà possibile l’acquisto  su www.ticketone.it/virginradio

Giovedi’  17 OTTOBRE    ORE 10:00 ON LINE SU www.ticketone.it e www.dalessandroegalli.com e www.umbriajazz.com

PIT Posto unico in piedi

€69,00 + €10,35= €79,35

PLATEA Posto unico in piedi

€57,00 + €8.55= €65.55

GRADINATA non numerata

€62,00 + €9,30= €71,30

Noto per i suoi concerti super energici, la sua promessa è quella di mantenere la fama di fare concerti live. Lenny Kravitz enfatizza ancora una volta l’unione di rock-and-roll, funk, blues e soul nel suo 11° album, Raise Vibration. Trae ispirazione dai giovani, ma risplende grazie ai suoi 3 decenni di saggezza, rappresenta una potente rinascita creativa in un corpo audace, splendente e brillante che si addice al suo spirito sconfinato.

Considerato uno dei principali musicisti rock dei nostri tempi, Lenny Kravitz ha trasceso generi, stili, razze e classi nel corso della sua ventennale carriera musicale. La musica rock e funk influenza gli animi degli anni ’60 e ’70; lo scrittore, produttore e polistrumentista ha vinto 4 Grammy Awards consecutivi, oltre a stabilire un record per il maggior numero di premi vinti nella categoria Best Male Rock Vocal Performance. Oltre ai suoi dieci album in studio, che hanno venduto 40 milioni di copie in tutto il mondo, questo artista multidimensionale è passato al cinema, nel ruolo di Cinna, un successo ai botteghini con The Hunger Games e The Hunger Games: Catching Fire. Lenny Kravitz lo possiamo anche vedere nei film tanto acclamati dalla critica Precious and The Butler. La sua società creativa Kravitz Design Inc. promuove un vasto portafoglio di iniziative important e comprende proprietà alberghiere, progetti condominiali, residenze private e storici marchi di fascia alta come Rolex, Leica e Dom Perignon.

Umbria Jazz: non solo musica

Il valore economico-sociale della manifestazione su Perugia e il suo territorio

 

Lo studio è stato promosso dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia, di Federalberghi Umbria e Confcommercio Umbria. Patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

La ricerca è stata realizzata dai docenti del Corso di Laurea in Economia del Turismo del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia (Stesura del rapporto dr. Fabio Forlani e dr. Simone Splendiani, collaborazione nella raccolta dati dr.ssa Adele Mauro).

Nel 2007 Umbria Jazz è stata oggetto di uno studio dei professori Bracalente e Ferrucci del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia con l’obiettivo di individuare ed analizzare l’impatto economico del festival nella città di Perugia.
I risultati furono molto lusinghieri, e dimostrarono che per ogni euro investito nella manifestazione se ne producevano tre di ricavi a favore dell’economia urbana.
A distanza di oltre 10 anni per l’edizione 2018 il Prof. Ferrucci, partendo da tale studio, ha aggiornato l’analisi e attraverso l’ideazione di una batteria di indicatori (segnali o proxy) capaci di captare l’andamento tendenziale ha ricalcolato l’impatto economico di UJ nell’economia urbana.

L’analisi frutta una sorta di “cruscotto” strategico molto semplice da implementare e tempestivo nel fornire i follow up, che dopo la buona prova fornita nell’edizione 2018 si è deciso di testare nuovamente con l’edizione 2019.

Come evidenzia il rapporto elaborato da Forlani e Splendiani, sulla base dei risultati prodotti nell’edizione 2019, si può innanzitutto evidenziare che la solidità metodologica dell’approccio d’analisi. Gli autori evidenziano che l’approccio in oggetto, dopo ulteriori test di rifinitura da effettuare su altri eventi e in altre città, potrebbe trovare valida implementazione per monitorare in modo sistematico gli eventi e le manifestazioni culturali più rilevanti dell’Umbria. Lo strumento consente infatti di valutare in modo oggettivo la dinamica e gli effetti delle risorse finanziarie (specie quelle pubbliche) investite nelle manifestazioni turistico-culturali. Continua a leggere

Umbria Jazz Edizione 2019 : edizione record conclusasi con Christian McBride e Ms. Lauryn Hill

Di Annamaria De Crescenzo
Foto: Catuogno Mario by SpectraFoto http://www.spectrafoto.com

 

Dopo otto giorni di Festival a seguire, su e giù per le varie location della Città i vari concerti, la stanchezza inizia a farsi un po’ sentire. Ma sappiamo che gli ultimi giorni sono pieni di Artisti importanti e con progetti davvero innovativi e allora, via a seguire tutti gli eventi del week end.

Iniziamo sabato 20 luglio con il concerto previsto sempre alle 12 alla Galleria Nazionale dell’Umbria del duo Daniele Di Bonaventura e Giovanni Ceccarelli special guest Jaques Morelenbaum con il progetto “Eu Te Amo” dedicato alla musica di Tom Jobim. “Eu te Amo” è il titolo di una bellissima canzone appunto di Tom Jobim su un testo di Chico Buarque e ha ispirato il duo bandoneon /pianoforte Di Bonaventura e Ceccarelli che hanno dato origine ad un disco dalle sonorità affascinanti e coinvolgenti che solo la musica brasiliana sa esprimere. Non potevano scegliere un partner migliore per questa musica di Morelenbaum, autentica star della musica brasiliana visto che è uno dei musicisti più famosi e stimati a livello mondiale. Un disco da acquistare e dal quale farsi conquistare senza alcun dubbio.

Nel pomeriggio altri due concerti spettacolari: il primo molto originale di Mauro Ottolini “Sea Shell musica per conchiglie” dove appunto sono state protagoniste le conchiglie di ogni forma e dimensione e che rappresenta un atto di amore verso il mondo marino e allo stesso tempo una denuncia dei problemi che lo mettono in pericolo come l’inquinamento. Musica per Conchiglie è quindi un’opera realizzata senza usare strumenti musicali convenzionali, ma utilizzando suoni ottenuti esclusivamente da conchiglie provenienti dai mari di tutto il mondo. Sea Shell mescola i suoni naturali del mare, del vento, delle cicale, delle pietre sonanti di Pinuccio Sciola, le lattine abbandonate sulla spiaggia, i giocattoli sonori, gli strumenti aborigeni e quelli artigianali sardi in armonia perfetta con le percussioni, con le voci delle balene o con il rumore dei detriti marini calpestati La band è un sestetto: Mauro Ottolini – conchiglie, trombone, strumenti fatti con le zucche; Antonio Njgen Coatti – conchiglie; Vincenzo Vasi – flauto a naso, theremin, giocattoli sonori, lattine bicchieri materiale plastico e rifiuti sonori; Giulio Corini – contrabbasso; Maurilio Balzanelli e Simone Padovani – percussioni.

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Umbria Jazz Edizione 2019: Perugia capitale non solo del jazz ma anche di puro Rock

Di Annamaria De Crescenzo
Foto : Catuogno Mario by SpectraFoto http://www.spectrafoto.com

L’Edizione 2019 di Umbria Jazz continua, con grande successo e affluenza di pubblico sia ai vari concerti previsti nella programmazione del Festival che in piazza dove ogni pomeriggio e ogni sera, sia ai Giardini Carducci che sul palco di Piazza IV Novembre si alternano musicisti e band di importanza anche internazionale come Ray Gelato & The Giants, Supnick Swing feat Red Pellini e Miss Faro, Thornetta Davis, Bobby Broom Organi-sation, Allan Harris Band solo per citarne alcuni oltre ovviamente l’allegria e l’energia dei Funk Off la marching band più famosa d’Italia che da oltre 20 anni porta la sua musica per le strade di Perugia, di Orvieto e di Terni nelle varie edizioni anche winter e spring della stessa manifestazione.

Questi saranno i giorni dei grandi miti del rock e della pop/elettronica e l’attesa in città per i nomi in cartellone diventa spasmodica.

Prima di arrivare ai concerti previsti all’Arena, abbiamo avuto il piacere di ascoltare, per il concerto pomeridiano al Teatro Morlacchi Joel Ross, l’astro nascente del vibrafono, oltre a bravissimo compositore e pianista. In pochi anni è riuscito ad intraprendere collaborazioni importanti con star del jazz come Herbie Hancock, Christian Mc Bride solo per citarne alcuni e ultimamente ha firmato un contratto per Blue note pubblicando il suo primo disco “KingMaker”. Ad Umbria jazz ha portato un nuovo progetto “Good vibes” con la partecipazione di musicisti bravissimi come Immanuel Wilkins, Jeremy Corren, Kanoa Mendenhall, Kush Abadey.

È tempo di rock. La serata all’Arena Santa Giuliana si apre con Nik West, già ospite di Umbria Jazz nell’edizione dell’anno scorso, ritorna colei che è stata definita la “versione femminile” di Lenny Kravitz. Grande presenza scenica con un look molto anticonvenzionale, è una vera esplosione di energia, una bassista e vocalista e songwriter di grandissimo talento, con uno stile che attinge molto nel funky e nel soul e che riesce a dominare il palco come un’autentica leonessa del soul/rock di pura adrenalina.

Il pubblico freme. Sono tutti in attesa della grande star della serata al punto tale che anche la canonica mezz’ora di cambio palco sembra un’eternità. Pur non avendo l’autorizzazione dal management a scattare foto da sottopalco, ci proviamo a rendere, anche visivamente, quello che è stato il concerto di Nick Mason e che il pubblico presente (Arena stracolma in ogni ordine di posto), non dimenticherà facilmente. Continua a leggere

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